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La manipolazione mentale

Le sette criminali e la manipolazione mentale

INTRODUZIONE

Il tema della manipolazione mentale è strettamente connesso con quello del settarismo criminale che utilizza il controllo mentale distruttivo. Parlare di manipolazione mentale significa fare riferimento a un particolare tipo di relazione, dove uno o più individui senza scrupoli, adottando tecniche raffinate e consolidate di condizionamento mentale e di suggestione psicologica, cercano di soggiogare altri individui alla loro volontà strutturando così delle relazioni patologiche caratterizzate da dinamiche di potere distruttivo finalizzato all’annullamento della identità della vittima e alla sua strumentalizzazione.

Le stesse dinamiche possono essere ritrovate anche nelle relazioni di coppia. Molte donne vengono costrette in uno stato di totale dipendenza, costrette a non avere più rapporti con nessuno al di fuori del partner, soprattutto con chi manifesta apertamente critiche alla relazione. Vengono tenute in uno stato totale di dipendenza economica e costrette a non lavorare. Subiscono maltrattamenti se solo provano ad esprimere i loro desideri, i loro bisogni e sono ritenute responsabili di tutto ciò che non va nel matrimonio perché non sono mai abbastanza compiacenti con il proprio partner. E’ evidente che in una situazione psicologica di questo tipo la loro autostima è praticamente inesistente e perciò arrivano a convincersi di non poter fare a meno dei loro uomini che puntualmente non esitano a minacciarle di morte per prevenire qualsiasi tentativo di fuga.

Infine vorrei almeno citare quelle situazioni in cui la manipolazione mentale viene utilizzata per adescare anziani da truffatori senza scrupoli o minori da organizzazioni criminali che non esitano a mercanteggiare sulla pelle dei bambini per il loro perverso piacere sessuale o per il loro profitto. La manipolazione mentale con finalità criminali viene utilizzata anche sulla pelle di persone disperate che, non avendo più speranza, si rivolgono alla magia cadendo alla fine anche nelle tele di ragno dell’usura e purtroppo viene utilizzata anche in quelle situazioni legate alla presa in cura delle persone laddove si dovrebbe trovare un reale aiuto e invece a volte si rimane vittima di relazioni distruttive che non hanno altra finalità se non quella del guadagno o del potere indiscriminato sull’altro.

1. LE SETTE CRIMINALI E IL CONTROLLO MENTALE DISTRUTTIVO.


In questo lavoro mi limiterò a trattare il tema della manipolazione mentale in relazione alle sette in generale e al satanismo criminale in particolare. In genere i gruppi settari si costituiscono intorno alla figura di un leader mentre nelle sette sataniche la fedeltà degli adepti non è rivolta al culto della personalità carismatica , bensì alla stessa dottrina satanista che promette il conseguimento del potere, del successo e del piacere attraverso determinati rituali di profanazione della liturgia cattolica, le cosiddette ‘messe nere’, che si esplicano molto spesso in chiese sconsacrate o all’aperto dove si officiano rituali sacrificali che prevedono l’uccisione di animali; l’esaltazione satanica criminale può arrivare a concepire nel nome del maligno anche sacrifici umani e l’accoppiamento con giovani vergini che precede rituali orgiastici collettivi. A mio parere, quindi, quando si investiga sulla sparizione di un individuo, tra le tante piste certamente non va trascurata nemmeno l’ipotesi del satanismo almeno per poterla scartare con certezza visto il preoccupante proliferare, anche nel territorio del nostro stato, di gruppi la cui presenza è stata accertata da organismi ufficiali, quali il Ministero dell’interno, e nei quali potrebbero verificarsi nel tempo delle degenerazioni che potrebbero sfociare anche in crimini violenti. Ritengo infatti che ci possa essere una sorta di assuefazione nella ricerca del piacere e del potere, la cui ombra può contenere in germe futuri sviluppi distruttivi difficilmente prevedibili quando si rasenta il confine labile del bene e del male e quando sono presenti evidenti dinamiche di onnipotenza che alla fine possono rompere gli argini e dare il via ad istinti dagli esiti nefasti. Quando poi, e molto spesso è così, nei rituali satanici è previsto l’uso di sostanze stupefacenti allucinogene i rischi si fanno ancora più fondati. E’ storia recente la drammatica vicenda delle cosiddette ‘Bestie di Satana’ e se possibile l’ancora più drammatica ed interminabile cronaca giudiziaria del ‘Mostro di Firenze’ che sta angosciando con i suoi inquietanti risvolti l’opinione pubblica del nostro paese da molti decenni: anche in questo caso, se le ipotesi investigative degli inquirenti saranno verificate e comprovate al di là di ogni ragionevole dubbio ci si troverebbe di fronte ad una sconcertante serie di omicidi rituali a sfondo satanico.

Queste organizzazioni, infatti, possono attirare o essere addirittura fondate da personalità connotate da pericolose caratteristiche antisociali che possono slatentizzarsi nell’ambito di un gruppo che le cova e le fomenta e sappiamo bene quanto le dinamiche di gruppi con queste caratteristiche possano agevolare la formazione di comportamenti violenti e distruttivi che poi fagocitano in sé la volontà individuale che viene annullata dalla volontà del gruppo soprattutto se, appunto, guidato da un leader carismatico profondamente disturbato. E’ nota a tutti la vicenda di Charles Manson e della sua cosiddetta ’Famiglia’, credo. Comunque, a differenza di altri gruppi settari, al culto satanista, come scrive Francesco Barresi (1), gli affiliati si accostano per convinzione personale e non tanto a causa di fattori persuasivi esterni, tranne, vorrei aggiungere, i casi in cui sono coinvolti minori o persone affette da patologie psichiche tali da offuscare la loro capacità di intendere e di volere o da profili di personalità tali da renderli particolarmente suggestionabili o manipolabili. L’autore, sociologo e criminologo appartenente alla Polizia di Stato, scrive che un altro aspetto fondamentale che caratterizza il satanismo è la segretezza, aspetto questo che rende particolarmente difficoltose le indagini delle forze dell’ordine e anche la ricerca sul fenomeno.
A tal proposito, continua, è necessario adottare delle adeguate metodologie investigative, sia dal punto di vista preventivo che repressivo, ed è fondamentale prestare particolare attenzione alla presenza di segni e simboli esoterici sulla scena di eventuali crimini per poter eventualmente indirizzare le indagini verso una pista satanica.(2)

Inoltre vorrei a questo punto segnalare la suddivisione che propone lo stesso Barresi delle varie forme in cui si può manifestare il fenomeno satanico basata sulla modalità comportamentale-motivazionale del satanista:

1) satanismo religioso: culto satanico in cui l’adepto si dimostra realmente devoto alla divinità infernale e in questa crede realmente;
2) satanismo ludico: culto satanico a cui l’adepto si accosta più per gioco che per convinzione fideistica;
3) satanismo sessuale: culto satanico a cui il soggetto si rivolge per estrinsecare le sue pulsioni sessuali;
4) satanismo acido: satanismo di tipo adolescenziale a cui l’adepto si avvicina per consumare droghe di vario genere, fra le quali rientrano anche gli abusi di alcool;
5) satanismo schizofrenico: culto satanico a cui l’adepto si rivolge spinto da gravi psicopatologie. (3)

Sono inoltre convinto che la letteratura psicologica fornisca ,a individui senza scrupoli, degli ottimi strumenti da utilizzare per manipolare ai loro scopi altri individui più vulnerabili e suggestionabili: soprattutto le tecniche ipnotiche e tutto ciò che concerne le dinamiche e le tecniche di persuasione e condizionamento ,che se utilizzate con finalità genuinamente terapeutiche possono ottenere dei risultati positivi per la salute e la crescita psicologica delle persone, nelle mani sbagliate, invece, possono diventare degli strumenti veramente pericolosi.
E’ necessario, quindi, che la criminologia e la psicologia giuridica si occupino con particolare attenzione del fenomeno settario : secondo Marco Strano (4), quando alcuni crimini vengono progettati ed eseguiti all’interno di tali organizzazioni, la rilevanza che questi fatti assumono da un punto di vista criminologico richiede uno studio accurato del particolare clima psicologico che si viene strutturando all’interno della setta, laddove alcuni leader ingeriscono pesantemente sui processi decisionali degli adepti, per cercare di interpretare i crimini che si verificano in questi ambienti esoterici ed occulti iniziando, a tal proposito, con lo studiare gli aspetti antropologici ed organizzativi delle sette per poter comprendere l’ambito in cui trova origine la condotta delittuosa, per poter mettere a fuoco gli aspetti psicosociali che favoriscono l’avvicinamento degli individui a tali realtà e per cercare di comprendere la capacità dell’atmosfera esoterica di interferire nei processi percettivi e di significazione che sono alla base del comportamento criminale.

Lo stesso autore (5) delinea le ragioni che spingono un individuo ad avvicinarsi ad un gruppo pseudoreligioso suddividendole in variabili sociali e psicologiche.

Le variabili sociali segnalate sono le seguenti:

– processo di secolarizzazione della Chiesa cattolica e conseguente apertura di spazio di culto per movimenti religiosi alternativi;
– diffusione di ideologie ecologiste e antitecnologiche nel tessuto sociale e pronta acquisizione di tali connotazioni ideali da parte di sette di varia estrazione, soprattutto di matrice new age;
– progressivo slittamento culturale dal collettivismo all’individualismo, dovuto alla crisi delle grandi ideologie di matrice socialista, con conseguente maggiore richiesta di culti e pacchetti valoriali riferiti alla sfera intima, emotiva e psicologica dell’individuo;
– disagio generalizzato dovuto all’impatto aggressivo del progresso, talvolta di difficile inserimento nella sfera antropologica degli individui, con conseguente nascita di simpatia nei confronti di poteri magici e segrete conoscenze che permettano di governare la sovrastimolazione, la frenesia sociale e la generica incertezza per il futuro;
– diffusa ricerca di esclusività in antagonismo schizofrenico alla ricerca di standardizzazione e conformità.

Le variabili psicologiche:

– antagonismo alla frustrazione di inadeguatezza sociale attraverso l’appartenenza ad un gruppo (la setta) che volutamente ingenera negli adepti la convinzione di essere viceversa importanti, naturalmente solo all’interno della setta stessa;
– carisma dei capi e complementare richiesta di potere carismatico da parte di soggetti insicuri;
– riduzione dell’ansia (es. della morte) attraverso il convincimento acquisito di esistenze ultraterrene, immortalità, ecc.;
– aumento dell’autostima a seguito dell’apprendimento di poteri magici che consentono una rinnovata capacità di determinare eventi e controllare l’ambiente esterno;
– riduzione dell’angoscia in situazioni di grande dolore psicologico (seguente ad esempio ad un lutto familiare),
– soddisfazione di bisogni di dipendenza e sottomissione da parte di soggetti con particolari profili di personalità;
– opportunità di relazioni interpersonali(anche sessuali) per soggetti con particolari difficoltà relazionali;
– solitudine e disgregazione familiare;
– particolare sensibilità alle tecniche di suggestione e di condizionamento operante (rinforzo sistematico di comportamenti utili da parte del leader carismatico).

Venendo ora ad affrontare nello specifico gli aspetti criminologici delle sette è necessario sottolineare che la motivazione alla base della fondazione di molti gruppi pseudoreligiosi non è per niente religiosa quanto invece basata su interessi ben più materiali ed utilitaristici.

Sempre Marco Strano (6), elenca la seguente lista di ‘interessi’ che in alcuni casi possono sconfinare nell’illegalità:

– acquisizione di ricchezze attraverso le quote di adesione degli adepti o, in alcuni casi, attraverso l’espoliazione dell’intero patrimonio degli adepti;
– acquisizione di ricchezze attraverso la vendita agli adepti di materiale bibliografico e rituale e l’organizzazione di corsi e seminari;
– soddisfazione di desideri sessuali e perversioni;
– acquisizione di vantaggi provenienti dalle singole attività professionali degli adepti;
– acquisizione di informazioni sensibili in campo industriale, finanziario-mobiliare e politico-istituzionale da parte degli adepti che ricoprono incarichi professionali e istituzionali elevati. Tali informazioni possono essere in seguito utilizzate dalla setta per speculazioni, ricatti, ecc.

L’autore (7) continua affermando che, soprattutto nei culti distruttivi, sono configurabili due categorie di crimini: i crimini commessi ai danni degli adepti e i crimini commessi dagli adepti ai danni di altri adepti o di persone esterne alla setta sotto l’influenza di condizionamenti da parte del gruppo a cui appartengono.

Per quanto riguarda i crimini commessi dai leader ai danni degli adepti che li subiscono con diversi gradi di consapevolezza elenca questa serie di reati:

1) truffe e frodi
2) minacce
3) estorsioni
4) sequestri di persona (di durata variabile)
5) sfruttamento (del lavoro e della prostituzione)
6) lesioni (procurate nel corso di rituali)
7) violenze fisiche di vario tipo
8) spaccio di stupefacenti
9) pedofilia
10) abusi sessuali
11) induzione al suicidio
12) omicidi

Per quanto riguarda invece i crimini commessi dagli adepti ai danni di altri adepti o di persone esterne alla setta, commessi in un generico quadro di alterazione della coscienza, l’autore (8) segnala i seguenti reati:

1) reati familiari (es. mancato sostentamento, abbandono, ecc.)
2) violenze e lesioni ad altri adepti nel corso di rituali
3) detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti
4) abusi sessuali e pedofilia
5) profanazione di cimiteri
6) maltrattamento di animali
7) furti (es. ostie e altri oggetti nelle chiese)
8) concorso in truffe e frodi
9) furto di informazioni
10) danneggiamenti ( chiese e altri locali)

C’è da aggiungere inoltre che ogni setta presenta dei reati ricorrenti :

1) sette transnazionali: truffe, spoliazione economica degli adepti, acquisizione di informazioni, ecc.;
2) sette sataniche: violenza sessuale, pedofilia, lesioni, detenzione e spaccio di stupefacenti, maltrattamento di animali, azioni contro il buon gusto (sanzionate penalmente), profanazione di cimiteri, minacce, ecc.;
3) psicosette: esercizio abusivo della professione di medico/psicologo, truffe. (9)

Per entrare nel cuore della manipolazione mentale, il tema specifico oggetto del presente lavoro, mi sembra inevitabile fare riferimento a Steven Hassan autore di due importanti lavori sul controllo mentale distruttivo: “Mentalmente Liberi” e “Releasing the Bonds” (non ancora tradotto in italiano) ai quali mi sono completamente ispirato.
A 19 anni venne reclutato da adepti della Chiesa dell’Unificazione di Moon, gruppo settario molto potente negli Stati Uniti.
In poco tempo arrivò a ricoprire importati cariche ai vertici dell’organizzazione fino a quando, in seguito ad un incidente, causato probabilmente dal sovraccarico di stress al quale era sottoposto per poter assolvere ai compiti strenui che gli venivano continuamente affidati per reperire soldi e reclutare nuovi adepti, i suoi genitori riuscirono a riportarlo a casa e a sottoporlo ad un programma di deprogrammazione che ebbe buon esito.

Nei 14 anni che seguirono alla sua fuoriuscita dalla setta si è completamente dedicato alla sensibilizzazione e alla divulgazione dei problemi legati al fenomeno dei culti distruttivi facendo una mirabile opera di prevenzione rispetto al rischio vittimologico che le persone corrono soprattutto nei momenti di maggiore vulnerabilità.
Ha conseguito un Master in Psicologia del Counseling presso il Cambridge College ed ha aperto la strada ad un nuovo approccio terapeutico denominato ‘Exit Counseling non coercitivo’ finalizzato al recupero e alla riabilitazione di ex adepti, alternativo alla deprogrammazione alla quale lui stesso venne sottoposto e che considera eccessivamente violenta.

Il suo approccio terapeutico (10) , indirizzato alla vittima di un culto distruttivo, è finalizzato ad evidenziare questi quattro punti

1. dimostrargli che è caduta in una trappola, cioè che si trova in una situazione nella quale è psicologicamente senza difese e dalla quale non può uscire;
2. farle notare che non ha mai scelto volontariamente di entrare in quella trappola;
3. informarla del fatto che altre persone in altri gruppi si trovano in trappole analoghe;
4. comunicarle con fermezza che può uscire da quella trappola.

Come fa notare l’autore questi quattro punti così ovvi a chi non si trova a vivere l’esperienza di un culto distruttivo sulla sua pelle non lo sono altrettanto per chi si trova a vivere una condizione di assoluto controllo mentale.

Il suo approccio terapeutico si basa su dei convincimenti di base relativi alla natura umana: (11)

1. le persone hanno bisogno e desiderio di crescere e sono orientate verso direzioni capaci di sviluppare e incoraggiare la loro crescita;
2. è importante che le persone si concentrino sul qui e ora e non rimangano avvinghiate al passato: che non si concentrino sugli errori commessi o su ciò che non hanno fatto bensì su ciò che possono fare adesso per cambiare in meglio la loro situazione;
3. le persone sceglieranno sempre e in qualsiasi momento ciò che reputano essere per loro la cosa migliore: sono entrate in una setta perchè credevano o volevano credere, perché ne avevano bisogno, che la dottrina divulgata dalla setta poteva rappresentare un vantaggio;
4. ogni persona è unica e ogni situazione è diversa dall’altra, per questo l’approccio di Hassan è totalmente centrato sul cliente e si adegua ai bisogni della singola persona e prevede, inoltre, che il consulente comprenda a fondo la persona che si trova di fronte: quali sono i suoi valori, i suoi bisogni, cosa vuole e come pensa. IL consulente, secondo Hassan, deve essere in grado di entrare nella mentalità del cliente per poterlo capire veramente e aiutarlo a fare ciò che lui e nessun altro vuole. Il suo approccio si basa sul convincimento che anche il seguace più indottrinato nel suo intimo in realtà voglia uscire dalla setta;
5. l’approccio è basato sulla famiglia degli adepti; è la famiglia, infatti, che viene travolta drammaticamente quando un congiunto, perlopiù i figli, viene reclutato in un culto distruttivo, ed è la famiglia stessa a rappresentare una risorsa fondamentale per la risoluzione positiva del caso. E’ necessario, a tal fine, insegnargli accuratamente le tecniche della comunicazione che gli permettano di essere efficaci nell’approccio con il loro congiunto per indurlo a collaborare. E’ evidente che tutto questo richiede da parte della famiglia molto impegno e dedizione: disponibilità nell’imparare nuovi modi di comunicare e accettare di elaborare le problematiche inconsce che in questa fase possono risvegliarsi. E’ infatti necessario affrontare e possibilmente risolvere eventuali problemi tra i familiari prima di tentare qualsiasi intervento. A questo proposito :” Quando l’attenzione viene centrata sulla famiglia tutti subiscono un cambiamento: dal canto suo il seguace del culto si rende conto che fuori dal gruppo stanno accadendo cose positive, mentre i familiari imparano a costruire un rapporto di fiducia e a fare in modo che il loro caro si interroghi sul suo operato. L’affetto di una famiglia è molto più forte di quello condizionato che gli adepti di un culto ricevono da parte dei loro dirigenti. Mentre la famiglia appoggia il diritto individuale di crescere e diventare un adulto autonomo e in grado di prendere da solo le proprie decisioni, l’affetto che un affiliato riceve dal culto ha lo scopo di mantenerlo per sempre in uno stato adolescenziale e di dipendenza, minacciandolo di far venir meno ogni forma di affetto nel caso prendesse decisioni che non collimano con quanto ordinatogli dal capo. Quando i familiari imparano a interagire in maniera efficace, l’aiuto che possono fornire è molto elevato e nel corso di un intervento questo fattore può diventare cruciale.” (12)

Nel suo approccio Steven Hassan non cerca mai di far allontanare l’affiliato dal gruppo o viceversa perché altrimenti lo stesso si sentirebbe minacciato; ciò che invece cerca di fare è presentargli altri modi per crescere sottoponendogli diverse prospettive e possibilità. Aiuta le persone a vedere alternative che non sapevano esistessero poi le incoraggia a fare ciò che pensano sia meglio per loro e cerca di fare in tutti i modi per fargli sentire di avere in mano il pieno controllo della situazione infatti, “ ….il controllo mentale esercitato dai culti non riesce mai a cancellare del tutto il vero Io della persona (John-John). E’ certamente vero che impone una identità dominante fornita dal culto (John-l’adepto) che cerca continuamente di reprimere il vero Io. Quale seguace della Chiesa dell’Unificazione pensavo veramente di essere ‘morto a me stesso’; lo Steve – moonista pensava che il vecchio Steve Hassan fosse morto. Ma il mio vero Io si è risvegliato durante la deprogrammazione: era sempre stato lì. Fui in grado di ricordare tutte le contraddizioni, i conflitti e le promesse non mantenute da Moon che nel periodo in cui ero un adepto avevo sperimentato – ma non elaborato – e tale presa di coscienza mi permise di uscirne fuori. Dentro di me l’avevo sempre saputo. Riuscire a mettersi in contatto con il nucleo centrale e profondo di un individuo è ciò che mi permette di aiutare qualcuno a uscire da un culto. Se quel nucleo centrale è felice e contento del suo impegno nel gruppo, c’è assai poco da fare. Quella persona non si trova affatto sotto controllo mentale. Egli ha scelto di essere là. Ma non sono questi i casi che mi vengono normalmente sottoposti. Le famiglie mi chiamano quando si accorgono che sta succedendo qualcosa di terribile. E ho constatato che quando un individuo schiavizzato viene messo in condizione di poter scegliere, si guarda bene dallo scegliere di fare lo schiavo: perlomeno non quando è in grado di decidere da solo della propria vita, avere normali rapporti che non subiscano limitazioni di sorta e curare i propri sogni e interessi.(13)

Questo approccio terapeutico presenta altri aspetti molto ben definiti. Come prima cosa si concentra sul processo di cambiamento. Ciò significa che il come una persona arriva a cambiare è ben più importante di che cosa o perché cambia. Poi, nella convinzione che le persone siano interessate a crescere e a imparare persegue finalità educative e cerca di insegnare nozioni utili di psicologia, la comunicazione, i problemi del controllo mentale e lo stile di altri culti distruttivi, come pure la storia di un particolare gruppo, le contraddizioni dottrinali operate al suo interno e la sua dirigenza.

In ‘Releasing the Bonds’, Hassan presenta lo sviluppo del suo exit counseling. Il nuovo approccio terapeutico viene definito ‘Strategic Interaction Approach’ (in italiano Approccio di Interazione Strategica) finalizzato ad aiutare e a comprendere meglio l’affiliazione di chi è coinvolto in una setta distruttiva. Inoltre presenta nuovi strumenti operativi anche per i familiari e gli amici delle vittime di manipolazione mentale e introduce inoltre un intervento in tre parti sulla fobia, elemento fondamentale che tiene legato l’affiliato alla setta che gliel’ha inculcata.:” (…..) Il SIA differisce poi dall’exit counseling per l’enfasi posta sul processo di cambiamento, piuttosto che sul puro contenuto informativo. Il modello dell’exit counseling partiva dal presupposto che l’assistente possedeva informazioni difficili da ottenere. Tutto questo è cambiato perché al giorno d’oggi critici ed ex membri di diversi gruppi stanno pubblicando sul web informazioni su sette e controllo mentale. Con l’avvento di internet chiunque abbia un computer e un modem può mettersi in contatto con altre famiglie, ottenere l’assistenza di esperti ed ex membri, trovare informazioni in modi fino a poco tempo fa impossibili.

Ora che l’informazione è diventata così accessibile, possiamo dedicare il nostro tempo a sviluppare un’accurata comprensione del membro, del gruppo a cui appartiene, degli amici e familiari che lo amano. Inoltre nel Strategic Interaction Approach apprendiamo come identificare i fattori che rendono più vulnerabili al controllo mentale, come ad esempio disordini di apprendimento, problemi sessuali irrisolti, o fobie preesistenti da cui le sette possono trarre vantaggio. Creiamo un modello delle varie parti del sè autentico del nostro caro che sono state coltivate per reclutarlo nell’identità settaria. Comprendere queste sub – personalità aiuta ad entrare in relazione con l’identità settaria, e ci aiuta anche ad identificare e incoraggiare quegli aspetti dell’identità settaria che vale la pena preservare (……) (14)

IL CONTROLLO MENTALE DISTRUTTIVO.
Il controllo mentale distruttivo è quella caratteristica che differenzia le sette criminali dalle organizzazioni con finalità che non nuocciono all’integrità e alla libertà individuale.
“Quando ero nel culto di Moon i miei amici e familiari mi dicevano spesso che ero stato “plagiato”, o che mi trovavo sotto “controllo mentale”.
All’epoca pensavo che “controllo mentale” significasse essere ammanettato, torturato e interrogato sotto luci violente, e sapevo che a me non era accaduto. Così quando mi chiamavano ‘robot plagiato’ pensavo che mi stessero semplicemente perseguitando per le mie convinzioni e credenze. E i loro commenti negativi finivano per rafforzare la mia dedizione al gruppo. Come qualsiasi altro membro di un gruppo distruttivo, prima di riuscire a capire che vi ero stato sottoposto avevo bisogno di capire che cos’è davvero il controllo mentale e come viene usato.
Nel corso della mia deprogrammazione il libro del 1961 di Robert Jay Lifton,” Thought Reform and the Psychology of Totalism”, mi fornì il primo sistema di riferimento per comprendere il controllo mentale.(….)

Nel capitolo 22 del suo libro Lifton identifica otto criteri che contraddistinguono l’uso della ‘riforma del pensiero’ o controllo mentale: controllo di milieu, manipolazione mistica, richiesta di purezza, culto della confessione, scienza sacra, linguaggio caricato, dottrina contro persona e dispensazione dell’esistenza. Lifton scrive che mentre molti gruppi mostrano alcuni di questi punti, il gruppo che mostri tutti e otto questi criteri sta usando controllo mentale distruttivo.

Gli otto criteri di Lifton.

1. Controllo del milieu: controllo dell’ambiente e della comunicazione all’interno dell’ambiente. Comprende non solo la comunicazione tra le persone, ma anche come il gruppo si inserisce nella mente dell’individuo e controlla il suo dialogo interno.
2. Manipolazione mistica: costruzione artificiosa di esperienze per inscenare eventi apparentemente spontanei e “sovrannaturali”. Tutti manipolano tutti per uno scopo più elevato.
3. Richiesta di purezza: stabilire standard di prestazioni impossibili da raggiungere, creando perciò un ambiente di colpa e vergogna. Indipendentemente da quanto duramente una persona ci provi, non vi giunge mai, sta male e lavora ancora più sodo.
4. Culto della confessione: distruzione dei confini personali e attendersi che ogni pensiero, sentimento o azione – passati o presenti – non conformi alle regole del gruppo vengano condivisi o confessati. Queste informazioni non vengono dimenticate o perdonate, ma usate piuttosto per controllare.
5. Scienza sacra: la convinzione che il dogma del gruppo sia assolutamente scientifico e moralmente vero, senza spazio per domande o punti di vista alternativi.
6. Linguaggio caricato: uso di un vocabolario che limita i pensieri del membro verso un assoluto, un bianco – e nero, verso “clichè blocca pensiero” capiti unicamente dagli interni.
7. Dottrina contro persona: imposizione delle credenze del gruppo su esperienza, coscienza e integrità individuali.
8. Dispensazione dell’esistenza: convinzione che i membri del gruppo abbiano diritto di esistere mentre tutti gli ex membri, i critici o i dissidenti non l’abbiano.” (15)

Gli studi di Psicologia Sociale, inoltre, sono fondamentali per comprendere come i culti utilizzano i processi di influenza sociale, ad esempio la pressione da parte del gruppo e l’obbedienza all’autorità, per controllare i propri membri.

Nell’ambito della Psicologia Sociale un nome d’eccellenza è sicuramente quello di Kurt Lewin: la sua teoria del campo, i suoi studi sulla coesione, sui processi decisionali nei gruppi, sulle differenze tra autoritarismo e democrazia, sulle tecniche di modificazione dell’atteggiamento e sulla risoluzione dei conflitti sono fondamentali per approcciarsi al tema del controllo mentale settario e hanno influenzato la formazione di Steven Hassan così come gli studi del Dott. Philip Zimbardo sul potere dei processi di influenza sociale che condusse un esperimento, diventato famoso, sulla psicologia sociale dell’imprigionamento, nel quale, riproducendo con estrema cura e verosimiglianza l’esperienza della prigionia riuscì a dimostrare quanto l’identità della persona dipenda dal ruolo che sta recitando, dal modo in cui gli altri la trattano, da quale uniforme o abbigliamento indossi. Hassan scrive che Zimbardo gli ha insegnato la più importante regola della psicologia sociale, cioè “l’errore fondamentale di attribuzione”. Soprattutto nelle culture, come quella statunitense dove viene ampiamente valorizzata l’individualità, le persone in genere presumono di agire sempre in base alla propria idea piuttosto che in base all’influenza esercitata da forze esterne. Invece la psicologia sociale ha dimostrato che tutti siamo profondamente influenzati dal nostro ambiente e che è naturale per l’essere umano adattarsi a ciò che viene percepito come un comportamento corretto. (16)

Secondo Hassan il controllo mentale non è un processo ambiguo, mistico, bensì è un concetto riferibile a una specifica serie di metodi e tecniche come l’ipnosi o il blocco del pensiero che influenzano il modo in cui una persona pensa, sente ed agisce.
In sé non è buono né cattivo: a determinare la sua qualità in un senso o nell’altro è l’utilizzo che se ne fa e le finalità che si prefigge. Diventa distruttivo, infatti, quando viene utilizzato per minare la capacità di pensare e di agire autonomamente.

Scrive l’autore:

“Il controllo mentale, come viene utilizzato dalla maggior parte dei culti distruttivi, non cerca di fare altro che intralciare l’identità vera dell’individuo – comportamento, pensieri, emozioni – e ricostruirla ad immagine del leader. Lo si fa controllando rigidamente la vita fisica, intellettuale, emotiva e spirituale del membro. Unicità e creatività della persona vengono soppresse. Il controllo mentale settario è un processo sociale che incoraggia obbedienza, dipendenza e conformità. Scoraggia autonomia e individualità immergendo i principianti in un ambiente che reprime la libera scelta. I dogmi del gruppo diventano l’unica preoccupazione della persona. Qualsiasi cosa o chiunque non rientri in questa realtà rimodellata diventa irrilevante.” (17)

In questo suo lavoro Hassan cita un’altra autorevole studiosa del fenomeno settario, Margareth Singer, che negli anni ’50 studiò gli effetti della riforma del pensiero sui prigionieri di guerra coreani. Le sei condizioni che la Singer ritiene indispensabili perché si possa parlare di riforma del pensiero sono le seguenti: (18)

1. Acquisire il controllo sul tempo personale individuale, in particolare sul tempo dedicato alla riflessione e all’ambiente fisico
2. Creare senso di impotenza, paura e dipendenza, fornendo contemporaneamente modelli che dimostrino il nuovo comportamento che la leadership vuole produrre.
3. Manipolazione di premi, punizioni ed esperienze al fine di sopprimere precedenti comportamenti e atteggiamenti sociali, compreso l’utilizzo di stati alterati di coscienza per manipolare l’esperienza.
4. Manipolazione di premi, punizioni ed esperienze per provocare comportamenti e atteggiamenti voluti dalla leadership.
5. Creazione di un sistema fortemente controllato, con un sistema logico molto ristretto in cui chi dissente viene fatto sentire come se i suoi interrogativi indicassero che esiste qualcosa di intrinsecamente sbagliato in lui.
6. Mantenere i membri inconsapevoli e non informati sul fatto che esiste un’agenda tesa a controllarli e modificarli. La leadership non potrebbe portare avanti un programma di riforma del pensiero se il membro fosse al pieno delle sue capacità e avesse dato il suo consenso informato.

Per Steven Hassan Lavaggio del Cervello (Brainwashing in inglese) e controllo mentale non sono sovrapponibili:

“(…..) il termine lavaggio del cervello viene spesso associato a comportamenti apertamente coercitivi, esemplificati dall’immagine di un prigioniero nelle mani di carcerieri che abusano di lui. All’inizio del processo di “lavaggio del cervello” il soggetto considera gli “agenti di influenza” come “nemici”, e viene costretto ad obbedire.
Nel caso del controllo mentale gli “agenti di influenza” vengono visti come amici o mentori, il che porta all’abbassamento delle difese rendendo le persone più vulnerabili alla manipolazione. La chiave del successo del controllo mentale risiede nella sua sottigliezza, astuzia, nel modo in cui promuove la “illusione di controllo”. L’individuo crede di “prendere decisioni autonome” quando in realtà è stato socialmente influenzato a disinserire la mente critica e la capacità di prendere decisioni indipendenti. (….) Quando l’individuo fa un passo indietro e valuta oggettivamente la grande quantità di influenza sociale esercitata per portarlo alla resa, il grado di manipolazione diventa molto evidente.” (19)

Un altro studioso che ha contribuito alla comprensione dei processi di controllo mentale è lo psicologo Leon Festinger con la sua teoria della dissonanza cognitiva il cui principio base è il seguente: “Se cambiate il comportamento di una persona, i suoi pensieri e sentimenti cambieranno per minimizzare la dissonanza.” (20)

Hassan riprende nel suo lavoro questa teoria e spiega che per Festinger “(….) la ‘dissonanza’ è la tensione psicologica che si crea quando il comportamento entra in conflitto con le convinzioni. Così come la fame, questa tensione è uno stato di disagio che porta a prendere misure tese a ridurla. Si preferisce avere comportamento, pensieri ed emozioni reciprocamente coerenti, e si possono tollerare solo piccole discrepanze tra queste tre componenti della nostra identità. La ricerca psicologica ha dimostrato che se una qualsiasi di queste tre componenti cambia, le altre due si modificheranno per ridurre la dissonanza cognitiva.”(21)

Quindi il controllo del comportamento, il controllo dei pensieri e il controllo delle emozioni sono gli strumenti che le sette distruttive utilizzano per manipolare mentalmente i loro adepti .
A queste tre componenti Hassan aggiunge il controllo delle informazioni finalizzato a limitare le capacità di pensiero indipendente dell’individuo. Riporto di seguito e integralmente gli schemi esemplificativi con cui Hassan illustra le modalità di controllo del comportamento, controllo dell’informazione, controllo del pensiero e controllo delle emozioni utilizzate dai culti distruttivi: (22)


Il controllo del comportamento

1. Regolazione della realtà fisica dell’individuo
a. dove, come e chi il membro vive o frequenta
b. che tipo di abbigliamento, colori, acconciatura indossa
c. che cibo mangia, beve, adotta e rifiuta
d. quanto tempo per dormire riesce ad avere
e. dipendenza finanziaria
f. poco o inesistente tempo libero per i piaceri, il divertimento, le vacanze

2. Dedicare molto del proprio tempo a sedute di indottrinamento e rituali del gruppo
3. Deve chiedere l’autorizzazione per decisioni importanti
4. Deve riferire ai superiori pensieri, sentimenti e attività
5. Premi e punizioni (tecniche di modificazione comportamentale – positivo e negativo)
6. Individualismo scoraggiato: prevale il pensiero di gruppo
7. Regole e regolamento rigidi

Il controllo delle informazioni:

1. Uso dell’inganno
a. trattenere deliberatamente informazioni
b. distorcere le informazioni per renderle più accettabili
c. palesi menzogne

2. Scoraggiare o minimizzare fonti informative esterne al gruppo
a. libri, articoli, giornali, riviste, TV, radio
b. informazioni critiche
c. ex membri
d. mantenere i membri così occupati da non avere il tempo per pensare o per controllare personalmente

3. Compartimentazione dell’informazione: dottrine per esterni, dottrine per interni
a. l’informazione non è liberamente accessibile
b. l’informazione varia a missioni e livelli diversi in un ambito piramidale

4. Incoraggiare lo spiarsi a vicenda
a. appaiamento con un sistema di “amici” per osservare e controllare
b. riferire alla leadership pensieri, sentimenti e azioni devianti
c. comportamento individuale osservato dall’intero gruppo
d. la leadership decide chi “ha bisogno di sapere” cosa e quando

5. Uso estensivo di informazioni e propaganda auto – generate
a. bollettini, riviste, pubblicazioni, audiocassette, videocassette ed altri mezzi
b. citazioni erronee, affermazioni di fonti esterne presentate fuori contesto

6. Uso immorale della confessione
a. “peccati” usati per abolire i confini dell’identità
b. il passato usato per manipolare e controllare; nessun perdono o assoluzione

7. Bisogno di obbedienza e dipendenza

Controllo del Pensiero

1. Si deve interiorizzare la dottrina del gruppo come “Verità”
a. adottare la mappa della realtà del gruppo come “Realtà” (mappa = realtà)
b. pensiero in bianco – e –nero
c. bene contro male d. noi contro loro (interni contro esterni

2. Utilizzo di un linguaggio caricato (ad esempio, “clichè blocca – pensiero”). Le parole sono gli strumenti che usiamo per pensare. Questo “linguaggio” speciale limita invece che espandere la comprensione e può addirittura bloccare il pensiero in generale. Serve s ridurre la complessità dell’esperienza in poche parole banali e piatte
3. Vengono incoraggiati soltanto pensieri “buoni” e “appropriati”
4. Utilizzo di tecniche ipnotiche per indurre stati mentali alterati
5. Manipolazione dei ricordi, si inculcano falsi ricordi
6. Uso di tecniche blocca – pensiero per impedire il “test della realtà” bloccando i pensieri “negativi”, e permettendo soltanto pensieri “positivi”
a. negazione, razionalizzazione, giustificazione, illusione (pii desideri)
b. litanie
c. preghiere d. parlare in gergo e. cantare o mormorare

7. rifiuto dell’analisi razionale, del pensiero critico, della critica costruttiva. Nessuna domanda critica su Leader, dottrina o politica sembra essere legittima
8. nessun sistema di credenze alternativo è considerato legittimo, buono o utile

Controllo emotivo

1. manipolare e restringere la portata dei sentimenti personali
2. fare in modo che la persona pensi che se esistono problemi è sempre colpa sua, mai del leader o del gruppo
3. uso eccessivo del senso di colpa
a. colpa per l’identità
I. chi sei (non stai vivendo secondo il tuo potenziale)
II. il vostro passato
III. le persone che frequentate
IV. i vostri pensieri, sentimenti, azioni

b. colpa sociale
c. colpa storica

4. uso eccessivo della paura
a. paura di pensare in modo indipendente
b. paura del mondo esterno
c. paura dei nemici
d. paura di perdere la propria salvezza
e. paura di lasciare il gruppo o di essere cacciato dal gruppo
f. paura della disapprovazione

5. picchi emotivi eccessivi verso l’alto o il basso
6. rituali e frequenti confessioni pubbliche dei “peccati”
7. indottrinamento alla fobia: inculcare paure irrazionali sull’uscita dal gruppo, o addirittura sulla critica all’autorità del leader. La persona soggetta a controllo mentale non riesce a visualizzare un futuro positivo e soddisfacente fuori dal gruppo.
a. nessuna felicità o appagamento fuori dal gruppo
b. se ve ne andate subirete conseguenze terribili: suicidio, pazzia, 10.000 reincarnazioni, ecc.
c. evitare chi se n’è andato; paura di essere rifiutato da amici, pari, famiglia
d. non esiste mai una ragione legittima per andarsene. Secondo il punto di vista del gruppo chi se ne va è “debole”, “indisciplinato”, “non spirituale”, “terreno”, “plagiato da famiglia o assistenti” o “sedotto da denaro, sesso, rock and roll”.

CREAZIONE DELL’IDENTITA’ SETTARIA.

Il controllo del comportamento, dell’informazione, del pensiero e delle emozioni, scrive Hassan, hanno ciascuno in sé il potenziale per alterare in modo significativo l’identità della persona ma quando queste quattro forme di controllo vengono utilizzate insieme l’effetto è molto più estremo.
Le sette, continua Hassan, manipolano in modo consistente gli elementi che formano l’identità individuale e il controllo mentale settario dissocia la persona dalla sua identità autentica, e rende la sua nuova identità settaria dipendente dal gruppo. Dal punto di vista della salute mentale, il controllo mentale settario scompone gli elementi della psiche individuale in un’altra personalità distinta e l’adepto arriva a mostrare la sintomatologia classico di un “disordine dissociativo” come definito nel DSM IV e il suo comportamento può anche far pensare ad un disordine da personalità dipendente.

E’ per questo che le famiglie dell’adepto e i suoi amici rimangono colpiti e preoccupati dal cambiamento radicale della personalità del loro caro tanto da stentare a riconoscerlo: per diventare un buon adepto è stato indottrinato a manipolare e sopprimere il vecchio sé. Per facilitare questo processo gli è stato affidato un nome nuovo, abbigliamento nuovo, nuova acconciatura, un nuovo modo di parlare, una nuova “famiglia”, nuovi “amici”, nuovi pensieri, nuove emozioni e una nuova relazione con Dio.
L’adepto, spiega Hassan, perde così completamente qualsiasi punto di contatto con la sua realtà familiare e sociale e comincia ad operare con i criteri della nuova identità settaria con cui sarà difficile entrare in contatto con gli usuali punti di vista validi per la maggior parte delle persone perché l’uso di tecniche di controllo mentale distruttivo lede la possibilità di qualunque condivisione con chi non appartiene all’universo circoscritto della setta.

Per entrare ancora più nello specifico della creazione dell’identità settaria Hassan ci fa sapere che il metodo più comune per modellare l’identità settaria è accoppiare un nuovo membro con uno anziano. Il nuovo membro, definito “bambino spirituale”, viene istruito a imitare in tutto e per tutto il “genitore spirituale” fino ad arrivare ad imitarlo anche nella voce. La finalità di questa manipolazione, ci spiega Hassan, è quella di creare tanti cloni del leader.

In pratica, possiamo dire che l’adepto sottoposto a manipolazione mentale cade in un profondo stato regressivo ed inizia ad attivare, come il bambino piccolo con i genitori dai quali è in tutto e per tutto dipendente, meccanismi imitativi che lo portano a voler pensare come il leader, ad agire come lui, a sentire come lui, a parlare come lui, a camminare come lui.
Steven Hassan nella sua analisi dei processi di manipolazione mentale riprende il lavoro di Edgan Schein “,Coercive Persuasion”. Tutti e due, comunque, si rifanno al modello di riforma del pensiero di Kurt Lewin che descrive il processo di controllo mentale suddividendolo in tre fasi:

1. Scongelamento: il processo di scomposizione della persona;
2. Cambiamento: il processo di indottrinamento
3. Ricongelamento: il processo di consolidamento della nuova identità

Steven Hassan adatta ed espande questo modello. Vorrei quindi concludere questo mio lavoro con la descrizione schematica dell’autore dei tre stadi dell’acquisizione del controllo della mente : (23)

1. Scongelamento
a. disorientamento/confusione
b. privazione sensoriale e/o sovraccarico sensoriale

c. manipolazione fisiologica
I. privazione del sonno
II. privazione della privacy
III. cambiamento di dieta

d. ipnosi
I. regressione
II. visualizzazioni
III. raccontare leggende e metafore
IV. doppi sensi linguistici, uso della suggestione
V. meditazione, litanie, preghiere, canti

e. portare la persona a criticare la propria identità
f. ridefinizione del passato individuale (inculcare falsi ricordi, dimenticare i ricordi positivi del passato)

2. Cambiamento. a. creazione ed imposizione graduale di una nuova “identità”
I. formalmente con sedute di indottrinamento
II. informalmente da membri, nastri, libri, ecc.
b. uso di tecniche di modificazione comportamentale
I. premi e punizioni
II. uso di tecniche blocca – pensiero
III. controllo dell’ambiente

c. manipolazione mistica
d. uso di tecniche ipnotiche o che alterano la mente in altro modo
I. ripetizione, monotonia, ritmo
II. uso eccessivo di salmodie, litanie, preghiere, ordini, visualizzazioni

e. uso di confessioni e testimonianze, studi individuali, attività di gruppo

3. Ricongelamento
a. consolidamento della nuova identità, abbandono della vecchia
I. separazione dal passato; diminuizione o eliminazione dei contatti con famiglia e amici
II. rinuncia a beni importanti e donazione del patrimonio
III. inizio di attività della setta: reclutamento, raccolta fondi, trasferimento e convivenza con altri membri

b. nuovo nome, nuovo abbigliamento, nuova acconciatura, nuovo linguaggio, nuova “famiglia”
c. appaiamento con nuovi modelli guida, sistema del compagno
d. l’indottrinamento continua: seminari, corsi, ritiri

Nella fase dello scongelamento, quindi, la propria identità inizia a sciogliersi, a liquefarsi. Questo accade nella fase del reclutamento. Durante il cosiddetto indottrinamento inizia ad avvenire il cambiamento che poi porta al ricongelamento nella nuova identità settaria.
Aiutare una persona che è stata manipolata mentalmente significa quindi dover sciogliere il falso sé strutturatosi attraverso la manipolazione e lavorare attraverso un viaggio nella memoria alla riscoperta del sé più autentico che nessun culto distruttivo, per quanto potente, può cancellare del tutto.

NOTE BIBLIOGRAFICHE.
(1) Francesco Barresi, Aspetti Criminologici ed Investigativi del Satanismo Criminale, in Manuale di Criminologia Clinica a cura di Marco Strano, Firenze, SEE, 2003, 472

(2) Op. cit., 472

(3) Op. cit., 472

(4) Marco Strano, Criminologia, Sette Sataniche e Controllo della Mente, in Manuale di Criminologia Clinica a cura di Marco Strano, Firenze, SEE, 2003, 455

(5) Op. cit., 455 – 456

(6) Op. cit., 457

(7) Op. cit., 457

(8) Op. cit., 458

(9) Op. cit., 458

(10) Steven Hassan, Mentalmente Liberi – Come uscire da una setta, Roma, Avverbi Ed., 1999, 173

(11) Op. cit., 173 – 174

(12) Op. cit. 175

(13) Steven Hassan, Che cos’è il Controllo Mentale Distruttivo?, tratto dal volume Releasing the Bonds, Freedom of Mind Press, Somerville, MA, traduzione a cura di Martini nel sito internet www.xenu.com dove tra l’altro ho trovato e consultato molti altri documenti inerenti l’argomento.

BIBLIOGRAFIA.
Marco Strano, Manuale di Criminologia Clinica, Firenze, SEE, 2003

Steven Hassan, Mentalmente Liberi – Come uscire da una setta, Roma, Avverbi, 1999

Steven Hassan, Releasing the Bonds, Freedom of Mind Press, Somerville, MA
BIBLIOGRAFIA CONSULTATA.
Adolf Guggenbuhl-Craig,
Al di sopra del malato e della malattia, Milano, Raffaello Cortina Editore, 1987
Angelo Zappalà, Delitti rituali, Torino, Centro Scientifico Editore, 2004

Carlo Serra, Proposte di Criminologia Applicata 2000, Milano, Giuffrè Editore, 2000

Chiara Bini, Patrizia Santovecchi, Figli di un Dio Tiranno, Roma, Avverbi, 2002
Ed Sander, La Famiglia di Charles Manson – Gli assassini di Sharon Tate, Milano, Feltrinelli, 1972

Francesco Barresi, Sette religiose criminali – Dal Satanismo Criminale ai Culti distruttivi, Roma, EdUP, 2000

Jean Vernette, La Stregoneria oggi, Carnago (Varese), Sugarco Edizioni, 1992

Marc Galanter, Culti, Carnago (Varese), Sugarco Edizioni, 1989

Margareth Thaler Singer, Le Sette tra noi, Jossey-Bass Publisher, 1995 – in sito internet www.xenu.com – tradotto da Martini

Mario Spezi, Le Sette di Satana – Cronache dall’Inferno, Milano, Sonzogno Editore, 2004

Massimo Introvigne, Il lavaggio del Cervello: realtà o mito?, Torino, Editrice Elledici, 2002

Robert I. Simon, I Buoni lo sognano -I cattivi lo fanno, Milano, Raffaello Cortina Editore, 1997

Verena Kast, Abbandonare il ruolo di vittima – Vivere la propria vita, Koinè – Centro Interdisciplinare di Psicologia e Scienze dell’Educazione, Roma, 2002

William Sims Bainbridge, Setta Satanica, Carnago (Varese), Sugarco Edizioni, 1987

Fonte: http://www.psicologi-italia.it/psicologia/psicologia-investigativa/861/manipolazione-mentale.html

Occulto Italia

 

 

 

Autore: Gianni Del Vecchio, Stefano Pitrelli
Titolo: Occulto Italia
Editore: RIZZOLI
Collana: BUR FUTUROPASSATO
Pagine: 512
Prezzo: 12,50 euro
Anno prima edizione: 2011
ISBN: 17048279

di Lorita Tinelli

Il termine setta viene fatto risalire al latino sequor (nel significato di seguire) o secare (nel significato di separare). Tale termine, che di fatto ha una connotazione neutra, nel corso degli anni ha assunto una valenza negativa, essendo  stato associato a eventi negativi caratterizzati da gesti estremi da parte di membri appartenenti a gruppi settari, quali suicidi di massa, omicidi e/o suicidi in nome di una ideologia e a difesa di un leader carismatico, fino ad altri reati più comuni (quali truffa, abuso della professione, violenze, ….).

I giornalisti Gianni Del Vecchio e Stefano Pitrelli, che hanno analizzato alcuni gruppi settari presenti nella nostra nazione, hanno evidenziato nel  loro libro-inchiesta quanto sia errato pensare ad una setta come ad piccola comunità residenziale di persone mentalmente deboli e disperate. O almeno non è solo così.  In questa rete «restano impigliati avvocati, medici, giornalisti, imprenditori, manager, personalità del mondo della cultura, politici – anche i più avveduti – e perfino psicologi e militari.

“La struttura verticistica e autoritaria di una setta è il sogno confessato di ogni leader di partito’ – affermano i due giornalisti.  Ed è proprio una fitta rete ‘occulta’ col mondo politico ed istituzionale a garantire la  sopravvivenza di alcune di queste strutture nella nostra Italia.  Le sette analizzate vengono descritte nel libro come gruppi sofisticati e altamente efficienti, tanto da essere capaci di inserirsi con i loro tentacoli in varie istituzioni e se non fondano un partito, ne trovano sempre uno in cui infiltrarsi. Destra o sinistra che sia.

Dall’inchiesta emerge che Scientology, per esempio, è stata autorizzata dal Ministero dell’Istruzione, con decreto del 26 Giugno 1998 (Prot. N. 4942 dell’8 luglio 1998) per  formare i docenti della scuola italiana con l’obiettivo di “prevenire il disagio scolastico e promuovere il successo educativ,o fornendo agli insegnanti strumenti e tecniche utili a migliorare la qualità della comunicazione didattica, per favorire una corretta ed autonoma gestione dello studio da parte dello studente”. Titolo del corso è “Dallo sviluppo della comunicazione all’apprendimento della tecnologia di comunicazione e studio Hubbard”. Gli strumenti didattici , secondo progetto, si sarebbero basati sulle opere di L. Ron Hubbard, fondatore della Chiesa di Scientology.

L’Ontopsicologia, definita dallo stesso suo fondatore, Antonio Meneghetti, “l’ultima nata tra le scienze umanistiche contemporanee”, è  stata sconfessata dall’Ordine degli Psicologi con una ordinanza del settembre 2000 che sosteneva che la letteratura teorico-pratica prodotta in seno al movimento ontopsicologico non può considerarsi in alcun modo espressione di un pensiero psicologico o psicoterapeutico, almeno nel senso che correntemente si assume per tali denominazioni nella nostra comunità professionale. Malgrado questo non solo sono presenti diversi psicologi tra gli elenchi dei vari Ordini, formati nella scuola meneghettiana, ma essa viene insegnata presso La Sapienza di Roma  in un corso sul Cinema dal titolo ‘La Cinelogia, sistema e inconscio. Antonio Meneghetti’ e in un corso di Alta Formazione presso la Facoltà di Sociologia in Creatività e impresa , che tratta di materie quali: Ontopsicologia, Cinelogia, Comunicazione e leadership, etc etc.

Damanhur è un altro esempio di come si sia infiltrata nelle amministrazioni comunali dei paesi limitrofi alla residenza della comunità, mediante costanti migrazioni di adepti , che di volta in volta costituiscono un numero fondamentale di elettorato. Damanhur ha allungato i propri tentacoli anche in Parlamento, coinvolgendo nei suoi progetti membri di partiti politici, ma anche illustri magistrati.

I gruppi analizzati dai due giornalisti si rifanno a principi di carattere spirituale ma soprattutto psicologico. Propongono autoterapie che promettono una maggiore autoconsapevolezza e maggiori relazioni interpersonali alla loro utenza.  «A volte si considerano religioni, altre filosofie, pseudo scienze o movimenti culturali – osserva Stefano Pitrelli – ma in comune hanno una capacità: quella di addormentare il tuo spirito critico». Di fatto, malgrado tutte le promesse alcuni dei membri ne fuoriescono riportando  dei seri danni dal punto di vista psicologico, relazionale ed economico. L’inchiesta giornalistica ha  infatti dimostrato che queste tecniche da mercato  e le varie strategie di reclutamento, messe in atto dai vari leaders, hanno avuto effetti distruttivi sulle persone che sono state intervistate .

Dopo il processo Braibanti del 1964 – scrive Lucia Annunziata nella prefazione del libro: si è stabilita nell’opinione pubblica italiana una totale sovrapposizione fra libertà di pensiero e rifiuto del concetto di plagio. È giusto che sia così? O non serve invece, di fronte a nuovi pericoli, riaprire una discussione (e un abbozzo c’è in Parlamento) sulla necessità di un assetto legislativo per questo reato?

L’opinione pubblica italiana si chiede fino a che punto possa essere consentito a qualcuno di esercitare il suo pervasivo potere sulle altre persone. Allo stato attuale il vuoto legislativo esistente impedisce alla magistratura di intervenire con giusti strumenti di tutela. Dal 1981 il parlamento italiano non ha fatto nulla per colmare questo vuoto legislativo. E’ per questo che i giornalisti si interrogano sulla posizione degli altri Stati europei circa questa problematica, intervistando anche l’ex deputata socialista Catherine Picard, promotrice nel 2001 di una legge bipartisan sul reato di plagio in Francia. “Aver legiferato su questo tema  – afferma la Picard – è stato salutare perché un gran numero di persone abusate dalle sette si sono sentite finalmente autorizzate a testimoniare, e hanno avuto ragione di pensare che lo Stato permetterà loro di ottenere giustizia per tutto ciò che hanno subìto. Quando uno stato di diritto arricchisce il proprio arsenale legislativo, preventivo e repressivo, la vittima si sente sostenuta, e prende coscienza del fatto di non essere sola”.

Il libro molto  ben documentato, contiene anche storie di vita esplicative di come certi movimenti agiscono e di quali danni siano in grado di riportare a livello personale e sociale più allargato.

Un ulteriore tassello di riflessione circa un argomento tanto delicato quanto complesso da affrontare.

 

Fonte: Osservatorio Psicologia nei Media

Derive settarie violazioni dei diritti umani

Consiglio d’EuropaDemocrazia

http://www.coe.int/t/ngo/articles/projet_rec_d%C3%A9rives_sectaires_fr.asp

 

Organizzazioni non governative

 

Progetto

 

La Commissione dei Diritti dell’Uomo della Conferenza delle OING, nella sua riunione del 5 Ottobre 2012, propone alla conferenza delle OING del Consiglio d’Europa l’adozione della

 

Raccomandazione « Derive settarie e violazione dei diritti dell’uomo »

 

La Conferenza delle OING del Consiglio d’Europa,

 

Ricordando la Raccomandazione 1412 (1999) dell’Assemblea Parlamentare relativa alle attività illegali delle sette, che faceva seguito alla sua Raccomandazione 1778 (1992) relativa alle sette e nuovi movimenti religiosi;

 

Ricordando che la Raccomandazione 1412 (1999) fissava una importanza particolare alla protezione dei più vulnerabili, in particolare dei bambini;

 

Ricordando che l’Assemblea parlamentare accomandava specialmente la creazione di centri nazionali o regionali d’informazione sui gruppi a carattere religioso, esoterico o spirituale, dei programmi d’educazione sulle grandi correnti di pensiero e sulle religioni, la creazione di ONG per le vittime e famiglie delle vittime, in particolare nei Paesi dell’Europa centrale e orientale, e infine la creazione di un osservatorio europeo al fine di facilitare gli cambi fra i centri nazionali;

 

Ricordando la risposta del Comitato dei Ministri (765° riunione/19 settembre 2001) che sottolineava che l’oggetto principale della Raccomandazione 1412 (1999) era proteggere la dignità umana e i più vulnerabili e che esprimeva il suo accordo con le idee proposte, ma che, per questioni di risorse, non era in grado di accedere alla proposta della creazione un osservatorio europeo, non escludendo tuttavia la possibilità che il Consiglio d’Europa possa facilitare e promuovere la messa in rete dei centri nazionali d’informazione;

 

Osservando che il fenomeno delle derive settarie è causa di infrazioni ai diritti dell’uomo. In particolare nel campo della salute, dell’educazione e del rispetto della vita privata e familiare;

 

Osservando che le organizzazioni all’origine delle derive settarie agiscono spesso sotto la libertà di religione e mettono in pericolo delle libertà fondamentali del cittadini e costituiscono parimenti una minaccia alla democrazia;

 

Osservando che, approfittando della permeabilità delle frontiere, il fenomeno non cessa di estendersi nei paesi dell’Europa centrale e orientale e non diminuisce nei paesi dell’Europa occidentale;

 

Osservando che a tutt’oggi solamente due Stati (Belgio e Francia) hanno preso decisioni legislative per seguire le Raccomandazioni suddette e qualche altro Stato (Germania, Svizzera …) hanno assunto o sostenuto misure di osservazione e di informazione nei confronti delle derive settarie;

 

Preoccupata per il fatto che gli Stati membri del Consiglio d’Europa non abbiano, fino ad ora, preso misure all’altezza della sfida che rappresentano le derive settarie, costituenti attentati ai diritti dell’uomo e ai principi fondamentali di tutte le società democratiche;

 

Invita l’Assemblea Parlamentare

 

a incoraggiare l’attuazione della sua Raccomandazione 1412(1999), e in particolare la creazione di centri nazionali o regionali d’informazione selle derive settarie;

 

Invita il Congresso dei poteri locali e regionali

 

a lavorare sul soggetto «Derive settarie e violazione dei diritti dell’uomo» e ad incoraggiare a sua volta la creazione di centri nazionali o regionali d’informazione sulle derive settarie;

Invita Il Comitato dei Ministri

 

a sostenere la creazione e il funzionamento di una rete europea dei contri nazionali e regionali d’informazione sulle derive settarie con lo scopo di scambiarsi informazioni e elaborare misure comuni.

 

(Progetto preparato dal Gruppo di lavoro «Derive settarie e violazione dei diritti dell’uomo»)

 

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(traduzione a cura della FAVIS)

 

Société. Fin du monde le 21 décembre 2012 : la bonne affaire des sectes

Certains l’ont fixée au 21 décembre 2012, selon une interprétation du calendrier maya, mais pour d’autres l’apocalypse ne surviendra que dans 72 milliards de milliards de milliards d’années. A quand donc cette 183ème fin du monde annoncée depuis la chute de l’Empire Romain il y a quelque 1 600 ans (soit plus d’une tous les dix ans) et qui, dans le catastrophisme ambiant, fait l’affaire de nombreux groupes sectaires?

2012, le film de Roland Emmerich sorti en 2009

2012, le film de Roland Emmerich sorti en 2009

 

Face à l’imminence annoncée – et amplifiée sur internet – d’un cataclysme qui engloutirait le monde d’ici deux mois, une véritable industrie est apparue pour satisfaire la demande des «preppers» (les «préparés» ou «survivalistes”).
Rien, scientifiquement, ne corrobore les prophéties New Age de l’Américain José Argüelles, selon lesquelles des «Mayas galactiques», viendraient en 2012 des étoiles, pour sauver 144 000 terriens évolués à bord de leurs vaisseaux.
Rien non plus, chez les astronomes, qui crédite les thèses alarmistes du Guatémaltèque Carlos Barrios, fondées sur une interprétation du calendrier de ses ancêtres mayas qui ferait du 21 décembre le dernier jour de notre vie.

Mais, aux Etats-Unis, en Russie, en Espagne ou en France (en Dordogne ou à Bugarach, dans l’Aude), des sectes ufologistes (qui analysent et interprètent les données concernant le phénomène OVNI) se préparent au pire. Location de bunkers, vente sur internet de kits de survie (135 euros les 72 heures, pour 4 personnes), stockage d’eau, de rations lyophilisées.
Certains consultent fébrilement les «Survivalist’s How to», manuels des futurs survivants: comment attraper un poulet encore vivant, le plumer, le vider et allumer le feu pour le faire cuire, au cas où on se retrouverait seul dans la nature?
Dans son ouvrage, «Apocalypse, menace imminente?» (Calmann-Lévy), Georges Fenech, jusqu’à récemment président de la Mission interministérielle de vigilance et de lutte contre les dérives sectaires (Miviludes) en témoigne.

«Exploitation de la peur»
«La société californienne Vivos s’est attelée à la construction de vingt bunkers pouvant abriter deux cents personnes, chacun avec réserves de nourriture pour une année. La place est vendue 50 000 dollars», écrit-il. D’autres ont aménagé des silos.
En Espagne, «El grupo de supervivencia Espana 2012» a prévu deux bunkers, dans la Sierra de Madrid et la Sierra Nevada (Andalousie) et, en Pologne, la Mission du Pharaon se prépare au «Sauvetage de la Terre et de l’Homme 2012».

Au sein de la secte italienne «Non siamo soli» (nous ne sommes pas seuls), particulièrement surveillée, Giorgio Bongiovanni prophétise pêle-mêle la venue de l’Antéchrist et des extra-terrestres.
Le week-end dernier, la Fédération européenne des centres de recherche et d’information sur le sectarisme (Fécris) organisait un colloque international à Perpignan (Pyrénées-Orientales) sur les «utopies des sectes apocalyptiques».

«L’exploitation de la peur est l’un des procédés les plus efficaces utilisés par les gourous pour attirer leurs proies», a rappelé Serge Blisko, nouveau président de la Miviludes, à l’adresse de 150 participants venus de 20 pays, dont les Etats-Unis, le Canada et l’Afrique du Sud.
«On nous prend parfois pour des alarmistes, mais le monde a connu plusieurs vagues de suicides à la suite de prophéties apocalyptiques. Manipulés par des gourous, des individus ou des micro-groupes peuvent brutalement décompenser psychologiquement et passer à l’acte. D’où notre devoir de vigilance», a-t-il ajouté.

Selon Sandrine Mathen, psychologue et analyste belge, «le phénomène 2012 a pris une telle ampleur aux Etats-Unis, que l’Agence spatiale américaine (NASA) a développé un site commentant de façon critique quantités de rumeurs et craintes partagées par les internautes».
Alors que le compte à rebours s’égrène – plus que deux mois avant la date fatidique -, un épigraphiste texan de renom, David Stuart, a annoncé la bonne nouvelle, après s’être penché sur le calendrier maya: la fin du monde n’interviendrait que dans 72 milliards de milliards de milliards d’années.

 

Fonte: le progress

Katia e la sua esperienza nei testimoni di Geova

“MES VRAIS SOUVENIRS DES FAUX SOUVENIRS INCESTUEUX”

par Jacques TROUSLARD

 

« Chargé de constituer l’offre de preuve pour le procès contre la secte,
j’ai pu avoir la preuve qu’il s’agissait uniquement de faux souvenirs
que le gourou avait induits par manipulation. »

C’est la secte de Saint-Erme qui me fit découvrir, en 1982,  le phénomène des faux souvenirs incestueux.

Chargé d’enquêter sur ce groupe, j’ai visité, en France et en Belgique, environ 250 familles,  qui me firent part des dérives sectaires dont elles-mêmes et leurs enfants  étaient victimes.

Découvrant que cette secte comprenait 380 adultes, de 30 à 40 ans, parmi lesquels 72 médecins, une vingtaine de professeurs d’université, des psychiatres, des psychologues, des psychothérapeutes, des infirmières, je ne parvenais pas à m’expliquer comment des personnes d’un tel niveau culturel et scientifique pouvaient s’abandonner à de telles aberrations et être ainsi manipulés. D’autant plus que ce groupe se présentait sous le couvert de deux sociétés scientifiques : la SIRIC (Société Internationale de Recherche  Interdisciplinaire sur la Communication) et la SIRIM (Société Internationale de Recherche Interdisciplinaire sur le Maladie). De plus, pour répondre à la campagne de presse que nous avions lancée, cette secte publiait un livre intitulé «Communication ou Manipulation» afin de démontrer que «lorsqu’on démonte et met au grand jour les mécanismes de la manipulation, on s’expose à être couvert de boue par ceux que l’on dérange».

Les familles, douloureusement meurtries et consternées, m’avaient rapporté la preuve de la transformation radicale de leurs enfants séduits par un gourou charismatique : destruction de leur vraie personnalité, et entre autres, destruction de la relation familiale. Ce que les parents dénonçaient, je le retrouvais, mot pour mot, dans ce livre de Saint-Erme, dans le courrier interne confidentiel de la secte, mais aussi dans les lettres abominables, injurieuses et calomnieuses,  que les adeptes de Saint-Erme adressaient à leurs parents, en développant, à la même date, les  mêmes thèmes dans les mêmes termes :
– « Parents possessifs », « querelleurs», «névrosés de tous ordres», «vrais détraqués, «autoritaires», «ignobles et infâmes», « gêneurs et perturbateurs», «nous sortons tous de familles déséquilibrées et déséquilibrantes» …
– « Pères trouillards et méprisables», « hommes diminués « en sac de nœuds» « s’abrutissant dans le travail», «quémandeurs sexuels», « paralysés dans leur développement par la mère d’abord et par l’épouse ensuite», «pauvres esclaves rasant les murs devant une femme tyrannique»,
– «Mères. C’est contre la mère et la femme que la diatribe était la plus violente : « La cause centrale de tous les maux est la mère, premier prix, et puis l’épouse, premier accessit», «La femelle? Elle est entièrement conçue pour détraquer le mâle. Ce n’est pas une accusation mais un constat», « naturellement égocentrique», «prédestinée à l’arbitraire donc à la tyrannie», « puissante matrone», «la reine mère», « mante religieuse qui tue le mâle ayant accompli son rôle» …
Aussi révoltantes que puissent être ces accusations,  je n’étais pas encore arrivé au paroxysme de l’horreur. En effet certains parents me confièrent que leurs enfants, qui pourtant avaient rompu toute relation avec eux, leur avaient demandé  de rechercher et de leur adresser le plus rapidement possible des photos de leur petite enfance. La plupart des parents obtempérèrent. Mais en fait cette demande n’annonçait aucun rapprochement de la famille. Bien au contraire, elle avait pour objet de persuader, d’illustrer et de démontrer que, certains d’entre eux, avaient été
victimes de relations incestueuses dans leur toute petite enfance.

Le courrier de la secte dénonçait «une relation malsaine et abusive», «des mères amoureuses de leur fils et des  pères amoureux de leur fille». C’est ainsi que des  adeptes, de 30 à 40 ans, en vinrent à accuser leur mère ou leur père d’inceste qu’ils n’avaient jamais commis.

Certes on ne peut pas nier que des crimes aussi graves ne puissent être commis dans certaines familles. Mais, chargé de constituer l’offre de preuve pour le procès contre la secte, après avoir enquêté très sérieusement auprès des frères et sœurs, j’ai pu avoir la preuve qu’il s’agissait uniquement de faux souvenirs que le gourou avait induits par manipulation

Des mères ont accepté de témoigner et de fournir des attestations judiciaires, comme cette lettre que l’une d’entre elles adressait à son fils :

«J’avais lu les journaux, pris connaissance du livre. Et tout s’est éclairci. J’ai compris comment un fils qui nous avait donné toute satisfaction pendant son enfance et sa jeunesse avait pu en venir à porter des accusations si graves contre sa mère. Il faut qu’il soit la victime  de cette manipulation si bien dénoncée chez les autres.»

Comment est-ce possible ?

Est-il possible d’induire de tels faux souvenirs, et comment ? Cette mère nous donne la réponse, en écrivant à son fils qu’il est victime de cette manipulation si bien dénoncée chez les autres. Effectivement, le gourou, accusé d’être un manipulateur, publie le livre «Communication et Manipulation » pour démontrer que « lorsqu’on démonte les mécanismes de la manipulation, on s’expose à être couvert de boue par ceux que l’on dérange».

S’intitulant Directeur de Recherche, l’auteur, en 350 pages, s’en prend à « la psychologie et à la sociologie qui n’ont pas étudié le phénomène de façon satisfaisante, (mais lui) enseigne et explique comment une personne en soumet une autre, la manipule … »

Si le livre, au dire d’éminentes personnalités scientifiques, n’a aucune valeur scientifique, il n’en reste pas moins vrai que l’auteur analyse d’autant mieux les mécanismes de la manipulation qu’il n’a qu’à écrire ce qu’il pratique. La manipulation ? : « Une technique opératoire dont l’effet est d’atténuer ou de suspendre momentanément l’acuité des facultés cérébrales conscientes du sujet en vue de subordonner son psychisme subconscient à l’influence verbale de l’opérateur». (p.156)

«La suggestion permet de faire remonter des souvenirs très anciens », c’est la formule astucieuse pour cacher qu’on  peut tout autant induire des faux souvenirs qui remontent à la toute petite enfance.(p.157)

Le manipulateur manipule en trois temps : il séduit, il détruit et il induit.

Il séduit : séduction, «mise en confiance absolue, aveugle: c’est le premier atout à jouer pour se ménager les bonnes intentions de son patient. Il s’agit de se mettre sur la même longueur d’onde que lui» (p.161)

Il détruit :«arracher les gens à leur environnement habituel, les déraciner tout d’un coup, les couper de leurs relations » (p.165)

Il induit : «Rassuré, mis en confiance, le patient ne songe plus à passer au filtre le discours… il avale un tas de suggestions … sans s’en rendre compte aucunement et qui orientent sa réflexion, sa perception, son jugement» (p.162). C’est ici qu’a lieu l’induction de faux souvenirs, précédée d’une phase de déstabilisation (p.165).

Conclusion : c’est la manipulation, «la suggestion qui l’emportera désormais sur la réalité elle-même. C’est elle qui prévaut sur la réalité… la réalité peut crier, hurler le contraire … ils ne la voient pas, ils ne l’entendent pas. Ils refusent d’y croire. C’est là que nous soupçonnons la force de l’endoctrinement communiqué, dont des sujets par ailleurs intelligents et cultivés ne veulent pas démordre » (p.172)


Sortir de faux souvenirs, est-ce possible ?

Cette conclusion extrêmement pessimiste ne doit pas décourager ni désespérer les parents ni leurs enfants victimes de faux souvenirs. Pour leur redonner espérance, voici l’heureux dénouement de cette pauvre mère, citée ci-dessus, et qui avait été accusée si odieusement par son fils et sa belle-fille.

Au retour de ses vacances, elle trouve dans son courrier deux lettres : 
Une lettre de son fils 

«Nous venons, ma femme et moi, de quitter la société civile « Le Haut de Saint-Erme» et je commence juste à voir combien nous avons été manipulés par M.Cornélis. (le gourou).
Je vois maintenant combien notre attitude à ton égard a été injustifiée et scandaleuse et te prie, si tu le veux bien, d’accepter mon pardon. Nous chercherons , si tu acceptes, une forme de réparation. C’est poussée par un certain remords et un peu de sens humain que X …avait fait cette tentative de rapprochement. Je t’écrirais plus longuement un peu plus tard. Je te demande encore pardon et t’embrasse affectueusement 
» .
Une lettre de sa belle-fille  

 

« Je vous demanderais d‘accepter aujourd’hui mes plus profondes excuses pour l’accueil ignoble que je vous ai réservé, allant à l’encontre de toutes les lois humaines d’hospitalité.
Mon attitude à votre égard m’est vite apparue odieuse et insupportable . Si je ne vous ai pas adressé plus tôt les excuses complètes que vous étiez en droit d’attendre, c’est que je ne voyais pas très clair .
Après plusieurs désaccords avec M.Cornélis, fondateur et actuel directeur du «Centre de Saint-Erme», nous en sommes partis et commençons à voir la manipulation dont nous avons été les victimes.
Pour moi, cette appartenance n’est pas une excuse. Je constate avec désolation ce que je vous ai fait et je vous demande humblement pardon, ne sachant trop comment réparer ce comportement odieux.
Je vous demande d’accepter mon estime et mon affection».

 

Puisse ce témoignage prouver que l’espérance n’est pas morte!

Soissons, le 13 juin 2005

Jacques Trouslard

 

Le Père Jacques Trouslard est prêtre «incardiné» au diocèse de Soissons. Il a abandonné son poste de Vicaire Général pour se consacrer exclusivement au combat contre les sectes depuis vingt ans. Il est chevalier de la Légion d’honneur et de l’Ordre national du Mérite en reconnaissance d’une vie de combat pour les droits de l’homme.
A la rubrique « Nos invités », on lira avec intérêt l’entretien que Jacques Trouslard a accordé à Guy Rouquet, président de Psychothérapie Vigilance, le 18 mars 2003 :
http://www.psyvig.com/default_page.php?menu=16&page=3

 

Fonte: psyvig

Nel settembre 2012 il deputato provinciale Oscar Negrelli ha presentato una progetto di legge sulle sette presso la camera dei Deputati di Buenos Aires

Presentan en Argentina un proyecto de ley sobre las sectas.

publicado a la‎(s)‎ 02/09/2012 06:55 por Info Mendoza Transparente

Reproducimos a continuación el proyecto de ley presentado en la Honorable Cámara de Diputados de la Provincia de Buenos Aires (Argentina) por el Diputado Provincial Oscar Negrelli (Coalición Cívica- ARI).

PROYECTO DE LEY

El Senado y la Cámara de Diputados de la Provincia de Buenos Aires sancionan con fuerza de ley

CREACIÓN DEL “REGISTRO PROVINCIAL DE NUEVOS MOVIMIENTOS RELIGIOSOS, GRUPOS SEUDO RELIGIOSOS Y/O SECTAS”.

Artículo1º. Objeto. Créase el Registro Provincial de nuevos movimientos religiosos, grupos seudo religiosos y/o sectas contemporáneas para recolección de datos, estudio de campo, análisis, asesoramiento, información y orientación sobre las posibles consecuencias sociales derivadas de la integración a los mismos.

Artículo 2º. Alcance. El Registro Provincial de nuevos movimientos religiosos, grupos seudo religiosos y/o sectas funcionará en el espacio que el Poder Ejecutivo le asigne pudiendo organizar su actividad en mutua colaboración e intercambio para el análisis legislativo que el área de estudio e investigación requiera, como extensión del Observatorio Social Legislativo.

Articulo 3º. Objetivos Generales. El Registro Provincial de nuevos movimientos religiosos, grupos seudo religiosos y/o sectas cumplirá con los siguientes objetivos generales:

1.         Identificar nuevos movimientos religiosos, grupos seudo religiosos y/o sectas en el ámbito de la Provincia de Buenos Aires.

2.         Elaborar el Registro Provincial de nuevos movimientos religiosos, grupos seudo religiosos y/o sectas.

3.         Promover el respeto a la libre creencia.

4.         Analizar el fenómeno sectario mediante aquellos actos que impliquen un detrimento de los derechos humanos y las libertades fundamentales.

5.         Impulsar programas de estudio en colaboración con Universidades y centros de Estudio, provinciales, nacionales e internacionales.

6.         Desarrollar mecanismos de articulación con los Municipios de la Provincia.

7.         Generar información.

8.         Promover un dispositivo de prevención.

9.         Coordinar acciones con organizaciones y especialistas referentes del área.

10.       Fomentar vínculos de intercambio con organizaciones intermedias.

11.       Coordinar estudios multidisciplinarios.

Articulo 4º. Objetivos Específicos. Analizará propuestas y proyectos que permitan la concreción de los objetivos anteriormente enumerados y el desarrollo de objetivos específicos capaces de responder a la complejidad de la problemática:

1.         Observar la existencia o inexistencia de legislación provincial orientada a la defensa de los derechos de los afectados por nuevos movimientos religiosos, grupos seudo religiosos y/o sectas.

2.         Analizar normas internacionales y su adecuación a las vigentes en el ámbito de la Provincia de Buenos Aires.

3.         Procesar la información obtenida desde fuentes locales e internacionales.

4.         Sistematizar y analizar los datos registrados.

5.         Elaborar encuestas e identificar indicadores de grupos de riesgo en todo el ámbito de la Provincia.

6.         Analizar antecedentes, trayectoria, fines, metodologías, formas de organización y posibilidad de manipulación psicológica.

7.         Incorporar los resultados obtenidos a un sitio específico en Internet creado para su difusión.

8.         Implementar mecanismos de continua observación sobre el accionar y/o proliferación de nuevos movimiento religiosos, grupos seudo religiosos y/o sectas identificados y registrados.

9.         Utilizar la información confiable obtenida para desarrollar estrategias de concienciación sobre los riesgos, daños o peligro que supone integrar los grupos registrados.

10.       Realizar acciones de orientación, asesoramiento y prevención de las consecuencias derivadas de la integración a nuevos movimientos religiosos, grupos seudo religiosos y/o sectas.

11.       Actualizar y/o modificar el Registro de acuerdo con la recolección de datos obtenida.

12.       Impulsar el desarrollo de talleres para difundir la información.

13.       Fomentar la participación activa de la comunidad para disminuir las posibilidades de riesgo.

14.       Colaborar con otras instancias de gobierno.

Artículo 5º. Autoridad de Aplicación. El Poder Ejecutivo designará un Consejo Asesor integrado por cinco (5) especialistas de diferentes áreas, conformando un equipo interdisciplinario que delineará las acciones a implementar y fijará su remuneración en un monto equivalente al de asesor de la Honorable Cámara de Diputados de la Provincia.

Artículo 6º. Designación. La designación de los integrantes del Consejo Asesor se realizará por concurso y oposición de antecedentes, teniendo en cuenta que es condición sine qua non el desempeño previo en el área. Podrán integrar el accionar ad honorem previa selección de presentación de propuestas por parte del Consejo Asesor:

a-         Estudiantes del último año de las carreras de Psicología, Sociología, Trabajo Social, Filosofía, Teología y Abogacía de las Universidades de la Provincia de Buenos Aires, de gestión pública o privada.

b-         Estudiantes interesados en la elaboración de tesis sobre la problemática y sus consecuencias individuales, familiares y sociales.

c-         Docentes de distintos niveles y modalidades.

Artículo 7º. Órgano de Contralor. La Honorable Cámara de Diputados será el órgano de contralor del accionar del Registro Provincial de nuevos movimientos religiosos, grupos seudo religiosos y/o sectas a través de una Comisión Especial creada para tal fin.

Artículo 8º. Comisión Especial. La Comisión Especial se constituirá con representantes de todos los bloques, se renovará cada dos (2) años y podrá dictar disposiciones anexas para la asistencia técnica y/o funcionamiento del Registro.

Artículo 9º. Adecuación. Autorícese al Poder Ejecutivo a realizar las adecuaciones presupuestas necesarias para determinar el monto que destinará para el funcionamiento del Registro Provincial de nuevos movimientos religiosos, grupos seudo religiosos y/o sectas.

Artículo 10°. Entrada en vigencia. La presente ley entrará en vigencia a partir de los NOVENTA (90) días de su publicación en el Boletín Oficial.

Artículo 11°. Reglamentación. El Poder Ejecutivo reglamentará la presente ley dentro del término de sesenta (60) días de su entrada en vigencia.

Artículo 12°.Obligatoriedad. Esta ley es de orden público.

Artículo13°. Final. De forma.-

FUNDAMENTOS

El Registro Provincial de nuevos movimientos religiosos, grupos seudo religiosos y/o sectas contemporáneos se constituirá bajo un exclusivo enfoque de cumplimiento de Derechos Humanos, como un espacio de asesoramiento sobre la posibilidad de influencia negativa que ejercen aquellos grupos en la vida personal de los ciudadanos, un espacio de trabajo no denominacional que construirá intervenciones con un enfoque multidisciplinario de participación, desde la perspectiva de las ciencias de la conducta, del campo sociológico, el legal y la educación, observando particularmente el impacto social de los comportamientos grupales de nuevos movimientos religiosos, grupos seudo religiosos y/o sectas.

La base de datos propia se organizará en colaboración y/o intercambio con especialistas en el área, pudiendo realizar convenios con centros de estudio e investigación provinciales, nacionales o extranjeros, extendiendo los canales de comunicación hacia entidades de la sociedad civil, personas físicas particulares, centros académicos u otras organizaciones no gubernamentales orientadas al abordaje de las problemáticas relacionadas con el deterioro de la calidad de vida producto de la influencia de estos grupos. Desde el análisis y la difusión de la información recabada el Registro actuará como mecanismo e instrumento de prevención, sistema marco de concienciación para la sociedad, útil para difundir y/o advertir sobre grupos que se amparan o utilizan las creencias para violar las leyes y las libertades individuales, identificando así una realidad desapercibida que infiltra nuestro tejido social e interfiere convivencias.

La sociedad actual recibe insistentemente diferentes propuestas relacionadas a la búsqueda de la espiritualidad, nuevas creencias u ofertas relacionadas con la superación o el crecimiento personal que, si bien suelen presentarse como positivas, pueden utilizar la propuesta como disfraz de objetivos frecuentemente nocivos para el resto de la sociedad.

Es oportuno aclarar que cuando un sujeto se hace miembro de este tipo de grupos presupone satisfacer una búsqueda personal particular pero posteriormente, producto de la influencia y/o manipulación psicológica que éstos ejercen sobre él, desplaza sus necesidades subjetivas, insatisfechas, pierde interés por todo fuera de ese contexto, se somete a la seducción hasta perder el disfrute y, suspendido en la ambivalencia, alterará su comportamiento, sus valores y sus vínculos, respondiendo a las decisiones de del grupo que se integra en detrimento de su persona.

El Registro de nuevos movimientos religiosos, grupos seudo religiosos y/o sectas permitirá lograr un conocimiento objetivo de los grupos contemporáneos dentro del ámbito de la Provincia, indispensable para informar a la población sobre trayectoria y/o posibles acciones o hechos fraudulentos, la existencia o no de explotación, la falta de ética y/o transparencia, particulares mecanismos internos de autorregulación o la presencia de técnicas psicofisiológicas de manipulación que propician la servidumbre, la sumisión, la anulación de la persona, la exclusión, la discriminación, la esclavitud o la barbarie, variables que se considerarán a fondo antes de catalogar a una organización como nuevo movimiento religioso, grupo seudo religioso y/o secta, para que la elección de la opción contemporánea espiritual de preferencia se realice en condiciones de equidad.

No hay creencia mejor que otra, ni supremacía de unos grupos sobre otros, pero cuando se comprueba que la creencia daña, distorsionada en el accionar de algunos nuevos movimientos religiosos, seudo religiosos y/o sectas, la pérdida de las libertades individuales se traslada a la sociedad. Creer en libertad es un derecho, incuestionable, pero también es un derecho conocer qué sucede cuando los nuevos movimientos religiosos, grupos seudo religiosos y/o sectas inducen sometimiento a través de supuestas creencias. Por ello acceder a información precisa sobre nuevos movimientos religiosos, grupos seudo religiosos y/o sectas contemporáneas es parte del derecho a la información, inseparable del derecho a la libertad de creencias en una sociedad plural que respeta la dignidad íntegra de las personas. Conocer las características de los diferentes grupos evitará que la sociedad en general y en particular los medios de comunicación, formadores de opinión o académicos poco familiarizados con el tema, cataloguen ligeramente como nuevo movimiento religioso, grupo seudo religioso y/o secta a cualquier agrupación, generando a su alrededor un clima de intolerancia, rechazo y hostilidad ante la decisión de aceptar o rechazar una creencia.

El respeto a la autonomía de las confesiones siempre se conjuga con el sentido de libertad porque la creencia es un acto consciente de elección. Si bien el Estado no tiene autoridad en las acciones privadas de los individuos debe identificar este tipo de organizaciones y/o sectas que el colectivo social generalmente asocia con movimientos de fanatismo ideológico y/o religioso aislados del contexto socio-cultural propio.

La complejidad del fenómeno requiere de un marco de claridad, de clasificación y metodología de análisis objetivo que, en el estricto respeto a la autonomía de las diferentes creencias permita concienciar adecuadamente a la sociedad acerca de la existencia de esta innegable realidad que amenaza las libertades fundamentales y repercute gravemente en el interior de la comunidad. El Registro será centro de referencia y consulta para evitar el fraude, la manipulación o la distorsión de las creencias, una problemática incompatible con el ideal democrático de hombre al que aspiramos, que tiende a crecer en detrimento de los derechos humanos, la tolerancia, los valores y el sentido de libertad.

Por lo expuesto solicito a los Señores Legisladores se sirvan acompañar con su voto favorable el presente Proyecto de Ley.

Fonte: mendozatrasparente