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Tg2 dossier “La prigione delle sette” 01-10-2011

Interrogazione parlamentare su Arkeon maggio 2010

MASTROMAURO, LOSACCO, SERVODIO e BELLANOVA. – Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro della salute, al Ministro della giustizia, al Ministro dell’interno. – Per sapere – premesso che:
nella provincia di Bari sono state rinviate a giudizio 10 persone (la posizione dell’undicesimo indagato è stata stralciata) coinvolte nell’inchiesta della psico-setta Arkeon, l’indagine ha preso spunto dalla trasmissione Mi manda rai3 del 2006 e più recentemente anche da differenti servizi di Striscia la notizia;
la setta, con sede amministrativa a Bari, liberamente ispirata alle filosofie orientali del genere Reiki, secondo gli investigatori sarebbe riuscita in dieci anni di attività a raccogliere e truffare oltre 10 mila adepti in tutta Italia, obbligandoli a partecipare a costosi seminari per poter guarire da malattie gravi, tumori e AIDS;
a capo della setta sarebbe Vito Carlo Moccia, di 57 anni di Noicattaro (Bari) il quale si dichiarava psicologo senza possederne il titolo;
attraverso la testimonianza di molti membri della predetta setta è stata riscontrata, tra l’altro, la pratica dell’abuso sessuale e della violenza di gruppo anche su minori, spingendo le vittime a credere che l’abuso sessuale fosse stato praticato nel corso dell’infanzia dal 95 per cento dei genitori sui propri figli;
tali ricordi, rimossi secondo la setta andavano recuperati attraverso l’abuso sessuale da parte dei maestri; tali fatti pare risalgano al periodo dal 1998 al 2008, nel corso del quale si sono accertati anche due suicidi collegati alle attività di Arkeon;
i maestri proponevano percorsi graduali di affiliazione all’organizzazione risultati essere vere e proprie manipolazioni, attraverso la partecipazione a seminari pagati dai partecipanti intorno ai 260 euro per il primo livello e fino ai 15 mila euro per i livelli successivi;
è stato inoltre riscontrato attraverso le testimonianze di alcune vittime che alcune coppie per risolvere la loro crisi coniugale sono arrivate a pagare fino a 100 mila euro;
dopo che la Corte Costituzionale, con una sentenza del 1981, ha cancellato il reato di plagio, l’attività lobbistica delle sette è molto più forte, non esistono al momento misure di contrasto efficaci contro queste organizzazioni, nonostante i numerosi arresti effettuati dalle Forze dell’ordine negli ultimi anni, ad esempio quello di Danilo Speranza, guru della setta Re Maya avvenuto a Roma;
la procura di Bari ha contestato ai dirigenti della setta Arkeon i reati per associazione a delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza

privata, maltrattamenti di minori e incapacità procurata da violenza; il processo è iniziato la settimana scorsa -:
se si intendano adottare iniziative per riempire il vuoto normativo in materia di contrasto del fenomeno delle sette, ripristinando il reato di plagio;
se si intendano assumere e/o intensificare, soprattutto nelle zone più colpite dal fenomeno, i necessari interventi di ordine pubblico per reprimere il fenomeno;
se si ritenga opportuno promuovere una campagna di sensibilizzazione, in particolare nelle zone disagiate e colpite già in passato dall’attività delle sette, affinché fenomeni di questo tipo non proliferino, attivando strumenti culturali atti a prevenirli tramite la sensibilizzazione dell’opinione pubblica.
(4-07078)

http://www.camera.it/417?idSeduta=317&resoconto=bt01&param=

 

 

 

RISPOSTA DELLA COMMISSIONE ALL’INTERROGAZIONE SUL FENOMENO DELLE SETTE RELIGIOSE

http://www.sergioberlato.it/euronews_archivio_dettaglio.asp?newsl=116#p4

Lettera europea d’informazione dell’on. Sergio Berlato, deputato al Parlamento europeo

Berlato Euronews n. 23 del 14 Giugno 2010

 

RISPOSTA DELLA COMMISSIONE ALL’INTERROGAZIONE SUL FENOMENO DELLE SETTE RELIGIOSE

Il 16 marzo scorso è stato arrestato a Roma il capo della setta “Re Maya”, che era riuscito a fidelizzare un nutrito gruppo di seguaci. Secondo le accuse dei pubblici ministeri, egli avrebbe abusato sessualmente di bambine di 10-12 anni e delle loro madri ed estorto denaro agli adepti con l’inganno. Questo agghiacciante episodio di cronaca riporta l’attenzione sul fenomeno, in costante crescita, dell’adesione alle sette religiose. In Italia sono più di 80.000 gli adepti che aderiscono a varie sette: il 52 per cento delle vittime sono adulti e, nel 56 per cento dei casi, si tratta di donne. I giovani sono inoltre più del 40 per cento. Le sette religiose sono rappresentate da gruppi che plagiano, attraverso vere e proprie tecniche di manipolazione mentale, principalmente le persone che attraversano momenti di difficoltà e che, quindi, sono i soggetti più vulnerabili della società odierna. In tale contesto, milioni di persone risultano succubi di santoni e presunte guide spirituali. Preso atto di questa situazione, l’on. Sergio Berlato ha ritenuto opportuno presentare un’interrogazione parlamentare alla Commissione europea per sapere quali strumenti essa suggerisce di adottare affinché la società civile e le istituzioni affrontino in modo deciso ed adeguato alla sua gravità, questa problematica e come ritiene inoltre di intervenire al fine di tutelare i cittadini europei da simili aberranti episodi di violenza.

 

Riportiamo di seguito la risposta della Commissione europea all’interrogazione in oggetto:

“I fenomeni settari sono particolarmente inquietanti, e alcune attività o situazioni che ne derivano sono suscettibili di rientrare nell’ambito di competenza di strumenti dell’Unione, nella fattispecie di quelli relativi alla tratta degli esseri umani, agli abusi sessuali sui bambini o alle vittime

.

In materia di lotta contro la tratta degli esseri umani e contro gli abusi sessuali sui bambini, il 29 marzo 2010 la Commissione ha adottato due proposte di direttive destinate a sostituire le decisioni quadro rispettivamente in vigore, le quali prevedevano già un livello minimo di ravvicinamento delle legislazioni nazionali in materia. Si tratta di un pacchetto ambizioso che adotta un approccio globale in merito alla lotta contro i crimini con conseguenze gravi per le vittime.

Per la prima volta degli strumenti giuridici dell’Unione europea affrontano questi tre gravi problemi su tre fronti: il perseguimento penale degli aggressori, la protezione delle vittime e la prevenzione dei fenomeni.

 

Le proposte partono dall’acquis in vigore per poi incorporare i progressi compiuti nell’ambito delle convenzioni del Consiglio d’Europa nel frattempo elaborate. Esse vanno oltre il già elevato livello di protezione raggiunto nell’ambito di tali convenzioni per fornire un vero valore aggiunto. Le proposte saranno oggetto di discussioni approfondite in seno al Consiglio e al Parlamento.

Per quanto concerne la protezione delle vittime, l’Unione ha adottato la decisione quadro 2001/220/GAI del 15 marzo 2001 concernente lo statuto delle vittime nell’ambito delle procedure penali che impone agli Stati membri l’adozione di misure di assistenza alle vittime prima o dopo una procedura penale, che potrebbe applicarsi alle vittime di gruppi settari che infrangono la legge penale di uno Stato membro. Al di là dell’applicazione del diritto dell’Unione, gli Stati membri vegliano al rispetto della propria legislazione nazionale in materia, ivi compreso il diritto penale”.

 

Per maggiori informazioni sulle interrogazioni parlamentari presentate alla Commissione europea e sulle relative risposte:

http://www.europarl.europa.eu/sidesSearch/search.do?type=QP&language=IT&term=7&author=4746