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Dieci passi per resistere alle influenze indesiderate

1) <Mi sono sbagliato>. Cominciamo a saper riconoscere i nostri errori, prima con noi stessi e poi verso gli altri. Accettiamo il detto che errare è umano. […] Riduciamo la necessità di giustificare o razionalizzare i nostri errori e di continuare a sostenere qualcosa di brutto o immorale. […]

2) <Sono consapevole>. Molte volte vediamo persone intelligenti che agiscono stupidamente perché non prestano attenzione ai dettagli di base delle parole o alle azioni di un agente di influenza o ad alcuni evidenti segnali situazionali. Troppo spesso ci comportiamo come un pilota automatico, seguendo uno script ben colaudato  perché con esso siamo stati bene a volte, senza fermarci a considerare se sia appropriato per il qui ed ora. […]

3) <Io sono responsabile>. Assumersi la responsabilità delle proprie decisioni e azioni mette la persona sul sedile del conducente, nel bene e nel male. Lasciare che gli altri riducano la propria responsabilità,  rende il guidatore guidato dalle altrui indicazioni che non sa davvero dove andare. Saremo più resistenti alle influenze sociali indesiderate se manteniamo un senso di responsabilità personale e se siamo disposti ad assumerci la responsabilità per le nostre azioni. L’obbedienza all’autorità è meno cieca nella misura in cui siamo consapevoli che la diluizione di responsabilità non fa nulla per nascondere la nostra complicità personale a condurre atti discutibili. Il nostro rispetto delle norme di gruppo antisociale viene ridotto nella misura in cui non permettiamo diluizione della responsabilità […]

4) <Sostengo la mia identità personale>. Non accettiamo che qualcuno ci destabilizzi,  inserendoci in una categoria o una tipologia. Riaffermiamo la nostra individualità […]

5) <Rispetto la giusta autorità, ma mi ribello contro l’ingiusto>. In ogni situazione in cui ci sono persone con autorità, bisogna cercare di distinguere coloro che con la loro saggezza, esperienza, anzianità o status particolare sono degni di rispetto da coloro che esercitano l’autorità sostenendo obbedienza in maniera sleale e senza alcun fondamento. Molti di coloro che si arrogano l’autorità sono falsi profeti,  truffatori che servono i propri interessi e che, invece di rispetto, meritano disobbedienza e di essere smascherati. […]

6) <Desidero essere accettato, ma apprezzo la mia indipendenza>. L’attrazione di essere accettato in un gruppo sociale è molto potente. […] E’ chiaro che siamo animali sociali e, di norma, le nostre relazioni ci offrono benefici e ci aiutano a raggiungere obiettivi importanti che non possiamo raggiungere da soli. Ma a volte, la conformità alle norme del gruppo vanno contro il bene sociale. E’ essenziale comprendere quando seguire queste regole e quando respingerle. […]

7) <Sarò più attento alle formulazioni>. Il modo per inquadrare o formulare una domanda spesso ha più influenza di qualsiasi argomento persuasivo che può essere dato a riguardo. Inoltre, molte formulazioni sono efficaci proprio perché sembrano formulazioni in forma di titoli, immagini, slogan o loghi. Esercitano la loro influenza, senza che noi ce ne rendiamo conto e così che siamo indirizzati verso alcune idee e alcune questioni specifiche. […]

8 ) <Bilanciare la propria prospettiva del tempo>. Possiamo essere indotti a fare cose in cui non crediamo nel presente. Quando smettiamo di pensare alle nostre commissioni passate e alle responsabilità del nostro futuro noi ci apriamo alle tentazioni situazionali di indulgere in eccessi come accadeva ne “Il Signore delle mosche”. […]

9) <Nessuna libertà civile personale debba essere sacrificata per l’illusione della sicurezza>. Il bisogno di sicurezza è un potente fattore determinante del comportamento umano. Data una presunta minaccia alla nostra sicurezza o per la promessa di tenerci lontani dal pericolo possiamo essere manipolati al punto  di agire in modo del tutto estraneo a noi. La maggior parte del tempo, i concessionari guadagnano con l’influenza del potere su di noi, offrendo un patto faustiano: saremo al sicuro da danni se diamo un po ‘della nostra libertà, sia personale o civile, all’autorità. […]

10) <Sfidiamo i sistemi ingiusti>. [..] La resistenza individuale, insieme con altre persone con la stessa mentalità e  determinazione, possono cambiare le cose. […]

di Philip Zimbardo da “L’Effetto Lucifero”

Fonte: https://www.facebook.com/exbrahmakumarisespana.exbk/posts/671020902996183

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Traduzione di Lorita Tinelli

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

Gli articoli apparsi su questo blog possono essere riprodotti liberamente, sia in formato elettronico che su carta, a condizione che non si cambi nulla e  che si specifichi la fonte

Culti: Domande e Risposte

di Michael D. Langone, Ph.D.

 

D. Che cos’è una setta?

Il termine setta viene applicato a una vasta gamma di gruppi. Ci sono culti storici, come il culto di Iside, culti non-occidentali studiati dagli antropologi, come ilculto del cargo della Melanesia e una serie di culti contemporanei che hanno catturato l’attenzione del pubblico nel corso degli ultimi quindici anni. Il  Webster’s Third New International Dictionary (versione integrale, 1966) fornisce diverse definizioni di culto tra cui:

– Una religione considerata come credo … una minoranza di gruppo religioso non ortodosso o spurio, che viene considerato non ortodosso o spurio …

– Un sistema per la cura della malattia sulla base del dogma, dogmi o principi stabiliti dal suo promulgatore che escludono l’esperienza scientifica o la dimostrazione …

– Una grande o eccessiva devozione o dedizione a qualche persona, idea o cosa …

a. l’oggetto di tanta devozione …

b . un gruppo di persone caratterizzate da tanta devozione, per esempio, i culti crescenti ad alta manipolazione dell’America.

 

 

Queste definizioni di massima non riflettono accuratamente le preoccupazioni generate dai gruppi contemporanei spesso considerati culti. La seguente definizione focalizza queste preoccupazioni.

Culto: un gruppo o movimento che manifesta una grande o eccessiva devozione o dedizione a qualche persona, idea o cosa, e che impiega tecniche manipolative di persuasione, non etiche, e di controllo tese a promuovere gli obiettivi dei gruppi dirigenti, a danno reale o possibile dei soci, delle loro famiglie e della comunità. Tecniche non etiche manipolative di persuasione e di controllo che includono, ma non sono limitate a: isolamento da ex amici e parenti, uso di metodi speciali per aumentare la suggestionabilità e il servilismo, potenti pressioni del gruppo, gestione delle informazioni, la sospensione dell’individualità o del giudizio critico, la promozione di totale dipendenza dal gruppo e la paura di lasciarlo, ecc.

I culti contemporanei, poi, rischiano di esporre tre elementi a vari livelli:

– i membri eccessivamente zelanti che si impegnano incondizionatamente per l’identità e per la leadership del gruppo ,

– la manipolazione per sfruttamento dei soci; e

– il danno o pericolo di danno ai soci, alle loro famiglie e/o alla società.

Poiché i culti tendono ad essere centrati sul leader, sfruttano e danneggiano, entrano in conflitto con e sono minacciati dai sistemi più razionali, aperti e benevoli dei membri delle famiglie e della società in generale. Alcuni gradualmente si adeguano alla società facendo diminuire i propri livelli di manipolazione, sfruttamento, danno e di opposizione. Altri, invece, induriscono i loro gusci diventando totalizzanti, elitari  e isolati. Questi gruppi tendono a:

– dettare a volte con dovizia di particolari come i membri dovrebbero pensare, agire e sentire;

– rivendicare un speciale  stato di esaltazione (per esempio  i poteri occulti, una missione per salvare l’umanità) per se stessi e/o per i loro dirigenti; e

– intensificare la loro opposizione e l’alienazione dalla società in generale.

Poiché la capacità di sfruttare gli esseri umani è universale, un culto potrebbe individuarsi in qualsiasi tipo di gruppo. Gruppi più affermati, tuttavia, hanno meccanismi di responsabilizzazione che limitano lo sviluppo di sottogruppi di culto. Alcuni leader religiosi di culti, per esempio, hanno iniziato la propria carriera in denominazioni tradizionali da cui sono stati espulsi a causa delle loro attività di culto. I culti, quindi, sono generalmente associati con i nuovi gruppi non ortodossi, sebbene non tutti i gruppi nuovi o non ortodossi sono delle sette.

Secondo questa prospettiva una “nuova religione“, una “nuova psicoterapia“, un “nuovo movimento politico“, o altro gruppo qualsiasi differisce da un culto dall’uso di  tecniche di manipolazione di persuasione e di controllo per sfruttare membri che è molto più caratteristico nel secondo rispetto ai primi gruppi. Questa distinzione, anche se purtroppo ignorata da molti studiosi di tale argomento, è importante al fine di evitare ingiustamente l’etichettatura di nuovi gruppi benigni come culti e viceversa, attribuendo genuinità ai culti e una rispettabilità immeritata con termini come “nuovo movimento religioso“.

La prospettiva qui affrontata si concentra sui processi psicologici, a differenza di alcune prospettive basate sulle  religiosità che si concentrano sulle deviazioni dottrinali dei culti. Secondo questa dichiarazione, un gruppo può essere deviante ed eretico senza necessariamente essere un culto.

 

D. Quali tipi di Culto esistono?

Sono stati avanzati molti sistemi di classificazione per i culti. La ripartizione lineare è stata suggerita dalla Dr.ssa Margaret Singer, che osserva i seguenti tipi di culti:

 

– orientale religioso

– di derivazione cristiana

– satanico

– occulto /stregoneria/voodoo

– spiritualista

– razzistico

– Zen e cino/giapponese filosofico-mistico

– dischi volanti e lo spazio esterno

psicoterapia

– terapia di massa o di formazione trasformazionale

– politico

– new age

– commerciale

– sociale / auto-aiuto

 

D. Come sopravvivono i molti culti  e quanti membri hanno ?

Le Organizzazioni educative sui Culti hanno compilato elenchi di oltre 2.000 gruppi di cui hanno ricevuto richieste di informazioni. Le frequenza per  i gruppi precedentemente non classificati possono essere per nuovi gruppi  religiosi, politici, psicoterapeutici  o altri tipi di movimenti. L’esperienza suggerisce, tuttavia, che un numero significativo, forse più di 1.000, sono sette. Anche se la maggior parte sono piccole, alcune sette hanno decine di migliaia di membri.

Diversi studi forniscono un sostegno alle stime informali secondo cui 5-10.000.000  americani sono stati almeno transitoriamente coinvolti in gruppi settari. Uno studio che ha coinvolto in modo casuale 1000 studenti delle scuole superiori di San Francisco Bay Area ha scoperto che il 3% degli studenti ha riferito che erano membri di un culto, mentre il 54% ha riportato almeno un contatto con un reclutatore di un culto (1).  Un altro studio, che ha analizzato i dati dell’indagine da Montreal a San Francisco, ha scoperto che circa il 20% della popolazione adulta aveva aderito a nuovi movimenti religiosi e para-religiosi, anche se oltre il 70 % dei coinvolgimenti erano transitori (2).  Altri dati di questo studio indicano che circa che due del cinque per cento dei soggetti aveva partecipato a nuovi gruppi religiosi e para-religiosi che sono comunemente considerati culti.
D.  I Culti sono limitati agli Stati Uniti?

Assolutamente no. Gruppi di supporto educativi sui culti esistono in più di 15 paesi. Indagini governative suulle  attività di culto sono state avviate in almeno cinque paesi. Congressi internazionali sul settarismo sono stati tenuti in Germania, Spagna e Francia. E nel 1984 il Parlamento europeo ha approvato la risoluzione Cottrell, che ha invitato gli Stati membri a unire le loro informazioni relative alle nuove organizzazioni come preludio allo sviluppo di modi per garantire l’effettiva tutela dei cittadini (3).
D. Che cos’è il controllo mentale?

 

Il Controllo mentale (noto anche come lavaggio del cervello, persuasione coercitiva, riforma del pensiero  la manipolazione sistematica di influenza psicologica e sociale) si riferisce a un processo in cui un gruppo o un individuo utilizza sistematicamente metodi non etici di manipolazione per convincere gli altri a conformarsi ai desideri del manipolatore, spesso a scapito della persona che viene manipolata.

Tali metodi includono:

– ampio controllo delle informazioni al fine di limitare alternative per cui i membri possono fare delle scelte;

– inganno;

– pressione di gruppo;

– intenso indottrinamento in un sistema di credenze che denigra il pensiero critico indipendente e considera il mondo al di fuori del gruppo come una minaccia, il male  o gravemente in errore;

– un’insistenza su membri molto stressati che provano ansia e senso di colpa sottilmente indotto dal gruppi e che servono ad essere conforme al gruppo stesso;

– debilitazione fisica e/o psicologica attraverso una dieta inadeguata o stanchezza;

– ‘induzione di stati dissociativi (trance,  mediante l’uso improprio di meditazione, canto, parlare in lingue  e altri esercizi) in cui l’attenzione si restringe, si è suggestionati   e il pensiero critico indipendente viene indebolito;

– alternanza di asprezza/minacce e clemenza/amore al fine di indurre il rispetto verso i desideri delle dirigenze;

– isolamento da supporti sociali;

– e pressioni per confessioni pubbliche.

Anche se il processo attraverso il quale i culti vengono ad esercitare il controllo mentale sui membri è complesso e varia molto, sembrano esserci tre fasi sovrapposte:

inganno
Le reclute sono indotte a credere che il gruppo è benevolo e che arricchirà la loro vita, per esempio  aumentando la loro spiritualità o la loro autostima e sicurezza. Come risultato di questo inganno e dell’uso sistematico di tecniche altamente manipolative di influenza, le reclute vengono ad impegnarsi con i gruppi con i modi di pensare, di sentire e di agire prescritti; in altre parole, diventano membri o convertiti.

dipendenza
il gruppo isola gradualmente i membri  dalle  influenze esterne,  stabilisce  aspettative irrealisticamente alte e colpevolizzanti, punisce ogni espressione di negatività, denigra gli indipendenti, il pensiero critico, in tal modo fa sì che i membri diventino estremamente dipendenti dalle espressioni di conformità del gruppo stesso, orientati sull’amore e il sostegno.

paura
Una volta che uno stato di dipendenza è fermamente stabilito, i gruppi rafforzano il controllo dei  pensieri, sentimenti e comportamenti dei membri mediante il crescente timore di perdere il gruppo di sostegno psicologico (in alcuni gruppi si usa anche la minaccia fisica), il tutto per quanto possa mirare a garantire la loro conformità alle spesso debilitanti richieste delle dirigenze.

D. Il Controllo Mentale delle istituzioni sociali è diverso dall’ordinario condizionamento dei genitori?

Sì. L’ordinario condizionamento sociale si differenzia dal controllo mentale in due modi importanti. In primo luogo  i genitori, le scuole, le chiese e altre organizzazioni non utilizzano come regola  etica tecniche manipolative nei confronti per la socializzazione dei bambini, adolescenti e giovani adulti. In secondo luogo, il condizionamento sociale è un processo lento che promuove e incoraggia un figlio inizialmente informe a diventare un adulto autonomo, con una propria identità. Il controllo della mente, invece, si avvale di tecniche manipolative di persuasione e di controllo per indurre dipendenza in una persona con un’identità consolidata  che il manipolatore cerca di alterare radicalmente senza il consenso informato dei suoi obiettivi.

Le tecniche con cui un gruppo o una persona cercano di influenzare un altro individuo possono essere suddivise in due categorie: 1) una scelta che si rispetti, che include tecniche che onorano l’autonomia della persona che viene influenzata; e 2) il rispetto guidato, che include tecniche (esempi forniti nella risposta precedente) focalizzate su come ottenere la risposta desiderata, indipendentemente dai bisogni, desideri, obiettivi, ecc , della persona che viene influenzata.

Le tecniche scelte  possono essere ulteriormente suddivise in tecniche educative e di consulenza, mentre le tecniche di conformità possono essere suddivise in tecniche di persuasione e di controllo. Un ambiente di culto si differenzia da un ambiente di non-culto in quanto il primo presenta una maggiore proporzione di tecniche per la conformità, guadagnando in  persuasione e controllo .

Nel crescere i figli, spesso è necessario – e corretto –  utilizzare il controllo e la persuasione per proteggerli dai pericoli e per aiutarli a crescere. Quando i bambini diventano adulti, invece, sviluppano un’identità e un senso di autonomia personale che chiede il rispetto. I genitori imparano a cedere il controllo quando i loro bambini imparano ad assumersi la responsabilità. Quando questo processo di sviluppo normale si rompe, come quando un adulto cade nella depressione, i parenti  e/o le autorità che aiutano tenderanno ad orientarsi verso la conformità e ad entrare in un ruolo di custode (forse, in questo caso, l’impegno di un ospedale psichiatrico). Quando la crisi è passata, invece, le regole etiche non scritte prevedono che l’influenza torni alla modalità scelta nel rispetto della relatività dell’adulto.

In alcune situazioni particolari, come ad esempio entrare nell’esercito o in ordini religiosi, gli individui scelgono di rinunciare a parte della loro autonomia. A differenza di situazioni di culto, queste situazioni comportano consenso informato, non cercano di trasformare l’identità delle persone  e sono contrattuali  piuttosto che orientati alla dipendenza. Inoltre  la maggior parte di queste situazioni coinvolgono gruppi che sono responsabili nei confronti della società.

I culti, d’altra parte, non rispondono a nessuno in quanto violano le leggi etiche non scritte stabilendo ingannevolmente un rapporto con gli individui, la cui autonomia e identità disprezzano. Quindi, eventuali somiglianze tra un ambiente di culto e un campo di addestramento, per esempio, sono psicologicamente superficiali.

Alcuni apologeti dei culti sostengono che il controllo della mente non esista perché la maggior parte delle reclute dei culti non diventano membri. Questi apologeti spesso citano uno studio che ha riferito che il 10% di coloro che completano un workshop di due giorni offerto da un gruppo controverso diventano membri, mentre il 5% diventa membro dopo due anni (4). Chi ha aderito tuttavia apporta modifiche importanti e rapide nella propria vita, perchè il gruppo in questione richiede l’impegno totale dei membri nel tempo. Al contrario, nel tipico Billy Graham Crusades, solo l’1- 3% dei frequentatori credenti (che sono stati personalmente evangelizzati per mesi) si presentavano durante la chiamata all’altare, per non parlare di modificare la loro vita radicalmente (5).  E Billy Graham è considerato  uno degli evangelisti più efficaci della storia! Persuadere il 10% di un gruppo di persone, che sono in gran parte reclutati dalla strada, per diventare missionari a tempo pieno nel giro di poche settimane, riflette un livello incredibile di influenza psicologica!

 

D. Chi si unisce ai Culti e perché ?

Contrariamente ad un equivoco popolare che vede i membri del culto come dei pazzi, ricerche e prove cliniche suggeriscono fortemente che la maggior parte dei membri del culto sono persone relativamente normali, anche se circa un terzo sembra aver avuto disturbi psichiatrici lievi prima dell’ingresso (6) ( Va osservato, tuttavia, che un recente studio condotto dal National Institute of Mental Health ha rilevato che circa il 20% della popolazione generale ha almeno un disordine psichiatrico (7)  ).

I membri del culto sono i giovani, i vecchi, i ricchi, i poveri, gli istruiti e gli ignoranti. Non vi è alcun tipo facilmente identificabile di persona che si unisce ai culti. Tuttavia, l’esperienza clinica e le indagini informali indicano che una grande maggioranza dei partecipanti ad un culto stavano vivendo uno stress significativo (spesso legato alle normali crisi dell’adolescenza e della giovinezza, come una rottura sentimentale, un insuccesso scolastico, una confusione professionale) prima della loro conversione al culto. Poichè i loro normali modi di affrontare la vita non funzionavo bene per loro, questi individui stressati erano più aperti del solito per i reclutatori che vendono la felicità.

Altri fattori che possono rendere alcune persone predisposte all’influenza cultuale includono:

– dipendenza (il desiderio di appartenere, la mancanza di fiducia in se stessi);

– non assertività (incapacità di dire di no o di esprimere critiche o dubbi);

– credulità (ridotta capacità di interrogarsi criticamente su  ciò che viene detto, osservato, pensato, ecc);

– bassa tolleranza per l’ambiguità (necessità di risposte assolute, l’impazienza di ottenere delle risposte);

– disillusione culturale (alienazione, insoddisfazione per lo status quo);

– idealismo ingenuo;

– desiderio di significato spirituale;

– suscettibilità a stati di trance (in alcuni casi, forse, a causa di precedenti esperienze di droghe allucinogene); e

– ignoranza dei modi in cui i gruppi possono manipolare le persone.

Quando le persone rese vulnerabili da uno o più di questi fattori incontrano un gruppo che pratica il controllo della mente, la conversione può benissimo verificarsi, a seconda di quanto bene la dottrina del gruppo, l’ambiente sociale  e il controllo mentale  corrispondano alle vulnerabilità specifiche delle reclute. Gli individui non assertivi, per esempio, possono essere particolarmente sensibili alle lusinghe di un gruppo autoritario, gerarchico perché hanno paura di sfidare i gruppi di orientamento dogmatico.

La conversione ai culti non è veramente una questione di scelta. Le vulnerabilità non si limitano a portare gli individui ad un particolare gruppo. Il gruppo manipola queste vulnerabilità e inganna le prospettive, al fine di convincerle i membri ad aderire e, infine, rinunciare alle loro vecchie vite.
D. Come cambiano le persone che si uniscono ai Culti?

Dopo che i convertiti si impegnano in un culto, il modo  di pensare, di sentire e di agire del culto diventa una seconda natura, e i pur importanti aspetti della loro personalità pre-culto vengono soppressi o, in un certo senso, avviene il loro decadimento attraverso il disuso. I nuovi convertiti in un primo momento appaiono spesso essere traumatizzati dal bombardamento dei culti, dispiacendosi delle tecniche di controllo. Possono apparire distanti, rigidi e stereotipati nelle loro risposte, limitati nel loro uso del linguaggio, ridotti nella loro capacità di pensare in modo critico  e stranamente distanti nei loro rapporti con gli altri. I genitori solitamente affermano: “Quello non è mio figlio!“.  Queste osservazioni rappresentano la tesi comune che i membri di setta sono zombie o robot dagli occhi vitrei. Anche se questa descrizione è un’esagerazione, fa riflettere sul fatto che intense manipolazioni cultuali possono provocare stati alterati di coscienza in alcune persone.

Nel tempo i convertiti sembrano perdere la tensione e sembrano distanti.  Essi imparano tecniche, come il canto, per soffocare i dubbi e per rendere più facile mentire agli altri e a se stessi. Spesso perdono il contatto con persone del pre-culto cui erano legati e vivono come conseguenza l’isolamento dai genitori e dalla società. E ricevono ricompense per conformarsi alle esigenze del gruppo da cui sono diventati così dipendenti.

La possibilità di entrare nella coscienza, nei ricordi repressi o nei dubbi assillanti può generare ansia che, a sua volta, può innescare una difesa di trance-induzione, come il parlare in lingue, per proteggere il sistema che culto ha imposto su pensieri, sentimenti e comportamenti. Tali persone possono funzionare adeguatamente almeno a livello superficiale. Tuttavia, la loro regolazione continua dipende dal manterene  i loro vecchi stili di pensiero, gli obiettivi, i valori e gli allegati personali in deposito. Un normale livello di sviluppo psicologico e una integrazione della personalità risultano molto difficili da raggiungere.
D. Come i Culti possono danneggiare le persone?

Poichè spesso riconoscono i cambiamenti dannosi che non sono evidenti tra i convertiti sedotti, le famiglie sono di solito leprime ad essere ferite. Nei loro tentativi di aiutare i parenti coinvolti nel culto le famiglie sperimentano intensa  frustrazione, impotenza, senso di colpa  e, viste le  così poche persone a capire la loro situazione, la solitudine.

I membri possono essere danneggiati in quanto perdono la propria autonomia psicologica e spesso i loro beni. Inoltre, i gruppi che chiedono una parziale o totale disconnessione dalla società privano i membri dell’opportunità di imparare dalle varie esperienze che una vita normale fornisce. I membri possono perdere anni irrecuperabili in uno stato di arresto maturativo. In alcuni casi  subiscono danni psichiatrici e/o soffrono di malattie fisiche e lesioni. I bambini nei culti sembrano essere ad alto rischio di abuso e trascuratezza.

Coloro che lasciano i culti spesso sperimentano ansia, depressione, rabbia, senso di colpa,  diffidenza,  paura, disturbi nel pensiero, instabilità per lo spostamento dai modi di vedere il mondo di un culto a quelli del non-culto o un’alternanza tra  senso di annebbiamento e  stato di coscienza. Questo tumulto emotivo altera il processo decisionale e interferisce con la gestione delle attività della vita.

Infatti, molti ex-membri richiedono 1-2 anni per tornare al loro precedente livello di adattamento, mentre alcuni possono avere guasti psicologici o rimanere psicologicamente sfregiati per anni.

Non tutti quelli che si uniscono ai culti restano psicologicamente danneggiati. Alcuni potrebbero trovare nel culto  un rifugio sicuro per le difficoltà ingestibili del mondo non-culto. Altri che hanno problemi nel mantenenimento della distanza emotiva possono seguire il culto senza mai veramente diventare parte di esso o di essere profondamente colpiti da esso. E alcuni possono avere risorse personali, come ad esempio una capacità insolita di resistere alla pressione di gruppo, che consentono loro di mantenere una certa autonomia, anche in un ambiente potente di conformità.

 

D. Come i Cults danneggiano la Società?

Il rapporto “settarismo:  una conferenza per studiosi e la politica (3)”  delinea alcuni modi diretti con cui le sette ledono la società:
Governo/Legge
Infiltrazioni in agenzie governative, partiti politici, gruppi di comunità e organizzazioni militari allo scopo di ottenere informazioni classificate o private, guadagnare vantaggio economico o influenzare l’organizzazione infiltrata per servire i vertici del culto.

L’evasione fiscale
L’acquisizione fraudolenta e la disposizione illegale di fondi per l’assistenza pubblica e la sicurezza sociale.

La violazione delle leggi sull’immigrazione
L’abuso del sistema legale attraverso azioni legali spurie, denunce infondate di licenze e organismi di regolamentazione  o richieste stravaganti per servizi (quali quelli forniti dalla Freedom of Information Act) come parte di spedizioni di pesca contro i propri nemici. Perseguimento di obiettivi politici, mentre operano sotto la rubrica di un’organizzazione apolitica, di beneficenza  o religiosa.

Business
Raccolta fondi e vendita di pratiche ingannevoli. Lo stress organizzativo e individuale derivante da pressioni ai dipendenti di partecipare alla formazione della gestione cultuale e dei seminari di crescita.
Sviamento dello status di beneficenza al fine di garantire i soldi per altri scopi e affari non chiari. Concorrenza sleale attraverso l’uso di manodopera sottopagata o stipendi riciclati.
Educazione
Negazione o interferenza con l’educazione consentita per legge dei bambini nelle sette. L’uso improprio delle strutture scolastiche o universitarie  o travisamento delle finalità dei culti, al fine di ottenere rispettabilità. Il reclutamento degli studenti universitari attraverso la violazione della loro privacy e/o l’inganno.
Religione
I tentativi di ottenere l’appoggio delle religioni stabilite per presentare un quadro ingannevole degli obiettivi dei culti, delle credenze e delle pratiche  e cercare di fare causa comune su varie questioni. L’infiltrazione di gruppi in istituiti religiosi al fine di reclutare membri nel culto.

I culti danneggiano la società anche attraverso  importanti modi indiretti. I culti violano cinque valori interconnessi che sostengono le culture pluralistiche: dignità umana, libertà, etica, pensiero critico e di responsabilità. Perché barando i culti sono in grado di ottenere il potere ben oltre il loro numero. Inoltre, la maggioranza cerca la protezione garantita dal Bill of Rights, pur pensando al proprio obiettivo finale che è quello di eliminare la stessa libertà che rivendicano per sé.

Essi rappresentano quindi una sfida seria:

Come fa una società basata sulla libertà costituzionale  a proteggersi contro gli impulsi totalitari e le pratiche dei culti e di altri gruppi di fanatici senza risultare chiusa e repressiva? In poche parole, come fa il nucleo costituzionale a tenersi insieme?

Questa domanda è particolarmente importante oggi, perché l’identità culturale americana è frammentata.

La tradizione giudaico-cristiana, una volta dominante, è stata contestata, alcuni dicono soppiantata, da un secolarismo che, pur coerente con il patrimonio costituzionale americano, respinge molti dei principali dogmi della tradizione morale giudaico-cristiana.

Mentre questi due campi stavano combattendo, un terzo sistema di valori e di visione del mondo, radicato nel misticismo orientale e  nel movimento della psicologia umanistica, ha agito nella coscienza americana. Comunemente chiamato  movimento New Age, questo mondo vede quale principio fondamentale che gli uomini sono ciechi al fatto che siano tutti uno, che sono tutti Dio  e che sono tutti in grado di sviluppare le capacità sovrumane.

La maggior parte dei sostenitori di queste tre visioni del mondo tollerano il disaccordo e rispettano i loro avversari, anche se si trovano a competere – consapevolmente o meno –  per il predominio nel cambiare l’identità americana. Ma ai margini di ogni visione del mondo, i fanatici, molti dei quali appartengono a culti ben organizzati, cercano di rifare la cultura a loro immagine.

Se il fanatismo settario non è eticamente trattenuto, la cultura americana perderà i suoi ormeggi etici e i valori che hanno per così tanto tempo dominato le garanzie costituzionali. Le centinaia di migliaia di famiglie che sono dilaniate dalle sette  e i milioni di individui i cui diritti e l’integrità sono stati violati testimoniano la gravità di questa minaccia.
D. Perché le persone abbandonano i culti?

La gente abbandona i  culti per una serie di motivi. Dopo la presa di coscienza dell’ipocrisia e/o della corruzione all’interno della setta, i convertiti che hanno mantenuto un elemento di indipendenza e  qualche connessione con i loro vecchi valori possono semplicemente uscire delusi. Altri membri possono lasciare perché si sono stancati di una routine di proselitismo e di raccolta fondi. A volte anche i membri più dedicati possono sentirsi così inadeguati nei confronti delle richieste dei culti tanto da andarsene, non perché hanno smesso di credere, ma perché si sentono come falliti. Altri ancora possono rinunciare al culto dopo aver recuperato i vecchi valori, obiettivi, interessi o relazioni, derivanti dalle visite con i genitori, colloqui con ex membri  o  consulenze.
D. E’ facile lasciare un culto?

Le persone che meditano di lasciare una setta di solito sono sotto pressione per rimanere. Alcuni ex  membri affermano di aver speso mesi, anche anni, nel cercare di raccogliere la forza per uscire. Alcuni si raccontano così intimiditi da esser partiti di nascosto.

Sebbene la maggior parte dei membri del culto alla fine escono da soli, l’allarme dei genitori non deve essere scontato. In primo luogo, molti, se non la maggior parte, di coloro che lasciano i culti da soli sono psicologicamente danneggiati, spesso in modi che non capiscono. In secondo luogo, alcuni membri di sette non lasciano mai il culto, e alcuni di questi sono gravemente danneggiati. E in terzo luogo, non c’è modo di prevedere chi lascerà, chi voleva lasciare  o a chi sarà fatto del male. Di conseguenza, rassicurare i genitori è analogo a rassicurarli circa l’uso giovanile del fumo della marijuana sostenendo che la maggior parte giovani che fumano la marijuana non diventeranno tossicodipendenti.
D. Cosa  è l’Exit Counseling e in che cosa differisce dalla Deprogrammazione?

La consulenza per l’uscita e la deprogrammazione sono caratterizzate dal  parlare ai membri del culto (a volte in lunghe sessioni distribuite in molti giorni) al fine di aiutarli a riconoscere le attività manipolative, ingannevoli e di sfruttamento del culto, riconnettendoli ad  attaccamenti personali, credenze, valori e obiettivi del pre-culto, per ristabilire la loro capacità di pensare in modo indipendente e critico. Ma esse differiscono in un modo meno significativo.

La deprogrammazione, a differenza dell’exit counseling, è tradizionalmente associata a un processo di salvataggio, in cui i membri della famiglia (di solito i genitori) assumono un team di deprogrammazione per forzare il settario ad ascoltare l’altro lato della storia. Durante i primi anni e la metà del 1970  decine di articoli di giornale e almeno una mezza dozzina di libri descrissero storie drammatiche di deprogrammatori che strappavano figli adulti di genitori disperatamente preoccupati per il loro coinvolgimento al culto dei figli.

Anche se la propaganda cultista ha  raffigurato la deprogrammazione come un processo sporco e violento, la stragrande maggioranza dei deprogrammazioni la racconta in maniera abbastanza tranquilla,  diversamente dal rapimento iniziale. Molti ex membri deprogrammati  hanno osservato di essere stati sorpresi dal rispetto e dalla sincera preoccupazione loro mostrati.

La deprogrammazione, naturalmente, è un percorso controverso. Molti osservatori, tra cui un gran numero di critici delle sette sono contrari perché:

– hanno creduto che violava i diritti civili dei cultisti (anche se alcuni studiosi di diritto hanno offerto argomenti a sostegno della deprogrammazione come rimedio necessario per culti che distruggono l’autonomia individuale);

– a volte riferiscono di cause legali contro i genitori e i deprogrammatori, alcune delle quali sono sono terminate con successo;

– è stato a volte tentata su individui che non appartenevano a culti e, quindi, non erano stati programmati precedetemente;

– era psicologicamente rischiosa in quanto causa un danno irreparabile per il legame genitore-figlio quando essa falliva;

– il suo costo era elevato (10 mila dollari è una stima approssimativa per il viaggio, l’alloggio, la sicurezza, etc, dei deprogrammatori), e a volte era finanziariamente devastante per i genitori che si rivolgevano ad essa perché non si rendevano conto di altre possibilità che esistevano.

Ho usato il verbo passato nel descrivere la deprogrammazione perché si verifica raramente oggi, in parte a causa dei rischi legali, ma soprattutto perché i lavoratori in questo settore sono diventati più abili ad aiutare i familiari nel convincere il parente coinvolto nel culto a partecipare volontariamente alla consulenza di uscita. Gli exit counselor, che hanno cominciato a organizzarsi per diventare più efficaci e professionali, hanno iniziato a lavorare su un codice guida per il loro comportamento. La loro professionalità in crescita è uno sviluppo significativo per le famiglie colpite da  un culto.
D. Cosa possono fare i genitori di un cultista?

C’è molto che si può fare, ma tutte le alternative intelligenti comportano una notevole incertezza, ansia e fatica. I genitori devono rendersi conto che:

– c’è speranza per i genitori;

– non tutti i gruppi “nuovi” o non ortodossi sono sette (vedi Domanda 1: Che cosa è un culto);

Il comportamento preoccupante in un giovane adulto o in un ragazzo può talvolta avere poco o nulla a che fare con il coinvolgimento in una setta o in un nuovo movimento;

– salvare i cultisti o persuaderli a lasciare un culto non è sempre possibile o addirittura consigliabile, perché , per esempio, il gruppo può fornire un rifugio per una persona psicologicamente disturbata;

– una ricetta per convincere una persona a lasciare un culto non esiste – ogni singolo caso deve essere trattato singolarmente;

– di conseguenza, la raccolta di informazioni valide recanti la distruttività dei gruppi per il loro figlio è di vitale importanza.

Dopo che i genitori hanno capito questi punti, si può quindi provare a condurre – con assistenza professionale se del caso – un informata ricerca ragionata sulle possibili azioni che possono compiere, che includono le seguenti:

– accettare un coinvolgimento del figlio;

– convincere il figlio a fare una rivalutazione informata del suo impegno per il gruppo;

– istituire un salvataggio con la deprogrammazione;

– rinnegare il figlio.

Anche se lo spazio consente solo un’analisi superficiale, è considerare brevemente ciascuna di queste alternative:
Alternative 1: Accettazione

I genitori possono accettare e anche l’approvazione il coinvolgimento in culto perché rispetta l’autonomia del loro figlio e ritengono il suo gruppo psicologicamente benigno. Se i genitori ritengono che il gruppo sia distruttivo per il loro figlio, possono accettare a malincuore il suo coinvolgimento in esso, perché non sono in grado di perseguire una linea di azione che lo avrebbe portato a rivalutare il tutto. Tale passività riluttante a volte può essere molto faticosa per genitori, che possono beneficiare di assistenza professionale progettata per aiutarli ad affrontare il dolore, la rabbia, la paura e il senso di colpa legati a questa esperienza.
Alternativa 2: promuovere il Volontariato, rivalutare l’informazione

I genitori che scelgono questa alternativa devono:

– elaborare una strategia etica per massimizzare la loro influenza sul membro settario e

– sviluppare l’autocontrollo e la consapevolezza necessari per l’attuazione, la valutazione e la revisione della strategia in base alle esigenze. Anche se il primo compito è difficile, quest’ultimo è di solito ancora più faticoso, nonché facile da trascurare. I genitori che seguono questo corso sono invitati a chiedere aiuto a una varietà di risorse, compresi gli altri genitori di cultisti, ex-membri, materiale di lettura, consiglieri d’uscita ed a professionisti con esperienza in questo campo.

Alternativa 3: “Salvataggio”
Anche se molti ex membri di culti hanno pubblicamente sostenuto la deprogrammazione come un mezzo necessario per liberare gli uomini dalla schiavitù di un culto, la procedura, come ho detto in precedenza, è giuridicamente e psicologicamente rischiosa. Un terzo delle deprogrammazioni non sono sicure  e spesso portano ad un allontanamento tra genitore e figlio, o anche a cause legali. Inoltre, molte persone che lasciano i  culti dopo una deprogrammazione avrebbero potuto essere stati persuasi a lasciare volontariamente, senza i rischi insiti in un salvataggio. Pertanto, la American Family Foundation sconsiglia la deprogrammazione .

Alternativa 4: disconoscere il figlio

Alcuni genitori che non riescono a convincere il proprio figlio a lasciare un gruppo distruttivo sono psicologicamente in grado di trarre il meglio da una brutta situazione. Possono sentire un forte impulso a rinnegare il loro figlio e allontanarlo dalla loro vita completamente. Rinnegare un figlio è una forma di blocco di una realtà spiacevole. Anche se molte persone sono in grado di funzionare adeguatamente pur negando pezzi di realtà, la profondità del legame genitore-figlio rende questa alternativa impossibile da seguire senza pagare una pena severa ed emotiva, anche quando la disconnessione sembra meno dolorosa di quanto intenso , continuo e irrisolvibile è il conflitto familiare. Quindi, ai genitori che considerano seriamente questa alternativa si consiglia di cercare assistenza professionale.

D. Come possono i genitori e gli altri aiutare i cultisti a rivalutare volontariamente  il loro coinvolgimento nel culto?

Poichè i  culti scoraggiano una analisi aperta e onesta circa le loro credenze e pratiche, i genitori e gli altri parenti o amici interessati devono esercitare immaginazione e tatto per aiutare i cultisti a rivalutare volontariamente il coinvolgimento nel culto.

L’obiettivo finale è quello di aiutare i cultisti ad effettuare una rivalutazione informata del loro coinvolgimento nel culto, cioè,  aiutarli ad esaminare attentamente le informazioni critiche che il loro gruppo non rende disponibile ai membri  e  parlare con calma dei motivi e delle conseguenze del loro impegno nel gruppo. Gli assistenti dovrebbero cercare di evitare arringhe emotive circa la teologia,  il lavaggio del cervello, la corruzione dei leader della setta  e simili. Queste tattiche sperperano l’opportunità di raccogliere informazioni importanti sul gruppo e il rapporto dei cultisti ad esso. Inoltre, gli attacchi emotivi possono essere offensivi e ingiustificati se la persona appartiene ad un gruppo benigno. E, nel caso dei culti in buona fede, gli attacchi emotivi confermano gli stereotipi sul culto del mondo esterno come satanico e sollevano timori di deprogrammazione, che possono portare come conseguenza i  cultisti a ritirarsi più in profondità nel gruppo.

Gli aiutanti dovrebbe cercare di essere ascoltatori attivi e dovrebbero porre domande volte ad aprire la mente dei cultisti. Da ascoltatori attivi gli aiutanti raccolgono non solo informazioni, ma anche modellano l’apertura, la razionalità  e la pazienza che i cultisti devono rivalutare nel loro impegno per il gruppo.

Gli aiutanti dovrebbero:

– Mantenere la calma e mantenere le linee di comunicazione aperte. Non si può avere alcuna influenza costruttiva senza la comunicazione.

– Rispettosamente ascoltare i punti di vista dei cultisti. Indagare le loro credenze, sentimenti e pensieri sulla vita nel culto e al di fuori di esso. Scoprire se hanno dubbi o domande rimaste senza risposta circa il gruppo che non possono fare altrimenti vengono scoperti.

– Essere pazienti.

– Essere più inclini a porre con calma le domande, piuttosto che profferire opinioni.

– Scoprire se mancano loro aspetti della loro vecchia vita (amici, attività ricreative, scuola, parenti, musica, ecc) e aprire le loro menti ai propri ricordi.

– Scoprire in cosa credono e perché.

– Mettere in discussione le loro convinzioni o cercare di farli mettere in discussione, ma farlo in un modo calmo e rispettoso per non spingerli in un angolo difensivo. Il tempismo è fondamentale.

– Con calma esprimere il proprio punto di vista, ma non insistere sul fatto che non sono d’accordo. Rispettare il loro diritto di dissentire. A volte è più efficace semplicemente quello per seminare qualcosa nel pensiero.

– Dimostrare  amore e  preoccupazione, ma non porre queste come subordinate all’accordo o all’obbedienza, fare questo sarà giustamente percepito come un ricatto. Al contrario, mostrare l’amore e la preoccupazione anche quando il disaccordo è sostanziale.

– Quando possibile  neutralizzare la rabbia analizzando la sua fonte, perchè la rabbia genera rabbia. Ma non soffocare artificialmente la rabbia, perchè il settario molto probabilmente sentirà la falsità insita nel soffocare l’emozione. Al contrario, mostrare il dolore, il dolore e l’ansia che di solito sono le cause della rabbia.

– Lasciate che i cultisti sappiano che le loro azioni fanno male o che ci si  preoccupa, ma allo stesso tempo rispettare il loro diritto di fare come meglio credono, perchè  manipolati possono sembrare a voi.

– Comunicare l’amore e aiutare il settario a ricollegarsi alla sua vecchia vita parlando di vecchi tempi e incoraggiandolo a scrivere, chiamare o visitare i parenti e vecchi amici. Inoltre, se del caso, incoraggiare i parenti e gli amici a contattare il membro del culto.

– Ascoltare pazientemente, esprimendo l’amore  e utilizzare  la calma e la razionalità per contribuire a creare un clima di fiducia. Se ai cultisti offri un aiutante, saranno più disposti a discutere il loro coinvolgimento nel culto, anche, forse, con ex membri, consiglieri d’uscita  o professionisti esperti sui culti. Una volta raggiunto questo passo, una rivalutazione informata dell’impegno dei cultisti a un gruppo è molto più facile da realizzare.

Purtroppo , seguire questi consigli non sempre produce i risultati auspicati. A volte il culto si rifiuta di lasciare che i membri parlinoi a lungo con i genitori o con gli altri del vecchio mondo. Infatti, non è raro per i culti di inviare i membri in paesi stranieri lontani  senza dire ai genitori dove sono. A volte i cultisti mentono perchè sono così assorbiti dalla visione del mondo cultuale che un dialogo razionale con loro è impossibile. A volte il vecchio mondo è così pieno di problemi, di dolore e ‘insicurezza per i cultisti che  importa quanto infelici possano essere nel culto, sono troppo spaventati persino di prendere in considerazione di tornare alle loro vecchie vite. A volte i cultisti possono onestamente e intelligentemente rivalutare il loro impegno per un gruppo e decidono di rimanere in esso, perché credono che sia meglio per loro. E a volte raggiungono che la necessaria consapevolezza di sé e di auto-controllo è semplicemente troppo impegnativo per i genitori e per gli altri soccorritori. Tuttavia, coloro che possono con successo seguire questo percorso di condivisione e di rivalutazione spesso scoprono che sono diventati più vicini alla persona  coinvolta nel culto di quanto mai avrebbero ritenuto possibile.
D. Che cosa possono fare gli  educatori, il Clero  e altri  per proteggere i giovani dal reclutamento nei Culti?

Gli educatori e i sacerdoti interessati alla educazione preventiva in materia di culti possono aderire al Programma Internazionale Cult Education (CIPE), un programma congiunto della Fondazione Famiglia Americana e del Cult Awareness Network, un’organizzazione di base composta in gran parte di genitori e di ex membri. Partecipare al CIPE consentirà agli educatori e ai sacerdoti di comunicare con altri che condividono i loro interessi, acquire materiale didattico,  ottenere video e audio con i programmi educativi  e tenere il passo con gli sviluppi in questo nuovo ed entusiasmante spazio educativo. Se siete interessati a ricevere maggiori informazioni sul CIPE, contattate l’AFF.

Il pericolo cultuale per i giovani diminuisce quando:

– le critiche al di fuori dei culti causano la diminuzione del livello di manipolazione nei loro ambienti;

– i giovani sviluppano una resistenza a piazzole di vendita settaria imparando  come i gruppi in generale (non solo culti) possono influenzare i propri pensieri, sentimenti e comportamenti; e

– i giovani imparano a far fronte allo stress e a riconoscere e cercare di superare le vulnerabilità personali, come la dipendenza, la bassa tolleranza dell’ambiguità  e l’ingenuo idealismo, chiedendo aiuto professionale quando necessario.

– di conseguenza, gli educatori e il clero possono aiutare a proteggere i giovani a non avere paura di criticare gli abusi di un culto, e insegnano loro cosa è la manipolazione cultuale, aiutandoli a coltivano i tre valori che li renderanno meno vulnerabili alle lusinghe di culto:

1) l’autonomia individuale – la personale capacità di determinare la sua vita con una pressione minima o manipolazione dall’esterno;

2) l’integrazione personale –  Il tentativo di ordinare la sua memoria,  valori, credenze, patrimonio, ecc , in un insieme unitario; e

3) il pensiero critico indipendente –  senza il quale l’autonomia non può essere mantenuta o l’integrazione raggiunta.

 

 

 

References

Zimbardo, P.G., & Hartley, C.F. (1985). Cults go to high school: A theoretical and empirical analysis of the initial stage in the recruitment process.  Cultic Studies Journal, 2, 91-148.

Bird, F., & Reimer, B. (1982).  Participation rates in new religious and para-religious movements.  Journal for the Scientific Study of Religion, 21, 1-14.

American Family Foundation. (1986).  Cultism: A conference for scholars and policy makers.  Cultic Studies Journal, 3, 117-134.

Barker, E. (1983).  The ones who got away: People who attend Unification Church workshops and do not become members.  In Barker, E. (Ed.), Of Gods and Men: New Religious Movements in the West.  Macon, GA: Mercer University Press.

Frank, J. (1974).  Persuasion and Healing.  New York: Shoken Books.

Clark, J.G., Langone, M.D., Schecter, R.E., & Daly, R.C.B. (1981).  Destructive Cult Conversion: Theory, Research, and Treatment.  Bonita Springs, FL:  American Family Foundation.

Freedman, D.X. (1986).  Psychiatric epidemiology counts.  Archives of General Psychiatry, 41, 931-933.

 

fonte: http://www.csj.org/studyindex/studycult/cultqa.htm

 

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Traduzione di Lorita Tinelli

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

Gli articoli apparsi su questo blog possono essere riprodotti liberamente, sia in formato elettronico che su carta, a condizione che non si cambi nulla e  che si specifichi la fonte

Manipolazione mentale, plagio, lavaggio del cervello: ecco come difendersi

Basare l’autostima su se stessi e non sull’immagine che altri hanno di noi, diffidare di chi utilizza le nostre emozioni, non agire con l’unico scopo di ottenere un premio, ammettere gli errori, evitare di considerare vero solo ciò che somiglia alle nostre convinzioni.

Manipolazione mentale, plagio, lavaggio del cervello: ecco come difendersi

Dopo aver parlato delle tecniche di manipolazione mentale, tra cui il lavaggio del cervello, la persuasione e il plagio, eccoci alle “istruzioni” per difendersi.
E’ ovviamente impossibile suggerire tecniche per sfuggire alla tortura e alla limitazione della propria libertà. Vediamo invece quali possono essere i consigli per far fronte alle tecniche mentali manipolatorie raggruppandole a seconda della “contro-tecnica” utile alla difesa.

Granfalloon – isolamento – richiesta di purezza
La regola più importante per sfuggire alla tecnica del granfalloon, ma paradossalmente anche all’isolamento, è quella di basare la propria autostima su se stessi e non sul gruppo di appartenenza. Per fare questo bisognerebbe evitare di legare la propria autostima all’immagine di sé o a quella che si ha in un gruppo, ma bisognerebbe usare come metro di valutazione il raggiungimento dei propri obiettivi, distribuiti in diversi settori della vita (lavoro, sport, famiglia, passioni, individualità). Bisogna altresì evitare di avere un unico obiettivo così che non vi sia un unico appiglio o un’unica strada che rischierebbe di portarci al fanatismo. In tal modo saremo anche liberi dal bisogno di mostrarci degni (e puri) per un gruppo.
Se questa è la regola più importante è anche vero che è la più difficile da attuare, in quanto richiede forza caratteriale e maturità, le quali non si possono ottenere in un battito di ciglia. Nel frattempo potrebbero essere utili altre strategie di difesa come ad esempio sentirci diversi dal gruppo in cui siamo inseriti e simili ai membri degli altri o fare il passaggio inverso: provare a vedere gli appartenenti dei gruppi estranei al nostro come individui unici e diversi dal resto del loro gruppo, eppur simili a noi, cercando attivamente queste differenze e somiglianze.
Sarebbe anche utile domandarsi perché si cerca di formare determinati gruppi e soprattutto perché vengono proposte determinate etichette: diffidate da chi tenta di etichettarvi in un modo o nell’altro, positivo o negativo che sia. Domandatevi piuttosto perché vi si stia appioppando un’etichetta e per quale motivo proprio quella.

Utilizzo dei sentimenti – confessione
Sono diversi i sentimenti su cui si cerca di fare breccia per manipolare il comportamento delle persone: una regola generica è quella per cui utilizzare le emozioni per convincere è un sintomo di manipolazione.
Le emozioni infatti occultano i nostri ragionamenti: è difficile essere lucidi quando veniamo introdotti in presentazioni drammatiche, in questi casi bisognerebbe scindere le informazioni dallo scenario con cui vengono presentate, solo in questo modo potremo ragionare su cosa sia giusto effettivamente fare.
Anche il senso di colpa (indotto talvolta tramite il culto delle confessioni) riduce la nostra capacità di ragionamento: i nostri pensieri e azioni vengono azionati dal bisogno di rimuovere la terribile sensazione di colpa. Si comprende facilmente come il senso di colpa indotto in uno scenario drammatico diviene una combo altamente manipolatoria. Quel che bisogna fare è capire se il comportamento che siamo portati in questi casi ad avere sia messo in atto per lavarci dal senso di colpa o se sia ragionato e sentito come giusto: nel caso in cui il fine sia pulirci la coscienza è molto probabile che sia un comportamento indotto.
Un’altra emozione spesso utilizzata è la paura. Quando cercano di spaventarci sarebbe utile chiederci se la paura che stanno provocando in noi abbia una motivazione reale o fittizia.
Quando sono in gioco le emozioni è forse il caso di prendersi momentaneamente del tempo prima di fare delle scelte perché “a caldo” le faremmo probabilmente sbagliate. Concedendoci del tempo le emozioni affievoliscono lasciando spazio a quel che veramente è importante per noi. Questo vale anche per le emozioni indotte dalle situazioni che viviamo.

Reciprocità – denuncia reciproca – persona di parola – colpo basso
Simile al senso di colpa è la regola della reciprocità. In questi casi il nostro pensiero è direzionato nella ricerca di un modo per contraccambiare il favore, o il torto, che abbiamo ricevuto piuttosto che a pensare se quello che stiamo per andare a fare sia giusto e desiderabile per noi.
Anche in questo valgono le regole appena esposte, tra cui prendere momentanee distanze e chiederci se il nostro comportamento sia dovuto al tentativo di abbassare la tensione arrecataci dal disagio di sentirci in debito (o in credito): se è motivata da questo obiettivo non stiamo agendo per noi, ma per l’altro, in senso buono o cattivo non fa differenza.
A volte capita che sdebitarci voglia dire mantenere una parola non data ma che qualcuno vuole farci credere di averla così intesa: prima di tutto nessuno ci obbliga a mantenere la parola se questa promessa è diventata per noi poco dignitosa, a maggior ragione se neanche l’abbiamo data non vi è alcun motivo di onorarla.
In generale non sarebbe sbagliato tenere a mente la regola per cui è più dignitoso non sdebitarsi (o non vendicarsi) se farlo vuol dire impegnarsi in qualcosa di disdicevole o insignificante. Quest’ultima massima può valere anche per quanto riguarda i circoli viziosi in cui talvolta ci troviamo immischiati.

Terra promessa
Quando viene promesso un premio, non solo rischiamo di cadere nella trappola della reciprocità, ma spesso rischiamo che questo premio sia solo un trucco per indurci ad avere determinati comportamenti, più il premio finale è grosso più il dubbio dovrebbe coglierci.
Agire con lo scopo di avere un premio è già sbagliato di per sé, ma se stiamo agendo per avvicinarci a qualcosa di importante per la nostra vita, dobbiamo prima di tutto assicurarci che sia qualcosa di tangibile e concreto, non di astratto e misterioso, dopodiché dobbiamo avere la certezza del progressivo avvicinamento del traguardo.
Oltretutto se il percorso che porta al traguardo ad ogni avvicinamento si allontana un pochettino, forse è il caso di non aver paura di tornare indietro e abbandonare l’idea di essere vicini all’eden.

Dissonanza cognitiva – situazione emergente – piede nella porta – impegni crescenti – disumanizzazione – giustificazione ideologica.
Quando ci si trova in un circolo vizioso in cui non riusciamo più a tornare indietro e gli impegni diventano sempre più gravosi dovremmo fermarci un attimo echiederciperché si sta agendo in un determinato modo. Per fare questo dovremmo per un momento passare al vaglio critico tutte le giustificazioni ideologiche di cui siamo stati dotati, tra cui la disumanizzazione e la sacralità della scienza di cui ci siamo convinti. Dovremmo dare più importanza alle nostre esperienze reali, domandandoci ad esempio “Realmente ho verificato sulla mia pelle la scorrettezza di un popolo o di un gruppo di persone?” “Realmente ho assistito al potere della scienza o della religione a cui credo ciecamente?” In particolare per quanto riguarda quest’ultima domanda, la ricerca scientifica ha dimostrato che quando una convinzione è condivisa a livello culturale diviene più difficile da abbandonare in quanto il solo fatto che ci credano in tanti rende la cosa vera (L’uomo è misura di tutte le cosediceva Protagora). Sarebbe utile tenere presente questo.
Nel caso in cui la risposta a queste domande avesse risposta negativa, e quindi non vi siano state esperienze dirette, bisognerebbe chiedersi come si è arrivati al punto in cui si ci si trova, e se veramente sia dignitoso andare avanti in determinati comportamenti. Se così non fosse è il caso di tornare sui propri passi. Questo forse è la parte più difficile in quanto vorrebbe dire ammettere i propri errori, e per fare questo bisogna avere una notevole forza di carattere. Infatti in un mondo che condanna gli errori come fossero delle colpe è difficile ammettere di aver sbagliato: tollerare gli errori nostri e altrui può essere d’aiuto nel comprendere che questi non sono onte, ma occasioni.
Essere consapevoli della nostra umanità e quindi possibilità di errare dovrebbe inoltre renderci coscienti del fatto che possiamo credere in cose sbagliate, dovremmo dunque stare attenti a non creare danni a causa delle nostre convinzioni plausibilmente errate.

Testimonial – Voci – Distrazione
Ogni sotterfugio per distrarci o che ci induca a non trovare il tempo di pensare dovrebbe farci andare sul chi va là.
Molte ricerche hanno dimostrato che tendiamo a credere e a dare maggior benefici alle persone di gradevole aspetto piuttosto che a quelle meno avvenenti, una tecnica di resistenza è cercare di scindere l’aspetto o la voce dal messaggio che ascoltiamo.
Per quanto riguarda la voce non solo vi sono timbri che risultano maggiormente convincenti rispetto ad altri (in quanto piacevoli o sicuri), ma vi sono anche modalità di utilizzo distraenti. La voce si può usare per cantare un messaggio o per gridarlo: queste due tecniche servono entrambe per non far pensare sull’esattezza di quanto viene detto da un lato travolgendo con il ritmo, dall’altro stordendo col volume: chiedersi perché si sta cantando o gridando un messaggio può aiutarci a non distrarci.

Linguaggio caricato – presentazione dei difetti – nascondere i propri interessi – comunicazione compatta – creazione di un leader – creazione della realtà – controllo della comunicazione
Essendo queste tutte tecniche che si basano sulla comunicazione, per sfuggirvi non sarebbe sbagliato studiare la retorica come facevano gli antichi. Ma per chi non avesse tempo o voglia è comunque possibile qualche accorgimento.
Quando qualcuno sta parlando per persuaderci della sua opinione, o per indurci a fare qualcosa, bisognerebbe prima di tutto cercare di capire se la persona crede realmente in quello che sta dicendo o se ne ha qualche tornaconto, dopo di che dovremmo chiederci perché stia usando proprio determinate definizioni e argomenti, compreso il motivo dell’ordine di presentazionedegli stessi.
Nel caso in cui ci venga fatto credere che non si stiano facendo i propri interessi, sarebbe buona norma chiedersi se ciò sia effettivamente vero. Se la persona ci sta invece rendendo noti i suoi difetti dovremmo chiedercene il motivo e dovremmo analizzare i difetti che ci ha mostrato, cosa significano o cosa nascondono? Nel caso si stiano facendo delle analogie, bisognerebbe chiedersi se queste sono effettivamente valide, se sono sui punti che a noi interessano e quali differenze si stiano invece omettendo.
Nel caso in cui la comunicazione sia compatta bisognerebbe chiedersi perché e diffidare nel caso essa sia solo suggestiva.
Quando qualcuno cerca di farci credere qualcosa, per esempio le gesta eroiche di un leader, bisognerebbe domandarsi se il fatto è effettivamente plausibile, a chi torna utile che vi si creda, e nel caso venga ripetuto sovente, domandarci il motivo di questo tormentone.
Spesso la ripetizione è dovuta al fatto che usufruiamo solo dei mass media in linea con il nostro pensiero: è consigliabile utilizzare con la stessa frequenza mass media di diverse fazioni ideologiche. Questo è uno dei modi più utili per costruirsi un reale pensiero proprio. Diffidate quindi di chi non vi permette di avvicinarvi a mezzi mediatici differenti dai propri: chi agisce in questo modo sta cercando di manipolare le vostre idee.
A volte nonostante ci si riferisca a diversi mezzi di informazione, capita che non si riesca a trovare dati concreti sui fatti di cui si viene a conoscenza: la difficile reperibilità di questi dati di fatto dovrebbe già da sola essere indizio di falsità.
In definitiva dinnanzi ad un relatore dovremmo porci le seguenti domande: “cosa ci guadagna da questo messaggio?”, “perché ha scelto questa modalità di presentazione?”, “avrebbe potuto optare per altri modi di presentare tale argomento? Perché ha scelto proprio questo?”, “Cosa accadrebbe se non mi trovassi d’accordo con il suo messaggio?” “Quali argomentazioni contrarie esistono?” Quest’ultima domanda sarebbe utile porla anche solo a noi stessi, riguardo alle nostre convinzioni, infatti alcune volte siamo noi stessi ad attaccarci ad esse diventando noi i persuasori altrui. E così chiamiamo propaganda ciò che non si avvicina alle nostre idee negando la validità delle informazioni che ne riceviamo, e chiamiamo verità ciò che invece corrisponde al nostro pensiero pur senza avere validi contenuti di rimando: scoprire i punti di forza e le debolezze delle nostre convinzioni ci può fare maturare e ci può aiutare nella nostra personale ricerca della verità.
Ma su come evitare di essere i persuasori occulti di noi stessi parleremo nel prossimo articolo che vedrà la conclusione di questa ricerca sulla manipolazione mentale.

Dalila Liguoro

Philip Zimbardo – RESISTERE ALL’INFLUENZA

 

Immagine inviata
Fonte: http://www.lucifereffect.com/guide.htm

Traduzione: psciologiamarcia
Tutti i diritti appartengono all’autore originale dell’elaborato di cui alla fonte

Indice

  • I Diversi Tipi di Influenza
  • Come Veniamo Persuasi
  • Perchè ci Conformiamo: Il Potere dei Gruppi
  • I Principi di Cialdini dell’Influenza Sociale
  • La Scienza dell’Influenza Sociale – Anthony Pratkanis
  • I Culti Vogliono Possedere la Tua Mente ed il Tuo Corpo
  • Rovesciare il Processo che Porta la Brava Gente a Trasformarsi in Cattiva Gente. Influenza Sociale e Virtù Civica
  • I 20 Punti el Dr. Z per Resistere all’Influenza non Voluta
  • Programma di 10 Passi per Aumentare la Resistenza e la Resilienza (non tradotto nè trascritto perchè è un capitolo intero del libro L’Effetto Lucifero, in vendita)
  • Riferimenti Scelti

Resistere all’Influenza

Philip Zimbardo and Cindy X. Wang

 

Introduzione
I Diversi Tipi di Influenza

Ascoltiamo dibattiti dove ogni parte presenta incontrastabili argomenti per cambiare un punto di vista. Riceviamo messaggi dalla pubblicità, dal governo, da diverse autorità che ci dicono di fare determinate cose come comprare un prodotto, votare per un candidato, donare sangue, difenderci da  disastri imminenti e altro ancora.
Questi tentativi di influenzare le nostre posizioni, valori o azioni sono considerate delle forme di comunicazione persuasiva.
Il motto è “Fai come dico”. Quando ci sono motivi politici e vengono utilizzando dei criteri che si concentrano su azioni politicamente rilevanti si parla di propaganda.

Altre volte l‘Influenza non si presenta sotto forma di parole o sotto forma di messaggi visivi, ma si presenta nel momento in cui delle persone si uniscono ad un gruppo, o vogliono farne parte, e agiscono in un determinato modo. I membri del gruppo non hanno bisogno di dire cosa va fatto, essi semplicemente esibiscono il comportamento o il tipo di azioni che ci si aspetterebbe da un “buon membro del team”. Questa forma di Influenza Sociale è definita conformità.
Il motto della conformità è “Fai come facciamo noi”.

Acconsenti con la maggioranza e sarai accettato. Rifiutati di vestire, parlare, giudicare, valutare quello che essi valutano come fanno loro, o rifiutati di agire nel modo che chiaramente appartiene alle norme sociali accettate dal gruppo e sarai rifiutato, isolato, espulso, ridicolizzato.
Il potere che molti gruppi hanno di influenzare i nostri pensieri e le nostre azioni nelle nostre vite può essere enorme, specialmente quando vogliamo disperatamente essere accettati da qualsiasi gruppo riconosciuto.
Non c’è bisogno che un gruppo faccia pressione su di te per farti agire come si aspettano; infatti la più grande forma di Influenza Sociale proviene da una sola fonte – l’altra persona. L’adesione è la forma di  Influenza dove la pressione è diretta verso i singoli con lo scopo di spingere a scegliere certe azioni, come fare un piacere o comprare un prodotto. La fonte dell’Influenza non vuole che tu cambi la tua mente, vuole solo che tu agisca come lui o lei richiede. Alcune volte le richieste sono pro sociali, come donare sangue, ma la maggior parte delle volte non  lo sono. La richiesta è quelle di spingere le persone a comprare diversi tipi di prodotti di cui possono anche fare a meno e che nemmeno volevano all’inizio.

In casi speciali un’organizzazione desidera produrre dei specifici cambiamenti, e precisamente far in modo che le persone cambino in un modo specifico, come diventare “veri credenti” riguardo a qualche ideologia o sistema di credenze. Essi vogliono che i singoli introiettino una serie di credenze e valori , anche con lo scopo di cambiare le loro personalità, così che essi si possano identificare totalmente che la missione del gruppo. Una forma comune di questo intenso cambiamento personale è riscontrabile nei cuti quando avviene il reclutamento e l’indottrinamento dei membri.

Alla fine tutte queste fonti di Influenza Sociale sono imposte dall’esterno verso l’interno da diversi agenti d’influenza sia sui singoli che sui gruppi. Una delle forme di persuasione più potenti è l’Influenza dell’auto-persuasione, dove le condizioni sono poste in modo tale da incoraggiare i singoli a dare inizio ad un ragionamento sulle proprie credenze,  sui propri pensieri e sui proprio processi decisionali.
Ovviamente tendiamo a conoscere le nostre forze e le nostre debolezze meglio degli altri, così possiamo adattare i messaggi persuasivi auto-generati in modo da essere efficaci. Una tattica per indurre all’auto-persuasione utilizza le posizioni prese durante un Role-Playing ( gioco di ruolo). Tali posizioni sono contrarie alle credenze ed ai valori di chi le mette in atto.
Anche quando dobbiamo mantenere un impegno dobbiamo assumere un comportamento pubblico che non deriva dalle nostre credenze personali, si crea così la dissonanza cognitiva. Nella misura in cui crediamo di aver compiuto l’azione liberamente, senza la consapevolezza di pressioni situazionali esterne, cominciamo a razionalizzare l’avvenuto e a convincerci che quella era l’azione e la posizione giusta da tenere.

Ci sono diversi libri sulle scienze dell’Influenza, alcuni dei quali citeremo più avanti. Per adesso comunque abbozzeremo alcuni suggerimenti su come sia possibile indebolire o controbattere queste varietà  di influenza sociali. Alcuni dei nostri avvertimenti sono specifici per un particolare tipo di influenza sociale, altri suggerimenti sono più generali e si focalizzano su come sviluppare uno stile mentale efficace che tornerà utile in differenti scenari d’influenza. Sapere come l’Influenza lavori attraverso questi scenari, sapere cosa sia possibile fare per resistervi è il primo passo per diventare un consumatore saggio dell’Influenza sociale. Comunque si dovrà essere sempre vigili e mettere continuamente in atto queste tattiche di resistenza per vaccinarsi questo potere insidioso.
Come Veniamo Persuasi

Lo slogan per capire le comunicazione persuasive è: “Chi dice cosa a chi, con quale effetto?”. Questo significa che dobbiamo focalizzarci sulla natura del comunicatore (Chi), la natura del messaggio (Cosa), i riceventi del messaggio (incluso te stesso), e il desiderato esito finale del processo (Effetto). C’è un ampio corpo di studi su ognuna di queste componenti del processo in base a quale comunicazione verbale arriva ad influenzarci. Qui possiamo solamente  mettere in evidenza gli aspetti più critici. I comunicatori sono più efficaci se sono percepiti come Credibili, cioè se hanno esperienza sufficiente riguardo il tipo di messaggio, se sono degni di fiducia, onesti, e obiettivi. Ma esistono gli pseudo esperti, celebrità che non conoscono nulla riguardo il prodotto che stanno proponendo, essi  spesso ci seducono. Prendetevi del tempo per indagare nel passato dei comunicatori persuasivi e pensate a quanti soldi riescono a fare perché voi state facendo quello che essi vogliono.
Le comunicazioni arrivano sotto molteplici forme, alcune razionali, alcune colpiscono le nostre emozioni, alcune rendono evidenti le azioni che dovremmo intraprendere, e altre lasciano l’azione implicita. Alcuni messaggi sono semplici, altri sono complicati, alcuni sono in linea con le richieste, altri le costruiscono.
Idealmente abbiamo bisogno di processare le comunicazioni sistematicamente, questo significa che dobbiamo prendere del tempo per farci un’idea su cosa ci viene richiesto, quali evidenze vengono presentate, e come le opinioni contrarie si relazionino con la comunicazione. Troppo spesso prendiamo delle scorciatoie e processiamo l’informazione solo perifericamente, ciò significa che siamo troppo focalizzati sul pacchetto e non sul contenuto. Possiamo dare un valore eccessivo al tono della voce di chi parla, oppure al suo bell’aspetto, e troppo poco a quello che sta realmente proponendo. Bisogna anche provare a capire per chi è stato inteso il messaggio, per le persone come te, per le persone con un particolare background, un particolare classe sociale, un gruppo etnico, per persone con diversi livelli di intelligenza. Alla fine bisogna capire quale azione sia richiesta immediatamente, o anche dopo un periodo di tempo. Semplicemente cambiando l’attitudine verso il prodotto, o convincendo la persona a possederlo o votarlo verrà richiesta una piccola azione adesso e poi  un’azione  decisamente più grande

Nuove ricerche mettono in luce sei caratteristiche della comunicazione efficace. Essere consapevoli di cosa permette alla comunicazione di essere “fissa” è un modo per meglio resistere all’Influenza. I messaggi che sopravvivono, quelli che non muoiono tra i tanti messaggi sono quelli che: 1) sono semplici, brevi per quanto possibile ma profondi; 2) inaspettati, sufficientemente sorprendenti da avere l’attenzione degli ascoltatori; 3) concreti, con esempi dettagliati basati sulle esperienze di vita reale; 4) credibili, espressi da qualcuno di cui gli ascoltatori si fidano; 5) emozionali, che fanno percepire all’ascoltatore che il pensare è come il sentire; 6) che raccontano delle storie, in una forma narrativa che può essere ricordata e trasmessa ad altri. Queste idee sono emerse sia da studi accademici che commerciali e riassunti dai fratelli Heat, Chip e Dan nel loro libro “Made to Stick” […].
Perché ci Conformiamo: Il Potere dei Gruppi
Ogni volta che cambiamo il nostro comportamento, la nostra visione delle cose, e la nostra attitudine a rispondere alla presenza reale od immaginaria dell’altro, stiamo sperimentando la conformità. Il perché ci conformiamo  è un punto di grande interesse nella psicologia sociale. In particolare gli studi classici di Solomon Asch e Muzafer Sherif hanno messo in luce i determinanti della conformità. Le loro ricerche e quelle di altri (Morton deutsch e Hal Gerard) hanno dimostrato due principali tipi di conformità: Informazionale e Normativa.
La Conformità informativa spesso si verifica in situazioni in cui c’è un’alta incertezza e ambiguità. In una situazione non familiare siamo maggiormente portati a far corrispondere il nostro comportamento a quello di altri. Il comportamento altrui ci informa sui costumi e sulle pratiche accettate nelle diverse situazioni. Otteniamo informazioni dagli altri su cosa sia giusto fare e come comportarsi nelle nuove situazioni.
Oltre alla conformità alle norme di un gruppo a causa di una scarsa conoscenza, ci conformiamo anche quando vogliano piacere all’interno del gruppo. Questo tipo di conformità, chiamata conformità normativa, è la forma dominante della conformità sociale nelle situazioni in cui siamo preoccupati di dover fare una buona impressione ad un gruppo. Anche se siamo segretamente in disaccordo con le opinioni del gruppo possiamo adottare gli stessi atteggiamenti verbali del gruppo di modo da sembrare facenti parte del team piuttosto che essere un elemento deviante.

Queste pressioni hanno un impatto su di noi ogni giorno, nel bene e nel male. Un prodotto del funzionamento della società è che le persone seguano delle norme sociali come obbedire al codice della strada, rispettare le proprietà altrui, e diffondere l’aggressione in forme non violente. Comunque la conformità può avere effetti deleteri quando uno si conforma automaticamente e senza porsi delle domande sulla validità delle norme sociali. Nella Germania Nazista diversa gente ordinaria non dissentì rispetto le atrocità che venivano compiute perché erano poche le persone si opponevano. Allo stesso modo, nello Stanford Prison Experiment, i soggetti che erano assegnati casualmente al ruolo di guardie,  gradualmente hanno adottarono il ruolo della guardia crudele e esigente perché tale era diventato il comportamento abituale nella situazione aliena.

Nelle nostre decisioni giornaliere dovremmo anche esaminare quali sono le regioni che giustificano le nostre azioni. In una situazione non familiare chiedetevi prima di tutto se le azioni che vedete compiute da altri siano razionali, giustificate, e coerenti con i vostri stessi principi prima di adottarle automaticamente e sconsideratamente.

Allo stesso modo, in una situazione nella quale si voglia impressionare per essere accettati dagli altri, chiedetevi quali siano le azioni che vanno contro la vostra morale e considerate a che livello vorreste scendere a compromessi con voi stessi in modo che gli altri abbiano un opinione più grande di voi. Infine voi siete le uniche persone che devono convivere con le proprie azioni. Prendete anche del tempo per recuperare le informazioni corrette.

Per resistere al potere della conformità ne gruppi: sappiate per quale motivo state agendo; determinate quanto sia importante piacere agli altri, specialmente quando gli altri sono persone sconosciute; riconoscete che ci sono altri gruppi che avrebbe piacere ad avervi come membro del gruppo; adottate un prospettiva futura per immaginare come valutereste nel futuro le azioni che mettete in atto per conformarvi.
I Principi di Cialdini dell’Influenza sociale

Dopo aver capito l’impeto dell’Influenza Sociale ci concentreremo sui principi dell’Influenza studiati dallo psicologo sociale Robert Cialdini  delineandoli più chiaramente.

Cialdini è psicologo sociale uno riconosciuto che ha condotto una ricerca estesa nei domini entro i quali l’Influenza Sociale è più forte. I seguenti principi giocano un ruolo sui istinti umani fondamentali e possono essere sfruttati sia intenzionalmente che non dai professionisti nell’Influenza.
Molti di questi principi sembrano tattiche ovvie che i pubblicitari e i professionisti dell’Influenza utilizzano per influenzare le vostre opinioni. Comunque, quando non siamo pronti a scrutare e mettere in atto delle resistenze, questi principi spesso opereranno a livello subliminale e con abbastanza forza. Una parte importante per resistere a queste influenze comuni è la consapevolezza riguardo i loro principi operanti, i contesti in cui possono essere provocati più facilmente, e i migliori metodi per evitare di soccombervi.

Speriamo che studiando questi principi della persuasione sarete più capaci di riconoscere le situazioni nelle quali potreste essere portati ad agire contro la vostra volontà, e avrete gli strumenti per resistere all’Influenza sociale indesiderata. Esistono sei Principi fondamentali, ed ognuno di essi si colloca in uno specifico Contesto. Quando site consapevoli del Contesto,o della Scena Comportamentale, riuscirete a riconoscere meglio tali principi in azione, quando vedete tali Principi operare capirete in quale Contesto ci trovate.

  • Reciprocità
  • Impegno e Coerenza
  • Prova Sociale
  • Simpatia
  • Autorità
  • Scarsità

Reciprocità [Contesto: Dovere]

Le basi

  • Il ruolo della reciprocità richiede che una persona cerchi di ripagare, in qualche modo, quello che un’altra persona ha fatto
  • Sostenere il favore fin quando il destinatario si sente rimborsato
  • Il senso di future obblighi rende possibile sviluppare continue relazioni, transazioni, e cambiamenti nella società.
  • I membri della società sono addestrati fin dall’infanzia a rispettare la regola della reciprocità o la sofferenza derivante dalla disapprovazione sociale.

Come viene sfruttato

  • La regola può essere applicata a cambiamenti non richiesti – quando sfruttata, gli altri riducono la loro abilità di decidere liberamente e così siamo portati ad agire automaticamente
  • La regola può stimolare cambiamenti diseguali – gli individui possono essere favorevoli a restituire il favore in una modo più ampio in cambio di una favore iniziale più piccolo
  • Il principio si applica anche nel fare delle concessioni – potete ricambiare la concessione se l’altra parte ne fa un’altra
  • Esempio “Porta-sulla-faccia”- implica che il persuasore faccia una prima richiesta oltraggiosa ed estrema, per poi farne un’altra una che al confronto risulta piccola (quella desiderata per tutto il tempo)
  • Aumento di molto la possibilità che la persona acconsenta nelle richieste future

Miglior Difesa

  • Rifiutare le offerte, i favori, le concessioni, iniziali; ridefinire l’offerta come un trucco e non sentirsi più obbligati a rispondere “reciprocamente”, fintanto che non avete conosciuto l’altra persona e potete essere sicuri che la prima richiesta aveva altri significati.

Coerenza [Contesto: Obbligo]

Le basi

  • Le persone desiderano mostrarsi coerenti con quanto dicono, con le loro credenze, atteggiamenti e azioni.
  • Un’alta coerenza personale è ben valutata dalla società
  • Comportarsi coerentemente favorisce una approccio alla vita vantaggioso
  • Permette delle scorciatoie di pensiero attraverso complesse decisioni; essere coerenti con decisioni precedenti riduce il bisogno di processare le informazioni rilevanti per future decisioni.

Come viene sfruttato

  • Gli approfittatori utilizzano questo principio inducendo le persone a commettere un obbligo iniziale, prendere una posizione che è consistente con le richieste che poi verranno presentate.
  • Gli obblighi sono più efficaci quando sono attivi, pubblici, richiedono sforzo e sono visti come non coercitivi e spinti da motivazioni interne – I professionisti dell’Influenza provano a rendere difficile la rivalutazione di vecchie prese di decisione
  • Se essi hanno successo il rispetto di questa regola porta a difendere cocciutamente le posizioni iniziali e ad agire contrariamente ad i proprio interessi
  • La regola può diventare auto-perpetrante – le persone cercheranno di trovare nuovi ragioni e giustificazioni per il loro comportamento anche dopo che le condizioni sono cambiate.

Miglior difesa

  • Per resistere a questo principio imparate a riconoscere e a resistere all’Influenza sproporzionata dalla pressione che la coerenza esercita su di voi
  • Non lasciatevi mettere sotto pressione accettando richieste che non volete portare a termine e scartate gli obblighi presi in modo ingiusto e per mezzo di un raggior iniziale anche se all’inizio tali obblighi sembrano piccoli.
  • Siate sensibili alle variabili situazionali mentre pensate alla vostra decisione, separatela dalle variabili personali, separate  le forze esterne che spingono all’accondiscendenza dalle forze interne che la giustificano

Prova sociale [Contesto:Consenso]

Le basi

  • Un metodo per determinare cosa sia corretto trovando cosa le altre persone pensano sia corretto
  • Vedere che un comportamento è ritenuto più corretto in una determinato contesto in base al grado in cui le altre persone lo manifestano
  • Il principio può essere usato per stimolare l’accondiscendenza di una persona informando la persona che molte altre persone hanno acconsentito (l’accondiscendenza anonima e l’accondiscendenza derivante da persone famose ed autorevoli è la più efficace)
  • Ci fornisce un scorciatoia per decidere come comportarci- mentre allo stesso tempo rende vulnerabile il singolo alla persuasione degli esperti
  • E’ più influente in due condizioni:

1) Incertezza– La situazione è ambigua, Risulta più probabile attendere le azioni altrui e accettare queste azioni come le più corrette.
2 Similarità – Le persone sono inclini a seguire l’iniziativa di altre persone analoghe

Come viene sfruttata

  • L’effetto Bandwagon – tutti quelli che sono qualcuno lo stanno facendo, perché TU no?
  • La maggior parte delle persone si comportano nel modo giusto, vuoi che ti accettino o no? Quindi agisci come loro
  • Come descritto a C.S. Lewis in “The Inner Ring” (Cap. 12 Effetto Lucifero), il potere della prova sociale proviene da una combinazione dei nostri desideri di essere parte di uno speciale cerchio interno e dal manipolatore che riconosce questo nostro bisogno e cerca di richiamarci in falsi cerchi interni per sfruttarci

Miglior Difesa

  • Ridurre la suscettibilità a questo principio sviluppano contro argomenti per quello che gli altri stanno facendo, e riconoscere che le loro azioni non dovrebbero essere le uniche basi per le nostre azioni.
  • Stare attenti perché le altre persone possono avere dei motiv,i già di per sé influenzati, per le azioni che stanno  sostenendo
  • Essere consapevoli che le altre persone possono essere state disinformate.
  • Ricordare che l’intero gruppo può avere ragioni sbagliate poiché il oro leader ha influenzato le loro opinioni – “pensiero di gruppo”

Simpatia [Contesto:Amicizia]

Le Basi

  • Le persone preferiscono dire “sì” a quelli che riconoscono essere simpatici
  • Desideriamo piacere alla gente e ci piacciono quelli confermano la nostra simpatia

Come viene sfruttato

  • Gli esperti della persuasione manipolano i fattori comuni che influenzano la loro simpatia
  • Fattori che influenzano la simpatia

8]o   L’attrazione fisica: Generare un effetto “alone” che estende le impressioni favorevoli nei tratti altrui come il talento, la gentilezza, e l’intelligenza – spinge più frequentemente le persone a cambiare le proprie abitudini e ottenere quello che richiedono

8]o   Somiglianza – ci piacciono le persone che sono come noi; siamo più predisposti a dire “sì” spesso in maniera irrazionale

8]o   Lode – i complimenti generalmente aumentano la simpatia e l’accondiscendenza;  volte può essere controproducente se utilizzata eccessivamente ed in modo trasparente.

8]o   Familiarità – il contatto ripetuto con una persona o con un oggetto solitamente aumenta la simpatia; viene mantenuta quando i contatti avvengono sotto una luce positiva e non negativa

8]o   Associazioni – fare connessioni con cose con valenza positiva, gli approfittatori hanno l’obiettivo di aumentare l’effetto positivo per mezzo del processo associativo

8]o   Nascondersi – i professionisti dell’influenza mostrano dei comportamenti non verbali che corrispondo con quelli dell’individuo target, creando una pseudo-somiglianza.

Miglior difesa
8]· Resistere a questo principio sviluppano una sensibilità a forme di simpatia inappropriate e sospettose messe in atto dal richiedente.

8]· Separare la richiesta dal richiedente e operare delle decisioni conformi basate solamente sui meriti di chi propone l’offerta – non sulle proprie emozioni riguardo il richiedente.
Autorità [Contesto: Credibilità]

Le basi

  • Gli studi di Milgram sull’obbedienza portano delle evidenze riguardo l’effetto di forti pressioni sulla conformità in concomitanza con le richieste dell’autorità
  • La forza riguardo la tendenza ad obbedire deriva dal processo di socializzazione sistematica dei membri della società che afferma che l’obbedienza corrisponde alla corretta condotta da tenere
  • L’obbedienza ai dettami delle autorità genuine è frequentemente adattiva poiché essi solitamente posseggono alti livelli di conoscenza, saggezza, e potere
  • Le differenze tra le autorità possono presentarsi in modo irrazionale tramite le scorciatoie di pensiero.
  • Esiste una tendenza a rispondere ai “simboli e ai segni dell’autorità” piuttosto che alla loro sostanza
  • Esiste una difficoltà nel decidere quale sia la giusta autorità e quale sia l’autorità ingiusta

Come viene sfruttato

  • Esperimenti hanno dimostrato che certi tipi di simboli autoritari effettivamente aumentano la conformità

8]° I Titoli

8]° L’abbigliamento (vestiti costosi, uniformi, simboli autoritari, medaglie, cappelli etc..)

8]° Il luogo dove opera l’autorità (l’ufficio, il tappeto sul pavimento, etc. Il fascino del luogo)

8]° Le Automobili (per l’associazione con il benessere, il privilegio, il potere per mezzo dell’autorità)
Miglior difesa

  • Chiedi a te stesso – questa autorità è un esperto? Quanto ci si può fidare di lui\lei?
  • Sposta l’attenzione oltre le evidenze dello status dell’autorità e dai simboli dell’autorità
  • Fai attenzione ai tentativi delle persone di apparire degni di fiducia o credibili più di quanto lo siano realmente.
  • Ricerca una valutazione indipendente dello status dell’autorità
  • Sii sensibile ai cambiamenti nel comportamento dell’autorità, alle richieste fatte nel tempo, da quelle inizialmente accettabili a quelle infine considerate ingiuste e offensive

Scarsità [Contesto: Competizione]

Le basi

  • Le persone assegnano più valore alle opportunità quando esse sono meno disponibili – se ci sono meno risorse e meno tempo per acquisirle, ne vogliamo di più
  • Il principio ha un senso effettivo per due ragioni:

8]° Oggetti che sono di difficile acquisizione sono solitamente le più preziose – la disponibilità degli oggetti può essere utilizzata come una scorciatoia di pensiero per l’euristica della qualità

8]° Quando i bene diventano meno accessibili nel tempo perdiamo le nostre libertà – rispondiamo alla perdita di libertà volendo avere più beni rispetto a quanti ne avevamo prima

  • Le condizioni ottimali per il principio di scarsità:

8]° Valuterai i nuovi beni scarsi più dei beni che sono sempre stati limitati durante tutto l’arco del tempo

8]° Siamo più attratti dalle risorse scarse quando dobbiamo competere con gli altri per ottenerle –  si presenta uno stato di attivazione emotiva riguardo la qualità che rende difficile il pensiero critico- come nelle aste dove gli offerenti si eliminano a vicenda e pagano di più  il bene di cui hanno bisogno piuttosto che aumentarne la produzione
Come viene sfruttato

  • L’utilizzo di questo principio nelle attività di profitto può essere individuato attraverso le tecniche basate sulla conformità come “numero limitato” e “scadenza” in modo che i persuasori ci convincono che l’accesso al bene è riservato entro un limite di tempo
  • L’amministrazione Bush ha utilizzato una variante di questo tema per giustificare la corsa alla guerra in Iraq: Il tempo sta finendo per Saddam, se non lo fermiamo ora lui utilizzerà le ADM contro di noi.

Miglior difesa

  • Dovremmo fare un passo indietro e stimare i meriti e le opportunità, il valore dei beni, e ragionare solamente nei termini del perché li vogliamo
  • Dovremmo avere come obiettivo una valutazione obiettiva del  personale valore del bene, e non sopravvalutarlo semplicemente perché è scarso – o è scarso in apparenza.

 

La Scienza dell’Influenza Sociale – Anthony Pratkanis

Un altro psicologo sociale che ha studiato meticolosamente le tattiche dell’Influenza sociale è Anthony Pratkanis. Nello specifico, Pratkanis ha studiato e classificato i numerosi metodi attraverso i quali gli uomini utilizzano, manipolano e cambiano le abitudini e le credenze degli altri. Dal momento che il suo studio sull’influenza sociale tocca troppi esempi distinti tra loro da poter essere discussi pienamente in questa guida ci baseremo su un lista di pochi esempi comuni e elencheremo i tipi di categoria sotto la quale questo tipo di tattiche dell’Influenza possono essere raggruppate. Egli ha anche sviluppato una guida per identificare le pratiche fraudolente  di cui diverse persone anziane sono vittime.

Progettazione (tattica Pre-Persuasiva)

Molti esperti dell’Influenza sono abili nel creare una situazione in cui le loro opinioni o obiettivi sembrano giusti o addirittura vantaggiosi. Nello specifico sono importanti nel nostro processo decisionale il modo in cui gli oggetti sono definiti e costruiti, come il problema è presentato, e come una richiesta è strutturata. I metodi elencati di seguito sono solo alcuni di cui si sono serviti gli agenti dell’Influenza per far in modo che il contesto lavorasse per loro ancora prima che il destinatario si accorgesse di essere influenzato.

    • Definire ed etichettare una questione in termini vantaggiosi
    • Associare
    • Porre delle aspettative
    • Limitare e controllare il numero di scelte ed opinioni
    • Agenda setting
    • Stabilire un punto di vista comparativo favorevole o già stabilito
    • Controllare il flusso di informazioni

Tattiche che si servono delle relazioni sociali (Credibilità Sociale e Regole Sociali)

Uno degli elementi più importanti nelle discussioni convincenti è la presenza di una fonte ritenuta affidabile. Siamo continuamente bombardati dalla pubblicità che ci propone esperti come dentisti che sponsorizzano una marca di dentifrici, o atleti professionisti che mangiano una certa marca di cereali a colazione. Sebbene nessuno dubiti che sia lo scopo dei pubblicitari influenzare la nostra opinione tramite queste tecniche, esse sono sorprendentemente efficaci nel toccare i principi del comportamento umano. Utilizzando i seguenti tratti e le seguenti caratteristiche le persone possono avere un ruolo sociale con lo scopo di persuadere

  • Autorità
  • L’attrattiva
  • L’alto status
  • La similitudine –“ persone semplici come te”
  • Sfruttare le relazioni strette – amici, famiglia e il loro benessere
  • Argomentare contro l’interesse personale di una persona (no agenda)
  • Gioco – di – ruolo
  • Modellamento sociale
  • Rinforzo sociale
  • Fonti multiple

Tattiche efficaci nei messaggi

A monte dell’inquadramento e delle implicazioni sociali nelle situazioni, la comunicazione efficace dipende dalla forza e dalla persuasione del messaggio. Argomenti che non sono molto convincenti possono essere presentati o diffusi in modi che possono aumentare l’accettazione o la conformità. Qui presentiamo una serie di esempi di Pratkanis su come il messaggio può indurre l’obiettivo a generare argomenti e ragioni per adottare una scelta prestabilita sulle azioni raccomandate.

  • Persuasione auto-generata. Dare la possibilità al target di generare argomenti che supportino la posizione; fare in modo che si persuadano da soli.
  • Appelli nitidi – emozionalmente interessanti o inoppugnabili
  • Lasciare che il destinatario tragga le sua conclusioni
  • Domande retoriche
  • Suscitare ragioni
  • Dare messaggi che si incastrino con credenze, esperienze e conoscenze pregresse.
  • Ragioni placebo- – argomenti che possono apparire sensati ma che in realtà sono vuoti e carenti di informazioni.
  • Disinnescare le obiezioni – riconoscere le obiezioni e confutarle prima che il target possa esprimerle.
  • Chiedere inizialmente piccoli contributi
  • Lunghezza del messaggio = Forza del messaggio
  • Effetto Primacy – ordine di presentazione

Tattiche emotive

Spesso le emozioni dimostrano di infrangere la nostra razionalità ed il nostro miglior tipo di ragionamento. Mentre i nostri istinti e le nostre passioni possono lavorare a  nostro favore esse sono anche facilmente sfruttabili dai professionisti della persuasione poiché le emozioni che ci riguardano sono profonde, istantanee, e indelebili.  Pratkanis presenta questa serie di tattiche emotive che possono avere la meglio sul nostro sentire soggettivo, sulla nostra attivazione e tensione come prerequisiti per un’influenza certa.

    • Paura
    • Colpa
    • Imbarazzo
    • Paura dell’insulto
    • Adulazione
    • Empatia
    • Reciprocità
    • Porta-In-Faccia –Chiedere per un favore impegnativo, ritrattare e chiedere per un favore meno impegnativo
    • Questo non è tutto – addolcire l’accordo
    • Trappola dell’impegno
    • Piede nella porta – chiedere per un favore piccolo e poi chiedere per un favore grande
    • Low-balling
    • Bait and Switch
    • Scarsità
    • Rifiuto anticipato

Tattiche offensive e difensive per resistere all’influenza
Difensive – imparare a riconoscere la propaganda

  • Fare l’avvocato del diavolo
  • Individuare delle domande da porre riguardo la comunicazione
  • Essere preparati a sfatare falsi appelli
  • Esercitarsi su come rispondere agli attacchi della propaganda

Offensive – Passi che identificheranno la propaganda comune e che fermeranno la loro fonte

  • Conoscere le vie della persuasione e conoscere che potresti essere personalmente vittima di propaganda

8]° Distinguere la credibilità della fonte

8]° Eliminare l’illusione della tua personale invulnerabilità alla propaganda

  • Monitorare le emozioni

8]° Se si ha una risposta emotiva nei confronti di una comunicazione chiedersi il perché

8]° Cercare tra le cose che possono indurre un falsa emozione

7]§  Paura, colpa, reciprocità

8]° Ridefinire la situazione

  • Esplorare la motivazione e la credibilità della fonte.

8]° Cosa ha da guadagnarci la fonte?

8]° L’immagine rappresentata e troppo contraffatta?

  • Pensare razionalmente riguardo ogni nuova proposta

8]° Qual è la questione?Le etichette ed i termini?

8]° Quali sono gli argomenti a favore e quali contro? E’ convincente? E’ Corretto?

  • Cercare di capire tutto lo spettro delle opzioni prima di prendere una decisione

8]° Quali sono scelte?

8]° Cosa succede se scelgo qualcos’altro che non sia l’opzione raccomandata? Quali sono le reali conseguenze?

  • Fatti non parole
  • Se senti qualcosa che viene ripetuto  chiediti perché viene ripetuto
  • Se l’accordo sembra troppo bello per essere vero probabilmente è

8]° Dipendente dal tempo

8]° Libero da concessioni

  • Insegna ai tuoi figli cos’è la propaganda

8]° Aiutali a sviluppare contro argomentazioni

8]° Fai dei paragonai tra la performance reale e quanto suggerito

  • Supporta i tentativi dei gruppi vulnerabili di prevenire la propaganda basata sullo sfruttamento
  • Evita di essere dipendente da una singola fonte di informazione
  • Separa le notizie dagli intrattenimenti
  • Usa lo stile comunicativo come criterio per prendere decisioni e dare giudizi
  • Aumenta il tuo coinvolgimento personale, la tua conoscenza, e la tua consapevolezza riguardo importanti questioni

8]° Non omettere

8]° Se la questione è importane prenditi del tempo per trovare nuove informazioni per conto tuo
I Culti Vogliono Possedere la Tua Mente e il Tuo Corpo

La forma di Influenza sociale più estrema può essere individuata nel reclutamento, indottrinamento, e coinvolgimento che i culti metto in atto sui proprio membri. Diversamente da tutti i tipi di Influenza che abbiamo trattato prima questo tipo di Influenza si focalizza sull’incoraggiare uno cambio relativamente specifico riguardo pensiero, riguardo a come sentire o agire ad una particolare questione o prodotto, il goal finale dei culti religiosi e socio-politici è di possederti. Essi vogliono che vi separiate dalla vostre famiglia e dai vostri amici, dalla scuola e dal lavoro, dagli hobbies e dagli interessi privati per diventare un vero credente che vuole sacrificarsi in tutto e per tutto per il bene del nuovo gruppo. Ad un livello estremo i culti forniscono una “ambiente totale” entro il quale i membri vivono, interagiscono, e lavorano, e dove il culto diventa il nuovo sostituto alla famiglia e alla rete di amicizie. Indipendentemente dal motivo iniziale che ha portato ad aderire al  gruppo, che potrebbe essere lodevole come combattere la fame nel mondo o l’AIDS, o la povertà, in realtà la maggior parte dei membri diventano dei lavoratori a cui viene assegnato un lavoro umile per portare soldi al culto o per diventare essi stessi dei reclutatori di nuovi membri. Tagliando tutti i contatti con la vostra vita precedente vi stacca da qualsiasi legame che vi riporti a “casa”. I culti spesso instillano fobie riguardo cose terribili che devono accadere a voi e ai vostri cari nel caso vorreste abbandonare il culto.

Il processo di influenza riguarda l’indottrinamento e l’identificazione con il nuovo gruppo. Ci si aspetta di dover affrontare la vita rispettando regole stringenti ed i mandati del gruppo evitando tra il sesso o qualsiasi cosa che il leader del gruppo vuole controllare. Il processo non si distacca dalle strategie e dalle tattiche dell’influenza espresse prima, semplicemente è più intenso e ripetuto nel tempo, controllando sempre di più tutti gli aspetti della vita dei partecipanti. Sappiamo che i culti cercano di reclutare giovani persone che si trovano i fasi di transizione della vita, quelli che abbandonano la scuola, studenti stranieri in visita in nuovi paesi, quelli che hanno recentemente perso il lavoro o il cui matrimonio è fallito o le cui relazioni sono povere. Dobbiamo anche far presente che i culti sono dei grandi business e ne stanno spuntando diversi aumentando il numero. I media non ne parlano tanto perché essi hanno team di avvocati costosi che attaccano con la legge chiunque osi criticare le pratiche dei culti.

La miglior fonte di informazioni su come resistere alle tattiche di  controllo mentale di culti, e che spezza la catena che lega chiunque ad un culto, sono i due libri di Steven Hassan (vedi le referenze). Steven era un alto membro facente parte di un culto per diversi anni e ora è un consulente che aiuta le persone a riordinare la propria vita dopo essere state indottrinate ad un culto. Controlla il su sito web:

http://www.freedomofmind.com/resourcecenter/responsibility/mind.htm

Rovesciare il Processo che Porta la Brava Gente a Trasformarsi in Cattiva Gente. Influenza Sociale e Virtù Civica.
Mentre la maggior parte delle ricerche si concentrano sugli aspetti negativi dell’Influenza sociale, esiste la speranza di applicare gli stessi principi di base in obiettivi positivi. Nel capitolo 16 de L’Effetto Lucifero  c’è un’analisi estesa su come i principi dell’Influenza sociale possono essere utilizzate per il bene, per potenziare i valori sociali e politici.

Storicamente gli psicologi sociali hanno diviso gli aspetti positivi del comportamento sociale umano in aspetti prosociali e nell’altruismo. Gli aspetti prosociali danno beneficio ai membri del gruppo ma anche all’individuo che esprime il comportamento, questo beneficio si esprime forse attraverso un’alta autostima o  una grande accettazione da parte del gruppo, o nell’evitare la censura sociale. L’altruismo si riferisce specificatamente ad un comportamento sociale positivo senza però un vantaggio personale.

Il fattore motivante che separa questo tipo di fattori è l’empatia. Le ricerche dimostrano che le persone si prestano ad aiutare estranei in pericolo anche il non farlo non portava conseguenze negative. Così se cercassimo di metterci maggiormente in relazione con gli altri saremmo più sensibili rispetto le loro situazioni e agiremmo più benevolmente.

Come Milgram dimostra le persone possono essere portate a fare azioni via via più impensabili, ma la tecnica contraria potrebbe essere altrettanto utile. Abbiamo imparato che la tecnica “piede nella porta” consiste nell’accettazione iniziale di una piccola richiesta per poi farne una più grande. Potremmo utilizzare questo principio per il bene portando noi  stessi a compiere azioni via via più positive. Portando degli aggiustamenti ragionevoli e portando a termine obiettivi raggiungibili possiamo  avere dei risultati che migliorano le nostre  vite e quelle di chi ci sta vicino.

Stabilire comportamenti prosociali e promuovere la virtù civica mette in luce il potenziale positivo degli aspetti riguardanti l’Influenza sociale. Il comportamento morale può essere coltivato nelle prime fasi della vita per ottenere dei comportamenti positivi. Il governo, l’educazione, e le istituzioni potrebbero essere ri-disegnate e favorire un pensiero critico e delle condotte responsabili. Di seguito vengono sottolineate alcune idee che abbiamo portato nelle nostre vite e nelle vite dei nostri bambini.
1.   Insegnare ai bambini a disobbedire all’autorità ingiusta.

45]°    Supportare le abilità di pensiero critico nei bambini – chiedere se hanno bisogno di supporto per quello che dicono, separare la retorica dalle conclusioni, sviluppare un pensiero centrato sui mezzi e non sul fine

2.   Ricompensare il modellamento sociale del comportamento morale

45]°    Riconoscimento sociale per le buone azioni; riconoscere il coraggio di chi informa riguardo una cattiva condotta

3.   Promuovere pensieri critici che sfidino le false ideologie e i cattivi mezzi per buoni fini

45]° Non vivere con “l’autopilota”

45]° Riflettere sui dettagli della situazione immediata; pensare prima di agire

4.   Incoraggiare il rispetto per la diversità umana e rendersi conto della vulnerabilità umana.

825]° Ridurre le opinioni del gruppo di appartenenza e le discriminazioni

5.   Non permettere la stereotipizzazione e la deumanizzazione delle altre persone

6.   Cambiare le condizioni sociali che fanno sentire le persone anonime

825]° Supportare le condizioni che fanno sentire speciali le persone, con un senso di valore personale e autostima.

7.   Incoraggiare l’ammissione degli sbagli, accettare gli errori nei giudizi – per ridurre le giustificazioni che ci portano ad agire sbagliando e in modo immorale nel tempo

825]° Ridurre il bisogno di giustificare gli errori di modo da non dover continuare ad agire sbagliando o agire immoralmente

825]° Indebolire la motivazione di modo da ridurre la dissonanza con l’essere in torto costante

8.   Promuovere la responsabilità sociale e la responsabilità riguardo le azioni degli altri

8]° Diffondere la responsabilità è un mode genuino per possedere un ruolo derivante da un’ azione

9.   Supportare l’indipendenza riguardo la conformità al gruppo

825]o   Accrescere la consapevolezza di quando la conformità al gruppo risulta controproducente e non dovrebbe essere seguita

825]o   Capire quando l’indipendenza debba prendere il posto riguardo un possibile rifiuto sociale

10.  Ridurre la povertà, le ingiustizie, e i diritti dei privilegiati

11.  Mai sacrificare la libertà per una promessa di sicurezza

825]o   Cattivo accordo – sacrificare il reale e l’immediato per qualcosa di distante e elusivo; perdere il controllo e delegare il potere a chi è già potente

12.  Non incoraggiare nemmeno la più piccola trasgressione, imbroglio, pettegolezzo, bugia, provocazione, atto di bullismo

825]o   Fornisce il primo passo verso comportamenti più gravi

825]o   E’ possibile sfruttare il sottile potere dei piccoli passi espresso dal paradosso di Milgram per promuovere le azioni positive e l’altruismo finché uno fa delle buon azioni prima inimmaginabili o inusuali.

I 20 Punti el Dr. Z per Resistere all’Influenza non Voluta

(qui sono elencati una serie di avvertimenti che generalmente do agli studenti alla fine dei miei corsi alla Stanford University, non ha importanza che il corso sia Introduzione alla Psicologia, Controllo Mentale, o Esplorare la Natura Umana. Questi avvertimenti toccano  tutti i tipi di influenza e sono generiche raccomandazioni su come diventare più consapevoli sull’influenza)

  • Non mantenere l’illusione di una “vulnerabilità personale” –  se può succedere agli altri può succedere anche a te
  • Sii modesto con te stesso – è meglio percepire te stesso come vulnerabile e prendere le dovute precauzioni piuttosto che andare dove “gli angeli temono il cammino”
  • Affronta la vita in ogni suo aspetto  fintanto che sei coscienzioso e attento, focalizzato sul momento, e preparato a disimpegnarti e pensare criticamente quando necessario –le persone sono generalmente buone e degne di fiducia, ma le persone che cominciano la carriera di “persuasori professionisti” sono quelle che cercano di fati fare quello che vogliono
  • Presta attenzione ai contesti di Cialdini e ai principi di Conformità; quando ti sembra di trovarti in uno di questi contesti presta attenzione al contesto rilevante dove sei manipolato e vattene; quando il contesto è ovvio aspettati che i principi vengano attivati.
  • Sii pronto a dire le 5 frasi più difficili al mondo: “Ho torto” “Ho fatto uno sbaglio” e “Ho cambiato opinione”. Non abboccare, accetta l’immediata perdita di soldi, della reputazione etc… tali cose potrebbero essere delle perdite minime rispetto a quelle future – La dissonanza e la consistenza non trovano spazio in un contesto di onestà con sé stessi.
  • Separa il tuo Ego dalle tue azioni; mantieni un senso di autostima positiva indipendentemente dal fallimento occasionale e dalle tue stupide azioni passate (ridi di te stesso almeno una volta al giorno. Questo vale particolarmente per le persone timide.)
  • Nel tua mente separa il messaggero dal messaggio, processa entrambi sistematicamente e non euristicamente. Sii consapevole di essere stanco e “cognitivamente povero”, che stai cercando delle scorciatoie di pensiero accettando dei trucchi non-verbali.
  • Insisti su una seconda opinione, in un ritardo nel firmare un contratto prendendoti del tempo al di fuori della situazione; non firmare mai immediatamente.
  • Sviluppa degli ‘ Individuatori di Discrepanze’, crea uno stato di allerta  mentale ed intuitivo generato a seconda delle sensazioni vaghe riguardo qualcosa di sbagliato, qualcosa nella situazione o nella storia che ti è stata proposta ma che non è compatibile con un’analisi diversa -> dissenso -> disobbedienza
  • Cerca di fare la parte dell’avvocato del diavolo, sii l’elemento deviante, stabilisci le possibili conseguenze contro te stesso in quella determinata posizione nel momento in cui l’agente persuasore ti dice che sta facendo X solo per il tuo bene.
  • Evita le ‘Situazioni Totali’ dove perdi i contatti con i tuoi rapporti sociali e le tua fonti di informazione ( i culti e le più grandi forze di influenza sociale crescono in questo ambito), non vuoi che tutti i  tuoi nuovi rinforzi arrivino da queste nuove fonti.
  • In tutti i casi in cui vi confrontate con l’autorità: siate educati, individuate voi stessi e gli altri, rendete ben chiaro durante il processo o la situazione che “non è un vostro problema”; descrivete il problema obiettivamente, non siate emotivi, esponente bene le soluzioni proposte e le conseguenze positive previste – resistete dall’ accettare come ultima risorse le loro minacce o le loro proposte
  • Quando vi trovate ad affrontare un’autorità in qualche circostanza – chiedete l’identificazione, chiedete di poterla vedere, ottenete il nome della persona (scrivetevelo) e tutti dettagli rispetto l’incontro.
  • Non lasciate mai che qualcuno vi separi emozionalmente dai vostri familiari e dal vostro gruppo o famiglia di riferimento, amici, vicini, colleghi – non accettate che qualcuno li sminuisca
  • Ricordate che tutte le ideologie sono solo parole, termini astratti utilizzati con fini politici, sociali, economici; siate prudenti nell’intraprendere azioni proposte come necessarie per sostenere un’ideologia – chiedetevi sempre se i mezzi giustificano i fini, e proponete alternative.
  • Ragionate bene prima di porre principi astratti davanti a persone reali nel momento in cui seguite dei suggerimenti che vi spingono ad agire in qualche modo che è contrario alla loro funzione rappresentativa di chi vi ha fornito i suggerimenti
  • Fidatevi della vostra intuizione, delle vostre sensazioni, quando percepite di essere il target della persuasione, ponetevi della contro-argomentazioni mentali, e cercate le risorse per resistere
  • Le regole sono concetti astratti per controllare il comportamento e favorire l’accondiscendenza e la conformità – combattetele quando necessario: chiedetevi: chi ha fatto le leggi? A cosa servono? Chi le mantiene? Hanno senso nella situazione specifica? Cosa succede se le trasgredite? Insistete affinché le regole siano rese esplicite così che non possano essere alterate nel tempo a favore degli agenti dell’Influenza
  • Quando sviluppate attribuzioni causali per comportamento inusuali – vostri  o degli altri- non attribuite mai la causa al temperamento, cominciate sempre considerando che i veri agenti sono forze situazionali e variabili, e cercate di evidenziare tali forze e cambiarle quando possibile
  • Immaginate il Dr.Z. come la vostra coscienza, il vostro Grillo Parlante personale seduto sulla vostra spalla che vi dice di essere calmi, sicuri, distaccati – in modo da non diventare degli asini.

 

Riferimenti Scelti
Aronson, E. (2003). The Social Animal. New York: Worth Publishers.
Asch, S. E. (1955, November). Opinions and social pressure, Scientific American, pp. 31-35.
Cialdini, R.B. (2001). Influence 4th Edition. Boston: Allyn & Bacon.
Deutsch, M., & Gerard, H. B. (1955) A study of normative and informational social influence upon individual judgment. Journal of Abnormal and Social Psychology, 51, 629-636.
Hassan. S. (1990). Combatting cult mind control. Rochester, VT: Park Street Press.
Heath, C., & Heath, D. (2007). Made to stick: Why some ideas survive and others die. New York: Random House.
Levine, R. V. (2006). The power of persuasion: How we’re bought and sold. New York: Wiley.
Pratkanis, A. R. (in press). Social influence analysis. In A.R. Pratkanis (Ed.), The science of social influence: Advances and future progress. Philadelphia: Psychology Press.
Pratkanis, A.R. & Aronson, E. (2001). Age of propaganda: The everyday use and abuse of persuasion. (Revised edition). New York: W. H. Freeman/Holt.
Pratkanis, A.R., & Shadel, D. (2005). Weapons of fraud: A source book for fraud fighters. Seattle, WA: AARP Washington.
Presley, S. (2001). Think for yourself! Questioning pressure to conform. Berkeley: Ronin Publishing.
Sherif, M. (1935). A study of some social factors in perception. Archives of Psychology 27 (187).
Zimbardo, P. G., & Andersen, S. A. (1993). Understanding mind control: Exotic and mundane mental manipulations. In M. Langone (Ed.), Recovery from Cults (pp. 104-125). New York: Norton Press.
Zimbardo, P. G., & Leippe, M. R. (1991). The psychology of attitude change and social influence. New York: McGraw-Hill.

http://psicologiamar…linfluenza.html

Diventare adepto di una setta

A cura della Dott.ssa Serena Giacomin

Nel corso della storia, molte sono state le sette, di varia tipologia, che sono riuscite a plasmare le menti di milioni di persone, talora anche con un alto livello socio-culturale e prive di disturbi mentali. Le famiglie degli adepti continuano a chiedersi: «Come è potuto accadere?». Molti parlano di “lavaggio del cervello”, ma appare riduttiva come spiegazione. Le trasformazioni nel modo di agire e di comportarsi delle persone coinvolte nella setta, infatti, possono essere comprese solo analizzando i meccanismi psicologici che si attivano per “autolegittimare” la correttezza del nuovo modus vivendi.

Nelle sette vengono chiaramente seguite delle regole che, secondo Cialdini (2001), sono riconducibili a strategie cognitive fondamentali:

  • impegno e coerenza: impulso ad essere coerenti col resto del gruppo;
  • reciprocità: definita dal bisogno di contraccambiare favori veri, o presunti tali;
  • riprova sociale: tendenza a ritenere maggiormente validi i comportamenti o le scelte che vengono effettuati da un elevato numero di persone;
  • autorità: le asserzioni sostenute da una figura di rilievo accrescono la loro valenza persuasoria;
  • simpatia: attraverso la costruzione di un legame di simpatia e “similitudine” tra persuasore e persuaso, è più facile ottenere esiti di modifica degli atteggiamenti.

Una setta si fonda su un modello relazionale basato sulla dipendenza dal leader e dal resto del gruppo, dove ognuno esercita sulla persona delle pressioni proponendo costantemente un modello unico da imitare. Il leader è colui che detiene il potere assoluto, definisce obiettivi e compiti ed elargisce ricompense e punizioni, con l’obiettivo di mantenere un equilibrio ed una forte coesione nel gruppo. A questo proposito Schafer e Crichlow (1996), sulla scia degli studi di Janis (1971) sul pensiero di gruppo, hanno dimostrato che in gruppi molto coesi caratterizzati da strettissimi rapporti di interdipendenza si crea una forte convinzione di moralità di gruppo, un senso di unanimità, un’autocensura, un’illusione di invulnerabilità e stereotipi negativi nei confronti di chi è esterno al gruppo (nemico). Cialdini a tal proposito ha coniato il termine “granfalloon” per indicare un processo psicologico che si attiva quando si ha la consapevolezza di appartenere ad un gruppo. La percezione di essere parte di qualcosa viene utilizzata per suddividere giusto/non giusto e dare senso al mondo. Le differenze tra i gruppi vengono esagerate, mentre la somiglianza tra i membri sono enfatizzati. Questo crea quindi una netta distinzione fra in-group (chi è un adepto) e out-group (chiunque non faccia parte della setta): ogni membro per raggiungere la desiderata “salvezza promessa” non deve far altro che comportarsi secondo le regole dell’in-group. Un comportamento diverso è considerato inconcepibile, frutto di forze avverse. Tutte le informazioni che possono contrastare quelle diffuse fra gli adepti vengono etichettate come “diaboliche” e questo induce ad una loro efficace censura. I messaggi dall’interno, invece, vengono ripetuti continuamente: diventati familiari, acquisiscono veridicità.

Forte è l’influenza del conformismo: gli adepti sono indotti all’accettazione, che porta ad un cambiamento del comportamento basato su una profonda modifica delle convinzioni. Gli studi di  Asch (1945) hanno messo in evidenza che la tendenza a conformarsi al gruppo è guidata anche solo dal semplice desiderio di essere in accordo con il gruppo, di non sentirsi diverso. La teoria del confronto sociale (Festinger, 1954), confermata dalle ricerche di Major (1994), spiega invece l’influenza esercitata dagli altri membri del gruppo affermando che paragonando se stessi agli altri, gli adepti trovano legittimazione e conferma alla correttezza del proprio comportamento. In particolare, guardiamo al comportamento altrui e lo prendiamo per buono quando siamo dubbiosi e/o la situazione è ambigua (principio della riprova sociale), il che significa che anche se un adepto avesse qualche dubbio, gli basterebbe guardare gli altri per risolvere l’incertezza, rafforzando una sorta di “ignoranza collettiva”. La  propria indipendenza e il personale modo di pensare, vengono quindi presto sostituiti da un pensiero collettivo che offre la possibilità di sentirsi in armonia con gli altri e di trovare soddisfazione ai propri desideri di salvezza, anche se ciò comporta la deformazione della realtà. Inoltre le gratificazioni, sottoforma di approvazione, appoggio e attenzioni, sono sicuramente un rinforzo alla creazione di una nuova identità.

Viene sfruttata la inoltre “tecnica della reciprocità” secondo cui se si offre qualcosa all’adepto (amore, attenzione, promessa di salvezza), quest’ultimo dovrà ricambiare in qualche modo (obbedienza). Per non far allontanare gli adepti, inoltre, si fa leva sulla paura: fuori è il luogo dove non c’è salvezza, ci sono persone malvagie che non capiscono l’importanza della loro scelta e non esiste punizione più spiacevole che essere condannati e isolati. Si crea un’obbedienza senza limiti, dovuta al riconoscimento di un potere legittimo al leader carismatico (Milgram,1963), ritenuto degno di credibilità poiché fonte di benessere. Non è possibile non conformarsi e non obbedire agli ordini dell’autorità: egli custodisce un sapere superiore e offre la salvezza sognata. Il pensiero critico del singolo viene quindi offuscato e sostituito dal pensiero del leader diffuso nel gruppo.

I leader delle sette chiedono inoltre ai propri adepti di lasciare tutto ciò che apparteneva alla loro vita quotidiana precedente. Chi entra a far parte di una setta, quindi, se mettesse in dubbio un ordine o un compito assegnato, sarebbe costretto forse a mettere in discussione ciò che vi è all’origine, creando un  disagio insopportabile (“dissonanza cognitiva”; Festinger, 1957: “un individuo che attiva due idee o comportamenti che sono tra loro incoerenti, si trova in una situazione emotiva insoddisfacente”) tutto viene così razionalizzato e giustificato.

Ruolo fondamentale ha la pre-persuasione, facilitata dalla creazione di riti, inni, linguaggi, battesimi, stili di vita caratteristici, testi, che appartengono solo alla setta e che li distingue, e che permette la creazione di un clima favorevole ai principi fondanti della setta. È come se venisse creata una nuova realtà sociale dove tutto acquisisce un nuovo significato se ricondotto alle nuove credenze. Vengono proposte continue attività, che distraggono da un potenziale pensiero personale di dubbio. Queste attività vengono inoltre proposte gradualmente: inizialmente i compiti sono poco impegnativi, per poi diventare sempre più onerosi (“tecnica del piede nella porta”). Col tempo cresce la fiducia nei confronti di chi propone i compiti e scatta un meccanismo di razionalizzazione. L’adepto, se non mettesse in atto il comportamento, percepirebbe una sensazione di disagio poiché sentirebbe di tradire un patto fatto e dovrebbe mettere in discussione il comportamento precedente, creando un’inaccettabile dissonanza cognitiva. L’adepto inoltre non potrebbe accettare una immagine di sé diversa rispetto a quella di “brava persona, che fa onore ai propri impegni”. Ciò che viene proposto è inoltre qualcosa che ha come scopo una “salvezza”, quindi non è possibile rifiutare o essere la persona che impedisce l’adempimento di ciò in cui si dice di credere fermamente. Potrebbe essere percepito come estremamente dissonante anche il dare estrema fiducia al leader e poi non mettere in pratica le sue richieste o contraddirlo.

Un potente processo di autopersuasione, infine, si attiva quando gli adepti sono inviati a fare nuovi proseliti. Nel momento in cui un adepto deve convincere dell’importanza del far parte di quella setta un’altra persona, convince anche se stesso, essendo indotto a mettere in  evidenza gli aspetti positivi della setta che giustificano il perché una persona decide di rimanerci. Nel caso in cui qualcuno ponesse delle obiezioni, l’adepto imparerebbe a creare forti controargomentazioni che possono essere utili per confutare ulteriori attacchi (“tattica della vaccinazione”) e a rafforzare così la propria convinzione. Si creerebbe una forte dissonanza, ansia e disagio, se l’adepto, dopo aver parlato molto della grandezza della propria setta, non avesse fede in essa.

Alla luce di questo, quindi, è giusto parlare di persuasione o sarebbe meglio chiamarla autopersuasione?

Fonte: glipsicologi.it