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Come scegliere uno psicoterapeuta: una guida per gli ex Testimoni di Geova

Di Kaynor Weishaupt
Da http://www.freemind.org

Liberamente tradotto da Ivano Campes e da Lorita Tinelli [1]

 
Lasciare la Società Torre di Guardia può essere un’esperienza molto difficile e stressante, come attesteranno la maggior parte degli ex Testimoni di Geova.
Il timore di perdere la fede, il gruppo di amici di appartenenza, il senso della vita, e persino la propria famiglia, spesso ritarda il momento dell’abbandono.
Alcuni ex Testimoni si trovano ad agire in modi che mai avrebbero immaginato prima e spesso non riescono a capire il perchè: bevono in modo eccessivo, iniziano ad avere seri problemi nell’ambito della coppia, iniziano a giocare d’azzardo ecc.
Altri escono dalla Torre di Guardia con problemi meno severi, ma ciononostante sperimentano ansia, dubbi, basso senso di auto-stima, mancanza di direzione, sentimenti di alienazione, sistema di credenza confuso e la difficoltà di adattamento ad un modo di vivere completamente nuovo.
Alcuni ex Testimoni desiderano cercare una terapia che possa aiutarli al difficile adattamento alla vita “nel mondo”, a scoprire chi loro sono realmente, quello in cui loro credono, come essere stati un Testimone di Geova li abbia influenzati, e come possano creare una vita nuova e migliore con relazioni più sane.

Comunque, molti ex Testimoni hanno difficoltà nel cominciare una terapia. A loro è stato insegnato, durante la loro adesione al gruppo, a diffidare dei professionisti della salute mentale.
Se loro sono stati per molto tempo nella Torre di Guardia, hanno imparato a credere che consultare uno psicologo o uno psichiatra significa rischiare di cadere nella trappola di Satana.
Ci sono inoltre pochissimi professionisti della salute mentale che hanno competenza e conoscenza di quello che significa vivere con convinzione nella Società Torre di Guardia e poi lasciarla.
In tutti gli Stati Uniti un piccolo gruppo di ex Testimoni di Geova sono divenuti terapeuti.
Io ho messo insieme perciò i suggerimenti seguenti che gli ex Testimoni devono prendere in considerazione quando cercando un terapeuta.

La cosa più importante da ricordare è che il terapeuta lavora per Te! Tu assumi un terapeuta professionista per  aiutarTi a lavorare sui problemi che colpiscono la Tua vita.
E’ pertanto importante interrogarlo sui suoi metodi di lavoro in generale, la sua conoscenza di problemi di Torre di Guardia, la sua parcella, i tempi della terapia, ecc.

Non puoi esigere dal terapeuta le risposte a tutte le Tue domande (come quanto tempo è probabile che dovrai aspettarTi di restare in terapia) ma egli dovrebbe essere disposto a discutere le domande che Tu fai e tentare di capire le Tue preoccupazioni. Molte di queste domande si possono fare nella conversazione telefonica iniziale che dovrebbe essere gratis.
Discutendo questi problemi dovrebbe prendersi tempo per capire chi è il terapeuta e stimare se sei o no d’accordo con lui o lei.
Ci sono molti libri sul mercato che sono guide utili per il cliente potenziale su cosa indagare quando cerca un terapeuta, un esempio eccellente di che è Jack Engler e Daniele Goleman, la Guida de “Il Consumatore della Psicoterapia” (1992).
Molte persone trovano utile chiamare due o tre terapeuti di seguito per scegliere quello che sentono possa essere più utile a loro.
Se Tu stai frequentando una clinica di psicoterapia pubblica (quale può essere il caso di chi ha un reddito basso), puoi comunque effettuare una scelta. Probabilmente il modo migliore per trovare un terapeuta, è come quando si cerca un buon meccanico o un buon agente di beni immobili, attraverso cioè una referenza personale.
Se qualcuno dei Tuoi amici o conoscenti è stato in terapia, loro stessi possono aiutarti nella scelta, o il loro terapeuta stesso può raccomandare qualcuno altro se non è adatto per il Tuo caso.
Il Tuo medico di base può anche conoscere terapeuti competenti nella Tua ASL in grado di aiutarTi.

Molti clienti trovano rassicurante ricevere una breve comunicazione scritta da parte del terapeuta che descrive quello che fa, quanto costa la terapia, recapiti e regole di fine terapia, limiti della riservatezza, ecc.
E’ anche importante che il terapeuta contattato sia iscritto regolarmente all’Albo della regione in cui esercita. Sfortunatamente ci sono diverse persone che non hanno alcun titolo come psicoterapeuta e ciononostante praticano illegalmente e immoralmente questo mestiere.
Il Tuo terapeuta dovrebbe mostrarTi il suo numero di registrazione all’Albo.
Un’alternativa per contenere i costi della terapia è lavorare con uno psicoterapeuta tirocinante.
Si tratta di studenti, laureati in psicologia o in medicina (ndt), che pur non essendo ancora autorizzato ad esercitare come psicoterapeuta, può assumere dei casi clinici sotto la visione di uno psicoterapeuta regolarmente registrato.
Se decidi di entrare in analisi da un tirocinante, è importante che questi stia seguendo un regolare addestramento, e Tu dovresti essere informato di chi sia il suo Supervisore.
E’importante che i professionisti della Salute Mentale, siano essi psichiatri o psicologi o mediatori familiari o psicoterapeuti clinici o sociali, o esperti di dipendenze, conoscano i problemi che un ex Testimone porta in terapia. E’ perciò perfettamente legittimo chiedere al proprio terapeuta se hanno conoscenza della Torre di Guardia o di religioni totalitarie o di culti che usano tecniche di controllo mentale.
Ci sono diversi libri che i terapeuti possono trovare utili per conoscere questo tipo di realtà, alcuni dei quali sono ‘I Testimoni di Geova e la Salute Mentale‘ di Jerry Bergman (1992), ‘Combating cult mind control’(1988) di Steven Hassan, ‘Witnesses of Jehovah. A shocking expose of what Jehovah’s Witnesses really believe‘(1988) di Chretien, L. & Chretien, M.
Una sottoscrizione al ‘Freemin diary’(bimestrale) sarebbe ugualmente utile per informare un terapeuta sugli effetti della Società Torre di Guardia (ottenibile attraverso il sito http://www.freemind.org).
Probabilmente il fattore più importante per verificare se una relazione terapeutica è riuscita è il senso di conforto e di fiducia che Tu provi nel lavorare con un terapeuta. Non tutti i terapeuti e i clienti riescono a lavorare bene insieme.
Chiaramente se non Ti piace il primo incontro con il terapeuta, prima di andare avanti e stipulare con lui il contratto, rifletti sui motivi del fallimento di questo inizio. Chiediti: ‘Mi sono sentito a mio agio? Mi sono sentito rispettato, accolto, ascoltato, ecc.? E’ questo il luogo adatto per me per esplorare i miei problemi??
Un senso di fiducia, rispetto, genuinità e solo semplice ‘buona chimica’, sono essenziali per lavorare in terapia, ed è importante prestare attenzione sin dal primo contatto, alle prime emozioni provate nell’interazione col terapeuta.
Per finire, altra cosa importante è che il Tuo terapeuta sia davvero intenzionato ad aiutarTi a crescere e imparare, a diventare migliore e più felice possibile.

Bibliografia consigliata
Bergman, J. (1992). Jehovah’s Witnesses and the problem of mental illness. Clayton, CA:
Witness Inc.
Chretien, L., & Chretien, M. (1988). Witnesses of Jehovah. A shocking expose of what
Jehovah’s Witnesses really believe. Eugene, OR: Harvest House.
Engler, J., & Goleman, D. (1992). The consumer’s guide to psychotherapy. New York: Simon
& Schuster
Hassan, S. (1988). Combating cult mind control. Rochester, VT: Park Street Press.
Watters, R. (Ed.) (bi-monthly). The Free Minds Journal. Manhattan Beach, CA. (310)
545-7831.

[1] Con l’autorizzazione di Randall Watters, autore del sito http://www.freemind.org

Domande da fare prima di aderire ad un gruppo

 

Impariamo ad essere dei bravi consumatori di ‘beni spirituali’

 

In quanto membri del movimento contro le sette che monitora le attività in corso delle sette, rispetto alla popolazione media siamo maggiormente consapevoli dell’importanza di porsi delle domande su come operano tali gruppi. Noi sappiamo che un gruppo, una setta o una chiesa possono presentarsi come positivi, ma in realtà celare altri obiettivi.

Gli autori di questo articolo comprendono acutamente, in quanto fuorusciti da sette loro stessi, l’importanza di formare la persona, nella nostra società, ad essere non soltanto un’accorta ‘material consumers (consumatrice di beni materiali), ma anche un’attenta ‘spiritual consumers’ (consumatrice di beni spirituali).

Pensiamo un momento alla quantità di energie che spendiamo nel ponderare le scelte negli acquisti che facciamo.

Spendiamo parecchio tempo cercando dati sul più sicuro monovolume in vendita, sul miglior pacchetto di software di gestione spese, sul fondo bancario più flessibile su cu investire e sul miglior centro di salute a cui iscriversi.

Ma ingenuamente e fiduciosamente affievoliamo il nostro senso critico quando è il momento di decidere delle scelte spirituali della nostra vita. Siamo “material consumers” resi esperti dal nostro vivere in una cultura di tipo capitalista. In ogni caso, dovremmo pensarci anche in veste di “spiritual consumers” prima di impegnarci troppo intensamente in una nuova setta, per un guru o per una comunità spirituale.

Abbiamo compilato una lista di domande tratta dalla nostra esperienza di fuorusciti dalle sette, che noi chiamiamo la nostra “20/20 hindsight List” (letteralmente: lista di 20/20 impedimenti alla vista). Sono domande che noi stessi, riflettendoci a posteriori, avremmo voluto aver chiesto come “spiritual consumers” prima di farci coinvolgere dai leaders spirituali e dalle comunità che ci hanno coinvolto. Non abbiamo cercato risposte a queste domande perché non avevamo il buon senso di farlo. Non abbiamo realizzato che è importante porsi questo genere di domande. Parte del motivo di questa ignoranza è da riferirsi alla nostra cultura. Cosa allora dell’educazione ricevuta dalla società ci impedisce di chiedere spiegazioni alle “autorità spirituali”?

Persino nei giorni dell’Era dell’informazione noi ci rapportiamo alla società rispettando le tradizioni e l’autorità.

In generale né il nostro sistemo educativo né quello familiare ci hanno insegnato a mettere in discussione l’autorità riconosciuta come tale. Piuttosto ci si aspetta che ci adeguiamo, che accettiamo gli ordini e che obbediamo a chi detiene il potere. Quando l’autorità ha buoni intenti e si limita a fornire sani modelli educativi, allora il rispetto è positivo. Ma quando l’autorità diviene perversa e manipolane, noi non siamo preparati a riconoscerla, sottraendoci alle discussioni.

 

Se la nostra cultura non ci ha formati ad essere accorti “spiritual consumers”, come possiamo allora proteggerci dallo sfruttamento delle sette? Per cominciare non è saggio prendere decisioni di adesione ad un gruppo quando siamo depressi o in una fase di transizione. In questi momenti siamo soli, più suggestionabili e meno scettici. Può capitare di essere vulnerabili quando ci allontaniamo da casa per la prima volta o alla rottura di una relazione affettiva, per esempio.

Questa vulnerabilità trova le sue punte massime nelle persone giovani, tra i 18 e i 30 anni, che rappresentano il target favorito dei ‘reclutatori’ delle sette. Man mano, questi giovani adulti si costruiscono la propria identità e i propri ruoli. Successivamente lavorano sulla loro intimità ed isolamento.

La “sfida” è quella di mantenere la propria individualità pur legandosi in relazioni interpersonali. Le sette vogliono adepti che siano malleabili in modo da poterli modellare in pseudopersonalità. In questo modo essi danno alla persona che sta cercando la sua identità una nuova identità già pronta e alla persona che sta cercando intimità, una comunità di amici già costruita, che eventualmente sostituisca la famiglia stessa.

Non ci vuole molto per rendersi vulnerabili alle sette. Cosa possiamo fare, allora, per modificare tutto ciò in modo da minimizzare l’influenza delle sette e fare opportune scelte su cosa credere e cosa no? La nostra speranza sta nell’educazione sul fare attenzione alle sette, nell’imparare a cosa fare attenzione quando si prende in considerazione un maestro o un gruppo.

Quella che segue è una lista di domande che noi avremmo voluto prendere in considerazione e porci prima di essere coinvolti dalle rispettive sette.

Noi speriamo che queste domande possano aiutare qualcuno a dire ‘NO’ laddove noi, ignari, abbiamo detto ‘SI’.

 

 

 

Questioni fondamentali da considerare al momento della scelta di un maestro spirituale

 

 

 

1) Quali credenziali possiede?

2) Come mantiene la sua autorità all’interno del gruppo o nelle relazioni interpersonali? Rivendica esclusivamente la facoltà e la competenza di trasmettere insegnamenti?

3) Potete criticare i suoi insegnamenti? Potete discutere il suo parere? Cosa accade se vi trovate in disaccordo con lui?

4) A chi fa capo il maestro? Se aveste delle lamentele da fare sul suo operato a chi potreste rivolgervi? Esiste un organismo di verifica della sua autorità?

5) All’interno dell’organizzazione chi stabilisce le regole? Chi le cambia? Con quale frequenza questo avviene? Che cosa accade quando qualcuno le infrange?

6) Quanto ci si aspetta che voi ‘rinunciate’ o ‘sacrifichiate’ per seguire il maestro? Ponetevi questa domanda prima di impegnarvi e siate il più specifici possibile

7) Gli adepti sono liberi di lasciare questo maestro o gruppo? Cosa capita a quelli che si allontanano?
8 )Quando otterrete il riconoscimento dell’istruzione conseguita?

9) Il maestro in che modo fa riferimento alle persone che hanno lasciato il gruppo?

10) Il contatto con queste ultime è tollerato, scoraggiato o vietato?

11) Che atteggiamento assume il maestro riguardo il mantenere le proprie relazioni con amici, famiglia e soggetti al di fuori del gruppo?

12) Che atteggiamento mostra il maestro nei confronti delle persone al di fuori del gruppo in generale? Incoraggia ad essere tolleranti e comprensivi oppure critici ed elitari?

13) Vi sono tenute segrete delle cose? Vi sono porte chiuse a chiave, vi è limitato l’accesso ai telefoni o all’informazione in generale?

14) Il maestro insiste nell’affermare che il mondo va verso la fine nell’immediato futuro? Che prove adduce di ciò? Profeti e maestri hanno predetto ciò da secoli, ma siamo ancora qui. Il maestro utilizza questa profezia per intimorire o influenzare?

15) Il maestro vi ricorda ripetutamente di ascoltare il vostro cuore piuttosto che ragionare con la vostra testa? E se ciò accade, per quale motivo dovreste annullare il pensiero razionale per apprendere i suoi insegnamenti?

16) Il gruppo si dedica a pratiche di ‘alterazione della mente’?; per esempio: meditazione, canti, preghiere per lunghi periodi di tempo, periodi di veglia prolungata, attività incessanti, privazione di principi nutritivi quali le proteine, uso di farmaci? Di quali prove scientifiche, documentate è in possesso il maestro, tali da attestare che queste pratiche mettano gli adepti in condizione di raggiungere uno stato di coscienza più elevato?

17) Chiedete al maestro qual è il suo pensiero rispetto alla sessualità all’interno del gruppo. Se il celibato è prescritto rigidamente per l’adepto e chiedete se la stessa regola si applica anche al maestro. Se gli standard sono differenti, chiedete perché.

18) Chi paga le spese al leader e chi provvede al mantenimento del suo tenore di vita? Quest’ultimo è molto diverso da quello degli altri adepti?

19) E’ vostra responsabilità, da un punto di vista finanziario dare sempre di più per mantenere dei privilegi all’interno del vostro gruppo?

20) Esiste un resoconto annuale per il gruppo? Ogni chiesa benevola, ente di carità e organizzazione no-profit rende queste informazioni disponibili per chiunque ne sia interessato.

 

 

Queste domande sono state pensate con l’intento di aprire degli orizzonti da sondare. Molti maestri non risponderanno in modo diretto alle vostre domande. Vi incoraggiamo a condurre voi stessi ricerche e a vagliare attentamente il vostro maestro, il più minuziosamente possibile. Ricordate che il sottrarsi alle vostre domande dovrebbe farvi illuminare il semaforo rosso. Una sana comunità spirituale, chiesa o maestro incoraggerà le vostre domande sul gruppo. Atteggiamenti di diniego o segretezza dovrebbero darvi un’idea di cosa potrebbe riservarvi il futuro all’interno di quel gruppo.

Di Rosane Henry[1] e Sharon Colvin[2]

 

Traduzione di Ivano CAMPES, socio del CeSAP – Centro Studi Abusi Psicologici, con la collaborazione e supervisione della Dottoressa Lorita TINELLI

 


[1] Former cult member. E’ stata ‘cult educator’ per più di 10 anni. Lavora come terapeuta della famiglia e come consulente per problemi inserenti alle sette

[2] Former cult member, membro del movimento antisette per 7 anni. Facilitatore di numerosi gruppi di auto-aiuto in Colorado

Come scegliere uno psicoterapeuta: una guida per gli ex Testimoni di Geova

Di Kaynor Weishaupt
Da http://www.freemind.org

 

Liberamente tradotto da Ivano Campes e da Lorita Tinelli [1]
Lasciare la Società Torre di Guardia può essere un’esperienza molto difficile e stressante, come attesteranno la maggior parte degli ex Testimoni di Geova.
Il timore di perdere la fede, il gruppo di amici di appartenenza, il senso della vita, e persino la propria famiglia, spesso ritarda il momento dell’abbandono.
Alcuni ex Testimoni si trovano ad agire in modi che mai avrebbero immaginato prima e spesso non riescono a capire il perchè: bevono in modo eccessivo, iniziano ad avere seri problemi nell’ambito della coppia, iniziano a giocare d’azzardo ecc.
Altri escono dalla Torre di Guardia con problemi meno severi, ma ciononostante sperimentano ansia, dubbi, basso senso di auto-stima, mancanza di direzione, sentimenti di alienazione, sistema di credenza confuso e la difficoltà di adattamento ad un modo di vivere completamente nuovo.
Alcuni ex Testimoni desiderano cercare una terapia che possa aiutarli al difficile adattamento alla vita “nel mondo”, a scoprire chi loro sono realmente, quello in cui loro credono, come essere stati un Testimone di Geova li abbia influenzati, e come possano creare una vita nuova e migliore con relazioni più sane.

Comunque, molti ex Testimoni hanno difficoltà nel cominciare una terapia. A loro è stato insegnato, durante la loro adesione al gruppo, a diffidare dei professionisti della salute mentale.
Se loro sono stati per molto tempo nella Torre di Guardia, hanno imparato a credere che consultare uno psicologo o uno psichiatra significa rischiare di cadere nella trappola di Satana.
Ci sono inoltre pochissimi professionisti della salute mentale che hanno competenza e conoscenza di quello che significa vivere con convinzione nella Società Torre di Guardia e poi lasciarla.
In tutti gli Stati Uniti un piccolo gruppo di ex Testimoni di Geova sono divenuti terapeuti.
Io ho messo insieme perciò i suggerimenti seguenti che gli ex Testimoni devono prendere in considerazione quando cercando un terapeuta.

La cosa più importante da ricordare è che il terapeuta lavora per Te! Tu assumi un terapeuta professionista per  aiutarTi a lavorare sui problemi che colpiscono la Tua vita.
E’ pertanto importante interrogarlo sui suoi metodi di lavoro in generale, la sua conoscenza di problemi di Torre di Guardia, la sua parcella, i tempi della terapia, ecc.

Non puoi esigere dal terapeuta le risposte a tutte le Tue domande (come quanto tempo è probabile che dovrai aspettarTi di restare in terapia) ma egli dovrebbe essere disposto a discutere le domande che Tu fai e tentare di capire le Tue preoccupazioni. Molte di queste domande si possono fare nella conversazione telefonica iniziale che dovrebbe essere gratis.
Discutendo questi problemi dovrebbe prendersi tempo per capire chi è il terapeuta e stimare se sei o no d’accordo con lui o lei.
Ci sono molti libri sul mercato che sono guide utili per il cliente potenziale su cosa indagare quando cerca un terapeuta, un esempio eccellente di che è Jack Engler e Daniele Goleman, la Guida de “Il Consumatore della Psicoterapia” (1992).
Molte persone trovano utile chiamare due o tre terapeuti di seguito per scegliere quello che sentono possa essere più utile a loro.
Se Tu stai frequentando una clinica di psicoterapia pubblica (quale può essere il caso di chi ha un reddito basso), puoi comunque effettuare una scelta. Probabilmente il modo migliore per trovare un terapeuta, è come quando si cerca un buon meccanico o un buon agente di beni immobili, attraverso cioè una referenza personale.
Se qualcuno dei Tuoi amici o conoscenti è stato in terapia, loro stessi possono aiutarti nella scelta, o il loro terapeuta stesso può raccomandare qualcuno altro se non è adatto per il Tuo caso.
Il Tuo medico di base può anche conoscere terapeuti competenti nella Tua ASL in grado di aiutarTi.

Molti clienti trovano rassicurante ricevere una breve comunicazione scritta da parte del terapeuta che descrive quello che fa, quanto costa la terapia, recapiti e regole di fine terapia, limiti della riservatezza, ecc.
E’ anche importante che il terapeuta contattato sia iscritto regolarmente all’Albo della regione in cui esercita. Sfortunatamente ci sono diverse persone che non hanno alcun titolo come psicoterapeuta e ciononostante praticano illegalmente e immoralmente questo mestiere.
Il Tuo terapeuta dovrebbe mostrarTi il suo numero di registrazione all’Albo.
Un’alternativa per contenere i costi della terapia è lavorare con uno psicoterapeuta tirocinante.
Si tratta di studenti, laureati in psicologia o in medicina (ndt), che pur non essendo ancora autorizzato ad esercitare come psicoterapeuta, può assumere dei casi clinici sotto la visione di uno psicoterapeuta regolarmente registrato.
Se decidi di entrare in analisi da un tirocinante, è importante che questi stia seguendo un regolare addestramento, e Tu dovresti essere informato di chi sia il suo Supervisore.
E’importante che i professionisti della Salute Mentale, siano essi psichiatri o psicologi o mediatori familiari o psicoterapeuti clinici o sociali, o esperti di dipendenze, conoscano i problemi che un ex Testimone porta in terapia. E’ perciò perfettamente legittimo chiedere al proprio terapeuta se hanno conoscenza della Torre di Guardia o di religioni totalitarie o di culti che usano tecniche di controllo mentale.
Ci sono diversi libri che i terapeuti possono trovare utili per conoscere questo tipo di realtà, alcuni dei quali sono ‘I Testimoni di Geova e la Salute Mentale‘ di Jerry Bergman (1992), ‘Combating cult mind control’(1988) di Steven Hassan, ‘Witnesses of Jehovah. A shocking expose of what Jehovah’s Witnesses really believe‘(1988) di Chretien, L. & Chretien, M.
Una sottoscrizione al ‘Freemin diary’(bimestrale) sarebbe ugualmente utile per informare un terapeuta sugli effetti della Società Torre di Guardia (ottenibile attraverso il sito http://www.freemind.org).
Probabilmente il fattore più importante per verificare se una relazione terapeutica è riuscita è il senso di conforto e di fiducia che Tu provi nel lavorare con un terapeuta. Non tutti i terapeuti e i clienti riescono a lavorare bene insieme.
Chiaramente se non Ti piace il primo incontro con il terapeuta, prima di andare avanti e stipulare con lui il contratto, rifletti sui motivi del fallimento di questo inizio. Chiediti: ‘Mi sono sentito a mio agio? Mi sono sentito rispettato, accolto, ascoltato, ecc.? E’ questo il luogo adatto per me per esplorare i miei problemi??
Un senso di fiducia, rispetto, genuinità e solo semplice ‘buona chimica’, sono essenziali per lavorare in terapia, ed è importante prestare attenzione sin dal primo contatto, alle prime emozioni provate nell’interazione col terapeuta.
Per finire, altra cosa importante è che il Tuo terapeuta sia davvero intenzionato ad aiutarTi a crescere e imparare, a diventare migliore e più felice possibile.

Bibliografia consigliata
Bergman, J. (1992). Jehovah’s Witnesses and the problem of mental illness. Clayton, CA:
Witness Inc.
Chretien, L., & Chretien, M. (1988). Witnesses of Jehovah. A shocking expose of what
Jehovah’s Witnesses really believe. Eugene, OR: Harvest House.
Engler, J., & Goleman, D. (1992). The consumer’s guide to psychotherapy. New York: Simon
& Schuster
Hassan, S. (1988). Combating cult mind control. Rochester, VT: Park Street Press.
Watters, R. (Ed.) (bi-monthly). The Free Minds Journal. Manhattan Beach, CA. (310)
545-7831.

[1] Con l’autorizzazione di Randall Watters, autore del sito http://www.freemind.org