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Culti abusanti e lobby prosettarie: nuova interrogazione dell’On. Arlotti

In foto l’On. Tiziano Arlotti

 

 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13664presentato da ARLOTTI Tiziano testo di Venerdì 1 luglio 2016, seduta n. 646

ARLOTTI. — Al Ministro dell’interno . — Per sapere – premesso che:
con sentenza n. 96 del 1981 (ex articolo 603 c.p.) la Corte Costituzionale ritenendo sussistente la violazione del diritto di legalità, dichiarò l’incostituzionalità del reato di plagio;
l’annullamento della norma, secondo quanto rilevato da buona parte della dottrina psichiatrica e penalistica avrebbe tuttavia finito col determinare un importante vuoto nella tutela giuridica dell’integrità psichica degli individui;
l’abrogazione di detta norma non aveva d’altra parte inteso sostenere la negazione di perniciose forme di condizionamento, comportanti l’asservimento e assoggettamento psichico dell’individuo sia nel contesto di dinamiche interpersonali patologiche che in ambiti gruppali e/o culturali ad alta richiesta;
non a caso, il panorama normativo italiano dell’ultimo trentennio è stato interessato da numerose proposte legislative in tema di «manipolazione mentale» tese all’introduzione di una disciplina in materia anche alla luce dei profondi mutamenti sociali che hanno caratterizzato la nostra epoca e che hanno visto il dilagare di controversi gruppi e organizzazioni di tipo coercitivo e/o a ideologia estremista e totalizzante;
ancorché nessuna delle proposte abbia saputo, a oggi, pervenire in modo decisivo e univoco alla tipizzazione della condotta illecita, appare all’interrogante di estremo rilievo, in tema di settarismo abusante e/o di natura criminogena, evidenziare che già il Consiglio d’Europa con raccomandazione 1412 del giugno 1999, aveva sollecitato gli Stati membri a porre in essere, tra l’altro, mirati programmi di educazione, informazione preventiva e vigilanza del fenomeno volti a garantire una efficace azione di tutela, nella fattispecie, dei soggetti deboli e dei minori;
tuttavia, non consta all’interrogante che lo Stato italiano abbia recepito alcuna delle indicazioni contenute nella raccomandazione;
vari atti di sindacato ispettivo e di indirizzo presentati nell’attuale e nelle passate legislature hanno documentato come siano rimasti analogamente inascoltati anche i più recenti e rinnovati solleciti espressi in ambito europeo, e come, dunque, non sia stato a oggi realizzato alcun progetto di prevenzione;
si rileva che nessuno dei menzionati atti ha ottenuto risposta (si vedano: Interrogazione On. Fitzgerald Nissoli Fucsia n. 4-11122 del 13 novembre 2015, mozione On. Motti e altri n. 1-00565 del 30 luglio 2014; lnterrogazione Senatrice Alberti Casellati e altri n. 4-01758 del 26 febbraio 2014; lnterrogazione On. T. Arlotti e altri n. 4-04316 del 2 aprile 2014; Interrogazione senatrice Elisabetta Alberti Casellati e altri n. 4-00374 del 19 giugno 2013; lnterrogazione senatrici Allegrini e Gallone n. 4-08890 del 18 dicembre 2012; lnterrogazione senatrice Elisabetta Alberti Casellati e altri n. 4-08835 del 6 dicembre 2012; Interrogazione On. Pino Pisicchio n. 4-12818 del 26 luglio 2011);
va altresì ricordato che il fenomeno nel nostro Paese era già stato oggetto nel lontano 1998 di un rapporto della direzione centrale della polizia di prevenzione titolato «Sette religiose e Nuovi Movimenti Magici in Italia» – all’epoca Ministro dell’interno Giorgio Napolitano – e di più recenti e ripetute segnalazioni degli stessi servizi di intelligence nazionali nelle loro relazioni semestrali sulla politica dell’informazione per la sicurezza, a cui tuttavia, analogamente, non faceva seguito alcuna iniziativa in termini di prevenzione se non l’istituzione, con decreto n. 225 UAG/2006-64767-U del 2 novembre 2006, di apposita specialità denominata squadra anti sette (SAS), che, a quanto risulta, svolge segnatamente azione di tipo repressivo;
non può dunque che ritenersi del tutto insufficiente, incomprensibile e inaccettabile la mancata risposta dallo Stato rispetto a un inquietante fenomeno che, anche e soprattutto a seguito della permeabilità delle frontiere e all’aumentato utilizzo della rete web e delle nuove tecnologie, ha continuato la sua ascesa incontrastata nei Paesi dell’Europa occidentale e orientale;
autorevoli fonti italiane ed estere, hanno d’altra parte concordemente messo in guardia circa il nascente fenomeno della trasformazione e atomizzazione dei gruppi e l’emersione di nuove perniciose credenze settarie, che ne rendono particolarmente problematici il riconoscimento e la relativa attività di vigilanza e contrasto; né va dimenticata la preoccupante escalation dei gruppi pseudo-terapici o di guarigione che, promuovendo presupposte assurde cure, prive in realtà di qualunque evidenza scientifica, pongono a serio rischio la salute e la vita dei connazionali, alcuni dei quali sono purtroppo deceduti per patologie perfettamente curabili dal sistema sanitario;
al riguardo, va infine ricordato che il contagio emozionale innescato dalla rete web è oggi rapidissimo. Ricordava di recente, tra altri, il celebre psichiatra Boris Cyrulnik, scampato alla deportazione nazista, che mentre «Sono occorsi dieci anni, nel 1929, per il propagarsi del nazismo, oggi ci vogliono alcune settimane per scatenare un’epidemia di credenze…»;
si osserva infine che taluni studiosi e professionisti compiacenti unitamente a esponenti di organizzazioni internazionalmente controverse hanno dato vita a lobby di pressione tra esse collegate, che perseguono il fine apparente di promuovere e tutelare la libertà di credo e i diritti democratici e umani, mentre di fatto, «rivendicano la prerogativa di negarli ad altri in base a principi illiberali e tutt’altro che democratici dei leader ai gruppi coercitivi»; come evidenziato di recente in sede di OSCE — ODHIR o delle associazioni di supporto alle ex vittime, assumendo posizioni contro la menzionata specialità di polizia SAS, sostenendone l’inutilità, l’anticostituzionalità e addirittura la dannosità e divulgando, quelle che appaiono all’interrogante infondate e mendaci informazioni tese da un lato a creare ingiustificati allarmismi in merito ad asseriti ultradecennali fenomeni di discriminazione nei confronti delle minoranze e religiose e/o spirituali e dei bambini appartenenti a tali minoranze, e dall’altro, ad atteggiarsi vittime di tali intolleranze;
se a seguito dell’abrogazione del reato di plagio, l’introduzione di una nuova fattispecie penale ha suscitato perplessità e preoccupazioni in ordine a possibili violazioni della libertà religiosa, appare evidente che una simile motivazione non può in alcun modo essere addotta a giustificazione del pressoché nullo impegno delle istituzioni nell’approntare politiche sociali e culturali di prevenzione onde far fronte fattivamente ai nuovi e inquietanti scenari contemporanei –:
se sussistano fondate ragioni per il mancato recepimento delle indicazioni contenute nella citata raccomandazione 1412/1999 e dei successivi richiami espressi in sede europea;
se non si ritenga necessario approntare con la massima urgenza le indispensabili politiche informativo – preventive in tema di settarismo abusante o criminale; se non si ritenga necessario provvedere, anche mediante un’apposita indagine ministeriale, a un approfondimento sulla condizione dei minori inseriti in contesti culturali ad alta richiesta di tutela;
se non si ritenga necessario, per quanto di competenza, considerati i continui tentativi finalizzati a ingenerare nella pubblica opinione una vera e propria disinformazione sul fenomeno in questione e stante quella che appare una reiterata campagna diffamatoria online nei confronti delle associazioni di volontariato italiane impegnate nel settore specifico, adottare idonee iniziative e strumenti volti a garantirne adeguata tutela, ripristinando anche la corretta informazione a beneficio di tutti i connazionali. (4-13664)

Fonte: http://parlamento17.openpolis.it/atto/documento/id/247822

 

 

Camera dei Deputati: nuova interrogazione sui pericoli delle sette e sulla tutela dei minori in tali ambiti

Novembre 2015

ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/11122

Dati di presentazione dell’atto
Legislatura: 17
Seduta di annuncio: 521 del 13/11/2015
Firmatari
Primo firmatario: FITZGERALD NISSOLI FUCSIA
Gruppo: PER L’ITALIA – CENTRO DEMOCRATICO
Data firma: 13/11/2015
Destinatari
Ministero destinatario:
  • MINISTERO DELL’INTERNO
  • MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI
  • MINISTERO DELLA SALUTE
  • MINISTERO DELL’ISTRUZIONE, DELL’UNIVERSITA’ E DELLA RICERCA
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL’INTERNO delegato in data 13/11/2015
Stato iter: IN CORSO

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-11122

presentato da

FITZGERALD NISSOLI Fucsia

testo di

Venerdì 13 novembre 2015, seduta n. 521

FITZGERALD NISSOLI. — Al Ministro dell’interno, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro della salute, al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca.

— Per sapere – premesso che:

il nostro Paese individua, tra le priorità in materia di diritti umani, la tutela della libertà di religione e credo e la protezione dei diritti degli appartenenti alle minoranze religiose, operando con determinazione affinché siano oggetto di un’azione più efficace anche a livello internazionale;
unitamente agli altri Stati membri dell’Unione europea, l’Italia promuove annualmente una risoluzione dell’Assemblea generale dell’ONU sulla libertà di religione o credo e di condanna di ogni forma di intolleranza e discriminazione su base religiosa. La più recente di queste risoluzioni (A/RES/69/175), adottata all’unanimità nel dicembre 2014, pone particolare attenzione agli episodi di violenza contro gli appartenenti alle minoranze religiose;

l’Italia sostiene inoltre le attività del relatore speciale ONU sulla libertà religiosa, che ha anche il compito di rivolgere raccomandazioni agli Stati per migliorare la difesa della libertà religiosa nel mondo;

le «Linee Guida UE sulla libertà di religione o credo», adottate nel 2013, proprio su impulso italiano, fanno espresso riferimento all’esercizio collettivo della libertà di religione a tutela delle comunità religiose minoritarie. La stessa Commissione sulla libertà religiosa degli Stati Uniti (USCIRF) ha riconosciuto il grande impegno del nostro Paese, citandolo quale esempio di nazione attiva nella promozione del fondamentale diritto alla libertà di religione e di credo;

occorre tuttavia sottolineare, come evidenziato, tra l’altro, nella raccomandazione del Consiglio d’Europa n. 1804 (2007), «State, religion, secularity and human rights», che «Tali libertà non sono illimitate: una religione la cui dottrina o pratica si scontri con altri diritti fondamentali sarà inaccettabile… le restrizioni che possono essere applicate a tali libertà sono quelle “previste dalla legge e sono necessarie in una società democratica nell’interesse della sicurezza pubblica, per la protezione dell’ordine, della morale, e della salute pubblica, o per la protezione dei diritti e delle libertà altrui” (articolo 9.2 della Convenzione). Gli Stati non possono nemmeno permettere la diffusione di principi religiosi che, se applicati, violerebbero i diritti umani»;

d’altro canto, l’imprescindibile difesa e promozione del diritto alla libertà di religione e di credo, nonché il riconoscimento e la tutela delle minoranze religiose e spirituali contro ogni forma di intolleranza e discriminazione, non dovrebbero costituire un’impasse rispetto alla protezione delle vittime di organizzazioni cultuali abusanti e/o totalitarie, né un freno all’attuazione di indispensabili e specifiche politiche informativo-preventive nell’interesse di tutti i connazionali;

nel 2006 il Rapporto sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza realizzato dall’Osservatorio nazionale sull’infanzia, nel contesto di un ampio capitolo dedicato ai minori inseriti in gruppi coercitivi, evidenziava come, all’indomani della pubblicazione nel 1999 del noto Rapporto UCIGOS, «Sette religiose e nuovi movimenti magici in Italia», i culti e i loro sostenitori avessero iniziato, con «intraprendente aggressività una controffensiva in nome delle libertà religiose»; reazione, a quanto risulta all’interrogante, proseguita e amplificatasi sino ai nostri giorni, non solo attraverso palesi tentativi di minimizzare il fenomeno e disinformare l’opinione pubblica, ma anche mediante campagne di pesante discredito e altre condotte verosimilmente illecite poste in essere, in particolare sulla rete web, in danno di associazioni di volontariato, dei loro rappresentanti e in generale di tutti quei soggetti attivi in questo delicato settore, nonché, e primariamente, delle stesse ex vittime, come più volte dettagliatamente denunciato da colleghi parlamentari nel contesto dei loro atti di indirizzo e di sindacato ispettivo che stante la totale mancanza di risposte dei Ministeri interrogati, non può che sollevare legittimi dubbi in merito alla sussistenza, accanto a una inaccettabile indifferenza sull’argomento, di possibili pressioni e/o timori rispetto alle questioni rilevate (Mozione onorevole Arlotti e altri atto n. 1-00565 Camera del 31 luglio 2014, interrogazione onorevole Arlotti e altri atto n. 4-04316 Camera del 2 aprile 2014, interrogazione senatore Casellati e altri atto n. 4-01758 del 26 febbraio 2014, interrogazione senatore Casellati e altri atto n. 4-00374 del 19 giugno 2013, interrogazione senatore Allegrini e Gallone atto n. 4-08890 del 18 dicembre 2012, interrogazione senatore Casellati e altri atto n. 4-08835 del 6 dicembre 2012);

il Consiglio d’Europa, in considerazione dell’inquietante diffusione a livello europeo del fenomeno delle cosiddette «sette», di violazioni dei diritti umani e di drammatici avvenimenti determinati dalle condotte delittuose di gruppi o movimenti a carattere settario, ha approvato nel corso di circa un ventennio, molteplici risoluzioni e raccomandazioni finalizzate, tra l’altro, alla promozione di mirate politiche educative e preventive, in particolare a tutela dei soggetti maggiormente vulnerabili e dei minori, nella fattispecie, degli stessi «figli di membri di gruppi religiosi, esoterici o spirituali, in caso di maltrattamenti, stupri, negligenza, indottrinamento attraverso lavaggio del cervello e mancata iscrizione scolastica»;

già con raccomandazione 1412 (1999), il Consiglio d’Europa, sollecitava inoltre l’istituzione di centri nazionali e regionali d’informazione e di organizzazioni non governative di aiuto per le vittime e per le loro famiglie e la creazione di un Osservatorio europeo con lo scopo di facilitare lo scambio tra detti centri nazionali;

ad oggi, a quanto consta all’interrogante, e come ribadito anche nell’ottobre 2012 dai rappresentanti della Commissione dei diritti dell’uomo, nell’ambito della Conferenza delle organizzazioni non governative, presso il Consiglio d’Europa, gli Stati membri, con l’eccezione di pochi Paesi, non risultano avere ancora assunto concrete e fattive misura all’altezza della sfida rappresentata da gruppi coercitivi o estremisti che agiscono al riparo della libertà religiosa e che sono «causa di procedimenti di infrazione, in particolare, nel campo della salute, dell’educazione e della vita privata e familiare degli individui, che attentano ai diritti dell’uomo, alle libertà fondamentali dei cittadini e ai principi fondamentali delle società democratiche», e questo, nonostante il fenomeno abbia continuato a dilagare nei Paesi dell’Europa centrale e orientale, né risulti diminuito nei Paesi dell’Europa occidentale;

in questi ultimi anni, come riferiscono concordemente recenti relazioni e dati forniti da organizzazioni operanti in questo settore, nonché gli annuali rapporti della Missione interministeriale di vigilanza e contrasto alle derive settarie – Miviludes –, istituita presso il Governo francese, si sono anzi registrati un aumento di movimenti controversi, un’accresciuta richiesta di consulenza e aiuto da parte dei cittadini europei, un’infiltrazione massiccia di derive settarie in particolare nei settori della salute e del benessere, una più facile e rapida diffusione del fenomeno attraverso l’accresciuto utilizzo della rete internet e delle nuove tecnologie, con il reclutamento e indottrinamento dei soggetti maggiormente sensibili e dei giovani, nonché una trasformazione e atomizzazione dei gruppi che ne rende particolarmente problematico il riconoscimento e la relativa, eventuale attività di vigilanza. A questo va aggiunto il preoccupante fenomeno di adolescenti e minorenni europei auto-radicalizzati e reclutati attraverso il web nei cosiddetti «culti della morte», quali il famigerato Stato Islamico;

al riguardo, preme rilevare che, accanto alle analisi degli studiosi di settarismo, anche alcuni tra i massimi esperti e docenti di terrorismo e di storia dell’Islam e altro, hanno convenuto nel valutare la presenza di marcate affinità, nelle strategie di captazione del consenso, reclutamento e indottrinamento dei membri, tra realtà quali l’ISIS e i culti distruttivi;

secondo quanto reso noto dal Centro d’informazione e consulenza sui movimenti settari nocivi (CIAOSN), struttura indipendente attivata presso il Servizio pubblico federale giustizia del Belgio, nel 2014, il numero di dossier concernenti l’attività del centro è quasi raddoppiato nel corso di un anno, ancorché CIAOSN abbia precisato che le cifre riportate in un articolo del gruppo Sudpresse, abbiano potuto erroneamente far intendere che si trattasse di una lista di gruppi, piuttosto che dei vari soggetti trattati dal centro;

l’AIAP, la più importante associazione Iberoamericana per la ricerca sull’abuso psicologico, composta da una équipe di professionisti specializzati in relazioni settarie, culti distruttivi e altre dinamiche di condizionamento psicologico, diretta dal dottor Miguel Perlado, membro della prestigiosa International Cultic Studies Association (ICSA), attesta che in Spagna opererebbero attualmente oltre 250 culti coercitivi, stimando in circa 600 mila il numero di spagnoli sotto l’influenza di gruppi abusanti. A Valencia le cosiddette «sette» avrebbero ad esempio registrato un incremento del 22 per cento nel corso dell’ultimo decennio. E proprio presso l’Università di Valencia, nel dicembre scorso, il Prof. Miguel Cuevas Barranquero dell’Università di Malaga e vicepresidente AIAP, nell’ambito di un master su criminologia e sicurezza, ha tenuto un importante intervento sul tema dei minori nei culti, passando in rassegna le evidenze scientifiche emerse dall’attività di ricerca di altri studiosi del fenomeno, che confermano i gravi rischi per i bambini inseriti in tali gruppi. I movimenti a crescita maggiore sarebbero quelli pseudo-terapici e new age, come confermato già nel 2013 anche dalla piattaforma di esperti della Rete iberoamericana di studio sulle sette-RIES;

nel Rapporto annuale stilato dal Centro di Informazione sulle sette «INFOSEKTA», reso pubblico nell’aprile 2015, l’associazione zurighese ha registrato nell’anno 2014, 2055 domande, con un incremento del 21 per cento rispetto al 2013: il terzo aumento annuale consecutivo;

analogo discorso per il Regno Unito. In un’intervista del dicembre 2014 il Direttore del Cult Information Centre, operante nel settore dal 1987, dichiarava la presenza di un numero compreso tra i 500 e i 1000 gruppi abusanti e ne attestava la crescita esponenziale;

per la Miviludes, che ha reso pubblico il suo ultimo Rapporto il 4 maggio 2015, sarebbero mezzo milione i francesi toccati dal fenomeno e quasi il 39 per cento delle segnalazioni pervenute alla struttura riguarderebbe il settore della salute, con ben 4000 sedicenti psicoterapeuti e 3000 medici legati a movimenti settari. Peraltro, l’accresciuto numero di metodi terapeutici deviati e di pseudo-operatori privi di qualifiche riconosciute dallo Stato, motivati essenzialmente dal mero desiderio di predominio e asservimento psicologico delle vittime e dall’avidità di denaro, costituiscono fonte di grande preoccupazione per le autorità che hanno intrapreso una vasta attività preventiva. Il professor Philippe-Jean Parquet, psichiatra e membro del consiglio di orientamento della Miviludes, ha osservato che le derive settarie infiltrate nell’ambiente della salute, mietono soprattutto vittime tra i malati di cancro e i pazienti affetti da gravi patologie. Secondo le recenti dichiarazioni del dottor Patrick Romestaing, vice presidente del CNOM (Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Medici francesi), sempre più movimenti settari si presentano con un certo bagaglio accademico o in alcuni casi, un medico presente al loro interno funge da garante scientifico, coprendo così attività poco trasparenti e non di rado pericolose per la salute degli individui;

il rapporto annuale Miviludes non ha mancato di porre l’accento anche sul ruolo di internet nello sviluppo di credenze estreme che potrebbero dar luogo a nuovi fenomeni settari difficilmente controllabili. Gérald Bronner, autorevole specialista di sociologia cognitiva, professore presso l’Università Paris Diderot e già codirettore del Centro di Studi sociologici alla Sorbona, nel suo apprezzato saggio del 2013 «La Démocratie des crédules», sottolineava, -basandosi sulla diffusione su vasta scala di credenze radicali, come ad esempio le teorie cospirazioniste che stanno attraendo persone sempre più giovani o il già citato fenomeno della auto-radicalizzazione sulla rete degli apprendisti jihadisti-, i rischi della emersione «di nuovi tipi di credenze settarie» ancora più difficili da rintracciare non essendo più strutturate attorno a un gruppo localizzato o a un guru. Questi nuovi, inafferrabili movimenti, difficili da identificare ma in grado di produrre individui disposti a passare all’azione, costituirebbero, secondo il professor Bronner, una nuova sfida per la stessa democrazia;

in Germania, l’associazione Infosekte NRW, un centro di informazione e consulenza psicosociale su nuove comunità ideologiche, religiose e psico-gruppi, promosso dallo Stato del Nord-reno Vestfalia, nel suo rapporto, reso noto nel marzo 2015 e concernente l’anno 2014, ha evidenziato come la richiesta di informazioni e consulenze continui a rimanere elevata;

nel nostro Paese la situazione non risulta dissimile. La dottoressa Maria Carla Bocchino, 1o dirigente responsabile divisione analisi del servizio centrale operativo presso la direzione centrale anticrimine della Polizia di Stato, che da anni segue l’evoluzione di queste realtà, ha infatti riferito lo scorso anno che «il fenomeno rispetto al passato è cambiato: ora riguarda soprattutto centri terapici di cure alternative, corsi di yoga o associazioni che propongono un “incremento del potenziale umano”, promettendo successo e raggiungimento del benessere»;

in una precedente intervista rilasciata al settimanale Panorama, la dottoressa M. C. Bocchino riferiva il preoccupante aumento di giovani attirati, in particolare sul web, da gruppi di satanismo acido; dati confermati anche dall’attività di Polizia postale. La fascia di rischio individuata tra i nuovi «simpatizzanti» risulterebbe quella compresa tra i 12 e 22 anni;

in relazione all’allarmante crescita dei ciarlatani della salute, in data 11 maggio 2015 il Prof. Diego Piazza, Presidente dell’Associazione dei medici chirurghi ospedalieri italiani, come riportato dal Quotidiano Sanità, ha dichiarato «Si sta, affermando una pericolosa sottocultura che ha preso di mira la scienza, la chirurgia e la medicina ufficiale. Tra rimedi “alternativi” e teorie del complotto, pericolosi siti fanno disinformazione sulla pelle delle persone più ingenue e meno attrezzate culturalmente. Inorridisco quando, da chirurgo ed esponente della comunità scientifica, leggo di miracolose cure anticancro basate addirittura sull’autoguarigione… Si deve porre rimedio ad un fenomeno in preoccupante aumento. Invitiamo, allora, il governo a lanciare una campagna pubblica per difendere e diffondere la cultura della scienza e contro i ciarlatani in campo medico»;

per il Centro studi sugli abusi psicologici (CESAP), una onlus italiana, affiliata alla Federazione europea dei centri di ricerca e informazione sul settarismo Fecris, (organizzazione non governativa rappresentata al Consiglio d’Europa e all’ONU, che rappresenta con le associazioni federate 25 Paesi dell’Unione europea), in Italia opererebbero almeno 500 gruppi le cui attività sconfinerebbero nell’abuso psicologico, a cui andrebbero aggiunte annualmente una cinquantina di nuove realtà controverse o di organizzazioni riciclatesi sotto altra denominazione, anche se, sottolineano concordemente le associazioni e la prima dirigente della Divisione analisi del servizio centrale operativo della Polizia di Stato, si tratta di stime relative, non essendo di fatto possibile, per plurimi motivi, pervenire a dati certi;

l’associazione onlus Familiari delle vittime delle sette, anch’essa federata FECRIS, gestisce da alcuni anni un blog con notizie aggiornate dall’Italia e dall’estero, articoli scientifici e documentazione concernente casi giudiziari e sentenze processuali, che offre un quadro obiettivo di questo fenomeno sociale anche nel nostro Paese, con risvolti particolarmente drammatici nel caso degli abusi, non di rado raccapriccianti, commessi nei confronti di adolescenti e bambini;

per quanto concerne la più ampia categoria del mondo dei maghi, guaritori, sensitivi, satanisti improvvisati e altro, secondo il rapporto 2013-2014 dell’Osservatorio antiplagio, ancorché la crisi economica abbia determinato negli ultimi anni una diminuzione del volume di affari degli operatori dell’occulto del 25 per cento, attestandosi su 4,5 miliardi di euro annui, non sarebbe tuttavia diminuita la richiesta di consulenza;

si ricorda anche che la regione autonoma del Friuli Venezia Giulia ha approvato la legge regionale 31 maggio 2012, n. 11, «Norme per il sostegno dei diritti della persona e la piena libertà intellettuale, psicologica e morale dell’individuo», finalizzata al contrasto del fenomeno della dipendenza psicologica attuata da individui, o gruppi, anche apparentemente religiosi, tramite tecniche di manipolazione mentale e comportamentale che mirano, per diversi fini, all’annullamento dell’identità della vittima e all’assoggettamento della sua volontà;

di fatto, accanto a drammatiche vicende che hanno avuto ribalta internazionale, come quella del gruppo di giovani denominati «Le Bestie di Satana» macchiatisi di plurimi omicidi, le cronache giudiziarie nel nostro Paese hanno continuato, con inquietante frequenza, a informarci sulle attività illegali poste in essere in danno degli stessi adepti, da sedicenti maestri, guru e leader di gruppi di varia matrice, in particolare religiosa e/o spirituale o pseudo-terapica, ovvero propria dei movimenti del potenziale umano, di auto-miglioramento o di guarigione, noti anche come psico-sette. Eppure, va contestualmente rilevato, rifacendosi ancora alle dichiarazioni della dottoressa Maria Carla Bocchino, come l’attività di contrasto risenta del fatto che, raramente, le vittime denunciano e i reati quasi mai sono procedibili d’ufficio; considerazione che porta a desumere come il fenomeno rimanga in buona parte sommerso;

se non può che ritenersi sconcertante e scoraggiante l’atteggiamento di mancata attenzione e partecipazione fattiva delle istituzioni e dunque di sensibilizzazione dei connazionali su queste tematiche, eccezion fatta per l’apprezzabile operato della «Squadra anti-sette», assolutamente inaccettabile risulta l’indifferenza riservata ai minori nati o cresciuti in contesti gruppali ad alta richiesta o in organizzazioni di tipo fondamentalista;

si ritiene indispensabile rammentare come la stessa vicenda legata alla tristemente nota comunità di affido minori il Forteto, – il cui leader, Rodolfo Fiesoli, detto «il Profeta», è stato condannato in primo grado a 17 anni e 6 mesi di reclusione, in data 17 giugno 2015, per violenze sessuali e maltrattamenti in danno dei piccoli ospiti –, sia stata anche oggetto di un’ampia, accurata e purtroppo agghiacciante indagine della Commissione d’inchiesta della regione Toscana, che ne ha individuato indubitabili similarità con una vera e propria organizzazione settaria. Conclusione che ha trovato piena conferma, sia da quanto emerso nel corso del procedimento penale contro il Fiesoli più altri, che in un prestigioso saggio pubblicato sulla Rivista italiana di Freniatria, (la più antica pubblicazione italiana in tema di salute mentale), secondo il cui giudizio, fondato anche sul contributo offerto da altri psichiatri, il Forteto era una «comunità ideologica», con molte affinità con le sette dominate da un «culto totalizzante e distruttivo». D’altro canto, nelle motivazioni della monumentale sentenza di quasi 1000 pagine, i giudici scrivono testualmente che «Il Forteto», fin dal suo nascere, aveva le caratteristiche tipiche di una setta, con un «credo» essenzialmente legato alle prospettive liberatorie proprie di un approccio terapeutico (ancorché praticato da persone totalmente incompetenti)… Il termine setta non è utilizzato a caso, non c’è stata udienza in questo processo durante la quale non sia stato svolto un tentativo di comprendere aspetti (piuttosto stravaganti) della vita di questa comunità»;

nel marzo 2014, studiosi italiani di fama internazionale, unitamente a riconosciute associazioni di tutela dei minori, a centri per lo studio degli abusi psicologici e per la prevenzione dei rischi criminologici, ad associazioni di informazione e ricerca sul fenomeno settario e di tutela dell’individuo e delle famiglie e altro, inoltravano una documentata ed esaustiva lettera alla Presidente dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, onde rappresentare la situazione italiana concernente i minori vittime di gruppi abusanti;

nella missiva, consultabile online si legge, tra l’altro, che «Una delle più importanti realtà associative italiane per la tutela dei minori, il Telefono Azzurro, che dal 2003 gestisce, per conto del Ministero delle Comunicazioni, Ministero per le Pari Opportunità e Ministero del Lavoro, il Servizio emergenza infanzia, già nel suo 5o Rapporto Nazionale sulla Condizione dei Minori e degli Adolescenti (2005), realizzato con Eurispes…, rilevava che «Il coinvolgimento di minori nelle sette è fenomeno alquanto complesso e difficile da descrivere: per questo non va trascurato, poiché, anche se in modo poco visibile, i minori vi sono coinvolti sia come vittime (attraverso abusi psicologici e sessuali), sia come autori di reato (con l’uso di alcol e droghe fino a forme estreme di crimine). L’abuso sessuale sui minori è una realtà tangibile, come denunciano i numeri forniti alla Direzione centrale della Polizia Criminale»;

altresì nel 9o Rapporto nazionale sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza, pubblicato nel 2009, i relatori del documento hanno drammaticamente sottolineato come «i bambini vittime delle sette sono bambini che “non esistono”, vittime dimenticate, ignorate e perfino negate», e ulteriormente constatato che «i bambini che sono riusciti ad uscire da sette nelle quali hanno subito abusi e violenze possono avere livelli di sviluppo fisico, psicologico, relazionale, emotivo, cognitivo e comportamentale che si discostano molto dalla norma: sembrano più piccoli di quello che effettivamente sono per ciò che concerne le capacità decisionali, di giudizio, la memoria e il linguaggio. Innumerevoli sono le conseguenze cui un bambino vittima di queste sette può andare incontro, a vari livelli: fisico, cognitivo, emotivo, relazionale, di costruzione della propria identità».

Nel marzo 2006 veniva discussa e approvata dall’Osservatorio nazionale per l’infanzia, una importante relazione, realizzata in forma di bozza dal Centro nazionale di documentazione e analisi per l’infanzia e l’adolescenza, per conto dello stesso Osservatorio nazionale e del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, titolata «Rapporto sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia». Nell’ampio capitolo dedicato alla situazione dei minori coinvolti nelle cosiddette «sette», si evidenziava, da un lato, come il fenomeno fosse presente in larga misura nel nostro paese e le gravi implicazioni per gli stessi minori, dall’altro, come occorresse pervenire all’attuazione di adeguate politiche preventive informative a fattiva tutela dei bambini… Inoltre secondo il Report realizzato nel 2010 dal gruppo di lavoro presieduto dal dott. Luca Bernardo, (direttore dell’Ambulatorio per il Disagio degli Adolescenti presso l’Ospedale Fatebenefratelli di Milano e all’epoca presidente della Commissione bullismo del Ministero dell’istruzione, ricerca e università), ben 240 mila minori e adolescenti sarebbero entrati in contatto, solo in quell’anno, con «sette» e gruppi legati al satanismo –:

se e quali iniziative di competenza i Ministri interrogati intendano adottare, sia sul piano interno che in sede comunitaria, al fine di promuovere un’efficace azione di sensibilizzazione e prevenzione del fenomeno, anche mediante appositi programmi educativi e formativi, in particolare nei settori della scuola e della salute, così come da rinnovati solleciti espressi in ambito europeo;

se non si ritenga opportuno assumere iniziative per attivare, con la massima tempestività, un’indagine Ministeriale per far luce sulla condizione dei minori inseriti in contesti gruppali ad alta richiesta, in considerazione di quanto già evidenziato, tra l’altro, nel «Rapporto sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia» (2006) dell’Osservatorio nazionale sull’infanzia e in base a quanto ripetutamente emerso dalle osservazioni di associazioni di tutela minori, da passate e recenti vicende di cronaca giudiziaria nonché dagli accertamenti degli organi di polizia;

di quali elementi i Ministri, per quanto di competenza, dispongono in relazione alle sconcertanti dichiarazioni riferite da un dichiarato membro attivo della Congregazione cristiana dei Testimoni di Geova nell’articolo pubblicato il 28 aprile 2015 da Linkiesta in merito a presunti abusi sessuali commessi in danno di bambini che la comunità religiosa avrebbe silenziato anche in riferimento a «inquietanti» politiche interne di gestione degli abusi sessuali su minori, come d’altra parte drammaticamente emerso nel recente caso di studio esaminato dalla Commissione reale australiana sulle risposte istituzionali alle accuse di abusi sessuali su minori;

se il Governo non ritenga necessario e opportuno valutare l’istituzione di un centro nazionale ovvero di una struttura statale analoga alla missione interministeriale di vigilanza e contrasto alle derive settarie Miviludes operante in Francia, in considerazione del proliferare di organizzazioni controverse, sia per quanto concerne possibili aspetti di pericolosità individuale e sociale, che per i risvolti illeciti di natura economica e fiscale e tenuto conto dell’esistenza di reti di collegamento tra i vari gruppi coercitivi e/o oltranzisti, attivi sul territorio nazionale ed europeo, come già da tempo segnalato anche nelle Relazioni dei servizi segreti italiani sulla politica informativa e della sicurezza;

se non si ritenga necessario e opportuno, in considerazione dell’evoluzione che, nel corso degli ultimi anni, il fenomeno ha assunto anche nel nostro Paese, in particolare interessando l’ambito del benessere e della salute, monitorare, per quanto di competenza, il suo sviluppo e contestualmente avviare una campagna pubblica finalizzata alla promozione della cultura scientifica;

se siano o meno a conoscenza dell’aggressiva e pressante campagna a fini diffamatori di cui sono a tutt’oggi bersaglio le associazioni impegnate in questo settore, la stessa squadra anti-sette e gli ex membri di gruppi abusanti e quali iniziative di tutela i Ministri interrogati, per quanto di competenza, intendano promuovere in favore delle ex vittime e delle loro famiglie, nonché in supporto dell’azione condotta dalla specialità del dipartimento di pubblica sicurezza e dalle menzionate associazioni di volontariato. (4-11122)

FONTE: CAMERA DEI DEPUTATI

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/11122&ramo=CAMERA&leg=17

Nuova interrogazione parlamentare sulle modalità dei gruppi a deriva settaria e sulle politiche preventive

Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-00374

Atto n. 4-00374

Pubblicato il 19 giugno 2013, nella seduta n. 44

ALBERTI CASELLATI , MUSSOLINI , CALIENDO , GIBIINO , BERNINI , ROMANI Paolo , CARRARO , BONFRISCO , RIZZOTTI , PELINO– Ai Ministri dell’interno, della giustizia, dell’istruzione, dell’università e della ricerca e della salute. –

Premesso che:

alla luce dell’inquietante diffusione del fenomeno delle sette religiose a livello europeo, il Consiglio d’Europa, già con raccomandazione n. 1412 (1999) intese sollecitare gli Stati membri a un’efficace azione di vigilanza e di informazione preventiva sui gruppi a carattere religioso, esoterico o spirituale, invitando a concretizzare i necessari interventi mediante appositi programmi d’educazione in ambito scolastico, attraverso l’istituzione di centri nazionali e regionali d’informazione e di Ong di aiuto per le vittime e per le loro famiglie, nonché attraverso la creazione di un osservatorio europeo finalizzato a facilitare lo scambio tra i centri nazionali;

nella fattispecie, richiese una speciale attenzione nei confronti delle persone più vulnerabili e in particolare dei minori;

osservato che nella raccomandazione “State, religion, secularity and human rights” n. 1804 (2007), è peraltro evidenziato che «La libertà di religione è protetta dall’Articolo 9 della Convenzione Europea sui Diritti Umani e dall’Articolo 18 della Dichiarazione Universale sui Diritti Umani. Tali libertà non sono tuttavia illimitate: una religione la cui dottrina o pratica si scontri con altri diritti fondamentali sarà inaccettabile. Ad ogni modo, le restrizioni che possono essere applicate a tali libertà sono quelle “previste dalla legge e sono necessarie in una società democratica nell’interesse della sicurezza pubblica, per la protezione dell’ordine, della morale, e della salute pubblici, o per la protezione dei diritti e delle libertà altrui” (articolo 9.2 della Convenzione). Gli Stati non possono nemmeno permettere la diffusione di principi religiosi che, se applicati, violerebbero i diritti umani. Se a questo proposito esistessero dubbi, gli Stati devono richiedere ai leader religiosi di prendere una posizione non ambigua relativamente alla priorità dei diritti umani su qualsiasi principio religioso, come statuito dalla Convenzione Europea sui Diritti Umani»;

osservato, inoltre, che:

il 5 ottobre 2012, i rappresentanti della Commissione dei diritti dell’uomo, nell’ambito della Conferenza delle Oing presso il Consiglio d’Europa, hanno espresso viva preoccupazione per il fatto che gli Stati membri del Consiglio d’Europa non abbiano, fino ad ora, assunto misure all’altezza della sfida rappresentata dalle cosiddette derive settarie, che attentano ai diritti dell’uomo e ai principi fondamentali di tutte le società democratiche;

nell’ambito della medesima Conferenza è stato rilevato come il fenomeno settario sia causa di procedimenti di infrazione in particolare nel campo della salute, dell’educazione e della vita privata e familiare degli individui e che contestualmente, organizzazioni abusanti, agendo al riparo del diritto alla libertà religiosa, minino, di fatto, le libertà fondamentali dei cittadini, costituendo pertanto una reale minaccia per la democrazia;

i rappresentanti della Commissione dei diritti dell’uomo hanno opportunamente sottolineato che, approfittando della permeabilità delle frontiere, il fenomeno ha continuato a dilagare pressoché incontrastato nei Paesi dell’Europa centrale e orientale e non è diminuito nei Paesi dell’Europa occidentale e che, a tutt’oggi, solo Francia e Belgio hanno adottato misure legislative a tutela delle fasce più deboli e pochi altri Stati membri hanno assunto misure di osservazione e informazione;

il 28 novembre 2002, in Francia fu istituita la Missione interministeriale di vigilanza e di lotta contro le derive settarie, con lo scopo di osservare e analizzare il fenomeno, coordinare l’azione preventiva e repressiva dei poteri pubblici e informare la popolazione su rischi e pericoli; nella fattispecie, essa oltre a redigere rapporti annuali sul fenomeno, ha realizzato numerose pubblicazioni e guide a tutela della popolazione, pubblicate in internet;

il Ministro dell’educazione francese inoltrava circolare n. 2012-051 del 22 marzo 2012, per rettrici e rettori della pubblica istruzione, sulla prevenzione e la lotta contro il rischio settario (il cui testo può essere consultato anche sul sito del Governo francese);

il Senato francese ha ritenuto inoltre necessario istituire nell’ottobre 2012 un’apposita Commissione d’inchiesta sul fenomeno settario nell’ambito della sanità;

osservato, infine, che:

nel settembre 2012, relatori della Commissione Affari giuridici e dei diritti dell’uomo dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (APCE), riunitasi a Parigi per discutere in merito alla protezione dei minori dalle “sette”, hanno evidenziato che la difficoltà di raggiungere un consenso europeo sul fenomeno non significa certamente abbandonare l’idea di stabilire delle regole e politiche a livello europeo finalizzate alla protezione dei minori contro il pericolo dei culti abusanti e che occorre difendere l’interesse superiore del bambino da ogni forma di brutalità, maltrattamento e negligenza. Considerata pertanto la vulnerabilità dei minori e degli adolescenti, i rappresentanti degli Stati partecipanti all’Assemblea hanno ribadito la necessità di un’indispensabile vigilanza sul fenomeno, anche attraverso la creazione di strutture simili alla citata Missione francese;

in Italia, la sola Regione Friuli-Venezia Giulia ha approvato in data 31 maggio 2012 la legge regionale n. 11, recante “Norme per il sostegno e la piena libertà intellettuale, morale e psicologica dell’individuo”;

di fatto, a tutt’oggi, solo le associazioni di volontariato e alcuni centri di ricerca svolgono, pur nella limitatezza delle risorse, una preziosa e continuativa opera informativa sul fenomeno e di supporto alle vittime e alle famiglie;

in tal senso esse realizzano un’azione di integrazione nonché, spesso, di vera e propria supplenza dell’azione pubblica, in maniera del tutto gratuita e avvalendosi della consulenza e collaborazione di esperti del settore della salute mentale, della criminologia e della giurisprudenza;

l’associazione Familiari delle vittime delle sette (FAVIS) ha realizzato, primo progetto in Italia, l’opuscolo informativo “Le mani sulla mente”, distribuito gratuitamente durante gli incontri con gli studenti degli istituti scolastici superiori della provincia di Rimini;

da quanto risulta agli interroganti, proprio l’impegno profuso in questo complesso e delicato settore anche attraverso la collaborazione fattiva con le forze dell’ordine, e la denuncia alle autorità competenti di tutti quei casi lesivi dei diritti dell’uomo che hanno portato anche a condanne in ambito giudiziario di soggetti a capo di gruppi e movimenti pseudospirituali, così come la recente partecipazione di alcuni esponenti del mondo dell’associazionismo alle diverse audizioni presso la 2ª Commissione permanente (Giustizia) del Senato nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul fenomeno della manipolazione mentale dei soggetti deboli, con particolare riferimento al fenomeno delle cosiddette sette, in relazione al disegno di legge 569 della XVI Legislatura recante disposizioni concernenti il reato di manipolazione mentale, hanno determinato una pesante campagna accusatoria e diffamatoria sulla rete telematica, finalizzata a discreditare le medesime associazioni anche con infondate ed ingiuriose accuse ad personam, nella fattispecie, nei confronti della dottoressa Lorita Tinelli, psicologa e presidente del Centro studi sugli abusi psicologici, della defunta signora Maria Pia Gardini, del signor Maurizio Alessandrini, presidente della FAVIS, di don Aldo Bonaiuto, animatore dell’associazione Servizio antisette della comunità “Giovanni XXIII”, di alcuni rappresentanti delle associazioni Aris Veneto e Aris Toscana, e peraltro della stessa Squadra antisette (SAS) del Ministero dell’interno, nonché di alcuni componenti della 2ª Commissione, con il rischio di gravissime ripercussioni proprio su quei soggetti in stato di bisogno e necessità a cui tali realtà associative si sforzano di offrire aiuto e sostegno;

costoro sono stati definiti, in alcuni contributi pubblicati in rete su diversi blog, quali “setta degli antisette, la vera setta”, cioè movimenti antisette estremisti dai quali gli onesti cittadini dovrebbero prendere le distanze, fanatici oltranzisti, soggetti affetti da disturbo narcisistico di personalità, ignoranti e incompetenti in malafede, serpenti a sonagli, privi di cultura, mancanti di obiettività, empatia e capacità di giudizio razionale, promotori di una sorta di lobby finalizzata a manipolare gli organi mediatici, i politici, la magistratura e l’opinione pubblica diffondendo falsa informazione, veri e propri strateghi e terroristi dediti a seminare intolleranza religiosa e procurare allarme, fomentatori di una campagna d’istigazione all’odio per il diverso, a capo di associazioni che, si cita testualmente, “non solo non si trovano isolate ai margini della società e monitorate attentamente come focolai di odio e razzismo, ma sono le associazioni a cui le Forze dell’ordine si rivolgono per acquisire informazioni su gruppi ritenuti criminali, che informano il grande pubblico e collaborano con la squadra antisette”. Nei citati contributi si legge altresì che tali associazioni, che sono state sentite in audizioni tenute nell’ambito della citata indagine conoscitiva durante la XVI Legislatura sarebbero composte anche da arroganti e presuntuosi con manie di grandezza, ed avrebbero un modus operandi occulto, avvalendosi di agende segrete e canali privilegiati per porre sotto indagine onesti cittadini, inoltrando, a tal fine, documenti supersegretissimi, attentando ai diritti costituzionali, facendo attivismo poliziesco intimidendo e tappando la bocca alle persone, mirando a creare uno stato poliziesco, poiché nostalgici del duce e di leggi liberticide, costituendo dunque una “setta antisetta” molto pericolosa;

per concludere, appare agli interroganti opportuno ricordare le parole del Presidente della Repubblica, in occasione della celebrazione della giornata del volontariato del 2009: “Non si possono solo o principalmente delegare al privato sociale compiti di soddisfacimento dei bisogni o dei diritti che la Repubblica nel suo insieme è chiamata a garantire”;

anche nel corso della XVI Legislatura, in data 6 dicembre 2012, la prima firmataria del presente atto di sindacato ispettivo ha presentato l’interrogazione 4-08835 inerente al fenomeno delle sette,

si chiede di sapere:

se e quali misure di competenza i Ministri in indirizzo intendano adottare in relazione alle direttive espresse nella raccomandazione del Consiglio d’Europa del 1999 e alla luce delle più recenti valutazioni e considerazioni espresse in ambito europeo;

se siano stati o meno realizzati progetti educativi in ambito scolastico volti all’auspicata educazione in materia, nonché a tutela dei soggetti più vulnerabili come adolescenti e minori;

se siano o meno state realizzate campagne informative preventive nell’ambito della sanità, in particolare a tutela dei soggetti maggiormente vulnerabili;

se nell’ambito della sanità sia o meno stata realizzata attività di monitoraggio e vigilanza al fine di valutare gli effettivi rischi per la salute e la stessa incolumità dei cittadini che si affidano a persone che, a giudizio degli interroganti, si avvalgono sovente di inesistenti titoli e operano anche all’interno di gruppi pseudoreligiosi e/o pseudo-terapici;

se non ritengano opportuno, ai fini della concreta ed immediata assunzione delle direttive indicate nella raccomandazione europea del 1999, anche alla luce della profonda crisi che l’Europa sta attraversando e che rappresenta indubitabilmente un’occasione per un’ulteriore espansione delle derive settarie, valutare anche la realizzazione nel nostro Paese di un’apposita struttura similare alla Missione interministeriale di vigilanza e di lotta contro le derive settarie istituita in Francia;

se siano o meno a conoscenza della campagna di discredito nei confronti delle menzionate associazioni di volontariato e dei rispettivi rappresentanti, e come, eventualmente, intendano procedere anche e soprattutto nell’interesse delle stesse ex vittime di culti abusanti e delle loro famiglie, che si rivolgono fiduciose alle associazioni di aiuto.

 

Fonte: Senato.it

Interrogazione a risposta scritta sul fenomeno delle derive settarie

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-08835

Atto n. 4-08835

Pubblicato il 6 dicembre 2012, nella seduta n. 851

ALBERTI CASELLATI , CASELLI , CARUSO , DE FEO , DE LILLO , IZZO , RIZZOTTI , SCARPA BONAZZA BUORA , TOMASSINI , SPADONI URBANI , VALENTINO– Ai Ministri dell’interno, della giustizia, dell’istruzione, dell’università e della ricerca e della salute. –

Premesso che:

alla luce dell’inquietante diffusione del fenomeno delle sette religiose a livello europeo, il Consiglio d’Europa, già con raccomandazione n. 1412 (1999) intese sollecitare gli Stati membri a un’efficace azione di vigilanza e di informazione preventiva sui gruppi a carattere religioso, esoterico o spirituale, invitò a concretizzare i necessari interventi mediante appositi programmi d’educazione in ambito scolastico, nonché attraverso l’istituzione di centri nazionali e regionali d’informazione e di Ong di aiuto per le vittime e per le loro famiglie, e attraverso la creazione di un osservatorio europeo finalizzato a facilitare lo scambio tra i centri nazionali;

nella fattispecie, richiese una speciale attenzione nei confronti delle persone più vulnerabili e in particolare dei minori;

osservato che nella raccomandazione “State, religion, secularity and human rights” n. 1804 (2007), è peraltro evidenziato che “La libertà di religione è protetta dall’Articolo 9 della Convenzione Europea sui Diritti Umani e dall’Articolo 18 della Dichiarazione Universale sui Diritti Umani. Tali libertà non sono tuttavia illimitate: una religione la cui dottrina o pratica si scontri con altri diritti fondamentali sarà inaccettabile. Ad ogni modo, le restrizioni che possono essere applicate a tali libertà sono quelle “previste dalla legge e sono necessarie in una società democratica nell’interesse della sicurezza pubblica, per la protezione dell’ordine, della morale, e della salute pubblici, o per la protezione dei diritti e delle libertà altrui” (Articolo 9.2 della Convenzione). Gli Stati non possono nemmeno permettere la diffusione di principi religiosi che, se applicati, violerebbero i diritti umani. Se a questo proposito esistessero dubbi, gli Stati devono richiedere ai leader religiosi di prendere una posizione non ambigua relativamente alla priorità dei diritti umani su qualsiasi principio religioso, come statuito dalla Convenzione Europea sui Diritti Umani”;

osservato, inoltre, che:

il 5 ottobre 2012, i rappresentanti della Commissione dei diritti dell’uomo, nell’ambito della Conferenza delle Oing presso il Consiglio d’Europa, hanno espresso viva preoccupazione per il fatto che gli Stati membri del Consiglio d’Europa non abbiano, fino ad ora, assunto misure all’altezza della sfida rappresentata dalle cosiddette derive settarie, che attentano ai diritti dell’uomo e ai principi fondamentali di tutte le società democratiche;

nell’ambito della medesima Conferenza è stato rilevato come il fenomeno settario sia causa di procedimenti di infrazione in particolare nel campo della salute, dell’educazione e della vita privata e familiare degli individui e che contestualmente, organizzazioni abusanti, agendo al riparo del diritto alla libertà religiosa, minino, di fatto, le libertà fondamentali dei cittadini, costituendo pertanto una reale minaccia per la democrazia;

i rappresentanti della Commissione dei diritti dell’uomo hanno opportunamente sottolineato che, approfittando della permeabilità delle frontiere, il fenomeno ha continuato a dilagare pressoché incontrastato nei Paesi dell’Europa centrale e orientale e non è diminuito nei Paesi dell’Europa occidentale e che, a tutt’oggi, solo Francia e Belgio hanno adottato misure legislative a tutela delle fasce più deboli e pochi altri Stati membri hanno assunto misure di osservazione e informazione;

il 28 novembre 2002, in Francia fu istituita la Missione interministeriale di vigilanza e di lotta contro le derive settarie, con lo scopo di osservare e analizzare il fenomeno, coordinare l’azione preventiva e repressiva dei poteri pubblici e informare la popolazione su rischi e pericoli; nella fattispecie, essa oltre a redigere rapporti annuali sul fenomeno, ha realizzato numerose pubblicazioni e guide a tutela della popolazione, pubblicate in Internet;

il Ministro dell’educazione francese inoltrava circolare n. 2012-051 del 22 marzo 2012, per rettrici e rettori della pubblica istruzione, sulla prevenzione e la lotta contro il rischio settario (il cui testo può essere consultato anche sul sito del Governo francese);

il Senato francese ha ritenuto inoltre necessario istituire nell’ottobre 2012 anche un’apposita Commissione d’inchiesta sul fenomeno settario nell’ambito della sanità;

osservato, infine, che:

nel settembre 2012, relatori della Commissione Affari giuridici e dei diritti dell’uomo dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (APCE), riunitasi a Parigi per discutere in merito alla protezione dei minori dalle “sette”, hanno evidenziato che la difficoltà di raggiungere un consenso europeo sul fenomeno non significa certamente abbandonare l’idea di stabilire delle regole e politiche a livello europeo finalizzate alla protezione dei minori contro il pericolo dei culti abusanti e che occorre difendere l’interesse superiore del bambino da ogni forma di brutalità, maltrattamento e negligenza. Considerata pertanto la vulnerabilità dei minori e degli adolescenti, i rappresentanti degli Stati partecipanti all’Assemblea hanno ribadito la necessità di un’indispensabile vigilanza sul fenomeno, anche attraverso la creazione di strutture simili alla citata Missione francese;

in Italia, la sola Regione Friuli-Venezia Giulia ha approvato in data 31 maggio 2012 la legge regionale n. 11, recante “Norme per il sostegno e la piena libertà intellettuale, morale e psicologica dell’individuo”;

di fatto, a tutt’oggi, solo le associazioni di volontariato e alcuni centri di ricerca svolgono, pur nella limitatezza delle risorse, una preziosa e continuativa opera informativa sul fenomeno in questione e di supporto alle vittime e alle famiglie;

in tal senso esse realizzano un’azione di integrazione nonché, spesso, di vera e propria supplenza dell’azione pubblica, in maniera del tutto gratuita e avvalendosi della consulenza e collaborazione di esperti del settore della salute mentale, delle criminologia e della giurisprudenza;

l’associazione Familiari delle vittime delle sette (FAVIS) ha realizzato, primo progetto in Italia, l’opuscolo informativo “Le mani sulla mente”, distribuito gratuitamente durante gli incontri con gli studenti degli istituti scolastici superiori della provincia di Rimini;

osservato peraltro ch,e a quanto risulta agli interroganti:

proprio l’impegno profuso in questo complesso e delicato settore anche attraverso la collaborazione fattiva con le Forze dell’ordine, e la denuncia alle autorità competenti di tutti quei casi lesivi dei diritti dell’uomo che hanno portato anche a condanne in ambito giudiziario di soggetti a capo di gruppi e movimenti pseudospirituali, così come la recente partecipazione di alcuni esponenti del mondo dell’associazionismo alle diverse audizioni presso la 2a Commissione permanente (Giustizia) del Senato nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul fenomeno della manipolazione mentale dei soggetti deboli, con particolare riferimento al fenomeno delle cosiddette sette, in relazione al disegno di legge 569 recante disposizioni concernenti il reato di manipolazione mentale, hanno determinato una pesante campagna accusatoria e diffamatoria sulla rete telematica, finalizzata a discreditare le medesime associazioni anche con infondate ed ingiuriose accuse ad personam, nella fattispecie, nei confronti della dottoressa Lorita Tinelli, psicologa e presidente del Centro studi sugli abusi psicologici, della defunta signora Maria Pia Gardini, del signor Maurizio Alessandrini, presidente della FAVIS, di don Aldo Bonaiuto, animatore dell’associazione Servizio antisette della comunità Giovanni “XXIII”, di alcuni rappresentanti delle associazioni Aris Veneto e Aris Toscana, e peraltro della stessa Squadra antisette (SAS) del Ministero dell’interno, nonché di alcuni componenti della 2ª Commissione, con il rischio di gravissime ripercussioni proprio su quei soggetti in stato di bisogno e necessità a cui tali realtà associative si sforzano di offrire aiuto e sostegno;

costoro sono stati definiti in alcuni contributi pubblicati in rete su diversi blog quali “setta degli antisette, la vera setta”, cioè movimenti antisette estremisti dai quali gli onesti cittadini dovrebbero prendere le distanze, fanatici oltranzisti, soggetti affetti da disturbo narcisistico di personalità, ignoranti e incompetenti in malafede, serpenti a sonagli, privi di cultura, mancanti di obiettività, empatia e capacità di giudizio razionale, promotori di una sorta di lobby finalizzata a manipolare gli organi mediatici, i politici, la magistratura e l’opinione pubblica diffondendo falsa informazione, veri e propri strateghi e terroristi dediti a seminare intolleranza religiosa e procurare allarme, fomentatori di una campagna d’istigazione all’odio per il diverso, a capo di associazioni che, si cita testualmente, “non solo non si trovano isolate ai margini della società e monitorate attentamente come focolai di odio e razzismo, ma sono le associazioni a cui le Forze dell’ordine si rivolgono per acquisire informazioni su gruppi ritenuti criminali, che informano il grande pubblico e collaborano con la squadra antisette”. Nei citati contributi si legge altresì che tali associazioni, che sono state sentite in audizioni tenute nell’ambito della citata indagine conoscitiva sarebbero composte anche da arroganti e presuntuosi con manie di grandezza, ed avrebbero un modus operandi occulto, avvalendosi di agende segrete e canali privilegiati per porre sotto indagine onesti cittadini, inoltrando, a tal fine, documenti supersegretissimi, attentando ai diritti costituzionali, facendo attivismo poliziesco intimidendo e tappando la bocca alle persone, mirando a creare uno stato poliziesco, poiché nostalgici del duce e di leggi liberticide, costituendo dunque una “setta antisetta” molto pericolosa;

per concludere, appare agli interroganti opportuno ricordare le parole del Presidente della Repubblica, in occasione della celebrazione della giornata del volontariato del 2009: “Non si possono solo o principalmente delegare al privato sociale compiti di soddisfacimento dei bisogni o dei diritti che la Repubblica nel suo insieme è chiamata a garantire”,

si chiede di sapere:

se e quali misure di competenza i Ministri in indirizzo intendano adottare in relazione alle direttive espresse nella raccomandazione del Consiglio d’Europa del 1999 e alla luce delle più recenti valutazioni e considerazioni espresse in ambito europeo;

se siano stati o meno realizzati progetti educativi in ambito scolastico volti all’auspicata educazione in materia, nonché a tutela dei soggetti più vulnerabili come adolescenti e minori;

se siano o meno state realizzate campagne informative preventive nell’ambito della sanità, in particolare a tutela dei soggetti maggiormente vulnerabili;

se nell’ambito della sanità sia o meno stata realizzata attività di monitoraggio e vigilanza al fine di valutare gli effettivi rischi per la salute e la stessa incolumità dei cittadini che si affidano a persone che, a giudizio degli interroganti, si avvalgono sovente di inesistenti titoli e operano anche all’interno di gruppi pseudoreligiosi e/o pseudo-terapici;

se non si ritenga opportuno, ai fini della concreta ed immediata assunzione delle direttive indicate nella raccomandazione europea del 1999, anche alla luce della profonda crisi che l’Europa sta attraversando e che rappresenta indubitabilmente un’occasione per un’ulteriore espansione delle derive settarie, valutare anche la realizzazione nel nostro Paese di un’apposita struttura similare alla Missione interministeriale di vigilanza e di lotta contro le derive settarie istituita in Francia;

se siano o meno a conoscenza della campagna di discredito nei confronti delle menzionate associazioni di volontariato e dei rispettivi rappresentanti, e come, eventualmente, intendano procedere anche e soprattutto nell’interesse delle stesse ex vittime di culti abusanti e delle loro famiglie, che si rivolgono fiduciose alle associazioni di aiuto.

 

Fonte: Senato.it