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SUICIDI DI MASSA: alla ricerca della verità assoluta

da LABYRIS, n.1/2000 ©
Notiziario di informazione del CeSAP

Non c’è nessuna conoscenza assoluta.
E quelli che pretendono di averla, siano essi scienziati o dogmatici,
aprono le porte alla tragedia.
Tutta l’informazione è imperfetta.
Dobbiamo fidarcene con umiltà.
Questa è la condizione umana.’
(The Ascent of Man – Fjacob Bronowski)

 

 

Nei mesi scorsi un’altra notizia dell’ennesimo tragico suicidio di massa ha colpito la nostra attenzione.
Circa 1000 morti, fra cui decine di bambini sono arsi vivi assieme a rosari, a crocefissi in pezzi, a Kampala, Uganda, il 18 Marzo scorso.
Un bilancio definitivo, però, delle vittime del rogo, seguaci della setta Movimento per la restaurazione dei dieci Comandamenti non sarà mai fornito del tutto.
La stampa riferisce che nessuno si è salvato dal rogo, in quanto prima del suicidio collettivo porte e finestre della chiesa in cui gli adepti si erano rifugiati, erano opportunamente inchiodate per impedire eventuali fughe. Molti però hanno tentato ugualmente di mettersi in salvo, provando a forzare l’ingresso principale, di fronte al quale sono stati ritrovati decine di cadaveri carbonizzati.
Alla vigilia del rogo, gli aderenti della setta avevano visitato i villaggi circostanti per salutare parenti ed amici e per comunicare loro che ‘la Vergine Maria aveva promesso che sarebbe apparsa e li avrebbe condotti in paradiso’. In seguito si erano riuniti ed avevano festeggiato l’imminente fine del mondo, che sarebbe avvenuta in anticipo rispetto a quanto stabilito, dando alle fiamme tutti i propri oggetti personali.
Gli investigatori in questi giorni sono alla ricerca dei leaders della setta, in quanto convinti che questi non si siano immolati con tutti gli altri nel rogo ed ipotizzando il reato di omicidio collettivo.

 

I PRECEDENTI SUICIDI DI MASSA NEL MONDO

Il fenomeno dei suicidi collettivi non è una novità, purtroppo negli ultimi anni con il diffondersi di nuove forme di culto, si è manifestato con un preoccupante intensificarsi.
Difatti, pur proponendosi ai propri adepti come unica fonte di salvezza, alcuni gruppi sempre più spesso sono stati coinvolti in episodi di morti tragiche e devastanti:

• Guyana (1978): circa 900 seguaci, tra adulti e bambini, della setta del Tempio del Popolo del rev. Jim Jones, si suicidarono, bevendo del cianuro. Tra i corpi furono trovati quelli dello stesso Jones, della moglie e del figlio.
• Filippine (1985): 60 seguaci della tribù dell’Ata furono trovati morti per avvelenamento. Con questo gesto il loro guru li aveva convinti che avrebbero potuto vedere Dio.
• Corea del Sud (1987): 32 discepoli della sacerdotessa Park Soon-Ja furono ritrovati con la gola squarciata a causa di un potente veleno che avevano ingerito
• USA (1993): dopo 51 giorni di assedio a Waco, 83 aderenti alla setta di David Koresh morirono nell’incendio di un deposito in cui si erano asserragliati, assediati dalla polizia, che indagava su di loro in seguito alla morte di quattro agenti
• Vietnam (1993): 53 aderenti alla setta di Ca Van Liem si suicidarono per raggiungere il paradiso promesso dal loro capo
• Svizzera e Canada (1994): 48 adepti della setta Tempio del Sole furono trovati morti carbonizzati. Essi erano sicuri di poter approdare, così facendo, alla Loggia Bianca della stella Sirio
• USA (1997): 39 corpi di uomini e donne furono ritrovati in una villa di San Diego in California. Erano appartenenti alla setta della Porta del Paradiso e sostenevano di essere ‘angeli’ provenienti da un altro paese, dove avevano deciso di far ritorno.
TEORIE SUL CONDIZIONAMENTO

I suddetti episodi rappresentano casi estremi di una paranoia collettiva, ma sono anche sintomatici di quanto forte possa essere, in determinate condizioni, l’influenza di particolari forme di organizzazione e di ideologie sull’individuo.
Molti studiosi di tali dinamiche di gruppo interpretano l’acquiescenza dell’individuo alle decisioni dei propri capi
carismatici, sostenendo l’ipotesi del lavaggio del cervello.
Tale espressione, di dubbio valore scientifico, fu coniata dal giornalista statunitense Edward Hunter nel 1951, durante la guerra di Corea. Egli accusava i Cinesi di utilizzare con i propri prigionieri questa tattica, consistente nell’isolamento dell’individuo, nel suo controllo totale, nell’indebolimento fisico e mentale (dovuto al poco sonno e alla scarsa alimentazione), nel suscitare sensi di colpa e attacchi ai suoi sistemi di valori.
Aderire ad un nuovo credo rappresentava, pertanto, una liberazione.
Nel 1979 lo psicologo Richardson definì quasi lavaggio del cervello le tecniche di risocializzazione utilizzate dalle sette, in quanto queste ultime pur prevedendo un totalitarismo ideologico, non comportavano la coercizione fisica.
Difatti, dimostrò che la maggior parte di questi movimenti utilizzava notevoli pressioni per convincere l’individuo all’affiliazione: queste potevano assumere l’aspetto positivo di bombardamento d’amore, quando una persona viene sommersa da affetto e attenzioni immediate; ma potevano anche essere negative e far leva sui sensi di colpa e di inadeguatezza dell’individuo coinvolto.
Autori più recenti, fra cui Steven Hassan (1990) hanno preferito parlare di controllo mentale, in quanto tale definizione spiega meglio le varie pressioni sociali cui quotidianamente si è sottoposti.
Alcuni condizionamenti sono positivi, mentre altri possono risultare negativi. Questi ultimi tendono a minare l’integrità dell’individuo, portandolo anche a rimetterci la vita.
Il controllo mentale si ottiene quando un soggetto viene immerso in un nuovo sistema di credenze, dove, per funzionare, deve rimuovere la sua vecchia identità a favore di una nuova, più confacente a quella del nuovo gruppo di appartenenza.
Il controllo mentale, per la sua riuscita, presuppone l’utilizzo di una serie di tecniche sottili e sofisticate, nonché processi ipnotici e particolari dinamiche di gruppo.

UNA IPOTESI INTERPRETATIVA

Il recente suicidio di massa può essere letto come una risposta tragica ed estrema ad un’esigenza fondamentale dell’essere umano: il suo costante desiderio di ricerca di significati e valori su cui reggere la vita stessa. Quanto più profondo è il vuoto dei valori tanto più affannosa e rischiosa si fa la ricerca.
Nell’ottica del pensiero di Viktor Frankl, soprattutto negli ultimi tempi, l’incidenza del processo di automatizzazione, che caratterizza la nostra cultura, ha trasformato l’uomo in un ingranaggio di meccanismo impersonale ed anonimo, costringendolo a modificare il suo modo di interagire ed impegnarsi col mondo circostante. Egli ha così tagliato i legami col passato, con le tradizioni, non più strumenti sufficienti per dominare la natura, sviluppando un atteggiamento provvisorio dinanzi alla vita stessa ed un crescente fatalismo, che impediscono di prendere in mano il proprio destino.
Di qui lo svilupparsi di un vuoto esistenziale caratterizzato da una forte necessità di colmarlo e da una serie di fallimenti dovuti a modalità errate di risoluzione del problema. Ricercando ed annaspando, difatti, nello sfrenato desiderio di colmare i propri vuoti, egli finisce vittima di insidiosi richiami e di false certezze, che personalità deviate o furbi imbroglioni promettono.
Il pericolo della manipolazione è dunque sempre in agguato!
Fino a che l’uomo è accecato da un bisogno narcisistico e resta concentrato su se stesso, rischia di aderire a sistemi di pensiero totalitario, che promettono verità assolute, strade facili da percorrere, ideologie di comodo cui aderire, …
In questo modo l’uomo continua a trascinare la propria esistenza, lanciandosi in sentieri che hanno come traguardo la distruzione psicologica e fisica.
Storie con epiloghi tragici, come quelle dei suicidi di massa, lanciano una autentica sfida all’intera società e al singolo individuo: superare il narcisismo (nel senso del ‘non esisto che io’) che porta da atteggiamenti di esaltazione a disprezzo di sé, fino al punto di cedere la propria vita ad altri.
E’ necessario dunque che l’uomo impari a concepire il compito della vita come qualcosa di concreto che necessita di impegno e responsabilità. ‘Non c’è niente al mondo che aiuta a sopravvivere, anche nelle peggiori condizioni, ed a colmare il vuoto esistenziale, come la conoscenza che c’è un senso nella vita da trovare e da realizzare attraverso un impegno consapevole e responsabile, che va dalla creatività all’esperienza, dall’arte alla professionalità, dall’ascolto e dalla solidarietà alla sofferenza (Fizzotti, 1998, pp. 27-28)
Lorita Tinelli

BIBLIOGRAFIA

• Linee antropologiche per una bioetica personalistica di Attilio Danese, in Trattato di bioetica, a cura i F. Bellino, LEVANTE EDITORE, Bari, 1992, 165-191
• Le provocazioni del vuoto esistenziale e la logoterapia di Frankl di Eugenio Fizzotti, in Giovani, vuoto esistenziale e ricerca di senso, a cura di E. Fizzotti e A. Gismondi, LAS, Roma, 1998, 13-28
• Combatting cult mind control, di Steven Hassan, PARK STREET PRESS, Rochester-Vermont, USA, 1990

Apocalypse in Bugarach

It’s to this mountain top, situated above Perpignan, in Southern France, New Age and esoteric groups pilgrimage. They believe that on 21 December 2012 the sole survivors of the “apocalypse” will be the ones who have made it to this “holy place”.

 

Apocalypse:

It’s been widely speculated and invested in the myth of the end of the world based on a faulty interpretation of the ancient Mayan calender that described time in cycles. According to which we are at the end of one cycle before the next one starts. But catastrophic gurus use people’s fears about the apocalyptic interpretation, not taking into account that the word “apocalypse” stems from Greek and means “revelation”. A word far removed from this doomesday’s prophecy.

To be on the safe side, some false prophets have already advanced other dates, such as 2036 or 2072, just in case we might survive December 2012… Georges Fenech (French Parliamantarian, judge and specialist in cult-problems) describes this phenomenom in his book “Apocalypse and its imminent threat” (Calmann-Lévy 2012) where I read: “The Bugarach-phenomenon started with a Maya-fanatic – José Argüelles – who had organized a peace-march between Bugarach and Paris in 2000, Internet spread the myth further…”

FECRIS:

The European umbrella organisation FECRIS (European Federation of Centres of Research and Informaton on Cultism) – http://www.fecris.org – considered the topic important enough to have its yearly conference in Perpignan, including a trip to Bugarach. All 150 delegates travelled up the serpentine road to the little village with its 300 inhabitants and were welcomed by the village’s mayor, Jean-Pierre Delord. He’s already made between 100 and 200 interviews this year and seen 20 000 people climb up its mountain top, 70 % of whom were esoteric tourists. “It’s beautiful with a view of 360° and a little unsual with the compass that doesn’t really point towards the North, which is one of the reasons for the mystery surrounding this place. Another one is that it isn’t part of any mountain chain but stands on its own,” Delord patiently explained once more.

                                                                                                                                       Interview with Delord, Didier Pachoud and Georges Fenech

It was difficult to get an idea about the “holy mountain” as it was covered in heavy clouds and I was freezing in this otherwise uninteresting village.  But for the lazy ones, you can always buy the favor of somebody else doing the climbing and praying for you on top of the mountain for 60 €. You can also buy some “holy” rocks for the price of gold (!). A Finn has bought land in the vicinity for 2 million euro, several times the actual value of the land! I settled for a post-card with a picture of a ufo hovering over the mountain that is also supposed to have a ufo-parking lot in one of the caves…

“These God’s forgers are just impostors who try to defraud innocent people” the mayor said and continued: “the police has taken it seriously and have the place under supervision.”

                                                                                                                                       “And what if nothing happens tonight?” “Then your ticket is valid until the next prophecy in 2027″

10-20 families have moved into the village to “escape death on December 21″. Esoteric seminars are held regularly with several hundred participants from all over the world. In December around 400 policemen will arrive to the village and stay there throughout the month, closing all paths leading up to the mountain top and checking the area, circulating with helicopters around it. The memory of the Order of the Solar Temple’s (OTS) collective suicide is still fresh and frightens the French, the Swiss and the Canadians (where others belonging to the same cult also died).

Between 4 and 6 October 1994, 53 OTS members died in Switzerland and Canada – the bodies (including children and women) where found burned, some stabbed, others drogged or shot. One year later another macabre discovery was made in France (with 16 bodies, 3 of which were children) and in 1997 five more OTS members died in Québec, Canada. Three youngsters managed to escape. The police found letters where it was mysteriously written “we leave our earthly lives parabolically…”

After having found several testaments sent to Bugarach destined for “the survivors”, the mayor became suspicious. “My role is to see to it that no more mass-suicides occur. For the evening of December 21, I have programmed a documentary about our village to be shown on French television. I’m looking forward to that,” he said smiling.

Witnesses:

Lacking a flying saucer, we had to take the long, sinuous bus trip back down to Perpignan again. The whole thing seemed rather funny and I found it difficult to take it seriously. We joked a lot until next day’s conference when the delegates listened to terrifying witnesses. No one joked anymore but were silenced by the horror stories that mental manipulation can lead to. “I was enslaved for more than 30 years” Irène – a woman in her 50s – told the silent audience. She was recruited into an apocalyptic cult at the age of 20. “The guru quickly discovered my weak point and pressed on it,” she said, not daring to mention his name by fear of reprisals. He managed to sneak into the family by pretending to be able to heal her brother who was suffering from depression. “He said he had magical gifts and I believed him”. Irène was then lured to leave her home and follow him to this ancient Cathar and Templar area, close to Perpignan. “I’ve found the place where the holy grail was buried” he then pretended.

                                                                                                                                                    Catherine Picard

Irène who had to work and give all her salary to the group, escavated during her free time, together with the rest of the group to try to find the hidden “treasure”. After 18-years of unfruitful diggings, the guru finally gave up. Irène still unmarried and cut off from former friends and family, started to realize that something was wrong. A few years later, she managed to leave the group, taking with her three other members that she had recruited. It’s not easy to understand that you’ve been fooled for so many years, overcome the shame and start your life anew. It takes courage and self-knowledge. Despite judicial help, the guru hasn’t been punished for “having stolen 30 years of my life”, Irène sighed.

I listened to several other terrifying and moving witnesses and experts (lawyers, doctors, psychologists) talking about laws (such as the French About-Picard law against mental manipulation) and about thought-stopping techniques that enslave otherwise normal individuals. One forth of Frenchmen have been in contact with a cult and one out of three (13 million people) know of somebody who has been defrauded in a totalitarian movement, I continued reading in Fenech’s book. His successor as President of MIVILUDES (a French Ministry that treats the dangers of cultic movements) – Serge Blisko – said that “unfortunatly the European cooperation in this matter is still in its infancy”.

                                                                                                                                                   Serge Blisko

This is obviously an international phenomenon as testified by delegates coming from the USA, South-Africa, Rumania, Russian and Europe to this conference. They were networking and learning more about how to assist desperate families whose loved ones have come to be used and abused by charismatic and manipulative leaders. These unscrupulous false gurus – operating like spiders – slowly isolate their victims from any outside information, be it television, Internet, friends or family opposed to the doctrine or its leader. The members are flattered to believe that they belong to an “elite” and is indoctrinated by paranoïc ideas that everybody outside the group is an “enemy”. It’s a black and white wronged picture of the world where phobies, fears and ideologies slowly but surely destroy the individual’s critical faculties.

Dictatorships and their leaders use similar mechanisms. To mention but a few: Germany under Hitler, China under Mao, The Soviet Union under Stalin, Cambodia under Pol Pot and today’s North Corea. But the list can be made much longer…

I shivered – despite the warm sunrays – after having heard the frightening testimonies about false gurus, promising the sky while they enslave and steal their members’ lives and assets. Or as Shakespeare’s Macbeth put it: “Look like the innocent flower, but be the serpent under it.”

Anne Edelstam, Paris

 

Fonte: articlesfromparis

Société. Fin du monde le 21 décembre 2012 : la bonne affaire des sectes

Certains l’ont fixée au 21 décembre 2012, selon une interprétation du calendrier maya, mais pour d’autres l’apocalypse ne surviendra que dans 72 milliards de milliards de milliards d’années. A quand donc cette 183ème fin du monde annoncée depuis la chute de l’Empire Romain il y a quelque 1 600 ans (soit plus d’une tous les dix ans) et qui, dans le catastrophisme ambiant, fait l’affaire de nombreux groupes sectaires?

2012, le film de Roland Emmerich sorti en 2009

2012, le film de Roland Emmerich sorti en 2009

 

Face à l’imminence annoncée – et amplifiée sur internet – d’un cataclysme qui engloutirait le monde d’ici deux mois, une véritable industrie est apparue pour satisfaire la demande des «preppers» (les «préparés» ou «survivalistes”).
Rien, scientifiquement, ne corrobore les prophéties New Age de l’Américain José Argüelles, selon lesquelles des «Mayas galactiques», viendraient en 2012 des étoiles, pour sauver 144 000 terriens évolués à bord de leurs vaisseaux.
Rien non plus, chez les astronomes, qui crédite les thèses alarmistes du Guatémaltèque Carlos Barrios, fondées sur une interprétation du calendrier de ses ancêtres mayas qui ferait du 21 décembre le dernier jour de notre vie.

Mais, aux Etats-Unis, en Russie, en Espagne ou en France (en Dordogne ou à Bugarach, dans l’Aude), des sectes ufologistes (qui analysent et interprètent les données concernant le phénomène OVNI) se préparent au pire. Location de bunkers, vente sur internet de kits de survie (135 euros les 72 heures, pour 4 personnes), stockage d’eau, de rations lyophilisées.
Certains consultent fébrilement les «Survivalist’s How to», manuels des futurs survivants: comment attraper un poulet encore vivant, le plumer, le vider et allumer le feu pour le faire cuire, au cas où on se retrouverait seul dans la nature?
Dans son ouvrage, «Apocalypse, menace imminente?» (Calmann-Lévy), Georges Fenech, jusqu’à récemment président de la Mission interministérielle de vigilance et de lutte contre les dérives sectaires (Miviludes) en témoigne.

«Exploitation de la peur»
«La société californienne Vivos s’est attelée à la construction de vingt bunkers pouvant abriter deux cents personnes, chacun avec réserves de nourriture pour une année. La place est vendue 50 000 dollars», écrit-il. D’autres ont aménagé des silos.
En Espagne, «El grupo de supervivencia Espana 2012» a prévu deux bunkers, dans la Sierra de Madrid et la Sierra Nevada (Andalousie) et, en Pologne, la Mission du Pharaon se prépare au «Sauvetage de la Terre et de l’Homme 2012».

Au sein de la secte italienne «Non siamo soli» (nous ne sommes pas seuls), particulièrement surveillée, Giorgio Bongiovanni prophétise pêle-mêle la venue de l’Antéchrist et des extra-terrestres.
Le week-end dernier, la Fédération européenne des centres de recherche et d’information sur le sectarisme (Fécris) organisait un colloque international à Perpignan (Pyrénées-Orientales) sur les «utopies des sectes apocalyptiques».

«L’exploitation de la peur est l’un des procédés les plus efficaces utilisés par les gourous pour attirer leurs proies», a rappelé Serge Blisko, nouveau président de la Miviludes, à l’adresse de 150 participants venus de 20 pays, dont les Etats-Unis, le Canada et l’Afrique du Sud.
«On nous prend parfois pour des alarmistes, mais le monde a connu plusieurs vagues de suicides à la suite de prophéties apocalyptiques. Manipulés par des gourous, des individus ou des micro-groupes peuvent brutalement décompenser psychologiquement et passer à l’acte. D’où notre devoir de vigilance», a-t-il ajouté.

Selon Sandrine Mathen, psychologue et analyste belge, «le phénomène 2012 a pris une telle ampleur aux Etats-Unis, que l’Agence spatiale américaine (NASA) a développé un site commentant de façon critique quantités de rumeurs et craintes partagées par les internautes».
Alors que le compte à rebours s’égrène – plus que deux mois avant la date fatidique -, un épigraphiste texan de renom, David Stuart, a annoncé la bonne nouvelle, après s’être penché sur le calendrier maya: la fin du monde n’interviendrait que dans 72 milliards de milliards de milliards d’années.

 

Fonte: le progress