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Il deputato Tiziano Arlotti presenta mozione parlamentare per la tutela delle vittime delle sette

   Sensibilizzare e vigilare sul fenomeno settario, tutelare vittime, famiglie, associazioni, maggiori controlli fiscali sugli operatori dell’occulto

 

 

MOZIONE 1/00565

Dati di presentazione dell’atto

Legislatura: 17
Seduta di annuncio: 275 del 30/07/2014

Firmatari

Primo firmatario: ARLOTTI TIZIANO
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO

Data firma: 30/07/2014

Elenco dei co-firmatari dell’atto
Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma
ALBANELLA LUISELLA PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
ANTEZZA MARIA PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
ASCANI ANNA PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
BASSO LORENZO PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
BORGHI ENRICO PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
BOSSA LUISA PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
BRAGANTINI PAOLA PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
BRANDOLIN GIORGIO PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
CAPONE SALVATORE PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
CARRA MARCO PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
CRIVELLARI DIEGO PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
ERMINI DAVID PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
FABBRI MARILENA PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
GADDA MARIA CHIARA PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
GRASSI GERO PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
GULLO MARIA TINDARA PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
IORI VANNA PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
MALPEZZI SIMONA FLAVIA PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
MINNUCCI EMILIANO PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
PICCIONE TERESA PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
RAMPI ROBERTO PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
REALACCI ERMETE PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
RIBAUDO FRANCESCO PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
ROCCHI MARIA GRAZIA PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
ROMANINI GIUSEPPE PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
ROSTAN MICHELA PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
RUBINATO SIMONETTA PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
SCANU GIAN PIERO PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
TIDEI MARIETTA PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
VAZIO FRANCO PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
VERINI WALTER PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
ZARDINI DIEGO PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
Stato iter:

IN CORSO

Atto CameraMozione 1-00565

presentato da

ARLOTTI Tiziano

testo di

Mercoledì 30 luglio 2014, seduta n. 275

La Camera,
premesso che:
il mondo dell’occulto anche nel nostro Paese, sulla base di una serie di dati riportati anche dai mezzi di informazione, ha un fatturato crescente tant’è che nel corso dell’ultimo anno ha fatto registrare un aumento, passando da 7,5 miliardi a 8,3 miliardi;
una ricerca del Codacons ha stimato in ben 13 milioni gli italiani che si rivolgono a maghi, cartomanti, sensitivi e operatori esoterici, un milione in più rispetto al 2011 e oltre 3 milioni in più rispetto al 2001;
siamo in presenza di un vero e proprio boom dell’occultismo con 4 italiani su dieci che si rivolgono a tali «servizi»;
le più recenti tecnologie, la crisi, la mancanza di fiducia nelle istituzioni, comprese quelle religiose, sta dirottando l’interesse e la curiosità, anche delle nuove generazioni, verso forme comunitarie alternative di spiritualità, reclamizzate da canali televisivi o più comunemente attraverso i social network;
a questo bisogna aggiungere anche l’aumento del fenomeno delle ludopatie e del gioco d’azzardo;
la crisi infatti spinge molte persone a rivolgersi a maghi, santoni, presumendo di ricevere aiuto per vincere al gioco e risolvere i propri problemi;
ci si rivolge a queste figure per problemi sentimentali, occupazionali, familiari, fisici nella vana speranza di poter trovare una risposta;
il 40 per cento di chi si rivolge all’occulto ha un’età compresa tra i 30 e i 55 anni e un 10 per cento è addirittura in età adolescenziale;
tra gli occultisti inoltre stanno emergendo nuove figure come quella dei presunti «guaritori» e tutti hanno una sorta di tariffario molto oneroso ovviamente tutto in nero e sottratto al fisco;
la Lombardia è in Italia la prima regione per «operatori» e «clienti» con 2.800 operatori dell’occulto e 200 mila clienti con un volume di affari che si aggira intorno agli 80 milioni di euro seguita dal Lazio, dalla Sicilia, dalla Campania, dal Piemonte, dall’Emilia Romagna e dal Veneto;
solo per quanto riguarda l’anno appena trascorso, in relazione a denunce scattate per alcuni programmi considerati «nocivi per lo sviluppo psico-fisico e morale dei minori» o «in abuso della credulità popolare», il nucleo speciale per la radiodiffusione e l’editoria ha controllato 100 emittenti radiotelevisive segnalandone 90 all’AGCOM e 10 all’autorità giudiziaria: le violazioni evidenziate hanno riguardato, tra l’altro, programmi condotti da indovini, maghi e sedicenti esperti del lotto che spesso per ore invadono la programmazione di determinate emittenti;
la Conferenza episcopale regionale dell’Emilia-Romagna ha pubblicato un documento ufficiale «Religiosità alternativa, sette, spiritualismo. Sfida culturale, educativa e religiosa» attraverso il quale si fornisce un quadro abbastanza obiettivo di un fenomeno in crescita, con profili di pericolosità sia per quanto concerne l’universo della magia e dell’occulto, che quello dei cosiddetti gruppi a manipolazione psicologica degli adepti;
accanto alle attività truffaldine dei cosiddetti operatori dell’occulto, desta infatti profonda apprensione, soprattutto nelle società occidentali, la crescente diffusione del fenomeno di gruppi di natura spirituale, magico-esoterica, pseudo-terapici o del potenziale umano nonché di «aggregazioni» religiose o pseudo tali, che sovente, operando al riparo della libertà religiosa, minano di fatto le libertà fondamentali degli individui rappresentando una minaccia per le stesse società democratiche;
con la raccomandazione n. 1412 (1999) l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, ha sollecitato gli Stati membri alla necessaria azione di vigilanza nonché all’attuazione, in particolare, di programmi educativi e di politiche di prevenzione rispetto al fenomeno in oggetto con particolare riferimento alla tutela dei minori e delle fasce maggiormente vulnerabili;
tuttavia, solo pochi Stati membri, nonostante la ribadita diffusione e gravità del fenomeno, risultano aver recepito le importanti indicazioni previste dai dispositivi approvati in sede comunitaria, come rilevato anche dai rappresentanti della Commissione dei diritti dell’uomo nell’ambito della Conferenza delle Ong presso il Consiglio d’Europa del 5 ottobre 2012;
in Francia è stata prevista l’istituzione di una struttura interministeriale finalizzata alla vigilanza e al contrasto delle derive settarie (MIVILUDES), con il principale intento di tutelare efficacemente e concretamente l’interesse superiore del bambino da ogni forma di brutalità, maltrattamento e negligenza;
tale esperienza ha indubitabilmente segnato un approccio equilibrato al fenomeno delle «sette» nocive fornendo indispensabili strumenti informativi e conoscitivi a salvaguardia della stessa sicurezza dei cittadini;
al fine di prevenire e contrastare gli illeciti commessi dall’attività di gruppi settari abusanti, con decreto n. 225 UAG/2006-64767-U del 2 novembre 2006, il dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell’interno ha istituito una apposita specialità: la squadra anti sette (SAS);
tuttavia la risposta dello Stato evidenzia ancora lacune e una sorta di inadeguatezza se rapportata alla pericolosità di un fenomeno in espansione;
molto del lavoro di vigilanza e informazione preventiva oggi grava sulle associazioni di volontariato onlus e su alcuni centri specializzati di ricerca che supportano vittime e famiglie;
ad esempio l’associazione Familiari delle vittime delle sette (FAVIS) ha realizzato, primo progetto in Italia, un opuscolo informativo dal titolo «Le mani sulla mente», distribuito gratuitamente durante gli incontri con gli studenti degli istituti scolastici superiori della provincia di Rimini, dove opera tra l’altro da tempo il Servizio antisette della comunità «Giovanni XXIII»;
è da tempo in atto, in particolare sulla rete web, una grave e reiterata campagna di discredito di queste stesse associazioni, della SAS (Ministero dell’interno) nonché di altri soggetti istituzionali, come già ripetutamente evidenziato nei testi di interrogazioni parlamentari presentate nella precedente e nella attuale legislatura;
dal punto di vista legislativo il consiglio regionale della regione Friuli Venezia Giulia ha varato una legge concernente «Norme per il sostegno dei diritti della persona e la piena libertà intellettuale, psicologica e morale dell’individuo» con cui sono stati previsti una serie di interventi e di azioni finalizzate a offrire concreto aiuto alle famiglie e alle persone che spesso loro malgrado finiscono nella rete di gruppi settari abusanti;
è indispensabile controllare e monitorare il web attraverso le strutture istituzionali di vigilanza perché internet è un mondo pieno di insidie sotto questo profilo,

impegna il Governo:

a promuovere una efficace azione di sensibilizzazione e vigilanza sul fenomeno, anche mediante attività di informazione preventiva comprensiva di appositi programmi educativi, che coinvolga tutti i soggetti istituzionali competenti a partire dalla scuola e dalle strutture sanitarie come del resto richiesto anche in ambito europeo;
a valutare, sulla base della esperienza francese, la realizzazione di una struttura interministeriale, di vigilanza e contrasto contro le derive settarie in grado di raccordarsi con gli altri centri europei esistenti anche in considerazione del proliferare di organizzazioni con problematici aspetti di pericolosità sociale che spesso hanno ramificazioni che valicano i confini dei diversi Paesi;
a rafforzare il controllo di natura fiscale sulle società che operano nel campo dell’occultismo;
ad assumere iniziative per predisporre piani di supporto e sostegno alle vittime e alle loro famiglie considerata la pericolosità delle organizzazioni in questione;
per quanto di competenza, a garantire che il prezioso supporto fornito dalle associazioni di volontariato, che si raccordano nel loro gratuito operato con realtà istituzionali e le stesse forze di polizia, possa svolgersi con la opportuna considerazione e tutela nel principale interesse dei cittadini che le stesse associazioni rappresentano.
(1-00565) «Arlotti, Albanella, Antezza, Ascani, Basso, Borghi, Bossa, Paola Bragantini, Brandolin, Capone, Carra, Crivellari, Ermini, Fabbri, Gadda, Grassi, Gullo, Iori, Malpezzi,Minnucci, Piccione, Rampi, Realacci, Ribaudo, Rocchi, Romanini, Rostan, Rubinato, Scanu, Tidei, Vazio, Verini, Zardini».

Fonte: Camera dei Deputati

http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_17/showXhtml.Asp?idAtto=22238&stile=7&highLight=1&paroleContenute=%27MOZIONE%27

Vade Retro : Donne, vittime silenziose di guru e sètte religiose

Vade Retro : Web e sètte

Tg2 dossier “La prigione delle sette” 01-10-2011

I bambini fantasma delle sette d’Italia

Trascinati dai genitori o vittime di «guru» pedofili
ELENA LISA
TORINO
Al centro una «figura carismatica». Attorno una casta di «eletti». Più in basso, gli «adepti»: uomini, donne. E i loro figli, anche piccoli: «bambini fantasma» dei quali si sa pochissimo, vittime indifese di violenze psicologiche e fisiche in nome di una pseudo-religione o di «credo» mascherati.

«In Italia succede sempre più spesso», è la drammatica denuncia di Telefono Azzurro. Ma quanti sono i bambini coinvolti? Non esistono cifre ufficiali, ma è ragionevole ipotizzare una stima di diverse centinaia, visto che il numero complessivo di «adepti» italiani, secondo le associazioni che riuniscono i parenti delle vittime, supera abbondantemente il milione. Una sola setta, la «Arkeon», controllava diecimila persone cui ha sottratto negli anni milioni di euro: contro i suoi undici leader è in corso un processo a Bari in cui per la prima volta è stata riconosciuta l’accusa di «associazione a delinquere». E tra i numerosi capi di imputazione, compare anche il «maltrattamento di minori».

Dice Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro: «Non ci sono soltanto i bambini trascinati nella setta dai genitori o da qualche pedofilo travestito da guru. Ci sono anche quelli che nascono dentro la comunità. Sono più fortunati degli altri: avendo avuto pochi contatti con il mondo esterno non devono sottoporsi a continui “riti di purificazione”. Ma di loro si hanno poche, debolissime tracce. Spesso non sono neppure registrati all’anagrafe».

Il quadro che emerge dai racconti dei seguaci in fuga e dalle denunce raccolte da polizia e carabinieri è terribile. Figli piccolissimi «regalati» dai genitori al capo-setta o a tutta la comunità. Confessioni «aperte» sulle pratiche sessuali, alle quali i bambini sono costretti ad assistere. Violenze quando vengono sorpresi a disubbidire – dove disubbidire significa anche solo parlare con la mamma – scariche elettriche, ustioni, droghe e psicofarmaci. Per «purificare lo spirito» è proibito piangere: i piccoli che lo fanno sono chiusi in stanze buie, minacciati o costretti al digiuno, umiliati «pubblicamente, davanti ai coetanei, per imprigionarli nell’insicurezza e tenerli legati.

«Riceviamo decine di segnalazioni ogni giorno – spiega Lorita Tinelli, presidente del Cesap, il Centro studi sugli abusi psicologici – e non è un azzardo ritenere che le sette “abusanti” in Italia siano circa un migliaio. Censirle non è facile: agiscono nell’ombra, e una volta scoperte si ricostituiscono in breve tempo sotto un altro nome».

L’ultimo elenco «ufficiale» delle congregazioni in Italia è vecchissimo, addirittura del ‘98. A produrlo il Dipartimento di Pubblica Sicurezza in un rapporto dal titolo «Sette religiose e nuovi movimenti magici in Italia» che calcolava 137 gruppi settari: 76 religiosi e 61 magici. Già allora le più diffuse erano le psicosette. «Gruppi “motivaziona- li” che agganciano i più giovani e promettono risultati sorprendenti a scuola, nello sport, con gli amici – spiega Maurizio Alessandrini, presidente della Favis, l’associazione dei familiari delle vittime -. Negli ultimi anni le psicosette si sono moltiplicate a dismisura entrando anche nelle scuole. Del resto, l’Italia è tra i pochi Paesi in Europa dove non c’è una legge ad hoc e nemmeno è punito il reato di “manipola- zione mentale per fini illeciti”».

Di un fenomeno che dilaga si occupano associazioni laiche e religiose: «Riceviamo spesso chiamate da coniugi che si stanno separando – dice Don Aldo Buonaiuto, della comunità Papa Giovanni XXIII -. Non riescono più a vedere i figli e sospettano che siano finiti in una qualche comunità strana insieme all’altro genitore».

Le forze di polizia, che hanno formato squadre antisette con psichiatri e psicologi, confermano l’allarme. «Ho incontrato molti ragazzini irretiti da figure carismatiche, trascinati nelle sette all’insaputa della famiglia – dice Giorgio Manzi, comandante del reparto analisi criminologiche dei Carabinieri -. I genitori devono vigilare, cogliere ogni sfumatura di cambiamento nei figli. Il rischio, se non lo si fa, è perderli per sempre».

Nelle mani delle sette

Sono passati 32 anni dall’abrogazione della legge sul plagio da parte della Corte Costituzionale. Puniva i plagiatori con la reclusione fino a 15 anni, ma lasciava troppa discrezionalità ai magistrati. Nel cancellarla i giudici della Consulta chiesero contestualmente al legislatore una nuova legge che contenesse una definizione oggettiva del reato. Quella legge ancora non c’è e il vuoto normativo ha lasciato spazio in Italia al dilagare delle sette, un fenomeno meno marginale di quanto comunemente si pensi che coinvolge adulti di ogni livello sociale, e purtroppo anche minori.

 

Guarda il video dossier trasmesso sabato 8 dicembre 2012 su rai2

 

Interrogazione a risposta scritta sul fenomeno delle derive settarie

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-08835

Atto n. 4-08835

Pubblicato il 6 dicembre 2012, nella seduta n. 851

ALBERTI CASELLATI , CASELLI , CARUSO , DE FEO , DE LILLO , IZZO , RIZZOTTI , SCARPA BONAZZA BUORA , TOMASSINI , SPADONI URBANI , VALENTINO– Ai Ministri dell’interno, della giustizia, dell’istruzione, dell’università e della ricerca e della salute. –

Premesso che:

alla luce dell’inquietante diffusione del fenomeno delle sette religiose a livello europeo, il Consiglio d’Europa, già con raccomandazione n. 1412 (1999) intese sollecitare gli Stati membri a un’efficace azione di vigilanza e di informazione preventiva sui gruppi a carattere religioso, esoterico o spirituale, invitò a concretizzare i necessari interventi mediante appositi programmi d’educazione in ambito scolastico, nonché attraverso l’istituzione di centri nazionali e regionali d’informazione e di Ong di aiuto per le vittime e per le loro famiglie, e attraverso la creazione di un osservatorio europeo finalizzato a facilitare lo scambio tra i centri nazionali;

nella fattispecie, richiese una speciale attenzione nei confronti delle persone più vulnerabili e in particolare dei minori;

osservato che nella raccomandazione “State, religion, secularity and human rights” n. 1804 (2007), è peraltro evidenziato che “La libertà di religione è protetta dall’Articolo 9 della Convenzione Europea sui Diritti Umani e dall’Articolo 18 della Dichiarazione Universale sui Diritti Umani. Tali libertà non sono tuttavia illimitate: una religione la cui dottrina o pratica si scontri con altri diritti fondamentali sarà inaccettabile. Ad ogni modo, le restrizioni che possono essere applicate a tali libertà sono quelle “previste dalla legge e sono necessarie in una società democratica nell’interesse della sicurezza pubblica, per la protezione dell’ordine, della morale, e della salute pubblici, o per la protezione dei diritti e delle libertà altrui” (Articolo 9.2 della Convenzione). Gli Stati non possono nemmeno permettere la diffusione di principi religiosi che, se applicati, violerebbero i diritti umani. Se a questo proposito esistessero dubbi, gli Stati devono richiedere ai leader religiosi di prendere una posizione non ambigua relativamente alla priorità dei diritti umani su qualsiasi principio religioso, come statuito dalla Convenzione Europea sui Diritti Umani”;

osservato, inoltre, che:

il 5 ottobre 2012, i rappresentanti della Commissione dei diritti dell’uomo, nell’ambito della Conferenza delle Oing presso il Consiglio d’Europa, hanno espresso viva preoccupazione per il fatto che gli Stati membri del Consiglio d’Europa non abbiano, fino ad ora, assunto misure all’altezza della sfida rappresentata dalle cosiddette derive settarie, che attentano ai diritti dell’uomo e ai principi fondamentali di tutte le società democratiche;

nell’ambito della medesima Conferenza è stato rilevato come il fenomeno settario sia causa di procedimenti di infrazione in particolare nel campo della salute, dell’educazione e della vita privata e familiare degli individui e che contestualmente, organizzazioni abusanti, agendo al riparo del diritto alla libertà religiosa, minino, di fatto, le libertà fondamentali dei cittadini, costituendo pertanto una reale minaccia per la democrazia;

i rappresentanti della Commissione dei diritti dell’uomo hanno opportunamente sottolineato che, approfittando della permeabilità delle frontiere, il fenomeno ha continuato a dilagare pressoché incontrastato nei Paesi dell’Europa centrale e orientale e non è diminuito nei Paesi dell’Europa occidentale e che, a tutt’oggi, solo Francia e Belgio hanno adottato misure legislative a tutela delle fasce più deboli e pochi altri Stati membri hanno assunto misure di osservazione e informazione;

il 28 novembre 2002, in Francia fu istituita la Missione interministeriale di vigilanza e di lotta contro le derive settarie, con lo scopo di osservare e analizzare il fenomeno, coordinare l’azione preventiva e repressiva dei poteri pubblici e informare la popolazione su rischi e pericoli; nella fattispecie, essa oltre a redigere rapporti annuali sul fenomeno, ha realizzato numerose pubblicazioni e guide a tutela della popolazione, pubblicate in Internet;

il Ministro dell’educazione francese inoltrava circolare n. 2012-051 del 22 marzo 2012, per rettrici e rettori della pubblica istruzione, sulla prevenzione e la lotta contro il rischio settario (il cui testo può essere consultato anche sul sito del Governo francese);

il Senato francese ha ritenuto inoltre necessario istituire nell’ottobre 2012 anche un’apposita Commissione d’inchiesta sul fenomeno settario nell’ambito della sanità;

osservato, infine, che:

nel settembre 2012, relatori della Commissione Affari giuridici e dei diritti dell’uomo dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (APCE), riunitasi a Parigi per discutere in merito alla protezione dei minori dalle “sette”, hanno evidenziato che la difficoltà di raggiungere un consenso europeo sul fenomeno non significa certamente abbandonare l’idea di stabilire delle regole e politiche a livello europeo finalizzate alla protezione dei minori contro il pericolo dei culti abusanti e che occorre difendere l’interesse superiore del bambino da ogni forma di brutalità, maltrattamento e negligenza. Considerata pertanto la vulnerabilità dei minori e degli adolescenti, i rappresentanti degli Stati partecipanti all’Assemblea hanno ribadito la necessità di un’indispensabile vigilanza sul fenomeno, anche attraverso la creazione di strutture simili alla citata Missione francese;

in Italia, la sola Regione Friuli-Venezia Giulia ha approvato in data 31 maggio 2012 la legge regionale n. 11, recante “Norme per il sostegno e la piena libertà intellettuale, morale e psicologica dell’individuo”;

di fatto, a tutt’oggi, solo le associazioni di volontariato e alcuni centri di ricerca svolgono, pur nella limitatezza delle risorse, una preziosa e continuativa opera informativa sul fenomeno in questione e di supporto alle vittime e alle famiglie;

in tal senso esse realizzano un’azione di integrazione nonché, spesso, di vera e propria supplenza dell’azione pubblica, in maniera del tutto gratuita e avvalendosi della consulenza e collaborazione di esperti del settore della salute mentale, delle criminologia e della giurisprudenza;

l’associazione Familiari delle vittime delle sette (FAVIS) ha realizzato, primo progetto in Italia, l’opuscolo informativo “Le mani sulla mente”, distribuito gratuitamente durante gli incontri con gli studenti degli istituti scolastici superiori della provincia di Rimini;

osservato peraltro ch,e a quanto risulta agli interroganti:

proprio l’impegno profuso in questo complesso e delicato settore anche attraverso la collaborazione fattiva con le Forze dell’ordine, e la denuncia alle autorità competenti di tutti quei casi lesivi dei diritti dell’uomo che hanno portato anche a condanne in ambito giudiziario di soggetti a capo di gruppi e movimenti pseudospirituali, così come la recente partecipazione di alcuni esponenti del mondo dell’associazionismo alle diverse audizioni presso la 2a Commissione permanente (Giustizia) del Senato nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul fenomeno della manipolazione mentale dei soggetti deboli, con particolare riferimento al fenomeno delle cosiddette sette, in relazione al disegno di legge 569 recante disposizioni concernenti il reato di manipolazione mentale, hanno determinato una pesante campagna accusatoria e diffamatoria sulla rete telematica, finalizzata a discreditare le medesime associazioni anche con infondate ed ingiuriose accuse ad personam, nella fattispecie, nei confronti della dottoressa Lorita Tinelli, psicologa e presidente del Centro studi sugli abusi psicologici, della defunta signora Maria Pia Gardini, del signor Maurizio Alessandrini, presidente della FAVIS, di don Aldo Bonaiuto, animatore dell’associazione Servizio antisette della comunità Giovanni “XXIII”, di alcuni rappresentanti delle associazioni Aris Veneto e Aris Toscana, e peraltro della stessa Squadra antisette (SAS) del Ministero dell’interno, nonché di alcuni componenti della 2ª Commissione, con il rischio di gravissime ripercussioni proprio su quei soggetti in stato di bisogno e necessità a cui tali realtà associative si sforzano di offrire aiuto e sostegno;

costoro sono stati definiti in alcuni contributi pubblicati in rete su diversi blog quali “setta degli antisette, la vera setta”, cioè movimenti antisette estremisti dai quali gli onesti cittadini dovrebbero prendere le distanze, fanatici oltranzisti, soggetti affetti da disturbo narcisistico di personalità, ignoranti e incompetenti in malafede, serpenti a sonagli, privi di cultura, mancanti di obiettività, empatia e capacità di giudizio razionale, promotori di una sorta di lobby finalizzata a manipolare gli organi mediatici, i politici, la magistratura e l’opinione pubblica diffondendo falsa informazione, veri e propri strateghi e terroristi dediti a seminare intolleranza religiosa e procurare allarme, fomentatori di una campagna d’istigazione all’odio per il diverso, a capo di associazioni che, si cita testualmente, “non solo non si trovano isolate ai margini della società e monitorate attentamente come focolai di odio e razzismo, ma sono le associazioni a cui le Forze dell’ordine si rivolgono per acquisire informazioni su gruppi ritenuti criminali, che informano il grande pubblico e collaborano con la squadra antisette”. Nei citati contributi si legge altresì che tali associazioni, che sono state sentite in audizioni tenute nell’ambito della citata indagine conoscitiva sarebbero composte anche da arroganti e presuntuosi con manie di grandezza, ed avrebbero un modus operandi occulto, avvalendosi di agende segrete e canali privilegiati per porre sotto indagine onesti cittadini, inoltrando, a tal fine, documenti supersegretissimi, attentando ai diritti costituzionali, facendo attivismo poliziesco intimidendo e tappando la bocca alle persone, mirando a creare uno stato poliziesco, poiché nostalgici del duce e di leggi liberticide, costituendo dunque una “setta antisetta” molto pericolosa;

per concludere, appare agli interroganti opportuno ricordare le parole del Presidente della Repubblica, in occasione della celebrazione della giornata del volontariato del 2009: “Non si possono solo o principalmente delegare al privato sociale compiti di soddisfacimento dei bisogni o dei diritti che la Repubblica nel suo insieme è chiamata a garantire”,

si chiede di sapere:

se e quali misure di competenza i Ministri in indirizzo intendano adottare in relazione alle direttive espresse nella raccomandazione del Consiglio d’Europa del 1999 e alla luce delle più recenti valutazioni e considerazioni espresse in ambito europeo;

se siano stati o meno realizzati progetti educativi in ambito scolastico volti all’auspicata educazione in materia, nonché a tutela dei soggetti più vulnerabili come adolescenti e minori;

se siano o meno state realizzate campagne informative preventive nell’ambito della sanità, in particolare a tutela dei soggetti maggiormente vulnerabili;

se nell’ambito della sanità sia o meno stata realizzata attività di monitoraggio e vigilanza al fine di valutare gli effettivi rischi per la salute e la stessa incolumità dei cittadini che si affidano a persone che, a giudizio degli interroganti, si avvalgono sovente di inesistenti titoli e operano anche all’interno di gruppi pseudoreligiosi e/o pseudo-terapici;

se non si ritenga opportuno, ai fini della concreta ed immediata assunzione delle direttive indicate nella raccomandazione europea del 1999, anche alla luce della profonda crisi che l’Europa sta attraversando e che rappresenta indubitabilmente un’occasione per un’ulteriore espansione delle derive settarie, valutare anche la realizzazione nel nostro Paese di un’apposita struttura similare alla Missione interministeriale di vigilanza e di lotta contro le derive settarie istituita in Francia;

se siano o meno a conoscenza della campagna di discredito nei confronti delle menzionate associazioni di volontariato e dei rispettivi rappresentanti, e come, eventualmente, intendano procedere anche e soprattutto nell’interesse delle stesse ex vittime di culti abusanti e delle loro famiglie, che si rivolgono fiduciose alle associazioni di aiuto.

 

Fonte: Senato.it