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Nuova interrogazione parlamentare sulle modalità dei gruppi a deriva settaria e sulle politiche preventive

Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-00374

Atto n. 4-00374

Pubblicato il 19 giugno 2013, nella seduta n. 44

ALBERTI CASELLATI , MUSSOLINI , CALIENDO , GIBIINO , BERNINI , ROMANI Paolo , CARRARO , BONFRISCO , RIZZOTTI , PELINO– Ai Ministri dell’interno, della giustizia, dell’istruzione, dell’università e della ricerca e della salute. –

Premesso che:

alla luce dell’inquietante diffusione del fenomeno delle sette religiose a livello europeo, il Consiglio d’Europa, già con raccomandazione n. 1412 (1999) intese sollecitare gli Stati membri a un’efficace azione di vigilanza e di informazione preventiva sui gruppi a carattere religioso, esoterico o spirituale, invitando a concretizzare i necessari interventi mediante appositi programmi d’educazione in ambito scolastico, attraverso l’istituzione di centri nazionali e regionali d’informazione e di Ong di aiuto per le vittime e per le loro famiglie, nonché attraverso la creazione di un osservatorio europeo finalizzato a facilitare lo scambio tra i centri nazionali;

nella fattispecie, richiese una speciale attenzione nei confronti delle persone più vulnerabili e in particolare dei minori;

osservato che nella raccomandazione “State, religion, secularity and human rights” n. 1804 (2007), è peraltro evidenziato che «La libertà di religione è protetta dall’Articolo 9 della Convenzione Europea sui Diritti Umani e dall’Articolo 18 della Dichiarazione Universale sui Diritti Umani. Tali libertà non sono tuttavia illimitate: una religione la cui dottrina o pratica si scontri con altri diritti fondamentali sarà inaccettabile. Ad ogni modo, le restrizioni che possono essere applicate a tali libertà sono quelle “previste dalla legge e sono necessarie in una società democratica nell’interesse della sicurezza pubblica, per la protezione dell’ordine, della morale, e della salute pubblici, o per la protezione dei diritti e delle libertà altrui” (articolo 9.2 della Convenzione). Gli Stati non possono nemmeno permettere la diffusione di principi religiosi che, se applicati, violerebbero i diritti umani. Se a questo proposito esistessero dubbi, gli Stati devono richiedere ai leader religiosi di prendere una posizione non ambigua relativamente alla priorità dei diritti umani su qualsiasi principio religioso, come statuito dalla Convenzione Europea sui Diritti Umani»;

osservato, inoltre, che:

il 5 ottobre 2012, i rappresentanti della Commissione dei diritti dell’uomo, nell’ambito della Conferenza delle Oing presso il Consiglio d’Europa, hanno espresso viva preoccupazione per il fatto che gli Stati membri del Consiglio d’Europa non abbiano, fino ad ora, assunto misure all’altezza della sfida rappresentata dalle cosiddette derive settarie, che attentano ai diritti dell’uomo e ai principi fondamentali di tutte le società democratiche;

nell’ambito della medesima Conferenza è stato rilevato come il fenomeno settario sia causa di procedimenti di infrazione in particolare nel campo della salute, dell’educazione e della vita privata e familiare degli individui e che contestualmente, organizzazioni abusanti, agendo al riparo del diritto alla libertà religiosa, minino, di fatto, le libertà fondamentali dei cittadini, costituendo pertanto una reale minaccia per la democrazia;

i rappresentanti della Commissione dei diritti dell’uomo hanno opportunamente sottolineato che, approfittando della permeabilità delle frontiere, il fenomeno ha continuato a dilagare pressoché incontrastato nei Paesi dell’Europa centrale e orientale e non è diminuito nei Paesi dell’Europa occidentale e che, a tutt’oggi, solo Francia e Belgio hanno adottato misure legislative a tutela delle fasce più deboli e pochi altri Stati membri hanno assunto misure di osservazione e informazione;

il 28 novembre 2002, in Francia fu istituita la Missione interministeriale di vigilanza e di lotta contro le derive settarie, con lo scopo di osservare e analizzare il fenomeno, coordinare l’azione preventiva e repressiva dei poteri pubblici e informare la popolazione su rischi e pericoli; nella fattispecie, essa oltre a redigere rapporti annuali sul fenomeno, ha realizzato numerose pubblicazioni e guide a tutela della popolazione, pubblicate in internet;

il Ministro dell’educazione francese inoltrava circolare n. 2012-051 del 22 marzo 2012, per rettrici e rettori della pubblica istruzione, sulla prevenzione e la lotta contro il rischio settario (il cui testo può essere consultato anche sul sito del Governo francese);

il Senato francese ha ritenuto inoltre necessario istituire nell’ottobre 2012 un’apposita Commissione d’inchiesta sul fenomeno settario nell’ambito della sanità;

osservato, infine, che:

nel settembre 2012, relatori della Commissione Affari giuridici e dei diritti dell’uomo dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (APCE), riunitasi a Parigi per discutere in merito alla protezione dei minori dalle “sette”, hanno evidenziato che la difficoltà di raggiungere un consenso europeo sul fenomeno non significa certamente abbandonare l’idea di stabilire delle regole e politiche a livello europeo finalizzate alla protezione dei minori contro il pericolo dei culti abusanti e che occorre difendere l’interesse superiore del bambino da ogni forma di brutalità, maltrattamento e negligenza. Considerata pertanto la vulnerabilità dei minori e degli adolescenti, i rappresentanti degli Stati partecipanti all’Assemblea hanno ribadito la necessità di un’indispensabile vigilanza sul fenomeno, anche attraverso la creazione di strutture simili alla citata Missione francese;

in Italia, la sola Regione Friuli-Venezia Giulia ha approvato in data 31 maggio 2012 la legge regionale n. 11, recante “Norme per il sostegno e la piena libertà intellettuale, morale e psicologica dell’individuo”;

di fatto, a tutt’oggi, solo le associazioni di volontariato e alcuni centri di ricerca svolgono, pur nella limitatezza delle risorse, una preziosa e continuativa opera informativa sul fenomeno e di supporto alle vittime e alle famiglie;

in tal senso esse realizzano un’azione di integrazione nonché, spesso, di vera e propria supplenza dell’azione pubblica, in maniera del tutto gratuita e avvalendosi della consulenza e collaborazione di esperti del settore della salute mentale, della criminologia e della giurisprudenza;

l’associazione Familiari delle vittime delle sette (FAVIS) ha realizzato, primo progetto in Italia, l’opuscolo informativo “Le mani sulla mente”, distribuito gratuitamente durante gli incontri con gli studenti degli istituti scolastici superiori della provincia di Rimini;

da quanto risulta agli interroganti, proprio l’impegno profuso in questo complesso e delicato settore anche attraverso la collaborazione fattiva con le forze dell’ordine, e la denuncia alle autorità competenti di tutti quei casi lesivi dei diritti dell’uomo che hanno portato anche a condanne in ambito giudiziario di soggetti a capo di gruppi e movimenti pseudospirituali, così come la recente partecipazione di alcuni esponenti del mondo dell’associazionismo alle diverse audizioni presso la 2ª Commissione permanente (Giustizia) del Senato nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul fenomeno della manipolazione mentale dei soggetti deboli, con particolare riferimento al fenomeno delle cosiddette sette, in relazione al disegno di legge 569 della XVI Legislatura recante disposizioni concernenti il reato di manipolazione mentale, hanno determinato una pesante campagna accusatoria e diffamatoria sulla rete telematica, finalizzata a discreditare le medesime associazioni anche con infondate ed ingiuriose accuse ad personam, nella fattispecie, nei confronti della dottoressa Lorita Tinelli, psicologa e presidente del Centro studi sugli abusi psicologici, della defunta signora Maria Pia Gardini, del signor Maurizio Alessandrini, presidente della FAVIS, di don Aldo Bonaiuto, animatore dell’associazione Servizio antisette della comunità “Giovanni XXIII”, di alcuni rappresentanti delle associazioni Aris Veneto e Aris Toscana, e peraltro della stessa Squadra antisette (SAS) del Ministero dell’interno, nonché di alcuni componenti della 2ª Commissione, con il rischio di gravissime ripercussioni proprio su quei soggetti in stato di bisogno e necessità a cui tali realtà associative si sforzano di offrire aiuto e sostegno;

costoro sono stati definiti, in alcuni contributi pubblicati in rete su diversi blog, quali “setta degli antisette, la vera setta”, cioè movimenti antisette estremisti dai quali gli onesti cittadini dovrebbero prendere le distanze, fanatici oltranzisti, soggetti affetti da disturbo narcisistico di personalità, ignoranti e incompetenti in malafede, serpenti a sonagli, privi di cultura, mancanti di obiettività, empatia e capacità di giudizio razionale, promotori di una sorta di lobby finalizzata a manipolare gli organi mediatici, i politici, la magistratura e l’opinione pubblica diffondendo falsa informazione, veri e propri strateghi e terroristi dediti a seminare intolleranza religiosa e procurare allarme, fomentatori di una campagna d’istigazione all’odio per il diverso, a capo di associazioni che, si cita testualmente, “non solo non si trovano isolate ai margini della società e monitorate attentamente come focolai di odio e razzismo, ma sono le associazioni a cui le Forze dell’ordine si rivolgono per acquisire informazioni su gruppi ritenuti criminali, che informano il grande pubblico e collaborano con la squadra antisette”. Nei citati contributi si legge altresì che tali associazioni, che sono state sentite in audizioni tenute nell’ambito della citata indagine conoscitiva durante la XVI Legislatura sarebbero composte anche da arroganti e presuntuosi con manie di grandezza, ed avrebbero un modus operandi occulto, avvalendosi di agende segrete e canali privilegiati per porre sotto indagine onesti cittadini, inoltrando, a tal fine, documenti supersegretissimi, attentando ai diritti costituzionali, facendo attivismo poliziesco intimidendo e tappando la bocca alle persone, mirando a creare uno stato poliziesco, poiché nostalgici del duce e di leggi liberticide, costituendo dunque una “setta antisetta” molto pericolosa;

per concludere, appare agli interroganti opportuno ricordare le parole del Presidente della Repubblica, in occasione della celebrazione della giornata del volontariato del 2009: “Non si possono solo o principalmente delegare al privato sociale compiti di soddisfacimento dei bisogni o dei diritti che la Repubblica nel suo insieme è chiamata a garantire”;

anche nel corso della XVI Legislatura, in data 6 dicembre 2012, la prima firmataria del presente atto di sindacato ispettivo ha presentato l’interrogazione 4-08835 inerente al fenomeno delle sette,

si chiede di sapere:

se e quali misure di competenza i Ministri in indirizzo intendano adottare in relazione alle direttive espresse nella raccomandazione del Consiglio d’Europa del 1999 e alla luce delle più recenti valutazioni e considerazioni espresse in ambito europeo;

se siano stati o meno realizzati progetti educativi in ambito scolastico volti all’auspicata educazione in materia, nonché a tutela dei soggetti più vulnerabili come adolescenti e minori;

se siano o meno state realizzate campagne informative preventive nell’ambito della sanità, in particolare a tutela dei soggetti maggiormente vulnerabili;

se nell’ambito della sanità sia o meno stata realizzata attività di monitoraggio e vigilanza al fine di valutare gli effettivi rischi per la salute e la stessa incolumità dei cittadini che si affidano a persone che, a giudizio degli interroganti, si avvalgono sovente di inesistenti titoli e operano anche all’interno di gruppi pseudoreligiosi e/o pseudo-terapici;

se non ritengano opportuno, ai fini della concreta ed immediata assunzione delle direttive indicate nella raccomandazione europea del 1999, anche alla luce della profonda crisi che l’Europa sta attraversando e che rappresenta indubitabilmente un’occasione per un’ulteriore espansione delle derive settarie, valutare anche la realizzazione nel nostro Paese di un’apposita struttura similare alla Missione interministeriale di vigilanza e di lotta contro le derive settarie istituita in Francia;

se siano o meno a conoscenza della campagna di discredito nei confronti delle menzionate associazioni di volontariato e dei rispettivi rappresentanti, e come, eventualmente, intendano procedere anche e soprattutto nell’interesse delle stesse ex vittime di culti abusanti e delle loro famiglie, che si rivolgono fiduciose alle associazioni di aiuto.

 

Fonte: Senato.it

Interrogazione parlamentare sulle derive settarie

Report n. 4-08835 – issued on Dec. 6, 2012 – session n. 851

(Version for the Press)

The report was addressed by a group of Italian Members of Parliament (Alberti Casellati, Caselli,

Caruso, De Feo, De Lillo, Izzo, Rizzotti, Scarpa Bonazza Buora, Tomassini, Spadoni Urbani,

Valentino) to the Italian Home Office, to the Ministry of Justice, to the Departments of Education

and University, to the National Health Service. –

Seeing the disquieting Europe-wide diffusion of religious cults, the Council of Europe called on the Member States to exercise supervision and provide information on religious, esoteric or spiritual groups (Recommendation n.1412, 1999); it also invited them to protect adolescents through projects within the framework of school curricula, through the creation of information centres and non-governmental organizations for the victims and their families, through the setting up of a European Observatory to make it easier for national centres to exchange information.

On this particular occasion it fixed as a priority the protection of the most vulnerable members of society, especially if minors.

Though in the Recommendation “State, Religion, Secularity and Human Rights” n.1804, 2007 the authors stressed that “Freedom of religion is guaranteed by Article 9 of the European Convention on Human Rights and by Article 18 of the Universal Declaration of Human Rights”, these freedoms are not limitless: a religion whose doctrine or practice clashes with other fundamental rights is unacceptable. Anyway, the restrictions applied to these freedoms are those “prescribed by law and are necessary in a democratic society in the interests of public safety, for the protection of public order, health or morals, or for the protection of the rights and freedoms of others” (second paragraph, Article 9 of the Convention). The States can’t even allow the diffusion of religious principles that, if applied, would violate human rights. Should there be any doubts about that, the States must ask the religious leaders to clearly reaffirm the priority of human rights over any religious belief, as stated by the European Convention of Human Rights.

Moreover, on October 5, 2012 the representatives of the Commission for Human Rights during the NGO Conference at the Council of Europe showed great concern about the fact that the Member States hadn’t taken any measures against the illegal practices of cults which violate human rights and the fundamental principles of all democratic societies.

During the Conference itself it was highlighted how the activities of sects could infringe health, education, people’s private and familiar lives; at the same time, illegal organizations under the cover of the right to religious freedom actually undermine people’s fundamental liberties, thus posing a threat to democracy.

The representatives of the Commission for Human Rights correctly underlined that because of the permeability of international borders the phenomenon had spread through Central and Eastern Europe and hadn’t decreased in Western countries; so far, only France and Belgium have adopted legislative measures to protect the most vulnerable members of society, and few other Member States have taken any measures.

On Nov. 28, 2002 the Interministerial Mission for Monitoring and Combating Cultic Deviances (MIVILUDES) was set up in France with the purpose of monitoring and analyzing the phenomenon, taking measures of prevention and repression, and warning the population against risks and dangers; in particular, it has written annual reports on the phenomenon and in addition it has published guides on the Internet, to protect the population.

On March 22, 2012 the French Department of Education forwarded a circular letter (n. 2012 -051) to headteachers in State schools about prevention and struggle against sectarian risks (the text can be read on the French Government site, too). The French Government thought it necessary to set up a Commission of Inquiry (October 2012) on the phenomenon of sects within the Health Service.

Finally, we remark that in September 2012 the speakers of the Committee on Legal Affairs and Human Rights, within the Parliamentary Assembly of the Council of Europe, met in Paris to deal with protecting minors against sectarian influence; they also stressed that the difficulty in reaching a European general agreement on the matter didn’t necessarily mean that we had to give up setting rules and policies in Europe for the protection of minors against sectarian abuse.

The supreme right of the child to be protected against any form of brutality, ill-treatment and neglect must be safeguarded. Consequently, considering the vulnerability of minors and adolescents, the Member States of the Assembly reiterated the need to monitor the phenomenon, also through the creation of institutions like the French Interministerial Mission for Monitoring and Combating Cultic Deviances, previously mentioned.

In Italy, only the region Friuli – Venezia Giulia passed a local act (n. 11 – May 31,2012) containing “Rules supporting complete intellectual, moral and psychological freedom”.

So far only volunteer associations and some research centres, despite their limited resources, have actually carried out the task of informing about the phenomenon and supporting the victims and their families; they help, and sometimes even replace, State action without any profit, using the advice and collaboration of experts in the field of mental health, criminology and law.

The Italian Association named FAVIS (Familiars of Victims of Sects) issued a booklet, “Hands on the Mind” – first project of this kind in Italy – handed out free during meetings with high school students in the province of Rimini.

As far as the questioning Italian MPs know, these people’s commitment in collaboration with the Police has brought about the prosecution and even the punishment , in some cases, of the leaders of pseudo-spiritual groups and movements; it also fostered the recent participation of some volunteer associations members in various hearings at the second permanent Commission for Justice in the Italian Senate concerning an inquiry into the mental manipulation of vulnerable people by the so-called “sects” (Bill n.569). After that, there was a strong smear campaign against these associations in order to discredit them and in particular the following people: Mrs Lorita Tinelli, psychologist and President of CESAP (Centre for Studies on Psychological Abuse), the late Mrs Maria Pia Gardini, Mr Maurizio Alessandrini (President of FAVIS), Rev. Aldo Bonaiuto, of the Association “Anti-cult Service of the Community Pope John XXIII”, some representatives of the Associations ARIS Veneto and ARIS Toscana, the Anti-cult Squad of the Italian Home Office, and also some members of the second Commission. Such a defamatory campaign may have repercussions for people in need who turn to these associations to receive help and support.

In some blogs the people mentioned above have been labelled as “the cult of the anti-cults”, as “the only real sect”, as intolerant fanatics suffering from a Narcissistic personality disorder, as biased and ignorant people who created a sort of “lobby” to influence the media, politicians, magistrates, and to spread false information. Besides, they are accused of collaborating with the Police using “hidden channels” of communication, exchanging confidential information and creating a sort of dictatorial system as you would expect in a totalitarian State.

In conclusion, we should focus on the Italian President’s words during the celebration of the “Volunteer’s Day” in 2009: “People’s needs and rights must be guaranteed by the State as a whole, they can’t be totally or partially devolved to private organizations”.

The Italian MPs mentioned at the beginning of this report would like to know:

  • if the Ministries involved intend to adopt any measures in compliance with the Recommendation of the Council of Europe (1999) and with the latest guidelines within the European framework;

  • if educational projects within school curricula have been created to spread information and to protect the most vulnerable people, like adolescents and minors;

  • if information campaigns have been carried out within the National Health Service, in particular to protect the most vulnerable;

  • if the National Health Service has monitored the risks for the health and integrity of the citizens who often turn to people with no qualifications operating in pseudo-religious and/or pseudo-therapic groups;

  • if it is advisable to set up an institution in our country like the French MIVILUDES (Interministerial Mission for Monitoring and Combating Cultic Deviances) to comply with the guidelines contained in the European Recommendation of 1999, also in the light of the profound crisis Europe is going through, which can facilitate the diffusion of sectarian deviances;

  • if the smear campaign against the above-mentioned Associations and their representatives has been made known, in the interests of the former victims of cults and their families who confidently rely on the helping Associations.

Traduzione italiana qui

Interrogazione a risposta scritta sul fenomeno delle derive settarie

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-08835

Atto n. 4-08835

Pubblicato il 6 dicembre 2012, nella seduta n. 851

ALBERTI CASELLATI , CASELLI , CARUSO , DE FEO , DE LILLO , IZZO , RIZZOTTI , SCARPA BONAZZA BUORA , TOMASSINI , SPADONI URBANI , VALENTINO– Ai Ministri dell’interno, della giustizia, dell’istruzione, dell’università e della ricerca e della salute. –

Premesso che:

alla luce dell’inquietante diffusione del fenomeno delle sette religiose a livello europeo, il Consiglio d’Europa, già con raccomandazione n. 1412 (1999) intese sollecitare gli Stati membri a un’efficace azione di vigilanza e di informazione preventiva sui gruppi a carattere religioso, esoterico o spirituale, invitò a concretizzare i necessari interventi mediante appositi programmi d’educazione in ambito scolastico, nonché attraverso l’istituzione di centri nazionali e regionali d’informazione e di Ong di aiuto per le vittime e per le loro famiglie, e attraverso la creazione di un osservatorio europeo finalizzato a facilitare lo scambio tra i centri nazionali;

nella fattispecie, richiese una speciale attenzione nei confronti delle persone più vulnerabili e in particolare dei minori;

osservato che nella raccomandazione “State, religion, secularity and human rights” n. 1804 (2007), è peraltro evidenziato che “La libertà di religione è protetta dall’Articolo 9 della Convenzione Europea sui Diritti Umani e dall’Articolo 18 della Dichiarazione Universale sui Diritti Umani. Tali libertà non sono tuttavia illimitate: una religione la cui dottrina o pratica si scontri con altri diritti fondamentali sarà inaccettabile. Ad ogni modo, le restrizioni che possono essere applicate a tali libertà sono quelle “previste dalla legge e sono necessarie in una società democratica nell’interesse della sicurezza pubblica, per la protezione dell’ordine, della morale, e della salute pubblici, o per la protezione dei diritti e delle libertà altrui” (Articolo 9.2 della Convenzione). Gli Stati non possono nemmeno permettere la diffusione di principi religiosi che, se applicati, violerebbero i diritti umani. Se a questo proposito esistessero dubbi, gli Stati devono richiedere ai leader religiosi di prendere una posizione non ambigua relativamente alla priorità dei diritti umani su qualsiasi principio religioso, come statuito dalla Convenzione Europea sui Diritti Umani”;

osservato, inoltre, che:

il 5 ottobre 2012, i rappresentanti della Commissione dei diritti dell’uomo, nell’ambito della Conferenza delle Oing presso il Consiglio d’Europa, hanno espresso viva preoccupazione per il fatto che gli Stati membri del Consiglio d’Europa non abbiano, fino ad ora, assunto misure all’altezza della sfida rappresentata dalle cosiddette derive settarie, che attentano ai diritti dell’uomo e ai principi fondamentali di tutte le società democratiche;

nell’ambito della medesima Conferenza è stato rilevato come il fenomeno settario sia causa di procedimenti di infrazione in particolare nel campo della salute, dell’educazione e della vita privata e familiare degli individui e che contestualmente, organizzazioni abusanti, agendo al riparo del diritto alla libertà religiosa, minino, di fatto, le libertà fondamentali dei cittadini, costituendo pertanto una reale minaccia per la democrazia;

i rappresentanti della Commissione dei diritti dell’uomo hanno opportunamente sottolineato che, approfittando della permeabilità delle frontiere, il fenomeno ha continuato a dilagare pressoché incontrastato nei Paesi dell’Europa centrale e orientale e non è diminuito nei Paesi dell’Europa occidentale e che, a tutt’oggi, solo Francia e Belgio hanno adottato misure legislative a tutela delle fasce più deboli e pochi altri Stati membri hanno assunto misure di osservazione e informazione;

il 28 novembre 2002, in Francia fu istituita la Missione interministeriale di vigilanza e di lotta contro le derive settarie, con lo scopo di osservare e analizzare il fenomeno, coordinare l’azione preventiva e repressiva dei poteri pubblici e informare la popolazione su rischi e pericoli; nella fattispecie, essa oltre a redigere rapporti annuali sul fenomeno, ha realizzato numerose pubblicazioni e guide a tutela della popolazione, pubblicate in Internet;

il Ministro dell’educazione francese inoltrava circolare n. 2012-051 del 22 marzo 2012, per rettrici e rettori della pubblica istruzione, sulla prevenzione e la lotta contro il rischio settario (il cui testo può essere consultato anche sul sito del Governo francese);

il Senato francese ha ritenuto inoltre necessario istituire nell’ottobre 2012 anche un’apposita Commissione d’inchiesta sul fenomeno settario nell’ambito della sanità;

osservato, infine, che:

nel settembre 2012, relatori della Commissione Affari giuridici e dei diritti dell’uomo dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (APCE), riunitasi a Parigi per discutere in merito alla protezione dei minori dalle “sette”, hanno evidenziato che la difficoltà di raggiungere un consenso europeo sul fenomeno non significa certamente abbandonare l’idea di stabilire delle regole e politiche a livello europeo finalizzate alla protezione dei minori contro il pericolo dei culti abusanti e che occorre difendere l’interesse superiore del bambino da ogni forma di brutalità, maltrattamento e negligenza. Considerata pertanto la vulnerabilità dei minori e degli adolescenti, i rappresentanti degli Stati partecipanti all’Assemblea hanno ribadito la necessità di un’indispensabile vigilanza sul fenomeno, anche attraverso la creazione di strutture simili alla citata Missione francese;

in Italia, la sola Regione Friuli-Venezia Giulia ha approvato in data 31 maggio 2012 la legge regionale n. 11, recante “Norme per il sostegno e la piena libertà intellettuale, morale e psicologica dell’individuo”;

di fatto, a tutt’oggi, solo le associazioni di volontariato e alcuni centri di ricerca svolgono, pur nella limitatezza delle risorse, una preziosa e continuativa opera informativa sul fenomeno in questione e di supporto alle vittime e alle famiglie;

in tal senso esse realizzano un’azione di integrazione nonché, spesso, di vera e propria supplenza dell’azione pubblica, in maniera del tutto gratuita e avvalendosi della consulenza e collaborazione di esperti del settore della salute mentale, delle criminologia e della giurisprudenza;

l’associazione Familiari delle vittime delle sette (FAVIS) ha realizzato, primo progetto in Italia, l’opuscolo informativo “Le mani sulla mente”, distribuito gratuitamente durante gli incontri con gli studenti degli istituti scolastici superiori della provincia di Rimini;

osservato peraltro ch,e a quanto risulta agli interroganti:

proprio l’impegno profuso in questo complesso e delicato settore anche attraverso la collaborazione fattiva con le Forze dell’ordine, e la denuncia alle autorità competenti di tutti quei casi lesivi dei diritti dell’uomo che hanno portato anche a condanne in ambito giudiziario di soggetti a capo di gruppi e movimenti pseudospirituali, così come la recente partecipazione di alcuni esponenti del mondo dell’associazionismo alle diverse audizioni presso la 2a Commissione permanente (Giustizia) del Senato nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul fenomeno della manipolazione mentale dei soggetti deboli, con particolare riferimento al fenomeno delle cosiddette sette, in relazione al disegno di legge 569 recante disposizioni concernenti il reato di manipolazione mentale, hanno determinato una pesante campagna accusatoria e diffamatoria sulla rete telematica, finalizzata a discreditare le medesime associazioni anche con infondate ed ingiuriose accuse ad personam, nella fattispecie, nei confronti della dottoressa Lorita Tinelli, psicologa e presidente del Centro studi sugli abusi psicologici, della defunta signora Maria Pia Gardini, del signor Maurizio Alessandrini, presidente della FAVIS, di don Aldo Bonaiuto, animatore dell’associazione Servizio antisette della comunità Giovanni “XXIII”, di alcuni rappresentanti delle associazioni Aris Veneto e Aris Toscana, e peraltro della stessa Squadra antisette (SAS) del Ministero dell’interno, nonché di alcuni componenti della 2ª Commissione, con il rischio di gravissime ripercussioni proprio su quei soggetti in stato di bisogno e necessità a cui tali realtà associative si sforzano di offrire aiuto e sostegno;

costoro sono stati definiti in alcuni contributi pubblicati in rete su diversi blog quali “setta degli antisette, la vera setta”, cioè movimenti antisette estremisti dai quali gli onesti cittadini dovrebbero prendere le distanze, fanatici oltranzisti, soggetti affetti da disturbo narcisistico di personalità, ignoranti e incompetenti in malafede, serpenti a sonagli, privi di cultura, mancanti di obiettività, empatia e capacità di giudizio razionale, promotori di una sorta di lobby finalizzata a manipolare gli organi mediatici, i politici, la magistratura e l’opinione pubblica diffondendo falsa informazione, veri e propri strateghi e terroristi dediti a seminare intolleranza religiosa e procurare allarme, fomentatori di una campagna d’istigazione all’odio per il diverso, a capo di associazioni che, si cita testualmente, “non solo non si trovano isolate ai margini della società e monitorate attentamente come focolai di odio e razzismo, ma sono le associazioni a cui le Forze dell’ordine si rivolgono per acquisire informazioni su gruppi ritenuti criminali, che informano il grande pubblico e collaborano con la squadra antisette”. Nei citati contributi si legge altresì che tali associazioni, che sono state sentite in audizioni tenute nell’ambito della citata indagine conoscitiva sarebbero composte anche da arroganti e presuntuosi con manie di grandezza, ed avrebbero un modus operandi occulto, avvalendosi di agende segrete e canali privilegiati per porre sotto indagine onesti cittadini, inoltrando, a tal fine, documenti supersegretissimi, attentando ai diritti costituzionali, facendo attivismo poliziesco intimidendo e tappando la bocca alle persone, mirando a creare uno stato poliziesco, poiché nostalgici del duce e di leggi liberticide, costituendo dunque una “setta antisetta” molto pericolosa;

per concludere, appare agli interroganti opportuno ricordare le parole del Presidente della Repubblica, in occasione della celebrazione della giornata del volontariato del 2009: “Non si possono solo o principalmente delegare al privato sociale compiti di soddisfacimento dei bisogni o dei diritti che la Repubblica nel suo insieme è chiamata a garantire”,

si chiede di sapere:

se e quali misure di competenza i Ministri in indirizzo intendano adottare in relazione alle direttive espresse nella raccomandazione del Consiglio d’Europa del 1999 e alla luce delle più recenti valutazioni e considerazioni espresse in ambito europeo;

se siano stati o meno realizzati progetti educativi in ambito scolastico volti all’auspicata educazione in materia, nonché a tutela dei soggetti più vulnerabili come adolescenti e minori;

se siano o meno state realizzate campagne informative preventive nell’ambito della sanità, in particolare a tutela dei soggetti maggiormente vulnerabili;

se nell’ambito della sanità sia o meno stata realizzata attività di monitoraggio e vigilanza al fine di valutare gli effettivi rischi per la salute e la stessa incolumità dei cittadini che si affidano a persone che, a giudizio degli interroganti, si avvalgono sovente di inesistenti titoli e operano anche all’interno di gruppi pseudoreligiosi e/o pseudo-terapici;

se non si ritenga opportuno, ai fini della concreta ed immediata assunzione delle direttive indicate nella raccomandazione europea del 1999, anche alla luce della profonda crisi che l’Europa sta attraversando e che rappresenta indubitabilmente un’occasione per un’ulteriore espansione delle derive settarie, valutare anche la realizzazione nel nostro Paese di un’apposita struttura similare alla Missione interministeriale di vigilanza e di lotta contro le derive settarie istituita in Francia;

se siano o meno a conoscenza della campagna di discredito nei confronti delle menzionate associazioni di volontariato e dei rispettivi rappresentanti, e come, eventualmente, intendano procedere anche e soprattutto nell’interesse delle stesse ex vittime di culti abusanti e delle loro famiglie, che si rivolgono fiduciose alle associazioni di aiuto.

 

Fonte: Senato.it

 

La Francia chiede di raddoppiare la vigilanza sul fenomeno delle derive settarie

Interessante articolo in cui c’è un chiaro invito agli amministratori della sanità francese a raddoppiare la vigilanza sul fenomeno delle derive settarie e come si legge, già nel 2010 la Miviludes, con apposita circolare, aveva incaricato i Direttori generali delle amministrazioni sanitarie di designare un referente in materia di lotta contro le derive settarie, che operasse all’interno delle strutture e dei servizi medico-sociali.

Quì l’articolo

Sectes : une «autorisation tacite» des administrations

Au Sénat, une commission d’enquête sonde les dérives sectaires dans le domaine de la santé. Administrations et établissements sont appelés à renforcer leur vigilance.

Guérir le cancer au jus de citron, combattre le diabète par apposition des mains, se délivrer des maladies en se «nourrissant» d’air… Près de 400 pratiques «non conventionnelles à visée thérapeutique» sont proposées en France, selon la Miviludes (Mission interministérielle de vigilance et de lutte contre les dérives sectaires). Si elles ne s’accompagnent pas toutes de manipulations, ces pratiques sont «une véritable porte d’entrée pour les mouvements sectaires», estime le sénateur (RDSE) Jacques Mézard. La commission d’enquête dont il est rapporteur, depuis le 10 octobre 2012, en mesure le danger – et découvre une certaine apathie des administrations sur le sujet…

Atomisation
Actuellement, les dérives sectaires dans le domaine de la santé représentent un quart des signalements faits à la Miviludes. Trois mille médecins seraient en lien avec la mouvance sectaire, estime-t-elle dans un guide publié en avril 2012… Son nouveau président Serge Blisko, premier auditionné par la commission, rapporte en outre une «atomisation du phénomène sectaire», particulièrement «dans le domaine de la santé» : les manipulations s’exercent, de plus en plus, au sein de petites structures.

Les personnels soignants eux-mêmes sont exposés à ces dérives. Georges Fenech, ancien président de la Miviludes, évoque ainsi la «pénétration du milieu hospitalier par certaines organisations». Des «comités de liaison hospitaliers», par exemple, viennent y faire respecter le refus de la transfusion sanguine par les adeptes des Témoins de Jéhovah… Pour sa part, Serge Blisko appelle les dirigeants des structures sanitaires et sociales à être «extrêmement attentifs» au contenu des formations proposées à leurs personnels, notamment en matière de gestion du stress.

ARS
Plusieurs administrations de la santé sont également invitées à redoubler de vigilance. Depuis le début de l’année, la Miviludes a ainsi signalé 42 pratiques suspectes aux agences régionales de santé (ARS). Mais «certaines ont, plus que d’autres, une sensibilité sur cette question», avance Serge Blisko.

Une circulaire du 23 juillet 2010 demande à chaque directeur général d’ARS de désigner un agent référent, en matière de lutte contre les dérives sectaires dans les établissements et services médico-sociaux. Le président de la Miviludes a plusieurs fois réclamé, au ministère de la Santé, la liste nominative de ces référents ; en vain. «Je crains qu’elle ne soit très courte», déplore Serge Blisko… Or cette inertie administrative est «perçue par les charlatans de la santé comme une sorte d’autorisation tacite» à manipuler.

Le ministère de la Santé est également mis en cause. Un arrêté du 3 février 2009 a en effet créé un «groupe d’appui technique sur les pratiques non conventionnelles à visée thérapeutique», auprès du directeur général de la santé (DGS). Ce comité est notamment chargé de distinguer les techniques dangereuses des méthodes prometteuses. «Le rythme de travail doit s'(y) accélérer», réclame Serge Blisko. Georges Fenech évoque même des «blocages» dans cette instance.

«Les premières fiches sur des pratiques non conventionnelles à visée dite thérapeutique devraient être mises prochainement» sur le site internet du ministère de la Santé, répond aujourd’hui la DGS. Elle souligne que les évaluations des différentes pratiques «nécessitent un travail important, qui est donc long». Un délai malheureusement profitable aux gourous charlatans…

Olivier Bonnin

Fonte: http://www.gazette-sante-social.fr/actualite/a-la-une-sectes-une-autorisation-tacite-des-administrations-35839.html

Qui la circolare del 2010

http://circulaire.legifrance.gouv.fr/pdf/2010/08/cir_31624.pdf

Le juge déboute les témoins de Jehovah qui contestaient un rapport de la Miviludes

Les témoins de Jéhovah n’ont pas obtenu la rectification du rapport d’activité 2005 de la Miviludes. Un non pur et simple. C’est la réponse de la cour administrative d’appel de Paris aux témoins de Jéhovah, qui n’avaient guère apprécié le rapport d’activité 2005 de la mission interministérielle de vigilance et de lutte contre les dérives sectaires (Miviludes).

La Fédération chrétienne des témoins de Jéhovah de France a demandé au Premier ministre,
– d’une part, la rectification de renseignements formulés à son sujet qu’elle estime erronés,
– d’autre part, la consignation de ses observations en annexe audit rapport.

Sur le fond, le juge considère que le rapport incriminé ne présente pas un caractère mensonger ou diffamatoire à l’encontre de la fédération.

L’arrêt apporte aussi des informations intéressantes au regard du droit de rectification et sur la portée de l’obligation de consignation des observations.

Neutralité de l’Etat

Selon le juge, la publication du rapport de la Miviludes, contenant des appréciations critiques sur les pratiques de certaines organisations, regroupant des personnes partageant les mêmes convictions, ne contrevient pas, même si ces appréciations peuvent impliquer un jugement défavorable sur les convictions qui sont à l’origine de ces pratiques, au principe de neutralité de l’Etat.

Plus précisément, indique le juge, eu égard aux risques que peut présenter le développement de ces pratiques, la publication d’un tel rapport ne porte pas davantage une atteinte excessive à la liberté de pensée, de conscience et de religion, et à l’interdiction des discriminations.

S’agissant du refus de consignation des observations, le juge prend en compte la “portée judiciaire” du rapport annuel d’activité de la Miviludes. Rendu public, il ne peut servir de fondement à une procédure administrative ou judiciaire à l’encontre des personnes qu’il cite. Il n’emporte aucun effet juridique, même si l’administration peut s’y référer en tant que document d’information générale.

Document administratif

Le rapport de la Miviludes présente effectivement le caractère d’un document administratif. Mais il ne constitue pas, à l’égard d’une personne qu’il cite, “un document administratif dont les conclusions lui sont opposées” au sens de l’article 3 de la loi du 17 juillet 1978 sur l’amélioration des relations entre l’administration et le public lui ouvrant droit à y consigner ses observations en annexe.

CAA de Paris, 4 septembre 2012, req. n° 10PA01534

 

> Pour en savoir plus sur le site du Courrierdesmaires.fr

Prévenir et réprimer les dérives sectaires : la boîte à outils du maire, dossier

J.-M. Joannès

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