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I sopravvissuti all’Abuso sono chiamati “bugiardi” da Stephen Lett, membro del Corpo Direttivo JW

JW-TV Stephen Lett

Il Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova ha sottoscritto oggi un insulto pubblico. Questo insulto è stato fatto contro i minori, vittime di abusi,  e contro coloro che hanno subìto abusi sessuali e violenza domestica.

In una presentazione scandalosa su JW-TV Stephen Lett, membro dei Testimoni di Geova del Corpo Direttivo appella le vittime di abusi come bugiardi.

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A differenza del Papa Cattolico, questo ‘grande’  leader, Stephen Lett, rifiuta di scusarsi e si rifiuta di riconoscere qualsiasi dolore vissuto dai superstiti. Si aggrava l’abuso con la negazione e il rifiuto di cambiare le politiche dannose. La negazione e l’appellativo dei superstiti dall’abuso come bugiardi sono abusi secondari.

Gli adulti molto coraggiosi e i bambini, che vedono i loro aguzzini condannati in tribunale, non volevano essere vittime. Non volevano essere intervistati dalla polizia o vivere procedure giudiziarie. Non volevano parlare di quello che è successo a loro in un gruppo di anziani. Non volevano parlarne ai loro genitori o amici. In realtà, molti non possono nemmeno raccontare gli  abusi e devono ancora recarsi dalla polizia, ma non sono in grado di farlo per paura di perdere i genitori e gli amici.

Non è facile sedersi di fronte ad una persona che ha violato un impegno sacro. In alcuni casi, i dati condivisi in udienza pubblica sono troppo terribili anche per essere riferiti dai giornali.

Diventando coraggiosi con il supporto di professionisti i sopravvissuti da abusi stanno cominciando a parlare. Lo fanno per fermare i colpevoli. Lo fanno per trovare la guarigione. I bambini e gli adulti fanno passi in avanti, spesso portando il senso di colpa e la vergogna che è riversato su di loro da chi abusa e da una organizzazione della negazione.

Frequentano campi dove gli anziani li ignorano e mostrano amore e considerazione per la persona che ha tolto loro l’innocenza. Si siedono per giorni nei tribunale ignorati dai loro familiari Testimoni di Geova. Si siedono di fronte a degli anziani che li mettono in dubbio, come bambini, circa l’abuso e che poi non sono riusciti ad accompagnarli alla polizia e si sono rifiutati di rilasciare dichiarazioni.

Molti sopravvissuti ci hanno messo anni per trovare il coraggio di sussurrare un nome e di resistere ai loro aguzzini in un tribunale di diritto.

Oggi, un gruppo di sopravvissuti di abusi vuole parlare direttamente al Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova per dire: “Quando ci si chiamate bugiardi, dovete anche chiamare la polizia, i giudici e la giuria, bugiardi“. “Gli autori sono stati riconosciuti colpevoli da una Corte“.

Chiediamo scuse per questa affermazione ridicola“.

Il video dell’anziano Stephen Lett sarà condiviso ai governi, alle agenzie di abusi sui minori e di indagini abusi sui minori, ai dipartimenti delle Nazioni Unite per la protezione dei minore e agli avvocati. Questo tipo di dichiarazione rende nulla la credibilità dell’organizzazione JW. Essa fornisce prove che il Consiglio di amministrazione non ha pietà dei testimoni affiliati, e che non ha alcuna intenzione di cambiare le politiche ed è predisposto a consentire ai bambini di soffrire
Rachel Robbins che è stata abusata da bambina e la cui figlia fu abusata sessualmente da suo nonno Testimone di Geova per otto anni ha detto oggi:

A volte il vuoto e il dolore che sento mi consumano. Sorrido, ho fatto buon viso a cattivo gioco, ma a volte il pensiero di quiete e oscurità è così confortante che mi ritrovo a desiderare di  andare a dormire e di non svegliarmi. E’ difficile vivere sapendo di essere stati abusati. Essere chiamati  bugiardi è molto doloroso quando si sa di dire la verità. Obbedendo agli anziani, i miei genitori hanno spazzato tutto sotto il tappeto. Io non ho  ricevuto alcun aiuto.
A volte, ho dovuto chiedere a me stessa se era accaduto, perché nessuno ne avrebbe parlato con me. Ma so che è accaduto. Avevo solo 6 quando è iniziato, ed è andata avanti per anni. So che non ero l’unica ad essere stata abusata. Siamo stati tutti definiti bugiardi, ma so che loro sapevano.

Avanti veloce fino all’età adulta/genitorialità e per quello che è successo a me, ho sempre avuto paura che ciò accadesse ai miei figli. Ho provato così duramente a tenerli al sicuro fino al punto di paranoia, a volte.

Siamo diffamati.
Siamo definiti come bugiardi.
Abbiamo evitato.
Per cosa? Per esporre i molestatori di bambini e per ottenere una qualche forma di giustizia.
Ma ancora ci fanno sentire come inutili. Come se la nostra sofferenza non ha importanza“.

Wendy, che è stata violentata da testimone di Geova dall’anziano Mark Sewell, ha detto
Quando sento queste ridicole osservazioni di chi ci chiama apostati per portare la verità, mi sento la rabbia completa e totale all’interno. Ho la sensazione che aumenti l’ansia. Come osano dire ciò? Nel mio caso gli anziani hanno distrutto tutte le prove“.

Un’altro sopravvissuta all’abuso ha riferito: “Non riesco ancora a parlare di quello che è successo a me da bambina di 10. Sono andata alla polizia da adulta, e sono stati gentili, e mi hanno creduto. Ho scoperto attraverso di loro che il mio aggressore era morto, ma ancora ho voglia di sapere chi era e cosa ha fatto.

Hanno intervistato la mia famiglia JW. La mia famiglia ha ammesso che sapevano e non avevano detto niente come ci si aspettava, perché gli anziani sostenevano che  niente di più doveva essere fatto. E’ doloroso sapere la mia famiglia ed io abbiamo rispettato questo. Le politiche permettono che questo accada, e il Consiglio di amministrazione dovrebbe essere chiamato a rispondere.

Chiamare le persone bugiarde per aver avuto il coraggio di denunciare un molestatore di bambini è spregevole“.

Karen Morgan è stata abusata da bambina da Mark Sewell che ora sta scontando 14 anni di carcere (e che non è stato disassociato) ha detto semplicemente: “Mi piacerebbe vedere una dichiarazione della Bethel che delinea esattamente quello che sostengono di offrire alle vittime e alle loro famiglie. Continuano a dire di fare qualcosa, vediamo esattamente quello che fanno“.

L’indignazione per i sopravvissuti agli abusi è comprensibile.

Lee Marsh, presidente di AAWA (avvocati per la consapevolezza degli abusi Watchtower) afferma che “i commenti di Lett sulle vittime di abusi servono ad uno scopo: intimidire i testimoni di Geova nel cercare la verità. E’ un tentativo di incutere la paura di parlane nelle vittime. Potrebbe essere stato utile quando le vittime pensavano di essere uniche, ma ora esse stanno leggendo storie di centinaia di altre vittime di tutto il mondo, con storie simili di abusi sessuali da parte di testimoni di Geova e di come sono stati tutti messi a tacere con minacce di espulsione, per poterne parlare.

Esse si rifiutano di tacere ora.

L’AAWA supporta tutte le vittime che sono state abusate da coloro di cui potevano fidarsi di più – i loro compagni Testimoni“.

Lee Marsh ha scritto un articolo che va in qualche modo a spiegare perché è così importante che le  vittime di abusi siano credute e perché dovrebbero raccontare le loro storie. L’articolo di Lee “Perché raccontiamo le nostre storie” lo si può leggere qui.

Per maggiori informazioni

Avvocati per la consapevolezza di Watchtower abusi (AAWA).

Editor –
Stephen Lett su JW-TV racconta ai Testimoni di Geova di rifiutare “false storie che sono progettate per separarci dalla organizzazione di Geova“. Stephen Lett, ha detto, “pensate che le menzogne ​​e le disonestà degli apostati sostengono che  l’organizzazione di Geova è permissiva verso i pedofili. Voglio dire, che è ridicolo, non è vero? Se qualcuno interviene contro qualcuno a minacciare i nostri giovani, a prendere provvedimenti per proteggere i nostri giovani, è l’organizzazione di Geova. Respingiamo a titolo definitivo di tali menzogne“.

 

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Traduzione di Lorita Tinelli

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

Gli articoli apparsi su questo blog possono essere riprodotti liberamente, sia in formato elettronico che su carta, a condizione che non si cambi nulla e  che si specifichi la fonte

Fonte: http://jehovahswitnessreport.com/blog/abuse-survivors-called-liars-by-stephen-lett-member-of-jw-governing-body#more-3543

Cristianesimo, promiscuità e pedofilia all’interno del culto ‘The Family’

Alla fine del 1960, il ministro David Berg evangelizzò hippies e surfisti a Huntington Beach, in California.

Il predicatore di mezza età, classe 1919, trovò recettivi i giovani al suo insolito messaggio che fondeva il fondamentalismo del cristianesimo con l’etica sessuale liberale. Quando i seguaci di Berg aumentarono, Berg stesso li soprannominò  i “Figli di Dio”, nel 1968. Il nome fu cambiato in “Family of Love” nel 1978 e in seguito in tempi più recenti “Family International”, ma spesso anche “The Family” o TF. Vi sono aderenti in molti paesi, spesso vivono in comuni che furono chiamate originariamente  ”colonie”, ma ora sono chiamate “case”.

Berg insegnava che i cristiani devono seguire la Bibbia, ma affermava di essere il profeta cristiano per questa epoca. I suoi scritti, chiamati “Mo Letters”, informavano i suoi seguaci di nuove rivelazioni divine. Alla sua morte nel 1994, la sua vedova, Karen Zerby, gli succedette come capo.

Gli adepti sono stati incoraggiati a prendere nuovi nomi biblici. Berg è stato spesso chiamato “Mosè David” o “papà” e poi “il nonno”. Zerby è spesso chiamata “mamma” o “Mamma Maria”.

Nel classico linguaggio di contro-cultura, Berg si dichiarò contro “il sistema” che credeva ipocritamente ad un  distorto messaggio della Parola di Dio, sessualmente repressivo. Nelle Mo Letters denunciava insegnamenti “di sistema” contro la masturbazione, scrivendo: “Divertimento e sesso sono quello che Dio ha dato per godere, senza paura o condanna!” “L’amore perfetto scaccia ogni paura”, “la paura di castigo, soprattutto le paure sessuali [che] possono essere una tortura fisica!” Egli non voleva che i suoi seguaci soffrissero per “gli orrori di tali frustrazioni sessuali e per le condanne”.

Berg incoraggiò i suoi seguaci di sesso femminile ad abbandonare reggiseni e a mostrare anche pubblicamente i loro seni. Nel suo sonetto del 1970 “Maid Mountin!” egli scriveva: “Io sono per la mini-camicetta / O il trasparente a casa mia. … Lasciate che queste montagne siano più visibili / E i loro vestiti più divisibili”.

Tuttavia, egli insegnò che l’omosessualità maschile era peccaminosa, un insegnamento che continua ancora oggi all’interno dell’organizzazione, che scomunica gli uomini per gli atti con lo stesso sesso. Alle donne è stato insegnato ad evitare il lesbismo esclusivo, ma è consentita la bisessualità.

The Family subì nuove revisioni nel 2005, quando il figliastro di Berg, Ricky Rodriguez, uccise un membro [di The Family ndt] e poi si suicidò.

 

La Pesca amorosa: bagliori e fallimenti

Nel 1974 Berg introdusse un metodo di conversione controverso chiamato “pesca amorosa” o “FFing.” Lo studioso Stephen A. Kent ha evidenziato che Berg sostenne: “i membri COG praticano il reclutamento e l’acquisizione delle risorse attraverso attività sessuali”.  Berg esortava le donne a diventare “prostitute per Gesù”.

 

James T. Richardson riporta,: “la pesca amorosa implica una testimonianza a terzi, che potrebbe anche prevedere il sesso tra membri di sesso femminile e potenziali convertiti”. Richardson osserva, “Le donne dovevano essere disposte (come hanno fatto per i loro mariti [se coniugate]) ad ‘andare fino in fondo‘ se lo si  ritiene necessario, al fine di ‘contattare qualcuno per Cristo‘.”

La pratica indignò i cristiani tradizionalisti che credevano che la Bibbia vietasse il sesso fuori dal matrimonio. Alcune persone lasciarono l’organizzazione a causa del FFing. I bambini nati a seguito del proselitismo sessuale furono chiamati “Gesù Babies” nell’organizzazione.

Le Missioni in Europa a volte utilizzavano le discoteche come un modo creativo per fare proselitismo. Una discoteca in Italia fu perquisita nel 1979 e alcuni membri furono accusati del reato di prostituzione.

La pesca amorosa è stata ufficialmente abbandonata nel 1988, con riserva di scomunica per chiunque continuasse a praticarla.

Nel 1991, tre anni dopo che il FFing fu eliminato, terminò il processo del caso della prostituzione italiana. I giudici stabilirono che le attività di guadagno non erano riconducibili alla prostituzione ma quanto ad  ”un contributo personale per gli obiettivi umanitari che la setta ha sempre dichiarato di perseguire”.  Le accuse furono respinte.

 

La Pedofilia e il Piccolo Principe chiamato Davidito

Alcuni degli insegnamenti più allarmanti di Berg sembravano accettare la pedofilia e l’incesto. Le Mo Lettere dal 1970 raccontavano di una baby-sitter che  masturbava Berg quando egli aveva solo tre anni. Berg sosteneva che le sue azioni non hanno provocato su di lui alcun “male”.

Nel 1973, egli scrisse, “l’incesto, o alcune forme di sesso con alcuni parenti stretti non era considerato illegale prima della Legge mosaica, 2600 anni dopo la creazione”. Egli scrisse: “I matrimoni tra fratelli e sorelle e madri e figli e anche  padri e  figlie erano molto comuni nei tempi antichi e non sono stati nemmeno considerati incestuosi, tanto meno illegali”.

Karen Zerby dette alla luce un “Gesù Bambino” nel 1975. Il prodotto del FFing e il figliastro di David Berg fu chiamato David Moses Zerby. Più tardi, il suo nome fu cambiato legalmente con Richard Peter Smith e più tardi ancora come Richard Rodriguez. Da bambino fu soprannominato “Davidito”.

Berg e Zerby credevano che Rick fosse un “principe divino”, destinato ad assumere il ministero. Cresciuto senza il “sistema” di ipocrite inibizioni sessuali, sarebbe diventato un leader religioso potente.
Un’altra delle numerose pubblicazioni di Berg sulla ‘Pesca d’amore’. Fonte: XFamily.org

Nel 1982, la Famiglia Internazionale pubblicò un libro intitolato “The Story of Davidito” (La Storia di Davidito). Si presume essa sia la storia della sua infanzia raccontata da una delle sue bambinaie. Quella bambinaia, Sara, scrive che spera che con l’accudimento di Davidito inizierà un “Childcare Revolution” ed esclama, “Grazie Gesù! Un nuovo esempio è stato fissato davanti a noi”. Ella scrive che con le altre bambinaie facevano sesso orale con  Davidito per “pulire” il suo pene. Fu anche permesso di vedere altri adulti che facevano sesso. Sara scrive che i lettori apprendendo le  ”esperienze sessuali di Davidito” dovrebbero farlo con  ”spirito di preghiera” per imparare da esse e  per “seguire gli insegnamenti del Signore”. Il libro è molto illustrato con fotografie, alcune delle quali mostrano il ragazzo e una donna adulta farsi coccole, entrambi nudi.

In una Mo letter, Berg ha proclamato, “Si può buttare un sacco di quella vecchia roba! Stiamo scrivendo una nuova serie di educazione per bambini chiamata La serie Davidito. . . . Davidito è diventato un esempio per il mondo e l’ispirazione per diverso  materiale per l’educazione dei bambini! Meno male!”

Il libro è stato citato in un caso di custodia di un bambino nel Regno Unito. Il Giudice Ward dichiarò: “Sono assolutamente convinto che  fosse diffuso l’abuso sessuale su bambini e adolescenti da parte dei membri adulti di The  Family, e che questo abuso è significativamente di misura maggiore all’interno di The Family rispetto a quello che accade nella società esterna”.  Facendo riferimento alla Mo Letter citata sopra, il Giudice Ward commentò: “E’ del tutto evidente che Berg, a mio giudizio, ha dato la sua approvazione a tutto ciò che veniva scritto e che ne assumeva la responsabilità. E’ ingenuo da parte di The Family cercare di allontanare la  sua leadership da questo libro e di lanciare l’unica colpa a Sara”.

Tuttavia, il Giudice permise alla madre di mantenere la custodia fisica del bambino, ma dopo aver ricevuto rassicurazioni che non avrebbe permesso quello che il Giudice chiamava “imbrogli sessuali.” La Corte ha tenuto per se  la custodia legale.

 

The Family rivede la propria immagine

Berg rilasciò una dichiarazione nel 1988 affermando: “Noi non approviamo il sesso con minori e con la presente prendiamo le distanze da ogni scritto di chiunque  in The Family che possa sembrare di farlo! Noi lo proibiamo assolutamente!”

Facendo riferimento al libro Davidito senza nominarlo espressamente, Berg lo definì solo “un resoconto dello scrittore circa la  propria esperienza personale e le proprie opinioni.”

Nel 1993, la polizia francese fece irruzione in due comunità TF a causa di accuse di abusi sessuali. Tuttavia, i bambini furono ben presto restituiti ai loro genitori e senza denunce.

The Family indisse una conferenza stampa in Gran Bretagna per affermare di essere cambiata.Il Pastore Gideon Scott disse: “Stiamo cercando di dimostrare che siamo persone normali che credono sinceramente nella propria religione e che amano i propri bambini. Noi non promuoviamo e incoraggiamo l’attività sessuale tra adulti e minori. I rapporti sessuali non sono ammessi nelle nostre comunità tra adulti e quelli al di sotto dei 21 anni”.

Interrogato circa gli scritti di Berg per quanto riguarda i bambini e il sesso, Scott li definì “una speculazione teologica”.

Nel 2003 la Carta degli Emendamenti dell’organizzazione afferma: “Chiunque di 18 anni o più, che agisce comportamenti  sessuali di sorta con qualcuno al di  sotto i 14 anni, sarà scomunicato”.

 

Rick commise un omicidio, poi si suicidò

 

Rick nella foto con Sue, dal Libro di Davidito.

Rick era nella sua tarda adolescenza quando iniziò a deridere le credenze e le pratiche di The Family. Ruppe con il gruppo nel 2001. Insieme alla sua fidanzata Elixcia Garcia rilasciò una dichiarazione dicendo di “non poter continuare a perdonare o essere parte di ciò che sentivano un’organizzazione di manipolazione abusiva che insegna una falsa dottrina”.

La coppia si sposò, ma Rick non poteva dimenticare gli abusi che aveva subìto. Era spesso depresso.

A 30 anni invitò un membro di The Family, Angela Smith, nel suo appartamento a Tucson, in Arizona, era l’8 gennaio 2005. Ella era una delle sue tate con la quale aveva intrattenuto rapporti sessuali  quando era un bambino. La pugnalò a morte.

Rick poi guidò fino a Blythe, in California. Registrò una videocassetta in cui sbraitava sulle sue miserie dell’infanzia. Denunciò amaramente  i “pervertiti” nel “culto”. A un certo punto disse: “Madre mia! . . . Come si può fare quello con  i bambini? Come si può fare quello con  i bambini e poi dormire la notte? ” Affermò che “migliaia di bambini di The Family “erano” stati abusati. Amaramente chiese:” Dove sono le nostre scuse?” E poi rispose: “Non ci sono nessun cazzo di scuse”. Alla fine della videocassetta egli  predisse  che le persone che avevano abusato di lui sarebbero “andate verso il basso. Quindi, con questo pensiero felice, io vi lascio”.

Dopo aver realizzato il nastro, andò alla sua macchina e guidò senza meta. Infine, parcheggiò la sua auto e concluse la sua vita con un colpo sparato alla testa. La polizia trovò il corpo nel veicolo la mattina presto del 9 gennaio 2005.

Il 18 gennaio 2005 The Family rilasciò una dichiarazione sulla tragedia. E commentò: “Le nostre preghiere sono che le azioni di Ricky e l’attenzione dei media non alimentino una nuova reazione per volere dei nostri detrattori, che significherà ancora una volta provocare danni, traumi e abusi agli innocenti”. Questa dichiarazione ribadiva che l’organizzazione aveva una “politica di tolleranza zero per quanto riguardava l’interazione sessuale tra adulti e minori”.

 

Bennett, Will. “Cult denies child sex abuse.” The Independent. 1993-07-02. http://www.xfamily.org/index.php/The_Independent:_Cult_denies_child_sex_abuse

Borowik, Claire. “’International Christian Fellowship’ Issues Statement.” January 18, 2005. http://www.newdaynews.com/resource/davidito/borowick-01.htm
“Child Abuse?! – An Official Statement from the Founders of the Children of God!” http://www.xfamily.org/index.php/Child_Abuse%3F!
Kent, Stephen A. “Lustful Prophet: A Psychosexual Historical Study of the Children of God’s Leader, David Berg.” 2000. Department of Sociology, University of Alberta.
Richardson, James T. “Update on ‘The Family’: Organizational Change and Development in a Controversial New Religious Group.” University of Nevada. http://www.thefamilyinternational.org/dossier/books/book1/chapter2.htm
“Story of Davidito.” From XFamily – Children of God. http://www.xfamily.org/index.php/Story_of_Davidito
“The Children of God and The Family in Italy.” Center for Studies on New Religions. http://www.cesnur.org/testi/TheFamily/italy.htm
“The Davidito Book: Findings of the High Court of Justice Family Division, U.K.” http://www.exfamily.org/the-family/court/davidito-book.htm
Wright, Stuart A. “From ‘Children of God’ to ‘The Family’: Movement Adaptation and Survival.” Lamar University. http://www.thefamilyinternational.org/dossier/books/book1/chapter8.htm

 

Fonte: http://www.crimelibrary.com/blog/article/christianity-promiscuity-and-pedophilia-inside-the-family-cult/index.html

 

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Traduzione di Lorita Tinelli

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

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La donna che è stata costretta a sposare un leader FLDS anziano, quando aveva solo 19, parla della sua fuga straziante dal culto e la decisione di testimoniare contro il suo figliastro Warren Jeffs

Una ex sposa bambina che è scappata da un culto poligamo ha deciso di testimoniare contro Warren Jeffs e in questo modo lo ha messo dietro le sbarre per il resto della sua vita.

Rebecca Musser aveva solo 19 anni quando fu costretta a sposare l’allora 85 anni, capo della Chiesa Fondamentalista di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni , Rulon Jeffs.

Ho avuto paura, ero terrorizzata di sposare quest’uomo, eppure non potevo dire di no, perché avrebbe portato un enorme quantità di vergogna sulla mia famiglia‘ – ha detto durante un’intervista con la CNN a Piers Morgan.

Ero arrabbiata , ero terrorizzata e mi sentivo estremamente violata‘.

Musser era isolata in questa situazione, Rulon aveva sposato almeno 60 mogli durante la sua vita, che Musser avrebbe dovuto considerare come sorelle.

Siccome lei non aveva alcun interesse a raggiungere uno dei più alti livelli tra le mogli, non c’era concorrenza con le altre, questo le dava la possibilità di stringere forti legami con le altre donne, molte delle quali avevano la sua età o eranopiù giovani.
‘Ero molto legata alle moglie, mie sorelle stranamente, ma non ero innamorata di mio marito. Non avevo voglia di passare del tempo con lui‘  – ha raccontato.
Rulon è morto all’età di 92 nel 2002, ma questo non significa che un altro matrimonio forzato era fuori dalle possibilità per Rebecca, infatti il suo allora figliastro, Warren Jeffs, aveva preso in mano le redini della chiesa dal suo defunto padre e cercò di prendere il controllo su di lei.

Musser ha continuato a fuggire dall’evento peggiore dopo la morte di Rulon, quando Warren le aveva detto che l’avrebbe fatta  sposare ad un altro membro della chiesa in ‘meno di una settimana‘.
Sotto la copertura delle tenebre, ha scalato il muro che circondava casa Jeffs, è scivolata oltre le guardie armate ed è fuggita, sapendo che i leader della setta l’avrebbero ammazzata se l’avessero catturata.
Ha chiesto al fratello, che era fuggito qualche anno prima , di prenderla e aiutarla a iniziare una nuova vita.

Musser ha parlato apertamente dei sette anni di abusi sessuali che ha sofferto per mano di suo marito anziano mentre promuoveva il suo libro sulla sua fuga dal culto e della decisione di testimoniare contro Warren .

Il libro intitolato ‘La testimone vestiva di rosso‘ fa riferimento alla sua decisione di indossare un abito rosso senza maniche al processo, a significare la sua rottura con il gruppo opprimente visto che Warren aveva vietato il colore nel suo gruppo.

Di fronte a Warren Jeffs era strano che provasse una tempesta di emozioni. ‘E ‘stato liberatorio, ma è stato anche triste perché ci sono ancora ragazze che passano attraverso questo‘ ha detto del processo.

Warren Jeffs è stato condannato nell’agosto 2011 per aver violentato due ragazze di età 15 e 12 anni, che erano sue mogli spirituali.

La prima volta che Musser aveva testimoniato contro di lui è stato nel 2007, quando egli fu condannato per aver tentato di violentarla dopo aver sposato  Alyssa.

Warren Jeffs , che si dice abbia avuto ben 80 mogli, sta scontando  10 anni della sua vita in una prigione del Texas.

Dal momento della sua fuga, Musser è diventata una oppositrice della schiavitù sessuale ed ora vive la sua vita come moglie e madre di due figli.

Fonte: Daily mail

http://www.dailymail.co.uk/news/article-2424808/Rebecca-Musser-speaks-forced-marriage-Rulon-Jeffs.html

https://www.youtube.com/watch?v=h_Z8obt997c

https://www.youtube.com/watch?v=I2NtpZEBp18

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Traduzione di Lorita Tinelli

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

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“Non ho mai costretto nessuno e mai fatti abusi sessuali” Intervista all’ex prete santone della comunità di Montecchio Semisconosciuto in paese Alle spalle 20 anni di bufera

I reati sarebbero stati commessi su una decina di persone. Un “adepto” ne ha denunciato il comportamento. Lui è tranquilo, “Mai una violenza sessuale. Al massimo esorcismi”. Il paese è inconsapevole

La sede di Montecchio e Mauro Cioni

La sede di Montecchio e Mauro Cioni

Arezzo, 24 agosto 2013 – E’ da quasi 30 anni sotto i riflettori(ed erano le luci della polemica), un po’ meno di quindici nel mirino dei magistrati, che l’hanno indagato un po’ per tutto: istigazione al suicidio, scomparsa di persone e ora riduzione in schiavitù con l’aggiunta di una raffica di presunte violenze sessuali.

La bufera per Mauro Cioni, ex prete accusato di aver messo in piedi una vera e propria setta, e per la sua comunità di Montecchio non finisce mai. Eppure in quello che è diventato il suo paese nessuno dice male di lui, nessuno sussurra, nessuno grida.

Mauro Cioni, 68 anni, prete spretato nel 1985 e sposato dal 1987, con moglie e un figlio, che è una specie di Ufo, di oggetto misterioso atterrato insondabilmente nelle campagne della Bonifica leopoldina.

Come si difende? «Mi hanno denunciato lo so, ma chi l’ha mai costretti? Chi l’ha mai chiamati da me? Io non ho mai fatto nulla contro la volontà delle persone e questa è stata la bandiera per tutta la mia vita».

Mauro Cioni il ‘maestro spirituale’ di questa nuova comunità (per la procura è una setta) senza nome, ma nel nome della quale sarebbero state commesse nefandezze , non si sottrae al colloquio.

Spiega, riflette, commenta. «Insomma sarebbe così semplice spiegare, ma è difficile da capire…non glielo
posso spiegare…non si capirebbe». Cominciamo male. A parte che l’importante sarà che capisca il giudice è
effettivamente difficile capire come quelli che Mauro Cioni definisce ‘esorcismi’ possano essere confusi per violenze sessuali. Peraltro ripetute e pure omosessuali.

Già perché lui nega qualunque violenza sessuale. «E se atti sessuali ci fossero stati, cosa che non è, ribadisce, tra adulti e pure consenzienti non ci sarebbe reato». Giusto, ma è proprio sul vizio di consenso che si articola la denuncia contro di lui.

E visto che siamo a capire, quando dice: «Io ho solo proposto un modo nuovo di vivere il cristianesimo» a quale parte del vangelo si riferisce? Per ‘don’ Cioni, come ci ha detto, «per non andare all’Inferno basta essere onesti secondo quello che ciascuno conosce del bene e del male».

Ma allora, signor Cioni, come è stato possibile per le presunte vittime fraintendere un messaggio cristiano così
limpido e cristallino con uno stato di soggezione e violenze sessuali? «Io non li ho mai minacciati, tantomeno
minacciati con l’Inferno. Pochissimi sono chiamati da Dio a essere cristiani su questa terra».

Un dono che a lui sembra invece essere toccato se era lui ‘decidere’ per tutti. «Vede, spiega, se lei sta male va dal medico che le prescrive delle medicine e lei prende quelle medicine. Oppure ha la possibilità di cambiare medico e di non prendere le medicine».

Per la verità è proprio sulla libertà di scelta che verte il problema. E ancor prima l’accusa della Dda (direzione distrettuale antimafia). Non è esattamente un complotto contro di lui, ma poco ci manca. «Questa è gente che un bel giorno ha fatto una scelta diversa e mi si è rivoltata contro. Peggio di tutti è Carli. Lui mi ha proprio tradito».

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Arezzo, 23 agosto 2013 – Mauro Cioni era prete. Adesso è un uomo di 68 anni pieno di guai, che nelle ‘faccende di Cristo’ la vede un po’ a modo suo. Dice che Berlusconi l’hanno indagato 40 volte, ma anche con lui non scherzano. Si riferisce alla notifica di un avviso di conclusione indagini che il pm fiorentino Angela Pietroiusti (della Dda) ha fatto notificare a lui e ad altre tre persone per riduzione in schiavitù (ecco il reato che interessa l’Antimafia) e abusi sessuali.

Reati che sarebbero stati commessi ai danni di una decina di persone, tra cui 8 donne, appartenenti a una ‘setta’ che Mauro Cioni, ex prete della diocesi di Firenze, avrebbe creato a Cortona, per la precisione a Montecchio.

L’indagine della speciale squadra antisette della squadra Mobile di Firenze, è partita dalla segnalazione di un transfuga,che era riuscito a liberarsi dalla soggezione del ‘santone’ Cioni e raccontare la cosa alla polizia.

Mauro Cioni lasciato l’abito talare si era trasferito a Cortona raccogliendo attorno a sè persone che volevano vivere il ‘diverso cristianesimo’ che lui offriva. Secondo l’accusa in realtà aveva ridotto i seguaci in totale sudditanza psicologica.

Come? Dovevano interrompere ogni relazione familiare sociale e lavorativa, soggiacere ai suoi voleri sessuali e ‘offrire’ somme di denaro. Per l’accusa le vittime finora individuate sono tutte donne (e anche un uomo).

«Mi hanno denunciato  ma chi l’ha mai costretti? Io non ho mai fatto nulla contro la volontà delle persone». Mauro Cioni non si sottrae al colloquio.

«Insomma sarebbe così semplice spiegare, ma è difficile da capire…non glielo posso spiegare…non si capirebbe». L’importante sarà che capisca il giudice è effettivamente difficile capire come quelli che Mauro Cioni definisce ‘esorcismi’ possano essere confusi per violenze sessuali. Lui nega qualunque violenza sessuale.

Ma è proprio sul vizio di consenso che si articola la denuncia contro di lui. «Io non li ho mai minacciati, tantomeno minacciati con l’Inferno. Pochissimi sono chiamati da Dio a essere cristiani su questa terra».
Fonte: La Nazione.it

Tg2 dossier “La prigione delle sette” 01-10-2011

Io perseguitata e minacciata da Arkeon

Parla la psicologa che ha denunciato la psicosetta di Carlo Moccia, sotto processo a Bari
Bari – Lorita Tinelli è una psicologa iscritta all’ordine sin dal 1998 e si interessa di culti distruttivi, organizzazioni devianti e leader carismatici da oltre quindici anni, oltre ad essere stata anche consigliere nazionale del GRIS (Gruppo di ricerca socio religiosa, riconosciuto dalla CEI) Nel 1999 fonda, assisieme ad altri studiosi del fenomeno, il CeSAP, Centro studi per gli Abusi Psicologici, dal 2005 convenzionato anche con due Università italiane (Bari e Chieti). Nel suo percorso di studio e ricerca dei fenomeni da lei studiati, la dottoressa Tinelli è entrata in contatto con diverse persone che le rchiedevano aiuto a causa dell’ingresso dei propri cari nel cosidetto ‘lavoro’ di Vito Carlo Moccia. Tutti, indistintamente, pur non conoscendosi tra di loro, riportavano le medesime esperienze di brusco allontanamento dei propri cari dopo aver frequentato alcuni seminari del Moccia. I genitori riferivano che tale allontanamento da parte dei figli era successivo alla loro disperata confessione di aver ricordato una esperienza di abuso durante l’infanzia, perpetrata da uno dei genitori o da altri parenti o amici col consenso di uno dei due genitori. Altri riferivano che il proprio compagno o compagna, o amico, dopo aver tentato un avvicinamento al gruppo del proprio partner, al chiaro rifiuto, interrompeva i rapporti, ritenuti inutili e un ostacolo nel percorrere “il Sentiero Sacro” proposto da Vito Carlo Moccia. Ed ora quest’ultimo è sotto processo col suo metodo ‘Arkeon’ a Bari e altre città proprio dopo le accuse e denunce di Lorita Tinelli.

Allora dottoressa quando inizia il caso “Arkeon”?
“Arkeon viene alla ribalta mediatica quando una delle vittime – che, oltre a riferire di aver subito una vera e propria violenza di gruppo, ci ha rimesso il progetto di vita familiare in Arkeon, in quanto il suo compagno fu indotto ad una ‘trasgressione creativa [i] ’ dal suo maestro di riferimento – raccontò la sua esperienza in TV nella nota trasmissione di Maurizio Costanzo, “Tutte le mattine”.

A gennaio di quattro anni or sono Maurizio Costanzo, interessato a questo fenomeno, dedicò tre puntate all’approfondimento, invitando anche la sottoscritta nell’ultima puntata, a riferire quanto conosceva in base alle storie raccolte e agli studi scientifici effettuati.

Ebbene un mese dopo la partecipazione televisiva, Moccia e i rappresentanti di alcune società e associazioni da lui stesso fondate e aventi prevalentemente sede legale in via Amendola, in Bari (Tribe Human Consulting, Tribe Human Communication, Terre d’Incontro, Kidokai), inviarono alla sottoscritta sia in qualità di professionista che in qualità di presidente del CeSAP e a soli due fuorusciti che avevano partecipato alla medesima trasmissione del Costanzo (malgrado anche altri presenti, incluso lo stesso Costanzo avessero espresso dei giudizi molto più forti dei nostri) un atto di citazione per diffamazione con richiesta di danni di oltre 4 milioni di euro.
Dopo circa un altro mese lo stesso Vito Carlo Moccia deposita una richiesta urgente per la chiusura del sito del CeSAP, dove diverse persone iniziavano ad avere il coraggio di raccontare la loro devastante esperienza nel percorso Arkeon. Nello stesso anno, nel mese di Aprile, un centinaio di membri di Arkeon a vario titolo, incluso Moccia, sottoscrivono un kit di denuncia, appositamente predisposto dagli avvocati del Moccia e ritrovato con gli allegati, durante le indagini. Insieme al kit è stata ritrovata anche una email dell’avvocato di Moccia che, incoraggiando a sottoscrivere tale denuncia in massa, si esprime in termini denigratori circa le affermazioni riportate dal CeSAP, palesando un atteggiamento probabilmente non in linea con la professionalità sancita dall’Ordine degli Avvocati. Tale denuncia è stata depositata da ogni adepto di Arkeon in ogni parte d’Italia, evidentemente per rendere ancora più dispendiosa e faticosa l’azione di difesa dei querelati”.

Cosa è accaduto dopo?
“Quest’evidente lite temeraria ha finito per suscitare un grande interesse presso la Procura di Bari, che ha effettuato le indagini che hanno portato ai risultati che oggi conosciamo, ovvero l’apertura di un procedimento penale nei confronti di 11 membri di Arkeon, incluso il fondatore e la sua stessa moglie. Tutti accusati a vario titolo di associazione a delinquere, abuso della professione medica e psicologica, incapacità derivata da violenza, maltrattamento di minori e calunnia. A Milano è stato stralciato il reato di violenza sessuale contestato ad uno degli 11 imputati presso il Tribunale di Bari, ma che avrebbe consumato il reato in Lombardia ”.

E a Bari, invece qual è stato l’esito dei contenzioni legali?
“A settembre 2006 il Giudice Michele Salvatore, del Tribunale Ordinario di Bari, ha deciso in merito al provvedimento urgente di chiusura del sito del CeSAP da parte di Moccia, sostenendoche in virtù della libertà di espressione ciò non potesse essere possibile. Lo stesso Giudice esprime un giudizio di merito riferendo che l’attività del CeSAP fosse meritoria nella tutela delle  vittime di false psicoterapie.
La causa civile promossa con la richiesta di oltre 4 milioni di euro è ancora in corso a Bari, con prossima udienza il 13 aprile, data in cui sarà interrogato lo stesso Vito Carlo Moccia.
Diverse procure d’Italia hanno archiviato le varie denunce penali depositate presso di loro dai vari membri di Arkeon e i primi 46 di loro sono indagati, presso la Procura di Bari, per concorso in calunnia, per aver cioè denunciato le solite tre persone (la sottoscritta e i due fuorusciti di Arkeon) sapendole innocenti”.

Scusi, dottoressa Tinelli, la in cosa consistono le minacce e molestie di Arkeon?
“Subito dopo le trasmissioni di Costanzo ci sono stati resi noti dei messaggi, firmati da membri di Arkeon, in cui si minacciavano azioni di militanza a difesa di Vito Carlo Moccia, contro i suoi critici.
Nell’Ottobre del 2007 la procura di Bari emette una ordinanza con richiesta di misure cautelari nei confronti dei primi 6 membri di Arkeon indagati, tra cui il Moccia. Oltre a questo sigilla i locali della sede legale di Arkeon e ne chiude tutti i siti, al fine di evitare che il gruppo continuasse le proprie attività nonché a promuoversi.
Nonostante le precise disposizioni della Procura, 80 membri di Arkeon organizzano a febbraio 2008 un incontro presso un hotel romano con una studiosa di religione, con richiesta di aiutarli a riabilitare la credibilità dello stesso Arkeon. In questo incontro, immortalato in alcuni filmati, la studiosa sembra offrire precise indicazioni al gruppo Arkeon su come raggirare le disposizioni della procura e su come riabilitare l’immagine di Arkeon al grande pubblico mediante siti creati ad hoc e migliori definizioni del percorso Arkeon. I poliziotti della Digos interrompono l’incontro, interrogano alcuni dei presenti, tra cui un sacerdote, una suora e un noto attore del piccolo schermo, e sequestra tutto il materiale presente. Nonostante questo, la studiosa interpellata da Arkeon apre un forum nel proprio sito e, come sostiene una relazione della stessa DIGOS presente negli atti del processo, permette ai membri di Arkeon di riorganizzarsi e di promuoversi, ma anche sembra indurre alcuni testimoni a ritrattare le dichiarazioni già rese durante le indagini alla DIGOS. Immediatamente il forum viene bloccato dalla Procura con una ordinanza di sequestro preventivo, visto l’ostacolo che tale situazione poteva provocare all’ indagine che intanto proseguiva. La studiosa di religioni viene indagata per abuso della professione e associazione a delinquere e la sua posizione è ancora pendente presso la Procura di Bari.
Beh da quel preciso istante, alcuni membri di Arkeon, insieme alla stessa studiosa e ad altre tre persone dello stesso entourage della studiosa hanno iniziato un sistematico progetto diffamatorio contro la sottoscritta e altri testimoni del processo, nonché vittime di Arkeon.
Insieme hanno creato una quindicina di blog a me dedicati in cui hanno tentato con ogni mezzo di minare la mia credibilità professionale. Mi hanno anche diffamata presso i miei contatti professionali e presso l’Ordine degli Psicologi, nonché presso associazioni italiane ed estere con cui ho collaborato per anni. E’ stato addirittura più volte contattato, per telefono e per lettera, il Ministero di Giustizia col quale il CeSAP ha collaborato in passato. E non è finita …”

Che altro è accaduto?
“Anche alcuni testimoni e vittime di Arkeon sono stati derisi e denigrati negli spazi virtuali appositamente creati e sono state condotte “indagini”, da parte del medesimo gruppo di militanti, anche nei confronti di alcuni collaboratori del CeSAP, nonché di prossimi testimoni al processo. Dai documenti processuali emerge che alcuni adepti di Arkeon avevano preparato persino un dossier sulla sottoscritta, poi sparito miracolosamente dal pc dell’autore.
Guardi io stessa vengo costantemente inseguita in ogni spazio della rete informatica cui ho accesso e le mie conversazioni ricopiate e inserite in altri contesti, al fine di offrire al pubblico una immagine deturpata della sottoscritta. E’ stata persino ritoccata e stravolta una mia fotografia al fine di deridermi personalmente e professionalmente. L’autrice di tale azione, di cui conosco nome e cognome, ha immesso tale foto nella rete, sbeffeggiandomi con testi offensivi e irriverenti, facendola rimbalzare di blog in blog, con l’appoggio dei membri di Arkeon.
L’estate dell’anno scorso un altro messaggio ‘anonimo’ avvertiva che si stava programmando una spedizione punitiva”.

Ma di cosa l’accusano gli adepti di questa psicosetta?
“La colpa principale che mi viene attribuita da questo gruppuscolo di militanti è l’aver manipolato la stampa e la magistratura. In realtà sono stata semplicemente una persona informata sui fatti e nel procedimento penale sarò una delle testimoni del PM, nonché parte lesa e parte civile per alcuni dei reati contestati agli imputati.
Le dirò: questa attività molesta protratta ormai da oltre due anni sta producendo dei seri effetti. Per quanto mi riguarda ho dovuto fare delle sostanziali modifiche nella mia vita per evitare, quanto possibile, gli effetti devastanti di qualche squilibrato esaltato. Anche i miei pazienti e gli utenti del CeSAP risentono di tale clima. Ma soprattutto le vittime di Arkeon che dovranno anche testimoniare nell’ambito del procedimento penale.

Già, il processo a Moccia riprende fra tre mesi a Bari …

“ Sì, ci sono stati un paio di rinvii, ma soprattutto già ci sono state defezioni nella prima fase del procedimento civile. Alcuni testimoni hanno parenti ancora vincolati a Moccia. Altri temono che prima o poi la macchina della ritorsione attraverso denunce e diffamazione possa travolgere anche loro e non possono permettersi di perdere lavori e di vivere ancora in uno stato di forte
stress, oltre a quello già vissuto. Altri ancora hanno ricevuto minacce.
Ricordo che alcune delle persone in prima linea nel progetto di diffamazione e di molestia sono indagate e agiscono noncuranti delle disposizioni della Magistratura”.

Il Caso
Se la giustizia abbandona chi denuncia
Da oltre due anni quindi la storia di molestie e stalking procede. Chi denuncia, chi ci mette la faccia alla fine ha la sensazione di essere lasciato solo dalla Giustizia e dalle Istituzioni. Solo a trovare strategie di difesa. E tale stato di lentezza è una cosa molto pericolosa perché alimenta la paura e l’omertà. C’è gente che dice ‘ho paura di essere presa di mira come Lorita Tinelli’. Ed è assurdo che in uno stato civile come il nostro a pagare duramente siano le persone che denunciano e le persone informate sui fatti e non chi commette i reati.

Il ritardo nell’intervento delle Forze dell’ordine e delle azioni della Magistratura ha purtroppo favorito l’azione indegna di persone senza scrupoli, che ha causato e continua a causare danni irreparabili alle vittime di Arkeon e a chi prova a sottrarsi e a denunciare, per il solo ‘crimine’ di aver collaborato con la Giustizia. E’ necessario invece che ci sia una maggiore tutela di chi collabora con la Giustizia, per evitare che quest’ultimo sia per questo ancora bersaglio di ritorsioni, molestie e minacce sia mediante l’uso strumentale della legge sia per mezzo dell’uso improprio della rete informatica, con il probabile scopo di intimorirlo e scoraggiarlo, in sede processuale, in vista della sua deposizione. Una deposizione testimoniale liberatoria che, invece, sembra non arrivare mai ….

Francesco De Martino
Il Quotidiano di Bari, 12 dicembre 2010, p.3
[i] La “trasgressione creativa” secondo un ex maestro di Arkeon.
Questa “meraviglia” l’ho vista applicare solo a donne che non avevano intenzione di “piegarsi”. Se la moglie oppone troppa resistenza al “passaggio”, salta fuori la mitica “trasgressione creativa ”, agita o solo minacciata, che è una delle più brutte e cattive violenze psicologiche che si possano fare ad una persona: bisogna assistere al tradimento del proprio partner che rivolge le sue attenzioni a una del gruppo che “ha fatto il passaggio” o comunque è “più affidata” stando zitte e accogliendo quella “punizione” perché non si è fatto il passaggio. Allora, o diventi come vuole il maestro e di conseguenza come vuole il gruppo pilotato dal maestro, o vieni lasciata da tuo marito per un’altra donna più docile e “allineata”. E con quale soddisfazione ho sentito il maestro raccontare come queste donne abbandonate passavano le loro giornate a piangere o urlare la loro impotente rabbia al telefono, con lui che non perdeva occasione di girare il coltello nella piaga. Credo che qui si possa ben parlare di sadismo allo stato puro, che viene mascherato da strumento di evoluzione. Questa situazione porta molto spesso una persona a dover sottostare ad umiliazioni e a prostituirsi, in senso psicologico, per non perdere la persona amata e che spesso è rimasta l’unico riferimento affettivo che ha nella vita. Ho anche sentito dire, da chi l’ha vissuto, che questo spesso porta anche a meditare il suicidio. Col nome di “ trasgression
creativa ” vengono definite anche altre “pratiche” che ho sentito il maestro consigliare alle persone di mettere in atto per trasformare o risolvere varie situazioni. Si andava dal consigliare a comunisti convinti di votare il buon Silvio, al mangiare cose che si avevano in odio, e chi più ne ha più ne metta. La teoria che sta alla base di queste “trasgressioni creative” è che facendo qualcosa che non si sarebbe mai fatto o voluto fare, si va a rompere uno “schema mentale” della persona che le impedisce di fare scelte diverse. Un po’ astrusa la scusa, mi sembra, ma questa è una mia opinione.
Tiresia

Nota: Ad oggi, 11 Aprile 2012 leggo su alcuni blog di membri di Arkeon e di sostenitori di Arkeon che io avrei denunciato la Dr.ssa Di Marzio all’autorità giudiziaria, per non ben precisati motivi, relativamente alla questione che nel 2008 la vide indagata per associazione a delinquere per fatti inerenti ad Arkeon e per abuso della professione. Tale affermazione è assolutamente calunniosa in quanto sulla questione specifica non solo non c’è alcuna denuncia a mio nome nel fascicolo riguardante il caso Raffaella Di Marzio e neppure esiste alcun  verbale di sommarie informazioni che mi riguardi in relazione al caso medesimo. Pertanto chiunque continua a generare e divulgare tale ricostruzione faziosa di quella circostanza non fa altro che contribuire a perpetrare  l’attività diffamatoria e persecutoria posta in essere sin dal 2006 a mio danno e a danno del CeSAP, come  riferito nella mia intervista al Quotidiano di Bari e negli atti depositati presso la Procura di Bari e di Lecce, e perdurante a tutt’oggi.

Dr.ssa Lorita Tinelli

Sentenza di Corte di Appello Maestro di Arkeon accusato di abuso sessuale