Archivi categoria: Dispositivi legislativi, disegni di legge e raccomandazioni

Culti abusanti e lobby prosettarie: nuova interrogazione dell’On. Arlotti

In foto l’On. Tiziano Arlotti

 

 

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-13664presentato da ARLOTTI Tiziano testo di Venerdì 1 luglio 2016, seduta n. 646

ARLOTTI. — Al Ministro dell’interno . — Per sapere – premesso che:
con sentenza n. 96 del 1981 (ex articolo 603 c.p.) la Corte Costituzionale ritenendo sussistente la violazione del diritto di legalità, dichiarò l’incostituzionalità del reato di plagio;
l’annullamento della norma, secondo quanto rilevato da buona parte della dottrina psichiatrica e penalistica avrebbe tuttavia finito col determinare un importante vuoto nella tutela giuridica dell’integrità psichica degli individui;
l’abrogazione di detta norma non aveva d’altra parte inteso sostenere la negazione di perniciose forme di condizionamento, comportanti l’asservimento e assoggettamento psichico dell’individuo sia nel contesto di dinamiche interpersonali patologiche che in ambiti gruppali e/o culturali ad alta richiesta;
non a caso, il panorama normativo italiano dell’ultimo trentennio è stato interessato da numerose proposte legislative in tema di «manipolazione mentale» tese all’introduzione di una disciplina in materia anche alla luce dei profondi mutamenti sociali che hanno caratterizzato la nostra epoca e che hanno visto il dilagare di controversi gruppi e organizzazioni di tipo coercitivo e/o a ideologia estremista e totalizzante;
ancorché nessuna delle proposte abbia saputo, a oggi, pervenire in modo decisivo e univoco alla tipizzazione della condotta illecita, appare all’interrogante di estremo rilievo, in tema di settarismo abusante e/o di natura criminogena, evidenziare che già il Consiglio d’Europa con raccomandazione 1412 del giugno 1999, aveva sollecitato gli Stati membri a porre in essere, tra l’altro, mirati programmi di educazione, informazione preventiva e vigilanza del fenomeno volti a garantire una efficace azione di tutela, nella fattispecie, dei soggetti deboli e dei minori;
tuttavia, non consta all’interrogante che lo Stato italiano abbia recepito alcuna delle indicazioni contenute nella raccomandazione;
vari atti di sindacato ispettivo e di indirizzo presentati nell’attuale e nelle passate legislature hanno documentato come siano rimasti analogamente inascoltati anche i più recenti e rinnovati solleciti espressi in ambito europeo, e come, dunque, non sia stato a oggi realizzato alcun progetto di prevenzione;
si rileva che nessuno dei menzionati atti ha ottenuto risposta (si vedano: Interrogazione On. Fitzgerald Nissoli Fucsia n. 4-11122 del 13 novembre 2015, mozione On. Motti e altri n. 1-00565 del 30 luglio 2014; lnterrogazione Senatrice Alberti Casellati e altri n. 4-01758 del 26 febbraio 2014; lnterrogazione On. T. Arlotti e altri n. 4-04316 del 2 aprile 2014; Interrogazione senatrice Elisabetta Alberti Casellati e altri n. 4-00374 del 19 giugno 2013; lnterrogazione senatrici Allegrini e Gallone n. 4-08890 del 18 dicembre 2012; lnterrogazione senatrice Elisabetta Alberti Casellati e altri n. 4-08835 del 6 dicembre 2012; Interrogazione On. Pino Pisicchio n. 4-12818 del 26 luglio 2011);
va altresì ricordato che il fenomeno nel nostro Paese era già stato oggetto nel lontano 1998 di un rapporto della direzione centrale della polizia di prevenzione titolato «Sette religiose e Nuovi Movimenti Magici in Italia» – all’epoca Ministro dell’interno Giorgio Napolitano – e di più recenti e ripetute segnalazioni degli stessi servizi di intelligence nazionali nelle loro relazioni semestrali sulla politica dell’informazione per la sicurezza, a cui tuttavia, analogamente, non faceva seguito alcuna iniziativa in termini di prevenzione se non l’istituzione, con decreto n. 225 UAG/2006-64767-U del 2 novembre 2006, di apposita specialità denominata squadra anti sette (SAS), che, a quanto risulta, svolge segnatamente azione di tipo repressivo;
non può dunque che ritenersi del tutto insufficiente, incomprensibile e inaccettabile la mancata risposta dallo Stato rispetto a un inquietante fenomeno che, anche e soprattutto a seguito della permeabilità delle frontiere e all’aumentato utilizzo della rete web e delle nuove tecnologie, ha continuato la sua ascesa incontrastata nei Paesi dell’Europa occidentale e orientale;
autorevoli fonti italiane ed estere, hanno d’altra parte concordemente messo in guardia circa il nascente fenomeno della trasformazione e atomizzazione dei gruppi e l’emersione di nuove perniciose credenze settarie, che ne rendono particolarmente problematici il riconoscimento e la relativa attività di vigilanza e contrasto; né va dimenticata la preoccupante escalation dei gruppi pseudo-terapici o di guarigione che, promuovendo presupposte assurde cure, prive in realtà di qualunque evidenza scientifica, pongono a serio rischio la salute e la vita dei connazionali, alcuni dei quali sono purtroppo deceduti per patologie perfettamente curabili dal sistema sanitario;
al riguardo, va infine ricordato che il contagio emozionale innescato dalla rete web è oggi rapidissimo. Ricordava di recente, tra altri, il celebre psichiatra Boris Cyrulnik, scampato alla deportazione nazista, che mentre «Sono occorsi dieci anni, nel 1929, per il propagarsi del nazismo, oggi ci vogliono alcune settimane per scatenare un’epidemia di credenze…»;
si osserva infine che taluni studiosi e professionisti compiacenti unitamente a esponenti di organizzazioni internazionalmente controverse hanno dato vita a lobby di pressione tra esse collegate, che perseguono il fine apparente di promuovere e tutelare la libertà di credo e i diritti democratici e umani, mentre di fatto, «rivendicano la prerogativa di negarli ad altri in base a principi illiberali e tutt’altro che democratici dei leader ai gruppi coercitivi»; come evidenziato di recente in sede di OSCE — ODHIR o delle associazioni di supporto alle ex vittime, assumendo posizioni contro la menzionata specialità di polizia SAS, sostenendone l’inutilità, l’anticostituzionalità e addirittura la dannosità e divulgando, quelle che appaiono all’interrogante infondate e mendaci informazioni tese da un lato a creare ingiustificati allarmismi in merito ad asseriti ultradecennali fenomeni di discriminazione nei confronti delle minoranze e religiose e/o spirituali e dei bambini appartenenti a tali minoranze, e dall’altro, ad atteggiarsi vittime di tali intolleranze;
se a seguito dell’abrogazione del reato di plagio, l’introduzione di una nuova fattispecie penale ha suscitato perplessità e preoccupazioni in ordine a possibili violazioni della libertà religiosa, appare evidente che una simile motivazione non può in alcun modo essere addotta a giustificazione del pressoché nullo impegno delle istituzioni nell’approntare politiche sociali e culturali di prevenzione onde far fronte fattivamente ai nuovi e inquietanti scenari contemporanei –:
se sussistano fondate ragioni per il mancato recepimento delle indicazioni contenute nella citata raccomandazione 1412/1999 e dei successivi richiami espressi in sede europea;
se non si ritenga necessario approntare con la massima urgenza le indispensabili politiche informativo – preventive in tema di settarismo abusante o criminale; se non si ritenga necessario provvedere, anche mediante un’apposita indagine ministeriale, a un approfondimento sulla condizione dei minori inseriti in contesti culturali ad alta richiesta di tutela;
se non si ritenga necessario, per quanto di competenza, considerati i continui tentativi finalizzati a ingenerare nella pubblica opinione una vera e propria disinformazione sul fenomeno in questione e stante quella che appare una reiterata campagna diffamatoria online nei confronti delle associazioni di volontariato italiane impegnate nel settore specifico, adottare idonee iniziative e strumenti volti a garantirne adeguata tutela, ripristinando anche la corretta informazione a beneficio di tutti i connazionali. (4-13664)

Fonte: http://parlamento17.openpolis.it/atto/documento/id/247822

 

 

Il deputato Tiziano Arlotti presenta mozione parlamentare per la tutela delle vittime delle sette

   Sensibilizzare e vigilare sul fenomeno settario, tutelare vittime, famiglie, associazioni, maggiori controlli fiscali sugli operatori dell’occulto

 

 

MOZIONE 1/00565

Dati di presentazione dell’atto

Legislatura: 17
Seduta di annuncio: 275 del 30/07/2014

Firmatari

Primo firmatario: ARLOTTI TIZIANO
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO

Data firma: 30/07/2014

Elenco dei co-firmatari dell’atto
Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma
ALBANELLA LUISELLA PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
ANTEZZA MARIA PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
ASCANI ANNA PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
BASSO LORENZO PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
BORGHI ENRICO PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
BOSSA LUISA PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
BRAGANTINI PAOLA PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
BRANDOLIN GIORGIO PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
CAPONE SALVATORE PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
CARRA MARCO PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
CRIVELLARI DIEGO PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
ERMINI DAVID PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
FABBRI MARILENA PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
GADDA MARIA CHIARA PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
GRASSI GERO PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
GULLO MARIA TINDARA PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
IORI VANNA PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
MALPEZZI SIMONA FLAVIA PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
MINNUCCI EMILIANO PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
PICCIONE TERESA PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
RAMPI ROBERTO PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
REALACCI ERMETE PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
RIBAUDO FRANCESCO PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
ROCCHI MARIA GRAZIA PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
ROMANINI GIUSEPPE PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
ROSTAN MICHELA PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
RUBINATO SIMONETTA PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
SCANU GIAN PIERO PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
TIDEI MARIETTA PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
VAZIO FRANCO PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
VERINI WALTER PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
ZARDINI DIEGO PARTITO DEMOCRATICO 30/07/2014
Stato iter:

IN CORSO

Atto CameraMozione 1-00565

presentato da

ARLOTTI Tiziano

testo di

Mercoledì 30 luglio 2014, seduta n. 275

La Camera,
premesso che:
il mondo dell’occulto anche nel nostro Paese, sulla base di una serie di dati riportati anche dai mezzi di informazione, ha un fatturato crescente tant’è che nel corso dell’ultimo anno ha fatto registrare un aumento, passando da 7,5 miliardi a 8,3 miliardi;
una ricerca del Codacons ha stimato in ben 13 milioni gli italiani che si rivolgono a maghi, cartomanti, sensitivi e operatori esoterici, un milione in più rispetto al 2011 e oltre 3 milioni in più rispetto al 2001;
siamo in presenza di un vero e proprio boom dell’occultismo con 4 italiani su dieci che si rivolgono a tali «servizi»;
le più recenti tecnologie, la crisi, la mancanza di fiducia nelle istituzioni, comprese quelle religiose, sta dirottando l’interesse e la curiosità, anche delle nuove generazioni, verso forme comunitarie alternative di spiritualità, reclamizzate da canali televisivi o più comunemente attraverso i social network;
a questo bisogna aggiungere anche l’aumento del fenomeno delle ludopatie e del gioco d’azzardo;
la crisi infatti spinge molte persone a rivolgersi a maghi, santoni, presumendo di ricevere aiuto per vincere al gioco e risolvere i propri problemi;
ci si rivolge a queste figure per problemi sentimentali, occupazionali, familiari, fisici nella vana speranza di poter trovare una risposta;
il 40 per cento di chi si rivolge all’occulto ha un’età compresa tra i 30 e i 55 anni e un 10 per cento è addirittura in età adolescenziale;
tra gli occultisti inoltre stanno emergendo nuove figure come quella dei presunti «guaritori» e tutti hanno una sorta di tariffario molto oneroso ovviamente tutto in nero e sottratto al fisco;
la Lombardia è in Italia la prima regione per «operatori» e «clienti» con 2.800 operatori dell’occulto e 200 mila clienti con un volume di affari che si aggira intorno agli 80 milioni di euro seguita dal Lazio, dalla Sicilia, dalla Campania, dal Piemonte, dall’Emilia Romagna e dal Veneto;
solo per quanto riguarda l’anno appena trascorso, in relazione a denunce scattate per alcuni programmi considerati «nocivi per lo sviluppo psico-fisico e morale dei minori» o «in abuso della credulità popolare», il nucleo speciale per la radiodiffusione e l’editoria ha controllato 100 emittenti radiotelevisive segnalandone 90 all’AGCOM e 10 all’autorità giudiziaria: le violazioni evidenziate hanno riguardato, tra l’altro, programmi condotti da indovini, maghi e sedicenti esperti del lotto che spesso per ore invadono la programmazione di determinate emittenti;
la Conferenza episcopale regionale dell’Emilia-Romagna ha pubblicato un documento ufficiale «Religiosità alternativa, sette, spiritualismo. Sfida culturale, educativa e religiosa» attraverso il quale si fornisce un quadro abbastanza obiettivo di un fenomeno in crescita, con profili di pericolosità sia per quanto concerne l’universo della magia e dell’occulto, che quello dei cosiddetti gruppi a manipolazione psicologica degli adepti;
accanto alle attività truffaldine dei cosiddetti operatori dell’occulto, desta infatti profonda apprensione, soprattutto nelle società occidentali, la crescente diffusione del fenomeno di gruppi di natura spirituale, magico-esoterica, pseudo-terapici o del potenziale umano nonché di «aggregazioni» religiose o pseudo tali, che sovente, operando al riparo della libertà religiosa, minano di fatto le libertà fondamentali degli individui rappresentando una minaccia per le stesse società democratiche;
con la raccomandazione n. 1412 (1999) l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, ha sollecitato gli Stati membri alla necessaria azione di vigilanza nonché all’attuazione, in particolare, di programmi educativi e di politiche di prevenzione rispetto al fenomeno in oggetto con particolare riferimento alla tutela dei minori e delle fasce maggiormente vulnerabili;
tuttavia, solo pochi Stati membri, nonostante la ribadita diffusione e gravità del fenomeno, risultano aver recepito le importanti indicazioni previste dai dispositivi approvati in sede comunitaria, come rilevato anche dai rappresentanti della Commissione dei diritti dell’uomo nell’ambito della Conferenza delle Ong presso il Consiglio d’Europa del 5 ottobre 2012;
in Francia è stata prevista l’istituzione di una struttura interministeriale finalizzata alla vigilanza e al contrasto delle derive settarie (MIVILUDES), con il principale intento di tutelare efficacemente e concretamente l’interesse superiore del bambino da ogni forma di brutalità, maltrattamento e negligenza;
tale esperienza ha indubitabilmente segnato un approccio equilibrato al fenomeno delle «sette» nocive fornendo indispensabili strumenti informativi e conoscitivi a salvaguardia della stessa sicurezza dei cittadini;
al fine di prevenire e contrastare gli illeciti commessi dall’attività di gruppi settari abusanti, con decreto n. 225 UAG/2006-64767-U del 2 novembre 2006, il dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell’interno ha istituito una apposita specialità: la squadra anti sette (SAS);
tuttavia la risposta dello Stato evidenzia ancora lacune e una sorta di inadeguatezza se rapportata alla pericolosità di un fenomeno in espansione;
molto del lavoro di vigilanza e informazione preventiva oggi grava sulle associazioni di volontariato onlus e su alcuni centri specializzati di ricerca che supportano vittime e famiglie;
ad esempio l’associazione Familiari delle vittime delle sette (FAVIS) ha realizzato, primo progetto in Italia, un opuscolo informativo dal titolo «Le mani sulla mente», distribuito gratuitamente durante gli incontri con gli studenti degli istituti scolastici superiori della provincia di Rimini, dove opera tra l’altro da tempo il Servizio antisette della comunità «Giovanni XXIII»;
è da tempo in atto, in particolare sulla rete web, una grave e reiterata campagna di discredito di queste stesse associazioni, della SAS (Ministero dell’interno) nonché di altri soggetti istituzionali, come già ripetutamente evidenziato nei testi di interrogazioni parlamentari presentate nella precedente e nella attuale legislatura;
dal punto di vista legislativo il consiglio regionale della regione Friuli Venezia Giulia ha varato una legge concernente «Norme per il sostegno dei diritti della persona e la piena libertà intellettuale, psicologica e morale dell’individuo» con cui sono stati previsti una serie di interventi e di azioni finalizzate a offrire concreto aiuto alle famiglie e alle persone che spesso loro malgrado finiscono nella rete di gruppi settari abusanti;
è indispensabile controllare e monitorare il web attraverso le strutture istituzionali di vigilanza perché internet è un mondo pieno di insidie sotto questo profilo,

impegna il Governo:

a promuovere una efficace azione di sensibilizzazione e vigilanza sul fenomeno, anche mediante attività di informazione preventiva comprensiva di appositi programmi educativi, che coinvolga tutti i soggetti istituzionali competenti a partire dalla scuola e dalle strutture sanitarie come del resto richiesto anche in ambito europeo;
a valutare, sulla base della esperienza francese, la realizzazione di una struttura interministeriale, di vigilanza e contrasto contro le derive settarie in grado di raccordarsi con gli altri centri europei esistenti anche in considerazione del proliferare di organizzazioni con problematici aspetti di pericolosità sociale che spesso hanno ramificazioni che valicano i confini dei diversi Paesi;
a rafforzare il controllo di natura fiscale sulle società che operano nel campo dell’occultismo;
ad assumere iniziative per predisporre piani di supporto e sostegno alle vittime e alle loro famiglie considerata la pericolosità delle organizzazioni in questione;
per quanto di competenza, a garantire che il prezioso supporto fornito dalle associazioni di volontariato, che si raccordano nel loro gratuito operato con realtà istituzionali e le stesse forze di polizia, possa svolgersi con la opportuna considerazione e tutela nel principale interesse dei cittadini che le stesse associazioni rappresentano.
(1-00565) «Arlotti, Albanella, Antezza, Ascani, Basso, Borghi, Bossa, Paola Bragantini, Brandolin, Capone, Carra, Crivellari, Ermini, Fabbri, Gadda, Grassi, Gullo, Iori, Malpezzi,Minnucci, Piccione, Rampi, Realacci, Ribaudo, Rocchi, Romanini, Rostan, Rubinato, Scanu, Tidei, Vazio, Verini, Zardini».

Fonte: Camera dei Deputati

http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_17/showXhtml.Asp?idAtto=22238&stile=7&highLight=1&paroleContenute=%27MOZIONE%27

Caso Forteto, nuova interrogazione parlamentare. Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-00543

SENATO DELLA REPUBBLICA

 

Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-00543

Atto n. 4-00543

Pubblicato il 11 luglio 2013, nella seduta n. 64

BOTTICI , TAVERNA , ENDRIZZI , FATTORI , BLUNDO , PEPE , GIROTTO , PAGLINI , GAETTI , MOLINARI , SCIBONA – Ai Ministri della giustizia, della salute, del lavoro e delle politiche sociali e dell’interno. –

Premesso che:

“il forteto” è una delle principali comunità toscane di recupero per minori disagiati;

la cooperativa agricola il Forteto, fondata nel 1977 nell’azienda agricola di Bovecchio, comune di Barberino di Mugello (Firenze), negli ultimi mesi è stata al centro di una vicenda giudiziaria per abusi sessuali e maltrattamenti anche su minori e bambini presi in affido, costretti a lavori durissimi, punizioni corporali per futili motivi, abusi sessuali ed incentivi all’omosessualità;

Rodolfo Fiesoli detto il “profeta” insieme al cofondatore Luigi Goffredi, si avvalevano di falsi titoli di studio come quello in Psicologia; nel 1985 furono processati e condannati ad una pena di reclusione per maltrattamenti aggravati ed atti di libidine nei confronti degli ospiti della comunità;

nonostante questi gravissimi capi di imputazione, nel 1997 Fiesoli risultava ancora a capo della comunità e, a parere degli interroganti fatto ancora più grave, il tribunale avrebbe continuato ad affidare minori alla struttura, se ne contano almeno 60 fino al 2009;

considerato che:

nel 1975 inizia l’esperienza della “comune del Forteto”. A rivestire il ruolo di leader è Rodolfo Fiesoli, coadiuvato da Luigi Goffredi, l’ideologo. Il progetto si caratterizza subito per la proposta fondata sull’abolizione della famiglia basata sull’unione stabile tra un uomo e una donna, in nome di un’idea totalizzante di comunità improntata alla pratica omosessuale;

“Il forteto” fu oggetto, alla fine degli anni ’70, di un’inchiesta penale in relazione ai suoi fondatori per supposti atti di zoofilia e pedofilia commessi all’interno della cooperativa;

il 30 novembre 1978 Rodolfo Fiesoli viene arrestato su richiesta del giudice Carlo Casini che aveva aperto un procedimento per abusi sessuali nel Forteto;

il 1° giugno 1979 Fiesoli lascia il carcere per tornare alla comune dove, lo stesso giorno, affidato dal tribunale dei minori, giunge il primo bambino down e il presidente del Tribunale, Giampaolo Meucci, grande amico di don Milani, afferma di non credere nell’indagine del giudice Casini e di ritenere Il forteto una comunità accogliente e idonea (fonte “l’Espresso” 20 gennaio 2013);

nel 1982 la cooperativa acquista una proprietà di circa 500 ettari a Dicomano (Firenze) e vi si trasferisce. L’azienda continuerà a prosperare per diventare oggi un’azienda con un fatturato da 18-20 milioni di euro all’anno, con circa 130 occupati;

nel 1985 viene emessa la sentenza di condanna per Lugi Goffredi e Rodolfo Fiesoli. Fiesoli viene condannato a due anni di reclusione per maltrattamenti nei confronti di una ragazza a lui affidata, atti di libidine violenta e corruzione di minorenne;

dalla sentenza emerge “istigazione da parte dei responsabili del Forteto alla rottura dei rapporti tra i bambini che erano loro affidati e i genitori biologici” e “una pratica diffusa di omosessualità”;

nel 1998 la Corte europea dei diritti dell’uomo riceve la richiesta di ricorso contro l’Italia, e in particolare contro l’operato del Tribunale dei minori di Firenze, da parte di due madri con doppia cittadinanza, italiana e belga, cui il Tribunale per i minorenni di Firenze aveva imposto di interrompere ogni relazione con i rispettivi figli, collocati presso la comunità Il forteto. Le donne, inoltre, denunciarono trattamenti violenti e inumani nei confronti dei minori, con una scolarizzazione pressoché inesistente;

il 13 luglio 2000 la Corte ha condannato l’Italia, per l’affidamento alla comunità dei due bambini, a pagare una multa di 200 milioni di lire come risarcimento dei danni morali;

il 20 dicembre 2011 Rodolfo Fiesoli viene arrestato con l’accusa di atti di zoofilia e pedofilia commessi all’interno della cooperativa;

nella relazione finale della Commissione d’inchiesta sull’affidamento dei minori della Regione Toscana (15 gennaio 2013) vengono elencati i nominativi dei politici di livello locale e nazionale, nonché magistrati e professionisti, che, a vario titolo e con differenti modalità, sono passati presso la comunità del Forteto (si veda, in particolare, p. 44, capitolo 5.6, della relazione);

dalla relazione della Commissione, emerge inoltre che la Comunità ha ottenuto, dal 1997 al 2010, contributi per più di 1 milione e 200.000 euro;

in data 3 maggio 2013, l’europarlamentare Morganti ha chiesto tramite un’interrogazione l’intervento della Commissione europea sul caso Forteto “perché sembrerebbe che questa comunità degli orrori abbia ricevuto finanziamenti provenienti da Fondi europei, sia perché ci troviamo di fronte ad una palese violazione dei diritti dei minori previsti nella Carta dei diritti fondamentali dell’Ue”;

il quotidiano “Il Giornale” del 16 maggio 2013, all’interno di un articolo dedicato alla comunità, riporta: «E l’omosessualità, la pedofilia, per bambini e bambine. Pratiche tollerate e incentivate: “Un percorso obbligato verso quella che veniva definita liberazione dalla materialità”, in cui “i minori diventavano prede e ciò avveniva non solo con il consenso collettivo, ma anche con quello dei genitori affidatari presenti in comunità”. È scritto nella relazione finale della Commissione d’inchiesta del consiglio regionale (presidente Stefano Mugnai, Pdl, vice Paolo Bambagioni, Pd) che ha fatto luce sul sistema di affidamento dei minori in Toscana»;

ha anche pubblicato le seguenti testimonianze: «Tre giorni dopo aver partorito, D.G. era già seduta a etichettare gli yogurt. M.G. ha perso un dito a 8 anni mentre chiudeva la sponda di un camion. F.B. a scuola veniva chiamato “il pecoraio” perché vi arrivava dopo la mungitura delle capre e ne portava l’odore. P.C., disabile psichico, era costretto a nutrirsi di “silomais”, cibo per ruminanti portato apposta dalla stalla: il ragazzo inghiottiva, vomitava e si doveva rimangiare il vomito. E poi le botte con zoccoli e mestoli: “Una volta a scuola non ci andai per tre giorni da quanto ero pesta – confessa M.C. – avevo i segni qua sul collo, poi la Elena mi truccò un pochino”; “Una mattina andai a portare il caffelatte a Rodolfo – racconta M.C. – e me lo ritrovai con la canottiera senza mutande. Fece per prendermi, mi dice vieni in collo a me, io sono l’uomo puro”; “A 15 anni e mezzo – è la testimonianza di E.F. – Rodolfo mi dette un bacio sulla guancia e lì lo accettai; successivamente, perché è stata graduale questa cosa, siamo passati al bacio a stampo e lì mi irrigidii un pochino, poi al bacio con la lingua e io stavo sempre zitto, non dicevo nulla, faceva tutto lui. Praticamente poi lui mi prese la mano e me la mise sul… però sopra i pantaloni”»;

ci sono anche molte testimonianze in rete, specie diffuse dal social network ”Facebook” dove si legge: “Avevo circa 12 anni, mia madre naturale viveva là dentro ma completamente soggiogata dal gruppo. Mio padre naturale era stato scacciato 10 anni prima perché voleva avere rapporti anche sessuali con mia madre. Là dentro considerati un reato. Io soffrivo moltissimo e volevo raggiungere mio padre o mia zia; si accorsero che stavo prendendo questi contatti e mi rinchiusero a pane ed acqua in una camera per una settimana; potevo andare in bagno solo una volta al giorno, la sera. Mia madre non si oppose ma anzi diede il suo contributo a tutto ciò”; “Ricordo di quando ero bambino e x farmi affrontare la paura del buio la mia mamma affidataria mi portò nello scannafosso sotto alla lavanderia della villa, per poi lasciarmi lì da solo piangevo dalla paura e mi ricordo ke mi feci la pipi addosso…”; “Nessuno di noi ha mai detto a R.F. che non aveva diritto a separare le madri dai figli e glielo abbiamo lasciato fare liberamente e tantissime volte. Facevo parte di quell’ambiente quando lui intervenne sui diritti di una donna negandogli la possibilità di crescere il proprio figlio naturale e dando la responsabilità del bambino ad altre due persone. Convins… e questa madre peraltro laureata, facendola sentire sola e inadeguata, tutto questo col contributo di noi componenti la famiglia Forteto. Stando dentro al Forteto vedi le cose che capitano agli altri come spettatore passivo di un film, non serve suggerire, non puoi intervenire. È il burattinaio (R.F.) che fa da regista, ti fa affezionare al mascalzone e ti porta ad odiare il buono che a sua volta sopporta ogni vessazione senza reagire e via di scampo”,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti;

se non intendano adoperarsi presso le amministrazioni competenti affinché siano motivate le ragioni per cui la comunità Il forteto, anche a seguito della condanna di Fiesoli per abusi sessuali e maltrattamenti, abbia successivamente ottenuto i minori in affidamento e sino a quale data, quali siano le modalità con cui siano proseguiti i rapporti della Comunità con i servizi sociali e l’autorità giudiziaria per la gestione dei minori in affido e quali i controlli effettuati dal Tribunale dei minori e dai servizi sociali;

alla luce di quanto accaduto nella comunità, e di quanto potrebbe essere accaduto altrove o potrebbe nuovamente verificarsi anche sotto altre forme di violenze ed abusi, quali misure di competenza intendano adottare al fine di promuovere una maggiore attività di controllo e verifica delle comunità alloggio presenti sul territorio nazionale, di potenziare il sistema dei controlli sui soggetti responsabili dell’affidamento familiare e, laddove siano emerse responsabilità e negligenze dei servizi sociali, applicare gli opportuni provvedimenti sanzionatori.

Fonte: Senato italiano

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=17&id=706010

Nuova interrogazione parlamentare sulle modalità dei gruppi a deriva settaria e sulle politiche preventive

Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-00374

Atto n. 4-00374

Pubblicato il 19 giugno 2013, nella seduta n. 44

ALBERTI CASELLATI , MUSSOLINI , CALIENDO , GIBIINO , BERNINI , ROMANI Paolo , CARRARO , BONFRISCO , RIZZOTTI , PELINO– Ai Ministri dell’interno, della giustizia, dell’istruzione, dell’università e della ricerca e della salute. –

Premesso che:

alla luce dell’inquietante diffusione del fenomeno delle sette religiose a livello europeo, il Consiglio d’Europa, già con raccomandazione n. 1412 (1999) intese sollecitare gli Stati membri a un’efficace azione di vigilanza e di informazione preventiva sui gruppi a carattere religioso, esoterico o spirituale, invitando a concretizzare i necessari interventi mediante appositi programmi d’educazione in ambito scolastico, attraverso l’istituzione di centri nazionali e regionali d’informazione e di Ong di aiuto per le vittime e per le loro famiglie, nonché attraverso la creazione di un osservatorio europeo finalizzato a facilitare lo scambio tra i centri nazionali;

nella fattispecie, richiese una speciale attenzione nei confronti delle persone più vulnerabili e in particolare dei minori;

osservato che nella raccomandazione “State, religion, secularity and human rights” n. 1804 (2007), è peraltro evidenziato che «La libertà di religione è protetta dall’Articolo 9 della Convenzione Europea sui Diritti Umani e dall’Articolo 18 della Dichiarazione Universale sui Diritti Umani. Tali libertà non sono tuttavia illimitate: una religione la cui dottrina o pratica si scontri con altri diritti fondamentali sarà inaccettabile. Ad ogni modo, le restrizioni che possono essere applicate a tali libertà sono quelle “previste dalla legge e sono necessarie in una società democratica nell’interesse della sicurezza pubblica, per la protezione dell’ordine, della morale, e della salute pubblici, o per la protezione dei diritti e delle libertà altrui” (articolo 9.2 della Convenzione). Gli Stati non possono nemmeno permettere la diffusione di principi religiosi che, se applicati, violerebbero i diritti umani. Se a questo proposito esistessero dubbi, gli Stati devono richiedere ai leader religiosi di prendere una posizione non ambigua relativamente alla priorità dei diritti umani su qualsiasi principio religioso, come statuito dalla Convenzione Europea sui Diritti Umani»;

osservato, inoltre, che:

il 5 ottobre 2012, i rappresentanti della Commissione dei diritti dell’uomo, nell’ambito della Conferenza delle Oing presso il Consiglio d’Europa, hanno espresso viva preoccupazione per il fatto che gli Stati membri del Consiglio d’Europa non abbiano, fino ad ora, assunto misure all’altezza della sfida rappresentata dalle cosiddette derive settarie, che attentano ai diritti dell’uomo e ai principi fondamentali di tutte le società democratiche;

nell’ambito della medesima Conferenza è stato rilevato come il fenomeno settario sia causa di procedimenti di infrazione in particolare nel campo della salute, dell’educazione e della vita privata e familiare degli individui e che contestualmente, organizzazioni abusanti, agendo al riparo del diritto alla libertà religiosa, minino, di fatto, le libertà fondamentali dei cittadini, costituendo pertanto una reale minaccia per la democrazia;

i rappresentanti della Commissione dei diritti dell’uomo hanno opportunamente sottolineato che, approfittando della permeabilità delle frontiere, il fenomeno ha continuato a dilagare pressoché incontrastato nei Paesi dell’Europa centrale e orientale e non è diminuito nei Paesi dell’Europa occidentale e che, a tutt’oggi, solo Francia e Belgio hanno adottato misure legislative a tutela delle fasce più deboli e pochi altri Stati membri hanno assunto misure di osservazione e informazione;

il 28 novembre 2002, in Francia fu istituita la Missione interministeriale di vigilanza e di lotta contro le derive settarie, con lo scopo di osservare e analizzare il fenomeno, coordinare l’azione preventiva e repressiva dei poteri pubblici e informare la popolazione su rischi e pericoli; nella fattispecie, essa oltre a redigere rapporti annuali sul fenomeno, ha realizzato numerose pubblicazioni e guide a tutela della popolazione, pubblicate in internet;

il Ministro dell’educazione francese inoltrava circolare n. 2012-051 del 22 marzo 2012, per rettrici e rettori della pubblica istruzione, sulla prevenzione e la lotta contro il rischio settario (il cui testo può essere consultato anche sul sito del Governo francese);

il Senato francese ha ritenuto inoltre necessario istituire nell’ottobre 2012 un’apposita Commissione d’inchiesta sul fenomeno settario nell’ambito della sanità;

osservato, infine, che:

nel settembre 2012, relatori della Commissione Affari giuridici e dei diritti dell’uomo dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (APCE), riunitasi a Parigi per discutere in merito alla protezione dei minori dalle “sette”, hanno evidenziato che la difficoltà di raggiungere un consenso europeo sul fenomeno non significa certamente abbandonare l’idea di stabilire delle regole e politiche a livello europeo finalizzate alla protezione dei minori contro il pericolo dei culti abusanti e che occorre difendere l’interesse superiore del bambino da ogni forma di brutalità, maltrattamento e negligenza. Considerata pertanto la vulnerabilità dei minori e degli adolescenti, i rappresentanti degli Stati partecipanti all’Assemblea hanno ribadito la necessità di un’indispensabile vigilanza sul fenomeno, anche attraverso la creazione di strutture simili alla citata Missione francese;

in Italia, la sola Regione Friuli-Venezia Giulia ha approvato in data 31 maggio 2012 la legge regionale n. 11, recante “Norme per il sostegno e la piena libertà intellettuale, morale e psicologica dell’individuo”;

di fatto, a tutt’oggi, solo le associazioni di volontariato e alcuni centri di ricerca svolgono, pur nella limitatezza delle risorse, una preziosa e continuativa opera informativa sul fenomeno e di supporto alle vittime e alle famiglie;

in tal senso esse realizzano un’azione di integrazione nonché, spesso, di vera e propria supplenza dell’azione pubblica, in maniera del tutto gratuita e avvalendosi della consulenza e collaborazione di esperti del settore della salute mentale, della criminologia e della giurisprudenza;

l’associazione Familiari delle vittime delle sette (FAVIS) ha realizzato, primo progetto in Italia, l’opuscolo informativo “Le mani sulla mente”, distribuito gratuitamente durante gli incontri con gli studenti degli istituti scolastici superiori della provincia di Rimini;

da quanto risulta agli interroganti, proprio l’impegno profuso in questo complesso e delicato settore anche attraverso la collaborazione fattiva con le forze dell’ordine, e la denuncia alle autorità competenti di tutti quei casi lesivi dei diritti dell’uomo che hanno portato anche a condanne in ambito giudiziario di soggetti a capo di gruppi e movimenti pseudospirituali, così come la recente partecipazione di alcuni esponenti del mondo dell’associazionismo alle diverse audizioni presso la 2ª Commissione permanente (Giustizia) del Senato nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul fenomeno della manipolazione mentale dei soggetti deboli, con particolare riferimento al fenomeno delle cosiddette sette, in relazione al disegno di legge 569 della XVI Legislatura recante disposizioni concernenti il reato di manipolazione mentale, hanno determinato una pesante campagna accusatoria e diffamatoria sulla rete telematica, finalizzata a discreditare le medesime associazioni anche con infondate ed ingiuriose accuse ad personam, nella fattispecie, nei confronti della dottoressa Lorita Tinelli, psicologa e presidente del Centro studi sugli abusi psicologici, della defunta signora Maria Pia Gardini, del signor Maurizio Alessandrini, presidente della FAVIS, di don Aldo Bonaiuto, animatore dell’associazione Servizio antisette della comunità “Giovanni XXIII”, di alcuni rappresentanti delle associazioni Aris Veneto e Aris Toscana, e peraltro della stessa Squadra antisette (SAS) del Ministero dell’interno, nonché di alcuni componenti della 2ª Commissione, con il rischio di gravissime ripercussioni proprio su quei soggetti in stato di bisogno e necessità a cui tali realtà associative si sforzano di offrire aiuto e sostegno;

costoro sono stati definiti, in alcuni contributi pubblicati in rete su diversi blog, quali “setta degli antisette, la vera setta”, cioè movimenti antisette estremisti dai quali gli onesti cittadini dovrebbero prendere le distanze, fanatici oltranzisti, soggetti affetti da disturbo narcisistico di personalità, ignoranti e incompetenti in malafede, serpenti a sonagli, privi di cultura, mancanti di obiettività, empatia e capacità di giudizio razionale, promotori di una sorta di lobby finalizzata a manipolare gli organi mediatici, i politici, la magistratura e l’opinione pubblica diffondendo falsa informazione, veri e propri strateghi e terroristi dediti a seminare intolleranza religiosa e procurare allarme, fomentatori di una campagna d’istigazione all’odio per il diverso, a capo di associazioni che, si cita testualmente, “non solo non si trovano isolate ai margini della società e monitorate attentamente come focolai di odio e razzismo, ma sono le associazioni a cui le Forze dell’ordine si rivolgono per acquisire informazioni su gruppi ritenuti criminali, che informano il grande pubblico e collaborano con la squadra antisette”. Nei citati contributi si legge altresì che tali associazioni, che sono state sentite in audizioni tenute nell’ambito della citata indagine conoscitiva durante la XVI Legislatura sarebbero composte anche da arroganti e presuntuosi con manie di grandezza, ed avrebbero un modus operandi occulto, avvalendosi di agende segrete e canali privilegiati per porre sotto indagine onesti cittadini, inoltrando, a tal fine, documenti supersegretissimi, attentando ai diritti costituzionali, facendo attivismo poliziesco intimidendo e tappando la bocca alle persone, mirando a creare uno stato poliziesco, poiché nostalgici del duce e di leggi liberticide, costituendo dunque una “setta antisetta” molto pericolosa;

per concludere, appare agli interroganti opportuno ricordare le parole del Presidente della Repubblica, in occasione della celebrazione della giornata del volontariato del 2009: “Non si possono solo o principalmente delegare al privato sociale compiti di soddisfacimento dei bisogni o dei diritti che la Repubblica nel suo insieme è chiamata a garantire”;

anche nel corso della XVI Legislatura, in data 6 dicembre 2012, la prima firmataria del presente atto di sindacato ispettivo ha presentato l’interrogazione 4-08835 inerente al fenomeno delle sette,

si chiede di sapere:

se e quali misure di competenza i Ministri in indirizzo intendano adottare in relazione alle direttive espresse nella raccomandazione del Consiglio d’Europa del 1999 e alla luce delle più recenti valutazioni e considerazioni espresse in ambito europeo;

se siano stati o meno realizzati progetti educativi in ambito scolastico volti all’auspicata educazione in materia, nonché a tutela dei soggetti più vulnerabili come adolescenti e minori;

se siano o meno state realizzate campagne informative preventive nell’ambito della sanità, in particolare a tutela dei soggetti maggiormente vulnerabili;

se nell’ambito della sanità sia o meno stata realizzata attività di monitoraggio e vigilanza al fine di valutare gli effettivi rischi per la salute e la stessa incolumità dei cittadini che si affidano a persone che, a giudizio degli interroganti, si avvalgono sovente di inesistenti titoli e operano anche all’interno di gruppi pseudoreligiosi e/o pseudo-terapici;

se non ritengano opportuno, ai fini della concreta ed immediata assunzione delle direttive indicate nella raccomandazione europea del 1999, anche alla luce della profonda crisi che l’Europa sta attraversando e che rappresenta indubitabilmente un’occasione per un’ulteriore espansione delle derive settarie, valutare anche la realizzazione nel nostro Paese di un’apposita struttura similare alla Missione interministeriale di vigilanza e di lotta contro le derive settarie istituita in Francia;

se siano o meno a conoscenza della campagna di discredito nei confronti delle menzionate associazioni di volontariato e dei rispettivi rappresentanti, e come, eventualmente, intendano procedere anche e soprattutto nell’interesse delle stesse ex vittime di culti abusanti e delle loro famiglie, che si rivolgono fiduciose alle associazioni di aiuto.

 

Fonte: Senato.it

Nuova legge a tutela delle vittime delle sette

librementes
Repercusiones de Nuestro Trabajo…Luego de la nota Escrita por Juan Leyes del Diario Dia a Dia sobre el caso del pai umbanda abusador que dejo embarazada a una niña de 12 años y la falta de reglamentacion de la ley de asistencia a victimas y familiares de sectas destructivas en la provincia de Cordoba, El legislador provincial de la UCR Luis Brouwer de Koning presentará un proyecto, por el que le solicitará al Poder Ejecutivo a través del Ministerio de Justicia que reglamente la ley 9891

http://www.diaadia.com.ar/policiales/pai-umbanda-abuso-nena-13

Aqui el comunicado de Prensa del Bloque de la UCR

Piden reglamentar la ley de “Sectas”

El legislador provincial de la UCR Luis Brouwer de Koning presentará un proyecto, por el que le solicitará al Poder Ejecutivo a través del Ministerio de Justicia que reglamente la ley 9891 sancionada el 9 de febrero de 2011, mediante el cual se creó el Programa Provincial de Prevención y Asistencia a las Víctimas de Grupos que usan Técnicas de Manipulación Psicológica.

Días atrás se conoció la noticia que en la ciudad de Río Cuarto una niña de 13 años dio a luz una beba en enero pasado, y el ADN que ordenó la Justicia incriminó al líder de un culto. La causa por abuso sexual fue elevada a juicio hace dos semanas por el fiscal Javier Di Santo.

“Esta norma de estar reglamentada estaría promoviendo la sensibilización, concientización, asesoramiento y coordinación de acciones tendientes a lograr la detección temprana y prevención de cualquier situación de manipulación psicológica para víctimas como en este caso el que consterna al Imperio del Sur”, afirmó Brouwer de Koning.

En otro apartado de la ley estipula que se constituirá un equipo interdisciplinario integrado por médicos, psicológicos y abogados especializados en la técnica, para el estudio y abordaje integral de la asistencia a las víctimas, que tendrá a su cargo: El tratamiento victimilógico adecuado a la persona, el diagnóstico e identificación de la víctima en cuanto a su situación de tal, ya sea directamente o como familia, testigos y demás afectados indirectos, asesoramiento legal; etc.

Dato: Adjunto la ley 9891

Jorge Luque
Encargado de Prensa

Impatto del nostro lavoro…Dopo la nota scritta da leggi John del quotidiano giorno per giorno sul caso del pai molestatore umbanda, che ha lasciato una ragazza di 12 anni incinta e mancanza di regolazione del Welfare Act vittime e parenti dei culti distruttivi in provincia di Cordoba, il legislatore provincia dell’UCR Luis Brouwer de Koning presenterà un progettoPerché chiedere il ramo esecutivo attraverso il Ministero della giustizia che regola la legge 9891

Interrogazione parlamentare sulle derive settarie

Report n. 4-08835 – issued on Dec. 6, 2012 – session n. 851

(Version for the Press)

The report was addressed by a group of Italian Members of Parliament (Alberti Casellati, Caselli,

Caruso, De Feo, De Lillo, Izzo, Rizzotti, Scarpa Bonazza Buora, Tomassini, Spadoni Urbani,

Valentino) to the Italian Home Office, to the Ministry of Justice, to the Departments of Education

and University, to the National Health Service. –

Seeing the disquieting Europe-wide diffusion of religious cults, the Council of Europe called on the Member States to exercise supervision and provide information on religious, esoteric or spiritual groups (Recommendation n.1412, 1999); it also invited them to protect adolescents through projects within the framework of school curricula, through the creation of information centres and non-governmental organizations for the victims and their families, through the setting up of a European Observatory to make it easier for national centres to exchange information.

On this particular occasion it fixed as a priority the protection of the most vulnerable members of society, especially if minors.

Though in the Recommendation “State, Religion, Secularity and Human Rights” n.1804, 2007 the authors stressed that “Freedom of religion is guaranteed by Article 9 of the European Convention on Human Rights and by Article 18 of the Universal Declaration of Human Rights”, these freedoms are not limitless: a religion whose doctrine or practice clashes with other fundamental rights is unacceptable. Anyway, the restrictions applied to these freedoms are those “prescribed by law and are necessary in a democratic society in the interests of public safety, for the protection of public order, health or morals, or for the protection of the rights and freedoms of others” (second paragraph, Article 9 of the Convention). The States can’t even allow the diffusion of religious principles that, if applied, would violate human rights. Should there be any doubts about that, the States must ask the religious leaders to clearly reaffirm the priority of human rights over any religious belief, as stated by the European Convention of Human Rights.

Moreover, on October 5, 2012 the representatives of the Commission for Human Rights during the NGO Conference at the Council of Europe showed great concern about the fact that the Member States hadn’t taken any measures against the illegal practices of cults which violate human rights and the fundamental principles of all democratic societies.

During the Conference itself it was highlighted how the activities of sects could infringe health, education, people’s private and familiar lives; at the same time, illegal organizations under the cover of the right to religious freedom actually undermine people’s fundamental liberties, thus posing a threat to democracy.

The representatives of the Commission for Human Rights correctly underlined that because of the permeability of international borders the phenomenon had spread through Central and Eastern Europe and hadn’t decreased in Western countries; so far, only France and Belgium have adopted legislative measures to protect the most vulnerable members of society, and few other Member States have taken any measures.

On Nov. 28, 2002 the Interministerial Mission for Monitoring and Combating Cultic Deviances (MIVILUDES) was set up in France with the purpose of monitoring and analyzing the phenomenon, taking measures of prevention and repression, and warning the population against risks and dangers; in particular, it has written annual reports on the phenomenon and in addition it has published guides on the Internet, to protect the population.

On March 22, 2012 the French Department of Education forwarded a circular letter (n. 2012 -051) to headteachers in State schools about prevention and struggle against sectarian risks (the text can be read on the French Government site, too). The French Government thought it necessary to set up a Commission of Inquiry (October 2012) on the phenomenon of sects within the Health Service.

Finally, we remark that in September 2012 the speakers of the Committee on Legal Affairs and Human Rights, within the Parliamentary Assembly of the Council of Europe, met in Paris to deal with protecting minors against sectarian influence; they also stressed that the difficulty in reaching a European general agreement on the matter didn’t necessarily mean that we had to give up setting rules and policies in Europe for the protection of minors against sectarian abuse.

The supreme right of the child to be protected against any form of brutality, ill-treatment and neglect must be safeguarded. Consequently, considering the vulnerability of minors and adolescents, the Member States of the Assembly reiterated the need to monitor the phenomenon, also through the creation of institutions like the French Interministerial Mission for Monitoring and Combating Cultic Deviances, previously mentioned.

In Italy, only the region Friuli – Venezia Giulia passed a local act (n. 11 – May 31,2012) containing “Rules supporting complete intellectual, moral and psychological freedom”.

So far only volunteer associations and some research centres, despite their limited resources, have actually carried out the task of informing about the phenomenon and supporting the victims and their families; they help, and sometimes even replace, State action without any profit, using the advice and collaboration of experts in the field of mental health, criminology and law.

The Italian Association named FAVIS (Familiars of Victims of Sects) issued a booklet, “Hands on the Mind” – first project of this kind in Italy – handed out free during meetings with high school students in the province of Rimini.

As far as the questioning Italian MPs know, these people’s commitment in collaboration with the Police has brought about the prosecution and even the punishment , in some cases, of the leaders of pseudo-spiritual groups and movements; it also fostered the recent participation of some volunteer associations members in various hearings at the second permanent Commission for Justice in the Italian Senate concerning an inquiry into the mental manipulation of vulnerable people by the so-called “sects” (Bill n.569). After that, there was a strong smear campaign against these associations in order to discredit them and in particular the following people: Mrs Lorita Tinelli, psychologist and President of CESAP (Centre for Studies on Psychological Abuse), the late Mrs Maria Pia Gardini, Mr Maurizio Alessandrini (President of FAVIS), Rev. Aldo Bonaiuto, of the Association “Anti-cult Service of the Community Pope John XXIII”, some representatives of the Associations ARIS Veneto and ARIS Toscana, the Anti-cult Squad of the Italian Home Office, and also some members of the second Commission. Such a defamatory campaign may have repercussions for people in need who turn to these associations to receive help and support.

In some blogs the people mentioned above have been labelled as “the cult of the anti-cults”, as “the only real sect”, as intolerant fanatics suffering from a Narcissistic personality disorder, as biased and ignorant people who created a sort of “lobby” to influence the media, politicians, magistrates, and to spread false information. Besides, they are accused of collaborating with the Police using “hidden channels” of communication, exchanging confidential information and creating a sort of dictatorial system as you would expect in a totalitarian State.

In conclusion, we should focus on the Italian President’s words during the celebration of the “Volunteer’s Day” in 2009: “People’s needs and rights must be guaranteed by the State as a whole, they can’t be totally or partially devolved to private organizations”.

The Italian MPs mentioned at the beginning of this report would like to know:

  • if the Ministries involved intend to adopt any measures in compliance with the Recommendation of the Council of Europe (1999) and with the latest guidelines within the European framework;

  • if educational projects within school curricula have been created to spread information and to protect the most vulnerable people, like adolescents and minors;

  • if information campaigns have been carried out within the National Health Service, in particular to protect the most vulnerable;

  • if the National Health Service has monitored the risks for the health and integrity of the citizens who often turn to people with no qualifications operating in pseudo-religious and/or pseudo-therapic groups;

  • if it is advisable to set up an institution in our country like the French MIVILUDES (Interministerial Mission for Monitoring and Combating Cultic Deviances) to comply with the guidelines contained in the European Recommendation of 1999, also in the light of the profound crisis Europe is going through, which can facilitate the diffusion of sectarian deviances;

  • if the smear campaign against the above-mentioned Associations and their representatives has been made known, in the interests of the former victims of cults and their families who confidently rely on the helping Associations.

Traduzione italiana qui

Interrogazione parlamentare sui minori nelle sette

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-08890

Atto n. 4-08890

Pubblicato il 18 dicembre 2012, nella seduta n. 855

ALLEGRINI , GALLONE – Ai Ministri dell’interno, della giustizia, dell’istruzione, dell’università e della ricerca e della salute. –

Premesso che, per quanto risulta alle interroganti:

il fenomeno delle cosiddette derive settarie ha assunto, a livello europeo, dimensioni rilevanti e preoccupanti, destando viva inquietudine anche e soprattutto in relazione alle attività di gruppi e/o movimenti di tipo esoterico, spirituale, pseudoreligioso, pseudoterapico, eccetera, socialmente controversi;

ne sono testimonianza le plurime iniziative del Parlamento europeo e dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa e le molteplici risoluzioni e raccomandazioni prodotte;

in particolare, già con raccomandazione n. 1412 (1999), il Consiglio d’Europa ha inteso, tra l’altro, sollecitare gli Stati membri a una fattiva azione di vigilanza e di informazione preventiva, esortando a prestare particolare attenzione alla tutela delle persone maggiormente vulnerabili e dei minori;

più recentemente, in seno alla Conferenza delle Oing presso il Consiglio d’Europa, del 5 ottobre 2010, i rappresentanti della Commissione dei Diritti dell’uomo hanno parimenti espresso rammarico e preoccupazione per il fatto che gli Stati membri del Consiglio d’Europa non risultino aver assunto, a tutt’oggi, misure all’altezza della sfida rappresentata da quei culti abusanti che attentano ai diritti dell’uomo e ai principi fondamentali di tutte le società democratiche, e che, in sintesi, solo pochissimi Stati membri hanno posto in essere vere e proprie politiche preventive a protezione delle fasce più deboli;

nell’ambito della Commissione Affari giuridici e dei diritti dell’uomo dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (APCE), i relatori riunitisi a Parigi il 6 settembre 2012, hanno evidenziato anche che la difficoltà di pervenire ad un unanime consenso europeo in relazione al fenomeno settario non deve assolutamente significare abbandonare l’idea di stabilire delle regole e politiche a livello europeo, finalizzate alla protezione dei minori contro il pericolo rappresentato dalle derive settarie e che occorre difendere l’interesse superiore del bambino da ogni forma di brutalità, maltrattamento e negligenza;

così come in altri Paesi dell’Europa occidentale e centrale, anche in Italia le negligenze e gli abusi commessi ai danni di minori in contesti tipicamente settari risultano fenomeni tutt’altro che sporadici;

nel marzo 2010, veniva arrestato il “guru di San Lorenzo”, fondatore e presidente della associazione denominata R.E. MAYA, per il reato di violenza sessuale a danno di minori;

le violenze venivano giustificate, secondo il leader, con la necessità di modificare il karma delle bambine e trasmettere loro, a tale scopo, il suo Dna sano e curativo che avrebbe impedito il compimento del suo negativo destino e risparmiato alla madre sofferenze altrimenti inevitabili;

la Commissione europea, in riposta all’atto di sindacato ispettivo E-2197/10, ha rilevato che “I fenomeni settari sono particolarmente inquietanti, e alcune attività o situazioni che ne derivano sono suscettibili di rientrare nell’ambito di competenza di strumenti dell’Unione, nella fattispecie di quelli relativi alla tratta degli esseri umani, agli abusi sessuali sui bambini o alle vittime”;

il 7 febbraio 2012 anche la Consulta femminile della Regione Lazio e l’Assessorato alle politiche sociali e famiglia evidenziavano la lentezza del procedimento penale, a tutt’oggi in corso, a carico del guru di San Lorenzo;

recentissima è la notizia di un’approfondita inchiesta condotta dalla polizia postale di Catania, in sinergia con la Procura della Repubblica catanese, che avrebbe reperito su un sito della “Deep Web”, la rete invisibile accessibile tramite rete Tor (ovvero in maniera anonima), immagini di pornografia minorile e infantile;

alcuni dei video raffiguranti una donna adulta in abito da suora e un minore, coinvolti in pose oscene di nudo con richiami a temi blasfemi, sono stati analizzati dagli investigatori che hanno così identificato la donna come madre del bambino e hanno provveduto al suo arresto;

che quest’ultimo, raccapricciante, episodio avrebbe avuto luogo all’interno di una chiesa e al vaglio degli investigatori ci sarebbero indizi tali da ipotizzare l’esistenza di un’estesa organizzazione pedo-satanista;

nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul fenomeno della manipolazione mentale dei soggetti deboli, con particolare riferimento al fenomeno delle cosiddette “sette”, attivata presso la 2ª Commissione permanente (Giustizia) del Senato, in relazione al disegno di legge n. 569 recante “Disposizioni concernenti il reato di manipolazione mentale”, nel corso di un’audizione, in data 9 maggio 2012, veniva dato puntuale resoconto di abusi e sevizie raccapriccianti poste in essere da un piccolo gruppo capeggiato da una “santona” recentemente condannata per maltrattamento su minori, con sentenza della Corte di cassazione, sesta sez. penale, n. 631, del 18 aprile 2012, depositata il 3 luglio 2012;

nella sentenza sono stati considerati gli atti di violenza che si concretizzavano attraverso la forzata imposizione del cibo nei confronti di una minore, anche mediante un atto di violenza fisica, quale la chiusura del naso, nonostante l’evidente intolleranza alla sua assunzione, la costrizione a mangiare di nuovo quanto veniva da lei vomitato, i continui risvegli notturni o l’assoluto impedimento di riposo per partecipare a riti salvifici, il condizionamento delle più elementari manifestazioni di vita, nonché le minacce di punizioni divine o di gravi accadimenti in caso di disobbedienza alle sue direttive;

tuttavia, a seguito della lungaggine dell’iter processuale, i reati di natura penale si sono prescritti e la santona è stata condannata esclusivamente alla mera rifusione delle spese processuali e di grado e a una provvisionale nei confronti delle due minori;

è attualmente in corso il processo contro la cosiddetta “santona” di Prevalle, la quale, secondo le dichiarazioni e le deposizioni processuali di fuoriusciti dalla comunità pseudoreligiosa capeggiata dalla medesima, avrebbe, tra l’altro, malmenato violentemente bambini in tenera età, costringendoli a mangiare il proprio vomito ed escrementi di maiale, segregandoli al buio, nonché sottoponendoli a vere e proprie sevizie e torture psicofisiche con il pretesto che detti trattamenti salvifici occorressero per lavar via le loro colpe e liberarli dagli spiriti maligni;

nel caso di una bimba i reati risulterebbero prescritti e il procedimento a carico della santona e dei suoi collaboratori sarebbe nella fase dell’udienza preliminare da oltre 2 anni;

quattro donne, due delle quali all’epoca minorenni e una incapace, sarebbero state ripetutamente segregate in una stanza con un’unica finestra dotata di sbarre, spesso costrette al digiuno, legate al letto, costrette ad espletare i bisogni in un bagno chimico, costrette ad indossare una sorta di camicia di forza realizzata con tessuto jeans, picchiate e seviziate;

in generale, ai bambini della comunità sarebbero state inflitte atroci violenze quali indurli a mangiare il proprio vomito, i propri escrementi e quelli di animali, costringerli con la testa dentro il wc e dentro una buca ove venivano ricoperti di terra sino al mento, forzarli a pregare per l’intero corso della notte, sottoporli a docce fredde con gli occhi aperti rivolti verso il getto d’acqua, legarli per giorni al letto o al termosifone, percuoterli pesantemente anche con oggetti, costringerli a lavorare anche in una galvanica, eccetera;

cavilli legali avrebbero ulteriormente rallentato l’iter processuale, con il rischio di ulteriori prescrizioni dei reati commessi anche ai danni di minori;

il Consiglio della Regione Toscana ha recentemente attivato una commissione d’inchiesta sull’affidamento dei minori, in relazione alla vicenda meglio nota come “caso Forteto”, ossia una comunità che si occupava proprio di affido di minori, per anni indicata come un esempio di eccellenza nel sostegno e recupero dei minori abusati e maltrattati, a cui lo stesso tribunale dei minori di Firenze, sino alla data del 2009, aveva inviato bambini in affido;

la chiusura delle indagini, nell’ottobre 2012, avrebbe visto il coinvolgimento di 22 indagati per i reati di maltrattamento, alcuni dei quali fondatori del Forteto;

tra i fondatori del Forteto vi sarebbe colui che la procura avrebbe definito quale capo spirituale ovvero santone;

già nel 1980 il Forteto avrebbe sollevato i primi dubbi su alcune forme di plagio nei confronti delle persone che vivevano nella comunità;

nel 1985 sarebbe stata emessa nei confronti del fondatore del Forteto una sentenza di condanna per maltrattamenti e atti di libidine ai danni degli ospiti di detta comunità;

nel 2000 la Corte europea dei diritti dell’uomo, su ricorso di una madre che aveva visto affidare i suoi due figli al Forteto, aveva condannato l’Italia per trattamenti giudicati non conformi alla Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo;

i giudici scrivevano, tra l’altro, che questa situazione avrebbe « dovuto indurre il Tribunale dei minorenni a esercitare una maggiore sorveglianza riguardo al controllo dei bambini all’interno del Forteto i cui responsabili operano in una comunità che gode di un’ampia libertà e che non sembra sottoposta a un effettivo controllo da parte delle autorità competenti» e che «Senza spiegazioni esaustive non si potrebbe imporre a un genitore di vedere i propri figli collocati in una comunità della quale alcuni responsabili si sono visti infliggere delle condanne gravi in passato per maltrattamenti e abusi sessuali»;

in data 16 luglio 2012 il leader del movimento “Arkeon” veniva condannato in primo grado per i reati di associazione a delinquere ed esercizio abusivo della professione di psicologo unitamente ad altri maestri dell’organizzazione;

anche alcuni minori sarebbero stati coinvolti in particolari riti di forte impatto emotivo, come un bambino che, all’età di soli 10-11 anni, avrebbe partecipato a ben 5 seminari ottenendo il primo livello di master Reiki; durante uno di tali seminari il minore sarebbe stato coinvolto in una introspezione psicologica che avrebbe indotto la madre ad ammettere pubblicamente di aver giocato con i genitali del figlio per farlo addormentare;

il reato di maltrattamento di minori contestato al leader e ad altri sarebbe, tuttavia, stato estinto per intervenuta prescrizione;

appare opportuno ricordare come in particolari contesti settari possono maturare anche efferati delitti, quali l’induzione al suicidio degli adepti e l’omicidio; tale è il caso dei reati commessi dalla nota setta “le Bestie di Satana”, i cui componenti avrebbero ideato e realizzato gli omicidi di alcune giovanissime vittime;

le più importanti pubblicazioni scientifiche internazionali realizzate nell’ambito delle scienze psicologiche e della vittimologia, come gli studi del dottor Paul Martin, del dottor Michael Langone, di Markowits e Halperin, eccetera, riferiscono concordemente che contesti settari chiusi e coercitivi, a rigida struttura gerarchica, diretti da leader che propugnano ideologie assolutiste e si presentano come incarnazioni divine e/o depositari di verità rivelate o di saperi misterici, pongono in essere dinamiche altamente pericolose per lo sviluppo armonico e integrale della personalità del fanciullo nonché per la sua stessa salute fisica. In tali contesti, sovente, i minori vengono separati drasticamente dalle figure genitoriali, viene loro impedito di sviluppare relazioni affettive e sociali al di fuori del gruppo od organizzazione d’appartenenza, risultano non garantiti, o del tutto vietati, la normale scolarizzazione così come il ricorso alle necessarie cure mediche, in modo tale che le “sette” si macchiano sovente di grave negligenza nei confronti dei minori, e ancora, sono grandemente limitate o addirittura negate le normali attività ludiche e ricreative dell’infanzia, imposte ferree discipline fisiche, negata ogni possibilità di autodeterminazione e libera scelta anche per le più elementari manifestazioni del vivere, inculcato il sospetto e il timore che il mondo esterno costituisca una reale minaccia per la vita del leader carismatico e dello stesso gruppo, perpetrate vessazioni e violenze, giustificato e addirittura incoraggiato dal leader carismatico il ricorso ai maltrattamenti e abusi, che egli può, di volta in volta, reinterpretare come necessari all’evoluzione spirituale dei soggetti, e/o come giusta punizione per aver disatteso un suo “divino” ordine e/o per aver mancato di rispetto alla sua persona, nonché per testare la fedeltà dei suoi seguaci. Di fatto, tutto questo ha evidentemente il solo scopo di massimizzare il controllo della leadership sui membri dell’organizzazione;

una dettagliata analisi sulle condizioni di vita dei minori in contesti settari è peraltro riportata nel 9° Rapporto nazionale sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza del 2009, redatto da “Telefono Azzurro” ed “Eurispes”, al cap. 1 titolato “Abuso e disagio”, scheda n. 6;

considerato che, nel nostro Paese, solo operose associazioni di volontariato che si occupano di questo fenomeno sociale e centri studi impegnati anche in attività di prevenzione degli abusi psicologici commessi in contesti settari risultano realizzare, per quanto possibile, opera di informazione preventiva a tutela dei soggetti maggiormente vulnerabili e dei minori;

osservato che:

in Francia, la Commissione interministeriale di vigilanza e di lotta contro le derive settarie ha realizzato già nel 2011 un prezioso strumento a tutela dei minori, ossia la guida titolata “Protezione dei minori contro le derive settarie”;

con l’approvazione del disegno di legge n. 1969-D recante la ratifica ed esecuzione della Convenzione di Lanzarote, anche l’Italia ha finalmente potuto prevedere importanti aggiornamenti normativi in merito ai delitti perpetrati contro l’infanzia;

tuttavia, il sistema della prescrizione del reato che dovrebbe realizzare soprattutto una funzione di garanzia processuale e/o sostanziale (da un lato “sollecitando” l’apparato statuale ad attivarsi per punire un determinato reato e dall’altro garantendo il cittadino, ovvero assicurandogli che non potrà essere esposto per un tempo indefinito ad accuse di reato), di fatto, in un sistema giudiziario come quello italiano, rischia di costituire, sovente, un mero strumento per evitare la condanna;

infine, appare particolarmente grave che negli ultimi anni siano stati tagliati drasticamente i fondi dedicati all’infanzia e all’adolescenza, rimanendo solo il Fondo, peraltro ridotto anch’esso in modo significativo, che finanzia parzialmente la legge 28 agosto 1997, n. 285, recante “Disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per l’infanzia e l’adolescenza”,

si chiede di sapere:

se e quali misure di competenza i Ministri in indirizzo intendano adottare in relazione alle direttive espresse nella raccomandazione del Consiglio d’Europa del 1999 anche in virtù delle più recenti valutazioni e considerazioni espresse in ambito europeo;

se siano stati o meno realizzati progetti educativi in ambito scolastico finalizzati all’educazione in materia, nonché a tutela dei soggetti più vulnerabili come adolescenti e minori;

se non si ritenga utile e necessario, in tal senso, provvedere anche precisi strumenti informativo-preventivi, come la guida realizzata dalla Missione francese;

se siano al corrente delle vicende sommariamente narrate nel presente atto di sindacato ispettivo o se possiedano, comunque, informazioni e conoscenze in merito alle gravi situazioni di rischio cui sono esposti i minori inseriti in contesti tipicamente settari;

se non ritengano opportuno, per quanto di competenza, promuovere ogni iniziativa utile a prevedere ulteriori inasprimenti delle pene concernenti i reati sessuali contro minori, anche al fine di allungare i tempi della prescrizione (con particolare riferimento ai reati previsti dalle leggi 15 febbraio 1996 n. 66, “Norme contro la violenza sessuale”, e n. 269 del 1998, “Norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale in danno di minori, quali nuove forme di riduzione in schiavitù”, oltre che dalla recente legge 6 febbraio 2006, n. 38, “Disposizioni in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia anche a mezzo Internet”), sia alla luce delle tante drammatiche vicende di pedofilia, di cui informano quotidianamente le cronache nazionali, sia degli stessi fatti esposti, e tenuto conto che all’annosa questione della lunga durata dei processi nel nostro Paese si aggiungono elementi tipici dei procedimenti minorili, come la difficoltà nell’accertamento dei fatti e nella formazione della prova del reato, dovendosi ricostruire le vicende principalmente sulla base delle dichiarazioni, sovente frammentarie e difficili, rese da bambini provati da esperienze altamente traumatiche e assolutamente disumane;

se non si ritenga dunque urgente e necessario intervenire al fine di introdurre strumenti che consentano ai bambini vittime di crimini aberranti di avere la possibilità di vedere perseguito il reato in qualunque momento, qualora diventati adulti siano in grado di denunciare.

 

Fonte: Senato.it