Archivio mensile:dicembre 2015

Joaquin Phoenix parla dei Bambini di Dio, il culto in cui è nato

Typically reclusive actor Joaquin Phoenix opened up about the Children of God cult to which his family belonged in the early 1970s.  L’attore confida a Playboy di essere nato in un culto controverso: ‘Penso che il momento in cui i miei genitori hanno realizzato che esso era qualcosa di più, uscirono‘.

Joaquin Phoenix ha rivelato quello che significava vivere in un culto religioso.

Joaquin Phoenix talks in the December 2014 issue of Playboy.

Nel numero di dicembre della rivista Playboy, la star ha raccontato di esser nato tra i  Bambini di Dio,  un gruppo religioso col quale i suoi genitori, John e Arlyn Bottom, e i suoi fratelli – Rain, Liberty, Summer e per ultimo River – hanno viaggiato attraverso l’America Centrale e del Sud  nei primi anni ’70.

Il gruppo, spesso descritto come una setta, come riferito, include “l’abuso sessuale di bambini e un ambiente altamente sessualizzato in cui è previsto che mariti e mogli condividano i loro partner con altri“, dice la rivista.

Non credo che essi siano arrivati a quel punto,” riferisce Phoenix Perché, francamente, come si avvicinarono, penso che i miei genitori pensarono, ‘Aspetta un attimo. Questo è più di una comunità religiosa. C’è un’altra cosa sta succedendo qui, e questo non mi sembra giusto’. E così hanno lasciato molto presto“.

La star parla apertamente di ciò che conosceva circa le esperienze dei suoi genitori nel gruppo.

Penso che i miei genitori volessero una esperienza religiosa e sentivano fortemente questo proponimento” ha detto. “Volevano condividere con altre persone che volevano parlare della loro esperienza con la religione“.

 

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L’attore quarantenne era solo un bambino in quel periodo, ma ha riferito che i suoi genitori hanno trovato un senso di comunità, nella prima fase di introduzione in quello che ha descritto essere un “culto”.

Penso che i miei genitori pensassero di aver trovato una comunità che condivideva le loro idee“, ha detto. “I Culti raramente si pubblicizzano come tali. Di solito qualcuno dice, ‘Noi siamo persone che credono in questo. Questa è una comunità,’ ma credo che il momento in cui i miei genitori si resero conto che c’era qualcosa di più in esso, uscirono“.

Mentre l’educazione non ortodossa di Phoenix ha causato alcune speculazioni su quello che è stato davvero, egli ha difeso le decisioni dei suoi genitori e della loro non conoscenza degli aspetti controversi del culto.

Quando la gente tira in ballo i Bambini di Dio, c’è sempre qualcosa di vagamente accusatorio al riguardo. E’ colpa dell’associazione“, ha detto. “Penso che sia stato davvero innocente da parte dei miei genitori. Hanno davvero creduto, ma non credo che la maggior parte delle persone lo vedono in questo modo. Ho sempre pensato che fosse strano e ingiusto“.

I Bottoms diventati Phoenixes poco dopo aver lasciato il culto hanno iniziato una nuova vita nel sud della California, dove Joaquin è stato introdotto in un nuovo gruppo – l’industria dell’intrattenimento.

Quando sei un bambino la recitazione è un’estensione del gioco“, ha ricordato la star de “Il Gladiatore”. “L’ho sempre amato“.

Dopo tre decenni di recitazione, la star, in genere solitario, ha confessato che si sente ancora nervoso quando si inizia un nuovo ruolo.
Joaquin Phoenix ha confessato che, anche dopo 30 anni di recitazione, si sente ancora nervoso. ‘Questo è da pazzi, non è vero?

Io lo trovo ancora terribile“, ha detto alla rivista. “E fottutamente ridicolo che l’ho fatto letteralmente per 30 anni e sento ancora come se fosse la fottuta prima volta che sto facendo un film ogni volta che inizio”.

“Probabilmente è positivo, anche se“, ha aggiunto. “Solo perché significa che ne ho ancora la cura e che conta molto per me. Ma penso che la motivazione sia ansia e paura, al contrario di una debolezza”.

La star, che è in genere solitario, ha equiparato quello che una bella donna che deve affrontare con i pretendenti ai fan che con cautela lo avvicinano.

E’ come quando si nota qualcuno camminare oltre voi, per poi fermarsi e girare intorno“, ha detto nel numero di dicembre della rivista Playboy in edicola Venerdì. “Ho iniziato a capire che è la stessa cosa di quello che succede a volte a donne attraenti“.

Quando qualcuno mi  gira intorno, mi mette a disagio“, ha continuato. “Non sono assolutamente interessato Ma se qualcuno viene e va, ‘Hey, come stai? il mio nome è così e così?’ -.. Io ti avvolgerò“.

Fonte: http://www.nydailynews.com/entertainment/gossip/joaquin-phoenix-talks-children-god-cult-born-article-1.2008725

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Traduzione di Lorita Tinelli

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

Gli articoli apparsi su questo blog possono essere riprodotti liberamente, sia in formato elettronico che su carta, a condizione che non si cambi nulla e  che si specifichi la fonte

Come un culto ha rubato la mia vita

La scrittrice Taylor Stevens è cresciuta in una setta in cui percosse, fame e abusi sessuali erano eventi di tutti i giorni. Quaranta anni dopo, lei è riuscita a lasciare i ‘Bambini di Dio’ alle sue spalle?

By Julia Llewellyn Smith

 

La maggior parte dei bambini sarebbero lodati se scrivessero storie. Non Taylor Stevens. La quarantunenne Stevens, nata e cresciuta in un culto, allora conosciuto come i Bambini di Dio, i cui membri (il termine  non piace a Stevens perché implica che essi abbiano fatto una scelta)  vivono in comunità, di solito in squallida povertà, sopravvivendo di elemosina. I bambini erano spesso picchiati, affamati, separati dai loro genitori, a loro era negata l’istruzione ed erano abusati sessualmente.

La sporadica frequentazione della scuola da parte di Stevens si è conclusa per sempre quando aveva 12 anni, ma ella ha sempre avuto una predisposizione a raccontare storie. “Tutti gli intrattenimenti – musica, televisione, libri – erano vietati. Eravamo così annoiati, così ho iniziato ad inventare storie da raccontare agli altri ragazzi, quando eravamo seduti per ore nel retro di un furgone  guidato per andare ad elemosinare in  qualche parte “, ricorda. “L’immaginazione è stata il mio meccanismo di sopravvivenza“.

 

Quando aveva 15 anni, ha messo le mani su alcuni notebook e ha cominciato a scrivere racconti. “Sapevo che la mia scorta era limitata, così ho scritto molto piccolo, per inserire le parole in ogni linea il più possibile“. In poco tempo, però, sono stati scoperti ed i libri sono stati confiscati e bruciati.

 

I leader mi hanno detto che ero una strega, piena di diavoli e di eseguire un esorcismo su di me. Mi hanno messo in una stanza per tre giorni senza cibo. Volevano che confessassi i miei peccati. Non sapevo cosa dire, così cominciavano a venir fuori tutti i dubbi circa il gruppo che io avessi mai avuto. Ho fatto strani rumori, perché ho pensato che era quello che volevano, ma mi stavo preoccupando: ‘Che cosa succede se sono i rumori sbagliati?’

In seguito, Stevens è stata isolata dai suoi coetanei per mesi. “Pensavano che li avrei contaminati con il mio spirito maligno. Mi hanno fatto leggere la propaganda per tante ore e poi scrivere saggi su come mi stavano trasformando in una persona migliore. Ho fatto di tutto per renderli felici“. Lei ride. “Per ironia loro non volevano che io scrivessi racconti, ma quasi tutto quello che stavo dicendo di loro era finzione. E che mi hanno fornito le basi per quello che faccio oggi“.

Venticinque anni dopo, Stevens è una scrittrice di successo. Il suo primo romanzo, The informationist è stato nella top 10 nel  New York Times, tradotto in 20 lingue ed è stato scelto da James (Titanic) Cameron. Altri due thriller, molto letti, sono stati pubblicati e altri due sono in cantiere.

E’ un voltafaccia straordinario per una donna che è scappata da sola dal culto all’età di 29 anni. Oggi, parlando con me dalla sua casa di Dallas, in Texas, lei sembra una normale mamma di periferia, interrotta durante la nostra conversazione da telefonate ad  una delle sue due figlie adolescenti che torna inaspettatamente dall’uscita col cane che abbaia frenetico, e dalla scuola che chiede una inaspettata raccolta di qualcosa. Eppure Stevens è lontana da quello stereotipo: “Non mi riferisco ad essere una mamma PTA,  cui tutta la tua vita è, ‘Oh, Susy ha fatto questo, e poi abbiamo fatto le tortine!‘” E aggiunge: “Non importa quanto essi mi amano, non importa quanto meravigliosi siano, la gente non può mai capire da dove vengo“.

Fondata da David Berg (noto anche come “King”, “David” o “Mosè”) in California nel 1968, il culto, oggi conosciuto come The Family o Family International, ha predicato l’apocalisse imminente e la rinuncia di tutti i beni personali.

L’amore libero è stato incoraggiato all’interno delle comuni (anche se la contraccezione era vietata) e Berg incoraggiava la “pesca amorosa”, cioè l’invio di membri di sesso femminile per reclutare nuovi membri e guadagnare denaro attraverso la prostituzione. Con il tempo Berg è morto, egli era ricercato dall’Interpol per incitamento ad abusi sessuali nei confronti dei bambini. Nel 2005, il figliastro ed erede apparente di Berg uccise la sua ex bambinaia e poi si uccise, lasciando un video in cui affermava che gli stesso era stato abusato da bambino e aggiungendo che la persona che voleva uccidere era sua madre – Karen Zerby, ancora  leader della setta.

Grazie alla sua retorica anti-americana, il culto ha attirato molti hippies e manifestanti contro la guerra, come pure, Stevens dice, molti in fuga dalla legge. Nel corso della sua storia di 46 anni, si è vantato di aver avuto 35.000 membri, tra cui 13.000 bambini – oggi si sostiene che esso abbia circa 10.000 adepti. L’attrice Rose McGowan è nata nel culto, la sua famiglia ha deciso di lasciarlo quando i leader hanno iniziato a promuovere il  sesso con i bambini, mentre la famiglia Phoenix, tra cui i fratelli dell’attore River e di Joaquin, ne sono stati membri per un periodo negli anni Settanta.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il padre di Stevens si unì al culto nel 1969 all’età di 23 anni, sua madre nel 1970 quando aveva 18 anni. Il Leaders “li fece sposare”, perché, si sospettava, che entrambi fossero ebrei. “Dovreste chiedere loro perché hanno aderito. I miei genitori erano molto giovani, forse senza direzione e probabilmente furono avvicinati da una persona simpatica che disse loro: ‘Perché non venite a passare la notte‘, ella sostiene.  Nel suo secondo romanzo, The Innocent, ambientato in un culto, un personaggio spiega il richiamo: “Portare se stessi dall’indipendenza a seguire il Profeta è stato un atto privo di responsabilità personale“.

Come parte del suo rifiuto della proprietà, il culto ha promosso una vita itinerante, in modo che da quando aveva sette anni, Stevens e i suoi quattro giovani fratelli hanno vissuto in roulotte, insieme ad altri membri, in cinque diversi stati degli USA e di tre paesi europei. Per un breve periodo, quando Berg rese le regole meno rigide, Stevens frequentò varie scuole tradizionali acquisendo una formazione di base e leggendo avidamente i libri  di Nancy Drew  della biblioteca, anche se lei non ha mai fatto amicizia con “estranei“. “Abbiamo condotto una doppia vita, dovevamo semplicemente non parlare di quello che accadeva. Sapevamo che eravamo gli eletti, superiori a loro, che essi era stati avvolti nei loro modi mondani“.

Quando aveva 12 anni, la famiglia si trasferì in Giappone e la sua educazione “e la mia innocenza” cessarono. In linea con la posizione anti-nucleare della famiglia del culto – ella fu allontanata  dalla sua famiglia e inviata in  varie Comuni in cui lei e gli altri adolescenti cucinavano, pulivano e si occupavano della custodia di centinaia di bambini. A un certo punto lei divideva una stanza delle dimensioni di un armadio  con sei persone e un bagno con 20. “Hanno portato via i nostri migliori anni, è stato un lavoro minorile a tempo pieno“.

Inoltre era inviata regolarmente a chiedere l’elemosina, una volta trovandosi per le strade innevate di Osaka con soli sandali aperti. “L’accattonaggio mi metteva a disagio, odiavo la disonestà, chiedendo alla gente dei soldi per progetti umanitari, quando non avevamo  tempo per nulla, tranne solo cercare di sopravvivere“.

Sognava di fuggire, ma – con spie ovunque – mai confidava la sua infelicità. In ogni caso, non aveva le competenze per navigare il mondo esterno. “Ero terrorizzata che Dio mi avrebbe uccisa“. Il culto leggeva ad alta voce regolarmente “Traumatic Testimonies” in cui i membri raccontavano storie dell’orrore sulla vita al di fuori. “Dicevano: ‘Si vede bene là fuori, ma credetemi sarei morto se non avessi trovato The Family‘” Quelli di fuori – per quanto hanno cercato di sfatare gli insegnamenti di Berg – venivano trattati con sospetto. “Non si poteva nemmeno iniziare a sentire quello che stavano cercando di dirci“.

 

 

 

 

 

 

 

 

Stevens andò in Messico, dove il culto stava organizzando la propria roccaforte più complessa ad oggi. “La leadership era veramente sadica. Erano lì per insegnare ai ribelli nord-americani come essere buoni membri della setta ed erano così abusanti. I bambini hanno subito l’orribile disciplina fisica per diverse infrazioni, non si trattava di una punizione, si trattava di martellare pioli quadrati nei fori rotondi. Tutta la mia vita è stata formata da livelli di terribilità, quindi tutto quello che potevo fare era tenere la testa bassa come al solito e solo ottenere attraverso di essa“.

Dopo la morte di Berg nel 1994, Stevens ha usato il suo sconvolgimento per cogliere la sua occasione per passare a una comune in Kenya, “così lontano ho potuto dimostrare ai leader di controllo che ero stata abbastanza spirituale“. Ha sposato un altro membro di culto e, nella speranza di aiutare realmente gli altri, piuttosto che mendicare, la coppia ha istituito una missione in Guinea Equatoriale, che ha una delle peggiori considerazioni dei diritti umani e dei livelli di povertà nel mondo.

E’ stata la terra che il tempo ha dimenticato, come camminare attraverso le porte dell’inferno”, esclama Stevens. “E’ stato il luogo più inospitale in cui si potrebbe vivere: il clima, la cultura della paranoia. Abbiamo dovuto corrompere il governo per aiutare la gente. Nonostante questo, abbiamo costruito 3.000 banchi di scuola e portato  30 mila dollari di forniture mediche ed educative“.

Rafforzata da quel successo contro ogni probabilità, la coppia, ora con un bambino e un altro in arrivo, si trasferì in Germania. Suo marito ha trovato un posto di lavoro e sono stati in grado finalmente di lasciare il culto. “Non dimenticherò mai come mi sentivo euforica la prima mattina che mi sono svegliata nel nostro piccolo appartamento, finalmente libera dagli occhi che erano stati a guardare e a giudicare me tutta la vita“, dice. “Andare per negozi, prenotare la visita di un medico – tutte le cose ordinarie che la maggior parte degli adulti danno per scontato – erano così nuovi per me. Camminando per la strada da sola era straordinario, l’abbiamo sempre fatto in coppia, è stato come essere nudi. Avevo paura che Dio mi avrebbe colpito, ho sviluppato tutti i tipi di fobie. Ci è voluto molto tempo per adattarsi“.

 

La coppia (ora amichevolmente divorziata – “Nel contesto di culto, si pensa di conoscere qualcuno, perché si vive con lui a tempo pieno, ma si sa solo che il culto si aspetta come debba essere“) è arrivata negli Stati Uniti, dove ha continuato a vivere in condizioni di estrema povertà. Per fare denaro extra, Stevens ha cominciato ad acquistare i libri in vendite private per rivenderli su eBay. Avendo già letto “forse 15 romanzi” in Africa, è diventata un fan accanita dei romanzi di Robert Ludlum.

Rendendosi conto che lei aveva vissuto in luoghi altrettanto esotici come quelle raffigurate da Ludlum, decise, a 35 anni, di scrivere il proprio thriller ambientato nella bizzarra e terrificante Guinea Equatoriale. “La mia ortografia e la punteggiatura non erano molto precise, ma ho potuto mettere insieme delle parole” dice. A riprova di questo, subito dopo la valutazione esso è stato pubblicato, con enormi consensi, da una sconosciuta, come lei sostiene, che non solo aveva solo una istruzione primaria  ma anche veniva accusata di aver inventato la storia passata per aumentare le vendite.

In realtà, anche se il suo background è il sogno di un pubblicista, Stevens era riluttante a soffermarsi su di esso troppo e inizialmente voleva ometterlo dalla sua  biografia. “Avrei potuto inventare un passato per me“, dice. “Ma crescendo, abbiamo mentito al mondo esterno su di noi tutto il tempo e ho giurato che mai avrei avuto intenzione di farlo di nuovo“.

Si rifiuta di discutere i dettagli dell’abuso fisico o gli elementi sessuali del culto, in primo luogo per proteggere le proprie figlie, ma anche, come un personaggio spiega in The Innocent, perché mette in ombra le decine di altre umiliazioni che migliaia di bambini hanno sopportato. “C’è stato abuso sessuale … Ma questo è solo uno dei tanti piatti serviti al buffet della mia infanzia … Nessuno racconta l’estrema disciplina, o l’essere separati dalle nostre famiglie, o la privazione di istruzione, o la mancanza di cure mediche … Questo non è divertente abbastanza“.

E’ stato il suo desiderio di concentrarsi su questi altri orrori che l’ha portata a scrivere The Innocent? “Altre persone hanno strumentalizzato il fatto che ero vissuta in un culto per i propri ordini del giorno – vendere libri, mostrare che  i culti sono dannosi – io però volevo solo far vedere cosa è stato davvero“, dice Stevens. “Ho voluto descrivere spassionatamente, senza rabbia, il sadismo che ho dovuto vivere dentro così come non c’è giustizia

 

Oggi, i suoi genitori sono divorziati, e lei non ha alcun rapporto con il padre, anche perché continua a identificarsi con il culto, ma, dopo un po’ di rielaborazione, ha una “solida, capacità di amare” sua madre.

Le proprie figlie hanno portato completamente a casa da lei gli orrori della sua giovinezza. “Attraverso il confronto con la crescita e lo sviluppo dei miei figli … con quello che avevo sperimentato relativamente a quei tempi, ho afferrato i veri orrori di quello che avevo vissuto“, dice. “Non riesco a capire come così tanti genitori nel culto hanno potuto mettere da parte un potente istinto del genere“.

Fonte: http://www.telegraph.co.uk/culture/books/11184489/taylor-stevens-joaquin-phoenix-david-berg-children-of-god.html

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Traduzione di Lorita Tinelli

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

Gli articoli apparsi su questo blog possono essere riprodotti liberamente, sia in formato elettronico che su carta, a condizione che non si cambi nulla e  che si specifichi la fonte

I sopravvissuti all’Abuso sono chiamati “bugiardi” da Stephen Lett, membro del Corpo Direttivo JW

JW-TV Stephen Lett

Il Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova ha sottoscritto oggi un insulto pubblico. Questo insulto è stato fatto contro i minori, vittime di abusi,  e contro coloro che hanno subìto abusi sessuali e violenza domestica.

In una presentazione scandalosa su JW-TV Stephen Lett, membro dei Testimoni di Geova del Corpo Direttivo appella le vittime di abusi come bugiardi.

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A differenza del Papa Cattolico, questo ‘grande’  leader, Stephen Lett, rifiuta di scusarsi e si rifiuta di riconoscere qualsiasi dolore vissuto dai superstiti. Si aggrava l’abuso con la negazione e il rifiuto di cambiare le politiche dannose. La negazione e l’appellativo dei superstiti dall’abuso come bugiardi sono abusi secondari.

Gli adulti molto coraggiosi e i bambini, che vedono i loro aguzzini condannati in tribunale, non volevano essere vittime. Non volevano essere intervistati dalla polizia o vivere procedure giudiziarie. Non volevano parlare di quello che è successo a loro in un gruppo di anziani. Non volevano parlarne ai loro genitori o amici. In realtà, molti non possono nemmeno raccontare gli  abusi e devono ancora recarsi dalla polizia, ma non sono in grado di farlo per paura di perdere i genitori e gli amici.

Non è facile sedersi di fronte ad una persona che ha violato un impegno sacro. In alcuni casi, i dati condivisi in udienza pubblica sono troppo terribili anche per essere riferiti dai giornali.

Diventando coraggiosi con il supporto di professionisti i sopravvissuti da abusi stanno cominciando a parlare. Lo fanno per fermare i colpevoli. Lo fanno per trovare la guarigione. I bambini e gli adulti fanno passi in avanti, spesso portando il senso di colpa e la vergogna che è riversato su di loro da chi abusa e da una organizzazione della negazione.

Frequentano campi dove gli anziani li ignorano e mostrano amore e considerazione per la persona che ha tolto loro l’innocenza. Si siedono per giorni nei tribunale ignorati dai loro familiari Testimoni di Geova. Si siedono di fronte a degli anziani che li mettono in dubbio, come bambini, circa l’abuso e che poi non sono riusciti ad accompagnarli alla polizia e si sono rifiutati di rilasciare dichiarazioni.

Molti sopravvissuti ci hanno messo anni per trovare il coraggio di sussurrare un nome e di resistere ai loro aguzzini in un tribunale di diritto.

Oggi, un gruppo di sopravvissuti di abusi vuole parlare direttamente al Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova per dire: “Quando ci si chiamate bugiardi, dovete anche chiamare la polizia, i giudici e la giuria, bugiardi“. “Gli autori sono stati riconosciuti colpevoli da una Corte“.

Chiediamo scuse per questa affermazione ridicola“.

Il video dell’anziano Stephen Lett sarà condiviso ai governi, alle agenzie di abusi sui minori e di indagini abusi sui minori, ai dipartimenti delle Nazioni Unite per la protezione dei minore e agli avvocati. Questo tipo di dichiarazione rende nulla la credibilità dell’organizzazione JW. Essa fornisce prove che il Consiglio di amministrazione non ha pietà dei testimoni affiliati, e che non ha alcuna intenzione di cambiare le politiche ed è predisposto a consentire ai bambini di soffrire
Rachel Robbins che è stata abusata da bambina e la cui figlia fu abusata sessualmente da suo nonno Testimone di Geova per otto anni ha detto oggi:

A volte il vuoto e il dolore che sento mi consumano. Sorrido, ho fatto buon viso a cattivo gioco, ma a volte il pensiero di quiete e oscurità è così confortante che mi ritrovo a desiderare di  andare a dormire e di non svegliarmi. E’ difficile vivere sapendo di essere stati abusati. Essere chiamati  bugiardi è molto doloroso quando si sa di dire la verità. Obbedendo agli anziani, i miei genitori hanno spazzato tutto sotto il tappeto. Io non ho  ricevuto alcun aiuto.
A volte, ho dovuto chiedere a me stessa se era accaduto, perché nessuno ne avrebbe parlato con me. Ma so che è accaduto. Avevo solo 6 quando è iniziato, ed è andata avanti per anni. So che non ero l’unica ad essere stata abusata. Siamo stati tutti definiti bugiardi, ma so che loro sapevano.

Avanti veloce fino all’età adulta/genitorialità e per quello che è successo a me, ho sempre avuto paura che ciò accadesse ai miei figli. Ho provato così duramente a tenerli al sicuro fino al punto di paranoia, a volte.

Siamo diffamati.
Siamo definiti come bugiardi.
Abbiamo evitato.
Per cosa? Per esporre i molestatori di bambini e per ottenere una qualche forma di giustizia.
Ma ancora ci fanno sentire come inutili. Come se la nostra sofferenza non ha importanza“.

Wendy, che è stata violentata da testimone di Geova dall’anziano Mark Sewell, ha detto
Quando sento queste ridicole osservazioni di chi ci chiama apostati per portare la verità, mi sento la rabbia completa e totale all’interno. Ho la sensazione che aumenti l’ansia. Come osano dire ciò? Nel mio caso gli anziani hanno distrutto tutte le prove“.

Un’altro sopravvissuta all’abuso ha riferito: “Non riesco ancora a parlare di quello che è successo a me da bambina di 10. Sono andata alla polizia da adulta, e sono stati gentili, e mi hanno creduto. Ho scoperto attraverso di loro che il mio aggressore era morto, ma ancora ho voglia di sapere chi era e cosa ha fatto.

Hanno intervistato la mia famiglia JW. La mia famiglia ha ammesso che sapevano e non avevano detto niente come ci si aspettava, perché gli anziani sostenevano che  niente di più doveva essere fatto. E’ doloroso sapere la mia famiglia ed io abbiamo rispettato questo. Le politiche permettono che questo accada, e il Consiglio di amministrazione dovrebbe essere chiamato a rispondere.

Chiamare le persone bugiarde per aver avuto il coraggio di denunciare un molestatore di bambini è spregevole“.

Karen Morgan è stata abusata da bambina da Mark Sewell che ora sta scontando 14 anni di carcere (e che non è stato disassociato) ha detto semplicemente: “Mi piacerebbe vedere una dichiarazione della Bethel che delinea esattamente quello che sostengono di offrire alle vittime e alle loro famiglie. Continuano a dire di fare qualcosa, vediamo esattamente quello che fanno“.

L’indignazione per i sopravvissuti agli abusi è comprensibile.

Lee Marsh, presidente di AAWA (avvocati per la consapevolezza degli abusi Watchtower) afferma che “i commenti di Lett sulle vittime di abusi servono ad uno scopo: intimidire i testimoni di Geova nel cercare la verità. E’ un tentativo di incutere la paura di parlane nelle vittime. Potrebbe essere stato utile quando le vittime pensavano di essere uniche, ma ora esse stanno leggendo storie di centinaia di altre vittime di tutto il mondo, con storie simili di abusi sessuali da parte di testimoni di Geova e di come sono stati tutti messi a tacere con minacce di espulsione, per poterne parlare.

Esse si rifiutano di tacere ora.

L’AAWA supporta tutte le vittime che sono state abusate da coloro di cui potevano fidarsi di più – i loro compagni Testimoni“.

Lee Marsh ha scritto un articolo che va in qualche modo a spiegare perché è così importante che le  vittime di abusi siano credute e perché dovrebbero raccontare le loro storie. L’articolo di Lee “Perché raccontiamo le nostre storie” lo si può leggere qui.

Per maggiori informazioni

Avvocati per la consapevolezza di Watchtower abusi (AAWA).

Editor –
Stephen Lett su JW-TV racconta ai Testimoni di Geova di rifiutare “false storie che sono progettate per separarci dalla organizzazione di Geova“. Stephen Lett, ha detto, “pensate che le menzogne ​​e le disonestà degli apostati sostengono che  l’organizzazione di Geova è permissiva verso i pedofili. Voglio dire, che è ridicolo, non è vero? Se qualcuno interviene contro qualcuno a minacciare i nostri giovani, a prendere provvedimenti per proteggere i nostri giovani, è l’organizzazione di Geova. Respingiamo a titolo definitivo di tali menzogne“.

 

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Traduzione di Lorita Tinelli

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

Gli articoli apparsi su questo blog possono essere riprodotti liberamente, sia in formato elettronico che su carta, a condizione che non si cambi nulla e  che si specifichi la fonte

Fonte: http://jehovahswitnessreport.com/blog/abuse-survivors-called-liars-by-stephen-lett-member-of-jw-governing-body#more-3543

Metodi di controllo orwelliani di Scientology illustrati in un nuovo libro di Jefferson Hawkins

Jefferson Hawkins ha pubblicato un altro libro su Scientology – e questo è basato sul lavoro che ha fatto qui all’Underground Bunker dalla sua serie sul sistema bizzarro di ‘etica’ di Scientology.

Egli ha aggiornato e aggiunto alla serie e ha raccolto tutto in un ebook che è disponibile su Amazon. Anche lui ci ha mandato la prefazione del libro, che proponiamo qui.

Jeff è una delle persone più sagge che abbiamo mai incontrato dal mondo di Scientology, e siamo fortunati ad avere il suo aiuto qui al Bunker. Speriamo che si prenderà il tempo di prendere in considerazione il download del suo libro

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CLOSING MINDS

By Jefferson Hawkins

Prefazione

 

COME SCIENTOLOGY controlla i suoi membri? Come li convince ad evitare qualsiasi informazione negativa su Scientology? Come li convince a non esaminare le informazioni critiche su Internet, in TV o sulla stampa? Come li convince a evitare o disconnettersi del tutto dalle persone che sono critiche di Scientology – anche tra i loro amici, i loro familiari, o i loro genitori o figli? Tutto mentre insistentemente parlano di “migliorare la comunicazione” e “ricerca della verità“?

Come possono costringere  persone intelligenti a vivere in una bolla di informazioni dove si crede solo a ciò che Scientology dice loro e che si rifiutano di guardare qualsiasi informazione critica?

Come fanno a convincere la gente comune a donare enormi quantità di denaro alla Chiesa, molto più di quello che possono permettersi? Come inducono il  personale a lavorare lunghe e dure ore, sopportare privazioni e abusi, per poco o senza stipendio?

Sebbene questo libro sia stato scritto principalmente per gli Scientologist, ex scientologist e  per le loro famiglie, esso può essere di interesse per chiunque sia curioso sull’argomento.

Si tratta di un’esplorazione di un corpo di informazioni che Scientology definisce “tecnologia di etica“. Tuttavia, ha poco a che fare con il tema dell’etica, come la maggior parte delle persone comprendono. Invece, esso si forma su un sistema molto sofisticato di controllo mentale.

Questo libro è il mio tentativo di decostruire tale sistema.

Sono stato uno Scientologist per più di 35 anni. Durante quel periodo, mi ho fatto parte del  nucleo interno di Scientology, la Sea Organization paramilitare, ho percorso la mia strada attraverso i ranghi, e trascorso i miei ultimi quindici anni come scientologist presso la sede internazionale della Chiesa di San Jacinto, in California.

Ero un credente. Credevo a quello che la Chiesa mi diceva. Ho creduto alle bugie della Chiesa e alle invenzioni circa la propria dimensione e l’influenza, per il “bene superiore“. Ho seguito gli ordini. Ho continuato ad avere i miei dubbi e disaccordi tra me e me, non raccondandoli a  nessuno, nemmeno a mia moglie. Ho sopportato anni di difficoltà, fisica e di abusi mentali alla base internazionale, tutto perché credevo che contribuivano ad un “scopo più alto“.

Ero stato indottrinato a credere che facendo ciò che mi è stato detto, seguendo gli ordini, rifiutandomi di ascoltare le critiche di Scientology e sopprimendo i miei dubbi, divenivo “etico“.

In definitiva, quando la dissonanza cognitiva è diventato troppa da poter essere sopportata, mi sono disilluso da Scientology e infine sono uscito nel 2005. Nel 2010 ho pubblicato un libro di memorie della mia esperienza in Scientology, sogni contraffatti, racconando l’abuso, le bugie e le frodi cui ho assistito.

Il mio recupero da Scientology è stato un lungo processo. Alcuni lo hanno paragonato allo sbucciare una cipolla. Dopo aver sbucciato fuori uno strato di indottrinamento, ti ritrovi altri livelli sottostanti. Ho raccontato il processo in un blog online chiamato Lasciando Scientology.

Eppure, anche dopo tutto questo, c’era ancora uno strato residuo, una domanda senza risposta. Come, nonostantei  fallimenti di Scientology, nonostante i suoi maltrattamenti ai membri, nonostante le sue continue bugie, essa è riuscita a mantenere la fedeltà di persone comunque intelligenti. È vero, molti lasciano o hanno lasciato, ma ancora in qualche modo essa possiede la fedeltà di altre migliaia di persone.

Entro il 2010 ho cestinato, senza tante cerimonie,  la maggior parte dei miei libri di Scientology. Tuttavia, ne avevo tenuto uno per ulteriori analisi: Introduzione all’Etica di Scientology.

Avevo provato da tempo che questo libro ha formato il nucleo di tecniche di manipolazione mentale di Scientology. Nella Sea Org chiunque passi fuori linea è costretto a ristudiare questo libro più e più volte, fino a che non lo si conosce praticamente a memoria. E’ il libro usato usato dall’organizzazione per valutare un membro che comincia a dubitare o fa domande su Scientology. E chiunque passi dalla linea in qualsiasi organizzazione Scientology è inviato all’”Etica”, che usa i principi di questo libro per rimetterlo di nuovo in linea. Pertanto, ho ipotizzato che  Introduzione all’Etica di Scientology deve contenere i principi fondamentali del controllo mentale della “tecnologia” di Scientology.

E infatti è così.

Ho pubblicato la mia analisi del “Libro di Etica” di Scientology in una serie di articoli ospitato nel blog di Tony Ortega, The Underground Bunker. Sentivo che decostruire, raccogliere e analizzare l’Introduzione all’Etica di Scientology, capitolo per capitolo, avrebbe potuto essere non solo rivelatore di Scientologist ed degli ex-scientologist, ma avrebbe potuto anche dimostrare ai non scientologist com’è scattata esattamente come la trappola.

Dopo che gli articoli sono stati completati, ho deciso che questo argomento sarebbe stato di valore sufficiente per la  pubblicazione di un libro, ampliando i saggi e consolidando la mia analisi in un’unica posizione.

Ho cercato di mantenere la terminologia e il gergo di Scientology  al minimo, e definire questi termini in un contesto dove possibile.

Spero che questo libro sia utile agli ex-scientologist nel sollevamento dell’ultima “strato di cipolle“. E per coloro che non sono mai stati in Scientology, spero che fornisca una sbirciatina informativa dietro la tenda e una certa comprensione di come si comanda la fedeltà incondizionata della loro appartenenza.

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Fonte: http://tonyortega.org/2015/02/20/friday/

 

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Traduzione di Lorita Tinelli

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

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