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Caso Forteto, nuova interrogazione parlamentare. Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-00543

SENATO DELLA REPUBBLICA

 

Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-00543

Atto n. 4-00543

Pubblicato il 11 luglio 2013, nella seduta n. 64

BOTTICI , TAVERNA , ENDRIZZI , FATTORI , BLUNDO , PEPE , GIROTTO , PAGLINI , GAETTI , MOLINARI , SCIBONA – Ai Ministri della giustizia, della salute, del lavoro e delle politiche sociali e dell’interno. –

Premesso che:

“il forteto” è una delle principali comunità toscane di recupero per minori disagiati;

la cooperativa agricola il Forteto, fondata nel 1977 nell’azienda agricola di Bovecchio, comune di Barberino di Mugello (Firenze), negli ultimi mesi è stata al centro di una vicenda giudiziaria per abusi sessuali e maltrattamenti anche su minori e bambini presi in affido, costretti a lavori durissimi, punizioni corporali per futili motivi, abusi sessuali ed incentivi all’omosessualità;

Rodolfo Fiesoli detto il “profeta” insieme al cofondatore Luigi Goffredi, si avvalevano di falsi titoli di studio come quello in Psicologia; nel 1985 furono processati e condannati ad una pena di reclusione per maltrattamenti aggravati ed atti di libidine nei confronti degli ospiti della comunità;

nonostante questi gravissimi capi di imputazione, nel 1997 Fiesoli risultava ancora a capo della comunità e, a parere degli interroganti fatto ancora più grave, il tribunale avrebbe continuato ad affidare minori alla struttura, se ne contano almeno 60 fino al 2009;

considerato che:

nel 1975 inizia l’esperienza della “comune del Forteto”. A rivestire il ruolo di leader è Rodolfo Fiesoli, coadiuvato da Luigi Goffredi, l’ideologo. Il progetto si caratterizza subito per la proposta fondata sull’abolizione della famiglia basata sull’unione stabile tra un uomo e una donna, in nome di un’idea totalizzante di comunità improntata alla pratica omosessuale;

“Il forteto” fu oggetto, alla fine degli anni ’70, di un’inchiesta penale in relazione ai suoi fondatori per supposti atti di zoofilia e pedofilia commessi all’interno della cooperativa;

il 30 novembre 1978 Rodolfo Fiesoli viene arrestato su richiesta del giudice Carlo Casini che aveva aperto un procedimento per abusi sessuali nel Forteto;

il 1° giugno 1979 Fiesoli lascia il carcere per tornare alla comune dove, lo stesso giorno, affidato dal tribunale dei minori, giunge il primo bambino down e il presidente del Tribunale, Giampaolo Meucci, grande amico di don Milani, afferma di non credere nell’indagine del giudice Casini e di ritenere Il forteto una comunità accogliente e idonea (fonte “l’Espresso” 20 gennaio 2013);

nel 1982 la cooperativa acquista una proprietà di circa 500 ettari a Dicomano (Firenze) e vi si trasferisce. L’azienda continuerà a prosperare per diventare oggi un’azienda con un fatturato da 18-20 milioni di euro all’anno, con circa 130 occupati;

nel 1985 viene emessa la sentenza di condanna per Lugi Goffredi e Rodolfo Fiesoli. Fiesoli viene condannato a due anni di reclusione per maltrattamenti nei confronti di una ragazza a lui affidata, atti di libidine violenta e corruzione di minorenne;

dalla sentenza emerge “istigazione da parte dei responsabili del Forteto alla rottura dei rapporti tra i bambini che erano loro affidati e i genitori biologici” e “una pratica diffusa di omosessualità”;

nel 1998 la Corte europea dei diritti dell’uomo riceve la richiesta di ricorso contro l’Italia, e in particolare contro l’operato del Tribunale dei minori di Firenze, da parte di due madri con doppia cittadinanza, italiana e belga, cui il Tribunale per i minorenni di Firenze aveva imposto di interrompere ogni relazione con i rispettivi figli, collocati presso la comunità Il forteto. Le donne, inoltre, denunciarono trattamenti violenti e inumani nei confronti dei minori, con una scolarizzazione pressoché inesistente;

il 13 luglio 2000 la Corte ha condannato l’Italia, per l’affidamento alla comunità dei due bambini, a pagare una multa di 200 milioni di lire come risarcimento dei danni morali;

il 20 dicembre 2011 Rodolfo Fiesoli viene arrestato con l’accusa di atti di zoofilia e pedofilia commessi all’interno della cooperativa;

nella relazione finale della Commissione d’inchiesta sull’affidamento dei minori della Regione Toscana (15 gennaio 2013) vengono elencati i nominativi dei politici di livello locale e nazionale, nonché magistrati e professionisti, che, a vario titolo e con differenti modalità, sono passati presso la comunità del Forteto (si veda, in particolare, p. 44, capitolo 5.6, della relazione);

dalla relazione della Commissione, emerge inoltre che la Comunità ha ottenuto, dal 1997 al 2010, contributi per più di 1 milione e 200.000 euro;

in data 3 maggio 2013, l’europarlamentare Morganti ha chiesto tramite un’interrogazione l’intervento della Commissione europea sul caso Forteto “perché sembrerebbe che questa comunità degli orrori abbia ricevuto finanziamenti provenienti da Fondi europei, sia perché ci troviamo di fronte ad una palese violazione dei diritti dei minori previsti nella Carta dei diritti fondamentali dell’Ue”;

il quotidiano “Il Giornale” del 16 maggio 2013, all’interno di un articolo dedicato alla comunità, riporta: «E l’omosessualità, la pedofilia, per bambini e bambine. Pratiche tollerate e incentivate: “Un percorso obbligato verso quella che veniva definita liberazione dalla materialità”, in cui “i minori diventavano prede e ciò avveniva non solo con il consenso collettivo, ma anche con quello dei genitori affidatari presenti in comunità”. È scritto nella relazione finale della Commissione d’inchiesta del consiglio regionale (presidente Stefano Mugnai, Pdl, vice Paolo Bambagioni, Pd) che ha fatto luce sul sistema di affidamento dei minori in Toscana»;

ha anche pubblicato le seguenti testimonianze: «Tre giorni dopo aver partorito, D.G. era già seduta a etichettare gli yogurt. M.G. ha perso un dito a 8 anni mentre chiudeva la sponda di un camion. F.B. a scuola veniva chiamato “il pecoraio” perché vi arrivava dopo la mungitura delle capre e ne portava l’odore. P.C., disabile psichico, era costretto a nutrirsi di “silomais”, cibo per ruminanti portato apposta dalla stalla: il ragazzo inghiottiva, vomitava e si doveva rimangiare il vomito. E poi le botte con zoccoli e mestoli: “Una volta a scuola non ci andai per tre giorni da quanto ero pesta – confessa M.C. – avevo i segni qua sul collo, poi la Elena mi truccò un pochino”; “Una mattina andai a portare il caffelatte a Rodolfo – racconta M.C. – e me lo ritrovai con la canottiera senza mutande. Fece per prendermi, mi dice vieni in collo a me, io sono l’uomo puro”; “A 15 anni e mezzo – è la testimonianza di E.F. – Rodolfo mi dette un bacio sulla guancia e lì lo accettai; successivamente, perché è stata graduale questa cosa, siamo passati al bacio a stampo e lì mi irrigidii un pochino, poi al bacio con la lingua e io stavo sempre zitto, non dicevo nulla, faceva tutto lui. Praticamente poi lui mi prese la mano e me la mise sul… però sopra i pantaloni”»;

ci sono anche molte testimonianze in rete, specie diffuse dal social network ”Facebook” dove si legge: “Avevo circa 12 anni, mia madre naturale viveva là dentro ma completamente soggiogata dal gruppo. Mio padre naturale era stato scacciato 10 anni prima perché voleva avere rapporti anche sessuali con mia madre. Là dentro considerati un reato. Io soffrivo moltissimo e volevo raggiungere mio padre o mia zia; si accorsero che stavo prendendo questi contatti e mi rinchiusero a pane ed acqua in una camera per una settimana; potevo andare in bagno solo una volta al giorno, la sera. Mia madre non si oppose ma anzi diede il suo contributo a tutto ciò”; “Ricordo di quando ero bambino e x farmi affrontare la paura del buio la mia mamma affidataria mi portò nello scannafosso sotto alla lavanderia della villa, per poi lasciarmi lì da solo piangevo dalla paura e mi ricordo ke mi feci la pipi addosso…”; “Nessuno di noi ha mai detto a R.F. che non aveva diritto a separare le madri dai figli e glielo abbiamo lasciato fare liberamente e tantissime volte. Facevo parte di quell’ambiente quando lui intervenne sui diritti di una donna negandogli la possibilità di crescere il proprio figlio naturale e dando la responsabilità del bambino ad altre due persone. Convins… e questa madre peraltro laureata, facendola sentire sola e inadeguata, tutto questo col contributo di noi componenti la famiglia Forteto. Stando dentro al Forteto vedi le cose che capitano agli altri come spettatore passivo di un film, non serve suggerire, non puoi intervenire. È il burattinaio (R.F.) che fa da regista, ti fa affezionare al mascalzone e ti porta ad odiare il buono che a sua volta sopporta ogni vessazione senza reagire e via di scampo”,

si chiede di sapere:

se i Ministri in indirizzo siano a conoscenza dei fatti esposti;

se non intendano adoperarsi presso le amministrazioni competenti affinché siano motivate le ragioni per cui la comunità Il forteto, anche a seguito della condanna di Fiesoli per abusi sessuali e maltrattamenti, abbia successivamente ottenuto i minori in affidamento e sino a quale data, quali siano le modalità con cui siano proseguiti i rapporti della Comunità con i servizi sociali e l’autorità giudiziaria per la gestione dei minori in affido e quali i controlli effettuati dal Tribunale dei minori e dai servizi sociali;

alla luce di quanto accaduto nella comunità, e di quanto potrebbe essere accaduto altrove o potrebbe nuovamente verificarsi anche sotto altre forme di violenze ed abusi, quali misure di competenza intendano adottare al fine di promuovere una maggiore attività di controllo e verifica delle comunità alloggio presenti sul territorio nazionale, di potenziare il sistema dei controlli sui soggetti responsabili dell’affidamento familiare e, laddove siano emerse responsabilità e negligenze dei servizi sociali, applicare gli opportuni provvedimenti sanzionatori.

Fonte: Senato italiano

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=17&id=706010

Nuova interrogazione parlamentare sulle modalità dei gruppi a deriva settaria e sulle politiche preventive

Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-00374

Atto n. 4-00374

Pubblicato il 19 giugno 2013, nella seduta n. 44

ALBERTI CASELLATI , MUSSOLINI , CALIENDO , GIBIINO , BERNINI , ROMANI Paolo , CARRARO , BONFRISCO , RIZZOTTI , PELINO– Ai Ministri dell’interno, della giustizia, dell’istruzione, dell’università e della ricerca e della salute. –

Premesso che:

alla luce dell’inquietante diffusione del fenomeno delle sette religiose a livello europeo, il Consiglio d’Europa, già con raccomandazione n. 1412 (1999) intese sollecitare gli Stati membri a un’efficace azione di vigilanza e di informazione preventiva sui gruppi a carattere religioso, esoterico o spirituale, invitando a concretizzare i necessari interventi mediante appositi programmi d’educazione in ambito scolastico, attraverso l’istituzione di centri nazionali e regionali d’informazione e di Ong di aiuto per le vittime e per le loro famiglie, nonché attraverso la creazione di un osservatorio europeo finalizzato a facilitare lo scambio tra i centri nazionali;

nella fattispecie, richiese una speciale attenzione nei confronti delle persone più vulnerabili e in particolare dei minori;

osservato che nella raccomandazione “State, religion, secularity and human rights” n. 1804 (2007), è peraltro evidenziato che «La libertà di religione è protetta dall’Articolo 9 della Convenzione Europea sui Diritti Umani e dall’Articolo 18 della Dichiarazione Universale sui Diritti Umani. Tali libertà non sono tuttavia illimitate: una religione la cui dottrina o pratica si scontri con altri diritti fondamentali sarà inaccettabile. Ad ogni modo, le restrizioni che possono essere applicate a tali libertà sono quelle “previste dalla legge e sono necessarie in una società democratica nell’interesse della sicurezza pubblica, per la protezione dell’ordine, della morale, e della salute pubblici, o per la protezione dei diritti e delle libertà altrui” (articolo 9.2 della Convenzione). Gli Stati non possono nemmeno permettere la diffusione di principi religiosi che, se applicati, violerebbero i diritti umani. Se a questo proposito esistessero dubbi, gli Stati devono richiedere ai leader religiosi di prendere una posizione non ambigua relativamente alla priorità dei diritti umani su qualsiasi principio religioso, come statuito dalla Convenzione Europea sui Diritti Umani»;

osservato, inoltre, che:

il 5 ottobre 2012, i rappresentanti della Commissione dei diritti dell’uomo, nell’ambito della Conferenza delle Oing presso il Consiglio d’Europa, hanno espresso viva preoccupazione per il fatto che gli Stati membri del Consiglio d’Europa non abbiano, fino ad ora, assunto misure all’altezza della sfida rappresentata dalle cosiddette derive settarie, che attentano ai diritti dell’uomo e ai principi fondamentali di tutte le società democratiche;

nell’ambito della medesima Conferenza è stato rilevato come il fenomeno settario sia causa di procedimenti di infrazione in particolare nel campo della salute, dell’educazione e della vita privata e familiare degli individui e che contestualmente, organizzazioni abusanti, agendo al riparo del diritto alla libertà religiosa, minino, di fatto, le libertà fondamentali dei cittadini, costituendo pertanto una reale minaccia per la democrazia;

i rappresentanti della Commissione dei diritti dell’uomo hanno opportunamente sottolineato che, approfittando della permeabilità delle frontiere, il fenomeno ha continuato a dilagare pressoché incontrastato nei Paesi dell’Europa centrale e orientale e non è diminuito nei Paesi dell’Europa occidentale e che, a tutt’oggi, solo Francia e Belgio hanno adottato misure legislative a tutela delle fasce più deboli e pochi altri Stati membri hanno assunto misure di osservazione e informazione;

il 28 novembre 2002, in Francia fu istituita la Missione interministeriale di vigilanza e di lotta contro le derive settarie, con lo scopo di osservare e analizzare il fenomeno, coordinare l’azione preventiva e repressiva dei poteri pubblici e informare la popolazione su rischi e pericoli; nella fattispecie, essa oltre a redigere rapporti annuali sul fenomeno, ha realizzato numerose pubblicazioni e guide a tutela della popolazione, pubblicate in internet;

il Ministro dell’educazione francese inoltrava circolare n. 2012-051 del 22 marzo 2012, per rettrici e rettori della pubblica istruzione, sulla prevenzione e la lotta contro il rischio settario (il cui testo può essere consultato anche sul sito del Governo francese);

il Senato francese ha ritenuto inoltre necessario istituire nell’ottobre 2012 un’apposita Commissione d’inchiesta sul fenomeno settario nell’ambito della sanità;

osservato, infine, che:

nel settembre 2012, relatori della Commissione Affari giuridici e dei diritti dell’uomo dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa (APCE), riunitasi a Parigi per discutere in merito alla protezione dei minori dalle “sette”, hanno evidenziato che la difficoltà di raggiungere un consenso europeo sul fenomeno non significa certamente abbandonare l’idea di stabilire delle regole e politiche a livello europeo finalizzate alla protezione dei minori contro il pericolo dei culti abusanti e che occorre difendere l’interesse superiore del bambino da ogni forma di brutalità, maltrattamento e negligenza. Considerata pertanto la vulnerabilità dei minori e degli adolescenti, i rappresentanti degli Stati partecipanti all’Assemblea hanno ribadito la necessità di un’indispensabile vigilanza sul fenomeno, anche attraverso la creazione di strutture simili alla citata Missione francese;

in Italia, la sola Regione Friuli-Venezia Giulia ha approvato in data 31 maggio 2012 la legge regionale n. 11, recante “Norme per il sostegno e la piena libertà intellettuale, morale e psicologica dell’individuo”;

di fatto, a tutt’oggi, solo le associazioni di volontariato e alcuni centri di ricerca svolgono, pur nella limitatezza delle risorse, una preziosa e continuativa opera informativa sul fenomeno e di supporto alle vittime e alle famiglie;

in tal senso esse realizzano un’azione di integrazione nonché, spesso, di vera e propria supplenza dell’azione pubblica, in maniera del tutto gratuita e avvalendosi della consulenza e collaborazione di esperti del settore della salute mentale, della criminologia e della giurisprudenza;

l’associazione Familiari delle vittime delle sette (FAVIS) ha realizzato, primo progetto in Italia, l’opuscolo informativo “Le mani sulla mente”, distribuito gratuitamente durante gli incontri con gli studenti degli istituti scolastici superiori della provincia di Rimini;

da quanto risulta agli interroganti, proprio l’impegno profuso in questo complesso e delicato settore anche attraverso la collaborazione fattiva con le forze dell’ordine, e la denuncia alle autorità competenti di tutti quei casi lesivi dei diritti dell’uomo che hanno portato anche a condanne in ambito giudiziario di soggetti a capo di gruppi e movimenti pseudospirituali, così come la recente partecipazione di alcuni esponenti del mondo dell’associazionismo alle diverse audizioni presso la 2ª Commissione permanente (Giustizia) del Senato nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul fenomeno della manipolazione mentale dei soggetti deboli, con particolare riferimento al fenomeno delle cosiddette sette, in relazione al disegno di legge 569 della XVI Legislatura recante disposizioni concernenti il reato di manipolazione mentale, hanno determinato una pesante campagna accusatoria e diffamatoria sulla rete telematica, finalizzata a discreditare le medesime associazioni anche con infondate ed ingiuriose accuse ad personam, nella fattispecie, nei confronti della dottoressa Lorita Tinelli, psicologa e presidente del Centro studi sugli abusi psicologici, della defunta signora Maria Pia Gardini, del signor Maurizio Alessandrini, presidente della FAVIS, di don Aldo Bonaiuto, animatore dell’associazione Servizio antisette della comunità “Giovanni XXIII”, di alcuni rappresentanti delle associazioni Aris Veneto e Aris Toscana, e peraltro della stessa Squadra antisette (SAS) del Ministero dell’interno, nonché di alcuni componenti della 2ª Commissione, con il rischio di gravissime ripercussioni proprio su quei soggetti in stato di bisogno e necessità a cui tali realtà associative si sforzano di offrire aiuto e sostegno;

costoro sono stati definiti, in alcuni contributi pubblicati in rete su diversi blog, quali “setta degli antisette, la vera setta”, cioè movimenti antisette estremisti dai quali gli onesti cittadini dovrebbero prendere le distanze, fanatici oltranzisti, soggetti affetti da disturbo narcisistico di personalità, ignoranti e incompetenti in malafede, serpenti a sonagli, privi di cultura, mancanti di obiettività, empatia e capacità di giudizio razionale, promotori di una sorta di lobby finalizzata a manipolare gli organi mediatici, i politici, la magistratura e l’opinione pubblica diffondendo falsa informazione, veri e propri strateghi e terroristi dediti a seminare intolleranza religiosa e procurare allarme, fomentatori di una campagna d’istigazione all’odio per il diverso, a capo di associazioni che, si cita testualmente, “non solo non si trovano isolate ai margini della società e monitorate attentamente come focolai di odio e razzismo, ma sono le associazioni a cui le Forze dell’ordine si rivolgono per acquisire informazioni su gruppi ritenuti criminali, che informano il grande pubblico e collaborano con la squadra antisette”. Nei citati contributi si legge altresì che tali associazioni, che sono state sentite in audizioni tenute nell’ambito della citata indagine conoscitiva durante la XVI Legislatura sarebbero composte anche da arroganti e presuntuosi con manie di grandezza, ed avrebbero un modus operandi occulto, avvalendosi di agende segrete e canali privilegiati per porre sotto indagine onesti cittadini, inoltrando, a tal fine, documenti supersegretissimi, attentando ai diritti costituzionali, facendo attivismo poliziesco intimidendo e tappando la bocca alle persone, mirando a creare uno stato poliziesco, poiché nostalgici del duce e di leggi liberticide, costituendo dunque una “setta antisetta” molto pericolosa;

per concludere, appare agli interroganti opportuno ricordare le parole del Presidente della Repubblica, in occasione della celebrazione della giornata del volontariato del 2009: “Non si possono solo o principalmente delegare al privato sociale compiti di soddisfacimento dei bisogni o dei diritti che la Repubblica nel suo insieme è chiamata a garantire”;

anche nel corso della XVI Legislatura, in data 6 dicembre 2012, la prima firmataria del presente atto di sindacato ispettivo ha presentato l’interrogazione 4-08835 inerente al fenomeno delle sette,

si chiede di sapere:

se e quali misure di competenza i Ministri in indirizzo intendano adottare in relazione alle direttive espresse nella raccomandazione del Consiglio d’Europa del 1999 e alla luce delle più recenti valutazioni e considerazioni espresse in ambito europeo;

se siano stati o meno realizzati progetti educativi in ambito scolastico volti all’auspicata educazione in materia, nonché a tutela dei soggetti più vulnerabili come adolescenti e minori;

se siano o meno state realizzate campagne informative preventive nell’ambito della sanità, in particolare a tutela dei soggetti maggiormente vulnerabili;

se nell’ambito della sanità sia o meno stata realizzata attività di monitoraggio e vigilanza al fine di valutare gli effettivi rischi per la salute e la stessa incolumità dei cittadini che si affidano a persone che, a giudizio degli interroganti, si avvalgono sovente di inesistenti titoli e operano anche all’interno di gruppi pseudoreligiosi e/o pseudo-terapici;

se non ritengano opportuno, ai fini della concreta ed immediata assunzione delle direttive indicate nella raccomandazione europea del 1999, anche alla luce della profonda crisi che l’Europa sta attraversando e che rappresenta indubitabilmente un’occasione per un’ulteriore espansione delle derive settarie, valutare anche la realizzazione nel nostro Paese di un’apposita struttura similare alla Missione interministeriale di vigilanza e di lotta contro le derive settarie istituita in Francia;

se siano o meno a conoscenza della campagna di discredito nei confronti delle menzionate associazioni di volontariato e dei rispettivi rappresentanti, e come, eventualmente, intendano procedere anche e soprattutto nell’interesse delle stesse ex vittime di culti abusanti e delle loro famiglie, che si rivolgono fiduciose alle associazioni di aiuto.

 

Fonte: Senato.it

I miei veri ricordi dei falsi ricordi incestuosi

Jacques Trouslard

 

 

di Jacques Trouslard*

 

Ufficialmene costituiscono prove presunte per i giudizi contro le sette, io potrei dimostrare  che erano solo falsi ricordi, indotti, mediante manipolazione dal guru“.

 

 

Il culto di S. Erme mi ha fatto scoprire, nel 1982, il fenomeno dei falsi ricordi incestuosi.

 

 

Per studiare questo gruppo ho visitato la Francia e il Belgio e ho incontrato circa 250 famiglie che  hanno fatto parte di quella setta e di cui,  inclusi i loro figli, sono state vittime.

Ho scoperto che questa setta era composta da  380 adulti, tra i 30 e i 40 anni, di cui 72 medici, 20 professori universitari, psichiatri, psicologi, psicoterapeuti, infermieri,  e non riuscivo a spiegarmi come  persone di  un certo livello culturale e scientifico avessero potuto prestarsi a tali aberrazioni e quindi essere manipolati a loro volta. Tanto più che questo gruppo si è presentato sotto  mentite spoglie di due società scientifiche: la SIRIC (Società Internazionale per la Ricerca Interdisciplinare sulla Comunicazione) e  la SIRIM (Società Internazionale per la Ricerca Interdisciplinare sulla malattia). Inoltre, per soddisfare la campagna di stampa che avevamo lanciato, questa setta ha pubblicato un libro dal titolo “Comunicazione o manipolazione” per dimostrare che “loro erano dalla nostra  parte e mettevano in luce i meccanismi della manipolazione,  e che si esponevano per accusare  coloro che sbagliavano“.

Famiglie, dolorosamente ferite e costernate, mi avevano riferito le prove di una trasformazione radicale dei loro figli, sedotti da un guru carismatico: la distruzione della loro vera personalità e, tra l’altro, la distruzione dei vincoli familiari.

 

Che i genitori si lamentassero, è scritto parola per parola in un libro di S. Erme, nella posta interna riservata della setta, ma anche in lettere abominevoli, di insulti e calunnie, che i seguaci di S. Erme indirizzavano ai loro genitori, durante l’ingresso e nello stesso periodo, con gli stessi temi e negli stessi termini:
– “I miei genitori sono possessivi,” “litigiosi“, “nevrotici di ogni genere“, “pazzi veri“,  “autoritari“, “vili e vergognosi“, “facinorosi e dirompenti“, “proveniamo tutti da famiglie non equilibrate e destabilizzanti“…
– “Padri vili e spregevoli“, “Uomo di poco conto“,  “sacco di nodi “, “sono invalidanti per il lavoro“, “mendicanti di sesso“, “paralizzati nel loro sviluppo dalla madre e poi dalla moglie“,  “poveri schiavi schiacciati al muro dinnanzi ad una donna tirannica
– “Madri. E ‘contro la madre e la moglie che è si è creata la diatriba più violenta: “La causa centrale di tutti i mali è la madre, primo premio, e poi la moglie, premio accessorio“, “La femmina? È stato progettata per distruggere fino in fondo il maschio. Questa non è un’accusa, ma un dato di fatto“, “è naturalmente egocentrica“, “è predestinata alla tirannia“, “matrona potente“, “regina madre“, “mantide religiosa che uccide il maschio dopo aver completato il suo ruolo “…
Per quanto rivoltanti  queste accuse, non è stato ancora raggiunto il culmine dell’orrore.

In effetti alcuni genitori mi hanno raccontato che  i loro figli, che avevano tagliato tutti i legami con loro, hanno chiesto loro di cercare e inviare loro il più presto possibile le foto della loro infanzia. La maggior parte dei genitori ha ottemperato questa richiesta.  Ma in realtà tutto questo non ha portato a  nessuna riconciliazione con la famiglia. Piuttosto, aveva lo scopo di persuadere,  illustrare e dimostrare che alcuni di loro erano stati vittime di incesto nella loro infanzia.

La setta ha denunciato un rapporto malsano e offensivo“, “madri che amano il loro figlio e figlie che amano i loro padri“.  I seguaci, quindi, da 30 a 40 anni, hanno iniziato ad accusare la madre o il padre di un incesto  che i primi non avevano mai commesso.

 

 

Certamente non si può negare che i crimini gravi non possono essersi verificati in certe famiglie. Ma la raccolta di prove per il processo contro la setta, dopo avere indagato seriamente i fratelli e le sorelle, ha evidenziato che si trattava solo di falsi ricordi che il guru aveva indotto con manipolazione.

Le madri hanno accettato di testimoniare e di fornire certificati legali, e una di loro ha depositato una lettera indirizzata a suo figlio:

Ho letto i giornali e  il libro. E tutto mi è stato chiarito. Ho capito come un figlio che ci ha dato piena soddisfazione durante la sua infanzia e la giovinezza sia potuto arrivare a tali gravi accuse contro sua madre. Deve essere  vittima di questa manipolazione così denunciata  in altri. ”

Come è possibile questo?

E’ possibile indurre tali falsi ricordi, e come? La madre ci dà la risposta per iscritto riguardo al figlio considerato anche lui una vittima di questa manipolazione, così come denunciato da altri. In effetti, il guru, che è stato accusato di essere un manipolatore, ha pubblicato la “Comunicazione e Manipolazione”,  un libro per dimostrare che “si possono smontare i meccanismi di manipolazione, che rischiano di essere considerati una accusa da parte di soggetti turbati “.

Col titolo di  direttore della ricerca, l’autore in  350 pagine contesta “la psicologia e la sociologia che non hanno studiato il fenomeno in modo adeguato, mentre  lui ha insegnato  come una persona possa manipolare un’altra …

Se il libro, come eminenti scienziati affermano, non ha alcun valore scientifico, resta vero che l’autore analizza al meglio i meccanismi di manipolazione descrivendo  quello che lui praticava.  Manipolazione? “Una tecnica chirurgica che ha l’effetto di ridurre o sospendere temporaneamente le facoltà cerebrali acute consapevoli del soggetto per influenzare il suo subconscio attraverso un’operazione verbale.” (P.156)

La proposta può essere fatta risalire alle antiche memorie” E’ il metodo intelligente per nascondere la formula che può anche indurre falsi ricordi che risalgono alla prima infanzia. (P.157)

Il manipolatore vincola il suo interlocutore attraverso tre azioni: seduce, distrugge e  induce.

 

 

La seduzione consiste nel “creare un clima di  assoluta fiducia, in cui chi seduce è in posizione di vantaggio rispetto all’altro, e gioca sulle  buone predisposizioni del suo interlocutore.  Lo scopo è quello di apparire sulla sua stessa lunghezza d’onda “(p.161)

La distruzione consiste nel “portare le persone via dal loro ambiente abituale, tagliare ogni sua radice ed anche le sue relazioni” (p.165)

L’induzione consiste nel “rassicurare e creare un clima di  fiducia, in modo che l’interlocutore non pensi più a filtrare criticamente le informazioni  … ma ad assimilare tutto quanto suggerito … senza rendersene conto e senza la guida del suo pensiero, percezione e giudizio “(p.162). Si realizza in questa fase l’induzione di falsi ricordi, preceduta da una fase di destabilizzazione (p.165).

In conclusione: “sono le induzioni che ora prevalgono sulla realtà stessa. Esse  prevalgono sulla realtà … la realtà può urlare, gridare il contrario … non viene vista nè udita. Ci si rifiuta di credervi.  E ‘qui che abbiamo il sospetto del potere dell’indottrinamento“(p.172)

 

Liberarsi di falsi ricordi, è possibile?

Questa conclusione non deve portare i genitori a considerazioni estremamente pessimistiche o disperate  o a scoraggiare i loro figli o le vittime di falsi ricordi. Per dare loro la speranza, ecco il lieto fine di questa povera madre, già citata, e che era stata così odiosamente accusata dal figlio e dalla figlia.
Ritornando dalla sua vacanza, ha trovato due lettere che le sono pervenute per posta:

La lettera di suo figlio:
Io e mia moglie abbiamo lasciato  la società civile ” The High St. Erme” e stiamo iniziando a comprendere come siamo stati manipolati da M. Cornélis. (Il Guru).
Ora vediamo come il nostro atteggiamento verso di te sia stato ingiustificato e scandaloso e ti prego, se non ti dispiace, di accettare il mio perdono. Cercheremo, se tu accetti, una forma di riparazione. La mia richiesta è guidato da un certo rimorso e dal senso umano di X …  che ha  proposto un tentativo di riconciliazione. Ti scriverò più estesamente in seguito. Chiedo perdono ancora e ti bacio con amore“.

 

La lettera di sua figlia

Ti chiedo oggi di accettare le mie più profonde scuse per l’accusa ignobile che ti ho fatto e averi rifiutato la tua umana ospitalità.
Il mio atteggiamento verso di te mi appare ora  odioso e intollerabile. Se io non mi sono scusata precedenza quando tu avevi il diritto di aspettarti, è perchè non riuscivo a vedere molto chiaramente in me.
Dopo molti contrasti con M.Cornélis, fondatore e direttore del “Centro di S. Erme,” siamo partiti e iniziamo a prendere coscienza della manipolazione cui siamo stati sottoposti.
Per me, questa appartenenza non è una scusa. Ho compreso il  dolore che ti  ho causato e ti chiedo umilmente perdono, non sapendo come risolvere questo comportamento antipatico.
Ti chiedo di accettare la mia stima e l’affetto.

Questa testimonianza è in grado di dimostrare che la speranza non è morta!

Soissons, 13 giugno 2005

Jacques Trouslard

 

 

Padre Jacques Trouslard è un sacerdote che ha lavorato  nella diocesi di Soissons. Ha abbandonato la carica di Vicario Generale per dedicarsi alla lotta contro le sette per venti anni. Lui è un Cavaliere della Legione d’Onore e dell’Ordine Nazionale al Merito un riconoscimento per una vita di lotta per i diritti umani.
Nella rubrica “I nostri ospiti” abbiamo letto con interesse l’intervista che Jacques Trouslard ha accordato a Rouquet Guy, presidente della Vigilanza delle Psicoterapie, 18 marzo 2003:

http://www.psyvig.com/default_page.php?menu=16&page=3

Nota aggiuntiva del 11 novembre 2006.
Dal luglio 2005, una associazione francese  è stata costituita per promuovere la sindrome delle false memorie con l’obiettivo di aiutare le famiglie vittime di false accuse da uno dei suoi  membri  o individui manipolati da psicosettari o autoproclamati operatori della psiche . Questa è il AFSI: “Allarme induzione false memorie”, che assicura la presenza della Vigilanza delle Psicoterapie  al seguente URL: http://www.psyvig.com/default_page.php?menu=40&page=76d

 

[*] Jacques Trouslard è morto il 17 luglio 2011 all’età di 87 anni (ndt)

 

Qui l’articolo in lingua originale

 

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Traduzione di Lorita Tinelli

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori.

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Fonte: LoritaTinelli.it