Archivi giornalieri: dicembre 5, 2012

Philip Zimbardo – RESISTERE ALL’INFLUENZA

 

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Fonte: http://www.lucifereffect.com/guide.htm

Traduzione: psciologiamarcia
Tutti i diritti appartengono all’autore originale dell’elaborato di cui alla fonte

Indice

  • I Diversi Tipi di Influenza
  • Come Veniamo Persuasi
  • Perchè ci Conformiamo: Il Potere dei Gruppi
  • I Principi di Cialdini dell’Influenza Sociale
  • La Scienza dell’Influenza Sociale – Anthony Pratkanis
  • I Culti Vogliono Possedere la Tua Mente ed il Tuo Corpo
  • Rovesciare il Processo che Porta la Brava Gente a Trasformarsi in Cattiva Gente. Influenza Sociale e Virtù Civica
  • I 20 Punti el Dr. Z per Resistere all’Influenza non Voluta
  • Programma di 10 Passi per Aumentare la Resistenza e la Resilienza (non tradotto nè trascritto perchè è un capitolo intero del libro L’Effetto Lucifero, in vendita)
  • Riferimenti Scelti

Resistere all’Influenza

Philip Zimbardo and Cindy X. Wang

 

Introduzione
I Diversi Tipi di Influenza

Ascoltiamo dibattiti dove ogni parte presenta incontrastabili argomenti per cambiare un punto di vista. Riceviamo messaggi dalla pubblicità, dal governo, da diverse autorità che ci dicono di fare determinate cose come comprare un prodotto, votare per un candidato, donare sangue, difenderci da  disastri imminenti e altro ancora.
Questi tentativi di influenzare le nostre posizioni, valori o azioni sono considerate delle forme di comunicazione persuasiva.
Il motto è “Fai come dico”. Quando ci sono motivi politici e vengono utilizzando dei criteri che si concentrano su azioni politicamente rilevanti si parla di propaganda.

Altre volte l‘Influenza non si presenta sotto forma di parole o sotto forma di messaggi visivi, ma si presenta nel momento in cui delle persone si uniscono ad un gruppo, o vogliono farne parte, e agiscono in un determinato modo. I membri del gruppo non hanno bisogno di dire cosa va fatto, essi semplicemente esibiscono il comportamento o il tipo di azioni che ci si aspetterebbe da un “buon membro del team”. Questa forma di Influenza Sociale è definita conformità.
Il motto della conformità è “Fai come facciamo noi”.

Acconsenti con la maggioranza e sarai accettato. Rifiutati di vestire, parlare, giudicare, valutare quello che essi valutano come fanno loro, o rifiutati di agire nel modo che chiaramente appartiene alle norme sociali accettate dal gruppo e sarai rifiutato, isolato, espulso, ridicolizzato.
Il potere che molti gruppi hanno di influenzare i nostri pensieri e le nostre azioni nelle nostre vite può essere enorme, specialmente quando vogliamo disperatamente essere accettati da qualsiasi gruppo riconosciuto.
Non c’è bisogno che un gruppo faccia pressione su di te per farti agire come si aspettano; infatti la più grande forma di Influenza Sociale proviene da una sola fonte – l’altra persona. L’adesione è la forma di  Influenza dove la pressione è diretta verso i singoli con lo scopo di spingere a scegliere certe azioni, come fare un piacere o comprare un prodotto. La fonte dell’Influenza non vuole che tu cambi la tua mente, vuole solo che tu agisca come lui o lei richiede. Alcune volte le richieste sono pro sociali, come donare sangue, ma la maggior parte delle volte non  lo sono. La richiesta è quelle di spingere le persone a comprare diversi tipi di prodotti di cui possono anche fare a meno e che nemmeno volevano all’inizio.

In casi speciali un’organizzazione desidera produrre dei specifici cambiamenti, e precisamente far in modo che le persone cambino in un modo specifico, come diventare “veri credenti” riguardo a qualche ideologia o sistema di credenze. Essi vogliono che i singoli introiettino una serie di credenze e valori , anche con lo scopo di cambiare le loro personalità, così che essi si possano identificare totalmente che la missione del gruppo. Una forma comune di questo intenso cambiamento personale è riscontrabile nei cuti quando avviene il reclutamento e l’indottrinamento dei membri.

Alla fine tutte queste fonti di Influenza Sociale sono imposte dall’esterno verso l’interno da diversi agenti d’influenza sia sui singoli che sui gruppi. Una delle forme di persuasione più potenti è l’Influenza dell’auto-persuasione, dove le condizioni sono poste in modo tale da incoraggiare i singoli a dare inizio ad un ragionamento sulle proprie credenze,  sui propri pensieri e sui proprio processi decisionali.
Ovviamente tendiamo a conoscere le nostre forze e le nostre debolezze meglio degli altri, così possiamo adattare i messaggi persuasivi auto-generati in modo da essere efficaci. Una tattica per indurre all’auto-persuasione utilizza le posizioni prese durante un Role-Playing ( gioco di ruolo). Tali posizioni sono contrarie alle credenze ed ai valori di chi le mette in atto.
Anche quando dobbiamo mantenere un impegno dobbiamo assumere un comportamento pubblico che non deriva dalle nostre credenze personali, si crea così la dissonanza cognitiva. Nella misura in cui crediamo di aver compiuto l’azione liberamente, senza la consapevolezza di pressioni situazionali esterne, cominciamo a razionalizzare l’avvenuto e a convincerci che quella era l’azione e la posizione giusta da tenere.

Ci sono diversi libri sulle scienze dell’Influenza, alcuni dei quali citeremo più avanti. Per adesso comunque abbozzeremo alcuni suggerimenti su come sia possibile indebolire o controbattere queste varietà  di influenza sociali. Alcuni dei nostri avvertimenti sono specifici per un particolare tipo di influenza sociale, altri suggerimenti sono più generali e si focalizzano su come sviluppare uno stile mentale efficace che tornerà utile in differenti scenari d’influenza. Sapere come l’Influenza lavori attraverso questi scenari, sapere cosa sia possibile fare per resistervi è il primo passo per diventare un consumatore saggio dell’Influenza sociale. Comunque si dovrà essere sempre vigili e mettere continuamente in atto queste tattiche di resistenza per vaccinarsi questo potere insidioso.
Come Veniamo Persuasi

Lo slogan per capire le comunicazione persuasive è: “Chi dice cosa a chi, con quale effetto?”. Questo significa che dobbiamo focalizzarci sulla natura del comunicatore (Chi), la natura del messaggio (Cosa), i riceventi del messaggio (incluso te stesso), e il desiderato esito finale del processo (Effetto). C’è un ampio corpo di studi su ognuna di queste componenti del processo in base a quale comunicazione verbale arriva ad influenzarci. Qui possiamo solamente  mettere in evidenza gli aspetti più critici. I comunicatori sono più efficaci se sono percepiti come Credibili, cioè se hanno esperienza sufficiente riguardo il tipo di messaggio, se sono degni di fiducia, onesti, e obiettivi. Ma esistono gli pseudo esperti, celebrità che non conoscono nulla riguardo il prodotto che stanno proponendo, essi  spesso ci seducono. Prendetevi del tempo per indagare nel passato dei comunicatori persuasivi e pensate a quanti soldi riescono a fare perché voi state facendo quello che essi vogliono.
Le comunicazioni arrivano sotto molteplici forme, alcune razionali, alcune colpiscono le nostre emozioni, alcune rendono evidenti le azioni che dovremmo intraprendere, e altre lasciano l’azione implicita. Alcuni messaggi sono semplici, altri sono complicati, alcuni sono in linea con le richieste, altri le costruiscono.
Idealmente abbiamo bisogno di processare le comunicazioni sistematicamente, questo significa che dobbiamo prendere del tempo per farci un’idea su cosa ci viene richiesto, quali evidenze vengono presentate, e come le opinioni contrarie si relazionino con la comunicazione. Troppo spesso prendiamo delle scorciatoie e processiamo l’informazione solo perifericamente, ciò significa che siamo troppo focalizzati sul pacchetto e non sul contenuto. Possiamo dare un valore eccessivo al tono della voce di chi parla, oppure al suo bell’aspetto, e troppo poco a quello che sta realmente proponendo. Bisogna anche provare a capire per chi è stato inteso il messaggio, per le persone come te, per le persone con un particolare background, un particolare classe sociale, un gruppo etnico, per persone con diversi livelli di intelligenza. Alla fine bisogna capire quale azione sia richiesta immediatamente, o anche dopo un periodo di tempo. Semplicemente cambiando l’attitudine verso il prodotto, o convincendo la persona a possederlo o votarlo verrà richiesta una piccola azione adesso e poi  un’azione  decisamente più grande

Nuove ricerche mettono in luce sei caratteristiche della comunicazione efficace. Essere consapevoli di cosa permette alla comunicazione di essere “fissa” è un modo per meglio resistere all’Influenza. I messaggi che sopravvivono, quelli che non muoiono tra i tanti messaggi sono quelli che: 1) sono semplici, brevi per quanto possibile ma profondi; 2) inaspettati, sufficientemente sorprendenti da avere l’attenzione degli ascoltatori; 3) concreti, con esempi dettagliati basati sulle esperienze di vita reale; 4) credibili, espressi da qualcuno di cui gli ascoltatori si fidano; 5) emozionali, che fanno percepire all’ascoltatore che il pensare è come il sentire; 6) che raccontano delle storie, in una forma narrativa che può essere ricordata e trasmessa ad altri. Queste idee sono emerse sia da studi accademici che commerciali e riassunti dai fratelli Heat, Chip e Dan nel loro libro “Made to Stick” […].
Perché ci Conformiamo: Il Potere dei Gruppi
Ogni volta che cambiamo il nostro comportamento, la nostra visione delle cose, e la nostra attitudine a rispondere alla presenza reale od immaginaria dell’altro, stiamo sperimentando la conformità. Il perché ci conformiamo  è un punto di grande interesse nella psicologia sociale. In particolare gli studi classici di Solomon Asch e Muzafer Sherif hanno messo in luce i determinanti della conformità. Le loro ricerche e quelle di altri (Morton deutsch e Hal Gerard) hanno dimostrato due principali tipi di conformità: Informazionale e Normativa.
La Conformità informativa spesso si verifica in situazioni in cui c’è un’alta incertezza e ambiguità. In una situazione non familiare siamo maggiormente portati a far corrispondere il nostro comportamento a quello di altri. Il comportamento altrui ci informa sui costumi e sulle pratiche accettate nelle diverse situazioni. Otteniamo informazioni dagli altri su cosa sia giusto fare e come comportarsi nelle nuove situazioni.
Oltre alla conformità alle norme di un gruppo a causa di una scarsa conoscenza, ci conformiamo anche quando vogliano piacere all’interno del gruppo. Questo tipo di conformità, chiamata conformità normativa, è la forma dominante della conformità sociale nelle situazioni in cui siamo preoccupati di dover fare una buona impressione ad un gruppo. Anche se siamo segretamente in disaccordo con le opinioni del gruppo possiamo adottare gli stessi atteggiamenti verbali del gruppo di modo da sembrare facenti parte del team piuttosto che essere un elemento deviante.

Queste pressioni hanno un impatto su di noi ogni giorno, nel bene e nel male. Un prodotto del funzionamento della società è che le persone seguano delle norme sociali come obbedire al codice della strada, rispettare le proprietà altrui, e diffondere l’aggressione in forme non violente. Comunque la conformità può avere effetti deleteri quando uno si conforma automaticamente e senza porsi delle domande sulla validità delle norme sociali. Nella Germania Nazista diversa gente ordinaria non dissentì rispetto le atrocità che venivano compiute perché erano poche le persone si opponevano. Allo stesso modo, nello Stanford Prison Experiment, i soggetti che erano assegnati casualmente al ruolo di guardie,  gradualmente hanno adottarono il ruolo della guardia crudele e esigente perché tale era diventato il comportamento abituale nella situazione aliena.

Nelle nostre decisioni giornaliere dovremmo anche esaminare quali sono le regioni che giustificano le nostre azioni. In una situazione non familiare chiedetevi prima di tutto se le azioni che vedete compiute da altri siano razionali, giustificate, e coerenti con i vostri stessi principi prima di adottarle automaticamente e sconsideratamente.

Allo stesso modo, in una situazione nella quale si voglia impressionare per essere accettati dagli altri, chiedetevi quali siano le azioni che vanno contro la vostra morale e considerate a che livello vorreste scendere a compromessi con voi stessi in modo che gli altri abbiano un opinione più grande di voi. Infine voi siete le uniche persone che devono convivere con le proprie azioni. Prendete anche del tempo per recuperare le informazioni corrette.

Per resistere al potere della conformità ne gruppi: sappiate per quale motivo state agendo; determinate quanto sia importante piacere agli altri, specialmente quando gli altri sono persone sconosciute; riconoscete che ci sono altri gruppi che avrebbe piacere ad avervi come membro del gruppo; adottate un prospettiva futura per immaginare come valutereste nel futuro le azioni che mettete in atto per conformarvi.
I Principi di Cialdini dell’Influenza sociale

Dopo aver capito l’impeto dell’Influenza Sociale ci concentreremo sui principi dell’Influenza studiati dallo psicologo sociale Robert Cialdini  delineandoli più chiaramente.

Cialdini è psicologo sociale uno riconosciuto che ha condotto una ricerca estesa nei domini entro i quali l’Influenza Sociale è più forte. I seguenti principi giocano un ruolo sui istinti umani fondamentali e possono essere sfruttati sia intenzionalmente che non dai professionisti nell’Influenza.
Molti di questi principi sembrano tattiche ovvie che i pubblicitari e i professionisti dell’Influenza utilizzano per influenzare le vostre opinioni. Comunque, quando non siamo pronti a scrutare e mettere in atto delle resistenze, questi principi spesso opereranno a livello subliminale e con abbastanza forza. Una parte importante per resistere a queste influenze comuni è la consapevolezza riguardo i loro principi operanti, i contesti in cui possono essere provocati più facilmente, e i migliori metodi per evitare di soccombervi.

Speriamo che studiando questi principi della persuasione sarete più capaci di riconoscere le situazioni nelle quali potreste essere portati ad agire contro la vostra volontà, e avrete gli strumenti per resistere all’Influenza sociale indesiderata. Esistono sei Principi fondamentali, ed ognuno di essi si colloca in uno specifico Contesto. Quando site consapevoli del Contesto,o della Scena Comportamentale, riuscirete a riconoscere meglio tali principi in azione, quando vedete tali Principi operare capirete in quale Contesto ci trovate.

  • Reciprocità
  • Impegno e Coerenza
  • Prova Sociale
  • Simpatia
  • Autorità
  • Scarsità

Reciprocità [Contesto: Dovere]

Le basi

  • Il ruolo della reciprocità richiede che una persona cerchi di ripagare, in qualche modo, quello che un’altra persona ha fatto
  • Sostenere il favore fin quando il destinatario si sente rimborsato
  • Il senso di future obblighi rende possibile sviluppare continue relazioni, transazioni, e cambiamenti nella società.
  • I membri della società sono addestrati fin dall’infanzia a rispettare la regola della reciprocità o la sofferenza derivante dalla disapprovazione sociale.

Come viene sfruttato

  • La regola può essere applicata a cambiamenti non richiesti – quando sfruttata, gli altri riducono la loro abilità di decidere liberamente e così siamo portati ad agire automaticamente
  • La regola può stimolare cambiamenti diseguali – gli individui possono essere favorevoli a restituire il favore in una modo più ampio in cambio di una favore iniziale più piccolo
  • Il principio si applica anche nel fare delle concessioni – potete ricambiare la concessione se l’altra parte ne fa un’altra
  • Esempio “Porta-sulla-faccia”- implica che il persuasore faccia una prima richiesta oltraggiosa ed estrema, per poi farne un’altra una che al confronto risulta piccola (quella desiderata per tutto il tempo)
  • Aumento di molto la possibilità che la persona acconsenta nelle richieste future

Miglior Difesa

  • Rifiutare le offerte, i favori, le concessioni, iniziali; ridefinire l’offerta come un trucco e non sentirsi più obbligati a rispondere “reciprocamente”, fintanto che non avete conosciuto l’altra persona e potete essere sicuri che la prima richiesta aveva altri significati.

Coerenza [Contesto: Obbligo]

Le basi

  • Le persone desiderano mostrarsi coerenti con quanto dicono, con le loro credenze, atteggiamenti e azioni.
  • Un’alta coerenza personale è ben valutata dalla società
  • Comportarsi coerentemente favorisce una approccio alla vita vantaggioso
  • Permette delle scorciatoie di pensiero attraverso complesse decisioni; essere coerenti con decisioni precedenti riduce il bisogno di processare le informazioni rilevanti per future decisioni.

Come viene sfruttato

  • Gli approfittatori utilizzano questo principio inducendo le persone a commettere un obbligo iniziale, prendere una posizione che è consistente con le richieste che poi verranno presentate.
  • Gli obblighi sono più efficaci quando sono attivi, pubblici, richiedono sforzo e sono visti come non coercitivi e spinti da motivazioni interne – I professionisti dell’Influenza provano a rendere difficile la rivalutazione di vecchie prese di decisione
  • Se essi hanno successo il rispetto di questa regola porta a difendere cocciutamente le posizioni iniziali e ad agire contrariamente ad i proprio interessi
  • La regola può diventare auto-perpetrante – le persone cercheranno di trovare nuovi ragioni e giustificazioni per il loro comportamento anche dopo che le condizioni sono cambiate.

Miglior difesa

  • Per resistere a questo principio imparate a riconoscere e a resistere all’Influenza sproporzionata dalla pressione che la coerenza esercita su di voi
  • Non lasciatevi mettere sotto pressione accettando richieste che non volete portare a termine e scartate gli obblighi presi in modo ingiusto e per mezzo di un raggior iniziale anche se all’inizio tali obblighi sembrano piccoli.
  • Siate sensibili alle variabili situazionali mentre pensate alla vostra decisione, separatela dalle variabili personali, separate  le forze esterne che spingono all’accondiscendenza dalle forze interne che la giustificano

Prova sociale [Contesto:Consenso]

Le basi

  • Un metodo per determinare cosa sia corretto trovando cosa le altre persone pensano sia corretto
  • Vedere che un comportamento è ritenuto più corretto in una determinato contesto in base al grado in cui le altre persone lo manifestano
  • Il principio può essere usato per stimolare l’accondiscendenza di una persona informando la persona che molte altre persone hanno acconsentito (l’accondiscendenza anonima e l’accondiscendenza derivante da persone famose ed autorevoli è la più efficace)
  • Ci fornisce un scorciatoia per decidere come comportarci- mentre allo stesso tempo rende vulnerabile il singolo alla persuasione degli esperti
  • E’ più influente in due condizioni:

1) Incertezza– La situazione è ambigua, Risulta più probabile attendere le azioni altrui e accettare queste azioni come le più corrette.
2 Similarità – Le persone sono inclini a seguire l’iniziativa di altre persone analoghe

Come viene sfruttata

  • L’effetto Bandwagon – tutti quelli che sono qualcuno lo stanno facendo, perché TU no?
  • La maggior parte delle persone si comportano nel modo giusto, vuoi che ti accettino o no? Quindi agisci come loro
  • Come descritto a C.S. Lewis in “The Inner Ring” (Cap. 12 Effetto Lucifero), il potere della prova sociale proviene da una combinazione dei nostri desideri di essere parte di uno speciale cerchio interno e dal manipolatore che riconosce questo nostro bisogno e cerca di richiamarci in falsi cerchi interni per sfruttarci

Miglior Difesa

  • Ridurre la suscettibilità a questo principio sviluppano contro argomenti per quello che gli altri stanno facendo, e riconoscere che le loro azioni non dovrebbero essere le uniche basi per le nostre azioni.
  • Stare attenti perché le altre persone possono avere dei motiv,i già di per sé influenzati, per le azioni che stanno  sostenendo
  • Essere consapevoli che le altre persone possono essere state disinformate.
  • Ricordare che l’intero gruppo può avere ragioni sbagliate poiché il oro leader ha influenzato le loro opinioni – “pensiero di gruppo”

Simpatia [Contesto:Amicizia]

Le Basi

  • Le persone preferiscono dire “sì” a quelli che riconoscono essere simpatici
  • Desideriamo piacere alla gente e ci piacciono quelli confermano la nostra simpatia

Come viene sfruttato

  • Gli esperti della persuasione manipolano i fattori comuni che influenzano la loro simpatia
  • Fattori che influenzano la simpatia

8]o   L’attrazione fisica: Generare un effetto “alone” che estende le impressioni favorevoli nei tratti altrui come il talento, la gentilezza, e l’intelligenza – spinge più frequentemente le persone a cambiare le proprie abitudini e ottenere quello che richiedono

8]o   Somiglianza – ci piacciono le persone che sono come noi; siamo più predisposti a dire “sì” spesso in maniera irrazionale

8]o   Lode – i complimenti generalmente aumentano la simpatia e l’accondiscendenza;  volte può essere controproducente se utilizzata eccessivamente ed in modo trasparente.

8]o   Familiarità – il contatto ripetuto con una persona o con un oggetto solitamente aumenta la simpatia; viene mantenuta quando i contatti avvengono sotto una luce positiva e non negativa

8]o   Associazioni – fare connessioni con cose con valenza positiva, gli approfittatori hanno l’obiettivo di aumentare l’effetto positivo per mezzo del processo associativo

8]o   Nascondersi – i professionisti dell’influenza mostrano dei comportamenti non verbali che corrispondo con quelli dell’individuo target, creando una pseudo-somiglianza.

Miglior difesa
8]· Resistere a questo principio sviluppano una sensibilità a forme di simpatia inappropriate e sospettose messe in atto dal richiedente.

8]· Separare la richiesta dal richiedente e operare delle decisioni conformi basate solamente sui meriti di chi propone l’offerta – non sulle proprie emozioni riguardo il richiedente.
Autorità [Contesto: Credibilità]

Le basi

  • Gli studi di Milgram sull’obbedienza portano delle evidenze riguardo l’effetto di forti pressioni sulla conformità in concomitanza con le richieste dell’autorità
  • La forza riguardo la tendenza ad obbedire deriva dal processo di socializzazione sistematica dei membri della società che afferma che l’obbedienza corrisponde alla corretta condotta da tenere
  • L’obbedienza ai dettami delle autorità genuine è frequentemente adattiva poiché essi solitamente posseggono alti livelli di conoscenza, saggezza, e potere
  • Le differenze tra le autorità possono presentarsi in modo irrazionale tramite le scorciatoie di pensiero.
  • Esiste una tendenza a rispondere ai “simboli e ai segni dell’autorità” piuttosto che alla loro sostanza
  • Esiste una difficoltà nel decidere quale sia la giusta autorità e quale sia l’autorità ingiusta

Come viene sfruttato

  • Esperimenti hanno dimostrato che certi tipi di simboli autoritari effettivamente aumentano la conformità

8]° I Titoli

8]° L’abbigliamento (vestiti costosi, uniformi, simboli autoritari, medaglie, cappelli etc..)

8]° Il luogo dove opera l’autorità (l’ufficio, il tappeto sul pavimento, etc. Il fascino del luogo)

8]° Le Automobili (per l’associazione con il benessere, il privilegio, il potere per mezzo dell’autorità)
Miglior difesa

  • Chiedi a te stesso – questa autorità è un esperto? Quanto ci si può fidare di lui\lei?
  • Sposta l’attenzione oltre le evidenze dello status dell’autorità e dai simboli dell’autorità
  • Fai attenzione ai tentativi delle persone di apparire degni di fiducia o credibili più di quanto lo siano realmente.
  • Ricerca una valutazione indipendente dello status dell’autorità
  • Sii sensibile ai cambiamenti nel comportamento dell’autorità, alle richieste fatte nel tempo, da quelle inizialmente accettabili a quelle infine considerate ingiuste e offensive

Scarsità [Contesto: Competizione]

Le basi

  • Le persone assegnano più valore alle opportunità quando esse sono meno disponibili – se ci sono meno risorse e meno tempo per acquisirle, ne vogliamo di più
  • Il principio ha un senso effettivo per due ragioni:

8]° Oggetti che sono di difficile acquisizione sono solitamente le più preziose – la disponibilità degli oggetti può essere utilizzata come una scorciatoia di pensiero per l’euristica della qualità

8]° Quando i bene diventano meno accessibili nel tempo perdiamo le nostre libertà – rispondiamo alla perdita di libertà volendo avere più beni rispetto a quanti ne avevamo prima

  • Le condizioni ottimali per il principio di scarsità:

8]° Valuterai i nuovi beni scarsi più dei beni che sono sempre stati limitati durante tutto l’arco del tempo

8]° Siamo più attratti dalle risorse scarse quando dobbiamo competere con gli altri per ottenerle –  si presenta uno stato di attivazione emotiva riguardo la qualità che rende difficile il pensiero critico- come nelle aste dove gli offerenti si eliminano a vicenda e pagano di più  il bene di cui hanno bisogno piuttosto che aumentarne la produzione
Come viene sfruttato

  • L’utilizzo di questo principio nelle attività di profitto può essere individuato attraverso le tecniche basate sulla conformità come “numero limitato” e “scadenza” in modo che i persuasori ci convincono che l’accesso al bene è riservato entro un limite di tempo
  • L’amministrazione Bush ha utilizzato una variante di questo tema per giustificare la corsa alla guerra in Iraq: Il tempo sta finendo per Saddam, se non lo fermiamo ora lui utilizzerà le ADM contro di noi.

Miglior difesa

  • Dovremmo fare un passo indietro e stimare i meriti e le opportunità, il valore dei beni, e ragionare solamente nei termini del perché li vogliamo
  • Dovremmo avere come obiettivo una valutazione obiettiva del  personale valore del bene, e non sopravvalutarlo semplicemente perché è scarso – o è scarso in apparenza.

 

La Scienza dell’Influenza Sociale – Anthony Pratkanis

Un altro psicologo sociale che ha studiato meticolosamente le tattiche dell’Influenza sociale è Anthony Pratkanis. Nello specifico, Pratkanis ha studiato e classificato i numerosi metodi attraverso i quali gli uomini utilizzano, manipolano e cambiano le abitudini e le credenze degli altri. Dal momento che il suo studio sull’influenza sociale tocca troppi esempi distinti tra loro da poter essere discussi pienamente in questa guida ci baseremo su un lista di pochi esempi comuni e elencheremo i tipi di categoria sotto la quale questo tipo di tattiche dell’Influenza possono essere raggruppate. Egli ha anche sviluppato una guida per identificare le pratiche fraudolente  di cui diverse persone anziane sono vittime.

Progettazione (tattica Pre-Persuasiva)

Molti esperti dell’Influenza sono abili nel creare una situazione in cui le loro opinioni o obiettivi sembrano giusti o addirittura vantaggiosi. Nello specifico sono importanti nel nostro processo decisionale il modo in cui gli oggetti sono definiti e costruiti, come il problema è presentato, e come una richiesta è strutturata. I metodi elencati di seguito sono solo alcuni di cui si sono serviti gli agenti dell’Influenza per far in modo che il contesto lavorasse per loro ancora prima che il destinatario si accorgesse di essere influenzato.

    • Definire ed etichettare una questione in termini vantaggiosi
    • Associare
    • Porre delle aspettative
    • Limitare e controllare il numero di scelte ed opinioni
    • Agenda setting
    • Stabilire un punto di vista comparativo favorevole o già stabilito
    • Controllare il flusso di informazioni

Tattiche che si servono delle relazioni sociali (Credibilità Sociale e Regole Sociali)

Uno degli elementi più importanti nelle discussioni convincenti è la presenza di una fonte ritenuta affidabile. Siamo continuamente bombardati dalla pubblicità che ci propone esperti come dentisti che sponsorizzano una marca di dentifrici, o atleti professionisti che mangiano una certa marca di cereali a colazione. Sebbene nessuno dubiti che sia lo scopo dei pubblicitari influenzare la nostra opinione tramite queste tecniche, esse sono sorprendentemente efficaci nel toccare i principi del comportamento umano. Utilizzando i seguenti tratti e le seguenti caratteristiche le persone possono avere un ruolo sociale con lo scopo di persuadere

  • Autorità
  • L’attrattiva
  • L’alto status
  • La similitudine –“ persone semplici come te”
  • Sfruttare le relazioni strette – amici, famiglia e il loro benessere
  • Argomentare contro l’interesse personale di una persona (no agenda)
  • Gioco – di – ruolo
  • Modellamento sociale
  • Rinforzo sociale
  • Fonti multiple

Tattiche efficaci nei messaggi

A monte dell’inquadramento e delle implicazioni sociali nelle situazioni, la comunicazione efficace dipende dalla forza e dalla persuasione del messaggio. Argomenti che non sono molto convincenti possono essere presentati o diffusi in modi che possono aumentare l’accettazione o la conformità. Qui presentiamo una serie di esempi di Pratkanis su come il messaggio può indurre l’obiettivo a generare argomenti e ragioni per adottare una scelta prestabilita sulle azioni raccomandate.

  • Persuasione auto-generata. Dare la possibilità al target di generare argomenti che supportino la posizione; fare in modo che si persuadano da soli.
  • Appelli nitidi – emozionalmente interessanti o inoppugnabili
  • Lasciare che il destinatario tragga le sua conclusioni
  • Domande retoriche
  • Suscitare ragioni
  • Dare messaggi che si incastrino con credenze, esperienze e conoscenze pregresse.
  • Ragioni placebo- – argomenti che possono apparire sensati ma che in realtà sono vuoti e carenti di informazioni.
  • Disinnescare le obiezioni – riconoscere le obiezioni e confutarle prima che il target possa esprimerle.
  • Chiedere inizialmente piccoli contributi
  • Lunghezza del messaggio = Forza del messaggio
  • Effetto Primacy – ordine di presentazione

Tattiche emotive

Spesso le emozioni dimostrano di infrangere la nostra razionalità ed il nostro miglior tipo di ragionamento. Mentre i nostri istinti e le nostre passioni possono lavorare a  nostro favore esse sono anche facilmente sfruttabili dai professionisti della persuasione poiché le emozioni che ci riguardano sono profonde, istantanee, e indelebili.  Pratkanis presenta questa serie di tattiche emotive che possono avere la meglio sul nostro sentire soggettivo, sulla nostra attivazione e tensione come prerequisiti per un’influenza certa.

    • Paura
    • Colpa
    • Imbarazzo
    • Paura dell’insulto
    • Adulazione
    • Empatia
    • Reciprocità
    • Porta-In-Faccia –Chiedere per un favore impegnativo, ritrattare e chiedere per un favore meno impegnativo
    • Questo non è tutto – addolcire l’accordo
    • Trappola dell’impegno
    • Piede nella porta – chiedere per un favore piccolo e poi chiedere per un favore grande
    • Low-balling
    • Bait and Switch
    • Scarsità
    • Rifiuto anticipato

Tattiche offensive e difensive per resistere all’influenza
Difensive – imparare a riconoscere la propaganda

  • Fare l’avvocato del diavolo
  • Individuare delle domande da porre riguardo la comunicazione
  • Essere preparati a sfatare falsi appelli
  • Esercitarsi su come rispondere agli attacchi della propaganda

Offensive – Passi che identificheranno la propaganda comune e che fermeranno la loro fonte

  • Conoscere le vie della persuasione e conoscere che potresti essere personalmente vittima di propaganda

8]° Distinguere la credibilità della fonte

8]° Eliminare l’illusione della tua personale invulnerabilità alla propaganda

  • Monitorare le emozioni

8]° Se si ha una risposta emotiva nei confronti di una comunicazione chiedersi il perché

8]° Cercare tra le cose che possono indurre un falsa emozione

7]§  Paura, colpa, reciprocità

8]° Ridefinire la situazione

  • Esplorare la motivazione e la credibilità della fonte.

8]° Cosa ha da guadagnarci la fonte?

8]° L’immagine rappresentata e troppo contraffatta?

  • Pensare razionalmente riguardo ogni nuova proposta

8]° Qual è la questione?Le etichette ed i termini?

8]° Quali sono gli argomenti a favore e quali contro? E’ convincente? E’ Corretto?

  • Cercare di capire tutto lo spettro delle opzioni prima di prendere una decisione

8]° Quali sono scelte?

8]° Cosa succede se scelgo qualcos’altro che non sia l’opzione raccomandata? Quali sono le reali conseguenze?

  • Fatti non parole
  • Se senti qualcosa che viene ripetuto  chiediti perché viene ripetuto
  • Se l’accordo sembra troppo bello per essere vero probabilmente è

8]° Dipendente dal tempo

8]° Libero da concessioni

  • Insegna ai tuoi figli cos’è la propaganda

8]° Aiutali a sviluppare contro argomentazioni

8]° Fai dei paragonai tra la performance reale e quanto suggerito

  • Supporta i tentativi dei gruppi vulnerabili di prevenire la propaganda basata sullo sfruttamento
  • Evita di essere dipendente da una singola fonte di informazione
  • Separa le notizie dagli intrattenimenti
  • Usa lo stile comunicativo come criterio per prendere decisioni e dare giudizi
  • Aumenta il tuo coinvolgimento personale, la tua conoscenza, e la tua consapevolezza riguardo importanti questioni

8]° Non omettere

8]° Se la questione è importane prenditi del tempo per trovare nuove informazioni per conto tuo
I Culti Vogliono Possedere la Tua Mente e il Tuo Corpo

La forma di Influenza sociale più estrema può essere individuata nel reclutamento, indottrinamento, e coinvolgimento che i culti metto in atto sui proprio membri. Diversamente da tutti i tipi di Influenza che abbiamo trattato prima questo tipo di Influenza si focalizza sull’incoraggiare uno cambio relativamente specifico riguardo pensiero, riguardo a come sentire o agire ad una particolare questione o prodotto, il goal finale dei culti religiosi e socio-politici è di possederti. Essi vogliono che vi separiate dalla vostre famiglia e dai vostri amici, dalla scuola e dal lavoro, dagli hobbies e dagli interessi privati per diventare un vero credente che vuole sacrificarsi in tutto e per tutto per il bene del nuovo gruppo. Ad un livello estremo i culti forniscono una “ambiente totale” entro il quale i membri vivono, interagiscono, e lavorano, e dove il culto diventa il nuovo sostituto alla famiglia e alla rete di amicizie. Indipendentemente dal motivo iniziale che ha portato ad aderire al  gruppo, che potrebbe essere lodevole come combattere la fame nel mondo o l’AIDS, o la povertà, in realtà la maggior parte dei membri diventano dei lavoratori a cui viene assegnato un lavoro umile per portare soldi al culto o per diventare essi stessi dei reclutatori di nuovi membri. Tagliando tutti i contatti con la vostra vita precedente vi stacca da qualsiasi legame che vi riporti a “casa”. I culti spesso instillano fobie riguardo cose terribili che devono accadere a voi e ai vostri cari nel caso vorreste abbandonare il culto.

Il processo di influenza riguarda l’indottrinamento e l’identificazione con il nuovo gruppo. Ci si aspetta di dover affrontare la vita rispettando regole stringenti ed i mandati del gruppo evitando tra il sesso o qualsiasi cosa che il leader del gruppo vuole controllare. Il processo non si distacca dalle strategie e dalle tattiche dell’influenza espresse prima, semplicemente è più intenso e ripetuto nel tempo, controllando sempre di più tutti gli aspetti della vita dei partecipanti. Sappiamo che i culti cercano di reclutare giovani persone che si trovano i fasi di transizione della vita, quelli che abbandonano la scuola, studenti stranieri in visita in nuovi paesi, quelli che hanno recentemente perso il lavoro o il cui matrimonio è fallito o le cui relazioni sono povere. Dobbiamo anche far presente che i culti sono dei grandi business e ne stanno spuntando diversi aumentando il numero. I media non ne parlano tanto perché essi hanno team di avvocati costosi che attaccano con la legge chiunque osi criticare le pratiche dei culti.

La miglior fonte di informazioni su come resistere alle tattiche di  controllo mentale di culti, e che spezza la catena che lega chiunque ad un culto, sono i due libri di Steven Hassan (vedi le referenze). Steven era un alto membro facente parte di un culto per diversi anni e ora è un consulente che aiuta le persone a riordinare la propria vita dopo essere state indottrinate ad un culto. Controlla il su sito web:

http://www.freedomofmind.com/resourcecenter/responsibility/mind.htm

Rovesciare il Processo che Porta la Brava Gente a Trasformarsi in Cattiva Gente. Influenza Sociale e Virtù Civica.
Mentre la maggior parte delle ricerche si concentrano sugli aspetti negativi dell’Influenza sociale, esiste la speranza di applicare gli stessi principi di base in obiettivi positivi. Nel capitolo 16 de L’Effetto Lucifero  c’è un’analisi estesa su come i principi dell’Influenza sociale possono essere utilizzate per il bene, per potenziare i valori sociali e politici.

Storicamente gli psicologi sociali hanno diviso gli aspetti positivi del comportamento sociale umano in aspetti prosociali e nell’altruismo. Gli aspetti prosociali danno beneficio ai membri del gruppo ma anche all’individuo che esprime il comportamento, questo beneficio si esprime forse attraverso un’alta autostima o  una grande accettazione da parte del gruppo, o nell’evitare la censura sociale. L’altruismo si riferisce specificatamente ad un comportamento sociale positivo senza però un vantaggio personale.

Il fattore motivante che separa questo tipo di fattori è l’empatia. Le ricerche dimostrano che le persone si prestano ad aiutare estranei in pericolo anche il non farlo non portava conseguenze negative. Così se cercassimo di metterci maggiormente in relazione con gli altri saremmo più sensibili rispetto le loro situazioni e agiremmo più benevolmente.

Come Milgram dimostra le persone possono essere portate a fare azioni via via più impensabili, ma la tecnica contraria potrebbe essere altrettanto utile. Abbiamo imparato che la tecnica “piede nella porta” consiste nell’accettazione iniziale di una piccola richiesta per poi farne una più grande. Potremmo utilizzare questo principio per il bene portando noi  stessi a compiere azioni via via più positive. Portando degli aggiustamenti ragionevoli e portando a termine obiettivi raggiungibili possiamo  avere dei risultati che migliorano le nostre  vite e quelle di chi ci sta vicino.

Stabilire comportamenti prosociali e promuovere la virtù civica mette in luce il potenziale positivo degli aspetti riguardanti l’Influenza sociale. Il comportamento morale può essere coltivato nelle prime fasi della vita per ottenere dei comportamenti positivi. Il governo, l’educazione, e le istituzioni potrebbero essere ri-disegnate e favorire un pensiero critico e delle condotte responsabili. Di seguito vengono sottolineate alcune idee che abbiamo portato nelle nostre vite e nelle vite dei nostri bambini.
1.   Insegnare ai bambini a disobbedire all’autorità ingiusta.

45]°    Supportare le abilità di pensiero critico nei bambini – chiedere se hanno bisogno di supporto per quello che dicono, separare la retorica dalle conclusioni, sviluppare un pensiero centrato sui mezzi e non sul fine

2.   Ricompensare il modellamento sociale del comportamento morale

45]°    Riconoscimento sociale per le buone azioni; riconoscere il coraggio di chi informa riguardo una cattiva condotta

3.   Promuovere pensieri critici che sfidino le false ideologie e i cattivi mezzi per buoni fini

45]° Non vivere con “l’autopilota”

45]° Riflettere sui dettagli della situazione immediata; pensare prima di agire

4.   Incoraggiare il rispetto per la diversità umana e rendersi conto della vulnerabilità umana.

825]° Ridurre le opinioni del gruppo di appartenenza e le discriminazioni

5.   Non permettere la stereotipizzazione e la deumanizzazione delle altre persone

6.   Cambiare le condizioni sociali che fanno sentire le persone anonime

825]° Supportare le condizioni che fanno sentire speciali le persone, con un senso di valore personale e autostima.

7.   Incoraggiare l’ammissione degli sbagli, accettare gli errori nei giudizi – per ridurre le giustificazioni che ci portano ad agire sbagliando e in modo immorale nel tempo

825]° Ridurre il bisogno di giustificare gli errori di modo da non dover continuare ad agire sbagliando o agire immoralmente

825]° Indebolire la motivazione di modo da ridurre la dissonanza con l’essere in torto costante

8.   Promuovere la responsabilità sociale e la responsabilità riguardo le azioni degli altri

8]° Diffondere la responsabilità è un mode genuino per possedere un ruolo derivante da un’ azione

9.   Supportare l’indipendenza riguardo la conformità al gruppo

825]o   Accrescere la consapevolezza di quando la conformità al gruppo risulta controproducente e non dovrebbe essere seguita

825]o   Capire quando l’indipendenza debba prendere il posto riguardo un possibile rifiuto sociale

10.  Ridurre la povertà, le ingiustizie, e i diritti dei privilegiati

11.  Mai sacrificare la libertà per una promessa di sicurezza

825]o   Cattivo accordo – sacrificare il reale e l’immediato per qualcosa di distante e elusivo; perdere il controllo e delegare il potere a chi è già potente

12.  Non incoraggiare nemmeno la più piccola trasgressione, imbroglio, pettegolezzo, bugia, provocazione, atto di bullismo

825]o   Fornisce il primo passo verso comportamenti più gravi

825]o   E’ possibile sfruttare il sottile potere dei piccoli passi espresso dal paradosso di Milgram per promuovere le azioni positive e l’altruismo finché uno fa delle buon azioni prima inimmaginabili o inusuali.

I 20 Punti el Dr. Z per Resistere all’Influenza non Voluta

(qui sono elencati una serie di avvertimenti che generalmente do agli studenti alla fine dei miei corsi alla Stanford University, non ha importanza che il corso sia Introduzione alla Psicologia, Controllo Mentale, o Esplorare la Natura Umana. Questi avvertimenti toccano  tutti i tipi di influenza e sono generiche raccomandazioni su come diventare più consapevoli sull’influenza)

  • Non mantenere l’illusione di una “vulnerabilità personale” –  se può succedere agli altri può succedere anche a te
  • Sii modesto con te stesso – è meglio percepire te stesso come vulnerabile e prendere le dovute precauzioni piuttosto che andare dove “gli angeli temono il cammino”
  • Affronta la vita in ogni suo aspetto  fintanto che sei coscienzioso e attento, focalizzato sul momento, e preparato a disimpegnarti e pensare criticamente quando necessario –le persone sono generalmente buone e degne di fiducia, ma le persone che cominciano la carriera di “persuasori professionisti” sono quelle che cercano di fati fare quello che vogliono
  • Presta attenzione ai contesti di Cialdini e ai principi di Conformità; quando ti sembra di trovarti in uno di questi contesti presta attenzione al contesto rilevante dove sei manipolato e vattene; quando il contesto è ovvio aspettati che i principi vengano attivati.
  • Sii pronto a dire le 5 frasi più difficili al mondo: “Ho torto” “Ho fatto uno sbaglio” e “Ho cambiato opinione”. Non abboccare, accetta l’immediata perdita di soldi, della reputazione etc… tali cose potrebbero essere delle perdite minime rispetto a quelle future – La dissonanza e la consistenza non trovano spazio in un contesto di onestà con sé stessi.
  • Separa il tuo Ego dalle tue azioni; mantieni un senso di autostima positiva indipendentemente dal fallimento occasionale e dalle tue stupide azioni passate (ridi di te stesso almeno una volta al giorno. Questo vale particolarmente per le persone timide.)
  • Nel tua mente separa il messaggero dal messaggio, processa entrambi sistematicamente e non euristicamente. Sii consapevole di essere stanco e “cognitivamente povero”, che stai cercando delle scorciatoie di pensiero accettando dei trucchi non-verbali.
  • Insisti su una seconda opinione, in un ritardo nel firmare un contratto prendendoti del tempo al di fuori della situazione; non firmare mai immediatamente.
  • Sviluppa degli ‘ Individuatori di Discrepanze’, crea uno stato di allerta  mentale ed intuitivo generato a seconda delle sensazioni vaghe riguardo qualcosa di sbagliato, qualcosa nella situazione o nella storia che ti è stata proposta ma che non è compatibile con un’analisi diversa -> dissenso -> disobbedienza
  • Cerca di fare la parte dell’avvocato del diavolo, sii l’elemento deviante, stabilisci le possibili conseguenze contro te stesso in quella determinata posizione nel momento in cui l’agente persuasore ti dice che sta facendo X solo per il tuo bene.
  • Evita le ‘Situazioni Totali’ dove perdi i contatti con i tuoi rapporti sociali e le tua fonti di informazione ( i culti e le più grandi forze di influenza sociale crescono in questo ambito), non vuoi che tutti i  tuoi nuovi rinforzi arrivino da queste nuove fonti.
  • In tutti i casi in cui vi confrontate con l’autorità: siate educati, individuate voi stessi e gli altri, rendete ben chiaro durante il processo o la situazione che “non è un vostro problema”; descrivete il problema obiettivamente, non siate emotivi, esponente bene le soluzioni proposte e le conseguenze positive previste – resistete dall’ accettare come ultima risorse le loro minacce o le loro proposte
  • Quando vi trovate ad affrontare un’autorità in qualche circostanza – chiedete l’identificazione, chiedete di poterla vedere, ottenete il nome della persona (scrivetevelo) e tutti dettagli rispetto l’incontro.
  • Non lasciate mai che qualcuno vi separi emozionalmente dai vostri familiari e dal vostro gruppo o famiglia di riferimento, amici, vicini, colleghi – non accettate che qualcuno li sminuisca
  • Ricordate che tutte le ideologie sono solo parole, termini astratti utilizzati con fini politici, sociali, economici; siate prudenti nell’intraprendere azioni proposte come necessarie per sostenere un’ideologia – chiedetevi sempre se i mezzi giustificano i fini, e proponete alternative.
  • Ragionate bene prima di porre principi astratti davanti a persone reali nel momento in cui seguite dei suggerimenti che vi spingono ad agire in qualche modo che è contrario alla loro funzione rappresentativa di chi vi ha fornito i suggerimenti
  • Fidatevi della vostra intuizione, delle vostre sensazioni, quando percepite di essere il target della persuasione, ponetevi della contro-argomentazioni mentali, e cercate le risorse per resistere
  • Le regole sono concetti astratti per controllare il comportamento e favorire l’accondiscendenza e la conformità – combattetele quando necessario: chiedetevi: chi ha fatto le leggi? A cosa servono? Chi le mantiene? Hanno senso nella situazione specifica? Cosa succede se le trasgredite? Insistete affinché le regole siano rese esplicite così che non possano essere alterate nel tempo a favore degli agenti dell’Influenza
  • Quando sviluppate attribuzioni causali per comportamento inusuali – vostri  o degli altri- non attribuite mai la causa al temperamento, cominciate sempre considerando che i veri agenti sono forze situazionali e variabili, e cercate di evidenziare tali forze e cambiarle quando possibile
  • Immaginate il Dr.Z. come la vostra coscienza, il vostro Grillo Parlante personale seduto sulla vostra spalla che vi dice di essere calmi, sicuri, distaccati – in modo da non diventare degli asini.

 

Riferimenti Scelti
Aronson, E. (2003). The Social Animal. New York: Worth Publishers.
Asch, S. E. (1955, November). Opinions and social pressure, Scientific American, pp. 31-35.
Cialdini, R.B. (2001). Influence 4th Edition. Boston: Allyn & Bacon.
Deutsch, M., & Gerard, H. B. (1955) A study of normative and informational social influence upon individual judgment. Journal of Abnormal and Social Psychology, 51, 629-636.
Hassan. S. (1990). Combatting cult mind control. Rochester, VT: Park Street Press.
Heath, C., & Heath, D. (2007). Made to stick: Why some ideas survive and others die. New York: Random House.
Levine, R. V. (2006). The power of persuasion: How we’re bought and sold. New York: Wiley.
Pratkanis, A. R. (in press). Social influence analysis. In A.R. Pratkanis (Ed.), The science of social influence: Advances and future progress. Philadelphia: Psychology Press.
Pratkanis, A.R. & Aronson, E. (2001). Age of propaganda: The everyday use and abuse of persuasion. (Revised edition). New York: W. H. Freeman/Holt.
Pratkanis, A.R., & Shadel, D. (2005). Weapons of fraud: A source book for fraud fighters. Seattle, WA: AARP Washington.
Presley, S. (2001). Think for yourself! Questioning pressure to conform. Berkeley: Ronin Publishing.
Sherif, M. (1935). A study of some social factors in perception. Archives of Psychology 27 (187).
Zimbardo, P. G., & Andersen, S. A. (1993). Understanding mind control: Exotic and mundane mental manipulations. In M. Langone (Ed.), Recovery from Cults (pp. 104-125). New York: Norton Press.
Zimbardo, P. G., & Leippe, M. R. (1991). The psychology of attitude change and social influence. New York: McGraw-Hill.

http://psicologiamar…linfluenza.html

La manipolazione mentale

Le sette criminali e la manipolazione mentale

INTRODUZIONE

Il tema della manipolazione mentale è strettamente connesso con quello del settarismo criminale che utilizza il controllo mentale distruttivo. Parlare di manipolazione mentale significa fare riferimento a un particolare tipo di relazione, dove uno o più individui senza scrupoli, adottando tecniche raffinate e consolidate di condizionamento mentale e di suggestione psicologica, cercano di soggiogare altri individui alla loro volontà strutturando così delle relazioni patologiche caratterizzate da dinamiche di potere distruttivo finalizzato all’annullamento della identità della vittima e alla sua strumentalizzazione.

Le stesse dinamiche possono essere ritrovate anche nelle relazioni di coppia. Molte donne vengono costrette in uno stato di totale dipendenza, costrette a non avere più rapporti con nessuno al di fuori del partner, soprattutto con chi manifesta apertamente critiche alla relazione. Vengono tenute in uno stato totale di dipendenza economica e costrette a non lavorare. Subiscono maltrattamenti se solo provano ad esprimere i loro desideri, i loro bisogni e sono ritenute responsabili di tutto ciò che non va nel matrimonio perché non sono mai abbastanza compiacenti con il proprio partner. E’ evidente che in una situazione psicologica di questo tipo la loro autostima è praticamente inesistente e perciò arrivano a convincersi di non poter fare a meno dei loro uomini che puntualmente non esitano a minacciarle di morte per prevenire qualsiasi tentativo di fuga.

Infine vorrei almeno citare quelle situazioni in cui la manipolazione mentale viene utilizzata per adescare anziani da truffatori senza scrupoli o minori da organizzazioni criminali che non esitano a mercanteggiare sulla pelle dei bambini per il loro perverso piacere sessuale o per il loro profitto. La manipolazione mentale con finalità criminali viene utilizzata anche sulla pelle di persone disperate che, non avendo più speranza, si rivolgono alla magia cadendo alla fine anche nelle tele di ragno dell’usura e purtroppo viene utilizzata anche in quelle situazioni legate alla presa in cura delle persone laddove si dovrebbe trovare un reale aiuto e invece a volte si rimane vittima di relazioni distruttive che non hanno altra finalità se non quella del guadagno o del potere indiscriminato sull’altro.

1. LE SETTE CRIMINALI E IL CONTROLLO MENTALE DISTRUTTIVO.


In questo lavoro mi limiterò a trattare il tema della manipolazione mentale in relazione alle sette in generale e al satanismo criminale in particolare. In genere i gruppi settari si costituiscono intorno alla figura di un leader mentre nelle sette sataniche la fedeltà degli adepti non è rivolta al culto della personalità carismatica , bensì alla stessa dottrina satanista che promette il conseguimento del potere, del successo e del piacere attraverso determinati rituali di profanazione della liturgia cattolica, le cosiddette ‘messe nere’, che si esplicano molto spesso in chiese sconsacrate o all’aperto dove si officiano rituali sacrificali che prevedono l’uccisione di animali; l’esaltazione satanica criminale può arrivare a concepire nel nome del maligno anche sacrifici umani e l’accoppiamento con giovani vergini che precede rituali orgiastici collettivi. A mio parere, quindi, quando si investiga sulla sparizione di un individuo, tra le tante piste certamente non va trascurata nemmeno l’ipotesi del satanismo almeno per poterla scartare con certezza visto il preoccupante proliferare, anche nel territorio del nostro stato, di gruppi la cui presenza è stata accertata da organismi ufficiali, quali il Ministero dell’interno, e nei quali potrebbero verificarsi nel tempo delle degenerazioni che potrebbero sfociare anche in crimini violenti. Ritengo infatti che ci possa essere una sorta di assuefazione nella ricerca del piacere e del potere, la cui ombra può contenere in germe futuri sviluppi distruttivi difficilmente prevedibili quando si rasenta il confine labile del bene e del male e quando sono presenti evidenti dinamiche di onnipotenza che alla fine possono rompere gli argini e dare il via ad istinti dagli esiti nefasti. Quando poi, e molto spesso è così, nei rituali satanici è previsto l’uso di sostanze stupefacenti allucinogene i rischi si fanno ancora più fondati. E’ storia recente la drammatica vicenda delle cosiddette ‘Bestie di Satana’ e se possibile l’ancora più drammatica ed interminabile cronaca giudiziaria del ‘Mostro di Firenze’ che sta angosciando con i suoi inquietanti risvolti l’opinione pubblica del nostro paese da molti decenni: anche in questo caso, se le ipotesi investigative degli inquirenti saranno verificate e comprovate al di là di ogni ragionevole dubbio ci si troverebbe di fronte ad una sconcertante serie di omicidi rituali a sfondo satanico.

Queste organizzazioni, infatti, possono attirare o essere addirittura fondate da personalità connotate da pericolose caratteristiche antisociali che possono slatentizzarsi nell’ambito di un gruppo che le cova e le fomenta e sappiamo bene quanto le dinamiche di gruppi con queste caratteristiche possano agevolare la formazione di comportamenti violenti e distruttivi che poi fagocitano in sé la volontà individuale che viene annullata dalla volontà del gruppo soprattutto se, appunto, guidato da un leader carismatico profondamente disturbato. E’ nota a tutti la vicenda di Charles Manson e della sua cosiddetta ’Famiglia’, credo. Comunque, a differenza di altri gruppi settari, al culto satanista, come scrive Francesco Barresi (1), gli affiliati si accostano per convinzione personale e non tanto a causa di fattori persuasivi esterni, tranne, vorrei aggiungere, i casi in cui sono coinvolti minori o persone affette da patologie psichiche tali da offuscare la loro capacità di intendere e di volere o da profili di personalità tali da renderli particolarmente suggestionabili o manipolabili. L’autore, sociologo e criminologo appartenente alla Polizia di Stato, scrive che un altro aspetto fondamentale che caratterizza il satanismo è la segretezza, aspetto questo che rende particolarmente difficoltose le indagini delle forze dell’ordine e anche la ricerca sul fenomeno.
A tal proposito, continua, è necessario adottare delle adeguate metodologie investigative, sia dal punto di vista preventivo che repressivo, ed è fondamentale prestare particolare attenzione alla presenza di segni e simboli esoterici sulla scena di eventuali crimini per poter eventualmente indirizzare le indagini verso una pista satanica.(2)

Inoltre vorrei a questo punto segnalare la suddivisione che propone lo stesso Barresi delle varie forme in cui si può manifestare il fenomeno satanico basata sulla modalità comportamentale-motivazionale del satanista:

1) satanismo religioso: culto satanico in cui l’adepto si dimostra realmente devoto alla divinità infernale e in questa crede realmente;
2) satanismo ludico: culto satanico a cui l’adepto si accosta più per gioco che per convinzione fideistica;
3) satanismo sessuale: culto satanico a cui il soggetto si rivolge per estrinsecare le sue pulsioni sessuali;
4) satanismo acido: satanismo di tipo adolescenziale a cui l’adepto si avvicina per consumare droghe di vario genere, fra le quali rientrano anche gli abusi di alcool;
5) satanismo schizofrenico: culto satanico a cui l’adepto si rivolge spinto da gravi psicopatologie. (3)

Sono inoltre convinto che la letteratura psicologica fornisca ,a individui senza scrupoli, degli ottimi strumenti da utilizzare per manipolare ai loro scopi altri individui più vulnerabili e suggestionabili: soprattutto le tecniche ipnotiche e tutto ciò che concerne le dinamiche e le tecniche di persuasione e condizionamento ,che se utilizzate con finalità genuinamente terapeutiche possono ottenere dei risultati positivi per la salute e la crescita psicologica delle persone, nelle mani sbagliate, invece, possono diventare degli strumenti veramente pericolosi.
E’ necessario, quindi, che la criminologia e la psicologia giuridica si occupino con particolare attenzione del fenomeno settario : secondo Marco Strano (4), quando alcuni crimini vengono progettati ed eseguiti all’interno di tali organizzazioni, la rilevanza che questi fatti assumono da un punto di vista criminologico richiede uno studio accurato del particolare clima psicologico che si viene strutturando all’interno della setta, laddove alcuni leader ingeriscono pesantemente sui processi decisionali degli adepti, per cercare di interpretare i crimini che si verificano in questi ambienti esoterici ed occulti iniziando, a tal proposito, con lo studiare gli aspetti antropologici ed organizzativi delle sette per poter comprendere l’ambito in cui trova origine la condotta delittuosa, per poter mettere a fuoco gli aspetti psicosociali che favoriscono l’avvicinamento degli individui a tali realtà e per cercare di comprendere la capacità dell’atmosfera esoterica di interferire nei processi percettivi e di significazione che sono alla base del comportamento criminale.

Lo stesso autore (5) delinea le ragioni che spingono un individuo ad avvicinarsi ad un gruppo pseudoreligioso suddividendole in variabili sociali e psicologiche.

Le variabili sociali segnalate sono le seguenti:

– processo di secolarizzazione della Chiesa cattolica e conseguente apertura di spazio di culto per movimenti religiosi alternativi;
– diffusione di ideologie ecologiste e antitecnologiche nel tessuto sociale e pronta acquisizione di tali connotazioni ideali da parte di sette di varia estrazione, soprattutto di matrice new age;
– progressivo slittamento culturale dal collettivismo all’individualismo, dovuto alla crisi delle grandi ideologie di matrice socialista, con conseguente maggiore richiesta di culti e pacchetti valoriali riferiti alla sfera intima, emotiva e psicologica dell’individuo;
– disagio generalizzato dovuto all’impatto aggressivo del progresso, talvolta di difficile inserimento nella sfera antropologica degli individui, con conseguente nascita di simpatia nei confronti di poteri magici e segrete conoscenze che permettano di governare la sovrastimolazione, la frenesia sociale e la generica incertezza per il futuro;
– diffusa ricerca di esclusività in antagonismo schizofrenico alla ricerca di standardizzazione e conformità.

Le variabili psicologiche:

– antagonismo alla frustrazione di inadeguatezza sociale attraverso l’appartenenza ad un gruppo (la setta) che volutamente ingenera negli adepti la convinzione di essere viceversa importanti, naturalmente solo all’interno della setta stessa;
– carisma dei capi e complementare richiesta di potere carismatico da parte di soggetti insicuri;
– riduzione dell’ansia (es. della morte) attraverso il convincimento acquisito di esistenze ultraterrene, immortalità, ecc.;
– aumento dell’autostima a seguito dell’apprendimento di poteri magici che consentono una rinnovata capacità di determinare eventi e controllare l’ambiente esterno;
– riduzione dell’angoscia in situazioni di grande dolore psicologico (seguente ad esempio ad un lutto familiare),
– soddisfazione di bisogni di dipendenza e sottomissione da parte di soggetti con particolari profili di personalità;
– opportunità di relazioni interpersonali(anche sessuali) per soggetti con particolari difficoltà relazionali;
– solitudine e disgregazione familiare;
– particolare sensibilità alle tecniche di suggestione e di condizionamento operante (rinforzo sistematico di comportamenti utili da parte del leader carismatico).

Venendo ora ad affrontare nello specifico gli aspetti criminologici delle sette è necessario sottolineare che la motivazione alla base della fondazione di molti gruppi pseudoreligiosi non è per niente religiosa quanto invece basata su interessi ben più materiali ed utilitaristici.

Sempre Marco Strano (6), elenca la seguente lista di ‘interessi’ che in alcuni casi possono sconfinare nell’illegalità:

– acquisizione di ricchezze attraverso le quote di adesione degli adepti o, in alcuni casi, attraverso l’espoliazione dell’intero patrimonio degli adepti;
– acquisizione di ricchezze attraverso la vendita agli adepti di materiale bibliografico e rituale e l’organizzazione di corsi e seminari;
– soddisfazione di desideri sessuali e perversioni;
– acquisizione di vantaggi provenienti dalle singole attività professionali degli adepti;
– acquisizione di informazioni sensibili in campo industriale, finanziario-mobiliare e politico-istituzionale da parte degli adepti che ricoprono incarichi professionali e istituzionali elevati. Tali informazioni possono essere in seguito utilizzate dalla setta per speculazioni, ricatti, ecc.

L’autore (7) continua affermando che, soprattutto nei culti distruttivi, sono configurabili due categorie di crimini: i crimini commessi ai danni degli adepti e i crimini commessi dagli adepti ai danni di altri adepti o di persone esterne alla setta sotto l’influenza di condizionamenti da parte del gruppo a cui appartengono.

Per quanto riguarda i crimini commessi dai leader ai danni degli adepti che li subiscono con diversi gradi di consapevolezza elenca questa serie di reati:

1) truffe e frodi
2) minacce
3) estorsioni
4) sequestri di persona (di durata variabile)
5) sfruttamento (del lavoro e della prostituzione)
6) lesioni (procurate nel corso di rituali)
7) violenze fisiche di vario tipo
8) spaccio di stupefacenti
9) pedofilia
10) abusi sessuali
11) induzione al suicidio
12) omicidi

Per quanto riguarda invece i crimini commessi dagli adepti ai danni di altri adepti o di persone esterne alla setta, commessi in un generico quadro di alterazione della coscienza, l’autore (8) segnala i seguenti reati:

1) reati familiari (es. mancato sostentamento, abbandono, ecc.)
2) violenze e lesioni ad altri adepti nel corso di rituali
3) detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti
4) abusi sessuali e pedofilia
5) profanazione di cimiteri
6) maltrattamento di animali
7) furti (es. ostie e altri oggetti nelle chiese)
8) concorso in truffe e frodi
9) furto di informazioni
10) danneggiamenti ( chiese e altri locali)

C’è da aggiungere inoltre che ogni setta presenta dei reati ricorrenti :

1) sette transnazionali: truffe, spoliazione economica degli adepti, acquisizione di informazioni, ecc.;
2) sette sataniche: violenza sessuale, pedofilia, lesioni, detenzione e spaccio di stupefacenti, maltrattamento di animali, azioni contro il buon gusto (sanzionate penalmente), profanazione di cimiteri, minacce, ecc.;
3) psicosette: esercizio abusivo della professione di medico/psicologo, truffe. (9)

Per entrare nel cuore della manipolazione mentale, il tema specifico oggetto del presente lavoro, mi sembra inevitabile fare riferimento a Steven Hassan autore di due importanti lavori sul controllo mentale distruttivo: “Mentalmente Liberi” e “Releasing the Bonds” (non ancora tradotto in italiano) ai quali mi sono completamente ispirato.
A 19 anni venne reclutato da adepti della Chiesa dell’Unificazione di Moon, gruppo settario molto potente negli Stati Uniti.
In poco tempo arrivò a ricoprire importati cariche ai vertici dell’organizzazione fino a quando, in seguito ad un incidente, causato probabilmente dal sovraccarico di stress al quale era sottoposto per poter assolvere ai compiti strenui che gli venivano continuamente affidati per reperire soldi e reclutare nuovi adepti, i suoi genitori riuscirono a riportarlo a casa e a sottoporlo ad un programma di deprogrammazione che ebbe buon esito.

Nei 14 anni che seguirono alla sua fuoriuscita dalla setta si è completamente dedicato alla sensibilizzazione e alla divulgazione dei problemi legati al fenomeno dei culti distruttivi facendo una mirabile opera di prevenzione rispetto al rischio vittimologico che le persone corrono soprattutto nei momenti di maggiore vulnerabilità.
Ha conseguito un Master in Psicologia del Counseling presso il Cambridge College ed ha aperto la strada ad un nuovo approccio terapeutico denominato ‘Exit Counseling non coercitivo’ finalizzato al recupero e alla riabilitazione di ex adepti, alternativo alla deprogrammazione alla quale lui stesso venne sottoposto e che considera eccessivamente violenta.

Il suo approccio terapeutico (10) , indirizzato alla vittima di un culto distruttivo, è finalizzato ad evidenziare questi quattro punti

1. dimostrargli che è caduta in una trappola, cioè che si trova in una situazione nella quale è psicologicamente senza difese e dalla quale non può uscire;
2. farle notare che non ha mai scelto volontariamente di entrare in quella trappola;
3. informarla del fatto che altre persone in altri gruppi si trovano in trappole analoghe;
4. comunicarle con fermezza che può uscire da quella trappola.

Come fa notare l’autore questi quattro punti così ovvi a chi non si trova a vivere l’esperienza di un culto distruttivo sulla sua pelle non lo sono altrettanto per chi si trova a vivere una condizione di assoluto controllo mentale.

Il suo approccio terapeutico si basa su dei convincimenti di base relativi alla natura umana: (11)

1. le persone hanno bisogno e desiderio di crescere e sono orientate verso direzioni capaci di sviluppare e incoraggiare la loro crescita;
2. è importante che le persone si concentrino sul qui e ora e non rimangano avvinghiate al passato: che non si concentrino sugli errori commessi o su ciò che non hanno fatto bensì su ciò che possono fare adesso per cambiare in meglio la loro situazione;
3. le persone sceglieranno sempre e in qualsiasi momento ciò che reputano essere per loro la cosa migliore: sono entrate in una setta perchè credevano o volevano credere, perché ne avevano bisogno, che la dottrina divulgata dalla setta poteva rappresentare un vantaggio;
4. ogni persona è unica e ogni situazione è diversa dall’altra, per questo l’approccio di Hassan è totalmente centrato sul cliente e si adegua ai bisogni della singola persona e prevede, inoltre, che il consulente comprenda a fondo la persona che si trova di fronte: quali sono i suoi valori, i suoi bisogni, cosa vuole e come pensa. IL consulente, secondo Hassan, deve essere in grado di entrare nella mentalità del cliente per poterlo capire veramente e aiutarlo a fare ciò che lui e nessun altro vuole. Il suo approccio si basa sul convincimento che anche il seguace più indottrinato nel suo intimo in realtà voglia uscire dalla setta;
5. l’approccio è basato sulla famiglia degli adepti; è la famiglia, infatti, che viene travolta drammaticamente quando un congiunto, perlopiù i figli, viene reclutato in un culto distruttivo, ed è la famiglia stessa a rappresentare una risorsa fondamentale per la risoluzione positiva del caso. E’ necessario, a tal fine, insegnargli accuratamente le tecniche della comunicazione che gli permettano di essere efficaci nell’approccio con il loro congiunto per indurlo a collaborare. E’ evidente che tutto questo richiede da parte della famiglia molto impegno e dedizione: disponibilità nell’imparare nuovi modi di comunicare e accettare di elaborare le problematiche inconsce che in questa fase possono risvegliarsi. E’ infatti necessario affrontare e possibilmente risolvere eventuali problemi tra i familiari prima di tentare qualsiasi intervento. A questo proposito :” Quando l’attenzione viene centrata sulla famiglia tutti subiscono un cambiamento: dal canto suo il seguace del culto si rende conto che fuori dal gruppo stanno accadendo cose positive, mentre i familiari imparano a costruire un rapporto di fiducia e a fare in modo che il loro caro si interroghi sul suo operato. L’affetto di una famiglia è molto più forte di quello condizionato che gli adepti di un culto ricevono da parte dei loro dirigenti. Mentre la famiglia appoggia il diritto individuale di crescere e diventare un adulto autonomo e in grado di prendere da solo le proprie decisioni, l’affetto che un affiliato riceve dal culto ha lo scopo di mantenerlo per sempre in uno stato adolescenziale e di dipendenza, minacciandolo di far venir meno ogni forma di affetto nel caso prendesse decisioni che non collimano con quanto ordinatogli dal capo. Quando i familiari imparano a interagire in maniera efficace, l’aiuto che possono fornire è molto elevato e nel corso di un intervento questo fattore può diventare cruciale.” (12)

Nel suo approccio Steven Hassan non cerca mai di far allontanare l’affiliato dal gruppo o viceversa perché altrimenti lo stesso si sentirebbe minacciato; ciò che invece cerca di fare è presentargli altri modi per crescere sottoponendogli diverse prospettive e possibilità. Aiuta le persone a vedere alternative che non sapevano esistessero poi le incoraggia a fare ciò che pensano sia meglio per loro e cerca di fare in tutti i modi per fargli sentire di avere in mano il pieno controllo della situazione infatti, “ ….il controllo mentale esercitato dai culti non riesce mai a cancellare del tutto il vero Io della persona (John-John). E’ certamente vero che impone una identità dominante fornita dal culto (John-l’adepto) che cerca continuamente di reprimere il vero Io. Quale seguace della Chiesa dell’Unificazione pensavo veramente di essere ‘morto a me stesso’; lo Steve – moonista pensava che il vecchio Steve Hassan fosse morto. Ma il mio vero Io si è risvegliato durante la deprogrammazione: era sempre stato lì. Fui in grado di ricordare tutte le contraddizioni, i conflitti e le promesse non mantenute da Moon che nel periodo in cui ero un adepto avevo sperimentato – ma non elaborato – e tale presa di coscienza mi permise di uscirne fuori. Dentro di me l’avevo sempre saputo. Riuscire a mettersi in contatto con il nucleo centrale e profondo di un individuo è ciò che mi permette di aiutare qualcuno a uscire da un culto. Se quel nucleo centrale è felice e contento del suo impegno nel gruppo, c’è assai poco da fare. Quella persona non si trova affatto sotto controllo mentale. Egli ha scelto di essere là. Ma non sono questi i casi che mi vengono normalmente sottoposti. Le famiglie mi chiamano quando si accorgono che sta succedendo qualcosa di terribile. E ho constatato che quando un individuo schiavizzato viene messo in condizione di poter scegliere, si guarda bene dallo scegliere di fare lo schiavo: perlomeno non quando è in grado di decidere da solo della propria vita, avere normali rapporti che non subiscano limitazioni di sorta e curare i propri sogni e interessi.(13)

Questo approccio terapeutico presenta altri aspetti molto ben definiti. Come prima cosa si concentra sul processo di cambiamento. Ciò significa che il come una persona arriva a cambiare è ben più importante di che cosa o perché cambia. Poi, nella convinzione che le persone siano interessate a crescere e a imparare persegue finalità educative e cerca di insegnare nozioni utili di psicologia, la comunicazione, i problemi del controllo mentale e lo stile di altri culti distruttivi, come pure la storia di un particolare gruppo, le contraddizioni dottrinali operate al suo interno e la sua dirigenza.

In ‘Releasing the Bonds’, Hassan presenta lo sviluppo del suo exit counseling. Il nuovo approccio terapeutico viene definito ‘Strategic Interaction Approach’ (in italiano Approccio di Interazione Strategica) finalizzato ad aiutare e a comprendere meglio l’affiliazione di chi è coinvolto in una setta distruttiva. Inoltre presenta nuovi strumenti operativi anche per i familiari e gli amici delle vittime di manipolazione mentale e introduce inoltre un intervento in tre parti sulla fobia, elemento fondamentale che tiene legato l’affiliato alla setta che gliel’ha inculcata.:” (…..) Il SIA differisce poi dall’exit counseling per l’enfasi posta sul processo di cambiamento, piuttosto che sul puro contenuto informativo. Il modello dell’exit counseling partiva dal presupposto che l’assistente possedeva informazioni difficili da ottenere. Tutto questo è cambiato perché al giorno d’oggi critici ed ex membri di diversi gruppi stanno pubblicando sul web informazioni su sette e controllo mentale. Con l’avvento di internet chiunque abbia un computer e un modem può mettersi in contatto con altre famiglie, ottenere l’assistenza di esperti ed ex membri, trovare informazioni in modi fino a poco tempo fa impossibili.

Ora che l’informazione è diventata così accessibile, possiamo dedicare il nostro tempo a sviluppare un’accurata comprensione del membro, del gruppo a cui appartiene, degli amici e familiari che lo amano. Inoltre nel Strategic Interaction Approach apprendiamo come identificare i fattori che rendono più vulnerabili al controllo mentale, come ad esempio disordini di apprendimento, problemi sessuali irrisolti, o fobie preesistenti da cui le sette possono trarre vantaggio. Creiamo un modello delle varie parti del sè autentico del nostro caro che sono state coltivate per reclutarlo nell’identità settaria. Comprendere queste sub – personalità aiuta ad entrare in relazione con l’identità settaria, e ci aiuta anche ad identificare e incoraggiare quegli aspetti dell’identità settaria che vale la pena preservare (……) (14)

IL CONTROLLO MENTALE DISTRUTTIVO.
Il controllo mentale distruttivo è quella caratteristica che differenzia le sette criminali dalle organizzazioni con finalità che non nuocciono all’integrità e alla libertà individuale.
“Quando ero nel culto di Moon i miei amici e familiari mi dicevano spesso che ero stato “plagiato”, o che mi trovavo sotto “controllo mentale”.
All’epoca pensavo che “controllo mentale” significasse essere ammanettato, torturato e interrogato sotto luci violente, e sapevo che a me non era accaduto. Così quando mi chiamavano ‘robot plagiato’ pensavo che mi stessero semplicemente perseguitando per le mie convinzioni e credenze. E i loro commenti negativi finivano per rafforzare la mia dedizione al gruppo. Come qualsiasi altro membro di un gruppo distruttivo, prima di riuscire a capire che vi ero stato sottoposto avevo bisogno di capire che cos’è davvero il controllo mentale e come viene usato.
Nel corso della mia deprogrammazione il libro del 1961 di Robert Jay Lifton,” Thought Reform and the Psychology of Totalism”, mi fornì il primo sistema di riferimento per comprendere il controllo mentale.(….)

Nel capitolo 22 del suo libro Lifton identifica otto criteri che contraddistinguono l’uso della ‘riforma del pensiero’ o controllo mentale: controllo di milieu, manipolazione mistica, richiesta di purezza, culto della confessione, scienza sacra, linguaggio caricato, dottrina contro persona e dispensazione dell’esistenza. Lifton scrive che mentre molti gruppi mostrano alcuni di questi punti, il gruppo che mostri tutti e otto questi criteri sta usando controllo mentale distruttivo.

Gli otto criteri di Lifton.

1. Controllo del milieu: controllo dell’ambiente e della comunicazione all’interno dell’ambiente. Comprende non solo la comunicazione tra le persone, ma anche come il gruppo si inserisce nella mente dell’individuo e controlla il suo dialogo interno.
2. Manipolazione mistica: costruzione artificiosa di esperienze per inscenare eventi apparentemente spontanei e “sovrannaturali”. Tutti manipolano tutti per uno scopo più elevato.
3. Richiesta di purezza: stabilire standard di prestazioni impossibili da raggiungere, creando perciò un ambiente di colpa e vergogna. Indipendentemente da quanto duramente una persona ci provi, non vi giunge mai, sta male e lavora ancora più sodo.
4. Culto della confessione: distruzione dei confini personali e attendersi che ogni pensiero, sentimento o azione – passati o presenti – non conformi alle regole del gruppo vengano condivisi o confessati. Queste informazioni non vengono dimenticate o perdonate, ma usate piuttosto per controllare.
5. Scienza sacra: la convinzione che il dogma del gruppo sia assolutamente scientifico e moralmente vero, senza spazio per domande o punti di vista alternativi.
6. Linguaggio caricato: uso di un vocabolario che limita i pensieri del membro verso un assoluto, un bianco – e nero, verso “clichè blocca pensiero” capiti unicamente dagli interni.
7. Dottrina contro persona: imposizione delle credenze del gruppo su esperienza, coscienza e integrità individuali.
8. Dispensazione dell’esistenza: convinzione che i membri del gruppo abbiano diritto di esistere mentre tutti gli ex membri, i critici o i dissidenti non l’abbiano.” (15)

Gli studi di Psicologia Sociale, inoltre, sono fondamentali per comprendere come i culti utilizzano i processi di influenza sociale, ad esempio la pressione da parte del gruppo e l’obbedienza all’autorità, per controllare i propri membri.

Nell’ambito della Psicologia Sociale un nome d’eccellenza è sicuramente quello di Kurt Lewin: la sua teoria del campo, i suoi studi sulla coesione, sui processi decisionali nei gruppi, sulle differenze tra autoritarismo e democrazia, sulle tecniche di modificazione dell’atteggiamento e sulla risoluzione dei conflitti sono fondamentali per approcciarsi al tema del controllo mentale settario e hanno influenzato la formazione di Steven Hassan così come gli studi del Dott. Philip Zimbardo sul potere dei processi di influenza sociale che condusse un esperimento, diventato famoso, sulla psicologia sociale dell’imprigionamento, nel quale, riproducendo con estrema cura e verosimiglianza l’esperienza della prigionia riuscì a dimostrare quanto l’identità della persona dipenda dal ruolo che sta recitando, dal modo in cui gli altri la trattano, da quale uniforme o abbigliamento indossi. Hassan scrive che Zimbardo gli ha insegnato la più importante regola della psicologia sociale, cioè “l’errore fondamentale di attribuzione”. Soprattutto nelle culture, come quella statunitense dove viene ampiamente valorizzata l’individualità, le persone in genere presumono di agire sempre in base alla propria idea piuttosto che in base all’influenza esercitata da forze esterne. Invece la psicologia sociale ha dimostrato che tutti siamo profondamente influenzati dal nostro ambiente e che è naturale per l’essere umano adattarsi a ciò che viene percepito come un comportamento corretto. (16)

Secondo Hassan il controllo mentale non è un processo ambiguo, mistico, bensì è un concetto riferibile a una specifica serie di metodi e tecniche come l’ipnosi o il blocco del pensiero che influenzano il modo in cui una persona pensa, sente ed agisce.
In sé non è buono né cattivo: a determinare la sua qualità in un senso o nell’altro è l’utilizzo che se ne fa e le finalità che si prefigge. Diventa distruttivo, infatti, quando viene utilizzato per minare la capacità di pensare e di agire autonomamente.

Scrive l’autore:

“Il controllo mentale, come viene utilizzato dalla maggior parte dei culti distruttivi, non cerca di fare altro che intralciare l’identità vera dell’individuo – comportamento, pensieri, emozioni – e ricostruirla ad immagine del leader. Lo si fa controllando rigidamente la vita fisica, intellettuale, emotiva e spirituale del membro. Unicità e creatività della persona vengono soppresse. Il controllo mentale settario è un processo sociale che incoraggia obbedienza, dipendenza e conformità. Scoraggia autonomia e individualità immergendo i principianti in un ambiente che reprime la libera scelta. I dogmi del gruppo diventano l’unica preoccupazione della persona. Qualsiasi cosa o chiunque non rientri in questa realtà rimodellata diventa irrilevante.” (17)

In questo suo lavoro Hassan cita un’altra autorevole studiosa del fenomeno settario, Margareth Singer, che negli anni ’50 studiò gli effetti della riforma del pensiero sui prigionieri di guerra coreani. Le sei condizioni che la Singer ritiene indispensabili perché si possa parlare di riforma del pensiero sono le seguenti: (18)

1. Acquisire il controllo sul tempo personale individuale, in particolare sul tempo dedicato alla riflessione e all’ambiente fisico
2. Creare senso di impotenza, paura e dipendenza, fornendo contemporaneamente modelli che dimostrino il nuovo comportamento che la leadership vuole produrre.
3. Manipolazione di premi, punizioni ed esperienze al fine di sopprimere precedenti comportamenti e atteggiamenti sociali, compreso l’utilizzo di stati alterati di coscienza per manipolare l’esperienza.
4. Manipolazione di premi, punizioni ed esperienze per provocare comportamenti e atteggiamenti voluti dalla leadership.
5. Creazione di un sistema fortemente controllato, con un sistema logico molto ristretto in cui chi dissente viene fatto sentire come se i suoi interrogativi indicassero che esiste qualcosa di intrinsecamente sbagliato in lui.
6. Mantenere i membri inconsapevoli e non informati sul fatto che esiste un’agenda tesa a controllarli e modificarli. La leadership non potrebbe portare avanti un programma di riforma del pensiero se il membro fosse al pieno delle sue capacità e avesse dato il suo consenso informato.

Per Steven Hassan Lavaggio del Cervello (Brainwashing in inglese) e controllo mentale non sono sovrapponibili:

“(…..) il termine lavaggio del cervello viene spesso associato a comportamenti apertamente coercitivi, esemplificati dall’immagine di un prigioniero nelle mani di carcerieri che abusano di lui. All’inizio del processo di “lavaggio del cervello” il soggetto considera gli “agenti di influenza” come “nemici”, e viene costretto ad obbedire.
Nel caso del controllo mentale gli “agenti di influenza” vengono visti come amici o mentori, il che porta all’abbassamento delle difese rendendo le persone più vulnerabili alla manipolazione. La chiave del successo del controllo mentale risiede nella sua sottigliezza, astuzia, nel modo in cui promuove la “illusione di controllo”. L’individuo crede di “prendere decisioni autonome” quando in realtà è stato socialmente influenzato a disinserire la mente critica e la capacità di prendere decisioni indipendenti. (….) Quando l’individuo fa un passo indietro e valuta oggettivamente la grande quantità di influenza sociale esercitata per portarlo alla resa, il grado di manipolazione diventa molto evidente.” (19)

Un altro studioso che ha contribuito alla comprensione dei processi di controllo mentale è lo psicologo Leon Festinger con la sua teoria della dissonanza cognitiva il cui principio base è il seguente: “Se cambiate il comportamento di una persona, i suoi pensieri e sentimenti cambieranno per minimizzare la dissonanza.” (20)

Hassan riprende nel suo lavoro questa teoria e spiega che per Festinger “(….) la ‘dissonanza’ è la tensione psicologica che si crea quando il comportamento entra in conflitto con le convinzioni. Così come la fame, questa tensione è uno stato di disagio che porta a prendere misure tese a ridurla. Si preferisce avere comportamento, pensieri ed emozioni reciprocamente coerenti, e si possono tollerare solo piccole discrepanze tra queste tre componenti della nostra identità. La ricerca psicologica ha dimostrato che se una qualsiasi di queste tre componenti cambia, le altre due si modificheranno per ridurre la dissonanza cognitiva.”(21)

Quindi il controllo del comportamento, il controllo dei pensieri e il controllo delle emozioni sono gli strumenti che le sette distruttive utilizzano per manipolare mentalmente i loro adepti .
A queste tre componenti Hassan aggiunge il controllo delle informazioni finalizzato a limitare le capacità di pensiero indipendente dell’individuo. Riporto di seguito e integralmente gli schemi esemplificativi con cui Hassan illustra le modalità di controllo del comportamento, controllo dell’informazione, controllo del pensiero e controllo delle emozioni utilizzate dai culti distruttivi: (22)


Il controllo del comportamento

1. Regolazione della realtà fisica dell’individuo
a. dove, come e chi il membro vive o frequenta
b. che tipo di abbigliamento, colori, acconciatura indossa
c. che cibo mangia, beve, adotta e rifiuta
d. quanto tempo per dormire riesce ad avere
e. dipendenza finanziaria
f. poco o inesistente tempo libero per i piaceri, il divertimento, le vacanze

2. Dedicare molto del proprio tempo a sedute di indottrinamento e rituali del gruppo
3. Deve chiedere l’autorizzazione per decisioni importanti
4. Deve riferire ai superiori pensieri, sentimenti e attività
5. Premi e punizioni (tecniche di modificazione comportamentale – positivo e negativo)
6. Individualismo scoraggiato: prevale il pensiero di gruppo
7. Regole e regolamento rigidi

Il controllo delle informazioni:

1. Uso dell’inganno
a. trattenere deliberatamente informazioni
b. distorcere le informazioni per renderle più accettabili
c. palesi menzogne

2. Scoraggiare o minimizzare fonti informative esterne al gruppo
a. libri, articoli, giornali, riviste, TV, radio
b. informazioni critiche
c. ex membri
d. mantenere i membri così occupati da non avere il tempo per pensare o per controllare personalmente

3. Compartimentazione dell’informazione: dottrine per esterni, dottrine per interni
a. l’informazione non è liberamente accessibile
b. l’informazione varia a missioni e livelli diversi in un ambito piramidale

4. Incoraggiare lo spiarsi a vicenda
a. appaiamento con un sistema di “amici” per osservare e controllare
b. riferire alla leadership pensieri, sentimenti e azioni devianti
c. comportamento individuale osservato dall’intero gruppo
d. la leadership decide chi “ha bisogno di sapere” cosa e quando

5. Uso estensivo di informazioni e propaganda auto – generate
a. bollettini, riviste, pubblicazioni, audiocassette, videocassette ed altri mezzi
b. citazioni erronee, affermazioni di fonti esterne presentate fuori contesto

6. Uso immorale della confessione
a. “peccati” usati per abolire i confini dell’identità
b. il passato usato per manipolare e controllare; nessun perdono o assoluzione

7. Bisogno di obbedienza e dipendenza

Controllo del Pensiero

1. Si deve interiorizzare la dottrina del gruppo come “Verità”
a. adottare la mappa della realtà del gruppo come “Realtà” (mappa = realtà)
b. pensiero in bianco – e –nero
c. bene contro male d. noi contro loro (interni contro esterni

2. Utilizzo di un linguaggio caricato (ad esempio, “clichè blocca – pensiero”). Le parole sono gli strumenti che usiamo per pensare. Questo “linguaggio” speciale limita invece che espandere la comprensione e può addirittura bloccare il pensiero in generale. Serve s ridurre la complessità dell’esperienza in poche parole banali e piatte
3. Vengono incoraggiati soltanto pensieri “buoni” e “appropriati”
4. Utilizzo di tecniche ipnotiche per indurre stati mentali alterati
5. Manipolazione dei ricordi, si inculcano falsi ricordi
6. Uso di tecniche blocca – pensiero per impedire il “test della realtà” bloccando i pensieri “negativi”, e permettendo soltanto pensieri “positivi”
a. negazione, razionalizzazione, giustificazione, illusione (pii desideri)
b. litanie
c. preghiere d. parlare in gergo e. cantare o mormorare

7. rifiuto dell’analisi razionale, del pensiero critico, della critica costruttiva. Nessuna domanda critica su Leader, dottrina o politica sembra essere legittima
8. nessun sistema di credenze alternativo è considerato legittimo, buono o utile

Controllo emotivo

1. manipolare e restringere la portata dei sentimenti personali
2. fare in modo che la persona pensi che se esistono problemi è sempre colpa sua, mai del leader o del gruppo
3. uso eccessivo del senso di colpa
a. colpa per l’identità
I. chi sei (non stai vivendo secondo il tuo potenziale)
II. il vostro passato
III. le persone che frequentate
IV. i vostri pensieri, sentimenti, azioni

b. colpa sociale
c. colpa storica

4. uso eccessivo della paura
a. paura di pensare in modo indipendente
b. paura del mondo esterno
c. paura dei nemici
d. paura di perdere la propria salvezza
e. paura di lasciare il gruppo o di essere cacciato dal gruppo
f. paura della disapprovazione

5. picchi emotivi eccessivi verso l’alto o il basso
6. rituali e frequenti confessioni pubbliche dei “peccati”
7. indottrinamento alla fobia: inculcare paure irrazionali sull’uscita dal gruppo, o addirittura sulla critica all’autorità del leader. La persona soggetta a controllo mentale non riesce a visualizzare un futuro positivo e soddisfacente fuori dal gruppo.
a. nessuna felicità o appagamento fuori dal gruppo
b. se ve ne andate subirete conseguenze terribili: suicidio, pazzia, 10.000 reincarnazioni, ecc.
c. evitare chi se n’è andato; paura di essere rifiutato da amici, pari, famiglia
d. non esiste mai una ragione legittima per andarsene. Secondo il punto di vista del gruppo chi se ne va è “debole”, “indisciplinato”, “non spirituale”, “terreno”, “plagiato da famiglia o assistenti” o “sedotto da denaro, sesso, rock and roll”.

CREAZIONE DELL’IDENTITA’ SETTARIA.

Il controllo del comportamento, dell’informazione, del pensiero e delle emozioni, scrive Hassan, hanno ciascuno in sé il potenziale per alterare in modo significativo l’identità della persona ma quando queste quattro forme di controllo vengono utilizzate insieme l’effetto è molto più estremo.
Le sette, continua Hassan, manipolano in modo consistente gli elementi che formano l’identità individuale e il controllo mentale settario dissocia la persona dalla sua identità autentica, e rende la sua nuova identità settaria dipendente dal gruppo. Dal punto di vista della salute mentale, il controllo mentale settario scompone gli elementi della psiche individuale in un’altra personalità distinta e l’adepto arriva a mostrare la sintomatologia classico di un “disordine dissociativo” come definito nel DSM IV e il suo comportamento può anche far pensare ad un disordine da personalità dipendente.

E’ per questo che le famiglie dell’adepto e i suoi amici rimangono colpiti e preoccupati dal cambiamento radicale della personalità del loro caro tanto da stentare a riconoscerlo: per diventare un buon adepto è stato indottrinato a manipolare e sopprimere il vecchio sé. Per facilitare questo processo gli è stato affidato un nome nuovo, abbigliamento nuovo, nuova acconciatura, un nuovo modo di parlare, una nuova “famiglia”, nuovi “amici”, nuovi pensieri, nuove emozioni e una nuova relazione con Dio.
L’adepto, spiega Hassan, perde così completamente qualsiasi punto di contatto con la sua realtà familiare e sociale e comincia ad operare con i criteri della nuova identità settaria con cui sarà difficile entrare in contatto con gli usuali punti di vista validi per la maggior parte delle persone perché l’uso di tecniche di controllo mentale distruttivo lede la possibilità di qualunque condivisione con chi non appartiene all’universo circoscritto della setta.

Per entrare ancora più nello specifico della creazione dell’identità settaria Hassan ci fa sapere che il metodo più comune per modellare l’identità settaria è accoppiare un nuovo membro con uno anziano. Il nuovo membro, definito “bambino spirituale”, viene istruito a imitare in tutto e per tutto il “genitore spirituale” fino ad arrivare ad imitarlo anche nella voce. La finalità di questa manipolazione, ci spiega Hassan, è quella di creare tanti cloni del leader.

In pratica, possiamo dire che l’adepto sottoposto a manipolazione mentale cade in un profondo stato regressivo ed inizia ad attivare, come il bambino piccolo con i genitori dai quali è in tutto e per tutto dipendente, meccanismi imitativi che lo portano a voler pensare come il leader, ad agire come lui, a sentire come lui, a parlare come lui, a camminare come lui.
Steven Hassan nella sua analisi dei processi di manipolazione mentale riprende il lavoro di Edgan Schein “,Coercive Persuasion”. Tutti e due, comunque, si rifanno al modello di riforma del pensiero di Kurt Lewin che descrive il processo di controllo mentale suddividendolo in tre fasi:

1. Scongelamento: il processo di scomposizione della persona;
2. Cambiamento: il processo di indottrinamento
3. Ricongelamento: il processo di consolidamento della nuova identità

Steven Hassan adatta ed espande questo modello. Vorrei quindi concludere questo mio lavoro con la descrizione schematica dell’autore dei tre stadi dell’acquisizione del controllo della mente : (23)

1. Scongelamento
a. disorientamento/confusione
b. privazione sensoriale e/o sovraccarico sensoriale

c. manipolazione fisiologica
I. privazione del sonno
II. privazione della privacy
III. cambiamento di dieta

d. ipnosi
I. regressione
II. visualizzazioni
III. raccontare leggende e metafore
IV. doppi sensi linguistici, uso della suggestione
V. meditazione, litanie, preghiere, canti

e. portare la persona a criticare la propria identità
f. ridefinizione del passato individuale (inculcare falsi ricordi, dimenticare i ricordi positivi del passato)

2. Cambiamento. a. creazione ed imposizione graduale di una nuova “identità”
I. formalmente con sedute di indottrinamento
II. informalmente da membri, nastri, libri, ecc.
b. uso di tecniche di modificazione comportamentale
I. premi e punizioni
II. uso di tecniche blocca – pensiero
III. controllo dell’ambiente

c. manipolazione mistica
d. uso di tecniche ipnotiche o che alterano la mente in altro modo
I. ripetizione, monotonia, ritmo
II. uso eccessivo di salmodie, litanie, preghiere, ordini, visualizzazioni

e. uso di confessioni e testimonianze, studi individuali, attività di gruppo

3. Ricongelamento
a. consolidamento della nuova identità, abbandono della vecchia
I. separazione dal passato; diminuizione o eliminazione dei contatti con famiglia e amici
II. rinuncia a beni importanti e donazione del patrimonio
III. inizio di attività della setta: reclutamento, raccolta fondi, trasferimento e convivenza con altri membri

b. nuovo nome, nuovo abbigliamento, nuova acconciatura, nuovo linguaggio, nuova “famiglia”
c. appaiamento con nuovi modelli guida, sistema del compagno
d. l’indottrinamento continua: seminari, corsi, ritiri

Nella fase dello scongelamento, quindi, la propria identità inizia a sciogliersi, a liquefarsi. Questo accade nella fase del reclutamento. Durante il cosiddetto indottrinamento inizia ad avvenire il cambiamento che poi porta al ricongelamento nella nuova identità settaria.
Aiutare una persona che è stata manipolata mentalmente significa quindi dover sciogliere il falso sé strutturatosi attraverso la manipolazione e lavorare attraverso un viaggio nella memoria alla riscoperta del sé più autentico che nessun culto distruttivo, per quanto potente, può cancellare del tutto.

NOTE BIBLIOGRAFICHE.
(1) Francesco Barresi, Aspetti Criminologici ed Investigativi del Satanismo Criminale, in Manuale di Criminologia Clinica a cura di Marco Strano, Firenze, SEE, 2003, 472

(2) Op. cit., 472

(3) Op. cit., 472

(4) Marco Strano, Criminologia, Sette Sataniche e Controllo della Mente, in Manuale di Criminologia Clinica a cura di Marco Strano, Firenze, SEE, 2003, 455

(5) Op. cit., 455 – 456

(6) Op. cit., 457

(7) Op. cit., 457

(8) Op. cit., 458

(9) Op. cit., 458

(10) Steven Hassan, Mentalmente Liberi – Come uscire da una setta, Roma, Avverbi Ed., 1999, 173

(11) Op. cit., 173 – 174

(12) Op. cit. 175

(13) Steven Hassan, Che cos’è il Controllo Mentale Distruttivo?, tratto dal volume Releasing the Bonds, Freedom of Mind Press, Somerville, MA, traduzione a cura di Martini nel sito internet www.xenu.com dove tra l’altro ho trovato e consultato molti altri documenti inerenti l’argomento.

BIBLIOGRAFIA.
Marco Strano, Manuale di Criminologia Clinica, Firenze, SEE, 2003

Steven Hassan, Mentalmente Liberi – Come uscire da una setta, Roma, Avverbi, 1999

Steven Hassan, Releasing the Bonds, Freedom of Mind Press, Somerville, MA
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Chiara Bini, Patrizia Santovecchi, Figli di un Dio Tiranno, Roma, Avverbi, 2002
Ed Sander, La Famiglia di Charles Manson – Gli assassini di Sharon Tate, Milano, Feltrinelli, 1972

Francesco Barresi, Sette religiose criminali – Dal Satanismo Criminale ai Culti distruttivi, Roma, EdUP, 2000

Jean Vernette, La Stregoneria oggi, Carnago (Varese), Sugarco Edizioni, 1992

Marc Galanter, Culti, Carnago (Varese), Sugarco Edizioni, 1989

Margareth Thaler Singer, Le Sette tra noi, Jossey-Bass Publisher, 1995 – in sito internet www.xenu.com – tradotto da Martini

Mario Spezi, Le Sette di Satana – Cronache dall’Inferno, Milano, Sonzogno Editore, 2004

Massimo Introvigne, Il lavaggio del Cervello: realtà o mito?, Torino, Editrice Elledici, 2002

Robert I. Simon, I Buoni lo sognano -I cattivi lo fanno, Milano, Raffaello Cortina Editore, 1997

Verena Kast, Abbandonare il ruolo di vittima – Vivere la propria vita, Koinè – Centro Interdisciplinare di Psicologia e Scienze dell’Educazione, Roma, 2002

William Sims Bainbridge, Setta Satanica, Carnago (Varese), Sugarco Edizioni, 1987

Fonte: http://www.psicologi-italia.it/psicologia/psicologia-investigativa/861/manipolazione-mentale.html