Archivi giornalieri: ottobre 15, 2012

Testimonianza di Carlo Fornesi sulle attività della psicosetta Arkeon

Dichiarazioni di Carlo Fornesi
Per capire in cosa consiste il metodo “Arkeon” ideato da Vito Carlo Moccia basta leggere quanto dichiarato da Carlo Fornesi che come ex maestro ha partecipato per otto anni direttamente ai seminari; Fornesi ha la qualifica di psicologo e perciò la sua testimonianza è molto importante perché per i suoi studi ha potuto capire bene le conseguenze psichiche sulle persone deboli delle tecniche del Moccia e degli altri maestri.

Questa è una testimonianza di cosa succede in arkeon, resa da un ex maestro, iniziato a reiki nel 1997, diventato maestro di reiki nel 2000, accettato come maestro di arkeon nel 2004 e 2005 ma fuoriuscito dalla setta nel gennaio del 2005. Io ho partecipato a molti seminari di Grazia Bozzo, Quirino Salerno e Vito Carlo Moccia, e mia moglie con me. Tutto ciò che descrivo è stato da me direttamente osservato e corrisponde a verità.

Al di là di tutte le definizioni e le date ufficialmente pubblicate nei siti controllati da Moccia e collaboratori, Arkeon nasce nel 2000 come nome nuovo per identificare il lavoro svolto da Moccia e la differenza tra quest’ultimo e il “mondo Reiki” che risulta sempre più ampio, vario e diffuso. Su internet tuttora inserendo la parola “reiki” in qualsiasi motore di ricerca è facilissimo imbattersi nel nome di Vito Carlo Moccia, nel link al sito di Arkeon che ancora risulta descritto come segue:

Arkeon presenta la Scuola che propone il percorso The Sacred Path come lavoro profondo sulla consapevolezza, sulla responsabilità e sul riconoscimento delle proprie radici indìvlduali; sinergicamente supportato dall’insegnamento tradizionale di Reiki.

Questo testo, ovviamente oggi cancellato dai siti ufficiali, risulta ancora reperibile in quanto “disperso” in rete e non eliminabile dai motori di ricerca. Questa è la migliore testimonianza del legame preciso e duraturo tra arkeon e reiki.

Nel 2000 solo Moccia “esce nel mondo” (per usare una dicitura a lui cara) con il marchio arkeon, nel 2001 sono 12 maestri, nel 2002 24, nel 2003 una quarantina, nel 2004 una cinquantina, attualmente circa lo stesso numero, con diversi fuoriusciti (tra cui il sottoscritto) e diversi nuovi (52 maestri al 30/01/06). Se qualcuno si dimette viene immediatamente cancellato dal sito, i suoi riferimenti non esistono più. da nessuna parte se non in rete per il fenomeno della dispersione delle pagine citato prima. Cosi inserendo “Fornesi Arkeon” in Google, compare il link ad una pagina che esisteva, non esiste più., ma di cui resta testimonianza ‘persa ” nella rete:

Il percorso dal mio punto di vista è cosi delineato:

Primo livello: seminario di due giorni, solitamente sabato e ‘domenica, costo 260 euro di solito fatturato (con gli estranei e i nuovi non si sa mai .. ). Si svolge più. o meno secondo un protocollo oreordinato che, con piccole variazioni dovute a fatti accidentali, è il seguente:
lunga attesa rispetto all ‘orario dichiarato di inizio (per “far nascere le interazioni” e per “creare movimento “)
Rituale iniziale come descritto nel dossier di Lorita Tinelli su “il giro del mondo“:

“Tutti in piedi camminano per la stanza con musica new age di sottofondo. All’ordine del Maestro si fermano di fronte ad una persona a caso, fissandola negli occhi. Il Maestro ordina al questo punto di dire alla persona di fronte una serie di frasi del tipo ‘io ho fiducia in te e ti offro tutto il mio supporto e il mio amore’ e l’altro deve rispondere con un grazie, oppure ‘un segreto che non ho mai detto a nessuno è …. ‘ e si deve dire un segreto sempre fissando negli occhi l’altra persona che risponde col solito grazie. Malgrado il Maestro di turno sottolinei che quello è uno “spazio protetto”, vi sono persone che si vedono li per la prima volta e sono indotti a raccontare cose molto intime e personali se gli viene ordinato.

Differenza fondamentale: prima di cominciare si sta tutti con gli occhi chiusi, in piedi, per mano, e il Maestro parla a lungo, con voce profonda e suadente, inducendo immagini di vita presente, passata o futura (sogni, speranze, illusioni, tradimenti, fallimenti, ferite, ecc.), per poi invitare le persone, solo quando il “clima” emotivo è abbastanza carico, a camminare ad occhi chiusi nello spazio del cerchio, creando un movimento a tentoni, incerto è carico di pensieri indotti dalla “meditazione guidata” appena eseguita. Poi si svolge l’esercizio descritto, con diverse variazioni sulle frasi da pronunciare, a discrezione del maestro e a seconda dei presenti. Questa è una tecnica ipnotica* potente. che induce emozioni fòrtissime in persone vulnerabili. e lascia in uno stato alterato per tutta la giornata. Moccia ha dichiarato apertamente questo al corso per formatori tenuto dalla Tribe Human Consulting nel settembre 2004 a Ostuni, sottolineando che bisogna assolutamente fare questo lavoro all’inizio, perché poi le condivisioni sono molto più profonde e le persone non si stancano più di parlare e di aspettare il loro turno anche per molte ore. Si vantava di aver protratto sessioni di condivisione di gruppo anche fino a notte fonda dopo questo esercizio.

* per tecnica ipnotica non intendo induzione di trance ipnotica, ma alterazione evidente dello stato di coscienza: le forti emozioni e il senso di alterità ed estraneità indotti da questo esercizio aprono uno spazio di vulnerabilità e fragilità unito al desiderio di raccontare quanto vissuto, che esitano in una adesione incondizionata al resto della giornata.

Al termine di questa prima sessione ci si sente già proiettati in una dimensione diversa, e molti hanno già pianto, urlato o provato comunque forti emozioni. Dopo una pausa si comincia il “giro di condivisioni” che prosegue ad oltranza fino a che tutti non hanno parlato, alcuni pochi minuti, altri più a lungo, con svariati e prolungati interventi del maestro che inserisce gli elementi fondamentali della dottrina adattando li alle storie individuali dei vecchi e adatta le storie individuali dei nuovi agli stessi elementi, creando numerosi parallelismi, confronti e similitudini, generando l’impressione di essere tutti straordinariamente simili e di avere tutti bisogno di “fare tanto lavoro”.

Si mescolano le teorie di Claudio Risè, Bert Hellinger, Alexander Lowen, un po’ di psicosomatica, un po’ di bioenergetica, un po’ di frasi tratte dai vangeli e adattate se necessario, foto tratte da quotidiani e settimanali interpretate secondo la dottrina di Arkeon, quadri ed immagini sacre commentate, oggetti di uso comune interpretati in senso fallico (biberon) per spiegare la prevalenza dell’abuso sessuale stimata in Arkeon al 98%, e chi più ne ha più ne metta. In questa cascata di informazioni si inseriscono le condivisioni dei singoli, che raccontano cose molto personali e complesse. Il maestro ha sempre il consiglio, l’indicazione, il suggerimento o l’interpretazione giusta per ciascuno.

Elargisce liberamente indicazioni (che sono veri e propri “diktat” a cui non è ammesso controbattere) in tema di relazioni, vita di coppia, pratiche sessuali, interpretazioni di ricordi, puericultura, neonatologia, pedagogia, ginecologia, sessuologia, medicina, psicologia, economia, gestione finanziaria, situazioni lavorative, diete, posizioni politiche, ecc. Ciò che viene detto dal maestro viene accolto dal gruppo come l’unica verità possibile e non viene mai messo in discussione. Se qualcuno prova a farlo, viene detto che non’è affidato, che è in conflitto col maestro, che preferisce il suo processo alla guarigione, ecc. Se la condivisione è in linea con la dottrina di Arkeon viene accolta, sostenuta ed apprezzata; se è contro viene accuratamente “dimostrato” che si tratta di un “processo” cioè di un problema del singolo che può essere risolto solo attraverso seminari, intensivi e “lavoro” su se stessi. Allo stesso modo ogni successo e ogni evento positivo vengono attribuiti al lavoro svolto in Arkeon o su indicazione del maestro, mentre ogni insuccesso, blocco o fallimento vengono interpretati come “processo” da sciogliere tramite ulteriori corsi.

Il contesto in cui tutto ciò si svolge è altamente “modellante”, nel senso che gli spettatori, prossimi protagonisti, assorbono da ogni condivisione gergo, contenuti, immagini e modellano la loro condivisione sulle reazioni del gruppo, istruito ad approvare con il verso “augh” tutto ciò che corrisponde alla teoria del gruppo, sia esso detto dall’adepto o dal maestro.

Nell’arco della giornata inoltre i ritmi usuali vengono stravolti. spesso non si pranza prima delle 4 o delle 5 del pomeriggio. e poi si cena quando il lavoro è finìto. Anche questo è un fattore di destabilizzazione e di alterazione dello stato di coscienza usuale.

Nella prima giornata si svolgono le prime due delle. quattro cerimonie di iniziazione al primo livello: un rito che appartiene unicamente alla tradizione di Reiki (come la suddivisione in tre livelli, simboli e i trattamenti) ma che in Arkeon è stato rinominato Arkido per distinguersi dal new age. Durante l’iniziazione individuale, la persona siede con gli occhi chiusi di fronte ad un altare su cui c’è la foto di Moccia e altri simboli cristiani e pagani mescolati. e il maestro pone le mani in diverse parti del corpo (testa, spalle, mani) e soffia su diverse zone (fronte, pancia). Ogni iniziazione dura dai 4 ai 5 minuti. Viene riferita una varietà di sensazioni, alcuni svengono, altri hanno paura, ma in tutti i casi anche questo si configura come un rito misterioso ad effetto ipnotico, che genera disorientamento e confusione. Durante le iniziazioni vengono spesso sottolineate l’importanza della fiducia e dell’affidamento al maestro come chiave del percorso. Si parla molto di spirito, e il maestro viene visto come tramite per connettersi fisicamente allo spirito, e alla fine della giornata (spesso o notte fonda) viene spiegato l’uso dei trattamenti. identici a reiki, su cui non mi dilungherò. Negli ultimi anni il trattamento viene utilizzato sempre meno, ma resta come elemento presente nei seminari.

La domenica si apre con lo scambio dei trattamenti, tutti praticano e ricevono un trattamento, anche se alcuni (di solito chi frequenta da più tempo) saltano questa parte. Dopo la fine dei trattamenti di nuovo una lunga attesa per prepararsi alla parte centrale del “lavoro “: Dopo una accurata preparazione della stanza con incensi, salvia bruciata (talvolta è stata usata anche la salvia divinorum, sostanza allucinogena ora proibita) e una maniacale disposizione di sedie, aperte per terra e oggetti dal significato mistico e rituale in centro alla stanza, tutti vengono fatti entrare.
Al centro c’è una coperta, una sfera, una candela e altri simboli. Il maestro parla per svariati minuti, per indurre di nuovo un clima emotivamente carico, facendo chiudere gli occhi per aumentare lo tensione. Poi le persone vengono invitate ad alzarsi, andare in centro al cerchio, prendere in mano la sfera e “lasciare uscire le parole”.
Se il primo ad alzarsi è un uomo, tutti gli uomini vengono chiamati a sedersi vicino a lui, e se l’atmosfera si carica ulteriormente tutte le donne vengono invitate ad uscire; vice verso, se è una donna, tutte le donne a terra vicino a lei e gli uomini fuori. Queste situazioni si verificano quasi sempre entrambe. Mentre tutti sono a terra nel caso degli uomini si “lavora” sull’immagine paterna, con pianti, scuse, urla e abbracci, teatrali sopruttutto se ci sono padri e figli presenti insieme: per le donne si lavora con la madre, con urla, rabbia, rifiuti, dolore, ma anche per “riconoscere la totale appartenenza al progetto della madre” e per “riconoscere l’omosessualità femminile” o per “esplorare l’abuso” o per “vomitare sperma”, e altre espressioni colorite e fantasiose. Ciò che viene definito “lavoro” si configura in verità come uno stare lì a piangere o a riflettere o a non avere il coraggio di controbattere perché tutti piangono e approvano, mentre il maestro impartisce veri e propri indotrinamenti ripetendo a tono fermo, suadente ed intenso i dogmi della teoria arkeoniana rispetto a padre, alla madre, fratello e sorella. senza dimenticare quanto viene battuto il chiodo del abuso sessuale che tutti o quasi tutti (il 98%) hanno subito, che lo ricordino o no. La teoria (assurda, indimostrata e indimostrabile) dice che è sempre o quasi sempre un membro della famiglia della madre, o il nonno materno o lo zio, ma a volte anche una donna, che con l’abuso “sancisce l’appartenenza materna e il progetto della madre”, separando i figli dal padre. I casi che non tornano o che non quadrano,vengono ignorali oppure viene detto che non ricordano ma “lavorandoci” molto potranno ricordare. Se non si riesce a ricordare nei seminari di primo livello bisogna fare il secondo, se non si ricorda neanche cosi o se semplicemente “si vuole lavorare più in fretta” c’è l’intensivo residenziale (vedi oltre). Per concludere le coppie vengono messe in ginocchio l’uno di fronte all’altra e con una sapiente induzione di amore, scambio. condivisione di sogni e di intenti viene sottolineato ed enfatizzato il valor del legame di coppia, viene chiesto di dirsi “sì” dal cuore e dall’anima e viene lasciato un tempo per godere di questa armonia e di questa (fasulla) intimità. Alcuni però. abilmente manovrati dal maestro durante le pause o nelle loro condivisioni individuali precedenti, a questo punto dicono “no” al loro compagno o alla loro compagna. perché “non eseguono abbastanza il lavoro” o perché “mi offri solo la tua parte piccola” leggi: guadagni troppo poco). con conseguenti “processi” da sciogliere al telefono nei giorni successivi e nei seminari o intensivi a venire, in modo da fare bene il “lavoro”. Spesso ho assistito a questi processi” e ho visto uno dei due invasato e intriso di gergo seltario. e l’altro incapace di reagire o rispondere. in quanto intraprolato nella diagnosi: “sei in processo”. Ovviamente sia il gruppo che il maestro sostengono univocamente chi segue la dottrina, ma presto o tardi toccherà all ‘altro. Infatti la tecnica è quella di umiliare e confondere un membro della coppia per volta. mentre l’altro viene incensato ed esaltato, in modo che si tirino dentro l’un l’altro attraverso una forma di dipendenza ansiosa.

Il secondo livello di solito segue il primo, si svolge di lunedì e martedì (ma alcuni maestri lo fanno in un giorno solo per spendere meno e guadagnare di più – vedi elenco seminari di Q. Salerno), costa 750 euro per chi deve prendere l’iniziazione e 130 euro per chi lo ripete. A titolo indicativo un seminario con 4 nuovi di primo livello e 30 ripetenti, seguito da un secondo livello con 2 nuovi e 15 ripetenti permette di incassare 8390 euro di cui solo 1040 (i primi livelli dei nuovi) vengono fatturati, in 4 giorni di lavoro.

Il “lavoro” nel secondo livello è più leggero, metodi e tecniche sono applicati meno schematicamente. le pause sono più lunghe e si vanta una pretesa di maggiore “profondità” che in realtà consiste in una maggiore confusione e fumosità dei discorsi, e in numerosi rimandi a lavori futuri (“ci lavoriamo all’intensivo”, “portami tuo padre”, ecc). Di solito le persone che partecipano al secondo livello sono più “dentro” al sistema (alcuni prendono due giorni di ferie dal lavoro per “esserci”), ma in ogni caso si lavora sull’affidamento al maestro. al percorso e alla «oria, ribadendo la necessità della totale accettazione dell’autorità e della infallibilità del maestro in qualsiasi settore della vita, compreso dove egli stesso non sembra riuscire a cavarsela. lo avrei dovuto insegnare alle persone a fare soldi, mentre mi stavo indebitando con banche e finanziarie per pagare le onerose quote associative del “sentiero sacro” e i corsi necessari. Altri non riuscivano ad avere un figlio, ma dovevano essere capaci di aiutare altri a liberarsi dei blocchi che impedivano a loro di concepire, e i loro consigli venivano accolti ed ascoltati come quelli di grandi esperti in materia. Non solo, ma a turno, chi dubitava della competenza dei maestri in questione, doveva pubblicamente scusarsi piangendo ed autoaccusandosi perché aveva dubitato.

Vengono insegnati tre simboli “sacri e segreti” che sono i tre simboli del secondo livello di reiki, abusivamente rinominati simboli di arkido. La loro funzione è rispettivamente concentrare l’energia in un punto, un luogo o un evento, trattare gli strati più profondi della coscienza e inviare energia a distanza nel tempo e nello spazio. La descrizione di questi simboli è disponibile su molti testi che parlano di reiki e si trova anche su internet. In questo contesto però il loro uso perfeziona e sostiene il condizionamento mentale, dato che per utilizzarli bisogna ripetere molte volte i nomi dei simboli, visualizzarli e tracciarli sia mentalmente che con le mani, in una sorta di rituale ripetitivo che porta in uno stato simile alla trance, come con le litanie dei buddisti o con le preghiere del rosario, di per sé innocue ma efficaci nell’indurre rilassamento, apertura mentale, e stati alterati di coscienza. In questo modo le persone credono di avere il potere di alterare gli eventi, di influenzare la realtà, di modificare gli esiti, e soprattutto siedono spesso in silenzio a cantilenare i nomi dei simboli, rinforzando così indirettamente i contenuti degli insegnamenti impartiti attorno ai simboli stessi, e quindi implicitamente tutta la teoria di arkeon. Inoltre l’uso consigliato dei simboli comprende e rinforza spazi di manipolazione estranei a reiki e invece assai presenti in arkeon e molto gravi: “manda trattamenti a distanza alla tua infanzia, così ricorderai l’abuso” è l’esempio più eclatante.

La cerimonia di iniziazione è una sola, in cui i tre simboli vengono “fissati” sulla mano dominante della persona da iniziare con tre battiti di mano da parte del maestro (oltre alla stessa sequenza di imposizioni delle mani del primo livello). Per amore di cronaca bisogna dire che negli anni passati il secondo livello veniva definito “lo spazio della magia” e veniva dato ampio spazio a pratiche divinatorie di ogni genere, tarocchi, carte degli angeli, I Ching, rune, ogni tipo di oracolo veniva inserito per enfatizzare le scelte delle persone e le possibili ripercussioni sulla loro vita. Da quando arkeon si è colorato dì sapore cattolico e si è iniziato a millantare un appoggio del vaticano questi oracoli sono scomparsi e nessuno ne parla più, casi’ come ai simboli e ai trattamenti a distanza viene data sempre minore importanza.

Sia durante il primo che durante il secondo livello, a notte fonda o comunque alla fine dei lavori ogni giorno si tiene il “council“, cioè una riunione tra il maestro e gli “organizzatori”, alcuni fedelissimi che offrono il loro lavoro per procacciare nuovi adepti, portando volantini in giro per la città, curando le inserzioni pubblicitarie su stampa e internet, parlando con parenti, amici e conoscenti di quanto la loro vita sia migliorata e di quanto potrebbe migliorare per tutti se si aderissero al percorso. In queste riunioni, precluse a chi non vuole far parte dell’organizzazione, si parla di quanti nuovi sono arrivati, come mai non ne sono arrivati di più; qual è per ciascuno la motivazione a “portare arkeon nel mondo”, quali sono eventuali problemi di relazione tra gli organizzatori che “bloccano l’energia del maestro”. Poi il maestro, a suo insindacabile giudizio, sfila una “classifica” degli organizzatori nell’ordine in cui essi appariranno sul sito e sul volantino visibili sul sito di arkeon, alla voce seminari – dettagli).
Per inciso va detto che l’organizzazione, indipendentemente dal numero di persone in essa, riceve il 10% dell’imponibile (anche se non dichiarato né fatturato), più un gettone di presenza di 35 euro a persona, tutto rigorosamente in nero.

In tutti i seminari viene fatto un battage pubblicitario agli intensivi residenziali, che vengono definiti in mille modi sia dal maestro che da chi li ha frequentati, e appaiono imperdibili ed indispensabili alla crescita personale. L’intensivo per eccellenza è uno schema di tecniche predefinite che si trovano tutte grossomodo descritte nel libro di Margareth Singer “Le sette tra noi”, a prova della totale mancanza di originalità di Moccia, che invece ne rivendica la paternità assoluta.
La descrizione di Bonessi in “Mi abbandono al flusso della vita” è per lo più adeguata ma incompleta e datata, dato che nel corso degli anni molte cose sono cambiate. Gli ultimi intensivi frequentati da me e da mia moglie sia con Vito Carlo Moccia che con Quirino Salerno (in entrambi Grazia Bozza conduce le parti relative alle sole donne) risalgono agii anni 2003 e 2004, e quindi sono abbastanza recenti.

Due, tre mesi prima dell’intensivo comincia un vero e proprio bombardamento di suggestioni “devi fare l’intensivo” “questo potresti vederlo bene all’intensivo” “ma tu vieni all’intensivo?” “sai, all’ultimo intensivo è venuto fuori proprio un bellissimo lavoro” “chi di voi ha fatto l’intensivo sa di cosa sto parlando … ” e frasi del genere. Inoltre i membri del gruppo ne parlano in continuazione tra di loro, raccontando aneddoti di ogni genere e suscitando molta curiosità e anche uno sgradevole senso di non appartenenza in chi non c’è mai stato. Nei seminari ci sono liste di pre iscrizione e si viene spesso invitati a mettere la firma sulla lista. Se si prova ad obiettare che “non abbimo i soldi, che non abbiamo le ferie, che non sappiamo se potremo esserci” viene detto: “tu intanto mettici la firma, metti lì l’intenzione, vedrai che l’energia lavora per farti arrivare all’intensivo con tutti i soldi”. In questo modo molti decidono di fare l’intensivo. L’intensivo inizia (in teoria) nel tardo pomeriggio del giorno 1, con la registrazione e il pagamento della quota di 700 euro, quasi mai fatturati (circa 2 fatture ogni 10 persone), pagabili anche con assegni post datati, sempre “a me stesso” e girati. In realtà poi il vero inizio è in tarda serata e prosegue fino a notte fonda, con una lunga cerimonia dì apertura con musiche solenni, lunghi sguardi silenziosi negli occhi e lunghe condivisioni in cerchio. In tutto il lavoro di arkeon si parla della “spirito” come di ciò che guida il lavoro, ispira il maestro e lo rende infallibile. Viene aperto ed incentivato uno spazio di solitudine (“cercatevi un albero che sarà il vostro luogo dove ritirarvi per riflettere, deponete una candela ai piedi dell’albero e tornate lì ogni volta che vi viene detto e quando volete rivivere le vostre impressioni o riflettere sul lavoro svolto”).
La mattina successiva ci si sveglia molto presto (circa alle 7) e quindi si è già in stato di deprivazione di sonno. spaesati e frastornati dalla situazione. e si resta dalle 3 alle 5 ore a fare “ki training”, cioè una serie di esercizi tra la ginnastica, lo stretching e le arti marziali.abbondantemente conditi da informazioni. insegnamenti. aneddoti e riferimenti alle storie dei membri che confermano la teoria arkeoniana. Poi si fa un lungo esercizio di iperventilazione, tecnica ben descritta nel volume “le sette tra noi”:
“l’eccesso dì respirazione continuato, facendo passare grossi volumi d’aria dentro e fuori i polmoni, produce una caduta del livello di biossido di carbonio nel sistema circolatorio, che a sua volta produce un aumento dell’alcalinità del sangue che viene definita alcalosi respiratoria. Un livello leggero di alcalosi respiratoria produce vertigine e senso di stordimento. una sensazione come di testa leggera: ci si sente “brilli”, e si sperimenta perdita di pensiero e giudizio critico.
Un eccesso di respirazione più prolungato o vigoroso produce intorpidimento e formicolio alle dita di mani e piedi e alle labbra, sudorazione, batticuore, tintinnii alle orecchie, tremolio e sensazioni di paura, panico e irrealtà. Eccesso respiratorio ancora più vigoroso e prolungato può causare crampi muscolari compresa la rigidità ad artiglio di mani e piedi, crampi al corpo e forti dolori e tensioni toraciche. Possono svilupparsi aritmie cardiache e tendenze convulsive. L’alcalosi respiratoria può anche causare svenimenti. Le persone spesso cadono al suolo e perdono brevemente conoscenza. Durante il periodo di incoscienza la respirazione si fa scarsa per compensare i precedenti eccessi e per ripristinare il normale equilibrio chimico del sangue. Ci si risveglia deboli. esausti e consapevoli di aver vissuto un’esperienza drammatica e sconvolgente.”

Questo è esattamente ciò che succede, con in più il fatto che l’emissione di saliva e muco viene incoraggiata e descritta come “vomitare lo sperma dell’abuso”, lo ho conosciuto persone che hanno creduto realmente si trattasse di sperma, e lo sostenevano vigorosamente contro ogni evidenza e razionalità. Quindi se durante un accesso di tosse convulsa dovuta all’iperventilazione qualcuno sputava bava, gli veniva detto “questa è la prova che hai subito un abuso, hai fatto una pompa a qualcuno, ora devi ricordarti chi era”, ovviamente lavorando intensamente nei seminari e negli intensivi successivi.

Poi si procede con lavori di condivisione in mini gruppi sulle “paure” e sulla “rabbia”, trovando oggetti che simboleggino le nostre paure e la nostra rabbia e condividendo in piccoli gruppi. Questo, come l’esercizio analogo sulla rabbia e il lasciare andare descritti oltre, serve anche a dare ai candidati alla maestria o ai maestri presenti l’opportunità di sperimentarsi nella conduzione di gruppi, cosa che viene fatta senza alcuna preparazione teorica o pratica se non il modellamento della figura del maestro che ha condotto fino a quel momento.
Come psicologo specialista in psicoterapia individuale e di gruppo io ho assistito a dei veri e propri disastri in termini di conduzione di gruppo, dato che i conduttori improvvisati erano privi di rispetto, etica, attenzione e con nozioni minime di timing, alternanza, genuinità, empatia. La capacità di dare feedback era nulla o quasi, ma le frasi ad effetto e i termini altisonanti del maestro venivano usati spesso e volentieri. Anche qui, l’unico consiglio che viene dato ai conduttori è di “chiamare lo spirito” con canti, preghiere o invocazioni personalizzate.

Poi si svolge il lavoro delle “sedie“, basato “sulla necessità di disconnettere la mente per lasciare affiorare le emozioni e gli insegnamenti primari” (parole del fondatore): in realtà consiste in un rito violento dove viene prodotto un rumore assordante con tamburi, musica, sonagli, tamburelli, la stanza è affumicata con salvia, incensi e altri aromi, tutti urlano, gridano, piangono, rovesciano sedie, tremano, vomitano, si feriscono.
Io stesso ho riportato una frattura del piatto della tibia guaribile in 90 giorni, ovviamente senza che su questo ci fosse alcun tipo di assicurazione, né gli aderenti né i maestri sono assicurati, ma ovviamente qualsiasi rivalsa verrebbe considerata un “processo” e punita dall’intero gruppo con l’ostracismo.
La prima sera sulle sedie si affrontano i seguenti temi: Mio padre mi ha insegnato che la paura è:, Mia madre mi ha insegnato che la paura è, Per me la paura è, Quando ho paura io, Mio padre mi ha insegnato che la rabbia è, Mia madre mi ha insegnato che la rabbia è, Per me la rabbia è, Quando mi arrabbio io.
Queste fasi vengono ripetute in maniera incessante e assordante dal proprio compagno assegnato a caso, a turno, per alcuni minuti, mentre l’altro deve lasciare uscire tutto ciò che sale alla coscienza, frasi che sembrano appartenere agli insegnamenti ricevuti da bambino, ma che in realtà vengono sapientemente suggerire ed indotte dai lunghi monologhi suadenti del maestro, che propone un modello unico di infanzia. segnata da ferite, abusi e tradimenti. lasciando intuire che i bei ricordi sono falsi e fuorvianti. e che solo lasciando uscire il dolore e la rabbia si potrà essere “liberi dai condizionamenti.
E’ evidente la concezione vetero psicoanalitica di un meccanismo idraulico della mente, abbandonato dallo stesso Freud nel 1920 perché assurdo e non sostenibile. Qui invece l’idea della “catarsi” viene addirittura portata ad estremi di natura spirituale.
Nel 2004, mentre come maestro assistevo alle sedie aiutando i maestri che conducevano, mi è stato detto “mentre tieni ferma una persona che urla, in modo che non si faccia male, devi amarla e pensare che lì dentro c’è un anima che si vuole liberare. Questo è il compito del maestro, aiutare le anime a liberarsi. L’odierna psicologia afferma con vigore che “urla che ti passa” è una menzogna e uno spreco di tempo ed energia, ma gli arkeoniani sembrano ignorarlo (vedi “Psicoterapie folli” di Singer e Lalich, ed. Erickson).
Le sedie finiscono di solito tardi, lasciando esausti, stremati e confusi, ma con la sensazione che il peggio debba ancora venire. E così è.

Il giorno successivo si ricomincia con il ki training, poi colazione verso le 11.30, e dopo una pausa il “no limits”, momento di esplorazione fìsica e sessuale, diviso in diverse sessioni (4 o 5) in cui ad occhi chiusi si incontra una persona a caso e si sperimenta ogni tipo di contatto, con mani, bocca e corpo. “l’unica cosa vietata sono i rapporti sessuali completi” viene detto. Alcuni si comportano in modo veramente morboso, toccando e insistendo oltre la tolleranza e la decenza, e chi cerca di sottrarsi viene trattenuto dai maestri che osservano ad occhi aperti. Alcuni vivono questa esperienza in modo semplice ed innocuo, qualche timido strofinamento e molte immagini mentali che vengono interpretate come ricordi d’infanzia o di relazioni sessuali precedenti, che devono essere condivise e “‘consegnate” al partner per essere liberi; altri invece hanno avuto veri e propri traumi sessuali, sensazione di essere stuprati, abusati, violati e forzati a fare cose che non volevano che non appartenevano assolutamente né ad una memoria né ad una fantasia. Ogni reazione negativa a livello fisico o emotivo è per i maestri una prova dell’abuso avvenuto.
Ovviamente chi si dice contrario o contrariato è in processo e deve fare tanto lavoro!!

Seconda sessione di “sedie” con tematica uomo donna. Vengono “esplorati” gli insegnamenti di padre e madre e le credenze individuali rispetto ai due ruoli, con le modalità di cui sopra. Grazie alla “carica” emotiva indotta dal no limits. i contenuti relativi all’abuso e al sesso incestuoso sono molto presenti nella mente di ciascuno, e sembrano essere sempre più ricordi reali per molti.

Subito dopo la fine delle delle sedie, uomini e donne si separano e non si parlano più fino al giorno successivo, tranne che per la sessione successiva denominata “fossa dei leoni” dove dopo lunga preparazione e pompaggio emotivo da parte del maestro per gli uomini e della maestra per le donne, ci si incontra uomini da un lato e donne dall’altro e a turno si scaricano tutti i risentimenti personali o di categoria (“madre io risento con te, donne io risento con voi, padre io risento con te, uomini io risento con voi”, seguite da una o più cause specifiche). Il vero effetto di questa cosa è rinsaldare i dogmi di ruolo rispetto a cosa deve essere una donna in arkeon e cosa deve essere un uomo in arkeon. “Liberi” dagli insegnamenti e dai condizionamenti (sfogati nelle “sedie”) ora “potete dire quello che voi veramente credete e desiderate” (in realtà è possibile solo uniformarsi al modello comune che è stato sottilmente inoculato per tutto il tempo fino ad ora).

Questa manipolazione per far aderire e uniformare allo stereotipo di uomo e di donna propinato da arkeon continua vigorosamente nella giornata successiva, tutta dedicata al “cerchio degli uomini” e al “cerchio delle donne“. Dopo un ki training separati, gli uomini si occupano di preparare (o mantenere vivo, in alcuni casi per tutti i 6 giorni) il fuoco “che è il fuoco dei padri e dei padri dei padri”, siedono in cerchio e condividono in un clima tra la tavola rotonda e una tribù di improbabili guerrieri pellerossa, le donne invece affrontano un lavoro molto “profondo” di esplorazione dell’omosessualità fèmminile e del legame con la madre appartandosi a coppie sotto delle coperte per sperimentare il contatto e l’erotismo fra donne, condividendo poi in cerchio tutte le sensazioni, le emozioni e i ricordi. essendo in ogni caso pilotate verso una visione di desiderio sessuale verso la madre e da parte della madre, un legame fortissimo ed erotizzato che genererebbe tutte le problematiche del femminile. L’altro lavoro riguarda il cosiddetto “pedofilo” cioè colui che avrebbe perpetrato l’abuso nella prima infanzia. Secondo questa astrusa teoria, si tratta quasi sempre di un membro della famiglia materna (il fratello o il padre della madre) a cui la bambina (ma anche il bambino!) viene consegnata perché si cancelli l’eredità paterna. Dopo lunga preparazione ed induzione ad occhi chiusi, con luci soffuse. voce suadente e racconti ad arte, viene fatto entrare un uomo (di solito un maestro o aspirante tale) che ha il compito di incarnare il pedofìlo di ciascuna delle donne che desiderano esolorare questa parte. Su indicazione della maestra, quest’uomo dovrà essere seduttivo, accarezzarle, toccare le labbra, il sedere o altre parti a seconda delle indicazioni e delle risposte, e possibilmente spingere con le dita nella gola di chi apre la bocca, in modo da stimolare il vomito che. ovviamente. è sperma dell’abuso vomitato!!
Dopo questi assurdi lavori, ci si l’incontra tutti insieme (solo dopo avere avuto tempo adeguato per vestirsi bene, truccarsi, profumarsi ed essere “splendidi”, si fanno alcune sessioni di apprezzamenti e ringraziamenti, e poi ci si tuffa l’uno nelle braccia dell’altra per chi è in coppia, e si contempla ciò che si può raggiungere se si è single.

La mattina seguente il ki training è molto leggero e lasciato libero, solitamente non si fa la rcspirazione, poi nel pomeriggio c’è la “lotta sacra“, cerimonia in cui gli uomini lottano tra di loro e le donne li sostengono con vari strumenti a percussione e li accolgono dopo ogni sessione per confortarli e lenire il loro dolore se sconfitti, adorarli se vincitori. Gli aspetti cerimoniali sono piuttosto complessi, bisogna identificarsi con un animale ed imitarne le movenze durante la lotta, le donne devono prostrarsi dinnanzi agli uomini e chiedere ”posso essere la tua squaw “, e ci sono i “soliti lunghi monologhi del maestro che non perde occasione per rinforzare stereotipi e concetti base della sua teoria.

L’ultimo giorno si conclude con il “lasciare andare“, un grande falò in cui si brucia di tutto, quolsiasi cosa sia legata al “progetto oscuro” e alla vita “infelice”, da piccoli, da bambini, che si è vissuta fino a pochi giorni prima. Foto, oggetti, indumenti, persino un pianoforte (“il maestro di piano mi ha abusata”), ma anche diplomi, certificati, documenti, in modo da purificare la propria vita in un rito pagano di catarsi. Intorno a questo fuoco si procede poi ad un lungo giro di abbracci cantilenando insieme “tu, tu chi sei, tu chi sei davanti a me tu chi sei – io sono te, sono te in un’altra forma sono te”. Questo contribuisce a sancire un’appartenenza di stampo familiare, fraterno, identificativo, proprio subito dopo che si è “lasciato andare” il passato. Ovviamente non mancano i lunghi monologhi su Dio, sullo spirito, su come pregare, cosa chiedere a Dio, cosa offrire a Dio, il servizio, l’impegno, ecc.

La mattina dopo, con un giro di condivisioni di solito tutte estasiate e felici, condite da molti “ho tanto lavoro da fare” si chiude il lavoro con un oracolo (una carta), una candela da portare a casa e un sasso che ricordi la solidità del lavoro svolto.
Ovviamente per tutto il tempo vengono fatti frequenti riferimenti e inviti a frequentare il premaster, corso che si tiene subito dopo l’intensivo, dura 4 giorni e costa 900 euro.

Il premaster  dovrebbe servire ad esplorare la relazione con la maestria, in realtà è un vero e proprio pompaggio per spingere le persone a comprare il terzo livello, che costa 12000 euro di cui solo 3000 vengono fatturati “perché il resto è una donazione spontanea dell’allievo per il dono che riceve” (parole di Moccia). Nei 4 giorni il maestro parla tantissimo, di cose assolutamente confusive e complesse, livelli di coscienza, tipi di energie, uomini, mondi, intelletti ed emozioni, le persone si sperimentano nella conduzione di gruppi e di presentazioni di arkeon, si fa una specie di “lavoro” sui nonni, che non serve a nulla se non a far nascere ancora più domande su di sé e sulla propria storia, e a fare dubitare sempre di più della propria famiglia di origine, a meno che ovviamente i propri familiari non entrino “nel lavoro “…

Ampio spazio viene dato alla cerimonia dell’impegno al master, un foglio su cui scrivere “io sottoscritto mi impegno a prendere il terzo livello entro il …” con aneddoti di ogni tipo su ciò che capita a chi non rispetta questo impegno … e a chi non lo prende.

Il terzo livello (master training) si tiene subito dopo il premaster e dura 3 giorni. Costa 12000 euro per chi viene iniziato e 800 euro per chi lo ripete. Vengono insegnate le iniziazioni di primo e secondo livello e il maestro parla per ore della maestria, pettegola sui maestri fuoriusciti o in processo e incensa i maestri futuri e presenti, poi dà le iniziazioni al terzo livello (un rito come quello del secondo livello, un simbolo nuovo, il quarto, che serve per iniziare gli altri). E finalmente smantella tutto il macchinario (stereo da discoteca, altari con foto di sé stesso a fianco al cristo, spade, elmi, piume, sassi e sfere, incensi e erbe) e se ne va.

Circa dal 2002 Moccia ha iniziato a proporre altri intensivi, denominati intensivi “tematici”, sempre su 6 giorni, sempre da 1100 euro l’uno, dai titoli altisonanti in inglese o giapponese che subiscono le più ineffabili storpiature ad opera dei suoi illetterati seguaci: “The business of you“, dove si lavora sul denaro (chiedendo l’elemosina – per davvero – in giro per le strade), “Loving relationship training” (che solo casualmente è il nome di una setta americana – vedi Psicoterapie Folli) in cui si lavora sulle relazioni di coppia, “l am living honouring my death” in cui si lavora sulla morte, “Ai ko ryu” o scuola dell’antica armonia, in cui si lavora sul tiro con l’arco e la spada, approfondendo le tecniche di ki training.
Io non ho frequentato nessuno di questi, anche se tutti mi sono stati proposti più volte, anche se non avevo i soldi per pagare (“mi pagherai più avanti, ma devi farlo”), quindi non posso fornire ulteriori dettagli su questi corsi, ma posso dire che attualmente per ricevere il terzo livello, anche da altri maestri di arkeon, bisogna per forza frequentare intensivo, premaster e seminario sulla morte con Moccia, impegnarsi a ripetere il master training con moccia dopo l’iniziazione, oltre ad almeno un primo e un secondo livello con lui, per garantire “l’allineamento con il lavoro”. Quindi un allievo del maestro “x” a sua volta allievo di Moccia dovrebbe pagare: 260 euro primo livello, 750 euro secondo livello, almeno un intensivo, un premaster e il master training con il suo maestro (complessivi 14. 000 euro), ripetizione di primo e secondo livello, intensivo, premaster, seminario sulla morte e master training con Moccia (4160 euro). Se si sommano queste cifre alle inevitabili ripetizioni di seminari in genere bimestrali (130 euro cadauno) per circa tre – quattro anni (il tempo medio necessario a diventare maestro) si raggiunge una cifra ben superiore ai 20.000 euro, che non sono pochi!

Al di là di queste sterili considerazioni economiche (che comunque hanno il loro peso sulle persone e sul fisco, dato che il 90% viene incassato in nero) l’aspetto più importante che voglio sottolineare è l’assoluta prevalenza di tecniche manipolatorie, ipnotiche, confusive, volte a separare l’individuo dalle sue credenze, convinzioni, relazioni e impegni per farlo entrare in pieno nella logica settaria che isola e separa, alterando il suo pensiero, le sue emozioni, la sua concezione di spirito, di Dio e di religione, inserendo a forza un sistema di valori uniforme, stereotipato e pregiudizievole, carico di arroganza, presunzione e superbia, oltre che di una forma di misticismo chiaramente contraria ai dettami della fede cattolica, ma mascherata come se fosse gradita alla chiesa e come se fosse compatibile con qualsiasi fede.

Fonte: testimonianzacontroarkeon

Si legga anche: per te Carlo

I culti psicoterapeutici

Abstract

Sebbene  il termine “culto” venga di solito associato ai  gruppi di natura religiosa,  i culti non religiosi stanno ricevendo sempre maggiore attenzione nell’ultimo periodo. Questo articolo esamina le caratteristiche comuni di gruppi settari, in particolare l’uso della riforma del pensiero quale processo attraverso il quale vengono portati cambiamenti nel comportamento,  mediante indottrinamento,  oltre che una serie di altre modifiche in contemporanea.  I Culti di Psicoterapia sono descritti per illustrare i programmi coordinati di influenza, di sfruttamento e di controllo del comportamento che li caratterizzano.

Il termine “setta” è solitamente  associato a delle dinamiche  che sono state spesso origine di altre etichette, tra cui “riforma del pensiero” (Lifton, 1961), “persuasione coercitiva” (Schein, 1956, 1961), “lavaggio del cervello” (Hunter, 1953), “controllo mentale” (Langone, 1988), “manipolazione sistematica di influenza psicologica e sociale” (Singer, 1983), “programmi coordinati di influenza coercitiva e controllo del comportamento” (Ofshe & Singer, 1986), e “sfruttamento mediante  persuasione “(Singer & Addis, 1991).

Questi termini riflettono prospettive un po ‘diverse o tentano di spiegare a diversi tipi di pubblico un processo complesso e delicato composto da tecniche, tattiche e strategie di influenza sociale a lungo studiato dagli psicologi sociali, antropologi sociali, e ricercatori di marketing (Cialdini, 1984; Nader, 1991; Zimbardo, Ebbesen, e Maslach, 1977).

In questo lavoro useremo il termine “riforma del pensiero”, perché è breve, ha ottenuto ampio utilizzo nel campo delle scienze umane, non è facilmente suscettibile di interpretazioni esagerate, e descrive sinteticamente ciò che avviene nel processo in esame, cioè,  gli individui a seguito della programmata e sistematica manipolazione psico-sociale imposta da altri, sono portati ad adottare credenze radicalmente diverse e a conformare la loro condotta in modo appropriato a quelle richieste indotte.

Mentre “riforma del pensiero” si riferisce ad un particolare processo di pianificata e sistematica manipolazione psicosociale, “cult” non si riferisce al contenuto ideologico, come alcuni erroneamente credono, ma ad alcune strutture sociali e alle relazioni che modellano il comportamento, i pensieri e i sentimenti dei membri di un gruppo  in modo da asservire i desideri e le esigenze del leader (s).

 Così, un culto si può formare in qualsiasi area di contenuto: politica, religione,  commerciale, filosofico, della salute, della fantascienza, della psicologia, ecc.

 Il fatto che molte persone ancora credono erroneamente che tutti i culti siano religiosi dipende forse dai culti religiosi che ricevettero tanta pubblicità tra la fine del 1970 e l’inizio del 1980.

 Questo documento contribuisce a dissipare questo equivoco con una breve definizione di “cult”, che delinea le caratteristiche di base della riforma del pensiero, come è stato originariamente concepito e nella sua forma contemporanea, e vuole illustrare questi concetti descrivendo una varietà di culti di  psicoterapia.

 

 

 

Problemi di definizione

Culti

La sottoscritta (Singer, 1986) ha affermato che le relazioni cultuali

* Fanno riferimento a quei rapporti in cui una persona induce intenzionalmente altri a diventare totalmente o quasi totalmente dipendente da lui o lei per quasi tutte le decisioni importanti della vita, e inculca in questi seguaci  la credenza che lui o lei abbia qualche talento speciale, regalo, o la conoscenza assoluta. (P. 270)

Una definizione al riguardo è stata proposta durante una conferenza promossa dall’Istituto UCLA Neuropsychiatric, dalla Family American Foundation, e dalla Fondazione Johnson:

* … Un gruppo o movimento che presenta una grande o eccessiva devozione o dedizione a qualche persona, idea o cosa, non etica e che utilizza tecniche di manipolazione, di persuasione e di controllo (ad esempio, l’isolamento dai vecchi amici e dalla famiglia, debilitazione, l’uso di metodi speciali per aumentare la suggestionabilità e sottomissione, pressioni di gruppi potenti, gestione delle informazioni, la sospensione di individualità o di giudizio critico, la promozione della totale dipendenza del gruppo e la paura di lasciarlo e così via) con le quali si prefigge di promuovere gli obiettivi dei leader del gruppo, per l’azione o per un possibile pregiudizio dei soci, delle loro famiglie o comunità. (1986)

Il termine “Cult”, poi, è probabile che mostri tre caratteristiche a diversi livelli:

1. membri eccessivamente zelanti: l’impegno è incondizionato e serve per l’identità e la leadership del gruppo;

2. l’induzione di dipendenza attraverso l’utilizzo di tecniche di manipolazione e sfruttamento di persuasione e di controllo; e

3. la tendenza a danneggiare i membri, le loro famiglie e / o la società.

I culti si professano come aiuto per i membri, ma in realtà li sfruttano. I culti sviluppano il loro piano mediante due strategie:

*  Da una parte c’è un insieme di norme di facciata che appaiono superficiali, mentre ne esistono di più profonde, disegni nascosti e le finalità reali dell’organizzazione o gruppo. Le norme in superficie sottolineano l’idealismo e la giustizia della causa. Sotto la superficie, tuttavia, vi sono un insieme di norme di base che gestiscono in modo efficiente l’organizzazione. (MacDonald, 1988, p. 68)

I culti tendono ad essere centrati sul leader, sullo sfruttamento e sulla manipolazione, e spesso sono  nocivi, essi entrano in conflitto e in maniera minacciosa con i  sistemi aperti, con i familiari dei loro associati e con  la società in generale. Alcuni culti alla fine si disintegrano come conseguenza di questa tensione. Alcuni gradualmente diminuiscono il livello di manipolazione e, di conseguenza, lo sfruttamento, il danno e l’opposizione. Altri, invece, si isolano, psicologicamente se non fisicamente. Al fine di gestire la minaccia rappresentata dal mondo esterno e di promuovere gli obiettivi del leader (s), questi gruppi tendono a:

1. dettare – a volte con dovizia di particolari – come i membri dovrebbero pensare, agire e sentire;

2. richiedere un particolare stato di esaltazione (ad esempio, poteri occulti, una missione per salvare l’umanità) per sé e / o il loro leader (s), e

3.intensificare la loro opposizione e alienazione dalla società in generale.

Secondo queste definizioni, i culti si differenziano dalle  ”nuove religioni”, dai “nuovi movimenti politici”, dalle “psicoterapie innovative” e da altri “nuovi” gruppi in quanto  tendono a usare tecniche di sfruttamento e di  manipolazione, di influenza e di assoggettamento del benessere individuale a favore di quello del leader.

I Culti differiscono anche da altri gruppi puramente autoritari, ad esempio, le organizzazioni militari e alcuni tipi di sette e Comunità. Questi ultimi, anche se rigidi e con caratteristiche di controllo, mancano delle norme interne ed esterne di cui si è parlato precedentemente e non sono estremamente manipolativi nè centrati sul leader. Le regole di controllo sociale di questi gruppi autoritari, anche se a volte coercitivi, sono coerenti, visibili, chiare e non  nascoste. Anche se le loro strutture decisionali sono gerarchiche, i leader dei gruppi puramente autoritari servono gli interessi del gruppo, non i propri. Inoltre, i gruppi più autoritari, ad esempio, quelli militari, devono rendicontare la loro attività alle autorità superiori. I leader dei culti, al contrario, non devono rispondere a nessuno del loro operato.

Poiché le società democratiche avallano la libertà individuale, l’autonomia e la dignità, tendono a criticare i gruppi settari. La causa di queste valutazioni negative, tuttavia, non è la novità o le convinzioni insolite presenti in questi gruppi, ma la loro condotta, in particolare i loro metodi di reclutamento, indottrinamento e sfruttamento dei membri.

Per quel che riguarda la manipolazioni del culto, è chiaro che alcune persone possono influenzare più facilmente di altre. Ash (1985) osservava che i seguenti tipi di fattori rendono alcune persone particolarmente vulnerabili alle manipolazioni di culto: alto livello di stress attuale, disillusione culturale in un ricercatore frustrato, la mancanza di un credo religioso, carenza di un sistema di valori intrinseco e  le tendenze di personalità dipendente, come indicato dalla mancanza di direzione interna, dalla mancanza di un adeguato autocontrollo (per esempio, anassertività), bassa tolleranza per l’ambiguità, e suscettibilità a stati di trance.
Il culto rende vulnerabili le proprie reclute in diversi modi, difatti esso riesce ad indurre e mantenere sostanziali cambiamenti comportamentali e psicologici nei propri membri in maniera sorprendente.

 

Per stabilire un esempio per dimostrare l’influenza degli ambienti di culto, si consideri l’osservazione dei non credenti della organizzazione Billy Graham Crusades, nel quale si è evidenziato che essi decidono di partecipare al percorso proposto dal gruppo per il  2% – 5% e solo circa la metà di questi neo convertiti diventano attivi dopo un anno. Circa il 15% restano convertiti in modo permanente (Frank, 1974, p. 82), vale a dire, sono attivi per dieci anni o anche di più. Quindi, meno dell’uno per cento (0,30% – 0,75%) dei neofiti del Billy Graham Crusades si convertono a tale gruppo. Inoltre, dopo la crociata (il percorso di conversione), queste persone tornano a casa dalle loro famiglie, al loro lavoro e alle loro identità precedenti.

Al contrario, due studi su centri meno conosciuti e periferici rispetto a questa organizzazione ha rilevato che circa il 10% dei soggetti reclutati in un workshop introduttivo lascia la loro vecchia vita alle spalle e diventa missionario a tempo pieno in quel gruppo entro un mese di permanenza (Barker, 1983; Galanter, 1980), con il 5% che restano membri anche dopo due anni (Barker, 1983).

Un attento esame dello studio di Galanter, tuttavia, indica che la percentuale dei soggetti che vi si uniscono potrebbe essere addirittura superiore di quanto riportato. Quattro “fuorusciti” nello studio di Galanter erano stati portati via dai genitori. Se queste persone fossero rimaste, la percentuale restante dopo un mese sarebbe stata del 13%, invece che del 9%.

Inoltre, i  centri esaminati da Galanter sono ben noti da chi ha familiarità con il gruppo per essere meno efficaci di quello di San Francisco, centro, su cui c’è stata una notevole controversia. La maggior parte delle reclute in questi centri erano state solo avvicinate per strada, mentre la maggior parte dei neofiti di Billy Graham Crusades aveva già avuto un contatto sostanziale con gli evangelisti prima di partecipare alla crociata (Billy Graham associazione, comunicazione personale al Dott. Langone, 1989).
Alcuni ricercatori (ad esempio, Barker, 1983) erroneamente interpretano questi risultati come una prova che la riforma del pensiero non si verifica in gruppi comunemente accusati di essere culti. Il loro grave errore, però, è quello di assumere che la riforma del pensiero ha praticamente il 100% di efficacia, cosa che nessun ricercatore serio ha mai affermato.

 

 

 

Riforma del pensiero: Cenni storici

”"

La sottoscritta  (Singer, 1986) ha osservato come nel corso di questo secolo una serie di eventi hanno dimostrato che l’autonomia individuale e l’identità sono molto più fragili  di quanto si crede comunemente. La Russian Purgue (campagna di politica di repressione dell’impero sovietico) del 1930 ha manipolato uomini e le donne affinchè confessassero falsamente di aver commesso crimini e affinchè accusassero gli altri di aver commesso crimini (Mindszenty, 1974).

La stampa mondiale espresse sconcerto e stupore per il fenomeno, ma, con poche eccezioni, presto si cessò di prestarvi attenzione (Rogge, 1959).

Alla fine del 1940 e nei primi anni del 1950 si assistette agli effetti delle università rivoluzionarie in Cina e alla sottomissione di un intero popolo ad un programma di riforma del pensiero che induceva milioni di persone a sposare nuove filosofie e ad adottare nuovi comportamenti. (Chen, 1960; Hinkle e Wolff, 1956; Hunter , 1953; Lifton, 1961; Meerloo, 1951; sergente, 1951, 1957, 1973; Schein, 1961).

Poi venne il conflitto coreano che sottoponeva i prigionieri di guerra delle Nazioni Unite ad un programma di indottrinamento sulla base di metodi che univano i programmi di riforma del pensiero cinese con altre tecniche di influenza sociale e psicologica (Farber, Harlow, e West, 1956; GAP , 1956, 1957; Schein, 1956).

A quel tempo il termine “lavaggio del cervello” è stato introdotto nel nostro vocabolario come “un termine colloquiale applicato a qualsiasi tecnica finalizzata a manipolare il pensiero umano o un’azione contro il desiderio, la volontà o la conoscenza della persona” (Enciclopedia Britannica, 1975).

A causa del sensazionalismo giornalistico, tuttavia, il termine “lavaggio del cervello” ha assunto una sinistra connotazione misteriosa.

Lifton (1961) usa il concetto di “riforma del pensiero”, ritenendo che oltre ad essere una traduzione più precisa del termine cinese di “lavaggio del cervello”, aiuta a spiegare, in aggiunta alle confessioni dei soravvissuti, i notevoli cambiamenti, dovuti ad azioni psicologiche non violente e non coercitive, prodotti in civili cinesi, pur non in stato di prigionia.

Il lavoro di Schein (1956, 1961) ha anche chiaramente dimostrato che né un carcere né le minacce fisiche sono necessarie per ottenere l’effetto della riforma del pensiero.

Dopo il conflitto coreano, la ricerca psicologica, preziosa, anche se a volte controversa, ha aiutato a riconoscere i processi attraverso cui gli individui possono essere controllati. Asch (1952) con i suoi studi sulla conformità, Milgram (1974) con i suoi esperimenti sullo shock, e Zimbardo (Zimbardo, Ebbesen, e Maslach, 1977) con i suoi studi sugli effetti del ruolo del carcere sull’individuo, ne sono solo alcuni degli esempi di ricerca più noti (vedi Cialdini, 1984, per una rassegna della ricerca sociale e psicologica).

Poiché questo lavoro accademico è continuato, altri eventi significativi hanno riacceso l’interesse del pubblico sui processi di influenza e controllo.

Il controllo diabolico di  Charles Manson su un gruppo di giovani della classe media ha scioccato il mondo durante i primi anni 70 (Atkins, 1978; Bugliosi e Gentry, 1974; Watkins, 1979).

A metà degli anni 70, migliaia di famiglie negli Stati Uniti erano perplessi e allarmati per l’influenza di una vasta gamma di guru e nuovi messia sulla loro prole.

Poi, il 18 Novembre 1978  Jim Jones ha portato 912 seguaci alla morte in una giungla della Guyana (Reiterman & Jacobs, 1982). Questa tragedia ha portato il concetto di riforma del pensiero all’attenzione del mondo.
Dopo Jonestown, l’interesse pubblico verso i  gruppi settari è aumentato in modo significativo. Inizialmente, la maggior parte era concentrato sui culti religiosi, specialmente quelli con rituali bizzarri o esotici e di sapore orientale. Ma col passare del tempo, le caratteristiche cultuali furono attribuite a frange cristiane (Enroth, 1986), a grandi gruppi con azioni di sensibilizzazione (Cannella & Farson, 1979; Finkelstein, Wenegrat, e Yalom, 1982;),  o con controversi programmi di riabilitazione dalla droga (Gerstel, 1982; Hawkins, 1980; Hawkins & Wacker, 1983; Mitchell, Mitchell, & Ofshe, 1980; Rebhan, 1983), e a gruppi di psicoterapia (Temerlin & Temerlin, 1982, 1986). Tutto ciò ha portato ad una applicazione più ampia, e alla conseguente confusione dei termini ” culto “e” riforma del pensiero “.

 

Noi qui proponiamo una precisazione: culto si riferisce ad una particolare struttura di potere e riforma del pensiero si riferisce a un particolare tipo di processo di influenza sociale e psicologica. Un gruppo che pratica riforma del pensiero non deve necessariamente essere un culto, ma un culto di solito pratica la riforma del pensiero al fine di mantenere la sua struttura di potere.
Riforma del pensiero: i programmi prima e seconda generazione

Lifton (1961) ha descritto “otto punti psicologici che sono predominanti nel campo sociale per la riforma del pensiero” (Lifton, 1961, p. 420): 1) controllo del milieu, 2) la manipolazione mistica, 3) la domanda di purezza, 4 ) il culto della confessione, 5) la scienza sacra, 6) linguaggio caricato, 7) la dottrina sulla persona, 8 ) dispensazione dell’esistenza.
Ofshe e Singer (1986) furono i primi a distinguere tra programmi di prima generazione di cui aveva parlato Lifton e programmi di seconda generazione, a cui erano interessati Ofshe e Singer (1986). La prima generazione di programmi includeva le tecniche sovietiche e cinesi progettate per estorcere false confessioni, per  inculcare convinzioni politiche e sociali e assicurare la conformità e l’obbedienza alle richieste dei leader. La “gestione” di questi era sponsorizzata dallo stato, i programmi di pensiero di prima generazione erano controllati alla partenza e includevano momenti di feedback tramite ricompensa/punizione durante il programma. Attraverso l’uso sapiente di eccitazione repulsiva e la pressione dei pari, i leader riuscivano a modificare le convinzioni espresse in politica e gli atteggiamenti delle persone designate.
I programmi di seconda generazione, utilizzati dai gruppi settari, tendono anche ad essere non violenti e, inoltre, non hanno la forza fisica e l’autorità di uno Stato. Pertanto, al fine di raggiungere i loro obiettivi, questi programmi hanno dovuto affidarsi a sotterfugi e capitalizzare sulle aree naturali di sovrapposizione tra  loro e sulle scelte individuali. Come i programmi di prima generazione, i programmi di seconda generazione utilizzano tecniche di influenza sociale, le tattiche e le strategie che sono ben documentate in psicologia sociale, marketing e socio-antropologico letteratura di ricerca (Cialdini, 1984; Gerstel, 1982; Hawkins, 1980; Hawkins & Wacker , 1983; Nader, 1990; Rebhan, 1983;. Zimbardo et al, 1977). È interessante notare come i programmi di seconda generazione riescono a coinvolgere psicologicamente un numero più ampio di soggetti rispetto a quelli di prima generazione (Hinkle e Wolff, 1956; Lifton, 1961; Ofshe & Singer, 1986; Singer & Ofshe, 1990).
I programmi di seconda generazione inizialmente si presentano come benevoli, promettendo di soddisfare le esigenze e le scelte individuali. I reclutatori pongono molta attenzione e usano rinforzi positivi circa gli obiettivi da raggiungere. Mediante conversazioni apparentemente intime e modalità di accoglienza i reclutatori valutano gli stati psicologici e sociali dei reclutati, conoscono i loro bisogni, le paure, il potenziale di dipendenza, e le resistenze reali e possibili.

Testimonianze di membri del gruppo, le credenziali (sia vere o false) dei leader, gli attacchi rivolti ai concorrenti del gruppo e la ‘reazione favorevole verso i membri’ rappresentano gli elementi per la percezione di un ambiente apparentemente accogliente e premuroso che tende a sostenere la domanda del gruppo di benevolenza e di superiorità e a convincere i neofiti di quanto potranno beneficiare aderendo a quel gruppo.
I neofiti raramente sono a conoscenza delle tecniche di persuasione sottili e del controllo messo in atto per modellare il loro comportamento, pensieri e sentimenti. L’unanimità apparentemente amorosa del gruppo è fatta di maschere rigide e di regole contro il dissenso privato e pubblico. Le domande sono deviate; ai commenti critici si risponde con suppliche sorridenti di “non indurre negatività”, o qualche altro “cliché”, per usare uno dei termini di Lifton. Se i nuovi membri persistono nella loro “negatività”, gli sarà ricordato dei problemi personali, dubbi e ricordi colpevoli che hanno rivelato ai leader. Dubbio e dissenso sono quindi interpretati come sintomi di carenza di personalità.

I potenziali membri e i neofiti scivolano in una spirale di crescente dipendenza dal gruppo. Essi sono spesso incoraggiati o gli viene ordinato di vivere con altri membri del gruppo. In molti casi, anche di  lavorare con gli altri membri. La gente  fuori dal gruppo è vista come spiritualmente, psicologicamente o socialmente inferiore, o come ostacolo allo sviluppo dei membri. Al fine di “avanzare” a un ritmo soddisfacente, i membri devono trascorrere lunghe ore coinvolti in vari esercizi ritenuti necessari dal gruppo. In breve, i membri trascorrono sempre più tempo con e sotto la direzione del gruppo.
Per garantirsi il proseguimento di premi del gruppo (lode, attenzione, la promessa di benefici futuri, ecc), i membri devono implicitamente se non esplicitamente, riconosce l’autorità del gruppo nel definire ciò che è vero e buono.

Tale riconoscimento non è semplice a parole, il gruppo pone continuamente nuove sfide e prove ai propri membri, stabilendo estremamente alte, se non impossibili, le aspettative riguardanti le attività (ad esempio, la raccolta di fondi, reclutamento di nuovi membri) e lo “sviluppo” personale (ad esempio, di essere liberi dalla “negatività” dei pensieri e dubbi).

Visto che il dissenso, il dubbio, e la negatività sono proibite, i membri devono progettare la costruzione di una facciata di “felicità” e di accordo, mentre lottano per raggiungere l’impossibile. Coloro che non riescono a progettare la facciata necessaria (perché, ad esempio, ammettono di solito, con molto senso di colpa, i loro dubbi sul gruppo) vengono attaccati e puniti, a volte brutalmente. Quelli che continueranno a “fallire per onestà” sono, in un modo o nell’altro, cacciati o espulsi dal gruppo.

Coloro che aderiscono al gruppo, sia senza punizioni che con esse, lo fanno perché imparano ad ingannare se stessi e gli altri. Imparano, proprio come i soggetti ipnotizzati, secondo la  logica della  trance, come per convincere se stessi che il gruppo ha sempre ragione, anche se si contraddice. Crescente isolamento dal mondo esterno al gruppo, estenuante attenzione alle attività di servizio del gruppo e pratica di  esercizi che inducono stati dissociativi (per esempio, la meditazione, il canto, il parlare in lingue) possono facilitare questo processo di scissione, che in alcuni casi, assomiglia a quello che Lifton (1987 ) chiama “raddoppio”.

La dissociazione psicologica permette ai membri di adattarsi al progetto del gruppo e agli elementi che lo caratterizzano, vale a dire, il suo set di contraddizioni delle regole sociali. I membri si trovano in un bivio di  “fedeltà / tradimento” (MacDonald, 1988): se rimangono fedeli alla loro percezioni di sé e del mondo, tradiscono il gruppo da cui sono diventati eccessivamente dipendenti; se rimangono fedeli al gruppo, tradiscono la loro percezione di ciò che è  buono e vero.

I programmi di riforma di pensiero di seconda generazione inevitabilmente portano al tradimento di se stessi, perché da quel bivio non c’è scampo e si giunge a un “attacco fondamentale dell’essere – la centrale immagine di sé, il senso stesso di autenticità e l’esistenza del sé”.

Al contrario, l’attacco di prima generazione dei programmi opera su una proprietà periferica del sé, la propria visione politica e sociale “(Ofshe & Singer, 1986, p. 18).

Se la seconda generazione di programmi, che operano in società libere ed aperte, non avessero attaccato elementi centrali del sé dei membri, non sarebbero sopravvissuti. Informazioni al di fuori del gruppo sarebbero serviti a neutralizzare l’indottrinamento politico e sociale, così come è avvenuto alle vittime della riforma del pensiero quando sono state liberate dalla prigionia in Corea, Cina e altrove.

Culti di psicoterapia: esempi di casi



Contesto generale

I Culti di psicoterapia possono derivare dalla distorsione e dalla corruzione della terapia a lungo termine individuale (Temerlin e Temerlin, 1982; Conason e McGarrahan, 1986) o di psicoterapia di gruppo (Hochman, 1984), o possono essere avviati da una varietà di non professionisti (West e Singer , 1982; Singer, 1983, 1986). I Leader di tali gruppi variavano da docenti universitari a persone con una formazione non adeguata a gente in libertà vigilata per qualche crimine commesso.
Gli autori hanno studiato indipendentemente 22 culti di psicoterapia negli ultimi anni. I gruppi variano nel formato da 15 persone in due gruppi che al loro picco hanno avuto più di 300 membri. Il più grande di questi due gruppi era composto da 350 membri che vivevano all’interno e 400 membri periferici. La storia della loro esistenza va da 5 a 25 anni, e tutti tranne uno sono ancora presenti (all’epoca di questo articolo ndt). Quindici sono stati condotti da persone professionalmente preparati (psicologi, psichiatri, assistenti sociali), che col passare del tempo hanno inserito ex pazienti col ruolo di “terapista” nei gruppi. Sette erano gestiti da non professionisti (che vanno da ex-impiegati a criminali condannati). I “terapeuti” erano, con una sola eccezione, caucasici. I pazienti sono stati in primo luogo della classe medio-alto borghese caucasici con diplomi o lauree specialistiche. I gruppi erano situati in sei stati.

Metodo

I metodi tradizionali di ricerca sul campo nelle scienze comportamentali sono stati rispettati. Interviste personali sono state condotte con molti come informatori, rispettando la disponibilità dei membri. Documenti (legali, dei media, interni, documenti e scritti pubblicati) sono stati esaminati. Quando disponibile sono stati acquisiti nastri di capigruppo o di membri durante le attività di gruppo. Quando possibile, informatori multipli sono stati intervistati. Anche se in alcuni casi solo uno o due membri di un gruppo erano disponibili per lo studio, ben  37 informatori del medesimo gruppo sono stati intervistati. L’intervista variava da due ore a decine di ore per gruppo. Alcune persone si sono recate a due degli autori per la terapia, alcuni sono stati seguiti nel contesto di un contenzioso, alcuni erano ricercati per la conoscenza delle loro esperienze all’interno della comunità. Molte persone che abbiamo intervistato sono state escluse da questa relazione, perché erano state vittime di abusi, di pratiche illegali della terapia, o che avevano vissuto in un ambiente  che non soddisfaceva la definizione di  culto.

Il  Dr. Temerlin ha intervistato e/o trattato 38 persone (17 in psicoterapia a lungo termine). La  sottoscritta ha intervistato e/o trattato 82 persone.
I tirocinanti come seguaci

 

La sottoscritta ha studiato un gruppo cultuale che si è evoluto quando uno psichiatra e sua moglie hanno offerto la loro clinica come collocamento di supervisione per gli studenti che studiano per lauree specialistiche in psicologia e counseling. I tirocinanti sono stati indotti a cedere immobili di proprietà alla coppia, per ottenere i soldi dalle loro famiglie per la terapia con l’uomo e sua moglie, e a seguire solo questa forma di terapia. La coppia induceva i suoi seguaci  a ritenere che solo questa terapia potesse salvare loro e il mondo. I pazienti-allievi erano indotti a prendere fratelli più piccoli e portarli dentro e a pagare per la loro terapia e a reclutare altri allievi presso le loro scuole affinchè aderissero al “movimento”. Il gruppo è cresciuto e si è trasferito in un ambiente rurale in cui sono coinvolti nella gestione di un programma residenziale di trattamento per pazienti psicotici gravi. Quindi le attività dei tirocinanti, mediante la cura dei pazienti psicotici e il reclutamento di neofiti, avevano il compito (come afferma lo studio che segue di Temerlin & Temerlin) di diffondere le teorie dei capi.

 

Temerlin & Temerlin.

 

Nel 1982 Temerlin e Temerlin hanno studiato

* Cinque gruppi bizzarri di professionisti della salute mentale che sono stati originati da cinque docenti di psicoterapia, che ignoravano costantemente i divieti etici avendo molteplici relazioni con i clienti. I pazienti erano amici dei loro terapeuti, amanti, parenti, dipendenti, colleghi e studenti. Allo stesso tempo sono diventati “fratelli” legandosi insieme per ammirare e sostenere il loro terapista comune. (P. 131)

Le scorrettezze di violazioni di ruolo da parte dei terapeuti sono stati aggravati dal loro uso di tecniche di influenza indiretta, ingannevoli e coercitive che hanno portato i pazienti a rispettare i desideri dei terapisti. Questi terapeuti hanno violato il codice deontologico instaurando relazioni di sfruttamento e di abuso con i loro clienti e  manipolandoli per loro personali vantaggi. Questi culti si sono formati quando i professionisti eticamente deviati, hanno strumentalizzato il rapporto confidenziale con i clienti e hanno  portato i clienti a formare gruppi coesi e incestuosi. I leader sono stati idolatrati piuttosto e nessuno di loro ha tentato di studiare e comprendere il transfert. Invece dell’autonomia personale vengono incoraggiati la sottomissione, l’obbedienza e i legami di dipendenza tra pazienti e terapeuti. Il loro pensiero alla fine somigliava a quello che Hoffer definiva “True Believers” (1951) e Lifton (1961) “totalitario”. Cioè, i clienti sono stati indotti ad accettare acriticamente le teorie loro terapeuti, a sviluppare idee paranoiche verso il mondo esterno, per limitare i rapporti e a pensare al mondo d’elite creato dal culto dei  terapeuti e a dedicarsi ad esso. I gruppi studiati da Temerlin e Temerlin variano di dimensioni da 15 a 75 membri e hanno avuto vita da 10 a 15 anni.
Sullivanians.

 

Da alcuni anni i media hanno riportato le affermazioni fatte da ex membri di un gruppo di New York chiamato Sullivanians. Le accuse, sui casi di affidamento di minori, sono state presentate dalla stampa dal 1975. (Black, 1975). Di recente, le accuse quasi identiche sono state presentate in altri casi di custodia (Conason & McGarrahan 22 aprile 1986; Henican, 1988; Lewin, 1988; McMorris, 3 giugno 1988, Reed, 1988; Span, 1988). Lewin (1988) ha dichiarato:

* Per venti anni, i Sullivanians sono stati una presenza silenziosa a Manhattan – una comunità i cui 200 membri che vivono insieme in tre edifici sulla West Side si occupano di un gruppo di teatro politico nell’East Village. (B.1)

Ma molti di quelli che hanno lasciato il gruppo dicono che i Sullivanians sono diventati un culto di psicoterapia bizzarro i cui leader controllano ogni aspetto della vita dei membri, comprese le loro modalità di vita, pratiche sessuali, scelta della professione, hobby, pratiche educative, e richiedono tre volte la settimana sedute di terapia con ogni membro dell’Istituto Sullivan per la Ricerca in Psicoterapia. (B.1)

Un padre racconta:
* L’idea di base del gruppo è che la famiglia è la radice di ogni male e che un bambino non dovrebbe avere un rapporto speciale con i suoi genitori, così come gli adulti Sullivanians non dovrebbero parlare con i loro genitori. Tutti, anche i bambini, dovrebbero avere il maggiore numero possibile di appuntamenti terapeutici. Ho calcolato che in una settimana mio figlio doveva fare terapia con 23 persone diverse. Io voglio che lui viva in questo modo. (Lewin, 1998, B.1).

 

 

Secondo Lewin (1988) i membri del gruppo – anche coloro che sono sposati tra di loro – vivono in appartamenti con più di una dozzina di compagni di stanza dello stesso sesso e sono incoraggiati a dormire con un membro diverso del sesso opposto ogni notte.
Il gruppo nasce  nel 1957 quando un gruppo di terapisti dissidenti si staccò dal Alanson White Institute, che era stata fondata da Harry Stack Sullivan. Interviste con dodici ex membri del gruppo e un esame dei documenti legali (v. Dobash Bray, 1985; Sprecher v. Sprecher, 1985) e resoconti dei media, come quelli citati in precedenza, hanno rivelato che ciò che era iniziato come un centro di terapia evoluto in una psicoterapia collettiva si è, infine, trasformato in una organizzazione settaria che controllava quasi tutte le aree della vita  dei cosiddetti “pazienti”. Un contenzioso tra ex membri e il gruppo è ancora in corso a New York  presso la Suprema Corte (v. Dobash Bray, 1985; Sprecher v. Sprecher, 1985).

 

 

 

Il Centro per la Terapia Feeling.

 

Hochman (1984), scrivendo di una scuola ormai defunta di psicoterapia, il Centro per la terapia Feeling, descrisse i molti sintomi tipici trovati in ex clienti e pazienti che erano stati membri di questo gruppo:

* Appare un culto distruttivo.  Vira verso un rimodellamento dell’individuo a conformarsi ai codici e alle esigenze del culto, istituendo nuovi tabù che impediscono il dubbio e la critica, e producendo una sorta di scissione in cui i membri della setta si vedono come una élite circondata da non illuminati e anche pericolosi, estranei. (P. 367)

Questo gruppo, che ha avuto vita per  circa dieci anni, era composto da 350 pazienti che vivono vicino l’un l’altro condividendo le case nel quartiere di Hollywood di Los Angeles.

Centinaia di altri sono stati pazienti ambulatoriali non residenti, e altri comunicavano con i  ”terapeuti” per lettera. (Alcuni terapisti erano autorizzati, altri sono stati presumibilmente pazienti assegnati ad essere terapeuti.). Massimo beneficio presunto è venuto solo ai residenti, ed i pazienti sono stati indotti a vedere se stessi come potenziali leader di un movimento di terapia che avrebbe dominato il 21 ° secolo. Il leader aveva promulgato una “teoria” che sosteneva  gli individui con funzione di “ragionevole follia”. Ma se imparano ad “andare al 100%” in cinque aree – espressione, sentimento, attività, chiarezza, e contatti – possono mettere da parte le loro “vecchie immagini” e diventare “sani”, livello che è stato definito come il “punto più elevato dei sentimenti. ” Quest’ultimo obiettivo ambiguo era considerato il raggiungimento del prossimo stadio dell’evoluzione umana (Mithers, agosto 1988).
Numerose le azioni legali (Hart et al v. McCormack et al, 1985; Raines et al v. Center Foundation, 1985; Stato della California, Commissione Esaminatrice Scienze Comportamentali v. Cirincione, 1985; Stato della California, Comitato Psicologia esaminatrice , Divisione di Professioni Sanitarie alleati, Collegio di Medicina Quality Assurance v. Corriere, Oro, Hart, Hopper e Karle, 1985; Stato della California, Consiglio di Quality Assurance Medica, Dipartimento di Medicina Consiglio di Quality Assurance v. Woldenberg Consumatori ‘, 1985; Timnick, 21 Aprile, 1986, 30 settembre 1987) riguardano il Centro per la Terapia Feeling. Nel suo lavoro su molti di questi casi, la sottoscritta ha intervistato 37 ex membri di questo gruppo e ha studiato 92 affidavit, innumerevoli documenti legali e ha analizzato decine di ore di sedute di terapia su nastro. Il Dr. Temerlin anche ha intervistato un certo numero di ex membri e ha studiato le fonti citate collaterali. (Il numero esatto non è noto in quanto il Dr. Temerlin morì prima di questo lavoro fosse completato.)

In questi casi legali, che ho citato, gli imputati sono stati accusati di aver trasgredito le norme della psicologia, della medicina e della cura psicoterapeutica. Nello specifico le accuse erano:

 

* Hanno creato un senso di impotenza nei pazienti, privandoli del sostegno sociale (amicizia, parentela, l’ambiente ordinario,  ruoli professionali, ricchezza) e della fiducia psicologica (attraverso la denigrazione e con la creazione di stati di esaurimento fisico), e mediante una forzata massiccia richiesta di apprendimento del nuovo attraverso un processo di ricompensa/punizione (tra cui induzioni di stati d’ansia e sensi di colpa, punizioni fisiche, come le molestie sessuali).
* Hanno utilizzato insulti razziali, religiosi ed etnici, umiliazioni fisiche e verbali, abusi fisici, soprattutto sessuali, minacce di follia e di violenza  e  stati forzati di esaurimento fisico e mentale.

* Hanno rappresentato ai pazienti un centro in cui  dovrebbero sperimentare odio e sensi di  colpa verso i  loro genitori a causa del loro essere pazienti ‘pazzi’, hanno dato i figli dei loro pazienti in adozione, ed hanno indotto aborti, apparentemente perché i  membri del Centro sono troppo “pazzi” per essere genitori.

* Hanno avuto in intimità sessuali con i loro pazienti, hanno indotto pazienti a picchiare altri pazienti, hanno autorizzato persone non formate a condurre sessioni di terapia senza alcuna supervisione.
* I clienti sono stati incaricati di togliere la loro biancheria intima e di stare in una “posizione di stress” con le gambe piegate per ore.
* Sono state raccolte “donazioni” per migliaia di dollari dai singoli  pazienti per la costruzione di una palestra che il Centro non ha mai usato, così come per l’acquisto di un ranch con altri terapeuti in Arizona.
* I pazienti sono stati fatti a stare nudi  di fronte a gruppi, ai pazienti è stato ordinato di ispezionare i genitali di altri pazienti di fronte al gruppo.
* Ad un paziente di sesso maschile, che voleva tornare al college per studiare musica, piuttosto che lavorare come meccanico in un centro commerciale, è stato fatto indossare un pannolino, è stato costretto a dormire in una culla e mangiare alimenti per l’infanzia per otto settimane perché il suo terapeuta ha detto che quel paziente voleva vivere la sua vita come un bambino.

Timnick (1986), ha riferito che nel Centro “una volta comunità terapeutica alla moda”, le terapie legali erano  ”diventate più lunghe, più costose e più complesse” definendo questo “un caso di cattiva pratica della psicoterapia nella storia della California” (p. 3). Più di 100 ex pazienti ha presentato denunce di truffa, cattiva condotta sessuale e abusi. Cause civili si sono aperte per più di sei milioni di dollari per conto di ex pazienti (Timnick, 1987).

”Dr. Tim”.

 

A quaranta anni, divorziato, con licenza di psicologo clinico, ha sviluppato un seguito di adepti nel  1971, una parte dei quali esiste ancora anche se lui è morto da diversi anni. Il dottor Tim avuto clienti muoversi in casa sua. Essi pagavano una tassa mensile per la terapia più vitto e alloggio e Tim direva le loro vite. Il dottor Tim e la maggior parte dei suoi seguaci fuggirono all’estero insieme in uno stato orientale quando le spese legali sono state attribuite contro di lui, per accuse di aver abusato sessualmente di minori. Il gruppo ha vissuto in comunità per circa sette anni, fino agli esiti legali. Il gruppo so è spostato ancora, ritornando ad in uno stato occidentale.

Una volta sviluppato, il gruppo era costituito da una media di quaranta membri, tra cui alcuni bambini. C’era un giro d’affari durato tredici, durante il quale  il dottor Tim induceva i suoi membri che lasciandolo avrebbe causato loro il  condurre una vita di sofferenza mentale. I pazienti erano reclutati sostituzioni tra coloro che erano sofferenti. Lasciare il gruppo era difficile, in quanto il dottor Tim aveva invitato i più forti del gruppo a recuperare chiunque fosse un potenziale fuggiasco. Le persone che hanno cercato di lasciare apertamente erano fisicamente minacciate.

Il dottor Tim diceva ai suoi pazienti che era “una persona più illuminata di Gesù”  e che “aveva creato la terapia definitiva, combinando Freud, Zen, Yoga Kundalini, e LSD.” Egli insegnava a “ignorare il proprio ego.”

Nessuna critica o reclami erano tollerati da Tim, le critiche erano propinate come un  ”essere nella tua testa,” piuttosto che “nei vostri sentimenti.” Ogni sensazione veniva etichettata  come un  “essere nella vostra roba” e, quindi, come indicazione del disturbo mentale individuale.

In una sessione iniziale di terapia individuale il dottor Tim privatamente diagnosticava ogni nuovo membro come possessore di segni segreti di una grave malattia mentale (es. schizofrenia paranoica, maniaco-depressiva) e annunciava che solo lui poteva curare la sua persona.

Durante le terapie di gruppo i membri venivano umiliati e castigati da lui come “stupidi, stupidi e pazzi.” Fu detto che i loro genitori, in particolare le loro madri, avevano causato la loro malattia mentale e i pazienti dovevano “dissociarsi” da loro, ma non come fonte di denaro per la terapia. Tutte le telefonate che coinvolgono genitori erano furtivamente registrate e riprodotte in sedute di terapia di gruppo per dimostrare come i genitori erano dannosi per i pazienti.

La terapia includeva il cambio di una carriera intellettuale con un lavoro più umile e fisico, apparentemente “per conoscere il corpo, per avere esperienze Zen, e per imparare a sentire.” Sembra anche, però, che il dottor Tim utilizzasse i suoi pazienti come  servi in casa e per il suo cortile.
Inoltre, la quantità e la regolarità dell’uso di  LSD ha portato i seguaci a ridurre le proprie potenzialità lavorative. Inoltre, lavori a bassa retribuzione nei motel vicino a lui ha reso molto difficile per i “pazienti” accumulare denaro e fuggire dal gruppo. Il Dr. Tim aveva anche indottrinato i  membri a credere che il gruppo era la “famiglia” e gli amici di cui avevano bisogno. Dopo tutto, egli sosteneva, vivevano in una grande casa e avevano accesso alle auto, al sesso e alla terapia non disponibile altrove.
Il dottor Tim ha affermato che le famiglie erano dannose, ha rotto e ha impedito i matrimoni e ha fatto sì che i bambini fossero cresciuti dal “gruppo” e non dalle loro madri. Ha inoltre promosso i contatti omosessuali e eterosessuali. Egli ha permesso che maschi potessero avere quattro o cinque uomini vivendo in una camera da letto insieme e masturbandosi reciprocamente. Poi fece sì che con una pratica yoga  gli uomini, giacendo sul pavimento, riuscissero ad inserire un dito in bocca e il dito medio nel sedere di un altro uomo mentre lo stesso veniva fatto a loro. Durante la supervisione di queste sessioni, il dottor Tim pare avesse rimproverano gli uomini che erano sconcertati per la prescrizione. Il Dr. Tim aveva rapporti sessuali con molte donne, molti uomini, e alcune ragazze adolescenti i cui genitori erano single nel gruppo. Una bambina di nove anni riferì di essere stata chiusa nella sua stanza per oltre  tre anni con i membri del gruppo, dimenticando spesso il suo cibo perché erano stordita da droghe. Il Dr. Tim possedeva tutti i beni e le automobili dei suoi pazienti e spesso usava il  materiale che aveva imparato per sessioni di terapia individuale come leva per portare i pazienti a devolvergli  le proprie proprietà e possedimenti

.
Poco dopo essersi trasferito di nuovo sulla costa ovest degli Stati Uniti, un certo numero di seguaci scappò. Alcuni andarono alle autorità legali, solo per scoprire che il dottor Tim non aveva tenuto il suo rilascio di autorizzazioni o di assicurazione. Il dottor Tim è morto di cancro poco dopo il ritorno alla costa ovest. Un piccolo gruppo di suoi ex “pazienti” vivono ancora nei pressi di uno di loro e si incontrano per esaltare le virtù del loro leader e si chiedono perché le loro vite non hanno mai funzionato. La loro confusione continua 20 anni dopo che  il dottor Tim ha avviato il gruppo e che ha promesso una cura per liberarli. Ex membri sostengono che loro e il gruppo che ancora si aggrappa alla memoria del Dr. Tim sono stati danneggiati in maniera irreversibile.

 

 

Culti di terapia non professionale

La libertà sulla costa dell’est ha permesso lo  sviluppo di  due culti psicologici in Stati che non hanno leggi che regolano le pratiche psicologiche. Alcuni uomini al ritorno da detenzioni restrittive elaborarono terapie che portarono alla costruzione di comunità settarie. Un gruppo era basato sulla tecnica di  ”Primal Scream”, l’altro sulla terapia di attacco provocatorio di un tipo spesso etichettato come un programma “Synanon-clone”.
Un caso. Un uomo operava da un appartamento al secondo piano in un quartiere occupato metropolitano. Reclutava adepti dai bar nelle vicinanze, librerie e avvicinandosi a mense in cui erano presenti  uomini  e donne single, invitandoli a prendere un caffè e parlare con lui della sua “terapia”. A volte usava manifesti in cui venivano pubblicizzate conferenze gratuite sulla “psicologia del sesso, sulla psicologia in generale  e sulla solitudine.” La sua intelligenza di strada assieme al suo estro e al suo gergo procuravano una attenzione intensa e seduzione. Raccontava storie dettagliate in privato sulla sessualità ma le raccontava anche in pubblico,  in sessioni di gruppo, per dimostrare come era “addolorato e danneggiato” da ogni persona. Nel suo gruppo si pagava poco per incontri iniziali, ma nello stesso tempo elaborava costosi corsi “intensivi”. Radunò informazioni dettagliate sulla situazione patrimoniale di ogni persona, famiglia e contatti sociali.  Combinava le sue  informazioni con le proprie interpretazioni delle tecniche di Primal Scream per fa abbassare le difese dei suoi adepti e per renderli sempre più dipendenti da lui. Una quindicina di persone negli ultimi otto anni hanno speso il loro tempo libero con lui, frequentando i seminari e incontrandolo individualmente più volte alla settimana, e facendo affidamento su di lui per la maggior parte delle decisioni della vita. Diversi studenti universitari chiedevano denaro ai propri genitori per l’acquisto di “terapia” da lui. Chiedeva  che le sue prestazioni fossero pagate in contanti. C’è stato turn-over tra i seguaci, ma pochi erano stati presenti nel primo periodo in cui ha creato il gruppo.

Secondo caso. Il secondo gruppo è stato avviato da un comunicatore descritto come un borghese,  un uomo sulla quarantina che aveva imparato la terapia conflittuale di attacco durante un programma di riabilitazione dalla droga, che gli era stato somministrata durante il periodo di dentenzione.

La sua storia rivela un carattere disordinato di un uomo che, dopo aver lasciato il suo programma di riabilitazione dalla droga, ha visto i vantaggi economici di fornire “terapia” per difficoltà ad adulti occupati in uno stato al limite della legalità. Usando le sue tecniche di accoglienza e le modalità di controllo, ha “messo su bottega”. Inizialmente, ha attirato alcuni clienti dal bar e da un ristorante, poi ha chiesto  loro di reclutare  amici e parenti. Più tardi, ha iniziato  la collaborazione con uno psichiatra ed uno psicologo. Questi professionisti gli erano utili per creare un’aura di “scienza e credibilità” a quella che era la sua attività. I documenti legali (non citati qui per proteggere l’anonimato delle parti lese) hanno evidenziato che nessuno dei suoi pazienti è stato visitato e inviato ad un trattamento più appropriato medico o psicologico.
Per più di dieci anni ha controllato la vita di un gruppo di circa sessanta persone. Ai suoi ordini, questi seguaci hanno limitato le loro amicizie al gruppo, hanno reciso le relazioni con le loro famiglie di origine, hanno trascorso la maggior parte del loro tempo libero, vacanze comprese, con lui, e strutturato le loro vite dopo il suo diktat. Dirigeva gruppi di confronto, offriva consulenza individuale, supervisionava la vita sanitaria, finanziaria e sociale dei suoi “clienti”, e li induceva a trascorrere le proprie vacanze con lui.

Terzo caso. In un altro stato, un uomo abbandonato ha iniziato la  sua carriera in un culto composto principalmente da assistenti di volo delle linee aeree. Ha partecipato a molti incontri di formazione e si è sottoposto a  terapia personale. Egli ha letto molto sulla psicologia “innovativa” e si è sottoposto abilmente  a psicoterapie varie, interviste, tecniche interpretative e di mediazione. Ha frequentato ristoranti vicino ad un aeroporto locale sino a tarda notte. Con una tazza di caffè e il giornale della sera aveva avuto un approccio con una assistente di volo femminile che stava mangiando da sola, chiedendole di condividere la sua tavola. Le aveva spiegato che era un genitore premuroso per i suoi figli giovani che erano a casa con una baby-sitter, si informò sulla carriera della donna e della famiglia e fece una breve intervista di screening per individuare la solitudine, la vulnerabilità, la fiducia nelle donna. Non le fece offerte sessuali, ma mentre la donna stava terminando il suo pasto scrisse il suo indirizzo e numero di telefono su una scheda e le disse: “Domani sera incontrerò alcuni amici. Parlerò di alcune riflessioni sulla psicologia con loro. Sei invitata, se vuoi.” Egli poi aveva indotto un certo numero di donne a trasferirsi nella sua grande casa, dalle quali faceva pagare l’affitto, si faceva fare donazioni “per il gruppo” e per le lezioni e le consulenze psicologiche che lui offriva. Alla fine ha indotto il suo gruppo di  ”pazienti”, che egli consigliava intensamente, a limitare la loro vita sociale al gruppo ed evitare vecchi amici, parenti e amanti. Ha incontrato singolarmente con ogni donna, ripetutamente per “analizzare” le sue esperienze passate negative e sviluppare un intenso rapporto di “transfert”, in cui era in grado di ottenere una dipendenza sempre più forte da lui. Nel tempo è riuscito ad organizzare un giro d’affari tra gli  iscritti, ed anche a sviluppare una rete di seguaci donne che avevano l’onore di diventare le sue amanti, baby-sitter e governanti. Le donne più alla periferia venivano sottoposte a un’intensa “analisi” mediante sessioni in cui interpretava le loro motivazioni e cercava di evocare intense “esperienze catartiche”. Coloro che si spostano più vicine a lui sostituivano man mano  quelle che si allontanavano.

Quarto caso. Ancora un altro gruppo cultuale è stato attivato circa otto anni fa da Ray, un uomo senza titoli di studio. Ha mantenuto un gruppo di una media di circa 30 membri in tutto quel periodo. Una parte importante di questi seguaci sono psicologi e laureati in psicologia in fase di tirocinio. Ray attrae questi professionisti attraverso annunci per seminari sullo sviluppo del potenziale umano. Egli afferma che insegnerà loro come “unire, trasformare, e coniugare le proprie esperienza di vita”. Egli sostiene di offrire i suoi servizi in maniera “completamente gratuita”, e che “insegnerà a realizzare i propri sogni, perché l’universo è a portata di mano”. Vende corsi di formazione di base di tre settimane, di solito in località di vacanza attraente, in cui promette modi per “ricreare continuamente se stessi, essere liberi acquisire il tutto in modo gratuito.” Ricoprendo queste abilità personali “nascoste” di ciascuno, promette ai partecipanti di renderli terapeuti e persone più libere.
Ray recluta selettivamente alcuni partecipanti dei seminari chiedendo loro di trasferirsi a casa sua vicino a una grande città, dove egli afferma che si “trasformeranno, alleneranno, impareranno ad arrendersi, ad essere in servizio, e ad abbattere le loro difese, ad affidarsi”. Abbastanza importante, ha messo su un “fondo finanziario libero” a cui seguaci sono chiamati a contribuire “solo con contanti, niente assegni o carte di credito”.
Quando i suoi seguaci si trasferiscono da lui, Ray dice loro che sono “perdenti, che devono rinunciare alla propria vita per lui e che egli è la loro guida, il loro Maestro”. Poiché la maggior parte sono professionisti e provengono da altri stati, spesso hanno difficoltà a trovare lavoro a causa di problemi di licenza e di altro genere. Così, la maggior parte è costretta ad accettare lavori a bassa retribuzione o di prendere in prestito denaro al fine di partecipare ai servizi offerti di Ray.

I seguaci che non mostrano una costante attività vengono considerati da Ray come perdenti e vengono messi da parte a svolgere ”trattamenti” degradanti. Queste persone riferiscono che mentre erano nel gruppo erano depressi, demoralizzati, e cronicamente ansiosi rispetto a come “essere”. La loro autostima è stata schiacciato e si sentivano dipendenti, sbagliati e cercavano ansiosamente di comportarsi come Ray avrebbe voluto. L’atmosfera prevalente del gruppo è stato un contrasto tra alta tensione prodotta da Ray e la dipendenza indotta. Ex seguaci descrivono come Ray che sembra essere la più innocente, la più tenera persona, è l’uomo più spietato che abbiano mai incontrato. Ripete ai suoi seguaci di “ricreare loro stessi, per mezzo di una trasformazione, fusione con quella esperienza che egli permette loro di avere”.
Uno psicologo esperto sulla quarantina d’anni ha trascorso diversi anni con il gruppo, mentre lavorava in una clinica di tutto rispetto. Egli ha osservato: “In qualche modo quando ero intorno a lui, ho perso il mio senso di sé, ho perso tutta la mia conoscenza, tutte le mie capacità diagnostiche non sono riuscito a riconoscere uno psicopatico brillante aveva il controllo su di me.” Il gruppo continua a crescere e Ray ha ora  dato vita a due grossi gruppi di seguaci.

Osservazioni conclusive

I gruppi segnalati qui, sia se creati da terapeuti formati sia da non professionisti, nascono assumendo molteplici ruoli e portano tutti i leader ad esercitare un controllo sulla vita dei cosiddetti pazienti-seguaci. I leader di questi culti di psicoterapia sembrano corrotti e utilizzando liberamente nozioni di psicologia e popolar-psicologia fanno affermazioni senza limiti, acquisendo poteri e competenze personali. Così essi denigrano i genitori dei loro pazienti, il matrimonio e l’unità familiare ed esaltano l’espressione cruda dei “sentimenti” ritenendo l’intelletto e la ragione come ostacoli alla crescita personale.
Alcuni leader, ma non tutti, hanno ampiamente promulgato la nozione di “uscire di testa” e, di conseguenza, avevano seguaci  tecnici o professionisti del settore. In molti casi, la perdita di controllo assieme a quella del proprio patrimonio economico ha reso sempre più dipendenti i seguaci dal proprio leader.
La personalità, i tratti del carattere, e la viva fantasia dei leader di questi gruppi settari sembrano dirigere l’intero percorso di un particolare gruppo. Diversi leader esagitati o psicopatici, per esempio, hanno creato gruppi che sono in continua attività. In un caso un leader ha chiesto ad un  suo seguace di spostare la sua residenza 25 volte in due mesi. In altri casi, come ad esempio nelle sessioni di gruppo sull’omosessualità del Dr. Tim, il leader lentamente disinibiva  i suoi membri al fine di persuaderli ad accettare comportamenti e valori che permettevano a lui di vivere le sue fantasie, come ad esempio essere una persona potente, essere al di sopra della legge, indulgere in atti sessuali sfrenati, etc. Temerlin & Temerlin nei loro primi lavori hanno evidenziato come alcuni terapeuti formati funzionassero come leader di setta (Temerlin & Temerlin, 1982, 1986) ed hanno identificato le principali caratteristiche dei culti di psicoterapia. Essi hanno scritto:

Gli psicoterapeuti con caratteristiche di tipo carismatico possono così manipolare la relazione terapeutica creando dei gruppi di persone che funzionano in maniera molto simile ai culti religiosi distruttivi. Le tecniche usate da questo tipo di  terapisti sono caratterizzate da:  a) aumento della dipendenza, b) aumento dell’isolamento, c) riduzione della capacità di pensiero critico, e d) scoraggiamento dell’interruzione della terapia. (Temerlin & Temerlin, 1986, p. 234)

Altre ricerche successive, riportate in bibliografia, di Temerlin Temerlin hanno portato ad altre scoperte di culti di psicoterapia creati da non professionisti. Come per altri tipi di sette, i culti di  psicoterapia tendono ad impiegare programmi coordinati di influenza, di sfruttamento e di controllo del comportamento al fine di soggiogare i membri alle esigenze e ai desideri dei dirigenti. Questi gruppi ben illustrano i processi che caratterizzano un programma di riforma del pensiero, e mostrano chiaramente come i leader attaccano e minare il senso di sé dei seguaci, così privandoli della capacità di autonomia del  giudizio e della elaborazione dell’informazione sul mondo e su se stessi.

Bibliografia

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Acknowledgements

We are grateful to Jane Temerlin, M.S.W., wife and colleague of the late Dr. Maurice Temerlin, for her assistance in completing this manuscript, which meant so much to her husband.

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Margaret Thaler Singer, Ph.D ., Adjunct Professor of Psychology at the University of California, Berkeley, passed away in 2003.

Maurice K. Temerlin, Ph.D., before his death in 1988, had been in private practice in Oklahoma City.

Michael D. Langone, Ph.D. is Editor of the Cultic Studies Journal and Executive Director of the ICSA .

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Cultic Studies Journal, Vol. 7 No. 2 1990
This article is an electronic version of an article originally published in Cultic Studies Journal, 1990, Volume 7, Number 2, pages 101-125.

http://www.freeminds.org/psychology/cults/psychotherapy-cults.html

 

Margaret Thaler Singer, Ph.D.

Professore emerito di psicologia presso la Berkelev, Università della California. Muore il 23 Novembre 2003, all’età di 82 anni.

Durante la sua attività ha tenuto conferenze in tutto il mondo e ha ricevuto diversi riconoscimenti per il suo lavoro, tra cui il premioHopheimer nel 1966 dall’American College of Psychiatrist e la Stanley Dean R. e quello per la ricerca in schizofrenia nel 1972 dalla American College of Psychiatrists .

La Singer ha prodotto ricerche innovative sul lavaggio del cervello dei soldati americani catturati durante la guerra di Corea, e spesso è stata nominata da avvocati come testimone esperto o anche contattata dai mezzi di informazione per il commento su casi di alto profilo, tra cui il Tempio del Popolo e il suicidio di massa a Jonestown, nella Guyana. Inoltre si è occupata della ricerca del Hillside Strangler a Los Angeles, e quella su Branch Davidian e del culto Porta del Cielo. Nel corso degli anni, ha intervistato più di 4.000 membri di sette, tra cui Charles Manson e molti dei suoi seguaci.

 

Traduzione libera di Lorita Tinelli ©

 

Immanuel Elesion a Mi Manda Rai 3

Guru Di San Lorenzo

Adolfo Morganti – Le Psicosette.

Studioaperto L inchiesta sulla setta Arkeon Video Medias

Les anti-sectes s’organisent avant le 21 décembre

Le maire de Bugarach devant une forêt de caméras : il a l\'habitude.

Le maire de Bugarach devant une forêt de caméras : il a l’habitude.  © THIERRY GRILLET

Occupé à couper du bois, le maire de Bugarach ne s’attendait pas à une telle visite. Vendredi après-midi, deux bus pleins à craquer ont fait leur entrée dans le petit village de l’Aude.

Jean-Pierre Delord a vite compris que la petite salle qu’il avait prévue pour recevoir la visite des membres du congrès du Fécris (La fédération européenne des centres de recherche et d’information sur le sectarisme tenait son congrès samedi à Salses, dans les Pyrénées-Orientales) ne suffirait pas.

« Je pensais recevoir une douzaine de personnes tout au plus », s’amuse-t-il tout en invitant les quelque 150 congressistes à rejoindre une salle plus grande. Parmi eux, des représentants d’associations européennes, mais aussi canadienne, russe ou sud-africaine qui luttent contre les dérives sectaires. « Ils sont venus s’enquérir du phénomène pour pouvoir prévenir les gens qui s’adresseraient à eux sur ce sujet dans chacun de leur pays », explique Didier Pachoud, l’un des organisateurs de ce déplacement.

Et si le pic, plongé dans la brume une bonne partie de l’après-midi, ne les a finalement qu’assez peu intéressés, le charisme et la bonhomie du maire les ont fascinés. Il faut dire que l’homme est maintenant à l’aise, même face à une forêt de caméras dont il s’amuse. « Voyez-vous arriver de nouvelles populations ? », interroge un journaliste. « Ça fait des lunes que j’en vois. Depuis 40 ans que je suis là, des gens viennent en pèlerinage à Bugarach. À l’époque, un copain m’avait dit : “tu verras, bientôt, Bugarach sera comme Lourdes”. Je commence à croire qu’il avait raison ! ».

À cette congressiste qui insiste pour connaître la particularité du pic, il vante la qualité du point de vue «à 360°» depuis le sommet. « Et aussi les boussoles qui n’indiquent pas vraiment le nord, comme dans de multiples autres lieux sur terre ! ».

Depuis que le pic fascine sectes et illuminés, le village fait la Une des journaux. Pourtant les rues sont le plus souvent désertes et les maisons à vendre toujours aussi nombreuses. Le chemin qui monte au sommet connaît lui, une belle affluence. « Jusqu’à 20 000 randonneurs par an, contre 10 000 habituellement ».

Si le maire semble prendre les événements avec recul et philosophie, il n’en reste pas moins prudent. « Même si je pense que, finalement, il n’y aura pas grand monde, il faut prendre toutes les précautions. Nous travaillons avec les services de gendarmerie. Depuis deux, trois mois, ils ont repéré tous les accès au pic et tous les abris éventuels. Un peloton de secours en montagne sera sur place ».

Le maire a pris un arrêté pour interdire l’accès au pic pendant tout le mois de décembre. Il est également monté à la rencontre d’un ermite espagnol qui vivait dans un abri de berger pour l’inciter à quitter les lieux. Quant à la soirée du 21 décembre, il s’apprête à la passer tranquillement devant la télévision. Arte diffusera un documentaire sur la vraie vie des habitants de Bugarach. «Formidable ! », selon lui.

Fonte: L’independant