Archivi giornalieri: ottobre 8, 2012

L’ABUSO MENTALE DA PARTE DEI CULTI E DI ALTRI

Di Adrian e Anne Greek

 

Traduzione italiana a cura della Dott.ssa Olimpia Quattromini per il CeSAP Centro Studi Abusi Psicologici, durante la sua attività annuale di tirocinio formativo

Editing e supervisione Dr.ssa Lorita Tinelli

PREFAZIONE

 

Questo libro esplora la fragile libertà che ognuno di noi ha nello sperimentare la propria mente e i metodi che possono usurpare tale libertà. Cosa più importante, il libro propone alcuni passi dell’Azione Positiva che incrementa la resistenza al controllo della mente e velocizza il recupero degli effetti.

La conoscenza dell’“abuso mentale” è basata su oltre trent’anni di esperienza di aiuto alla persona e di acquisizioni delle abilità per seguirla individualmente, in coppia, in famiglie e come membri di un’organizzazione.

Di particolare interesse per noi, durante gli otto anni passati, è stato lo studio delle organizzazioni dei culti distruttivi e la conduzione del counseling su famiglie e persone afflitte da inganno e manipolazione da parte dei culti da controllo mentale.

Per ciascuno di voi potrebbe essere interessante analizzare i maggiori punti da noi citati. Ecco una lista di questi punti e il rimando ai relativi capitoli.

  • La suscettibilità degli individui alla seduzione e al sogno magico (Cap. 4 e 5)
  • Polarizzazione del Buono e Cattivo (Cap. 6)
  • Creazione della dipendenza (Cap. 7 e 8 )
  • Perdita della individualità personale (Cap. 9)
  • Isolamento e Controllo dell’informazione (Cap. 10)
  • Manipolazione dello stress (Cap. 12 e 13)
  • Manipolazione della colpa (Cap. 14)
  • Uso di una confessione pubblica (Cap. 15)
  • Manipolazione del linguaggio e del pensiero (Cap. 17 e 19)
  • Manipolazione della paura (Cap. 11 e 18).

Scrivendo questo libro, abbiamo cercato di utilizzare uno stile che vuol essere comprensibile sia per i bambini che per gli adulti. Ci siamo concessi due libertà.

Nel testo abbiamo utilizzato il pronome personale maschile per includere chiunque. I riferimenti agli studi attribuiti agli altri sono stati parafrasati e il riferimento è preso dalla fonte originale che può essere ritrovato dal lettore per una piena comprensione del testo.

Le osservazioni, i commenti, le conclusioni alle opinioni sono di responsabilità degli autori.

CAPITOLO 1

INTRODUZIONE

Questo è un libro sull’Abuso Mentale e non vuole imporre delle vere tecniche per il lettore. Non deve apparire come un’autorità che scoraggia domande o pensieri indipendenti. Non impone sentimenti di colpa o paura. Non propone segreti o manipola logiche per incoraggiare verso false conclusioni.

Gli scrittori sono degli esseri umani imperfetti, così come i lettori e possono compiere errori basati su di una limitata esperienza, memoria o pensieri subconsci.

È importante che il lettore conosca la filosofia o le credenze che governano il proprio approccio al fenomeno. Gli assunti sulla personalità individuale usati nel libro sono presentati qui di seguito. Un test per ognuno. E’ vero per te? Sei completamente o parzialmente d’accordo?

  1. Ogni individuo è unico e differente. Ciò è dovuto ai geni. Alcuni possono essere più piacevoli di altri, ma ognuno di noi è unico. Ogni esperienza individuale è differente da quella degli altri. Il contesto in cui si vive è una variabile importante (luogo, famiglia, chiesa, scuola, classe economica, età). Le relazioni sociali sono anche uniche (genere, razza, amici, ruolo). Le esperienze interiori, i pensieri e le idee sono differenti; e se sono simili agli altri se ne traggono spesso diversi assunti o conclusioni.

  2. Ogni individuo possiede il potere di controllo della propria vita. Le proprie forze superano le proprie debolezze. Per svariate ragioni si può negare a se stessi questo potere. Ciò è dovuto ad una distorsione di come si vede se stessi in relazione agli altri. Si vede solo il lato migliore o pubblico. Come risultato si conclude che la nostra è fortuna, mentre gli altri hanno il potere di avere quello che desiderano. Ci si sente senza potere in relazione agli altri.

  3. Ogni individuo può sviluppare una propria consapevolezza legata alle proprie idee, sentimenti, pensieri e necessità personali. Ciò può offrire un’occasione per capire chi si è e come ci si relaziona al mondo che ci circonda.

  4. La famiglia è l’istituzione basilare che supporta il proprio sviluppo personale. Le famiglie sono gruppi di persone che si prendono cura di ciascuno e vogliono il meglio per ciascun membro. Sebbene ogni famiglia sia composta da persone imperfette, il fatto che altri provvedano alle cure stimola la crescita personale e incrementa la propria autostima.

  5. Ogni risposta individuale alle situazioni è appropriata. Basata sulle opzioni conosciute, include le risposte del passato alle situazioni simili a ciascuno o ad altri, e ogni persona sarà in grado di prendere la migliore decisione possibile. È il punto di vista e l’esperienza della persona coinvolta.

  6. Tutte le informazioni disponibili vengono dai sensi – vista, udito, tatto, gusto, olfatto e sentimenti (cambiamento della tensione muscolare). Dopo aver valutato queste informazioni attraverso la percezione, si possono creare assunti sul loro significato.

  7. La libertà completa di scelta deve considerare un’alternativa distruttiva così come una costruttiva. Ciascun individuo può selezionare cosa sembra più appropriato alle necessità presenti. Tutte le scelte devono essere considerate come possibili, con una minore evidenza su cosa gli altri pensano che sia giusto.

  8. I comportamenti di una persona sono più veritieri delle parole.

  9. Le decisioni di scelta non sono né giuste né sbagliate, né buone né cattive. Ogni decisione ha dei rischi di risultato sconosciuto ma le conseguenze non determinano la giusta scelta.

  10. Le persone possono cambiare. I cambiamenti si basano sulle nuove esperienze. Le nuove decisioni possono rinforzare la decisione originale o essere una decisione di cambiamento.

  11. Il comportamento umano è governato prima dal cuore, poi dalla ragione. Quando vi è un conflitto tra idee ed emozioni, le risposte emotive hanno la meglio. Le decisioni di testa sono spesso supportate dalle emozioni.

Questi principi sono veri per tutte le persone normali che logicamente connettono pensieri ed esperienze. Ciò non vale o vale solo in parte per tutte le persone che hanno il “cervello danneggiato”, ritardo mentale, psicosi o sono governate da false visioni del mondo, illusioni o allucinazioni.

Il termine abuso mentale usato nelle pagine seguenti, si riferisce a un processo secondo cui l’abilità del vivere come libera, indipendente e unica per quella persona è danneggiata. Non vi sono implicati valori o intenzioni da parte delle persone descritte.

I termini abusante- schiavo- vittima definiscono solo la posizione presa nel processo dinamico. Se si è in una posizione inferiore o superiore, si può osservare come i pensieri e sentimenti di una data persona siano distorti. Una stessa persona può cambiare posizione a seconda delle relazioni con gli altri (da abusante diventare abusato o viceversa). Molte vittime continuano a rinforzare la loro posizione abusando dei propri sentimenti o colpe e riducendo il proprio potere. Quindi vi è una distorsione della visione di se stessi, delle proprie relazioni e del mondo in generale. Occorre rompere questo circolo vizioso.

 

CAPITOLO 2

1984- REALTA’ O FINZIONE?

Il calendario sul muro dice “1984”. Un anno diventato famoso perché è anche il titolo del libro di George Orwell. Questo lavoro spaventò milioni di persone con la descrizione di un mondo controllato dal Grande Fratello, la cui immagine era ovunque e avvisava che Il Grande Fratello ti sta guardando!

Il Grande Fratello dirigeva tutti pensieri e la realtà in un superstato dell’Oceania attraverso una collezione di dipartimenti, uffici e ministeri.

Il Ministro della Verità sviluppava una propaganda con Newspeak (nuovo linguaggio) e scriveva e riscriveva la storia utilizzando Newthink (nuovo pensiero).

Il Ministro della Pace manovrava le guerre per ricordare alla gente la presenza di nemici esterni pronti ad impaurirli e per rassicurarli che l’Oceania era forte grazie all’indiscutibile obbedienza e lealtà.

Il Ministro di Amore manteneva legge e ordine, con l’aiuto della Polizia Pensante. Il peggiore crimine era avere dei pensieri critici sullo Stato.

Il Ministro dell’Abbondanza manovrava l’economia in modo da convincere la gente della scarsità e del bisogno di sacrificio.

Il Doppiolinguaggio era il linguaggio del governo e gli slogan dell’Oceania erano:

La guerra è la pace

La libertà è schiavitù

L’ignoranza è la forza

Winston Smith, il protagonista del libro, cerca di scappare da questi obblighi sociali e psicologici, completamente dominato dalla paura e dal controllo del pensiero. La storia del raggiungimento della libertà è simultaneamente affascinante e orribile, forse perché la storia sembra possibile e reale nel contempo.

Il mondo di Winston Smith esiste nel mondo attuale dell’anno 1984? Questa domanda ha trovato spazio in numerosi articoli. Esempi sono “Watergate”, “Missili peacemaker” ecc.

Gli sforzi di qualunque gruppo di dominare il pensiero dell’opinione pubblica negli Stati Uniti sono stati limitati dalla libertà di stampa e da un sistema di educazione indipendente. L’uso del governo del controllo mentale e della distorsione della realtà attraverso una rieducazione di sistemi è stato utilizzato dalle maggiori potenze come la  Russia e la Cina con grande successo, la stessa cosa succede in Iran, Libia, Uganda e Cuba.

La mente può essere lavata… la nostra anima può essere trasformata da un essere umano occidentale ad un islamico. Se abbiamo un modo di pensare indipendente, come ci possono colpire? Possono solo farlo tra loro stessi, come hanno fatto.

Ayatollah Ruhollah Khomeini

PERCHE’ 1984?

La scelta di Orwell dell’anno 1984 è stato selezionata arbitrariamente invertendo gli ultimi due numeri dell’anno 1948, che è l’anno in cui è stato scritto il libro. Comunque è stata una buona scelta. Molte delle condizioni descritte sono state il prodotto dell’espansione delle conoscenze scientifiche, comunicazione di massa, degli sconvolgimenti sociali seguiti alla Seconda Guerra Mondiale. La caduta della bomba atomica ha determinato un’era in cui i bambini degli anni cinquanta sono cresciuti sotto la minaccia di un annientamento nucleare. Le speranze pessimistiche circa il futuro hanno determinato apatia, seguita dall’idealismo e dal ritiro dell’amore per i bambini degli anni 60.

La confusione, avanzata dai rapidi cambiamenti sociali, è stata accompagnata dalla crescita della società mobile, lo scardinamento dei tradizionali ruoli sessuali, la rapida espansione delle conoscenze, la caduta dei limiti comportamentali sociali. Il risultato è stato un’ulteriore dissoluzione accompagnata dalla speranza per l’Ultima risposta che avrebbe risanato la stabilità del passato.

Questi cambiamenti hanno incrementato altri cambiamenti e sfide.

L’esplosione dell’informazione costringe un rapido sbarramento dei nostri sensi alla Tv, libri, giornali e altri aiuti mediatici aiutati dai computer e macchine fotocopiatrici. La gente si sente senza potere per rispondere.

La comunicazione di massa predica o oscura fatti necessariamente per la buona decisione e crea e interferisce con la vera intimità.

L’interruzione della qualità della vita familiare è stata accompagnata da un incremento dei divorzi che hanno portato all’economia della crescita delle complicazioni.

Le famiglie forti che supportano il sistema, dove prendersi cura delle persone può trovare incoraggiamento, sono state individuate.

Il più comune uso delle tecniche del controllo del pensiero è nel mondo più incontrollato e non protetto delle relazioni personali, organizzazioni cultiste, dove non vi è alcun bilanciamento mediatico e punti di vista dissonanti.

La tecnologia della manipolazione, della propaganda e l’abuso mentale sono sempre esistiti, ma l’incremento attraverso brevi risposte e la speranza di poter predire il futuro ha prodotto un cospicuo gruppo di vittime potenziali. In aggiunta, l’avanzamento tecnologico scientifico ha creato possibile il sistematico e metodico abuso mentale, più facile da ottenere, predire e utilizzare. Questa epidemia dell’abuso mentale può solo essere fermata quando tutti noi capiremo i metodi dell’abuso mentale e la modalità in cui ciascuno di noi risulta essere vulnerabile.

Il mondo reale del 1984 non è perfetto, e il riconoscimento dei pericoli potrà servire a metterci in guardia. La consapevolezza delle tecniche manipolatorie e lo sviluppo di abilità attraverso cui ognuno di noi può creare un miglior mondo personale, libero dall’abuso mentale, è l’altro lato della medaglia.

Questo libro è stato scritto non per creare paranoia basata sulle informazioni presentate circa questa battaglia, ma per nutrire una continua speranza ed un futuro di libertà personale e realizzazione per ciascun lettore.

 

 

 CAPITOLO 3

L’ABUSO MENTALE

ABUSO è una parola definita dal Dizionario Webster’s Seventh New Collegiate come:

1. attaccare con  parole, ingiuriare, raggirare, mettere l’altro in una condizione sbagliata o impropria, usare ciò per ingiuriare o danneggiare, maltrattare

2. una pratica corrotta, uso improprio o trattamento improprio, un atto ingannevole, inganno; linguaggio abusivo; maltrattamento fisico.

Oggi ascoltiamo giornalmente la prevalenza dell’abuso fisico nella violenza familiare, nelle rapine, abuso di alcol e droghe. Comunque, la più frequente forma di abuso è quello mentale, che interrompe e viola l’abilità della persona di prendere liberamente decisioni basate su valide informazioni, inclusa la consapevolezza personale. L’abuso fisico è preceduto spesso dall’abuso mentale ed in entrambi i casi gli ultimi effetti sono mentali.

I genitori hanno ricevuto molte delle responsabilità per i danni mentali,  con l’implicazione che le tarde emozioni ed i problemi psicologici sono determinati da traumi infantili. Questo concetto ignora 2 importanti fattori.

-Primo, i genitori non hanno ragione per colpire intenzionalmente i loro bambini. Al di là delle osservazioni sull’infanzia di come i genitori fronteggiano le situazioni, molti hanno scarse informazioni per guidarli. Come i genitori che frequentemente devono prendersi responsabilità decisionali circa il benessere dei bambini, quando non c’è una buona risposta disponibile.

-Secondo, i bambini hanno il potere di decidere come devono rispondere all’esperienza della vita. Se c’è stata una precoce o inappropriata decisione, essi possono scegliere di cambiare la modalità di risposta ad una situazione simile in futuro. Essi hanno solo bisogno di realizzare che il potere di ri-decidere esiste.

C’era una non semplice risposta, ma è chiaro che usando le esperienze di genitori e bambini come capro espiatorio o razionalizzando i  danni conseguenti si andava a rinforzare solo l’atteggiamento di mancato potere della vittima.

C’è una scuola di pensiero che designa le colpe delle vittime dell’abuso mentale, chiamata “Seekers” (cercatori). Alcuni possono aver cercato facili risposte ai cambiamenti della vita, ma solo pochi possono attualmente cercare la propria tortura e la personalità impotente descritta in queste pagine.

Le colpe trovate non ci aiuteranno a comprendere il problema dell’abuso mentale. La nostra società è composta da molte istituzioni persone diverse, ciascuno occupante ruoli designati per servire i bisogni espressi dalla società stessa. Tutto ciò è imperfetto e continuamente forzato al miglioramento. La risposta per una società libera e democratica rimane provvedere al personale potere di decidere e ri-decidere di ciascun individuo. L’accettazione dei diritti base e delle responsabilità di un livello personale è il primo passo al fine di eliminare le imperfezioni del sistema. Nelle pagine che seguono, avremmo modo di vedere processi che contribuiscono all’abuso mentale. Il primo successo è la consapevolezza di come questi processi contagiano ognuno di noi, più il modo in cui possiamo contribuire all’abuso di altri. Una volta compreso ciò possiamo in seguito decidere cosa vogliamo fare con l’abuso mentale come educatori, legislatori, ministri, consulenti, dirigenti, genitori, amici, amanti e individui.

L’abuso mentale è generato nel momento in cui qualcuno conosce cosa sia meglio per un’altra persona e non ha il potere di persuaderlo attraverso un aperto e onesto dialogo. Come quando una persona tenta di guadagnare potere mettendo in disordine i suoi pensieri e sentimenti e sostenendo il suo volere al di sopra di sé.

Questo processo di rinuncia del proprio potere è stato descritto da un nostro caro amico, il Pastore Floyd Schwanz. Egli paragona l’abuso mentale al cuocere una rana. Per fare ciò:

  1. Prendere una succosa e non sospettosa rana pronta per essere cucinata.

  2. Metterla in una pentola d’acqua a temperatura ambiente dove vi sia un ambiente umido e confortevole (non metterla in una pentola d’acqua bollente o potrebbe saltar via).

  3. Scaldare l’acqua nella pentola né gradualmente né velocemente. Non importa quanto la rana sia contenta di stare in questo spazio.

  4. Quando l’acqua bolle la rana è cotta! Ed essa non si è accorta di quanto le è accaduto.

La velocità di ciò che avviene dipenderà dalla dimensione della fiamma. La rana non avvertirà il pericolo perché si sentirà bene e il calore è applicato per gradi, passo dopo passo, sinché sarà troppo tardi per scappare. Non sentirà questo processo così come una persona non sentirà l’attacco dell’abuso mentale.

Ci sono tre livelli di abuso mentale in ordine di potenziale danno.

Livello 1Confusione del sé, pensieri e sentimenti. A questo livello la vittima ruota attorno ad un’altra persona per la validazione dei suoi bisogni, successi o insuccessi. Non è sicura dell’esattezza dei suoi pensieri e sentimenti, sinché qualcun altro non confermi quanto da essa provato.

  • Uno sposo in conflitto con la sua relazione si assume la colpa e non vuole parlare dei problemi. Egli non può esprimere sentimenti e non può avere alcuna opinione su cosa fare, non sa cosa vuole o di che cosa ha bisogno.

  • Un operaio è obbediente sereno, non rivendica i suoi diritti e spaventato dal contribuire con nuove idee all’incontro con il suo supervisore o altri operai.

Livello 2 –La perdita del pensiero critico, la piattezza emozionale, la sottomissione ai desideri degli altri. Il soggetto inizia ad esibire dei cambiamenti di definite caratteristiche di personalità. Una singola emozione è espressa esteriormente, mentre la paura, la depressione e lo stress sono espresse interiormente dalla personalità individuale; e gira agli altri le decisioni, non confida nei propri pensieri e opinioni. Egli non ha perso l’abilità di funzionare in aree fuori dall’influenza degli altri; può prendere altre decisioni così come non può interrompere la sua relazione con l’abusatore.

  • L’uomo Sì è l’impiegato che ogni Capo vorrebbe, mai in disaccordo, anche se obiettivamente viene compiuto un errore. Non prende mai decisioni indipendenti e lavora per tante ore dando l’impressione di essere indaffarato. La paura di non fare la cosa giusta, l’essere scaricato o il non essere accettato domina il suo comportamento.

  • Una prostituta gira tutto il suo denaro al suo protettore, anche se egli abusa fisicamente di lei. Lei dimostra di non sentire o di non coinvolgersi in relazioni sessuali con i suoi clienti e con il suo protettore.

Livello 3 – Sostenere il controllo degli altri con possibili danni fisici o mentali. La vittima diviene così confusa che l’intervento esterno di un consulente può solo portarlo a fare violenza su di sé (suicidio) o sugli altri. Ciò rimarrà vero finché non vi sarà uno sradicamento dell’influenza dell’abusatore giorno dopo giorno.

  • Una donna è avvilita e picchiata frequentemente dal suo amato, ma quando essa ha l’opportunità di lasciare la relazione si rifiuta e torna indietro. Entrambi sono intrappolati nella convinzione che ciò che hanno rappresenta il solo tipo di amore possibile. Si sentono indegni di una relazione genuina o di un’altra opinione.

  • Un veterano del Vietnam manifesta comportamenti distruttivi nel tempo come droga, violenza o crimini. (I sintomi del Disturbo Post – traumatico da Stress sono simili a quelli dell’abuso mentale).

Quando una persona ha sperimentato la totale perdita del controllo personale e la consapevolezza della sua identità unica, conseguentemente richiede aiuto. In molti casi, egli può riguadagnare il controllo personale e la consapevolezza attraverso un consulente, uno che può resistere all’ essere intrappolato nel ruolo di un aiutante che ottiene nuove risposte.

Se la vittima cerca di guadagnare indipendenza senza il supporto di un consulente, avvengono 3 cose:

  1. L’abusatore può re-indottrinare la vittima utilizzando le tecniche fisiche che sono stati efficaci.

  2. L’abusatore scalerà il suo controllo al di là della vittima al punto da utilizzare l’abuso fisico

  3. Il soggetto può suicidarsi, se avverte il dovere di voler scappare all’abuso.

Tutti i membri del Tempio del Popolo non sono morti solo col suicidio  di 913 aderenti a Jonestown il 18 novembre 1978.

  • il 13 marzo 1979- Michael Prokes, aiuto stampa del Tempio per dieci anni, è stato colpito da un proiettile alla testa, mentre i giornalisti aspettavano fuori.

  • il 27 febbraio 1980- i leader di Former Temple vengono annientati nella loro casa. Un’attenzione per le loro morti irrisolte è focalizzata sul figlio teenager, che può avere agito per un messaggio impiantato anni prima da Jones sotto effetto di droghe psicoattive.

  • nel Dicembre 1983- Rick Cordell, leader del Tempio dal 1957 al 1977, che ha lasciato 18 parenti, fatalmente si scontra con la depressione dalla quale non sarà mai più libero.

  • il 24 febbraio 1984- Tyrone Mitchell (29) si uccide dopo aver aperto il fuoco in un’area piena di gente ferendo undici persone e uccidendo un bambino di dieci anni. Era stato schedato una volta abbandonato Jonestown, dove molti dei suoi famigliari erano morti nella tragedia.

L’abuso mentale non solo varia in accordo con il grado di effetti sulla vittima, ma anche in relazione con la durata del tempo. Esso può essere solo un singolo incidente. Per esempio, nel caso di una notte di seduzione o di vendita porta a porta, ma altre volte può durare mesi o anni.

Una volta che l’abuso mentale ha raggiunto l’ultimo livello, il primo effetto in recupero è la lunghezza del tempo richiesto per riguadagnare una personalità libera e indipendente. La salute della persona è ancora lì mai soppressa e impotente.

I culti sono organizzazioni che reclutano membri attraverso l’abuso mentale. Più dannosi sono i gruppi che usano tecniche abusanti per imporre il loro volere sulle persone dell’organizzazione. Spesso l’ultimo obiettivo dei culti è guadagnare controllo politico sociale all’interno dell’intera società.

Sebbene essi possono avere comuni denominatori, guardando gli effetti  dell’abuso mentale del culto, c’è una ampia variazione degli altri aspetti di queste organizzazioni. Alcuni hanno 100.000 membri e altri meno di dieci. Alcuni sono nomadi e  fanno trasferire costantemente i loro membri, altri vivono in fattorie. Alcuni sono di attrazione per i media, la maggior parte no.

Qui di seguito vi sono alcune generali caratteristiche che il lettore può utilizzare per definire la serietà di un culto.

  • Culti distruttivi: autorità estrema esercitata dai Capi. Molto ingannevoli disonesti in contatto col pubblico. La prima enfasi è sui soldi e sul potere.

  • Organizzazioni pericolose: uso di emozioni estreme e/o attività ipnotiche di gruppo che portano a disorientamento. Alcuni individui emozionalmente forti possono beneficiare di programmi di gruppo, ma altri ne sono seriamente danneggiati.

  • Gruppi di dipendenza: piccole organizzazioni che reclutano adepti tramite amici o contatti attraverso la partecipazione ad attività di comunità. Procurano supporto e direzione per i nuovi membri, che divengono dipendenti con il loro supporto e le attività; incoraggiano la separazione attraverso la domanda di indipendenza dalla vita fuori dal gruppo.

Un altro tipo di organizzazione a volte definito come culto, ma che non rientra in questo libro.

  • Sette dottrinali: sostengono nel gruppo la credenza di valori che differiscono dalla norma societaria. Generalmente non sono dannose e le differenze non sono chiare ai potenziali membri.

Gli abusatori mentali sono persone o gruppi che agiscono sulla base di come una persona deve pensare, sentire o agire. Essi possono essere dei pari, dei partner sessuali, consulenti, capi di gruppo di crescita personale o qualche gruppo della salute, della felicità, della salvezza o di qualche altro obiettivo desiderabile. Come una regola generale, i genitori non sono abusatori mentali sinché essi hanno il potere naturalmente sulla libertà e sul benessere dei figli; comunque la persona può essere vulnerabile ad altri che inconsciamente rappresentano dei genitori sostitutivi.

Hewitt Fitts Ryan M.D., uno psichiatra di San Diego, ha scritto un saggio di ipnosi clinica in cui opera un paragone tra la suggestione post- ipnotica e le tecniche dei culti. Questo paragone aiuta a comprendere lo studio delle tecniche dell’abuso mentale.

Ciò che segue è la nostra versione di questa spiegazione:

Molti di noi hanno familiarità con la pratica ipnotica che dirige i soggetti a fare cose inusuali dopo essere entrati in uno stato ipnotico. Usando ciò come modello il dottor Ryan ha citato tre differenti fattori che sono presenti nei soggetti che hanno sperimentato la suggestione post- ipnotica.

  • Primo: in una trance ipnotica il soggetto è comandato o provocato a fare un gesto innocente, una parola o un sentimento.

  • Secondo: il soggetto è diretto a rispondere con un’azione specifica anche alla provocazione sperimentata. La risposta può essere un gesto mimico, dire una frase o una serie di parole o una combinazione di entrambe. Il soggetto non può evitare di dare la risposta dilazionata. Anche dopo essersi svegliato dallo stato ipnotico la risposta può essere compulsiva.

  • Terzo: dopo che il soggetto ha compulsivamente seguito la risposta provocatoria egli avrà una lettura razionalizzata per spiegare perché egli si è comportato in quella maniera; comunque, la spiegazione non esporrà la ragione reale sottostante all’azione programmata.

Per essere consapevoli di quando le tecniche di abuso mentale sono sotto azioni inappropriate, noi dobbiamo essere abili nel separare la razionalizzazione o la credenza sulla risposta provocata. Primo, guardare il comportamento (risposta) e secondo, esaminare l’evento (provocato) che immediatamente precede l’azione. Seguendo il periodo di training o di indottrinamento che include le provocazioni impiantate durante uno stato suggestionabile, le risposte appropriate risulteranno automatiche.

In molte organizzazioni sofisticate di culto, la provocazione – risposta – razionalizzazione diventa un ciclo in cui una suggestione razionale diventa la provocazione per un’altra risposta programmata. Questo comportamento è difficile da fermare sinché il ciclo non si rompe e la persona diviene consapevole del potere della provocazione per dettare le sue azioni.

Nei capitoli che seguono molte tecniche di abuso mentale saranno descritte e gli esempi sono legati a come esse sono usate dai culti in gradi e durate diverse.

Quando queste tecniche sono usate da sole o in primo grado esse non causano danni a lungo termine, ma quando molte o tutte sono utilizzate insieme per un lungo periodo di tempo si passerà inevitabilmente al terzo grado di abuso.

Avvertenza: è possibile individuare molte di queste tecniche dell’abuso mentale nelle esperienze quotidiane e ci sono molte risposte differenti che vi si possono offrire.

  1. Essere istigati a procurare danno ad altri o diventare tristi nell’entrare in nuove situazioni o relazioni.

  2. Essere indotti a rispondere in modo manipolatorio e con comportamenti abusanti.

  3. La persona conosce le sue osservazioni, sentimenti e cosa vorrebbe cambiare.

  4. Decidere di abbandonare la relazione quando c’è evidenza di cambiamento.

  5. Hai anche la possibilità di andare oltre, essere consapevole dei tuoi sentimenti e risposte, mentre ti riservi il diritto di considerare un’ultima ri-decisione.

Molte delle tecniche descritte non sono dannose in sé, ma hanno un potenziale buono o cattivo. Quando esse sono usate in modo chiaro tra il praticante ed il suo soggetto, molte possono essere d’aiuto. Quando alcune tecniche sono usate per 1) qualche pericolo, 2) quando la relazione finirà, 3) con  precisi obiettivi per il loro uso e 4) come sarà misurato il progresso.

Molto è appreso quotidianamente circa il potere di cambiamento del comportamento umano. È comune l’uso di questi potenti metodi nella terapia o nel trattamento motivazionale, o in altri programmi benefici. È importante che alcuni programmi siano condotti da persone che sono consapevoli dei possibili pericoli e che alcuni metodi di controllo siano impiegati per contrastare l’abuso. Anche se la maggior parte dei responsabili possono essere istigati a giocare a Dio a volte.

Ogni persona ha realmente la responsabilità di fare fronte ai suoi bisogni senza essere manipolato.

CAPITOLO 4

INGANNI E CULTI

Le vittime dell’abuso mentale non partono con l’idea di essere abusate. Esse divengono vittime perché danno la loro confidenza e fiducia a qualcun altro. Essi sono fuorviati dalle speranze e dalle promesse che loro o il mondo beneficerà e respingono la percezione di un serio pericolo.

Molti di noi sono vulnerabili a tale gioco. Ricordi i tempi in cui ti sei trovato in una o più delle seguenti situazioni?

  • Avere una macchina, una casa o avere molto denaro… essere ricco!

  • Sentirsi solo e voler trovare qualcuno da considerare amico… essere accettato!

  • Sentirsi annoiato e voler sperimentare qualcosa di eccitante… essere elettrizzato!

  • Volere un tenero e amabile partner… essere innamorato!

  • Sentirsi non importante e voler essere accettato come un capo… avere uno status!

  • Sentirsi sovraccaricato di responsabilità e decisioni… essere un genitore!

  • Sentirsi intrappolato nel lavoro e negli incontri… essere libero!

  • Sentirsi come se tu andassi fuori dalla tua mente… essere in terapia!

  • Voler far diventare il mondo un posto migliore… raggiungere una fratellanza universale… curare le paure del mondo… fermare la guerra nucleare… trovare una causa!

A uno di questi punti della tua vita tu sei stato pronto per un inganno. Esso inizia quando ti è stata fatta un’offerta attraente, di solito da parte di un estraneo, ma occasionalmente anche da un buon amico che a sua volta è stato ingannato. Il truffatore ti dà il modo per acchiappare ciò che stai cercando, ma tu rifiuti di riconoscerlo come inganno o truffa.

Il trucco della persona è quello di esibire un falso senso del potere, l’abilità di fare qualcosa che non puoi fare per te stesso. Egli è così convincente che tu prendi l’esca agganciata.

Dopo aver preso il gancio, il truffatore comincia a giocare con te. Sembra voglia procurarti quello che stai cercando, con la promessa di un qualcosa in più. Questo continua sinché tu non hai investito così tanto su di te che non puoi più fermarti; e continui a sperare nel “grande dono”.

Dopo arriva il cambiamento! Tu fallisci nel risultato promesso ed il truffatore prende tutto. Volevi dare una risposta ai tuoi bisogni, ma tutto finisce per essere un fallimento e devi lavorare tanto per rendere ciò possibile. Ciò diventa un ciclo senza fine di auto-degradazione e sacrificio, e se il truffatore ha agito bene ti senti colpevole per essere così egoista e devi accantonare i tuoi desideri e continuare a servire gli altri per prima cosa. La formula dell’inganno è:

Esca + Gancio = Inganno + Gioco/ Cambiamento

Uno dei trucchi della truffa è convincere la vittima che è tutta una sua idea, che essa è responsabile del decidere di continuare, e che ciò è una sua libera scelta. Se si lavora bene, la vittima crede che otterrà esattamente ciò che vuole.

Il truffatore può giustificare ogni sua azione dicendovi che lo fa per il vostro bene, avendo due lati di sé: uno pubblico ed uno privato. Egli racconta una bella storia, ma il finale vuole significare qualcosa di importante- il tuo denaro, i tuoi possedimenti, il tuo tempo, i tuoi liberi voleri e/o la tua verginità.

Molti culti usano le tecniche di inganno per reclutare membri o incassare denaro per i loro gruppi. Non è come avviene in certe organizzazioni di vendita superiori, che offrono piccole informazioni circa loro stessi ed il loro prodotto, mentre cresce l’interesse.

Alcuni dei metodi utilizzati sono:

Love bombing (bomba d’amore). Per primo ti mostrano tanta attenzione, spesso accompagnata da un tocco o da uno sguardo negli occhi, spesso seduttivo. Successivamente molte domande sono utilizzate per stimolare la curiosità e procurare solo informazioni pertinenti al tuo interesse. Dopo, il gruppo ti indica che loro sanno quello che ti serve  e che hanno a cuore i tuoi interessi. Questo processo appare come un inizio di relazione, ma nei culti la prospettiva è assunta presto da molte persone che attuano la stessa cosa e divengono molto impersonali. Il messaggio di base è “Ti amo! Se tu ami me, credimi”.

Trattenere le informazioni circa la vera natura della congregazione. Ogni cosa è bella, facile, felice, perfetta. Devi solo fare il primo passo. “Ascolta ciò che io devo dirti”. “Non sei d’accordo che il suono è buono?” e successivamente un altro piccolo passo dopo un altro. Il messaggio di base è: “Io non posso spiegartelo e tu non puoi conoscerlo senza che tu lo abbia provato”.

Usare nomi che si fingono relazioni delle organizzazioni genitoriali. Alcuni gruppi hanno centinaia di nomi diversi che si usano per reclutare, estorcere denaro e condurre attività politica e economica. I gruppi spesso negano la connessione, ma si servono di membri devoti alla loro attività per supportarle. Qui ci sono alcuni dei nomi usati da molti culti. Esempi sono:

Unification Church- CAUSA- CARP- Creative Community Project- Freedom Leadership Foundation- GCWR- Holy Spirit association- Home Church Association- ICUS- IRF- new Era- PWPA- Scientology- ACHG- NCLE

Distorsione o mascheramento del fine reale. Durante il raggiro, il truffatore ha la risposta dei voleri in ordine al guadagnare l’approvazione della vittima. Egli progetta un fine e il potere di produrre ciò che egli vuole, molte volte indicando che il loro unico desiderio è di aiutare la gente a creare un mondo migliore.

Più tardi si scopre che il truffatore ha bisogno di molto denaro. Molte indagini rilevano che i seguaci rinunciano a tutto, dormono sul pavimento e lavorano molte ore, mentre i capi godono degli eccessi di materiali posseduti e di salute. Esaminando i risultati si mostreranno i reali scopi.

Molti culti distruttivi negli Stati Uniti hanno uno scopo religioso. Ricerche hanno dimostrato che molti americani hanno un elevato livello di fiducia per le persone che dicono di essere religiose. Ciò è probabile perché essi assumono tutte le religioni o chiese come loro stessi.: stringere libertà e onestà, fare benessere personale e sociale in stima elevata.

Il Primo Emendamento procura protezione e avvantaggia le religioni in America.

Non solo la libertà personale di credere cosa scegliere, ma la libertà per la divulgazione di pratiche finanziarie e di indottrinamento. La tassa di status no- profit può virtualmente essere ottenuta semplicemente dichiarandosi una “chiesa”; così molte organizzazioni, come la Chiesa della Vita Universale, usano questo termine per ottenere vantaggi e protezione statale.

Nota: frequentemente il termine culto è usato in maniera interscambiabile con “Nuove religioni”. Ciò assume che un sistema di credo spirituale (Religione) dà aumento a un gruppo di seguaci devoti (Culto). Questo libro fa riferimento ai metodi manipolatori di un sistematico reclutamento, indottrinamento e controllo dei seguaci; senza alcuno sviluppo spontaneo di sostenitori. Non tutti i culti sono religioni e non tutte le religioni sono culti.

I culti possono rappresentare anche una terapia o dei gruppi di crescita, parti politiche, unioni, vendite o compagnie di business o altre apparenti organizzazioni legittime. Alcuni cambieranno i loro fini. Molti metodi possono essere usati per attirare l’attenzione dei membri potenziali – vendita di libri, sponsorizzazione di organizzazioni legittime, riunioni, classi in scuole serali- ma molti culti dipendono da una promozione a tu per tu con membri di famiglie, amici o chiunque altro si incontri.

Tralasciando l’approccio usato, è sempre implicato che il fine è il controllo nel prendere liberamente le decisioni, non importa come apparirà questa decisione. Il vero leader del culto è abitualmente sicuro del contatto pubblico. Quando reclutano adepti o estorcono denaro ai membri le vittime fanno il loro lavoro sporco. Non colpevolizzateli! Il loro indottrinamento li porta a credere che è per una buona causa. Alcune vittime di culti aspirano a voler diventare capi la cui attività è quella di indottrinare gli adepti e coinvolgere altre vittime. Altri capi utilizzano le “pubbliche relazioni” utilizzando la linea del raggiro per guadagnare credibilità per l’organizzazione.

Alcuni degli approcci utilizzati dai reclutatori di culti sono:

  • Tu sei la donna che ho cercato per tutta la mia vita!” disse un giovane uomo della Chiesa dell’Unificazione ad una studentessa sola dell’Università di Washington al loro primo incontro in una strada. Egli stava cercando una seguace. Lei stava cercando un compagno. Così lei divenne una Moonie e lo seguì con amore verso l’indottrinamento.

  • Ero solito avere un problema parlando con le ragazze sino a che ho preso questa lezione” disse un adepto di Scientology raccomandando l’”Inventario standardizzato di personalità di Oxford” ed il “Corso di comunicazione Dianetics”.

  • Un metodo di reclutamento sviluppato dai Bambini di Dio, uno pseudo gruppo “fondamentalista cristiano”, è chiamato “Pesca civettuola”. Le giovani  donne  membro invitano estranei per incontri sessuali, seguiti da una “preghiera per la salvezza” che direziona gli estranei tra i membri del gruppo.

La prostituzione può essere la professione più antica, ma, insieme alla seduzione,  è uno  dei raggiri usati di più  successo. E’ importante comprendere che prostituzione e seduzione  sono parti integranti nel contesto dell’abuso mentale, senza le quali un abusatore non cattura la vittima in un raggiro. Se c’è un contratto accordato in maniera comprensibilmente chiara e mutuabile e rispondente a Cosa? Dove? Con chi? Per quanto tempo? allora non c’è raggiro o abuso.

I contratti sono accordi tra persone per uno scambio di servizi, denaro o possedimenti. Noi rientriamo continuamente nei contratti come compratori, impiegati, votanti, membri di un gruppo, o socialmente come individui. Molte volte il contratto non è stipulato o discusso, ma è assunto dagli individui coinvolti. Anche quando è sottoscritto o negoziato, ciò può implicare il consenso ad aree non completamente chiare. La società ha avuto un dominio nella descrizione di norme e limiti accettati, ruoli e contratti sociali due generazioni fa. C’è stata una base di comprensione comune, ma ora ci sono variazioni di comportamento, in particolare quello sessuale, che è molto diverso dalle definizioni socialmente accettate. Nel mondo odierno cosa pensiamo è chiaro, in accordo con le antiche regole, e può essere diventato un modo per manipolare ora. Ci fu un tempo in cui l’accordo un vivere insieme distribuendo risorse e costi poteva essere compreso da tutti senza altre definizioni.

Oggi inviti come vivere insieme abbisognano di chiarificazioni. Cosa ogni persona richiamata a dare? Denaro? Lavoro, lavare piatti? Sesso? Come verranno negoziate le differenze o i disaccordi? Ci si aspetta un cambiamento personale? E quanto dura la committenza? Una notte? Un anno? Una vita?

È importante appuntare il pro e contro prima di concludere un accordo. Se l’accordo si è preso, lo si può rinegoziare e sentirsi liberi di abbandonarlo. Non è obbligatorio continuare su qualcosa che è in realtà un’aspettativa altrui.

Nella realtà del mondo di oggi, è brutto che la spontaneità, il romanticismo l’eccitamento devono essere rifiutati mentre negoziamo un contratto sociale.

Non essere scettico”. “Abbi una mente aperta”. “Abbi fiducia in me”. Queste sono spesso esortazioni per liberare il pensiero e cominciare un processo che termina con una mente sterile.

Se chiedi più informazioni, il truffatore risponde “Mi prendo cura di te!” “Pensi che voglia condurti fuoristrada?…” Stai attento! Se queste domande non trovano una risposta soddisfacente cerca un’altra fonte. Verifica con amici, famiglia, ministri, agenzie governative, i migliori uffici, librerie e chiunque possa avere altre informazioni ed una visione oggettiva della situazione. Chiedi in giro prima di accettare un invito per fare qualcosa che non conosci abbastanza bene.

“Pasti gratis” sono “gratis” con una qualche obbligazione, così come accettare caramelle dagli sconosciuti. Se qualcuno dice di “non ascoltare gli altri sono di pregiudicati” può significare che gli altri hanno informazioni da dirvi che dovresti avere prima di formare la tua opinione. Se tu scopri di essere stato raggirato, allora sii onesto con l’abusatore. Asserisci i tuoi diritti, lo stato dei tuoi sentimenti, e dì “no” prima di cadere in qualche trappola. Ricorda che non hai nulla di cui sentirti in colpa e nessuna spiegazione è richiesta.

CAPITOLO 5

MISTICISMO E MAGIA

Tutti noi crediamo in una qualche forma di magia. Siamo cresciuti con storie di regni magici dove tutti alla fine vivono felici e contenti. Babbo Natale vien giù dal cammino il giorno di Natale e il Coniglietto Pasquale lascia uova di cioccolato per i bambini. Ciò che bisogna fare è aspettare e tutti sogni diverranno realtà.

Quando i bambini crescono si scontrano con la realtà della vita, ma l’auspicio in una soluzione magica ritorna quando le conseguenze sono senza speranza. Certamente Babbo Natale è una finzione del passato, ma si desidera la bacchetta magica per imparare degli incantesimi speciali al fine di trasformare le fantasie in realtà.

L’Uomo della medicina delle tribù primitive era solito recitare formule magiche per curare e recuperare le ossa per predire il futuro nel nome della religione. I guaritori del XX secolo promuovono meditazione e cure psichiche, e molti profeti utilizzano l’astrologia. Tarocchi, chiaroveggenza, ESB, bioritmi, chiromanzia servono per ottenere risposte a domande che una risposta non ce l’hanno.

Ogni giocatore d’azzardo crede in una qualche pratica magica per migliorare la probabilità di vittoria. Una sorta di chance per guadagnare un risultato vincente direzionando le sue azioni e facendo crescere l’uso della magia. Il giocatore di baseball può comprare un guanto per migliorare il suo gioco, può indossare vecchi calzini, mettere immondizia nelle mani o masticare una diversa varietà di tabacco per raggiungere la vittoria.

Vivendo in un’Era scientifica, siamo soliti avere una spiegazione per tutto, dalla nascita dei bambini alla luna di Giove. Non conosciamo le risposte ad alcune domande, ma vogliamo ottenerle per averne il controllo.

Perché abbiamo bisogno di dare spiegazioni mistiche ad esperienze che ordinariamente devono essere accettati come i misteri inspiegabili?

Coloro i quali non si sentono confortati da risposte indefinite sono molto più suscettibili a spiegazioni magiche come guida per la loro vita. Avvertono uno stress per il non sapere e hanno bisogno di trovare una spiegazione semplicistica. Il primo stress deriva proprio dal non sapere e relativo alla risposta continuamente rinforzata da “questo è ciò che è“.

La ricerca per una migliore spiegazione non può essere effettuata senza prendere in considerazione lo stress associato. Anche rispetto a molte nuove informazioni oggettive, si tenderà a resistere ad una spiegazione che rimuove il bisogno di alcune necessarie informazioni. Gli studenti di scienze possono aver imparato il messaggio scorretto. Molti credono che l’affermazione di una conclusione scientifica è la risposta, piuttosto che il processo di sperimentazione, osservazione e analisi. Un fatto con un risultato scientifico è accettato come più reale rispetto al metodo mediante il quale i risultati sono raggiunti.

I media fanno poco per dissipare le credenze mistiche. Nel loro desiderio di rivelare il sensazionale e l’inusuale, i loro reports tendono ad enfatizzare la promozione del sovrannaturale in assenza di un’evidenza oggettiva per supportare alcune richieste.

Barry Singer e Victor Benassi (“Credenze occulte”, American Scientist, Gennaio- Febbraio 1981) riportano un esperimento nel quale usano un mago per compiere esibizioni medianiche di fronte alle classi di psicologia. In una classe, il mago è stato presentato come medium e in una seconda, con un mago; in entrambi i casi il 75% delle classi ha creduto che fosse un medium. Quando è stato loro detto ripetutamente che si trattava di un mago, il numero si è ridotto al 50%. Gli studenti credettero alla loro convinzione nel potere del medium rispetto l’evidenza contraria.

Il giocatore d’azzardo pensa che sia difficile poter controllare le carte o i dadi. Il tempo, il denaro e l’orgoglio sono stati investiti nella vittoria; il difficile è smettere. Ogni mano vincente supporta la sua convinzione nel magico; ogni mano perdente rivela che egli deve provare ancora.

Molti culti hanno una parola o una frase che implica la detenzione di una risposta magica che può risolvere ogni problema. Si mistifica la tecnologia, la religione o il metodo. Seguendo dove la parola o la frase conduce tutto può essere risolto. Alla domanda “Come?” la spiegazione “è devi provare per conoscere”. Alcuni esempi sono:

  • EST (Erhard Seminar Training) – FALLO!

  • Scientology – CHIARISCI!

  • Rajneesh – ILLUMINATI!

  • Divine Light Mission – CERCA LA LUCE DIVINA!

  • Church Universal & Triumphant – IMPARA A CONTROLLARE LE AUREE UMANE

  • The Way International – VIVI NELL’ABBONDANZA

  • Trascendal Meditation – APPLICA LA SCIENZA DELL’INTELLIGENZA CREATIVA

Il risultato è una parola o una frase per ciò che non ha un significato chiaro e ogni persona aspetta una risposta sostitutiva per completare i propri significati. Ogni persona, all’interno di un gruppo può adempiere ad un desiderio diverso- salute, gioia, amicizia, salvezza, salute o appagamento sessuale.

Il metodo è oscurare nella mistificazione. Spesso c’è una spiegazione semplice, ma l’indicazione è che alcuni poteri mistici o speciali sono posseduti solo dal Capo o dal gruppo.

Ho parlato di particolari programmi di crescita personale che hanno loro conferito poteri speciali, inclusi l’abilità di assicurare un conveniente spazio per il parcheggio. Non sono consapevoli che il reale cambiamento è nel loro punto di vista, non nelle condizioni attuali. Preventivamente essi hanno solo notato quando uno spazio non è disponibile: ora essi ne sono consapevoli e le loro credenze sono state verificate.

William Sargant nel libro La mente posseduta descrive il seguente processo usato dall’Uomo della medicina africana per indurre una trance nei loro pazienti. Una condizione molto simile a quanto si produce in alcune meditazioni o esercizi di terapia di gruppo:

-Essi cominciano ad ansimare e a rendere rauco il loro respiro (iperventilazione), mentre battono ritmicamente il loro talloni. Ciò richiede molto sforzo, a causa dell’esaurimento fisico e nervoso. Hunter conclude che questa attività conduce all’alcalosio nel cervello, che conduce a sua volta alla trance e alla vulnerabilità di suggestione.

Se l’Uomo della Medicina, il leader del gruppo o il culto è creduto in possesso di poteri speciali necessari per produrre una data condizione, il soggetto desidera recuperare i sentimenti, la trance ed i miglioramenti divengono dipendenti da quella persona o gruppo.

Gli esperimenti sono stati seguiti su due gruppi a cui è stato dato placebo (tavolette di zucchero) per togliere il dolore; un gruppo ha creduto di essere un killer del dolore e l’altro che è stato dato loro placebo. Il primo gruppo è risultato in miglioramento rispetto al secondo. Il risultato è stato dovuto alle loro credenze, non a qualche qualità speciale della medicina o al dottore.

Il potere dell’abusante o capo è visto dalla vittima come soprannaturale; conoscente dei suoi pensieri e sentimenti e capace di comunicare con lo spirito o coniugare il potere al controllo degli eventi. È impossibile scappare dal suo controllo e invece ogni reale o scientifica spiegazione che viene data, “è un mistero“.

Non importa come siamo educati a ciò che non conosciamo ancora, l’importante è arrivare a qualcuno che abbia un dato livello di conoscenze particolari; qualcuno che ha qualifiche professionali speciali o esperti che usano un gergo che oscura la nostra comprensione e non intenzionalmente mistifica le loro risposte. Abbiamo bisogno di conoscenze delle loro abilità speciali; mentre le nostre esperienze sono informazioni valide da usare in considerazione a decisioni alternative. Ogni persona o gruppo ci incoraggia a mettere da parte il passato e a essere nel presente. Molte informazioni di una varietà di punti di vista e valide alternative è ciò di cui si ha bisogno.

CAPITOLO 6

SOLO UNA SCELTA?

La vita nel mondo odierno è complicata. Ci sono così tante scelte da compiere e le situazioni sembrano sempre così indefinite. Molte alternative sembrano solo un po’ migliori o peggiori di altre. E’ tutto così confuso che potrebbe essere molto più facile se fosse tutto bianco o nero. Viviamo in un’età che precede le aspettative degli altri e posteri di epoche in cui la differenza tra il giusto e sbagliato, il buono e il cattivo era molto chiara. Nei film del passato, i cattivi ragazzi indossavano dei cappelli neri mentre i bravi ragazzi avevano dei cappelli bianchi e vincevano sempre alla fine. Non avevano la meglio solo sui cattivi ragazzi, ma anche su di una bellissima donna che era “pura come la neve”. Sebbene “Angeli e demoni” sono ancora situazioni melodrammatiche, la vita reale non è così chiara come chi indossa un cappello nero o uno bianco. Così suona sincera una persona che dice “Abbi fiducia in me! Io ho i tuoi migliori interessi a cuore. Tu e io siamo i bravi ragazzi”. Ciò può influenzare molti di noi, perché vorremmo essere tutti dei bravi ragazzi!

Nell’alternativa tra Buono vs Cattivo, c’è una chance per la manipolazione quando le posizioni di fiducia e sfiducia sono rinforzate al punto che una barriera reale è piazzata tra te, uno dei Bravi ragazzi ed il resto del mondo. Coloro i quali hanno “La scelta” piazzano loro stessi sul versante di bontà e pace, mentre gli altri si piazzano sul versante del male.

Credere nella detenzione di una realtà assoluta conduce all’idea che il fine giustifica i mezzi. È giusto fare qualsiasi cosa sia necessaria per supportare la causa o “sopravvivere”, perché la “bontà” assoluta deve prevalere sulla cattiveria. La giustificazione è creata per manipolare, mentire, ingannare, rubare o anche uccidere ciò che di “buono” si può vincere.

Alla fine i valori racchiudono l’ultimo obiettivo o ciò di cui tutti hanno bisogno-salute, spiritualità, sapienza, autostima, intimità, conforto, ecc. Per ogni valore finale ci sono molti valori significativi o vie per raggiungere l’obiettivo finale. Assumendo che la spiritualità è un obiettivo finale alcuni dei valori significativi potrebbero essere: chiese varie, meditazione personale o riflessione, consapevolezza della natura e altro. L’impiego è solo una via per conoscere o essere sapienti. Sostituendo un successo significativo con la sola via per raggiungere un traguardo finale riduce le opzioni possibili. Dire che seguire una chiesa particolare è la sola via per raggiungere la spiritualità o la salvezza o ciò che ognuno vorrebbe stimola il raggiungimento della salute ed i significati di un falso successo finale. Le opzioni possibili per raggiungere un traguardo finale sono diventati limiti per ognuno.

Ci sono molte vie per raggiungere un qualche traguardo particolare. Queste vie possono essere usate in combinazione escludendo altri metodi che dipendono dai desideri personali; ma la promozione di una delle esclusioni di tutte le altre possibilità elimina l’espressione di differenze personali. Imporre la credenza in un falso traguardo risulterà come una presa di potere sulla libertà di altri per scegliere liberamente.

Una testa classificazione di valori coinvolge i comportamenti. Alcuni valori comportamentali includono l’essere pulito, onesto, indulgente, amato, cortese, obbediente, auto-controllato ecc. Quando ciò è assunto, senza conferma, che un’altra persona mostra lo stesso valore di comportamento, allora c’è una vulnerabilità di perdita di controllo. Si crede nell’onestà, ma molte persone pensano che sia meglio mentire, se si è in largo svantaggio.

Il pensiero comunista riformatore è un buon metodo di sviluppo di cambiamento di valori comportamenti di una persona. Molti studi sono stati seguiti circa il trattamento dei prigionieri di guerra nordcoreani. Essi descrivono un processo, usato dalle guardie e dagli interrogatori per ottenere delle confessioni dai prigionieri di guerra.

  • Per prima cosa c’era un degrado intenzionale dell’individuo – cibo povero, perdita di sonno, percosse.

  • Un interrogatore deduceva le condizioni che hanno determinato la sua cattiva condotta.

  • Dopo che egli aveva ammesso la colpa, era successo era suggestionato dal fatto che poteva discolparsi dal dare la colpa al suo governo, alla famiglia, alla religione, alla società – tutte le risorse da cui egli era dipendente o che aveva come supporto.

  • L’indottrinamento aggravava il risentimento e sviluppava sentimenti di ostilità.

  • L’ostilità si tramutava in odio. Senza il fondamento dell’odio e dell’astio, il comunismo poteva perire.

  • Successivamente, uno sfogo per l’astio era provvedere ad alcuni tipi di attività pro-comunismo.

  • Una reazione comune era quella di proiettare l’odio contro se stessi. I comunisti determinavano quale direzione questo progetto doveva prendere. Quando una persona incolpava un altro per il suo stesso misfatto usava un meccanismo proiettivo.

  • Il passo finale era fare una confessione pubblica della colpa del governo e del misfatto. I vincitori divenivano i suoi amici senza colpa ed i suoi precedenti nemici diventavano i nuovi nemici.

  • A questo punto le condizioni divenivano migliori. Il cibo, l’accettazione ed il comfort ricompensavano la sua visione generale di conformarsi.

La polarizzazione di distribuzione di Bianchi e Neri non accade tutta in una volta, ma gradatamente. Si comincia con l’accettare la possibilità de “La via magica” e si finisce che i nuovi amici diventano i suoi salvatori, mentre il suo precedente sistema di supporto famigliare, ecclesiastico e di governo sono ora il nemico.

Una prima conclusione è raggiungere che ciò è “la giusta scelta”; poi è facile razionalizzare che il fine (bontà) giustifica i mezzi (truffa, manipolazione falsità). E’ ora possibile fare tutto il necessario per perseguitare i nemici in ordine di assecondare i fini dei Buoni ragazzi; legale o illegale, benigno o violento.

Se noi proteggiamo la nostra libertà personale di scelta, rispettare i diritti degli altri e la nostra consapevolezza dei valori personali, ognuno di noi deve rimanere consapevole delle aree grigie in cui cosa appare può essere un mondo nero o bianco. Conoscere le varietà di opinioni possibili conduce al bisogno di compiere scelte difficili tra le alternative. È spesso duro differenziare tra buono e cattivo.

CAPITOLO 7

VOGLIO ESSERE ME!

L’accettazione degli altri è un bisogno di base per tutti. Nella società americana si deve essere carini. Non bisogna commettere sbagli se si vuole essere accettati dalle persone che ci circondano. Questo significa conformarsi a ciò che ne pensano gli altri per essere compiacenti.

La nostra piacevolezza può essere stata generata dai nostri genitori, che ci hanno premiato per essere stati buoni o sottomessi cosicché le loro aspettative non sono state distrutte. Quando abbiamo mostrato rabbia o reazioni contro i loro valori il nostro premio è stato uno sguardo malevolo o altre forme di disapprovazione. La normale tendenza, come risultato, e di tenere per sé sentimenti negativi ed idee indipendenti o imparare ad esprimere questi in un modo “salvo”.

Piacevolezza e conformità sono in conflitto con la nostra necessità di essere una persona indipendente con idee e sentimenti che sono sperimentati tra l’asserire il desiderio di voler essere un individuo ed il rischio di perdita dell’accettazione delle persone importanti attorno a noi.

I bambini normalmente possono testare il bilanciamento tra l’essere carini e l’essere diversi al contempo quando si sentono sicuri e abili di rischiare senza la perdita dell’accettazione. Tipicamente ciò accade negli anni della scuola primaria entro il mondo sicuro della famiglia e contro i coetanei quando c’è un rinforzo da parte dei pari nel ribellarsi e asserire le differenze.

La ribellione adolescenziale è contro la domanda della famiglia di conformità e non contro i pari che procurano l’accettazione che è custodita gelosamente. Nel momento in cui c’è una scissione tra la dipendenza ad un gruppo (la famiglia) per l’accettazione e l’approvazione da parte dell’altro (il pari) c’è una falsa indipendenza ed una non reale separazione.

Questa contro-dipendenza è un punto su cui molti adolescenti rimangono bloccati nella convinzione che facendo l’opposto di ciò che i loro genitori o la società sancisce, si compiranno i loro voleri. Se qualcuno dice “non ascoltare i genitori. Mostra che possiedi una mente. Fallo!” loro abboccheranno e diranno “lo farò“.

È frustrante per i genitori, che si prendono cura dei loro giovani bambini adulti, vederli cadere nella trappola della droga, degli abusatori e dei culti. Pochi anni fa questo concetto è stato evidenziato, in parte, quando Fr. Kent Burtner divise l’opinione pubblica dicendo che l’adolescenza oggi si protrae dai dieci ai trent’anni; mentre una generazione fa era normalmente dai 13 ai 19 anni. Durante l’infanzia mentre si è dipendenti dal supporto genitoriale, è necessario azionarsi entro lo i limiti stabiliti. Queste linee-guida dettavano come comportarsi, con chi associarsi, il tipo di attività e di prescrizioni da svolgere ogni giorno. Le regole procurano un senso di salvezza e di sicurezza, ma a volte possono far sentire costretti, come i giuramenti personali che non sono veritieri.

In alcuni punti i limiti sono dati dai genitori alla fine. A volte essi sono discontinui, lasciando il “bambino” a cercare qualcun altro che designerà come agire e cosa fare; in altri casi le vecchie regole sono ricordate, ma la paura di fare la cosa sbagliata conduce ad essere molto conservatori. Altre volte i vecchi limiti sono superati per un periodo di test. La ribellione contro le vecchie regole significa il raggiungimento del frutto proibito in un primo tempo, finché qualcuno dice “Stop” o l’esperienza detta delle nuove linee- guida personali.

Allungando il test al di là dei limiti, prendendo dei rischi, naturalmente sperimenteremo alcune esperienze autodistruttive o traumatiche. Le conseguenze possono portare all’imparare, a crescere la sensibilità critica o la colpa per l’essere stati immaturi. Alcuni continueranno a cercare delle dimostrazioni pensando di provare la loro indipendenza; alcuni identificheranno le linee-guida per l’etica personale; ma per gli altri ciò può condurre ad una ritirata, nella vergogna, da sé e gli altri.

Ognuno di noi percepisce uno spazio attorno, normalmente circa quanto la lunghezza delle proprie braccia che possiamo occupare. Questo spazio è nostro. Quando altre persone vi entrano e sembra che invadano la nostra privacy, noi possiamo chiuderlo o cercare di muoverci fuori e protestare finché la forza aliena sia andata via dal nostro spazio. Lo spazio che era normalmente considerato una bolla sicura diviene una sorta di scudo possente.

A volte, quando ci sentiamo realmente potenti e buoni, questa bolla può espandersi sino a diventare molto grande. Queste volte, quando ci sentiamo fiduciosi, la bolla è molto permeabile. Non siamo dispiaciuti che altri entrino nel nostro spazio o si aprano a noi. Durante questo periodo di vulnerabilità, mentre la bolla è grande, ci sentiremo urtati o violati se la confidenza è abusata da coloro di cui ci fidiamo. È possibile avere varie reazioni alle violazioni di fiducia.

Una reazione potrebbe essere di asserire il nostro potere per cacciare la persona fuori dal nostro spazio o ostacolarne il ritorno. La bolla diviene uno scudo possente chiuso l’esterno. È come il colpo di pesce che cerca di apparire largo e minaccioso, ma in realtà è molto vulnerabile. Questa reazione di pseudo- potere spesso include una manipolazione per prendere altri sotto proprio controllo. Questo può trascinarsi per più anni fino a che gli altri verranno percepiti come una minaccia. Non finirà sinché la persona non si sentirà abbastanza sicura di potersi nuovamente aprire agli altri.

Una seconda reazione di violazione della fiducia potrebbe essere quella di dare la colpa a se stessi per la mancanza di tolleranza o accettazione; sentirsi “non a posto” con se stessi. In questo caso la bolla si ritrae in un piccolo scudo possente, rimuovendo la parte offensiva; chiedendosi perché tu sembri così intoccabile.

Il ritiro dagli altri può essere fisico, psicologico o di entrambe. In questo caso si continua finché la confidenza per l’interazione è riguadagnata. L’ammorbidimento del guscio- scudo di solito comincia quando altre persone si mostrano rassicuranti, con buoni propositi di apertura e di rischiare l’intimità.

A volte il guscio diviene più piccolo della persona che si sente ancora “non a posto”, confusa ed in colpa. Lo spazio del guscio eventualmente porterà a sentirsi così piccoli e costringerà a sentirsi come se non si fosse sempre lì.

Questo dispiegamento della “copertura della persona” è simile a ciò che avviene nell’esperienza di “vita dopo la morte” in cui la persona si sente separata dal suo fisico e riesce a vederlo a distanza; ancora capace di compiere osservazioni circa ciò che sta accadendo, ma incapace di controllarle. La perdita (separazione) del sé è completa.

Il sé disperso e il reale sé non possono essere connessi finché un senso di potere e protezione dall’essere stato urtato nell’intimità non viene accettato. Durante la perdita del potere personale, egli è particolarmente vulnerabile a un aiutante che conosce l’immagine di sé della persona ed il suo bisogno di essere connesso. Quest’aiutante deve conoscere la vulnerabilità dall’abusato ed il suo bisogno di agganciarsi per prendere decisioni, sicurezza e conforto, in modo da renderla più dipendente.

Recuperare l’abilità di essere aperto, pronto a rischiare, onesto (no manipolatore) ed indipendente richiede l’ausilio di un consulente sensibile e amichevole. All’interno la persona è vulnerabile, urtata ma forte, bisognosa di amare e di connettersi con gli altri.

CAPITOLO 8

CHI TI COMANDA?

Come fa una persona a prendere decisioni per gli altri? Dicendo cosa fare e come vivere la vita. La vittima si atteggia e crede in maniera differente da prima. A che punto una persona prende la posizione di Capo e l’altra di Schiavo?

Ognuno di noi ha vissuto un periodo difficile della sua vita, quando ci siamo magari trovati di fronte a nuove decisioni e abbiamo sperimentato i sentimenti dell’essere oppressi. Possiamo allora delegare a qualcun altro la presa di responsabilità di agire nella nostra vita per un po’.

E’ una comune esperienza trovarsi in una nuova situazione con persone che non si conoscono- un party, un nuovo lavoro o il primo giorno in una nuova scuola. Quando ci troviamo in una nuova situazione è difficile sapere cosa fare, sinché non conosciamo cosa viene accettato da questi potenziali nuovi amici. Dispiaciuti della realtà, aspettiamo di scoprire cosa essi vogliono attraverso le regole che ci aspetteremo di seguire.

Velocemente impariamo ad accettare le differenze minori; ma è un conforto quando una nuova acquisizione, che somiglia ad un’autorità, confina in una pronta risorsa che ci mostra come agire e cosa fare. Questa persona può essere un aiutante che ci punta nella giusta direzione; diviene presto il nostro Capo da cui diveniamo ben presto dipendenti.

Le differenze minori nei modi di agire- togliere le scarpe in casa, essere felici o seri, mangiare con la forchetta giusta o usare i bastoncini non è importante; comunque, potrebbe essere il primo passo attraverso cui divenire dipendenti dagli altri. Ogni variazione minore di queste differenze può condurre a cambiamenti che prima erano considerati inaccettabili. Essere piacenti e rispettati è meglio dell’essere ignorati e rigettati.

Chiedere al nuovo Capo il permesso per andare in bagno, cosa mangiare, quando andare a dormire e quando svegliarsi conduce il seguace ad una insicurezza completa di sé stesso, e ben presto all’attesa paziente del permesso e della direzione da prendere.

Il vecchio detto recita: “Si fece Roma come i romani la fecero”; ma c’erano molti schiavi degli stessi schiavi di Roma. Iniziando ad agire come ognuno può essere c’è il primo passo della perdita dell’individualità. Se qualcuno può persuaderlo dal cambiamento del suo comportamento, è facile osservare un cambiamento delle sue credenze e dei suoi valori.

Una persona non entra a far parte di un culto organizzativo. Ci entra per una data proposta e successivamente comincia a cambiare i suoi comportamenti per conformarsi al gruppo. Inizia a comportarsi e a parlare come gli altri. È entusiasta del lavoro del gruppo e quando una nuova proposta arriva dice qualcosa come: “questo è un meraviglioso e felice gruppo dove ognuno è amico e facciamo grandi cose insieme”.

La vittima ora si comporta come un membro del gruppo e ha mosso un passo in su rispetto al sistema verticale, e ci si comporta come un membro quasi immediatamente. È importante essere in contatto con i propri sentimenti per diventare il servo perfetto del nuovo Capo amico. Essere consapevoli dei cambiamenti che avvengono nel proprio comportamento. Guarda e ascolta chi ti circonda. Tutti vedono e parlano similmente? Sono differentemente scoraggiati? Ognuno deve verificare con un Capo prima che essi possono rispondere alla domanda per cui non si ha la risposta pronta?

La relazione tra il Capo ed il Servo è verticale in natura. Il boss è al top e i servi si trovano al di sotto. È il lavoro del Capo dire al Servo cosa fare e il Servo deve essere obbediente e sottomesso.

Nei culti organizzativi la relazione verticale continua dal livello più basso a quello più alto. Ogni Capo è stato Servo del Capo precedente finché si raggiunge il livello più alto.

Se ti senti non confortato dai cambiamenti che hai fatto, comincia da asserire i tuoi stessi sentimenti ed il tuo bisogno di essere diverso.

Di NO e lascia per un po’! Se ti rispondono facendo più pressione per conformarti e sentirti in colpa, fa ciò che hai detto- scappa! Non devi dare nessuna spiegazione. Cercare di ragionare o argomentare il tuo modo di lasciare la relazione autoritaria è difficile, se non impossibile. Dopo aver abbandonato un gruppo cultista, puoi ancora sentirti attirato dal calore e dell’amichevolezza della gente. Cerca di esaminare oggettivamente la trappola emozionale e per quale fine loro ti usano. Se decidi di ritornare sarà una tua decisione, ma anche una risposta alle pressioni emotive. La libertà di decidere è tua, così come quella di essere controllato.

CAPITOLO 9

LE PROPRIE VS LE ALTRUI CONVALIDE

E’ duro, come un bambino, stimare quanto bene tu abbia fatto per essere un essere umano. Come per trovare uno standard da seguire? Puoi guardare gli altri intorno a te e assumere che essi siano la norma da seguire o puoi esaminare il modo in cui essi reagiscono con approvazione o disapprovazione a cosa tu fai.

Di solito imparerai ad agire come i “modelli” che trovi nella tua famiglia, rispondendo a situazioni in una maniera simile. Se sono manipolativi, tu manipola. Se sono violenti o abusanti, tu lo sei anche. Se sono accettati ed amabili, tu sarai accettato come gli altri. Se il loro approccio ai problemi è calmo e obiettivo, tu diventi super- calmo rispetto alle avversità e ai conflitti.

La reazione di altri nella tua infanzia modifica automaticamente il tuo comportamento. Generalmente, le azioni che ricevono criticismo o rigetto sono discontinue e le azioni che ricevono attenzione favorevole ed accettazione sono rinforzate. L’apparente connessione tra le azioni all’accettazione conduce all’idea che è l’amore è condizionante, es. sarò amato nella condizione in cui io agirò in un certo mondo e otterrò un certo livello di successo, come definito dagli altri che sono i miei “modelli”.

Il comportamento che era appropriato in un gruppo famigliare dove ognuno conosceva cosa aspettarsi e agire in accordo, non è sempre appropriato o compreso in altri contesti. Altri vengono da un diverso background con un set differente di comportamenti che ci si aspetta. Ci si confonde col cancellare con altri quando le risposte appropriate o le regole di comportamento per l’accettazione non sono conosciute.

L’amore condizionato incrementa i sentimenti di stress per compiere un certo modo e molte volte uno sviluppo pauroso che l’amore sarà perso senza un più alto standard di incremento del potenziamento. Criticismo su se stessi e gli altri abbonda, mentre il prezzo è più alto da dare. La pressione è di essere “perfetti”. Presi in queste circostanze, diventiamo affamati di amore incondizionato- l’accettazione di noi stessi, anche di pensare imperfetti.

L’”amore” così profondamente desiderato diviene un’emozione piena di potere quando la si prova per esprimere il nostro amore agli altri in risposta all’amore mostrato a noi nella maniera in cui lo desideriamo senza condizioni.

Molte coppie hanno difficoltà nel comunicarsi l’amore reciproco. Ognuno può cercare fortemente di convincere l’altro che il loro amore è senza limiti ed incondizionato, ma nessuno capirebbe o riceverebbe questo amore. Nella maggior parte dei casi il coniuge esprime amore in maniera da comprenderlo. Il marito può cercare di dire “Ti amo!” attraverso l’adempimento ai compiti; ma il suo partner dice “Io ti amo! Tu ami me?” volendo la rassicurazione delle parole.

Il desiderio di amore incondizionato frequentemente viene confuso con la sessualità. Siete amabili come uomo o come donna? Quando qualcuno dice ti amo possiamo assumere che ciò ha una connotazione sessuale. Questo sentimento può essere reale o alcune volte il prodotto di una nostra fantasia romantica.

L’identità sessuale inizia molto precocemente nella vita ed è testata contro il comportamento del proprio genitore dello stesso sesso o altre figure di riferimento per trovare le azioni appropriate. Essere accettati come una persona sessuale, comunque, è uno sforzarsi confuso e minaccioso. I genitori, loro stessi confusi e ambivalenti, possono trovare difficoltoso provare un’approvazione incondizionata per l’eccitamento sessuale dei loro bambini. Dunque il bambino spesso sopprime i propri impulsi per trovare approvazione sessuale e rifugiarsi in fantasie immaginarie.

Credendo che amore incondizionato + performance significheranno dare un largo ammontare di amore con ritorno, possiamo cercare di incrementare le nostre dimostrazioni di amore per fare cose approvate. L’essere se stessi (incondizionante) è confuso come il fare come se stessi (condizionante) e le persone o il gruppo sanno come prendere vantaggi da questa fame d’amore e ruotano il controllo sopra gli altri. Utilizzando parole, gesti, espressioni tecniche appariranno alla potenziale vittima come una figura genitoriale autoritaria o come un possibile amante. Ogni forte espressione di approvazione o disapprovazione data, evoca il desiderio dei bambini di accettazione e obbedienza.

Non importa se è una forma di ricognizione affermata o rigettata a lungo. Continuamente rinforzate le loro validazioni e il potere sopra un periodo di tempo, il “genitore- amante” guadagna potere nel domandare completa obbedienza alla vittima. La vittima raggiunge un’approvazione continua dov’è stata fatta la promessa che l’approvazione sarà concessa quando lo standard desiderato dal controllore sarà acquisito.

Charles Manson utilizzò queste tecniche per reclutare le nuove seguaci donne, le stesse ragazze che hanno partecipato ai delitti Tate- LaBianca per adempiere i suoi desideri. Abile nell’utilizzare il suo talento come una misteriosa e carismatica figura paterna, ha mostrato un interesse riservato nel loro potenziale, mentre giocavano con LSD e marijuana. Susan Atkins descrisse così la sua introduzione nel gruppo:

“Manson ritornò a casa e le domandò di andare a fare una passeggiata. “E arriviamo a due isolati in un’altra casa, e lui mi disse che voleva fare l’amore con me. Mi disse di togliermi i vestiti; così io in maniera disinibita mi tolsi vestiti e lì riapparve lo specchio nella camera e mi disse di specchiarmi”.

Mi chiese se avessi mai fatto l’amore con mio padre. Lo guardai e stranita dissi “no”. E lui disse: “Hai mai pensato di fare l’amore con tuo padre?” Io dissi “si”. E lui disse: “Bene, quando stai facendo l’amore, pensa nella tua testa che io sono tuo padre. E lo feci. Ed è stata una bellissima esperienza”.

Susan andò a testare, un paio di settimane dopo, che non c’erano limiti a cosa avrebbe fatto per Manson. Egli non solo aveva riempito i ruoli di genitore amante per Susan, ma quest’ultima aveva bisogno della sua continua approvazione per alleviare i suoi sentimenti incestuosi.

Nei culti “fondamentalisti cristiani” ai membri viene detto che gli uomini hanno la responsabilità, le donne sono sottomesse ed i bambini devono essere obbedienti a quelli più grandi. Le donne accetteranno il loro essere “cristiani” ed i bambini saranno puniti se non obbediranno ai loro genitori o anziani. Essi intraprenderanno la qualità dell’obbedienza ai leader che sono chiamati “Anziani”. Ogni cosa ha bisogno di essere controllata da un leader al fine di essere sicuro che le sue direzioni sono seguite correttamente.

A San Jose, un gruppo della California chiamato il “Faith Fellowship”, gli “Anziani” indottrinano le donne in un processo chiamato “diventare piccoli”. Dopo le istruzioni, loro diventano come piccoli bambini- alcuni incapaci di parlare, altri aventi pannolini. Ciò può protrarsi per diverse settimane durante le quali loro sono “ri- parentati” e pensano a come agire. Quando il processo è completo, essi sono istruiti a “diventare grandi di nuovo”.

Quando si è intrappolati nel bisogno d’amore e di approvazione da parte di una particolare persona o gruppo, è difficile riguadagnare il controllo personale, i sentimenti importanti e valevoli come individuo.

Nella vita dei “figli dei fiori” degli anni sessanta, c’era un impulso nella crescita dei tratti in comune; organizzazioni nelle quali le persone dividevano la loro vita con altri sotto maschere variabili, come il Libero Amore, religione, uso di droghe e “sopravvivenza”. Molti di questi gruppi si stabilirono in remoti siti dove le persone si univano formando comunità autosufficienti.

Alcune di queste non erano salutari ed esibivano le seguenti caratteristiche:

  • Tutte le leadership e le decisioni erano prese da una singola persona o da un consiglio a cui non era possibile appellarsi.

  • Le donne e i bambini avevano un ruolo di secondo ordine e nessuna voce in capitolo.

  • I membri erano incoraggiati a sviluppare un’identità comune, spesso assumendo nuovi nomi ed avendo uno stesso stile di abbigliamento e di pettinatura.

  • Le identità delle famiglie separate erano scoraggiate ed i bambini venivano affidati alla comunità.

  • Tutte le risorse andavano alla comunità e per il singolo ciò significava perdere tutto.

Altri svilupparono delle pratiche salutari come:

  • Il diritto di essere diversi; ogni persona veniva incoraggiata ad usare i suoi migliori e unici talenti.

  • I processi democratici di leadership, in cui tutti i membri al di sopra di una data età di maturità avevano un’uguale diritto di replica e di voto.

  • I gruppi familiari di madre, padre e bambini erano incoraggiati a vivere come sub- strutture della comunità.

  • I metodi di espressione che dissentivano e/o che apparivano in disaccordo erano comunque rispettati.

  • Le risorse finanziarie di tutti membri venivano dai loro contributi comuni e potevano essere riscosse per provvedere alla loro nuova vita nel caso di separazione.

L’identità personale è spesso legato a ciò che si possiede. Quando diamo il nostro denaro, la nostra macchina ed in certi casi anche i nostri vestiti a qualcun altro, i nostri sentimenti di chi siamo, come individuo separato, vengono trasferiti ad altri.

In alcuni gruppi c’è un cerimoniale per diventare un membro nel quale una persona non solo cede le sue proprietà al gruppo, ma riceve anche un nuovo nome, un nuovo compleanno (il giorno in cui si è nati di nuovo), vestiti speciali e un simbolo da indossare che lo identifica come un membro ed un seguace del Capo. La separazione dal passato e l’identificazione con il gruppo è compiuta. Spesso alcune reminiscenze del passato divengono ripugnanti. Il senso di un sé separato è stato messo in atto.

Molti di noi si sentono legati con il sangue ai propri genitori e agli altri membri di una naturale famiglia. Quando questi vincoli sono recisi ci si sente come se una parte di noi è persa e si ha paura di restaurare questi legami.

I bambini adottati, separati dai loro genitori, spesso cercano questo legame perduto. Anni fa una delle nostre figlie ha frequentato una chiesa dove il tema adottato era “Io sono terza!” dall’idea che Dio è il primo, gli altri sono i secondi, io sono il terzo. Certamente l’idea del mettersi al servizio degli altri è lodevole, ma se ciò è interpretato come il considerare le opinioni degli altri a scapito delle nostre, ciò è sbagliato. Se noi lasciamo decidere glia altri di quando siamo buoni o cattivi, belli o brutti, allora essi guadagnano il potere di validare chi siamo, come dobbiamo comportarci e cosa dobbiamo pensare.

CAPITOLO 10

GRANDE MONDO – PICCOLO MONDO

Ad uno spettacolo cinematografico del sabato mattina, seduto in un teatro con l’aria condizionata a guardare un film sui pionieri che sopravvivono in inverno sulle montagne, lo spettatore può essere trasportato indietro di un secolo e può provare una reale sensazione di freddo. Quando lascia il teatro, la giornata d’estate in città e le macchine moderne per un momento sembrano non reali. La realtà appena vissuta è stata creata attraverso dall’uso di una camera oscura in cui una serie di immagini e suoni sono proiettati. Le distrazioni sono ridotte e gli imput sensoriali sono controllati da una realtà artificiale.

È possibile effettuare distorsioni della realtà in molti modi. È comune avere alcune esperienze non soltanto attraverso film o televisione ma anche mentre si legge un libro, ascoltando un CD o un qualche ambiente che ricrea e controlla le informazioni del “mondo reale”.

Ogni persona è al centro del proprio mondo ed il campo è circoscritto dai limiti dell’esperienza personale. Questi limiti possono essere fisici – la casa, l’ufficio, il vicinato, la città o la nazione in cui si risiede; o dati dalle relazioni – famiglia, amici, individui, impiegati, classe sociale; o dalla loro unica esperienza interiore che include sentimenti, pensieri e memoria della storia passata.

La visione del mondo è controllata dalle prospettive individuali e ciò che è chiuso sembra famigliare in maniera più veritiera, mentre ciò che è distante è sconosciuto o sembra più strano e pauroso.

C’è un bisogno di sentirsi confortati e di essere una parte di qualcosa in cui ci si può identificare. Vivendo tra lavoro, casa, comunità e famiglia, molti possono avvertire che qualcosa è persa e che i bisogni siano cercati. A questo punto, ci si può sentire vulnerabili all’imposizione di un’identità sostitutiva, completa di nuove relazioni e di una nuova realtà.

Questi sentimenti sono particolarmente forti quando siamo oppressi da forze impersonali che sono indifferenti al nostro stato o domandano la nostra attenzione. La tentazione è di ” costruire un recinto di rancore” attorno a noi a mo di protezione, ma questo entra in conflitto con il nostro bisogno di sentirci parte di qualcosa di più grande di noi.

Pochi anni fa, avevo la responsabilità di scovare quali servizi i genitori volevano dal YMCA. Quando chiedevo “Cosa può fare Y per te?“, la risposta base era “procurare un posto sicuro per i miei bambini in cui non si è esposti ai mali del mondo“. Ciò può sembrare una meravigliosa soluzione, ma chi decide ciò che è realmente sicuro e come potrebbero essere preparati i bambini nel mondo reale?

Le nostre personali esperienze sensoriali sono ridotte dalla normale risposta umana che limita selettivamente la percezione e la consapevolezza conscia. Possiamo essere inconsapevoli delle nostre limitazioni, sinché non scopriamo suoni registrati o vediamo il ghiaccio in una foto, di cui eravamo prima inconsapevoli. Nelle famiglie bisognose è spesso di aiuto registrare le loro interazioni per prendere successivamente visione e consapevolezza conseguente. Al più piccolo, il consulente chiederà domande circa le loro esperienze per incrementare la loro consapevolezza di connessioni tra i sentimenti e le azioni.

Un approccio tipico dell’organizzazione di culto diventa il reclutamento isolato dell’informazione che può essere disponibile dalla famiglia, amici e/o comunità. Gli adepti sono invitati ad andare in centri dove sono soggiogate le credenze del gruppo, più pochi stranieri che sono stati reclutati. Se essi vanno con un amico o un membro di famiglia una scusa è ottenere la separazione dell’adepto dagli altri. È importante per lo scopo del culto che chi si trova al di fuori non sia abile nel comparare le impressioni. Di solito non è chiaro per i nuovi quali persone sono membri e quali sono probabili membri.

Le persone del Tempio apparivano essere una congregazione di famiglie, ma nella realtà divennero una collezione di individui gli uni separati dagli altri. Un gruppo, chiamato la “Commissione Pianificata” disciplinava i membri. Tutti avevano bisogno di riportare ogni violazione di regole agli altri membri. I bambini riferivano ai loro genitori ed i coniugi pesavano su tutti gli altri. Ciò isolava completamente gli individui e li intrappolava in un network di spie.

È certamente ovvio che l’isolamento esiste in un bosco, dove sopraggiunta la notte non si ha via di conoscenza di dove siamo. Cosa non è ovvio, è che lo stesso isolamento esiste in un ufficio o a casa nel centro della città, così come il solo punto di vista disponibile è quello di un gruppo

La truffa avviene un po’ per volta. Una decisione di andare a cenare per una sera è convertita in un invito per un intero fine settimana, per poi estendersi all’intera settimana. La persona è portata in un posto controllato dal gruppo. La memoria del mondo fuori provato preventivamente viene offuscata ed il nuovo mondo è visto più come la realtà.

Quando il fine del culto è portare i membri fuori dalla comunità, bisogna essere preparati a “rilasciare dalla cattività o dall’isolamento fisico”. Il supporto fisico ed il controllo delle informazioni deve essere rimpiazzato da un metodo che permette ai nuovi membri di continuare l’auto- isolamento, lontano da supporto diretto. Molti metodi di auto isolamento possono essere usati, ma sono tutti basati sull’idea che alcune informazioni contrarie alla credenza del gruppo è una trappola del nemico. Il training e il rinforzo di queste tecniche occupa una gran parte dell’agenda del gruppo durante e dopo l’indottrinamento.

L’auto-isolamento è un importante aspetto di tutti metodi di Abuso Mentale descritti nei rimanenti capitoli di questo libro. Questi includono:

  • risposte automatiche di parole e frasi che affermano la realtà del gruppo e bloccano fuori tutti i pensieri e sentimenti alternativi.

  • Screditamento della credibilità di reporter, counselor, governo e altri che possono fornire informazioni che differiscono da quelle fornite dal gruppo.

  • Imposizione della colpa personale per la debolezza di dubbi.

  • Ripetizione di attività rituali come cantare, pregare o meditare, attività che bloccano l’abilità di ascolto e di pensiero.

  • Focus su attività incessanti, non stop per non avere esperienze che esulano dal gruppo.

  • Paura dell’essere un fallimento nel gruppo e di portarvi sventura.

Le emozioni, sentimenti, pensieri e osservazione dei membri di un culto sono rivolte contro di lui per provargli di essere stato invaso da “Satana”. La sua stessa mente è rivolta contro se stesso, che non è solo separato solo dal Grande mondo fuori la realtà del gruppo, ma anche dal suo Mondo interno. Ascoltare informazioni contrarie a quelle del gruppo è visto come un qualcosa di pericoloso. I membri sono “de-programmati”. De-programmare è una parola usata per primo da Charles Manson nel 1968 per descrivere cosa faceva per il reclutamento, portando i membri lontani dal programma della società.

Più tardi, i culti hanno detto ai membri che de-programmare era un metodo violento usato da persone che volevano cercare di rompere le loro credenze. Essi hanno citato un manuale, di un professore del Seminario dell’Unificazione, che descrive la privazione di sonno, cibo, restrizioni varie, percosse come metodi di de-programmazione.

I membri erano istruiti nei passi seguenti per essere de-programmati:

  • resistenza fisica

  • resistenza mentale

  • essere d’accordo con ciò che veniva loro chiesto

  • combattere in ogni modo possibile

  • danneggiarsi abbastanza per le cure ospedaliere

  • uccidersi anziché sopravvivere.

Il primo obiettivo è scappare e ritornare alla salvezza del culto. È stato detto loro che fuori dal gruppo si può incontrare un deprogrammatore: genitore, amici, membri precedenti di culti, ministri. Come risultato i membri sono preoccupati di essere in luoghi dove possono essere vulnerabili ai de-programmatori, anche per una visita alla loro famiglia naturale.

Il prezzo è la libertà dell’esaminare punti di vista diversi e affermare la propria unicità personale. Emozioni, sentimenti, valori, pensieri ed esperienze personali sono fondamentali. Essere liberi di associarsi con persone di ogni tipo. Tutto ciò è essenziale per mantenere contatti con la realtà.

CAPITOLO 11

DOPPIO LEGAME

Crescendo molte persone imparano dall’esperienza e, per esempio, accettano una distribuzione di potere ineguale. Infatti essi cercano e si aspettano l’ineguaglianza. Come dei bambini, essi si sentono senza potere di cambiare le situazioni, di negoziare o di far fronte ai loro bisogni e desideri e vedono gli altri come aventi molto più potere e controllo. Come risultato essi sentono il bisogno di manipolare gli altri o di farsi controllare dagli altri. Nel primo caso, essi vogliono essere considerati il Capo, e nel secondo, la Vittima.

La manipolazione del Capo comincia quando egli prende una decisione senza il consenso dell’altra persona, seguito da un incremento di intensità, se la Vittima non si piega al suo volere. I passi tipici usati da un Capo sono:

  1. Il Capo dice: “Devi dimostrare di valere, se vuoi la tua strada“. Il Capo è il Giudice, così la Vittima rinuncia ad esprimere la sua opinione.

  2. Se la Vittima non è ancora d’accordo con la decisione il Capo dice: “Io ho il potere!“, così la Vittima vi rinuncia perché senza potere.

  3. Il Capo è di cattivo umore mentre aspetta che le cose abbiano fine. Indica che se la vittima lo abbandonerà egli sarà molto dispiaciuto. Ogni decisione potrà sfociare in un conflitto e potrà interessare la relazione, salvo che venga rispettato il volere del Capo.

  4. Il Capo che voleva rifiutare di cambiare la sua posizione iniziale, può considerare ogni possibile e alternativo compromesso. Il compromesso da parte del Capo vorrebbe indicare l’abdicazione del suo potere. Ciò potrebbe significare un’ammissione della sua mancanza di potere.

  5. Infine, quando tutto è fallito, minaccia violenza o sferra colpi alla vittima. Obiettivamente il Capo vince, ma a volte la relazione si sfalda con l’addio della vittima.

Mentre il Capo gestisce il suo potere come elencato sopra, come risponde la Vittima? Dacché la vittima si sente senza potere di prendere il controllo ed è frustrato, assume una posizione difensiva. Le tecniche usate dalla Vittima possono essere comparate al guerrigliero che attacca un’area sconosciuta, si ritira e ammette la responsabilità personale. I movimenti tipici della vittima possono includere:

  1. far provare un senso di colpa al Capo che fa un uso scorretto del potere e minaccia. Dimostrando come si sente una vittima, il Capo si sentirà più comprensivo.

  2. Ritorcere contro il Capo ogni punto della relazione in cui il Capo ha qualche potere, come il contraccambiare favori con sesso o denaro, o dimenticare cose come il pagare i conti, riempire il serbatoio dell’auto ecc..

  3. Distruggere i piani del Capo sottraendogli tempo ed energie in modo da deviare dall’esito originale. Alcuni utilizzano la tecnica di fare ciò che il Capo vuole all’ultimo minuto.

Molti bisogni e desideri primari come la felicità, gli affetti, il miglioramento della relazione, il prendere ciò che realmente si vuole vengono persi.

Il dottor George Bach ha coniato l’espressione crazymakingrendere folli” per descrivere il potere giocato in una relazione Padrone/ Schiavo. Racchiude il dire o il fare cose designate per guidare l’altra persona pazza. Ciò è riassunto in breve:

“Quando viene dato un ordine, lo Schiavo mostra la sua indipendenza in maniera appropriata, stando attento al non ricevere un rimprovero dal Padrone. Lo Schiavo potrebbe seguire il comando tranquillamente. E’ familiare vedere bambine a cui viene detto di pulire il loro guardaroba e poi sparpagliano ogni cosa sul pavimento della stanza. “Ebbene, ho fatto cos’hai detto!”, rispondono. C’è una parte della natura umana che cerca la scappatoia quando gli altri esercitano il potere, senza dare una chance all’espressione di sentimenti reali.

Più oscuro è il mondo in cui il Padrone controlla lo Schiavo attraverso il “crazymaking” domandando obbedienza completa ed istantanea mentre vengono dati comandi conflittuali e poco chiari. Non importa come lo Schiavo risponde, è impossibile per lui evitare un rimprovero o sentirsi colpevole per non essere stato un adeguato e buono schiavo.

Un semplice esempio di comandi conflittuali è l’istruzione usata dalla High School Principal per insegnare agli studenti una lezione. Il maestro riunisce la classe nella palestra e dice di allinearsi alfabeticamente per altezza . Certamente egli ha dato un comando impossibile. Dopo un po’ di confusione, egli rassicura sul fatto che i professori non sono sempre perfetti e gli allievi devono fare delle domande su ciò che non hanno ben compreso.

Il Padrone assume una posizione dell’essere sincero e perfetto. E dacché non potrebbe dare un comando imperfetto, ogni malinteso deve essere un errore dello Schiavo. Le domande dello Schiavo sono seguite da un cattivo sguardo e/o da un rimprovero per essere stato stupido e disobbediente. Alcuni comandi conflittuali dichiararti insistentemente mancano di chiarezza.

  • Se non hai capito, non hai ascoltato abbastanza o non hai proprio ascoltato.

  • Amami, ma non farmi sentire troppo legato a te.

  • Fa ciò che dico ma non ciò che faccio.

Altre comandi conflittuali sono più ovvi, ma l’assunto è che essi sono fattibili e la scelta è data allo Schiavo. Se lo Schiavo compie una scelta per seguire solo una parte del comando o usa il sul giudizio, è sempre la scelta sbagliata.

Ogni giorno devi lavorare almeno 8 ore, fare i lavori di casa, 2 ore per studiare la Bibbia, 6 ore per reclutare persone e dormire almeno 8 ore.

Nei gruppi di culto il leader può cambiare le istruzioni. È conveniente essere un Capo vivo! Un giorno lo standard è la non violenza– il giorno successivo è armiamoci per sconfiggere il nemico; il sesso è vietato- è un’espressione di spiritualità essere attivi sessualmente.

Lo schiavo è sempre fuori bilanciamento, responsabile di ogni fallimento, non avente il tempo per sé, per dormire o associarsi agli altri ed è sempre in continua corsa.

CAPITOLO 12

FERMA IL MONDO E VA VIA

Lo stress derivato dal sovraccarico fisico e psicologico è normale in un mondo sempre in movimento ed è una routine quotidiana per ognuno di noi. Lo stress deriva da molte aree della nostra vita – compiti non terminati per via dell’eccessiva domanda degli altri e di noi stessi – sentimenti non risolti per via della rottura o della perdita di relazioni seguenti a conflitti, separazioni o morte.

Il sovraccarico di stress indebolisce la resistenza all’Abuso mentale, in più ciò è spesso deliberatamente creato per guadagnare e mantenere il controllo sulle altre persone. In aggiunta, il nostro essere è il risultato naturale di altre tecniche discusse altrove in questo libro – dipendenza, perdita dell’individualità, polarità di pensiero, doppio binario, colpa, paura e distorsione della realtà.

I risultati fisici dello stress e delle eccessive domande sono molto ovvi. Le richieste di perfezione portano ad una mancanza di tempo per dormire durante il quale è possibile un recupero mentale e fisico. Una dieta ricca di carboidrati e povera delle necessarie proteine, vitamine e minerali può essere il risultato di limitazioni dietetiche o prescrizioni rapide di un abusatore o in qualche caso dovuta ad una mancanza di denaro a sufficienza per comprare il cibo corretto.

Sebbene lo stesso fisico derivato dall’essere privati di un sonno adeguato e/o di cibo necessario restringe chiaramente l’abilità di pensiero, nell’ Abuso Mentale gli stressori psicologici sono anche più significativi. Quando vi è poco tempo per la riflessione o per la privacy, la mente può divenire sovraccarica, incapace di guadagnare la prospettiva o organizzare il pensiero. Com’è stato notato prima, molti culti impiegano tante ore di letture durante i periodi di indottrinamento. C’è un bisogno di tempi adeguati per processare le informazioni e per dare risposte alle domande, se molte nuove idee e concetti sono stati presentati una volta. Nelle situazioni di abuso mentale, il lettore dice che ci sarà un tempo successivo per le domande, ma ciò è rinviato o completamente eliminato.

  • Sebbene le letture dell’ Unificazione usualmente dicono che ci sarà tempo per le domande alla fine delle letture, esse spesso finiscono con “ispirazioni” e le persone saltano fuori con commenti sulla lettura del tipo “bene”, “meraviglioso”, “ciò ha molto senso”. La conclusione è che l’adepto non si è concentrato abbastanza oppure è stupido e per evitare l’imbarazzo la domanda non è fatta e c’è la promessa di cercare di comprendere la prossima volta.

  • Il successo nel comprendere Scientology o Dianetic è dipendente dalla conoscenza del significato di ogni parola. Lo studente è consapevole che non vi è stata comprensione si deve tornare indietro e cercare la parola non compresa. Egli è il solo responsabile, non il materiale del gruppo.

  • Il PFAL (Power For Abundant Life) che è l’indottrinamento di base per i membri della Way International, è costituito da una serie di letture di tre ore, la maggior parte video. Gli studenti sono incoraggiati non prendere appunti o fare domande sinché la serie termina e allora “essi possono chiedere ciò che sarà spiegato dopo la serie”.

  • Il Bhagwan Shree Rajneesh eccetto per il suo recente periodo di silenzio pubblico, ha dato conferenze in risposta a domande scritte dai suoi discepoli. La riunione di solito termina con un gioco. Che vorrebbe distruggere questa modalità “divertente” per porre delle domande? Il sovraccarico di informazioni può essere abbastanza per creare una condizione fortemente stressante, ma ciò potrebbe essere facilmente risolto dello stesso e ridotto se le idee fossero chiare e logiche. Il super-stress è creato dell’inserzione di un paradosso o contraddizione, nell’apprendimento, che deve essere accettato senza domande. Questo paradosso è a volte la differenza tra ciò che è detto e le azioni della persona o gruppo.

  • Apri la tua mente per un punto di vista più ampio” accompagnato dalle azioni che implicano l’accettazione di qualunque cosa essi dicono o fanno.

  • Avere del materiale in possesso o pensare per se stessi è egoista”, ma il Capo ha denaro, indipendenza e Rolls Royces.

Quando la mente sovraccaricata tenta di risolvere i paradossi raggiunge presto un punto di “esplosione di angoscia”. La normale risposta di angoscia è “combatti o scappa”; entrambe portano paura, sia l’attacco della fonte di stress, sia il cercare di scappare dagli stressori.

Il cambiamento da un individuo pensante e che non fa domande ad una persona che non pensa e assorbe tutti gli imput senza porre domande, è molto improvviso ed una persona può ripetere, parola per parola e quando non è necessario processare, l’intera informazione ricevuta. In questo stato mentale si possono ripetere completamente le informazioni e senza domande, a mo’ di registratore.

La spiegazione di Werner Erhard, fondatore e capo dell’organizzazione EST (Erhard Seminar Trainig) come illustrato dalla rivista Mother Jones (Dicembre 1987) è la migliore spiegazione di questo cambiamento.

  • La letteratura descrive un processo di diseducazione. Raccomanda “tu avrai bisogno di sapere meno per diventare qualcosa di confuso e per andare avanti contro il conoscere di più per andar avanti”.

Improvvisamente il cambiamento del sovraccarico di stress psicologico è abbastanza per produrre di comportamenti senza pensiero, ma la maggior parte dei gruppi di culto utilizzano una tecnica per lasciare a zero la mente e tenerla occupata in attività automatiche.

I rituali che sono familiari al pubblico generale e spesso usati nelle chiese o nei gruppi di auto-potenziamento per aiutare le persone, sono usati dai culti come training che serve al controllo dei propri membri. Pregare, cantare, meditare, la psico- pittografia, la visualizzazione e guida delle fantasie sono praticate sinché essi diventano una risposta abituale allo stress. Gli esercizi di non pensiero ridurranno le tensioni al punto che i membri del gruppo sperimenteranno meno stress dei non membri.

  • Nelle classi PFAL gli adepti imparano a parlare in lingua da un registratore e a prendere esempio dagli altri. Loro diventano convinti che l’inabilità di usare lingue potrebbe significare la mancanza di apertura allo “spirito santo”. Essi imparano a “pregare in lingua”, una pratica che blocca il pensiero ed il fare domande.

  • I Moonies imparano a cantare in gruppi, richiamando in supporto “lo spirito del mondo” per sconfiggere i loro nemici internamente ed esternamente. Eventualmente ciò sarà dato automaticamente da individui in ordine di guadagno della forza di cui hanno bisogno per contrastare la loro personale debolezza.

  • Similarmente, i membri della Chiesa Universale e Trionfante usano un conto rituale rapido chiamato sentenza in cui si appellano al Padrone Ascendente per avere protezione, comprensione e forza.

  • I seguaci della Missione della Divina Luce praticano la perdita di tutte le sensazioni e i pensieri, attraverso un metodo meditativo designato per produrre uno stato di perfetta felicità. Ciò viene dalla rimozione di distrazioni esterne di luce e suono.

  • I benefici rilassanti dalla Meditazione Trascendentale abbondano, ma coloro i quali prolungano la pratica talvolta dimostrano una memoria di un pensiero diminuito. Nessuna situazione piena di stress può sorgere in comportamenti meditativi.

  • I membri dello Yogi Bahan’s Happy e del Holy Organization praticano uno yoga attraverso il quale raggiungono uno stato di unicità.

Perché ci siano dei benefici, sia positivi che pericolosi, in qualche rituale il loro uso potrebbe essere valutato in contesti con altre pratiche e mediante l’incoraggiamento di dati comportamenti. Se c’è rilassamento, la consapevolezza aumenta e migliora la funzionalità come individuo autonomo ed i benefici possono essere minori dei rischi. D’altro lato, se c’è una suggestionabilità della mente, il pericolo di un rituale può essere serio.

Nota: la giovane donna riportata sulla copertina di questo libro può sperimentare benefici di un’aumentata consapevolezza e rilassamento o il pericolo di uno “spazzare via la mente”. La differenza tra salute e abuso non può essere scoperta dall’esame dell’apparenza esterna.

Il modo salutare e di aiuto per tenere testa allo stress eccessivo fisico e mentale include:

  • sonno sufficiente, riposo ed esercizio.

  • Dieta ben bilanciata con proteine, vitamine e minerali.

  • Tempo per la privacy e la riflessione per prendere coscienza della propria realtà personale.

  • Moderato uso della meditazione o esercizi di rilassamento.

  • Domandare un’opportunità per avere chiarificazioni sulle informazioni confuse e paradossali.

Ricorda, tu sei importante e hai il diritto di non essere abusato o manipolato in trappole di non- pensiero. Incrementando lo stress fisico, emotivo e mentale raramente giungerai al miglioramento personale.

CAPITOLO 13

IL POSITIVO PUO’ ESSERE BUONO, MA IL NEGATIVO NON LO E’

Una delle più popolari canzoni di quarant’anni fa diceva “Accentua il positivo, elimina il negativo“, ed uno dei libri più popolari era “Il potere del pensiero positivo“. Sin da quel momento, si è creduto che i problemi potevano essere risolti grazie al pensiero positivo o assumendo un comportamento positivo.

C’è molto da dire in merito ai comportamenti positivi. Possiamo raggiungere un miglior potenziale se siamo positivi, anche in relazione alle conseguenze delle nostre decisioni o azioni. Quando neghiamo di avere problemi o assumiamo che essi si risolveranno, vediamo solo le cose positive della nostra vita, così ci rilassiamo e le cose non appaiono così brutte.

La “preghiera rasserenante” è stata un ottimo aiuto per milioni di persone, inclusi i membri degli alcolisti anonimi, per i quali è diventato un credo virtuale.

Dio concedimi la serenità

di accettare le cose che non posso cambiare

incoraggiami a modificare le cose che posso

e il giudizio di conoscere le differenze.

Quando le cose sono poste in prospettiva e accettiamo le nostre limitazioni, le cose buone spesso accadono perché siamo più rilassati e diretti. L’abilità di applicare le nostre forze, così come il combattere la nostra debolezza, incrementa la nostra produttività.

In alcuni casi “eliminare il negativo” può avere le stesse qualità della fede ceca. Credere positivamente crea un’apertura alla manipolazione da parte degli abusatori della mente ad usare parole familiari come un modo per tenere bassa la guardia. In più, se noi non possiamo eliminare completamente la negatività, siamo consapevoli di non averci provato abbastanza.

L’indottrinamento dei culti spesso comincia nel punto in cui un leader dice qualcosa come “liberatevi dalle vostre negatività e pensate positivamente“. Il significato della parola “positivo” è “non avere dubbi”. Pensieri e sentimenti diversi da questi fanno diventare il leader “negativo”. In alcuni gruppi pseudo- religiosi il negativo è identificato con l’influenza di Satana. “Satana è la forza anti- Dio che può avere conseguenze. Combattere un negativo è più facile per motivare a vedere qualcosa come positivo”.

Satana è il nemico; chiunque non crede- amici, famiglia, governo, chiese, e anche la parte che non accetta totalmente il credo. “Il nemico cerca di creare dubbi e mina ciò che vuole il leader. Satana è ovunque, inclusa una parte negativa di ogni membro. Avere bisogno di dimostrare di essere un perfetto credente significa sopprimere o negare l’influenza satanica. Ognuno può imparare a reprimere i pensieri e i sentimenti “negativi”.

Il metodo più facile per sopprimere o negare ogni pensiero e sentimento è una forma di auto- ipnosi. Questa è famigliare a tutti come un metodo di rilassamento, smettere di fumare o superare la paura di volare. Il processo è basato sul rimpiazzo dello stress o della paura con uno stato di affermazione positiva. Una frase che viene usata enfatizza un’alternativa realistica accettabile per un sentimento auto- distruttivo non realistico e stimolante.

E’ una tecnica molto efficace quando viene applicata con la comprensione che ciò cambia i pensieri interni al fine di ridurre una condizione fisica non desiderabile. Ciò deve essere anche indotto sotto uno specifico contratto tra ipnotizzatore e ipnotizzato.

Comunque, è molto pericoloso utilizzare alcune tecniche di auto- ipnosi come una perdita di pensieri e sentimenti essenziali per valutare la realtà di una situazione. Se non sei aperto a nuove idee o fatti che contraddicono preventivamente raggiungi delle conclusioni; non c’è nulla da rivalutare. Usare affermazioni (autoipnosi) per ignorare i segnali di pericolo conduce ad una situazione di abuso mentale dalla quale è impossibile uscire senza aiuto. Se un reale danno è negato, è possibile essere colpiti. Alcuni esempi possono essere:

  • la persona che dice di sentirsi in salute e continua a fumare, sigarette, pipe o marijuana, dopo aver letto le controindicazioni esplicite della Società Americana contro il cancro.

  • L’adolescente che sta di essere al top della sua forma fisica e niente può colpirlo, e rifiuta di indossare un cappotto per proteggersi dal freddo.

  • La giovane coppia innamorata che crede che dopo il matrimonio ogni cosa sarà bella e loro vivranno felicemente ignorando le differenze.

I membri del culto molto frequentemente usano lo stato auto- ipnotico quando si confrontano con argomenti che minano l’insegnamento del culto. La risposta automatica, quando si scontra con la possibilità di dubbio, è negare l’esistenza di qualche imperfezione del culto. La mente diviene chiusa al pensiero indipendente o all’analisi critica. Ciò è provocato da rituali di culto nella forma di canto, preghiera, meditazione o i truismi ripetuti dal culto, con sentimenti di colpa personale per la mancanza di forza nel resistere alle “Origini di dubbio di Satana”.

I membri dei culti precedenti hanno frequentemente detto di qualcuno che cercava di rubare il loro denaro mentre venivano venduti prodotti del culto. Il ladro vorrebbe ficcare un’arma nelle loro costole e domandare che rovescino la cassa o altro. In ogni caso, la loro risposta era che il denaro è del leader o di Dio e i membri preferirebbero morire anziché sopravvivere. Fortunatamente, per il membro del culto, in ciascuno di questi casi, qualcosa è accaduto che previene il ladro dal commettere la sua minaccia, ma non c’è modo di conoscere quanto spesso storie simili finiscano in violenza o morte.

Il motto “Prendi il 100%” si accoppia con “fede ceca” e permette ai lavoratori di Moonie di guidare ad alta velocità per le strade della città, non avendo mai paura dei pericoli. Quando vanno in strade sconosciute, corrono di posto in posto cercando di vendere i loro prodotti sapendo che devono dare tutto. Canzoni come “Choo choo chooo, yeah yeah…” li portano a compiere i lavori del “Padre” senza domande o dubbi.

Altri per guarire le loro malattie utilizzano preghiere e fede in Dio, rifiutando di accettare medicine o cure mediche. Sebbene un’attitudine positiva può avere un potere curativo, ciò non dovrebbe escludere altre soluzioni. Alcuni credono che la loro convinzione è una conseguenza dei loro peccati e cercano di ridurre sentimenti di colpa incrementando l’evidenza della loro fede.

Il seguente divertente ma spaventoso incidente, ci è stato raccontato da una coppia di mezza età di una piccola città dell’Oregon. Essi hanno ricevuto una visita di un membro della Famiglia di Cristo. La Famiglia di Cristo è un gruppo nomade di giovani persone abbigliate in vesti bianche come i primi cristiani e guidati da tre condizioni: no al sesso, no all’omicidio e no al materialismo. Essi viaggiano perlopiù in gruppi di due o tre, indossando scarpe di cuoio, il tutto credendo che Dio li proteggerà e provvederà a loro.

Questa coppia viveva in una piccola casa recintata, con la scritta “attenti al cane” riferita ad un doberman, pericoloso per chiunque non fosse della famiglia. In questo giorno particolare, essi udirono il cane abbaiare e si sorpresero di sentire bussare alla porta. Dopo aver aperto, si trovarono dinanzi un giovane uomo tutto in bianco e con stupore il cane era sull’uscio della sua casetta. Esprimendo il loro imbarazzo al permesso che il cane aveva dato al giovane uomo di entrare nel recinto, essi dissero: “Come è arrivato qui?” Egli calmo rispose “Non preoccupatevi, il cane mi ha detto di essere vegetariano“. La sua affermazione razionale copriva ogni paura per il cane, e fortunatamente le sue azioni di confidenza hanno comunicato un potere, che il cane ha preso come rispetto. C’è molto da guadagnare attraverso il comportamento positivo, pensiero positivo, fede e auto- ipnosi ma il pericolo di escludere la realtà, nel nome della negatività, deve anche essere riconosciuto.

I pericoli che vengono dal rifiutare le conoscenze di nuove informazioni, che potrebbe pregiudicare una decisione a priori, devono essere considerati. La negazione di rischi fisici è avventata. Rinunciando o ignorando i sentimenti negativi si va in confusione e così si perde ogni tipo di sentimento naturale e deprivazione delle piene dimensioni di personalità. Molti fatti, idee, pensieri sentimenti, esperienze cadono in una vasta area tra la bontà assoluta e il male assoluto. Occorre riconoscere le differenze individuali, la creatività, le opportunità direzionali, la libertà di cambiamento dell’essere compatibili con gli altri, il rispetto al valore e ad interessi differenti.

Valutare tutti gli esperti di ogni situazione, utilizzare la prima mossa di informazione per risorse di solito porta a decisioni e conseguenze più appropriate ai nostri reali bisogni e desideri. Il positivo può essere buono, ma venire in contatto con la realtà richiede far fronte a tutte le possibili varietà.

 

 

CAPITOLO 14

COLPA, CHI NE HA BISOGNO?

Ognuno di noi conosce molto di se stesso rispetto a chiunque altro al mondo. Cosa conosciamo degli altri è il loro lato pubblico, la parte che essi vogliono rendere pubblica. Quando la parte privata cerca di competere con l’immagine pubblica degli altri, ci sentiamo inadeguati o colpevoli di essere meno “normali”. Molti di noi credono di poter essere buoni come gli altri, in molte aree della vita, anche pensando di sapere che siamo unici e speciali. Quando misuriamo noi stessi sugli altri, è facile concludere che abbiamo cercato fortemente di poter essere buoni come essi sono. Molte coppie sono disturbate dal fatto che hanno disaccordi e non sono sempre innamorati. Esse nutrono delle aspettative circa l’essere perfetti come gli altri che osservano. Molti credono che le relazioni tra vicini sia perfetta e la loro è imperfetta. La conclusione ovvia è che ci deve essere qualcosa di sbagliato in loro come persone.

La tendenza è di indugiare, nella nostra mente, alla nostra debolezza o imperfezione. La forza e il talento che noi abbiamo sono accettati e vengono esternati dalla nostra mente come esseri ordinari. Credendo che il miglioramento viene dalla riduzione della propria debolezza, ignoriamo l’esistenza delle nostre forze. Forse ci sentiamo incompleti e inadeguati. Costruendo questi sentimenti di colpa derivati dall’essere imperfetti, il Capo può guadagnare un vantaggio nel dirigere la Vittima all’incontro di uno standard assoluto di perfezione che è impossibile da conseguire. Il sacrificio è il raggiungimento di una perfezione assoluta, il miglior sentimento di inadeguatezza e colpa per non aver cercato abbastanza. Un particolare standard comunemente usato dai Capi è l’idea che i sentimenti sono azioni morali per i quali ognuno è responsabile. L’esperienza di sentimenti negativi come dubbio, paura, tristezza o altri sentimenti inaccettabili dal gruppo o dal Capo, è vista come un fallimento. Nella nostra società una persona che sperimenta l’emozione negativa di paura spesso sopprimere l’espressione direttamente agli altri e girandola all’interno, avendo paura di essere considerato deboli. Ciò determina il “colpire se stessi” con la colpa.

Sperimentare paura, tristezza o dubbio non è giusto o sbagliato, ma è la risposta può essere appropriata o inappropriata.

Altri esempi di colpa che producono modelli sono:

  • la persona non è la sola responsabile per le conseguenze delle sue azioni, ma anche di tutto quello che accade nella sua vita.

  • Ci deve essere totale sopravvivenza alla leadership del gruppo e sacrificio per il fine del gruppo stessa e della sua sopravvivenza.

  • Ogni pensiero o sentimento per sé o desiderio di conforto o di possesso materiale è egoismo.

Il segreto nel controllare gli altri attraverso l’induzione di colpa è nel richiedere perfezione assoluta. In situazioni diverse, a volte anche in momenti diversi entro lo stesso gruppo, le richieste di perfezione devono essere esattamente opposte.

Il sesso è un aspetto umano difficile per molte persone da maneggiare; è la prima area di manipolazione della colpa. Vediamo i due estremi comuni nei gruppi di culto:

  • in alcuni gruppi ogni sentimento sessuale, attrazione e desiderio è negato ed è un segno di debolezza. Non devono essere rivelati agli altri i comportamenti sessuali. Allo stesso tempo, le attività del gruppo o le situazioni di vita possono promuovere sentimenti che devono essere cancellati.

  • In altri gruppi, l’attività sessuale è vista con una prova per dimostrare a Dio l’amore per gli altri, anche per i bambini o perché ogni membro ha responsabilità per incontrare i bisogni degli altri quando lo richiedono, inclusi i bisogni sessuali, come normale bisogno della persona.

Raggiungere la perfezione assoluta è impossibile, se la persona non può accettare se stesso come un essere umano imperfetto; allora egli deve sopportare il punto di vista del Capo di debolezza e di colpa. Alleviare dalla colpa può accadere solo se c’è dimenticanza e accettazione da parte del Capo che è già perfetto o il modello è cambiato ad un livello più realistico.

Il modello è determinato dal Capo che è già perfetto, giacché niente può essere sbagliato ed aggiunge condizioni per sopportare il suo controllo ed incontrare i suoi bisogni.

Il solo sollievo dalla colpa, imposto da un Modello di Assoluta Perfezione in organizzazioni cultiste è di cercare di reclutare più membri, raggiungere o contribuire a racimolare più denaro, fare rituali per molte ore o, come minimo, essere obbediente ai desideri del Capo. Queste condizioni aggiungono molta pressione e più opportunità per fallire. Il fallimento porta più colpa e più sforzi per essere assolutamente perfetti. Questo ciclo produce una buona quantità di energia continua, che può anche essere usata dal Capo per guadagnare personalmente più controllo.

 

CAPITOLO 15

ESPIARE LE PROPRIE COLPE PUO’ ESSERE UN AFFARE SERIO

Condividere sentimenti, pensieri, esperienze e idee con gli altri ci aiuta come persone. Quando ciò è operato mutualmente in maniera aperta e onesta senza manipolazione, la reale intimità è una rara e ricercata esperienza per la maggior parte delle persone. È un passo attraverso la vera amicizia, il prendersi cura di qualcun altro e l’amore incondizionato.

Quando qualcuno mostra interesse verso di noi o dimostra un bisogno di condividere se stesso, è naturale che il volere sia reciproco. Il mondo può sembrare impersonale e incurante, cosicché la possibilità di condividere qualcosa con qualcuno che ci ascolterà sarà una rara opportunità.

In un gruppo più ampio, possiamo essere timorosi o reticenti nel parlare di noi stessi, ma se ciò rientra nei comportamenti approvati potrebbe essere più imbarazzante resistere alla pressione del gruppo. I non- partecipanti possono essere accusati di egoismo o di rigettare l’apertura degli altri.

Nella terapia di couseling o di gruppo, ci si aspetta che il paziente condivida i suoi profondi segreti e l’esperienza del passato. Infatti, spesso si afferma che parlare agli altri di sé riduce le difficoltà o le cancella.

Alcune chiese incoraggiano la confessione dei peccati o di sentimenti di colpa come un preludio della dimenticanza personale. Il fulcro è nel confessore; nessuna registrazione deve essere fatta di queste informazioni personali ed egli è protetto dalla legge nel caso usi questa informazione in ogni altra maniera.

La risoluzione dei sentimenti irrisolti o conflittuali aiuterà a ridurre lo stress, così come già indicato nel capitolo 12. In un setting responsabile, espiare le proprie colpe può essere d’aiuto per il supporto alla promozione del proprio benessere.

Condividere e confessare non è sempre benefico e protettivo. L’abuso può venire dagli altri che si pongono come veri amici, couselor responsabili per guadagnare il controllo. Ciò può essere un elemento chiave nell’abuso mentale, quando gli altri sono concentrati nell’imparare ed enfatizzano le colpe del confessore.

Le organizzazioni di culto incoraggiano a condividere e confessare sotto maschere diverse:

Nell’organizzazione dell’Unificazione è facile incontrare piccoli gruppi dove gli adepti sono incoraggiati a procurarsi “testimoni”, condividere i problemi e le colpe per chi desidera l’aiuto degli altri. I membri che vi si dedicano, il cui ruolo è sconosciuto gli adepti, sono esempi di partecipazione stimolata. I membri scrivono giornalmente sul loro “giornale” i loro pensieri, dubbi e desideri che sono condivisi a turno con o letti dal Capo.

I gruppi di crescita come Synanon operano su una regola base secondo cui chiunque deve condividere i suoi sentimenti personali, esperienze, pensieri e impressioni al gruppo come dimostrazione della sua accettazione degli altri. I membri hanno timore di rigetto sinché essi non condividono apertamente e volentieri i loro sentimenti.

Scientology(Dianetics) è basata sul processo di verifica per svelare gli engrammi (blocchi emotivi) risultanti dagli eventi drammatici del passato. La persona verifica in base a due possibilità connesse al “E metro” che funge da semplice detector o macchina di biofeedback. Il verificante guarda il metro mentre il soggetto risponde alle domande. In questo modo il soggetto può confessare inconsciamente eventi del passato come dell’infanzia o di vite precedenti, identificate come vere dal “E metro”.

Il People’s Temple era un esempio di un gruppo che domandava la confessione di crimini contro il gruppo o le sue “leggi morali”. La Planning Commision pone in giuramento i membri. Chiunque dia indicazioni di ribellione può essere accusato e punito sinché la colpa non sia stata ammessa di fronte al gruppo.

La confessione pubblica ha un impatto multiplo sulla persona abusata.

Una di queste è che l’informazione ottenuta può essere usata in ogni momento per manipolare le colpe e le paure dell’individuo. Tutti i provocatori sono stati ottenuti e il Capo ha bisogno solo di premere il bottone.

Un’altra è la distorsione della realtà. La persona dà la sua testimonianza sempre e sempre di più. L’incoraggiamento è dato da rendere l’avvenimento più drammatico dell’ultima volta e aggiunge molte informazioni che supportano il punto di vista del gruppo. La memoria di vita prima dell’incontro con il gruppo diviene più confusa e le storie confessate appaiono più reali, così che essa riscrive la sua storia personale.

  • La persona che proviene da una famiglia amorevole finirà col credere che i propri genitori erano abusanti e privi di amore. Un’altra che era più forte e indipendente si crederà più debole e dipendente.

  • Gli “antichi” Scientologist credevano nell’esistenza di vite precedenti rivelate attraverso la verifica. Una persona era stata il comandante di una navicella spaziale che aveva infettato il pianeta con un virus letale, uccidendo l’intera popolazione. Un altro era stato tutti i personaggi della storia biblica- Adamo, Mosè, Davide e Gesù Cristo che è morto in croce per tutti i suoi peccati.

In ultima analisi, c’è un effetto che può essere chiamato la diffusione dell’Ego confine. Quando ogni cosa è personale e privata, le colpe, le ansie, le paure, i desideri, i sogni, i segreti che sono stati condivisi con altre persone del gruppo romperanno il senso dell’identità separata. Gli altri ora possiedono anche questi sentimenti, idee ed esperienze. Gian tremendo sentimento di chiusura è un trasferimento del senso di sé e confidenti. C’è un tremendo sentimento di chiusura e di trasferimento del senso del sé ai confidenti. E’ come se loro sono te e tu sei loro. Comunque, nessuna linea di demarcazione esiste per definire l’individualità ed è pericoloso per il proprio Io.

CAPITOLO 16

PENSARE IN PAROLE E IMMAGINI

Uno dei nostri figli, all’età di 4 o 5 anni, fece un’osservazione molto profonda. Disse che egli amava i suoi sogni più del vedere la televisione in bianco e nero perché i sogni erano a colori e molto più realistici. I sogni di cui riferiva come esperienze artistiche erano pensieri del suo subconscio, completi con i sentimenti ad essi accompagnati.

Le immagini nella mente ricreavano l’intera esperienza in risposta allo stimolo esterno. Una connessione era fatta tra il presente e cosa accadeva in precedenti simili situazioni. Questo è il livello base di pensiero basato sull’assunto di una relazione causa- effetto.

Tutte le persone inizialmente includono tutti loro sensi nei pensieri pittorici, ma molti avranno eventualmente il senso predominante. Il processo di pensiero per alcune persone fa affidamento molto su suoni (verbali), altri sulla vista (visuale), e altri sulle tensioni muscolari (sentimenti). Il senso predominante avrà un effetto incrementale su come essi sperimentano e organizzano i loro pensieri del mondo.

Una sensazione del mondo del bambino è uno dei sentimenti. I buoni sentimenti sono l’essere nutrito, confortato. I cattivi sentimenti sono il panico, la fame e la paura. Un bambino che ha cattivi sentimenti esprime il suo sconforto immediatamente piangendo e strillando. Il pensiero non si è evoluto. La risposta dei sentimenti è automatica. Quando qualcuno risponde togliendo il sentimento cattivo, il bambino si sente accudito e amato. Se qualcuno risponde con indifferenza o abuso, il bambino si sente non accettato e frustrato. Gradualmente il bambino impara a connettere il modo per esprimere il suo sconforto con l’ottenimento del risultato desiderato. Se l’espressione non dà la giusta risposta la conseguenza o l’acting out può essere appropriato. Un’associazione può essere fatta tra sentimento, espressione e risposta. Il comportamento è stato modificato.

Quando la consapevolezza del bambino si sviluppa, le connessioni tra vista, suoni, tatto e olfatto sono costruite assieme al potenziale per sentimenti positivi e negativi. Queste immagini possono ora generare il sentimento appropriato rispetto all’attuale conforto o sconforto. Queste immagini sensoriali hanno inizio in un tipo di pensiero primitivo. Una connessione è fatta tra l’input sensoriale ed una esperienza simile, accompagnata dal sentimento relativo.

Sebbene il pensiero pittorico è molto reale per l’individuo, molto difficilmente lo si comunica ad un’altra persona. Per parole comunicate, scritte o dette, sono imparate come simboli che rappresentano l’immagine. Alcune sono molto precise e verificabili, come tavolo o sedia, ma altre sono più astratte, come amore o Dio.

L’immagine nella mente è molto specifica, ma le parole sono molto generali. Quando la parola casa è menzionata, un’immagine appare in mente di una bianca casa con un campo da tennis, piscina o qualcosa di familiare del passato. Ogni persona ha una diversa immagine nella propria mente.

Le parole sono usate a livelli differenti. Il concetto di posto da molto specifico a molto generale include il posto dove si vive, la città, lo Stato, la nazione, il mondo, l’universo, senza una chiarezza del concetto, e l’immagine di riferimento cambierà.

La parola rappresenta l’immagine ricordata, simile ad una precoce esperienza o alla descrizione di un’altra persona. Ciò sostituisce l’attuale situazione. La parola definisce l’esperienza. Ascoltando una parola o una serie di parole possiamo stimolare il richiamo di immagini come una sensazione diretta. La parola o frase può creare il sentimento e dà inizio alla risposta come è accaduto con l’esperienza d’origine.

La realtà espressa dalle parole cambia rapidamente quando esse sono continuamente rinforzate. La vittima può dire a chiunque “io abito con mio fratello e le mie sorelle in una famiglia voluta da mio padre” senza sapere che essa si riferisce alla United Family o ad un’organizzazione simile.

È anche più facile distorcere significati di parole che hanno un significato molto astratto. Parole come amore, pace, libertà, lavoro, etica, ragione o Dio. Queste sono di solito usate e definite con una storia pittorica che sembra più reale dell’idea inesatta che ha precedentemente una persona.

Usando me stesso come esempio, quando qualcuno dice una parola comune come chiesa, famiglia, genitori, è assunto che gli sta attribuendo lo stesso significato che ho nella mia mente, ma se io penso alla mia famiglia d’ infanzia e l’altro indica un gruppo di persone che vivono insieme, non ci troviamo d’accordo. Se accetto la differenza, io trasferisco tutto il significato positivo, emotivo a questa parola. Ho generalizzato la parola ad un livello più alto di concetto senza definire il cambiamento.

Nei gruppi di culto un vero cambiamento ha luogo in base ai desideri del Capo che è l’ultima autorità. Spesso egli sarà inizialmente guardato come l’unico comunicatore o interprete di Dio, ma successivamente egli parlerà per conto di Dio. Infatti, egli è Dio e eventualmente superiore a Dio, come colui che dice a Dio cosa fare. Il primo di questi graduali cambiamenti ha preso luogo in parole comuni, ed una base è stata stabilita per linguaggi più specifici. Ora una set di parole poco familiari è sviluppato per essere usato dai membri del culto. Molti utilizzano un tipo di gergo scientifico. Le parole sono usate per spiegare la teoria che demistifica la maniera speciale in cui il culto rivendica il possesso. Usare le nuove parole produce una chiusura ai concetti del culto. La soluzione non può essere trovata senza usare la lingua del culto. Pensare il significato della parola scaccia tutte le idee alternative.

In un gruppo del culto lo stesso linguaggio accomuna le persone. Essi capiscono gli altri e si sentono separati dalle persone esterne che non li comprendono, perché essi pensano che le parole abbiano un significato differente.

L’isolamento dei non- membri è così rinforzato senza il bisogno di muri.

CAPITOLO 17

QUANDO LA LOGICA NON E’ UN FATTO

C’è bisogno di organizzare la nostra esperienza in un certo ordine per darle senso. Un ordine che non solo spieghi ciò che sta accadendo, ma ci aiuti a capire che cosa possa accadere nel futuro. Questa conseguenza inevitabile prende interpretazione dalle parole che ascoltiamo, le azioni che vediamo ed i sentimenti che proviamo.

L’esperienza della scuola pubblica nel mezzo- Ventesimo secolo in America incoraggiava l’applicazione della scienza logica per spiegare tutti i fenomeni. Sebbene i dati in cui la logica è stata applicata sia reale, le conclusioni possono essere false. Se la conclusione è usata di nuovo come un fatto su cui basare il pensiero logico, allora tutte le conclusioni potrebbero anche essere per la maggior parte fallimentari.

E eventualmente queste false conclusioni possono diventare fermamente fissate nella nostra ragione, e anche di fronte a un dato contraddittorio esse rimangono non testate e la persona nega la verità di un nuovo dato sinché si rinuncia alla conclusione. È divertente come poche persone abbiano esercitato il loro pensiero logico per testare la validità di dati o conclusioni. Attraverso una falsa logica di sistema di un manipolatore, essi possono convincersi che il nero è bianco e che il giorno è la notte. La maggior parte delle organizzazioni di culto richiedono accettazione alle dottrine e credenze attraverso la fede. Comunque, il vero passo di solito è convincere gli adepti che la logica scientifica può essere usata per provare la loro validità.

Molte organizzazioni cultiste indicano che loro sono una chiesa o organizzazioni religiose nel loro titolo, ma aggiungono sottotitoli che impiegano una base scientifico di ricerca. Alcuni esempi tipici sono:

  • La chiesa di Scientology – Chiesa di scienza?

  • L’organizzazione Dianetics – “La moderna scienza della salute mentale”

  • Eckankar – “La scienza antica del Viaggio dell’Anima sempre di Scientology”

  • Una organizzazione della Chiesa Unificata è la CARP

  • The Way International – “Una ricerca biblica e di insegnamento”

  • La Chiesa Universale e Trionfante – “Summit University”

Cercando di provvedere ad uno status speciale e credibile agli occhi dei membri, molte delle organizzazioni di culto conferiscono ai loro leader titoli e gradi come ministri, consulenti, trainers ecc.. La qualificazione ed il training è esclusivo del gruppo, dei loro metodi e credenze.

  • Un giovane uomo da una città piccola e rurale nello stato di Washington andò ad un “piacevole week-end” in Spokane e ritornò il Lunedì come ministro.

  • Il RIMU (Rajneesh International Meditation University) dà gradi ai suoi studenti.

Le organizzazioni dei culti inizialmente danno l’apparenza di una scuola con proposte di indottrinamento. Gli adepti si siedono come gli studenti nelle aule, di fronte ad un Capo che spesso usa una lavagna e parla con la sincerità e la logica di un’insegnante di scienza. In questo setting l’autorità di un Capo- insegnante è facilmente accettata. Le letture sono frequentemente utilizzate per dare l’apparenza di una scuola. Ogni sforzo serve a creare negli adepti il sentimento che essi sono studenti. Per alcuni adepti, ciò può essere attribuito all’accettazione tacita delle opinioni e a ragionamenti degli insegnanti. La base dell’abuso mentale è primariamente obbedienza al Capo e falsificazione della cultura di esso. Esso è descritto in un modo che lo rende pieno di conoscenza e moralità, dotato di speciali abilità che gli conferiscono tutto il potere. Il ragionamento tipico del gruppo comincia con la premessa che bisogna accettare in fede, ovviamente senza obiezioni.

Letture della preghiera – la premessa è “Dio è infelice perché lo abbiamo colpito”. Seguono diverse ore di lettura con l’uso di pseudo- scienze come la numerologia, l’astrologia per giungere alla conclusione che “Occorre lavorare fortemente per mettere fine alle sofferenze di Dio e alle sofferenze del mondo”.

I seguenti errori di logica possono essere usati in maniera intenzionale o come propaganda del controllo del pensiero per supportare una decisione, già contenuta nella premessa.

  1. Sotto- generalizzazione – saltare alle conclusioni di un ridotto numero di casi. Usare uno più specifico concetto implica l’uso di un concetto più generale.

-Nelle guerre l’aggressore perde sempre, se invece attiriamo l’attacco saremo certi di vincere- Sum Myung Moon

  1. Causa & effetto – Se B segue a A, allora B è il risultato di A.

-Persone che sono state deprogrammate parlano tutte contro il gruppo del quale facevano parte, pur essendo stati simili al gruppo stesso-

-Nel mondo democratico vigono le regole di maggioranza. Nel mio caso solo una minoranza dice che Io sono dalla parte di Dio. La maggioranza dice: “No, egli è dalla parte di Satana”. A chi dobbiamo credere? Noi dobbiamo imparare una nuova regola democratica: una minoranza più Dio è una maggioranza! Finché avremo Dio dalla nostra parte, saremo la maggioranza- Sum Myung Moon

-Almeno il 50% di tutti coloro che hanno tentato il suicidio hanno avuto dei contatti psichiatrici-(Dicendo che quella è la causa del suicidio)- Scientology

  1. Generalizzare una conseguenza in una catastrofe.

-I membri che lasciano non sono protetti dal potere di Satana e moriranno o perderanno le loro menti. I membri infedeli al gruppo causano danno nel diventare infedeli

  1. Andare sul personale – Attaccare il carattere della persona, non l’esito.

-Coloro che parlano contro di noi sono giudicati bigotti-

  1. Tu sei altro – dire che gli sbagli sono umani, ma i nostri sono diabolici.

-Il gruppo o il capo non può essere sbagliato, e qualsiasi membro che ha dubbi è sotto l’influenza di Satana, ed è una persona repressa o un potenziale criminale-

  1. I santi uomini non possono essere sbagliati – Appellarsi all’autorità fuori dal contesto.

-Fare riferimento al libro dell’autorità, es. alla Bibbia. In molti casi, un membro di culto cita un testo biblico e senza citare le parole, assume che lui si è procurato una risposta-

  1. Prova di figure – Facendo proiezioni generalizzate e approssimazioni precise-lasciare il non so chiedendo risultati dai dati soggettivi-

-Il programma Narconon fondato sui principi di L. Ron Hubbard, vanta l’ 86% di successo-

-La maggior parte delle organizzazioni di culto esagerano le loro stesse figure membriche-

  1. Attirare la massa – “Loro dicono__” attirando il pregiudizio della massa con slogan-

-La maggior parte degli uomini sono “animali” e le donne sono “la personificazione del male e la tentazione”- Roy Masters

  1. Colpa dell’Associazione – Sostenere gli individui responsabili per le azioni degli altri. Assumere che essi controllano gli altri senza prove-

-Risorse di materiali compilate da Herbert Richardson, un professore al Seminario dell’Unificazione Teologica, per una Conferenza di deprogrammazione, inclusa una Tabella mostrante che il deprogrammatore Ted Patrick era dietro tutti i gruppi di consapevolezza USA-

  1. Dibattere in circolo – Usare una conclusione nella premessa-

-Noi siamo la sola via di conoscenza per un mondo migliore. Un criminale è qualcuno che è contro un mondo migliore. Chiunque non è in nostro supporto è un criminale

  1. Verità auto- evidenti

-Tutti i ministri sono in nostro supporto- Mose Durst, Presidente dell’Unificazione

  1. Bianco o nero – Forzare l’esito in due possibilità

Se tu non sei come noi, sei contro di noi-

La propaganda interna è diretta ad influenzare la membership. La propaganda esterna è usata per influenzare il resto del mondo. L’esito a lungo termine rimane in dubbio.

Le tecniche di propaganda diretta primariamente ai membri includono:

  • Il fine giustifica i mezzi

  • Trovare il capro espiatorio & l’eroe

  • Creare martiri

  • Usare la Grande Bugia, simboli non verbali e doppio linguaggio

  • Rispondere criticamente “E’ un complotto!”

  • Stare costantemente in offensiva.

La propaganda che è diretta all’esterno usa una struttura organizzativa che può apparire come separa dal gruppo, e impiega una comunicazione pepata con parole sussurrate e disinformazione.

La propaganda particolarmente aggressiva impiega INGANNI SPORCHI. La seguente lista parziale di azioni degli scientologist fu scoperta tra i materiali sequestrati nel 1979:

  • Falsità, infiltrazione con falso ID ed organizzazioni segrete.

  • Assassinio dei nemici, minacce ai vicini.

  • Files rubati, processi ingiustificati.

  • Distruzione di altre organizzazioni, spie e guerriglia.

La propaganda è basata su di un uso selettivo di fatti, per cercare i fatti di supporto ed eliminare dati indesiderati.

La propaganda sofisticata include lo stabilire una struttura organizzativa sociale per supportare e rinforzare la propaganda tesa a creare “realtà”.

CAPITOLO 18

RISCHIO E REALTA’

La percezione da parte della vittima di realtà è stata distorta ad ogni passo. L’immagine nella sua mente è di paura ad ogni svolta nel cammino. C’è un sentimento di insicurezza nella conoscenza dell’esistenza giorno per giorno e di paura dello sconosciuto e di cosa può accadere se cambia o abbandona il gruppo. È diventata triste per le persone al di fuori, ma anche impaurita per cosa potrebbe accadere se non è obbediente o contesta l’autorità del Capo.

Esempi dalle organizzazioni di culto includono:

  • Tu sei di esempio per gli altri. Se sbagli, anche loro sbaglieranno.

  • Le domande sono del demonio. Se tu domandi, Dio ti condannerà e tu soffrirai.

  • La tua fede (cieca obbedienza al Capo) deve essere forte o tu ti ammalerai.

L’implicazione è che tutta la responsabilità è dei seguaci, tutto il potere e la protezione è del Capo. La disobbedienza risulterà in rigetto, nonché come vulnerabilità alle forze del male e fallimento. La promessa di amore, perfezione e successo è offerta dal gruppo, ma è il Capo che decide quando le condizioni sono state mantenute e la promessa è stata eseguita.

Pensieri di uscita o di disobbedienza si ricongiungono ad una immagine di conseguenze violente e catastrofiche. Le storie che circolano tra i culti parlano di cose terribili che accadono a chi abbandona.

L’ultima persona che ha cercato di abbandonare il gruppo è stata investita da un’ auto.

L’unico modo per essere sani (in salute, amati) è stare con il gruppo. Se abbandoni perderai la tua mente (ti ammalerai, resterai solo, andrai all’inferno).

Non hai mai avuto esperienze di lavoro. Noi ti vogliamo, ma nessun altro ti vorrà.

Il rigetto della Vera Via condurrà alla sofferenza degli innocenti. Tu causerai la terza guerra mondiale.

I membri dell’Unificazione sono portati a credere che non solo loro perderebbero la salvezza spirituale abbandonando, ma anche la salvezza di 100 generazioni dei loro antenati e successori. I seguaci di Hare Krishna dicono approssimativamente la stessa cosa.

L’ultimo doppio legame e paura dei seguaci è la perdita della loro vera esistenza come essere umano. Il Capo decide chi ha abbastanza fede per seguirlo con obbedienza incondizionata ed è pronto per essere salvato. Coloro che abbandonano o si ribellano sono giudicati per aver sbagliato come persone. La loro reale esistenza come esseri umani è negata dal Capo. La maggior parte dei membri di culto è stata istruita per cancellare la loro memorie di seguaci che lasciano o soffrono in maniera simile. Sradicare le immagini, bruciare indumenti e registrazioni dà una lezione di cosa potrebbe accadere se dovessero abbandonare.

Victor Paul Weirwille, fondatore della Via Internazionale, dice: “I non credenti sono come scarafaggi che possono essere calpestati se necessario”. Egli decide chi è un credente e chi è uno scarafaggio. Nessuno vorrebbe essere uno scarafaggio.

Per non esistere non si è amati, rispettati né riconosciuti. Loro guardano al tuo passato e pensano che non resisterai per molto.

In molti casi gli effetti di una realtà distorta e la paura sono emersi per i membri di un culto dopo che hanno abbandonato, specialmente coloro che vi sono stati per molti anni. La loro paura è così reale per loro, ma esagerata dall’attualità che nell’abbandono potranno essere dispiaciuti del mondo attorno a loro, incapaci di circolare in pubblico e offrire aiuto a chiunque.

  • Alcune paure sorgono dal potere del leader o del gruppo che spia la vittima e conosce ogni cosa che sta pensando o facendo, o dal fatto di credere che essa è stata seguita o il suo telefono è stato messo sotto controllo.

  • Altri sono portati a credere che gli psichiatri, gli psicologi o altri consulenti della salute mentale li possano danneggiare, e commissionano all’’ospedale mentale l’uso di trattamenti come l’elettroshock o la lobotomia.

Gli aiuti a vantaggio di una vittima dell’abuso mentale includono hotline, operatori dei servizi sociali, ministri che hanno bisogno di essere consapevoli prima di tutto che le vittime dell’abuso mentale possono essere preda di confusione e paura. La vittima dell’abuso mentale può trovare difficile l’apertura alla causa reale del suo malessere. La sua condizione è molto fragile. Per essere efficace l’aiutante avrà bisogno di prendere il tempo necessario per stabilire un dato rapporto e guadagnare la confidenza della stessa vittima.

COSA FARE E COSA NON FARE PER LE FAMIGLIE DELLE VITTIME DELL’ABUSO MENTALE

DA FARE:

  • registrare una lista di nomi, indirizzi, numeri di telefono di persone associate in qualche modo con l’attività della vittima.

  • Stabilire e continuare l’associazione con l’organizzazione del gruppo di famiglie con problemi simili.

  • Mantenere una lista scritta di eventi circa le attività della vittima con il gruppo.

  • Rispondere a tutte le comunicazioni con la vittima in un linguaggio sincero e fermo e non recriminante. Rendi la comunicazione aperta!

  • Raccogli tutti i relativi item da giornali, riviste e altre risorse.

  • Prendi in maniera ferma le eventuali minacce ma sii aperto alla comunicazione tutte le volte.

  • Sporgi denuncia agli uffici pubblici.

DA NON FARE:

  • Non sentirti colpevole o solo. Questo è un problema comune alla maggior parte delle famiglie in tutto il mondo aventi differenti religioni, risorse economiche e cultura.

  • Non dare denaro alla vittima o al gruppo – senza supporto economico quest’ultimo non può sopravvivere.

  • Non dare mai documenti originali ma procurati solo fotocopie.

  • Non farti persuadere dai professionisti a spendere molto denaro per trattamenti o azioni legali finché non hai verificato le loro credenziali e qualificazioni.

  • Non rinunciare. Ricorda che la vittima è un prodotto del tuo amore, training e ambiente domestico. Queste influenze non possono mai essere eliminate con alcuna tecnica.

CAPITOLO 19

PENSARE CHIARAMENTE DOPO LA VIOLENZA MENTALE

Una persona che soffre le conseguenze di terzo grado dell’abuso mentale è stata rapito mentalmente, emozionalmente, socialmente, spiritualmente e in alcuni casi fisicamente. Egli è stato usato e abusato per conoscere qualcun altro “bisognoso”. Che cosa causa l’abbandono di una persona? Come può lasciare se è sofferente, confuso mentalmente, incapace di prendere decisioni per sé stesso, minacciato dalla perdita dell’esistenza o dalla possibile perdita di credenze e successi? Perché vorrebbe lasciare una persona o un gruppo da cui è diventata completamente dipendente per i suoi bisogni primari: sicurezza, supporto fisico ed emotivo?

  • In alcuni casi egli (la vittima) può inizialmente fuggire da contatto fisico, ma non si separa dal controllo mentale ed emotivo che lo continua a tenere in pugno. Egli diventa come una persona che viaggia sola nella società, ignorante delle provocazioni che continua a dettare il volere dell’abusatore, e magari con una particolare parola o sentimento si comporterà compulsivamente per seguire i vecchi messaggi.

  • In alcuni casi l’abusatore lo caccerà fuori, dicendo che egli non è degno. Ciò avviene per il suo bene! La sua reazione dopo il rigetto è di voler tornare “Glielo mostrerò! Dandomi un’altra possibilità sarò il migliore e il più obbediente!“. È una pratica generale nei gruppi di culto minacciare l’espulsione come un modo per rinforzare potere e controllo. E anche la stessa reazione è calcolata.

  • In altri casi egli approderà alla colpa, sentendosi non degno di continuità con il gruppo. Dopo aver ricevuto aiuto e simpatia, si sentirà migliore e potente; egli ritorna alla situazione abusiva sapendo che egli può farvi fronte con le sue stesse richieste.

  • Deprogrammare in maniera tale che una persona sia rimossa dall’ambiente abusivo ed è istigato ad un dialogo intensivo di solito con un membro precedente del gruppo al fine di esaminare i metodi abusivi del gruppo, considerando solo un ridotto numero di istanze in cui una persona del culto è ispirata a lasciare.

  • Molto frequentemente egli uscirà da sé e ignorerà per un po’ di tempo gli effetti dell’abuso fisico, mentale ed emotivo di cui è vittima, volendo andare il più lontano possibile dall’abusatore e dall’esperienza di abuso per quanto gli sia possibile. Di solito vuole andare avanti con la sua vita e rimuoverà dalla sua mente tutto ciò che va contro il suo benessere.

Egli resiste nell’ammissione della situazione abusiva perché ciò significa ammettere la propria colpa personale o malattia. Accettare la realtà del fatto che le sue risposte sono normali, sebbene inappropriate, è necessario per continuare il lavoro di recupero.

Egli non può lasciare il controllo sinché il malessere è ammesso nella sua esistenza come forza bruciante della sua abilità di essere libero e indipendente. Questo di solito comincerà ad accadere quando una delle vittime si accorge di avere accettato valori personali, credenze e sentimenti che sono in contraddizione.

In alcuni casi, l’inizio del dubbio comincia settimane o mesi prima della separazione fisica. Per pochi avviene subito ma per altri avviene dopo anni di colpa auto-imposta.

Una giovane donna il cui padre era un rappresentante, era stata una seguace entusiasta di un culto per molti anni. La sua prima realizzazione che il gruppo poteva essere imperfetto avviene quando il leader le dice una bugia. L’onestà era uno dei valori più importanti sin dalla sua infanzia ed era stato violato. Ciò era inaccettabile per lei.

Un’altra donna decide di lasciare dopo aver visto un bambino ingiustificatamente punito per qualcosa che non aveva fatto.

Un giovane nonno lascia il suo gruppo dopo aver scoperto che il leader era un ipocrita; aveva infatti il privilegio del denaro, del sesso e delle cure mediche che venivano negate ai suoi seguaci.

Una persona che soffre per la perdita di tutte le relazioni in cui ha investito se stesso si sente come legato a qualcuno che è morto. Lasciare un culto significa lasciare ideali, sogni, amici e sicurezza. C’è il sentimento che ogni cosa data al gruppo è persa per sempre; denaro, premi personali e anche i migliori anni della propria vita.

Ecco cosa ci si aspetta in seguito:

  • Shock: l’improvvisa consapevolezza di separati sentimenti, diversi dagli altri. La consapevolezza che amore e verità sono state violate. La sua reazione iniziale è di solito il ritiro e l’inattività, ma l’abusatore può dire di essere cambiato.

  • Rifiuto: “Non è realmente accaduto“. Egli vuole negare la serietà dell’esperienza, l’idea che l’abuso esiste, e vuole continuare a credere all’abusatore in modo da sentirsi normale.

  • Rabbia: inizialmente dopo il non essere in grado di negare l’abuso, l’abusatore e coloro che sopportano l’abuso, e anche Dio. La sua rabbia generalizzata viene dal sentirsi confuso e consapevole per aver rigettato il buono dell’esperienza del suo ruolo nell’accettare l’abuso. Egli riversa la rabbia su se stesso.

  • Disperazione: a questo punto egli conosce di non poter tornare indietro, e diviene depresso e solo. Egli non crede ai suoi pensieri e comportamenti. Egli si vergogna di ritornare dagli amici che hanno visto il suo abuso e che hanno cercato di aiutarlo, aiuto che egli non ha accettato. Non sapeva cos’era giusto, cosa fare, dove andare e a chi credere. Rischia di credere a qualcun altro perché risulta vulnerabile.

  • Accettazione: finalmente dopo mesi passati a parlare con il couselor o altri che hanno esperienze simili, c’è l’accettazione e l’integrazione della realtà. L’esperienza è sia positiva che negativa. La responsabilità di ciò che è accaduto non è totalmente la sua, ma è divisa in più persone. L’imperfezione è normale e la perfezione è impossibile. Il passato non può essere cambiato, ma il beneficio degli insegnamenti sono lì per essere utilizzati nel futuro.

  • Andare avanti: i sogni e i bisogni che sono stati l’attivazione della truffa sono ancora presenti. Molto lavoro rimane, ma tempo e pazienza sono necessari per guarire. Il compito è mettere in ordine le proprie priorità, diventare auto- diretti e capaci. La scelta è un’alternativa. Riconnettersi con il sé reale.

Questo penoso processo è inutile se la perdita è imposta da qualcun altro come nella morte di qualcuno che si ama, o tramite la scelta di lasciare una relazione d’abuso. Sentimenti di perdita, separazione, colpa, rabbia, solitudine e di depressione sono normali, come è il bisogno di apertura espresso da un range di sentimenti. Condividere con qualcun altro che è stato anch’esso abusato può essere estremamente d’aiuto e di supporto. La vittima del rapimento mentale deve comprendere e chiarire tutte le vulnerabilità che sono state descritte nel capitolo precedente, in accordo con la sua esperienza. La seguente lista indica alcuni accorgimenti da considerare mentre si riguadagna la realtà circa sé e le relazioni. Ciò può essere un percorso lungo, difficile, tortuoso e richiede molta pazienza e gentilezza prima di tutto con se stessi.

  • Rischi e paure: è normale inizialmente avere una paura anormale che è legata al ritorno dell’abusatore che può prenderlo di nuovo perché conosce i suoi pensieri e sentimenti. L’abusatore prende il suo potere dalla paura della vittima, cosicché la vittima può prendere il suo potere e ridurre quello dell’abusatore. La paura del rischio della perdita può costare l’inattività. Ma se si incrementa la forza personale e la conoscenza dei metodi dell’abusatore, le paure si ridurranno. Eventualmente egli sarà in grado di confrontarsi direttamente con l’abusatore ed essere assicurato che egli controlla il suo destino, non qualcun altro.

  • Ritorsione della Logica e del Linguaggio: le vittime dei culti esaminano la logica del culto ed i materiali scritti. Ciò potrà portarlo nuovamente nel pensiero del culto. Dopo aver imparato ad esprimere i suoi valori e credenze a parole sue, egli può studiare il materiale con qualcuno che conosce il significato delle parole e della logica del culto. Le aree di vita più difficili da mettere e sentire al sicuro sono la sessualità e la spiritualità, poiché questi sono gli elementi sensibili della personalità umana e sono i più vulnerabili all’abuso mentale e saranno più difficilmente recuperati.

  • Confessione & colpa: assegnare la colpa a sé o all’abusatore oscurerà la realtà di ciò che è accaduto. Espiare le colpe della sua esperienza può far sentire bene, ma può essere molto più d’aiuto scrivere su di un giornale anziché fare una pubblica dichiarazione.

  • Rituali espressi: inizialmente è importante dormire molto e cibarsi di cose buone, al fine di far fronte allo stress del prendere decisioni. L’ansia del recupero del tempo perduto è normale, ma essere pazienti e cauti nel prendere la decisione prima del recupero è la cosa migliore. In alcuni casi dove c’è stato un uso estensivo di rituali, canti, meditazione ecc. sarà difficile concentrarsi. Occorre imparare a guadagnare il controllo degli effetti.

  • Isolamento e dipendenza: la realtà è stata distorta e c’è il bisogno di guardarsi intorno, domandare, valutare e testare. L’indipendenza di essere se stessi fa sentire bene, ma può anche essere controproducente. Un punto chiave è raggiungere il recupero quando passa l’esperienza. La separazione esiste tra sé stessi come individuo e la sua identità nella relazione d’abuso precedente. Lasciare gli altri mentre si rientra nel mondo più ampio significa provare solitudine sinché nuove associazioni sono stabilite. Molti hanno la tendenza di addentrarsi in altre relazioni di dipendenza e/o di abuso. Molti ex- fumatori, ad es., vengono fuori dalla loro dipendenza ed è semplice che seguano gli altri anziché essere realmente liberi.

  • Punto di vista polarizzato: venendo da un mondo in bianco e nero è facile continuare a vedere le cose in due dimensioni. Non ci sono solo due lati di un esito, ma molte alternative da scegliere ed una è la più appropriata. Il successo ed il fallimento non sono opposti, ma parti di un continuum.

  • Inganno e magia: dividendo con gli altri che hanno avuto aiuti per un’esperienza simile, più ricerche di fatti e opinioni aiuteranno. E’ più difficile rinunciare alla credenza del magico. La magia è un aiuto, ma non una garanzia universale di cura.

La psicologa Margaret Singer ha identificato le condizioni di 100 ex- membri di culti che ha ascoltato in un articolo apparso in Psicologia oggi nel Gennaio 1979 intitolato “Venire fuori dai culti“. È una lettura raccomandata a tutti coloro che cercano il recupero dall’esperienza dell’abuso mentale. Alcune vittime dell’abuso mentale possono mettersi nei guai vedendo se stessi inadeguati e ammalati, continuamente a rivedere i loro problemi, non volenterosi di andare avanti, lasciare il passato e affrontare il futuro confidenzialmente.

Il benessere e l’auto- direzione della vita è che ognuno di noi è libero di scegliere il modo più appropriato per far fronte come individuo in un mondo pieno di cambiamenti e stress. Le seguenti descrivono uno stile di vita che conduce al riconoscimento delle forze personali e ad un incremento dell’abilità di essere:

CONSAPEVOLE di chi si è; dei propri sentimenti, emozioni, sensualità, forze, reazioni allo stress ed al relazionarsi agli altri.

VALUTANTE come unico, libero e attivo individuo con valori personali e chiari obiettivi.

CURANTE di se stesso e degli altri come una persona umana amorevole che sperimenti l’intimità.

COMUNICANTE per comprendere ed essere compreso; capace di scindere le informazioni in sentimenti, idee, esperienze.

PENSANTE e abile nel riconoscere il fallimento del ragionamento, mettendo idee e sentimenti in pattern concettuali.

CREATIVO di sviluppare l’immaginazione per visualizzare nuove possibilità in situazioni, piani e obiettivi.

DECISO con il potere di decidere e ri- decidere, valutare informazioni, opzioni e rischi di possibili conseguenze.

ATTIVO nell’identificare azioni positive attraverso il compimento di obiettivi di vita e stili di vita personale.

Ci sono molti libri di auto- aiuto, alcuni dei quali inseriti nella bibliografia, che danno dei validi esercizi da compiere. Se ciò è di sufficiente interesse, gli autori possono sviluppare un workbook basato su questa lista di “Azioni e abilità positive di vita” in futuro.

CAPITOLO 20

COSTRUIRE RELAZIONI CHE INCLUDONO TE

Questo libro si è basato sui pericoli delle relazioni chiuse, autoritarie e totalizzanti ed i sistemi organizzativi. Per prevenire l’abuso mentale o recuperare i suoi effetti è necessario essere capaci di identificare e promuovere il compimento del supporto personale.

Primo: rivedere le caratteristiche del sistema chiuso delle relazioni che promuovono l’abuso mentale come opposte ai sistemi relazionali che incoraggiano la crescita personale. Questi criteri possono essere applicati a coppie, chiese, scuole, famiglie, gruppi terapeutici, ecc.

I criteri non rappresentano il giusto e sbagliato, ma due fini di un continuum con l’attuale esperienza che si trova nel mezzo. Il comportamento appropriato può non essere “aperto”, ma se l’obiettivo è la crescita entro il sistema di relazioni supportivo e controllato la tendenza è l’apertura.

La libertà limitata da regole e responsabilità deve essere necessariamente dipendente dalla maturità degli individui o dall’acquisizione del sistema di supporto. Un bambino ha bisogno della sicurezza di limiti entro cui crescere. La completa anarchia distrugge l’abilità del sistema per aiutare la crescita dei membri. Il bilanciamento tra libertà personale e responsabilità degli altri necessita una continua negoziazione. Una precedente vittima di abuso mentale, mentre sperimenta confusione, mancanza di potere e paura è spesso come un bambino piccolo. In maniera simile egli ha bisogno di un’atmosfera supportava e sicura in cui crescere attraverso l’indipendenza, es. una famiglia comprensiva, un centro riabilitativo, il gruppo di supporto o il couseling privato.

Una relazione deve includere le tre P: potere- protezione- permesso.

La persona può rapidamente crescere da uno stato dipendente infantile ad un livello forte e confidenziale di adulto se gli è stato dato il supporto per fare fronte alle conseguenze dell’abuso. Sarà in grado anche di definire i limiti che sono di conforto e prendere la responsabilità personale all’interno di questa nuova libertà provata. Il passaggio è di solito non facile e occorre compiere un passo alla volta. Sentimenti ambivalenti sono comuni tra indipendenza e dipendenza, amore incondizionato e critica, verità e menzogna, apertura e chiusura alle relazioni. L’abilità di accettare sentimenti conflittuali e di prendere dei rischi sarà un segno di benessere e un progresso verso l’indipendenza. Le relazioni abusanti o i culti cercano di imporre le loro speciali definizioni del mondo, giustificati dalla credenza che il loro è il punto di vista corretto. La proposta dei culti viene promossa come sistema politico- religioso esclusivo attraverso l’inganno e la manipolazione. Il processo deve essere relazionato all’obiettivo voluto, entro la libertà di comunicare il sé e negoziare le differenze. Il tutto in un clima che rispetti il valore dell’individuo, e permetta la visione delle risorse senza la dipendenza.

ABUSO DEGLI INDIVIDUI CRESCITA PRODOTTA

PRIORITA’ E RISULTATI

Potere, denaro, sopravvivenza Crescita individuale appagamento

Sistema per primo Persona per prima, poi il sistema

STRUTTURA

Autoritaria Costruttiva, cooperativa

Scoraggiamento delle relazioni Incoraggiamento delle relazioni

Leadership per editto Leadership tra pari

STILE COMUNICATIVO

Indiretto e non chiaro Diretto, chiaro

Colpevolizzante, accusativo Veritiero, diretto e supportivo

Sentimenti morali giusti/ sbagliati Sentimenti reali e Ok

STILE DECISIONALE

Riunire prima di informare Tante informazioni prima della riunione

Il leader prende tutte le decisioni Politica fatta da tutti i membri

Non libertà di cambiamento Libertà di credere e scegliere

Scoraggiamento della creatività Incoraggiamento di idee e talento

Il sé e la salute non importa Importanza della salute

REGOLE E LIMITI

Inflessibili, non chiare e modificabili Capite, negoziate

Non accettazione = disobbedienza Differenze rispettate

Assoluta perfezione Dimenticare il fallimento

RISPETTO PER L’INDIVIDUALITA’

Auto- valore secondario Auto- valore primario

Sacrificio dato enfatizzato Dare e ricevere bilanciato

Individui secondari Individualità Ok = umano e unico

Amore = supporto al sistema Amore incondizionante

Membri inadeguati Membri aiutati, sviluppo del valore

Prestigio = potere e denaro Valorizzazione amore, onestà

RELAZIONI CON L’ESTERNO

Il sistema prima della famiglia d’origine A favore degli originali legami familiari

Gli altri devono essere usati Responsabilità sociale

L’importanza dell’immagine pubblica Onestà, azioni sincere e valide

Andare nel mondo per aiutare il sistema Andare fuori per aiutare il mondo

Le persone che hanno costantemente sperimentato sicurezza, forza, creatività, apertura e adempimento nelle relazioni personali libere dalla manipolazione, saranno molto più protette dall’accettazione della situazione d’abuso. Loro non accetteranno a lungo l’abuso come la norma per contrastare i loro ideali personali e sociali. Forse costruiranno attorno a loro gruppi di supporto mutuale. Creare un mondo di libertà, crescita personale e responsabilità viene dalla somma totale delle sue parti. Gli individui e i piccoli gruppi che vivono questi valori possono aiutare i loro vicini, le comunità e le proprie relazioni. Le conoscenze delle tecniche dell’abuso mentale possono aiutare a dare una visione di indipendenza e adempimento per tutti.

VENIRE DAL BASSO

Dopo un po’ impari la differenza

tra stringere una mano e incatenare un’anima

E la compagnia che non significa sicurezza.

E cominci ad imparare che i baci non sono contrasti

e il presente non è promesso

E cominci ad accettare i tuoi difetti

con la testa su e gli occhi aperti,

con la grazia di una mano, non la condanna di un bambino.

Ed impari a costruire tutte le tue strade

del presente- perché il domani è così incerto

per piani ed il futuro ha un modo per cadere in volo.

Dopo un po’ impari che anche il sole

scotta se ti avvicini troppo.

Così pianti il tuo giardino e lo decori,

forse aspetti che qualcuno ti porti dei fiori

e impari che realmente puoi resistere,

che sei forte, che hai valore,

che può imparare ed imparare,

che ad ogni arrivederci impari qualcosa.

-Autore sconosciuto

Avvertenza: Questa traduzione non è stata realizzata da traduttori professionisti, pertanto ci scusiamo per eventuali errori in essa riscontrabili.

Dentro l’Opus Dei

Arkeon – Chi l’ha visto?

 

 

L’Italia di Scientology

Dérive sectaire et manipulation mentale

Conseil de l’Europe. Questions juridiques et des droits de l’homme : Protéger les mineurs contre l’influence des sectes

Assemblée parlementaire Conseil de l’Europe Strasbourg, 06.09.2012 – « Ce n’est pas parce qu’il est difficile de trouver un consensus européen sur la problématique des « sectes » qu’il faut abandonner l’idée d’établir des règles et des politiques au niveau européen pour protéger les mineurs contre les dérives sectaires », a déclaré aujourd’hui Rudy Salles (France, PPE/DC),

rapporteur sur la protection des mineurs contre l’influence des sectes, à l’ouverture d’une audition sur le sujet, organisée à Paris par la Commission des questions juridiques et des droits de l’homme de l’APCE.

« Vu la vulnérabilité des enfants et des adolescents, il est indispensable de rester vigilant et de réprimer toute pratique les maintenant dans un état de sujétion au nom de croyances. Le Conseil de l’Europe, et notamment l’Assemblée, ont un rôle important à jouer dans la lutte contre ce phénomène très préoccupant », a ajouté M. Salles.

En présentant l’attitude des Pays-Bas face aux nouveaux mouvements religieux, Sophie van Bijsterveld, professeur à l’université de Tilburg et membre du Sénat néerlandais, a expliqué que son pays ne s’est doté ni de politiques ni de lois traitant spécialement de ces mouvements. Ceux-ci sont soumis à la législation générale, notamment aux dispositions générales sur la religion.

« En 1984, le rapport d’une commission parlementaire consacrée à ce sujet a conclu qu’une loi ou politique spécifique n’était ni souhaitable ni nécessaire, ni à titre préventif ni à titre répressif, et cette position n’a pas varié depuis », a précisé Mme van Bijsterveld. Actuellement, le rôle de la religion dans l’espace public fait l’objet de vifs débats, dans les milieux universitaires et politiques, mais aussi dans l’ensemble de la société néerlandaise. Cependant, « les nouveaux mouvements religieux n’attirent pas spécialement l’attention ».

Maksym Yurshenko, avocat ukrainien, membre de l’Association pour la protection de la famille et de la personnalité, a indiqué que cette question doit être envisagée sous l’angle des relations entre le droit à la liberté de pensée, de conscience et de religion, qui fait partie des droits de l’homme, et la Convention des Nations Unies relative aux droits de l’enfant.

« L’Etat réagit en cas de violences caractérisées, qui correspondent à la définition juridique des atteintes à l’intégrité physique ou sexuelle. En revanche, l’enfant ne bénéficie d’aucune protection si les actes préjudiciables à sa santé physique et psychologique et à son bon développement prennent une forme moins facile à identifier », a expliqué M. Yurshenko.

Les défenseurs des nouveaux mouvements religieux invoquent les dispositions juridiques consacrant le droit à la liberté de pensée, de conscience et de religion. Cependant, les Etats parties à la Convention relative aux droits de l’enfant se sont engagés à défendre l’intérêt supérieur de l’enfant et à le protéger contre toutes les formes de brutalité, de maltraitance et de négligence. Il est possible de concilier ces deux exigences en habilitant les structures gouvernementales existantes à régir le domaine des activités religieuses, ou en créant des structures spécialement à cette fin, comme la « Miviludes » française, a conclu l’orateur.

C’est justement de la « Miviludes » (Mission interministérielle de vigilance et de lutte contre les dérives sectaires) qu’a parlé Georges Fenech, ancien président de cette structure et député à l’Assemblée nationale. La Miviludes observe et analyse les mouvements perçus comme constituant une menace pour l’ordre public ou contraires à la législation française, coordonne l’action des pouvoirs publics à l’encontre des dérives sectaires, informe le public sur les risques et les dangers auxquels il est exposé, et vient en aide aux victimes en les orientant vers les services compétents.

« Nous le savons tous, le problème vient notamment de la difficulté, voire de l’impossibilité, de définir le mot « secte ». L’originalité de la Miviludes réside dans le fait que cette structure ne combat pas les sectes, mais les dérives sectaires, telles que le refus, total ou partiel, de soins médicaux, les restrictions alimentaires et les abus sexuels », a déclaré M. Fenech. Malgré l’existence de nombreux instruments internationaux, « il est urgent de présenter des propositions précises au niveau européen, pour mieux protéger les enfants sans pour autant porter atteinte à la liberté de religion », a-t-il souligné.

Le rapporteur a annoncé son intention de conduire des missions d’enquête dans certains Etats membres, en vue de rencontrer in situ les représentants des institutions et de la société civile engagés dans la lutte contre les dérives sectaires et dans la protection de l’enfance. Il envisage aussi d’envoyer un questionnaire aux délégations parlementaires des Etats membres, ou d’avoir recours au Centre européen de recherche et de documentation parlementaires (CERDP), en vue de recueillir davantage de données sur l’étendue du phénomène sectaire et l’état de la législation en matière de protection des mineurs contre les dérives sectaires.

Source : http://assembly.coe.int/ASP/NewsManager/FMB_NewsManagerView.asp ?ID=7912&L=1

SECTAS DESTRUCTIVAS: UN ANÁLISIS CIENTÍFICO

SECTAS DESTRUCTIVAS: UN ANÁLISIS CIENTÍFICO.

SECTAS DESTRUCTIVAS: UN ANÁLISIS CIENTÍFICO

Índice

                                                   

Capítulo Uno

Sectas Destructivas: Definiciones y Metodología de Análisis.

Dr. Jorge Erdely

           

Capítulo  Dos 

Milagro, Misterio y Autoridad: El Triángulo del Adoctrinamiento Sectario.
Dr. John Hochman           

Capítulo Tres
Sectas Contemporáneas, Imagen Utópica, Realidad Infernal.
Dr. Louis Jolyon West

Capítulo Cuatro
Trastorno por Estrés Postraumático en Víctimas de Sectas Religiosas Destructivas.
Dr. Jorge de la Peña 

Capítulo Cinco

Iglesias, sectas y nuevos movimientos religiosos

Dr. Elio Masferrer

 

Capítulo Seis  
Las sectas y los jóvenes: estrategias de proselitismo y grupos de riesgo.
Dra. Margaret Thaler Singer 

 

Capítulo Siete
La importancia de la investigación científica en el ámbito de las sectas

Dr. Michael D. Langone

 

Capítulo Ocho

veinticuatro Años Después de Jim Jones y Guyana: ¿Qué hemos aprendido?

Dr. César Mascareñas

 

Prefacio del editor

El título de éste libro refleja con fidelidad lo que el lector encontrará en sus páginas —y de cierta manera, lo que no hallará—. Su publicación responde a un deseo de contribuir a llenar un vacío de información, en lengua española, sobre las sectas contemporáneas, vistas desde la perspectiva de la investigación en las ciencias médicas y de la conducta humana. Por ello, los textos que se presentan en esta edición se enfocan en las dimensiones analíticas, más que en las aristas exóticas y las etnografías extensas de organizaciones sectarias en particular.

Al estudiar el fenómeno que nos ocupa, es notorio que uno de los principales puntos de convergencia entre connotados especialistas de distintas disciplinas, es su esfuerzo por centrar la atención de la investigación científica en la praxis o conducta de las organizaciones conocidas como sectas. Entre la variada gama de comportamientos que se presentan en dichas organizaciones, los de mayor impacto social son aquellos que derivan en daño cuantificable a las personas y en violaciones a los derechos humanos. De allí, pues, la primera parte del título de este libro: Sectas destructivas.

La naturaleza polémica del término secta, las ideas que evoca en el imaginario colectivo del mundo hispanohablante, el abuso y la ignorancia con que a menudo se utiliza, su capacidad para estigmatizar y provocar intolerancia, y por otra parte la necesidad de contar con términos que describan adecuadamente realidades sociales, hacen necesario que una parte considerable de este libro se dedique a explorar diferentes definiciones y criterios metodológicos en los que éstas se basan. Dicho quehacer, que al lector poco familiarizado con este tema podría parecerle quizás árido, es, en realidad, todo lo contrario. Las distinciones semánticas son cruciales para entender la materia, y los marcos teóricos que utilizan diferentes disciplinas para estudiar a las sectas contienen una riqueza conceptual imprescindible para acercarse inteligentemente al fenómeno y profundizar más allá de la opinión de gacetilla.

El resto del contenido de este libro lo ocupan temas relacionados e insoslayables: modelos analíticos contemporáneos, métodos de investigación, aspectos clínicos, estadísticas y contextos culturales, por mencionar algunos.

Dadas su complejidad y amplitud, el tratamiento de la temática de las sectas destructivas como un todo, debe ser necesariamente introductorio. Y éste es precisamente uno de los propósitos de nuestro texto: poner al lector de habla hispana en contacto con ensayos y trabajos de investigación básicos, realizados por autores contemporáneos reconocidos —algunos traducidos a nuestro idioma por primera vez—, y en ese trayecto abrir una panorámica conceptual y factual de los ámbitos de la investigación que faciliten acceder, de manera informada, a más conocimiento, dependiendo de los intereses y/o necesidades particulares del lector.

El artículo del profesor John Hochman, publicado originalmente en inglés en Psychiatric Annals, ha venido a convertirse en un clásico para entender los mecanismos de coerción que ejercen las agrupaciones religiosas totalitarias. Su enfoque en “Milagro, misterio y autoridad” [i] subraya la necesidad del quehacer interdisciplinario para entender fenómenos complejos como los procesos de adoctrinamiento en sectas destructivas. Hochman, psiquiatra, hace una ampliación del modelo de análisis de Heller para estudiar sistemas políticos totalitarios. Su objetivo es definir lo que es realmente una secta e inteligir los procesos estructurales de manipulación de información a su interior. Hochman es exigente. Para él, no cualquier organización califica como secta. En su búsqueda de los elementos que constituyen una, hace distinciones críticas entre subculturas, organizaciones diversas y grupos con tendencias sectarias hasta llegar a su meta. Y a su arribo, nos ofrece un ejemplo extremo y paradigmático como poderosa ilustración de su tesis: Jim Jones y El Templo del Pueblo.

El análisis de Hochman es profundo pero su presentación clara y sencilla. Su modelo analítico es una síntesis de teoría política y psiquiatría. El autor define sus conceptos con precisión y es categórico, pero está lejos de creerse infalible. El hecho de que —a semejanza del legendario neuropsiquiatra Louis J. West— acuda fuera de su disciplina y de las limitaciones del organicismo para tratar de entender lo que ocurre al interior de una secta, refleja más bien humildad académica. Esa actitud contrasta con el arrogante reduccionismo maniqueo de quienes pretender hacer de la propia disciplina el observatorio sine qua non del Universo. Así, en “Milagro, misterio y autoridad” Hochman acude a la teoría política y a la psicología, pero también a la literatura —en este caso a Dostoyevsky—, buscando comprender un fenómeno complejo. El autor piensa y se arriesga: se equivoca con respecto a Gorbachov,  acierta al prever un incremento de sectarismo apocalíptico y violento, pero sobre todo, articula un modelo analítico coherente que ayuda a entender el enigmático hechizo con que la secta logra cautivar a sus adeptos.

El Dr. Louis J. West se formó en la misma disciplina que Hochman: las ciencias médicas y la psiquiatría. Sin embargo, los separan en edad varias décadas y la consiguiente experiencia clínica. Eso explica en parte la diferencia en estilo y contenido entre los ensayos que reproduzco de ambos. El profesor West, prolífico autor e investigador en ámbitos tan variados como los efectos de las drogas en la mente humana y los programas de coerción ideológica contra prisioneros de guerra, no trata en su ensayo ni de mecanismos psicológicos ni clasificaciones. Eso lo ha hecho ya en un cúmulo de trabajos publicados a lo largo de más de dos décadas. Una de sus aportaciones teóricas más significativas y conocidas es la tesis de la pseudo identidad [ii] . Para West, cuando una persona es sujeta a un proceso de técnicas coercitivas de reforma del pensamiento, el resultado es la formación de una pseudo identidad por mecanismos disociativos, la cual se mantiene sólo en tanto que el síndrome de dependencia, miedo y engaño (DDD, por sus siglas en inglés),  persista. En el ámbito del totalitarismo político, el ejemplo clásico es el del prisionero de guerra que es forzado a aceptar la ideología rival. La “conversión” es sólo aparente y desaparece luego de un tiempo al cambiar a un entorno distinto. El célebre caso de Patricia Hearst sería un ejemplo paradigmático para West.

Pero cuando West escribió Sectas, imagen utópica, realidad infernal [iii] , su interés era enunciar las distintas fuerzas y entidades sociales que se coluden para propiciar un clima de impunidad para que organizaciones religiosas delictivas —o simplemente nocivas— operen sin rendir cuentas a los ciudadanos. Esta preocupación es congruente con la larga trayectoria del Dr. Louis J. West como defensor de los derechos humanos, la democracia, y las libertades civiles. Miembro de la liberal ACLU [iv] , West fue el primer psiquiatra blanco de su país que colaboró para terminar con el apartheid  en Sudáfrica, viajando para atestiguar en favor de varios presos negros. Eventualmente llegaría a ser el legendario experto forense seleccionado por las cortes estadounidenses para examinar al asesino de Lee Harvey Oswald, Jack Rudy, y a Patricia Hearst, la joven secuestrada por el Ejército de Liberación Simbionés —un grupo guerrillero sectario—, y quien finalmente se convirtió en asaltante de bancos en favor de la causa de sus captores, renegando de la sociedad opulenta en la que fue criada.

Mucho del valor del trabajo del Dr. West en su estudio de las sectas destructivas se debió en gran parte a su particular perspectiva diacrónica y privilegiada ubicación geográfica. West tuvo la oportunidad de realizar sus investigaciones a través de casi cuarenta años. Comenzó en los Estados Unidos precisamente durante los sesenta y setenta, en medio del primer boom de grupos extremistas. En ese entonces, las sectas más controversiales eran la agresiva Dianética, los Hare Krishna acusados en aquel entonces de posesión de armas y tráfico de drogas—; los moonies, aún en su versión comunal; los Niños de Dios, que reclutaban adeptos a través de la prostitución sagrada, y otros igualmente polémicos.

Cuando West escribió para The Center Magazine el ensayo que se reproduce aquí traducido al español, era ya, además de académico y activista, un intelectual connotado. The Center Magazine fue por muchos años la prestigiosa publicación del Center for the Study of Democratic Institutions, un lugar de intenso diálogo y discusión interdisciplinaria, dependiente de la Universidad de California, para la promoción de las libertades y la democracia. Por allí desfilaron a través de los años personalidades como el activista por los derechos de los trabajadores agrícolas, César Chávez; el psicólogo Adler, y Aldoux Huxley.

West, el psiquiatra, el experto en estrés postraumático y colaborador de la Enciclopedia Británica escribió, pues, este texto, como intelectual, cuando se hallaba en el pináculo de su carrera. Para ese entonces, era director del Instituto de Neuropsiquiatría, así como del Departamento de Psiquiatría, en la Escuela de Medicina de la Universidad de California, Los Ángeles, aunque siete años después se retiraría. Así que plasmó su ensayo con el desenfado del intelectual. En el se dedica a exhibir complicidades. West critica a los políticos y a la política, a los medios, a los juristas y a los jueces de su época, a la sociedad pasiva, a los intelectuales de escritorio que sin haber hecho estudios de campo sobre las sectas ni tener experiencia clínica con víctimas, defienden por esnobismo ideológico, en nombre de la libertad, a organizaciones que a su amparo cometen delitos y esclavizan cuerpos y mentes. Y critica, sobre todo, a las grandes iglesias y denominaciones de su país, las cuales, paradójicamente, se alían por estrategia con los intereses de las sectas destructivas para impedir que se pasen leyes que pudieran afectar la confidencialidad de los manejos financieros de cualquier entidad llamada religiosa.

Y en esto West, con los anteojos del visionario, se anticipó al papel crucial que jugaría el dinero, el manejo de los fondos por los grandes consorcios religiosos internacionales, en el nuevo milenio, categoría y fenómeno que engloba hoy lo mismo temas tan variados como los acuerdos legaloides de la Iglesia Católica para comprar silencio de víctimas de sacerdotes pederastas en Estados Unidos, que el financiamiento global de grupos extremistas como Al-Qaeda y las millonarias inversiones de la secta Moon en Latinoamérica.

Elio Masferrer, antropólogo e investigador, es un especialista en religión y política que casi no requiere de presentación para los lectores latinoamericanos. Su labor es reconocida en países como México, Perú y Argentina, donde, asimismo, ha realizado estudios en antropología e historia. El aporte del Dr. Masferrer a este volumen es un texto que combina perspectivas de autores clásicos de la sociología de la religión como Weber, Niebuhr y Troeltsch, con autores contemporáneos como Campiche y Mayer. El análisis [v] inicia con el examen de la influencia y esfuerzos de la jerarquía católica por definir para la sociedad el concepto de secta y perpetuar estereotipos y teorías conspirativas, para mantener su hegemonía política y cultural ante el avance del pluralismo religioso en Latinoamérica. De allí, el autor revisa tipologías histórico-sociológicas y explora el tema de los Nuevos Movimientos Religiosos. Además de su larga experiencia como etnólogo, el profesor Masferrer incorpora conceptos de investigadores como Marion Aubrée, en Brasil, y otros autores latinoamericanos. Con ello, permite una necesaria contextualización cultural del fenómeno de las sectas. El artículo de Masferrer, quien es presidente de la Asociación Latinoamericana para el Estudio de las Religiones, representa, en aras de la perspectiva multidisciplinar de este libro, a la antropología.

Jorge De la Peña, médico y profesor de psicología social, es otro autor latinoamericano cuya amplia experiencia clínica con refugiados, exiliados políticos, y posteriormente con ex miembros de  sectas, le ha llevado a remarcar la importancia de estudiar mejor la entidad nosológica denominada trastorno por estrés postraumático, síndrome que se presenta a menudo en pacientes provenientes de ambos ámbitos. Su artículo hace una presentación accesible de las características de dicho trastorno y distinciones críticas para el diagnóstico diferencial. Trata asimismo con las características psicológicas de los liderazgos sectarios que pueden inducir esas y otras patologías. De particular interés para los especialistas clínicos, así como para los estudiosos del ámbito de la salud pública, son las implicaciones de la trasmisión de psicosis vía relaciones estructurales líder-feligresía a través de cuadros como el trastorno psicótico compartido. El Dr. De la Peña es miembro activo de Amnistía Internacional y consultor del Instituto Internacional de Derechos Humanos de la ONU.

El Dr. César Mascareñas, coautor junto con De la Peña de un reciente trabajo científico sobre fanatismo religioso y neurobioquímica, complementa la dimensión clínica con una puntual entrevista exclusiva con la profesora Margaret Singer [vi] , cuya presentación corre a cargo de él mismo en el capítulo correspondiente. Singer no es socióloga, sino psicóloga. Ha entrevistado y aún brindado tratamiento a miles ex miembros de sectas, incluidas algunas de carácter extremista como El Templo del Pueblo, en Guyana, y Heaven’s Gate. Por ello, es la suya, la voz de alguien que ha combinado la formación teórica en su disciplina y la docencia como profesora emérita de la Universidad de California en Berkeley, con una amplia experiencia clínica. La empatía, que es a menudo signo de genuina vocación, la hace ser intensamente práctica en su enfoque. Este refrescante rasgo aflora no sólo en la entrevista con Mascareñas, sino también en otro artículo de Singer que he titulado “Las sectas y los jóvenes”, traducción de un capítulo sobre el tema, rescatado de un libro de texto médico: Comprehensive Adolescent Health Care [vii] .

Colega de profesión de la Dra. Singer es Michael D. Langone, editor por muchos años del Cultic Studies Journal [viii] . Ambas, la naturaleza de su labor al frente de una prestigiada revista especializada con un distinguido comité editorial, y su interés por los aspectos teóricos de la investigación, hacen que Langone, pionero en este ámbito, sea técnico en su presentación. Esto, sin embargo, no significa que sea menos claro si se lee con atención.

El capítulo del Dr. Langone presenta cuidadosamente los distintos retos que hay para conducir investigación científicamente válida en el ámbito de las sectas, y para interpretar lo que se publica al respecto como tal [ix] . Langone expone asuntos como los prejuicios y la subjetividad del investigador, los estudios amañados de origen, el romántico lobby pro sectas coercitivas, que se financia con recursos de las mismas sin informar al público, hasta problemas con los métodos de muestreo y el diseño adecuado de instrumentos de medición en el campo del estudio cuantitativo. El artículo permite al lector de literatura científica sobre sectas —especialista o no— vislumbrar lo que a menudo ocurre tras bambalinas en el ámbito académico. “No todo lo que brilla es oro”, reza el antiguo adagio popular. Así, no todo lo que se etiqueta como investigación científica lo es y, a menudo, aun lectores con formación profesional fallan en detectar errores metodológicos elementales que invalidan lo mismo conclusiones que información factual. Considero que serán de particular interés para los lectores varias de las estadísticas que presenta Langone —y los contrastes entre ellas— sobre frecuencia, tipo y magnitud de daño a personas en sectas, así como las muchas referencias bibliográficas del artículo.

Termino este prefacio con una breve semblanza del artículo de mi autoría que he incluido como primer capítulo en este libro. Como se ha mencionado en una edición previa del mismo, publicada por separado, la esencia es una ponencia que presenté sobre el tema en la Escuela Nacional de Antropología de Historia (ENAH), el 25 de septiembre de 1997, en la ciudad de México.

Una versión se publicó dos meses después en una revista especializada [x] y ésa, a su vez, se revisó, actualizó y amplió para publicarse en el volumen que nos ocupa. Los objetivos de dicho texto continúan siendo los mismos: a) plantear la naturaleza polisémica del término secta, cuando se define según distintas disciplinas, organizaciones y autores; b) contrastar esa naturaleza con las percepciones populares unívocas en Occidente, construidas en gran parte por los medios de comunicación, y c) la pertinencia o no de utilizar el término secta y algunas propuestas a favor y en contra. Ésta es, de manera somera, la parte correspondiente a definiciones. En la sección sobre modelos analíticos, la meta es presentar en forma sintética las tesis de autores contemporáneos de orientación crítica cuyas aportaciones a la discusión son reconocidas. Lifton, Hochman, Singer, Rodríguez, por mencionar algunos. En particular, estimo relevante —por ser un investigador sobresaliente poco leído en el mundo de habla hispana— atender a los criterios de Lifton. Los resultados de varias décadas de estudio, incluido un punto importante de su último y actual libro Destroying the World to Save It [xi] se incluyen y ejemplifican, haciendo un considerable esfuerzo de concisión.

El resto de mi trabajo se compone del análisis de las metodologías en un marco propositivo sobre el uso del término secta en nuestra sociedad, y los ámbitos en que distintas definiciones del mismo pueden ser válidas.

El contexto en que toda esta información es ofrecida al lector incluye una actualización de aspectos jurídicos y controversias académicas en que el dinámico mundo de las sectas destructivas se desenvuelve, y del cual no todos los lectores están informados. Al respecto, considero que el artículo de Masferrer que se incluye en este volumen puede ser particularmente útil para complementar otras dimensiones del contexto, en especial, las políticas y económicas.

El tema de las religiones, en general, y el de las sectas destructivas, en particular, es una realidad cada vez más significativa en el mundo contemporáneo. La globalización religiosa y su efecto concomitante de favorecer la pluralidad y el multiculturalismo, tienden, por un lado, a crear rechazo y recelo ante lo nuevo y diferente. Esto genera intolerancias ancladas en prejuicios, proteccionismos y falta de información. De allí la importancia de utilizar responsablemente términos como secta. Por otra parte, la corrupción y la cultura de la impunidad prevalecientes en la mayor parte de Latinoamérica crean condiciones idóneas para el florecimiento de organizaciones religiosas —algunas de ellas sofisticadas y a menudo con historiales delictivos— que, amparándose en la libertad de creencias, explotan y violan los derechos humanos de un número considerable de personas. En la globalización, pues, coexisten dos realidades antitéticas paralelas: el aumento de la intolerancia y el aumento del abuso religioso por parte de organizaciones de carácter explotativo. Esto hace peculiarmente importante el contar con esquemas equilibrados que defiendan la libertad de creencias, así como con marcos analíticos y definiciones claras para identificar grupos religiosos destructivos. Los tales, son, después de todo, parte de la sociedad y no pueden estar al margen de rendir cuentas por sus actividades ni pueden pretender sustraerse al escrutinio público.

Jorge Erdely

Ciudad de México, enero de 2003.

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notas

 

[i] John Hochman, en Psychiatric Annals. 20 (4); abril 1990, pp. 179-187.
[ii] Louis Jolyon West, Paul R. Martin. “Pseudo-Identity and the Treatment of Personality Change in Victims of Captivity and Cults”. Cultic Studies Journal. 13 (2); 1996, pp. 125-152.
[iii] Louis Jolyon West. “Contemporary Cults: Utopian Image, Infernal Reality”. The Center Magazine. 15 (2); marzo/abril 1982, pp. 10-13.
[iv] Siglas en inglés de la American Civil Liberties Union.
[v] Se trata de una versión revisada y ampliada del artículo: “Iglesias y nuevos movimientos religiosos: un esfuerzo por aclarar la confusión”. Revista Académica para el Estudio de las Religiones. I; 1997, pp. 25-37.
[vi] Edición revisada. Véase: César Mascareñas. “Veintidós años después de Jim Jones y Guyana: ¿qué hemos aprendido?”. Revista Académica para el Estudio de las Religiones. III; 2000, pp. 195-206.
[vii] El título del original es Sects, en Friedman S.B., Fisher M., y Schongerg S.K. St. Louis, Missouri: Quality Medical Publishing, 1992.
[viii] Ahora Cultic Studies Review.
[ix] Este trabajo es una edición traducida y adaptada de la ponencia del Dr. Langone en el II Congreso Internacional sobre Grupos Totalitarios y Sectarismo (Barcelona, España, 23-24 de abril, 1993).
[x] Jorge Erdely. “Sectas Destructivas: definiciones y metodología de análisis”. Revista Académica para el Estudio de las Religiones. I; 1997, pp. 1-23.
[xi] Robert Jay Lifton. Destroying the World to Save it: Aum Shinrikyo, Apocaliptic Violence, and the New Global Terrorism. New York: Metropolitan, 1999.

 

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Agradecimientos

 Publicaciones para el Estudio Científico de las Religiones desea expresar su agradecimiento a los respectivos autores y casas editoriales, por permitirnos reproducir los artículos, ponencias y capítulos de libros —algunos en forma revisada y traducidos al español— que aparecen en este volumen.

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Capítulo uno

Sectas destructivas: definiciones y metodología de análisis

                                                                                      Dr. Jorge Erdely

introducción

En 1978, la opinión pública mundial fue sacudida por el reporte del suicidio colectivo de 914 personas en Jonestown, Guyana. Todos eran seguidores del reverendo Jim Jones, quien también se autoinmoló. Desde entonces se ha observado una mayor frecuencia de acontecimientos de este tipo o parecidos.

En marzo de 1993, más de 80 personas se suicidaron junto con David Koresh, en Waco, Texas, por motivos religiosos (Gaustad, 1993:629). En 1994, el grupo esotérico La Orden del Templo Solar sorprendió a los analistas sociorreligiosos al efectuar varios suicidios diferidos en Suiza y Francia. Todos los participantes eran seguidores del homeópata europeo Luc Jouret. Cuarenta y ocho murieron en el primero de los sucesos y otros más posteriormente.

En el mes de noviembre de ese mismo año, las autoridades de Ucrania impidieron el suicidio colectivo de los seguidores de Marina Tsvygun, quien afirmaba ser la reencarnación de Cristo. Fueron arrestadas 779 personas en Kiev. El culto tenía en ese entonces 150 mil seguidores en la ex Unión Soviética y se llama La Fraternidad Blanca.

terror religioso

El 20 de marzo de 1995, en Tokio, Japón, Shoko Asahara ordenó a sus seguidores de la secta La Verdad Suprema, colocar bombas con gas sarín neurotóxico en el sistema de transporte del metro. El resultado: más de cinco mil intoxicados y doce personas muertas. Seis semanas más tarde, los mismos adeptos de La Verdad Suprema (Aum Shinrikyo en japonés) perpetraron un nuevo atentado terrorista en otra estación. Afortunadamente hubo un retraso en el mecanismo de la bomba y ésta pudo ser desactivada a tiempo. De no haber sucedido esto, la mezcla de cianuro e hidrógeno que contenía el artefacto explosivo hubiera privado de la vida en minutos a aproximadamente 20 mil usuarios del tren subterráneo.

Los anteriores, son ejemplos claros de lo que son y hacen algunas sectas destructivas extremistas a nivel internacional, las cuales han llamado la atención de especialistas y medios de comunicación por igual. Sin embargo, a pesar de su popularidad, representan tan sólo la punta del iceberg. Solamente en la Unión Americana algunos analistas calculan que existen tres mil grupos que pueden ser clasificados como sectas destructivas (Hassan, 1997). Cabe señalar que no todas tienen la capacidad para provocar actos masivos de terrorismo como los que realizó La Verdad Suprema, o propósitos de inducir suicidios colectivos como lo hizo Jim Jones.  Hoy por hoy, la violación, el abuso sexual de menores, el daño patrimonial a través del fraude organizado y la inducción de distintas enfermedades mentales son algunas de las prácticas más comunes en que día a día incurren cientos de grupos religiosos y pseudo científicos que forman parte de una nueva patología social.

 

 

la necesidad de un marco de concientización para la sociedad

Dicha problemática, que según todos lo indicadores confiables llegó para quedarse y tiende a crecer y a volverse más compleja, hace necesario tener un marco de clasificación y metodología de análisis para concientizar adecuadamente a la sociedad acerca de la existencia de esta innegable realidad. El conocer las diferentes definiciones que se manejan en este campo evitará que la sociedad, especialmente los medios de comunicación,  los líderes de opinión, y académicos poco familiarizados con el tema, caigan en el extremo de catalogar ligeramente como secta a cualquier agrupación, generando a su alrededor un clima de intolerancia, rechazo y hostilidad.

Esto debe ser especialmente tomado en cuenta, ya que tradicionalmente la palabra secta tiene una connotación peyorativa en el sentido de herejía ideológica o heterodoxia doctrinal (esto según la perspectiva de una u otra mayoría religiosa y dependiendo del país que se trate). Sin embargo, la carga semántica negativa de la palabra secta no sólo se ha hecho más fuerte, sino cualitativamente distinta, a partir de 1978, año en que ocurrió el ya citado suicidio colectivo encabezado por Jim Jones en Guyana. Desde entonces, la opinión pública mundial comenzó a percibir el significado de la palabra secta como una agrupación antisocial, siniestra, de conducta fanática y peligrosa. Es pues así, que hoy en día el concepto de secta trae a la memoria de millones de personas, no sólo la noción de disidencia religiosa doctrinal, tampoco el concepto más neutral de facción, sino, sobre todo, y conforme pasa el tiempo, la idea anteriormente descrita.

 

 

¿minorías religiosas o sectas?

En este contexto, el calificar como secta a un grupo social conlleva una responsabilidad ética importante, responsabilidad que no se puede descargar pertinentemente sin un marco analítico correcto, ni repitiendo acríticamente los epítetos y nombres que otros dicen sin entender realmente de lo que se habla.  En otras palabras, ¿por qué clasificar, o llamar sectarias a unas organizaciones sí y a otras no?  ¿Porque lo dice la mayoría? ¿Porque se les llama así en la televisión o en la radio?  ¿Porque lo dice el cura, el pastor, el intelectual de moda, o una u otra institución que estudia el campo sociorreligioso? El periodista, el analista, el profesionista, el padre de familia que llama secta a un grupo simplemente porque oyó a alguien más clasificarlo así, no sólo actúa en forma irresponsable y poco ética, sino que se convierte, en ocasiones, en títere de intereses oscuros, en cómplice pasivo, quizás, de antagonismos religiosos cuya profundidad no conoce, o de los intentos de estructuras de poder por monopolizar las conciencias a través de la descalificación a priori de otras opciones de espiritualidad.

 

 

¿nuevos movimientos religiosos?

 

Otro extremo en el que se evitará caer al tener un conocimiento preciso de las definiciones en este campo, es el de intentar eliminar del lenguaje común el término secta, o en su caso autocensurarse en cuanto a su uso.  Hoy en día, algunas corrientes ideológicas proponen precisamente esto, y demandan que se utilice exclusivamente el término Nuevos Movimientos Religiosos para referirse a cualesquiera organizaciones minoritarias, independientemente de que constituyan o no un peligro verificable para la sociedad [1] .

preocupación por la intolerancia

Algunos de los proponentes de la eliminación del término secta del lenguaje académico y de los medios de comunicación, se hallan preocupados por encontrar un término neutral, que no implique juicios de valor sobre las creencias de uno u otro grupo, ya que esto puede estigmatizarlos socialmente. La preocupación es ciertamente loable, ya que religiones mayoritarias en diferentes partes del mundo, utilizan como arma la palabra secta para descalificar por igual a minorías religiosas de toda índole, por el sólo hecho de no conformarse a los dogmas populares o de las religiones de Estado. Esto sucede hoy, por ejemplo, en países islámicos, y ocurrió antaño en Inglaterra cuando la Iglesia oficial, la Anglicana, persiguió a los cuáqueros. El abuso en el uso del término secta, ciertamente puede crear un clima de desconfianza, difamación y hasta de agresión en contra de personas que pertenecen a minorías religiosas. Más adelante se detallarán otras consecuencias.

Sin embargo, y por más noble que sea la intención, los líderes de opinión, especialmente algunos sociólogos, que pugnan, a veces histéricamente, porque se elimine la palabra secta del ámbito de las clasificaciones, cometen en sus planteamientos, errores elementales.

Primeramente, pasan por alto que, aunque la palabra ha sido por mucho tiempo sinónimo de heterodoxia intelectual, esta interpretación del concepto se ha restringido cada vez más a los ámbitos religiosos. La realidad es que la sociedad occidental en general, percibe cada vez más el término secta, como representativo de conductas antisociales realizadas por organizaciones engañosas que fomentan el fanatismo irracional y espiritualizan el delito.

secta: ¿disidencia ideológica o conducta antisocial?

En otras palabras, la sociedad, cada vez más secularizada y mediatizada, identifica frecuentemente la idea de secta con organizaciones como La Verdad Suprema o Koresh y compañía, más que con Wycliffe y sus lolardos, o bien —desde el punto de vista de la presente administración del Vaticano—con Leonardo Boff y sus propuestas teológicas liberacionistas. Visto de esta manera, el énfasis está sobre todo en el extremismo y en la conducta antisocial, aunque se considere que en muchos casos ésta tenga una motivante religiosa. En este contexto, antropólogos, sociólogos, psicólogos clínicos y especialistas médicos, han aportado al campo del conocimiento científico definiciones claras y actuales de lo que constituye o no una secta, acompañadas de criterios rigurosos para su clasificación.

A continuación exponemos esquemáticamente las principales definiciones del término secta con un breve análisis de cada una.

 

 

definiciones y metodología de análisis

 

i.  definición lingüística

De acuerdo con una definición estrictamente lingüística, la palabra secta (del latín secta) quiere decir “Doctrina enseñada por un maestro y seguida por sus adeptos.  Particularmente la doctrina y el conjunto de sus adeptos” (Moliner, 1988: 1121).

Ésta es una definición que por general y literalista prácticamente se utiliza muy poco, ya que es demasiado amplia, pues cataloga como secta a cualquier ideología, política, social, religiosa, filosófica, etc., junto con sus seguidores. Ésta podría incluir, por ejemplo, a cualquier religión, partido político, o partidarios de la filosofía de Kant, Marx o el psicoanálisis de Freud.

ii.  definición histórico-lingüística

Secta: “Doctrina religiosa (y sus adeptos), que se aparta de la tradicional u oficial”. (Moliner, 1988: 1121).

 

Ésta es una definición lingüística de uso cultural que se desarrolló a través de la historia de la civilización occidental. Se hizo especialmente popular con el dominio cultural del Catolicismo Romano en Occidente, y en el Oriente con la Iglesia Ortodoxa.

Conforme el tiempo pasó y la cristiandad llegó a ser dominante en el mundo occidental, la palabra adquirió una carga peyorativa fuerte: los heréticos, los perversos doctrinales, los enemigos de la ortodoxia confesional establecida, eran denominados secta. De hecho, la etimología griega haíresis, de la cual deriva originalmente el concepto a las lenguas romances, tiene relación con las nociones de herejía y de facción.

criterios arbitrarios

Esta definición es, evidentemente, muy limitada, pues se enfoca exclusivamente en el aspecto religioso y constituye un criterio relativamente arbitrario para hacer clasificaciones, pues como se vio, según la definición de uso cultural, secta es: “Una doctrina religiosa (y sus adeptos) que se apartan de lo tradicional u oficial”.  Así, todo lo que no sea religión mayoritaria o popular, se considerará secta, dependiendo de la cultura y su tradición religiosa. O de la religión oficial reconocida por el Estado, dependiendo del país, región, y aun de la época. Algunos ejemplos de esto son los siguientes: hay países islámicos en los que las minorías religiosas son en ocasiones catalogadas como sectas. En Rusia, los católicos romanos son llamados así por algunos sectores de la Iglesia Ortodoxa.  En Inglaterra, los puritanos y los cuáqueros fueron considerados sectas en siglos pasados por la Iglesia Anglicana.  En países budistas e hinduistas, las religiones distintas se llegan a considerar y denominar sectas.

En esta definición, se transfiere completa a las minorías religiosas que se etiquetan así la connotación negativa que dicho término ha acumulado a través de la historia. Recordemos, sin embargo, que el valor simbólico negativo de la palabra secta, actualmente, abarca no sólo la idea de “error doctrinal” sino sobre todo, desde hace poco más de dos décadas, se asocia a grupos de conducta peligrosa y antisocial.

el uso de la palabra secta como arma

En este contexto, la palabra secta se usa como armapara descalificar a priori a “los otros”, los de ideología religiosa diferente, indistintamente de que su trayectoria social sea inocua o hasta positiva. Asimismo, se utiliza como falacia de etiqueta, y coloca un estigma que fomenta la intolerancia religiosa, y evita a las religiones tradicionales mayoritarias —o de Estado— el trabajo de refutar con argumentaciones serias, las posturas ideológicas de otros grupos que tienen el mismo derecho de ejercer la libertad de creencia y propagar sus propuestas.

 

Esta definición histórico-cultural es la más utilizada en México, a nivel popular y en la mayoría de los medios de comunicación. Su uso es fomentado especialmente por sectores intolerantes de la jerarquía católica y ha sido, en buena medida, asimilada pasivamente por la sociedad.

Aquí cabe señalar que el nuevo Catecismo de la Iglesia Católica, que representa la posición oficial del Vaticano actualmente, no califica como sectas a las grandes religiones históricas como el budismo, el judaísmo o el Islam. Las llama “religiones no cristianas”. Tampoco denomina sectas a las iglesias Protestante, Anglicana u Ortodoxa Oriental.  Los antes llamados herejes y sectarios, pasaron posteriormente a ser “los hermanos separados” y hoy el Vaticano, en aras del esfuerzo ecuménico, los denomina simplemente iglesias y cristianos (Catecismo de la Iglesia Católica:195-202) [2] .

 

iii. definición teológica

El doctor en Religiones Comparadas, W. Martín propuso la siguiente acepción teológica de la palabra secta. “Una secta es un grupo de personas polarizadas alrededor de la interpretación particular que alguien hace de la Biblia, que incurre en grandes desviaciones con respecto a las doctrinas primordiales de la fe cristiana…” (McDowell, 1988:11).

Ésta es una definición utilizada sobre todo en el ámbito cristiano nominal. Toma como punto de referencia para hacer clasificaciones las bases teológicas de las creencias. No considera la antigüedad ni la cantidad de miembros, ni el reconocimiento oficial que en un país determinado pudiera tener una organización religiosa.

 

pros y contras

La definición teológica es válida como instrumento de crítica dentro del ámbito religioso y denominacional y tiene pautas académicas y doctrinales bien definidas para hacer clasificaciones precisas. También provee un mecanismo legítimo para alertar a las personas acerca de grupos religiosos que se autodenominan cristianos, sólo para ganar aceptación social y hacer prosélitos, mientras que ideológicamente no se apegan a las doctrinas cristianas históricas, e inclusive inculcan ideas totalmente contrarias.

Estrategias de proselitismo como éstas son definitivamente objetables. Si se analizan con cuidado, son éticamente equivalentes al fraude a través de una especie de usurpación de personalidad. Esto viola el derecho al que tiene cualquier persona a la información, para poder decidir en condiciones equitativas su postura ante una determinada propuesta religiosa.

 

el mormonismo: un ejemplo de proselitismo

poco etico

 

Veamos por ejemplo el caso del mormonismo, una religión que al presente ha corregido conductas sociales peligrosas que practicó a nivel cupular en sus inicios (adulterio poligámico legalizado, fraude, sedición e incitación al terrorismo, entre otros ejemplos). A pesar de dichos cambios, el mormonismo aún se adhiere a formas poco éticas de proselitismo al ostentarse como una religión cristiana. Una de las creencias básicas del mormonismo es el politeísmo mientras que, en cualquiera de sus variantes, el cristianismo es esencialmente monoteísta. El mormonismo es realmente una religión sincretista que incorpora elementos clásicos del espiritismo, ocultismo y politeísmo envueltos con una nomenclatura cristianizada.

El mormonismo, como cualquier otra religión, tiene libertad para difundir sus creencias, pero al mismo tiempo la gente tiene derecho a saber, antes de decidir ingresar a dicha religión, cuáles son sus creencias reales, incluida la historia de la organización (esta última suele ser ocultada o maquillada cuidadosamente especialmente en lo referente a las relaciones adultero-polígamas de su fundador, Joseph Smith, con más de 80 mujeres, algunas de ellas esposas de sus seguidores). El mormonismo tiene la libertad de difundir sus creencias, sin embargo, otros sectores sociales tienen derecho a la libertad de expresión para criticar el ocultamiento deliberado de información y el hecho de que esta religión trate de obtener aceptación social utilizando una fachada cristiana, cuando en realidad promueve una religión politeísta. Aquí es importante remarcar que la libertad de creencia no ampara contra la crítica pública cuando se engaña deliberadamente a la sociedad. Junto con la libertad de creencia, coexisten también la libertad de expresión y el derecho a la información.

Éste es sólo un ejemplo de la aplicación académica de la definición teológica de secta, y parte de la ética que justifica su uso como instrumento de crítica en el ámbito religioso.

iv.   definición socio-jurídica

El investigador español José Rodríguez, quien ha sido asesor sobre el tema de las sectas para diversas comisiones de gobiernos europeos, ha definido así el concepto, retomando el término secta destructiva que acuñó el psicólogo social hispano Álvaro Rodríguez:

 

“Una Secta Destructiva (SD) será todo aquel grupo que en su dinámica de captación y/o adoctrinamiento, utilice técnicas de persuasión coercitiva que propicien:

 

·      “La destrucción (desestructuración) de la personalidad previa del adepto o la dañen severamente.

·      “El que, por su dinámica vital, ocasione la destrucción total o severa de los lazos afectivos y de comunicación afectiva del sectario con su entorno social habitual y consigo mismo.

·      “Y, por último, el que su dinámica de funcionamiento le lleve a destruir, o conculcar, derechos jurídicos inalienables en un estado de derecho” (Rodríguez, 1989:31).

 

Esta definición toma como punto de referencia para su clasificación la conducta social. Hace énfasis muy particularmente en aquellos comportamientos grupales que dañan a la sociedad, que violan los derechos humanos y que destruyen a la persona que es captada por una organización. Una secta es, según la definición sociológica de Rodríguez, cualquier organización que propicie esto, independientemente de su ideología, antigüedad, popularidad o número de miembros.

Esta definición tiene la ventaja de que no se circunscribe  al   ámbito   religioso,   pues  abarca  incluso a subgrupos políticos, psicoterapéuticos, pseudo científicos, culturales, etcétera.

La distinción destructiva, añadida al vocablo de sectas, puede ayudar a diferenciar a aquellos grupos que encuadran, por ejemplo, en las definiciones teológicas, pero que no muestran una conducta antisocial o peligrosa, de aquellas organizaciones que sí lo hacen.

 

 

el sectarismo: ¿un problema de adicción?

Rodríguez, quien ha sido profesor de sectarismo en la maestría de adicción a las drogas que auspicia la Universidad Complutense de Madrid, hace un fuerte énfasis en factores como el entorno social y la susceptibilidad individual para explicar la captación y dependencia sectaria (Rodríguez, 2000). De hecho, equipara la pertenencia a sectas destructivas con patologías sociales como la adicción a las drogas y el alcoholismo. Para Rodríguez [3] , el papel de las estrategias coercitivas y explotativas de la secta destructiva per se no juegan un papel tan relevante como en los análisis de los psicólogos clínicos y sociales más reconocidos.

v.  definiciones de la psicología social

Michael Langone, doctor en Psicología Clínica y editor de una de las más prestigiadas revistas científicas que estudian el fenómeno de las sectas, define así el concepto que analizamos:

 

“Secta es un grupo o movimiento, que exhibe una devoción excesiva a una persona, idea o cosa y que emplea técnicas antiéticas de manipulación para persuadir y controlar (a sus adeptos); diseñadas para lograr las metas del líder del grupo; trayendo como consecuencias actuales o posibles, el daño a sus miembros, a los familiares de ellos o a la sociedad en general” (Langone, 1988:1).

 

Langone añade después:

 

“Dado que la capacidad para explotar a otros seres humanos es universal, cualquier grupo puede llegar a convertirse en una secta. Sin embargo, la mayoría de las organizaciones institucionalizadas y socialmente aceptadas, tienen mecanismos de auto-regulación que restringen el desarrollo de grupúsculos sectarios”  (Langone, ibíd.).

 

 

 

ventajas de esta definición

 

 

Esta definición toma como punto principal de referencia la conducta psicosocial (no las bases teológicas, la tradición, o la aceptación oficial del Estado, etc.). Es un concepto similar al netamente sociológico y tiene las siguientes ventajas.

 

·      Es amplia. Estudia cualquier tipo de organización social, no sólo las religiosas, y analiza particularmente los mecanismos psicológicos de manipulación grupal que utiliza una organización para reclutar y mantener su membresía.

·      Clasifica con base en hechos observables y comprobables.

·      Responsabiliza a las organizaciones de su manera de interactuar con la sociedad y ofrece simultáneamente la oportunidad de que un determinado grupo corrija su conducta y se adapte socialmente, retirándose de tal clasificación, si hace los cambios necesarios.

·      Elimina la posibilidad de que un grupo se escude en la ortodoxia de su credo, en la cantidad de sus miembros o en su trayectoria histórica, para cometer ilícitos.

 

 

daño y manipulación: perspectivas

El concepto del Dr. Langone considera en particular el daño, potencial o actual, que se causa a los individuos al involucrarse en una organización determinada (en otras palabras, lleva implícita la noción de secta destructiva).

La existencia o no de la explotación, de la falta de ética y transparencia al proselitar, los mecanismos internos de autorregulación y la presencia de técnicas psicofisiológicas de manipulación, son las variables que se examinen a fondo antes de catalogar como secta o cult (en inglés) a una organización.

Aunada a su marco metodológico de análisis, ésta es una de las definiciones seculares más respetadas en el ámbito de los investigadores internacionales; sin embargo, tiene algunos puntos débiles, por ejemplo:

·      Puede resultar difícil definir qué es una devoción excesiva.

·      Se necesita conocer muy bien y aplicar rigurosamente sus criterios de análisis para no etiquetar injustamente a una organización como secta.

·      Los parámetros son muy técnicos y especializados, y por lo tanto poco accesibles para la mayoría de las personas, incluso profesionistas.

 

steve hassan: el enfoque empírico

Steve Hassan, maestro en psicología por el Cambridge College, fue miembro de los moonies por mucho tiempo. Actualmente tiene años de experiencia como asesor internacional y consejero sobre el tema de las sectas destructivas.

Hassan combina elementos empíricos, que provienen de su pasada vivencia en la secta Moon, su amplia experiencia en tratar pacientes provenientes de movimientos religiosos extremistas, y criterios de las ciencias sociales y la psicología clínica para definir como secta destructiva a cualquier grupo (religioso o no) que utilice técnicas de control psicológico para suprimir la personalidad e inhibir el juicio crítico y la libertad de decisión. Establece cuatro criterios para detectar la manipulación mental.

 

1)      Control de la conducta.

2)      Control de la información (tanto de aquella que las personas tienen derecho a saber antes de ingresar a un grupo, como de información “del exterior”.

3)      Control de las ideas.

4)  Control de las emociones (Hassan 1997:2).

vi. aportaciones de la psicología clínica

Por su parte, la Dra. Margaret Singer, psicóloga clínica y profesora emérita de la Universidad de California en Berkley, nos ofrece una definición bastante similar a la de Langone. La misma se basa también en el comportamiento, no en las creencias de un grupo. En su obra clásica, analiza seis puntos bastante sofisticados para definir las técnicas de persuasión psicofisiológica que utilizan las sectas  (Ofshe y Singer, 1986).

Una aportación nueva y valiosa de la Dra. Singer es que la secta en sí es constituida básicamente por la estructura jerárquica y de poder de la organización, no necesariamente por los adeptos o miembros regulares en sí.

 

vii.   definiciones de la ciencia médica

El Dr. Robert Lifton, eminente psiquiatra y sociólogo, definió en su obra La reforma del pensamiento y la psicología del totalitarismo ocho criterios para detectar los legendarios lavados de cerebro que inmortalizaron algunos filmes de guerra. Su investigación inicial se basa en las técnicas utilizadas sobre los presos políticos durante el régimen dictatorial de Mao, en China, para convertirlos bajo coerción a la ideología comunista (Lifton, 1989).

Actualmente, muchos médicos, psicólogos clínicos y sociólogos, toman estos criterios como referencia para identificar si un grupo religioso o de otra índole, instrumenta medidas coercitivas para manipular la conducta de sus adeptos a través de una estrategia graduada de “reforma de pensamiento”. La utilización de estas técnicas de coerción psicológica constituye para muchos especialistas, hoy en día, el criterio clave para llamar secta a una determinada agrupación. Secta, esto es, desde la perspectiva de la sociología médica.

los ocho criterios de lifton

A continuación se enumeran, resumen y ejemplifican los criterios del Dr. Lifton, aplicados al ámbito de las agrupaciones religiosas:

 

1.    Control de la atmósfera social y de la comunicación humana. Esto implica coartar la comunicación entre los seres humanos a los que se desea controlar. Incluye obstaculizar la comunicación del individuo consigo mismo (por ejemplo, al evitar que éste cuente con tiempo libre para la reflexión personal).

 

2.    Manipulación mística. Se construyen premeditada-mente atmósferas “espirituales” que parecen espontáneas, pero que en realidad son artificiales y están planeadas y estudiadas para producir un efecto. La gente interpreta este efecto como una “experiencia espiritual”, al ignorar que fue una situación prefabricada.

 

3.    Redefinir el lenguaje. Controlar las palabras sirve para controlar las ideas de las personas. Se adoctrina con conceptos simplistas. Por ejemplo, clichés que tienden a desalentar más que alentar el uso de la razón. (V.g.“nadie puede utilizar su razón para alcanzar la iluminación”; “Sólo los elegidos pueden entender lo que sucede al interior de nuestra agrupación”).

 

4.    La doctrina es más importante que la persona. No importa lo que un ser humano esté experimentando en la realidad, la creencia en el dogma es lo más importante. La creencia del grupo rebasa la conciencia individual y la integridad, en cuanto a comprobar resultados. Un ejemplo se da cuando algún grupo proclama que Dios ha realizado milagros de sanidad, pero se niega a hacer las verificaciones científicas pertinentes. Puede ser, incluso, que una persona esté gravemente enferma y se asegure que no importa lo que se vea, ya está sana. Es más importante sostener el dogma que el bienestar de las personas y atender a lo que indica la realidad.

 

5.    La ciencia sagrada. Doctrina con el absoluto científico y moral. El dogma es incuestionable.

 

6.    El culto a la confesión. Manipulación de la confesión pública para romper los límites personales.  Restricciones o prohibiciones a la privacía personal.  Por ejemplo, la confesión de faltas o problemas tiene usos y limitaciones bien definidas tanto en el ámbito terapéutico como en el eclesiástico. En este caso, se abusa de su uso para denigrar y controlar a las personas a través de la información obtenida. Se intenta borrar la individualidad para controlar a las personas en masa.

 

7.    Demandas de pureza inalcanzables. Estándar inalcanzable de perfección para crear culpabilidad y vergüenza en los adeptos. La gente es castigada y enseñada a autocastigarse por no llegar a un ideal que de inicio es imposible alcanzar.

 

8.    La dispensación de la existencia. El grupo decide quién tiene derecho a existir y quién no. No hay ninguna alternativa legítima, sino sólo el pertenecer a esa organización en particular. En regímenes gubernamentales totalitarios, esta idea es lo que “justifica” la ejecución de disidentes políticos.

 

Los anteriores mecanismos de manipulación tienen efectos bien estudiados, tanto psicológicos como en la bioquímica cerebral, para crear estados de inhibición del razonamiento y alta sugestibilidad para controlar la conducta de individuos y comunidades.

 

 

Robert Jay Lifton, probablemente el especialista más importante en manipulación y grupos totalitarios hoy en día, ha confirmado la validez de su modelo de “reforma del pensamiento” para estudiar grupos religiosos. En 1999, publicó un amplio análisis sobre la secta japonesa La Verdad Suprema, un libro científico rigurosamente investigado sobre sectarismos radicales y sus peligros para un mundo globalizado. De acuerdo con sus conclusiones, lo que llama guruísmo —el endiosamiento explícito o implícito de un líder religioso— es una constante, además del autoritarismo y los ocho criterios ya descritos, en movimientos sectarios contemporáneos extremistas y violentos. El libro del profesor Lifton, Destroying the World to Save it: Aum Shinrikyo, Apocaliptic Violence, and the New Global Terrorism, se plantea una definición equivalente a secta destructiva basada en esos parámetros. Así, se clasifica como cult a cualquier agrupación religiosa:

 

a)         Cuyo líder esté en un estado práctico de  “endiosamiento” [4] .

b)        Que practique los ocho criterios de reforma del pensamiento.

c)         Que explote a sus seguidores.

 

El contenido y ortodoxia doctrinal quedan al margen como criterios valorativos según estos parámetros.

 

aportes de la psiquiatría.

 

El Dr. John Hochman, profesor de psiquiatría de la Escuela de Medicina de la Universidad de California en Los Ángeles, publicó en 1990 los resultados de sus investigaciones y ofrece una definición sobre sectas. Retomando el concepto central de Lifton, añade: “Las sectas son grupos que utilizan métodos de ‘Reforma del Pensamiento’ para reclutar y controlar a sus miembros y que utilizan como herramienta una tríada (Hochman, 1990:180) [5] .

 

 

Los tres puntos de la tríada que define lo que es una secta para Hochman son:

 

El Milagro. Pensamiento mágico alrededor del dirigente y/o actividades del liderazgo.

 

El Misterio. La secrecía que oculta la práctica,  creencias reales y agenda del grupo.

 

Por ejemplo, Shoko Asahara, gurú de La Verdad Suprema, en Japón, ofrecía cursos de yoga para reclutar miembros, pero jamás les decía que su verdadero fin era la formación de guerrilleros religiosos para llevar a cabo actos terroristas apocalípticos. Para lograr esto sujetaba a la gente a un conjunto de técnicas psicofisiológicas de control sin que ésta tuviera conocimiento.

 

La Autoridad. Un régimen autoritario y absolutista que utiliza a las personas para suplir las necesidades del grupo.

 

la  tríada sinérgica

Cuando esta tríada se encuentra presente en un grupo, religioso o de otra índole, sus componentes ejercen un efecto sinérgico; esto es, cada elemento refuerza al otro en forma recíproca para crear una atmósfera extremadamente peligrosa que puede desembocar en daños a los procesos de funcionamiento en la mente de las personas, con sus consecuentes efectos en la salud en general.  El Dr. Hochman considera que para clasificar a una organización como secta desde la perspectiva médica psiquiátrica, es indispensable que reúnan los tres puntos anteriormente resumidos.

 

Una de las aportaciones más significativas del estudio de Hochman es la importancia que juega la secrecía para poder manipular la psique colectiva. En la secrecía del misterio hay un ocultamiento deliberado de información que la gente tiene derecho a conocer para determinar, de manera libre, a qué tipo de agrupación está ingresando. Cuando existe secrecía, se deteriora la percepción de los seguidores adoctrinados acerca de la realidad y verdadera naturaleza del grupo. Esto los vuelve particularmente vulnerables.

En este caso, la gente no presta su consentimiento a participar en la organización con pleno conocimiento. Es víctima de una especie de fraude en el cual se convierte en sujeto de técnicas que alteran la bioquímica cerebral para inhibir su razonamiento crítico y volverla pasiva y susceptible de ser explotada y dañada.

Finalmente, no podemos soslayar la reflexión médica de Hochman en el sentido de que las sectas destructivas presentan un problema de salud pública por el impacto social que tienen. La definición de Hochman sobre lo que constituye una secta, trasciende aun el ámbito médico, para enriquecer la ética jurídica. Analícese la frase consentimiento con pleno conocimiento y se llegará a la conclusión de que el espíritu mismo de este principio es el que, al ser violado, da lugar a la tipificación del delito de fraude en cualquier estado de derecho.

¿van en aumento las sectas destructivas?

Una observación interesante de John Hochman en los años noventa fue que conforme se acercase el fin de siglo y de milenio en el año 2000, el número de sectas destructivas iría en aumento, especialmente las de corte religioso. La casuística vindicó eventualmente esta proyección (Erdely, 2000:67-80) [6] . Según el Dr. Hochman esto ocurriría no sólo como consecuencia de misticismos apocalípticos, sino especialmente por el deterioro general de la sociedad (Hochman, 1990:179-187). La llegada del año 2000, consecuentemente, no provocó una disminución de frecuencia en la aparición de sectas destructivas. De hecho, la tragedia sectaria más grande de la era moderna se registró en Uganda, después del 31 de enero de 1999. El 17 de marzo del año 2000 murieron en un suicidio-homicidio ritual en Kanungu, aproximadamente mil integrantes del Movimiento para la Restauración de los Diez Mandamientos. Posteriormente, se halló que previo al suicidio habían sido asesinados por el liderazgo de la secta y sus cómplices, más de 500 disidentes desilusionados [7] . La cifra total sobrepasó los mil muertos, rebasando así la tragedia de Guyana y Jim Jones, en 1978 (Erdely, 2001: 117-128) [8] .

el pretexto del apocalipsis

Aunque es cierto que la tragedia de Uganda se dio en un contexto escatológico apocalíptico, es importante notar que diferentes organizaciones religiosas tienen distintas maneras de interpretar el calendario cósmico y pueden ser bastante arbitrarias al respecto. La Verdad Suprema no necesitó esperar al año 2000 para intentar desencadenar el fin del mundo profetizado por su líder Shoko Asahara. Realizó sus ataques terroristas en pleno 1995. Por otro lado, se anticipó que la llegada del nuevo milenio podía ser un factor importante que propiciaría actos de fanatismo. Tanto así, que gobiernos de Europa, Canadá y Estados Unidos desarrollaron investigaciones especiales y planes de contingencia para prevenir actos de violencia a gran escala por grupos religiosos extremistas. El Proyecto Megiddo del FBI y el reporte de inteligencia Doomsday Religious Movements de Canadá, en 1999, fueron expresiones de esa preocupación.

Coincidimos, sin embargo, con Hochman, sin soslayar la influencia de los factores milenaristas, en que el deterioro de las estructuras sociales de la cultura occidental, es un factor mucho más determinante para la multiplicación y fortalecimiento de las sectas destructivas [9] .

nuevas leyes en francia y bélgica para prevenir la explotación sectaria

El Parlamento Europeo y los gobiernos de Francia y Bélgica, por su parte, se adelantaron a estos acontecimientos mucho antes. Investigaciones y reportes parlamentarios desde los años ochenta, observaron escenarios en los que grupos religiosos totalitarios y extremistas irían refinando estrategias de explotación que infringían los derechos humanos de sus seguidores y obtenían ventaja de sus vulnerabilidades.

La creación de legislaciones de esa naturaleza por parte de países con una amplia tradición de defensa de los derechos humanos y las libertades individuales, presupone un análisis cuidadoso de casuística y criminalidad que justifican jurídicamente el establecimiento de leyes que criminalizan específicamente la explotación sectaria. La aprobación de leyes como estas tiene implícita también otro mensaje: el panorama, en la era post-fin de milenio se vislumbra poco halagador pues se prevé un aumento creciente de sectas destructivas, algunas cada vez más extremistas y poderosas. México es un ejemplo de este aumento, en este caso vinculado más a causas sociológicas como la corrupción, que al milenarismo (Alemán, 2000) [10] .

El carácter irracional y arbitrario de los grupos religiosos totalitarios no requiere necesariamente de fechas con algún significado para desencadenar actos autodestructivos y/o de agresión organizada contra la sociedad. El pretexto escatológico siempre se puede inventar. Así lo demuestra el caso de Heaven’s Gate o las varias veces que la cúpula de los Testigos de Jehová ha hecho fallidas predicciones del fin del mundo en el último siglo para aumentar su membresía y recibir más donativos. Las condiciones de deterioro social que menciona Hochman, la crisis de paradigmas ideológicos, y en el caso de Latinoamérica, los altos índices de corrupción, impunidad y falta de respeto a los derechos humanos, son elementos que garantizan que el fenómeno de las sectas destructivas ha llegado para quedarse e irá en aumento, tanto en frecuencia como en comportamientos extremos.

Lo anterior es confirmado a su vez por la relevancia que el tema de las sectas ha tomado. En Latinoamérica estos asuntos ocupan cada vez más espacios en los medios de comunicación. En vista de esto, es imprescindible contar con marcos analíticos serios para comprender lo que constituye o no una secta y entender sus dinámicas internas.

Los criterios de investigación deben ser lo más rigurosos posibles y han de tener siempre en cuenta que agrupaciones pueden ser clasificadas como secta desde diferentes perspectivas, con distintos propósitos, todos legítimos. Por ejemplo, los Testigos de Jehová son considerados una secta por el cristianismo nominal, desde el punto de vista teológico, por inculcar dogmas que atacan doctrinas cristianas (Vg. la deidad de Jesucristo). Al mismo tiempo, sociológicamente, se les considera una secta por impedir, con métodos coercitivos, la transfusión de sangre a sus adeptos (incluidos menores de edad), lo cual genera muertes innecesarias cada año y viola el principio IV de la Declaración de la ONU sobre los Derechos del Niño.

 

El mundo de hoy es una sociedad que comienza, cada vez más, a pedir cuentas, y exige que todas las instituciones sean transparentes en sus fines y métodos de trabajo. Las organizaciones religiosas no están exentas de rendir cuentas claras, al igual que cualquier otra institución.

 

 

conclusiones y propuestas

 

 

Dejando de lado por las causas que en su momento se expusieron, la definición lingüística por literalista y la de uso cultural por arbitraria, y acotando a su propio ámbito las definiciones teológicas, tenemos que los criterios médicos, sociológicos y de los psicólogos clínicos nos ofrecen parámetros bien definidos para hacer clasificaciones y analizar este tema con bases científicas.  Estas definiciones, y los marcos analíticos que las acompañan, también se complementan, y a su vez hacen posible el poner en marcha estrategias educativas para concientizar a la sociedad acerca de la existencia y naturaleza de las sectas destructivas. Asimismo, estas definiciones aportan conocimientos al ámbito jurídico a fin de perfeccionar leyes para que se proteja a la sociedad de organizaciones criminales, religiosas y de otra índole, (pseudoterapéuticas sería un ejemplo).  La resolución del Parlamento Europeo en 1984, para proteger a los ciudadanos de su jurisdicción de las sectas destructivas es un buen ejemplo de cuánto tiempo se lleva estudiando esta problemática en otros países (Cultic Studies Journal, 1986:275-277).

Por otra parte, las definiciones teológicas pueden ser herramientas para la educación en el ámbito familiar y eclesiástico, con el fin de prevenir que las personas sean objeto de tácticas proselitistas poco éticas o fraudulentas.

¿censura en nombre de la libertad?

Una definición bien aplicada de lo que constituye una secta destructiva es instrumento útil para prevenir a la sociedad al referirse a grupos con conducta peligrosa o delictiva, que se amparan o utilizan las creencias religiosas para violar las leyes y dañar a otros seres humanos. Este uso del lenguaje es congruente con la aplicación sociolingüística de calificativos como “mafia”, “crimen organizado”, “la delincuencia”, “funcionarios corruptos” y otros, a determinados grupos, para distinguirlos del resto de la sociedad con el fin de alertar a los demás acerca de la naturaleza reprochable de sus actividades.

Así contextualizado, y aplicado a organizaciones que bajo engaños y mediante el uso de pretextos de cualesquiera creencias religiosas, son comprobablemente nocivas, el uso de la terminología secta destructiva, es legítimo, necesario y útil.

 

Líderes de opinión como Massimo Introvigne, en Italia, e investigadores como el Dr. Shupe, en Estados Unidos, o Patricia Fortuny y Roberto Blancarte, en México, han promovido la idea de utilizar un término libre de juicios de valor sobre las creencias (Nuevos Movimientos Religiosos) para denominar a grupos minoritarios y/o de reciente creación. Dicha postura pasa por alto, entre otras cosas, que todas las sociedades civilizadas requieren necesariamente, adjetivos que contengan juicios de valor acerca del comportamiento de individuos y organizaciones independientemente de su orientación ideológica. Muchos adjetivos del lenguaje español tendrían que dejarse fuera de circulación si esto no fuera así, pues muchas palabras existen con el solo objetivo de calificar el carácter y la conducta de individuos y grupos.

Ni la censura del lenguaje ni la eliminación de conceptos socialmente útiles son solución al abuso que se ha hecho del uso del término secta, pues pronto se crearían otros términos que sustituirían a los primeros. Tal es el caso de lo que sucederá con la inviable propuesta de sustituir sectas por Nuevos Movimientos Religiosos.  Sencillamente, en un futuro la carga peyorativa y simbólica del concepto de secta se transferirá entera al de Nuevos Movimientos Religiosos y lo sustituiría en la praxis como adjetivo calificativo. Un problema adyacente es el que al estandarizar el nombre de Nuevos Movimientos Religiosos a todas las minorías o grupos de reciente creación, ocurrirá que  aquellos que aunque con creencias peculiares, no constituyen un peligro social, estarán en el mismo saco con los de conducta delictiva. Así, tendrán que cargar con las cuentas pendientes y pésimos antecedentes de los Jim Jones, los Shoko Asahara y grupos satanistas asesinos como los de Charles Manson.  Al fin y al cabo todos se considerarían Nuevos Movimientos Religiosos. Esto, obviamente, es poco equitativo para las minorías o nuevas opciones que desean construir su reputación con base en su propia actuación, y se seguirá prestando para provocar confusión y generar intolerancia contra ellos. Al mismo tiempo, los beneficiados serán precisamente los conocidos grupos de comprobada conducta antisocial y explotativa que evitarán el nombre de sectas, comenzando así a limpiar su imagen pública sin necesidad de corregir su conducta. Simultáneamente quedarán parapetados entre muchos otros grupos, mediante el uso de la clásica falacia de transferencia, para absorber la credibilidad que otras organizaciones pudieran construir con base en sus propios méritos, al mismo tiempo que intentarán diluir entre muchos la pésima reputación que se han ganado a pulso.

Los sociólogos que intentan imponer una “censura en nombre de la tolerancia” para eliminar el concepto de secta y sustituirlo por Nuevo Movimiento Religioso, deben añadir a sus buenas intenciones de evitar la discriminación religiosa, una medida de reflexión cuidadosa antes de promover propuestas como éstas, pues precisamente lo que intentan evitar, es lo que terminarán logrando, amén de fomentar la impunidad de aquellas sectas destructivas que ya violan la ley y los derechos humanos.

 

estándar filosófico o científico

El argumento más plausible que podrían esgrimir para instrumentar esta propuesta sería decir que los lexemas para describir a determinados grupos sociales nunca deben hacer juicios de valor en cuanto a la legalidad o resultados de su conducta. En tal caso, se estaría fomentando la anarquía a través del relativismo ético, proveyendo de un parapeto ideal a grupos criminales a expensas de la seguridad de la sociedad, la cual tiene derecho a estar informada acerca del carácter y antecedentes de cualquier institución —religiosa o no— que sea nociva y que presente sus propuestas sin transparencia, violando el derecho a la información.

Finalmente, quienes afirman que siempre es incorrecto, erróneo o nocivo el utilizar el término secta, ya están haciendo un juicio de valor, basados en un código de ética con conceptos fijos de bien y mal. ¿En dónde queda allí el relativismo moral? Es bastante relativo.

La incongruencia se evidenciaría aún más si los apologistas de las sectas destructivas argumentaran que en todo caso no saben si sería correcto o no llamar a los grupos sectas o Nuevos Movimientos Religiosos. Pero quien no tiene parámetros éticos definidos, ¿cómo puede señalar que es impropio usar un vocablo?

Como vemos, detrás de algunos —que no de todos— de los que proponen estandarizar el nombre Nuevos Movimientos Religiosos para referirse a todos los grupos religiosos no mayoritarios de reciente creación, independientemente de su conducta social, parecen estar disfrazadas posiciones más bien filosóficas que científicas. Dejando de lado las intencionalidades, sólo una ideología basada en el relativo relativismo ético, acompañada de una buena dosis de romanticismo, puede hacer que se oscurezca a tal grado el raciocinio como para proponer una medida inequitativa y absurda que intenta combatir la intolerancia mientras genera impunidad y más intolerancia, además de no prever la inviabilidad a futuro de una propuesta formulada tan a la ligera.

 

LA PROPUESTA DEL DR. MASFERRER

 

Si de verdad se busca un término “neutral” para referirse a minorías religiosas, la propuesta del antropólogo Elio Masferrer parece mucho más acertada. El Dr. Masferrer, profesor e investigador de la Escuela Nacional de Antropología e Historia, en la ciudad de México, utiliza el término genérico “sistemas de creencias” (Masferrer, 2000). El término anterior, aunado a la frase “minorías religiosas”, cuando se desea enfatizar la dimensión cuantitativa en relación a las estructuras religiosas dominantes, es mucho más adecuado que el impreciso y problemático Nuevos Movimientos Religiosos.

 

¿Investigadores socialeS en la nómina de las sectas?

El intento por sustituir Nuevos Movimientos Religiosos por secta está apoyado, entre otros factores, por un poderoso lobby, financiado por organizaciones sectarias internacionales como los moonies, La Luz del Mundo y otros. Es una estrategia para tratar de “limpiar imagen” a través de censurar la libertad de expresión y el derecho a la información. Una maniobra clásica de los sistemas totalitarios. Simultáneamente, los científicos sociales que utilizan el término secta para referirse a minorías religiosas que explotan, violan o comenten abusos sexuales en el nombre de Dios, son calificados por los apologistas de sectas destructivas —cuyo propósito es desacreditarlos—  como “intolerantes”. Es un hecho bien documentado que mediante fuertes cantidades de dinero, promesas de proporcionar acceso a información exclusiva y viajes de lujo con todo pagado, organizaciones como éstas han influido en algunos investigadores para que los ayuden a quitarse “el estigma de secta”, logrando que se les defienda en público y se les apoye en maniobras clásicas de victimización (Beit-Hallami, 1997).

Este fenómeno ocurre sobre todo en el ámbito de la academia y de la opinión pública. Intelectuales, publicistas e investigadores vinculados sentimental o económicamente (o ambos), a sectas destructivas pretenden descalificar a quienes utilizan el término secta, con diversos argumentos. Cuando el apologista de las sectas resulta ser además un académico influyente, o cuando son varios, se trata de crear una atmósfera de presión hacia investigadores jóvenes y líderes de opinión menos informados. La idea es hacer ver que está pasado de moda o “que es políticamente incorrecto” o “poco serio” el utilizar la palabra secta por razones ya anteriormente refutadas. El propósito es crear conformidad intelectual y limitar la discusión por medio de la presión grupal y la descalificación. En contraste con la posición maniquea de los apologistas de las sectas, Masferrer ha comentado acertadamente más de una vez que “la tolerancia religiosa no se construye afirmando acríticamente que todas las minorías religiosas son buenas”.

 

defendiendo lo indefendible

 

Lamentablemente y por razones comprensibles, muchos líderes de opinión e intelectuales no están al tanto de los vínculos económicos entre sectas destructivas e investigadores de la religión, y se pueden prestar involuntariamente a campañas de lavado de imagen institucional. Esta situación es altamente lesiva para los intereses de la sociedad, de la academia misma, y en especial de los feligreses sectarios que son objeto de crímenes y diversas violaciones a los derechos humanos. Si el movimiento del reverendo Sung Myung Moon desea dejar de ser clasificado como secta destructiva por psiquiatras, sociólogos y psicólogos, debe comenzar por hacer explícitos sus bien documentados nexos con dictadores militares de Sudamérica, la venta de armas, y asumir responsabilidades por la base explotativa sobre la cual construyó su imperio financiero mundial. Debe también establecer mecanismos de rendición de cuentas y clarificar innumerables denuncias de abusos a los derechos humanos y clarificar sus finanzas turbias. Si los líderes de la Luz del Mundo, en México, no desean seguir siendo el paradigma por excelencia de una secta destructiva, necesitan reconocer y cesar los abusos sexuales rituales contra niñas que su máximo líder, Samuel Joaquín, ha institucionalizado y sacralizado con la complicidad de un nutrido grupo de colaboradores. Asimismo, los Testigos de Jehová necesitarían hacer las modificaciones dogmáticas necesarias para que dejen de morir menores de edad en su agrupación por obstaculizar y prohibir las transfusiones de sangre, y cambiar su estructura de gobierno autoritaria, entre otras cosas.

Retomando el punto acerca de la preocupación por promover un término neutral sin carga negativa, con el fin de disminuir la intolerancia que se genera al catalogar a determinadas agrupaciones como sectas, el calificativo secta destructiva puede servir, como se ha visto, para distinguir a las organizaciones religiosas delictivas o violatorias de los derechos humanos, independiente-mente de su doctrina, de las que son vistas como heterodoxas en cuanto a creencias, pero que no constituyen un peligro para la sociedad. Nuevos Movimientos Religiosos (cuando en verdad lo son) [11] para catalogar a los últimos, y sectas destructivas para distinguir a los primeros, es una alternativa viable y útil en el campo sociológico y médico, mientras que en el ámbito teológico se deben hacer puntualmente las debidas distinciones. La heterodoxia confesional no es equivalente a conducta antisocial o delictiva. Al usar una definición teológica es importante aclarar siempre el contexto religioso de dicha definición, sus propósitos y limitaciones. El esquema anteriormente propuesto contribuye a promover la tolerancia religiosa y el pluralismo sin violar la libertad de expresión. Asimismo, respeta el derecho a la información mientras reconoce la existencia de grupos religiosos explotativos y delictivos que no tienen por qué ser calificados con términos “neutrales” mientras no modifiquen conductas destructivas y violatorias de los derechos humanos.

 

 

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Capítulo dos

Milagro, misterio y autoridad:
el triángulo del adoctrinamiento sectario

                                                                                                      Dr. John Hochman

Hay tres fuerzas, las tres únicas fuerzas capaces de conquistar y esclavizar para siempre las conciencias de estos débiles rebeldes para lograr su propia felicidad. Éstas son: el milagro, el misterio y la autoridad.

F. Dostoyevsky en “Los Hermanos Karamazov”

Las sectas prometen salvación. En vez de aburrimiento, prometen metas nobles y amplias. En vez de angustia existencial, certeza y organización. En vez de soledad, una comunidad. En vez de impotencia, solidaridad dirigida por líderes que todo lo saben.

¿Demasiado bueno para ser verdad? En 1978, 912 hombres, mujeres y niños murieron en El Templo del Pueblo en un suicidio-asesinato, que fue la culminación de ensayos previos. En 1984, el Parlamento Europeo, en su Resolución Cottrel, exhortó a los países miembros a reunir información acerca de las sectas como un principio para desarrollar “formas de asegurar protección efectiva a los ciudadanos de la Comunidad”1. En 1987, el Knesset de Israel emitió un reporte de 500 páginas sobre las sectas2.

sectas contemporáneas: ¿por qué ahora?

Las sectas florecen cuando los valores tradicionales y las estructuras de una sociedad se han debilitado3. Los años sesenta engendraron una contracultura que logró hacer parecer romántico el uso de las drogas, las revoluciones en general (particularmente la revolución sexual) y el restringirse a vivir en comunas. Conforme los niños de la posguerra iban entrando a la adolescencia, la tasa de natalidad en Estados Unidos cayó, en tanto que la tasa de divorcios y de suicidios de adolescentes empezó a incrementarse.

Durante los años ochenta, la contracultura logró aceptación social, continuó el uso de la droga (ya sin tintes románticos), ahora a nivel de preparatoria. La revolución sexual se legitimó a través de la legislación y la educación del “sexo seguro”. La gente perdió interés en la familia: se casaban menos y más tarde, cohabitaban más sin casarse, y hubo incremento en la tasa de nacimientos fuera del matrimonio4.

Las sociedades de Europa Occidental con tendencias similares han sido distinguidas por la actividad sectaria.  Alemania Occidental está en una fase de crecimiento negativo de población, y el cohabitar, teniendo hijos fuera del matrimonio, va a la alza notoriamente en Suecia.

 

 

 

qué quieren las sectas

Las sectas quieren riqueza y poder para su liderazgo, y que esto les sea suplido a través de los miembros.

La riqueza puede incluir:

·        Transferencias de dinero en efectivo, propiedades, automóviles, etc.

·        Ganancias por la explotación del trabajo de los miembros en negocios que son propiedad de la secta.

·        Fondos recaudados por medio de engaños a parientes y a otros que no son miembros.

El poder puede incluir:

·        Manipulación de todas las relaciones, de trabajo o de estudio, para que las personas únicamente sirvan a las necesidades de la secta.

·        La asignación de ciudad y país de residencia.

·        El regular los embarazos y favores sexuales de los adeptos.

·        Controles ideológicos y de comportamiento por medio de confrontaciones en grupo, castigo físico o amenazas de expulsión.

·        Limitar las oportunidades de los miembros para dormir, seguir intereses individuales o simplemente de reflexionar.

 

Los líderes exhortan a los miembros a hacer prosélitos; es predecible que más miembros significan más riqueza y más poder para los líderes.

 

lo que las sectas no quieren

Las sectas no están interesadas en el altruismo como un imperativo moral. La mayoría tiene una ética egoísta para beneficiar a la organización y al liderazgo en particular. La realización individual es irrelevante. La actividad pseudoaltruista ayuda a construir la imagen pública de los grupos.

Las sectas no quieren tener gastos elevados. Los miembros en los negocios de las sectas pueden estar mal pagados o sin sueldo, trabajar en ambientes insalubres o pueden no tener provisión para gastos médicos.

Ninguna secta quiere que sus funciones internas sean conocidas públicamente, aunque algunas sectas sofisticadas pueden buscar el favor de los medios de comunicación o aun pueden hacer uso de consultores de relaciones públicas y agencias de publicidad para manejar su imagen.

Las sectas no quieren ser llamadas “sectas”. Así que, en este artículo se propone una definición para aclarar la discusión.

las sectas y la “reforma del pensamiento”:  definiciones y estudios

Las sectas son grupos que usan el método de “Reforma del Pensamiento” para reclutar y controlar a los miembros, haciendo uso de las siguientes herramientas:

 

·        El Milagro. Ideología que imputa poder milagroso a los líderes y/o a sus actividades.

·        El Misterio. Secrecía que oscurece las prácticas y creencias reales de la organización.

·        La Autoridad. Demandas sobre el tiempo, talentos, cuerpos o propiedades de los miembros para cubrir las necesidades del grupo.

 

La “Reforma del Pensamiento” es una forma de adoctrinamiento sumamente eficiente que se logra cuando la secrecía deteriora la percepción de los seguidores adoctrinados acerca de lo que está pasando y en lo que se están convirtiendo. Por lo tanto, no existe el consentimiento con pleno conocimiento. Lavado de cerebro o control psicológico son términos populares para denominar el método de “Reforma del Pensamiento”.

“el gran inquisidor” de dostoyevsky

Dostoyevsky, en su novela Los hermanos Karamazov, incluye un capítulo titulado “El Gran Inquisidor” en el que presenta una imagen de la esclavitud psicológica masiva. Este capítulo contiene un poema, en el cual Jesús regresa durante la Inquisición española y es encarcelado por el Gran Inquisidor. El Inquisidor le informa a Jesús que la humanidad ha sido incapaz de tolerar la libertad, así que la libertad se ha “terminado y acabado para bien” para que los hombres puedan ser “felices”.

 

…hoy el pueblo está más convencido que nunca de que tienen la libertad perfecta, sin embargo han traído su libertad a nosotros y la han dejado humildemente a nuestros pies.

 

El “misterio” es que el Inquisidor y su equipo, en lo secreto, son ateos sin ningún interés en los milagros. La Inquisición también quemará a Jesús, y nadie protestará; así de grande es su autoridad.

Muchos escritores han comentado sobre este capítulo5 que ha sido publicado independientemente de la novela6. Yo lo veo como una extraordinaria profecía del totalitarismo del siglo XX.

el estudio de lifton sobre la reforma del pensamiento

Robert Lifton7 publicó los resultados de una extensa investigación sobre los “lavados de cerebro” maoístas posteriores a la Guerra Civil en China. El gobierno comunista encerró ciudadanos “contrarrevolucionarios” y residentes no chinos en “centros de reeducación”.  Los internos eran obligados a escribir una y otra vez autobiografías para documentar “crímenes” de los cuales podían o no haber sido acusados aún; pasaban por largos interrogatorios, escrutinio de compañeros, destacamentos de trabajo, grupos compulsivos de discusión ideológica y ejercicios. Las condiciones mejoraban si los mentores ideológicos decidían que habían adoptado sinceramente los puntos de vista “correctos”; pero si se aferraban a sus puntos de vista “reaccionarios”, el malestar físico y la crítica escudriñadora a la que eran sometidos se incrementaba.  La doctrina comunista se presentaba como una “ciencia sagrada” a través de la “manipulación mística” en un ambiente pseudoespontáneo controlado.

Después de salir, muchos prisioneros adoptaban la visión del mundo de sus captores. Apoyaban el comunismo con recién adquirida vergüenza por “haber explotado a la gente” anteriormente.  Sin embargo, al dejar China, la mayoría perdió su entusiasmo por el comunismo; decidieron que eran inocentes de los crímenes de los que habían aprendido a sentirse culpables y regresaron a las creencias que tenían antes de ser “reeducados”.

la perspectiva de heller

Mikhael Heller, un historiador y emigrante soviético, ve al comunismo como una psicología de masas8. Menciona a Lifton como el único psiquiatra que ha contribuido en esta área:

 

Lifton llama la atención sobre un hecho de importancia excepcional: el efecto del “lavado de cerebro” y sus métodos, lo sienten aún los que él llama “resistentes aparentes”, aquellos que parecen no sucumbir a la intoxicación… Este tratamiento intensivo de la mentalidad humana es especialmente efectivo porque se lleva a cabo en el territorio cerrado de un país aislado del resto del mundo por fronteras estrictamente vigiladas… A pesar de que, de acuerdo con las estadísticas, la población soviética se ha vuelto culta… los propagandistas y los activistas siguen leyendo artículos del periódico, en voz alta, en las fábricas a la hora de la comida… Solamente en 1979 fueron impartidos más de 26 millones de discursos a audiencias que totalizaron  mil 200 millones de personas. Los conferencistas-agitadores son entrenados en cursos especiales, en universidades marxistas-leninistas, y dan sus pláticas en lugares de trabajo y aun en las casas de la gente… Los acostumbrados comentarios de cliché acerca de lo inescrutable que es la Unión Soviética, siguen llenando páginas de monografías históricas y de novelas policiacas, de memorándums políticos y de análisis económicos. Como regla, estos estudios ignoran el asunto crucial sobre la formación del homo sovieticus , un nuevo tipo de hombre que ha transformado el sistema soviético (creado por él y para él) en un fenómeno sin precedente en la historia del mundo.

 

Heller encuentra escasa la literatura psicológica sobre el adoctrinamiento de masas y se vuelve a las percepciones de la literatura —Orwell, Zemyatin y Dostoyevsky—. Describe características del juicio del Gran Inquisidor dentro del estado soviético, usando la tríada del milagro, el misterio y la autoridad:

 

·        Milagro. Crear un Hombre Nuevo (homo sovieticus) con base en la “ciencia” del marxismo-leninismo (imagínese que los trabajos de Lyndon Johnson se declararán “científicos”).

·        Misterio. La obsesión por lo secreto, limitar el acceso a las bibliotecas, esconder las estadísticas o falsificarlas, no informar sobre noticias significativas.

·        Autoridad. Poder centralizado del Estado, fronteras cerradas y la casi total destrucción de ideologías políticas y religiosas competidoras.

 

Heller descarta la glasnot  como un truco político para aumentar el poder. Al permitir la discusión sobre problemas, tales como la escasez, que ya son mundialmente conocidos (pero que no se discuten por miedo), Gorbachov desacredita a sus rivales políticos.

 

 

el milagro, el misterio y la autoridad en las sectas contemporáneas

 

Privar a lo rutinario de lo “natural” y de lo “común” para producir una atmósfera de temor, está implícito en la ideología de todas las sectas. Los líderes pueden profetizar, ser maestros de la desmaterialización, comunicarse con los muertos, poseer fuerza sobrehumana o tener una inteligencia sin precedentes.  Los grupos que ofrecen transformaciones se comprometen a cambiarle a uno la vida en sólo unos días. Los seguidores de la secta política de Lyndon LaRouche lo ven como el único líder que puede entender en forma infalible los eventos mundiales y percibir conspiraciones ocultas. Los terapeutas (no siempre con licencia) que han encontrado la mejor teoría y la psicoterapia infalible, dirigen sectas de psicoterapia —¡esto es un milagro verdaderamente!9

En los años setenta, las sectas capitalizaron la contracultura, enfatizando las experiencias trascendentales, la acción social y la vida comunal. Hoy algunas sectas ofrecen “iluminación instantánea”, en tanto que otras oscurecen la doctrina espiritual para atraer a las mentes seculares que están en búsqueda del automejoramiento.

 

A la gente que gusta de atesorar secretos, el misterio le puede parecer emocionante o gratificante, especialmente si esto se hace para lograr “un propósito más alto”. Las sectas están plagadas de secretos. La secrecía, al reclutar, esconde los aspectos poco atractivos de la rutina de la secta. Los grupos que pretenden llevar a cabo campañas contra el comunismo o contra el hambre en el mundo, pueden canalizar a un buen número de posibles miembros a una secta. Pueden prometer protección, consejería contra la drogadicción, oportunidades de actuar en política o consultoría administrativa para grandes empresas o para pequeñas oficinas dentales.

Los sistemas de creencias pueden desalentar o prohibir la discusión abierta sobre cualquier duda que puedan tener los miembros, ya sean recientes o antiguos.  Los miembros deben tener pleno conocimiento del recién iniciado, aparentemente para no dañar su progreso espiritual. La secrecía se magnifica si hay batallas reales o imaginarias con “enemigos” que no sean miembros. La secrecía puede ocultar la explotación sexual o los excesos financieros de sus líderes. Los miembros pueden temer hacer críticas del grupo. Es por eso que los miembros pasan mucho tiempo viviendo y trabajando juntos, pero sorprendentemente saben muy poco de los pensamientos y los sentimientos los unos de los otros.

La secrecía permite que la moralidad banal de las sectas se deteriore, pero las sectas desean mantenerla a toda costa. Synanon perfeccionó el arte de amenazar a los medios de comunicación con demandas por difamación para prevenir la publicidad adversa10. Jim Jones llevó a sus seguidores a trasladarse a Guyana cuando le fue imposible acallar la publicación de un artículo, en una revista local, titulado “En el Interior de El Templo del Pueblo” (New West Magazine. Agosto 1, 1977).

 

 

La supuesta gran capacidad intelectual, espiritual, o aun poderes físicos de un líder, pueden racionalizar doctrinas y caprichos para hacer presa de los seguidores. Aun cuando muchos líderes son inteligentes y elocuentes, a menudo sus biografías y habilidades están infladas.

El castigo corporal público (especialmente en niños), la humillación y la confesión pueden volverse rutina.  Algunos grupos han hecho uso del terrorismo contra los que no son miembros, lo que sirve para recordarle a los miembros la autoridad del liderazgo. Si los miembros han perdido contacto previamente con la familia o con amigos anteriores, se pueden volver muy fuertes las amenazas de expulsión o aislamiento.

La ideología de la secta puede atribuir todo el sufrimiento personal a no hacer, a no entender o incluso a una duda fortuita sobre las infalibles enseñanzas de la secta. Lifton le llama a esto “la doctrina por encima de la persona”.

 

 

la presencia de uno o dos elementos

el milagro

Adivinos y lectores del horóscopo. Los que leen los horóscopos y los adivinos simplemente aconsejan, pero no tratan de controlar la vida de sus clientes.

 

Aprendices espiritualistas. Los aprendices espiritualistas invocan rituales mágicos, tratando de controlar la atmosfera. Algunos se juntan para intercambiar libros sobre cuestiones espirituales o para estudiar acerca de los cristales, pero sin una estructura autoritaria o secreta.

el misterio

Sociedades secretas. Estos grupos tienen ritos privados. El prestigio en la jerarquía de estos grupos no se ve acompañado por el control sobre la vida de los subordinados.

 

Magos profesionales. Los magos guardan sus secretos, que producen juegos de manos de increíble habilidad, pero no “milagros”.

la autoridad

Organizaciones militares. Estos grupos les informan a sus reclutas que van a pasar por un enérgico entrenamiento básico; por ejemplo, antes de ser adoctrinados en la Marina, los reclutas ya saben que van a pasar por un ejercicio tenaz, dormirán poco y serán humillados verbalmente.

Hospitales psiquiátricos. Estas organizaciones pueden tratar temporalmente a pacientes en contra de su voluntad; esto se documenta y se hace bajo la supervisión de las autoridades civiles.

el milagro y la autoridad

Cultos religiosos de alta intensidad/subgrupos. Estos grupos se perciben a veces como raros, fanáticos, o “sectarios” por su ánimo autoritario para mantener las normas del grupo que resultan en comportamientos muy diferentes a las normas seculares.Los miembros se pueden involucrar en frecuentes oraciones, en utilizar formas diferentes de vestido y de alimentación, en participar de estados de conciencia alterados, en honrar a un líder vivo o en vivir en comunidades separatistas. Sin embargo, estos grupos carecen de la secrecía de las sectas, los miembros potenciales o los curiosos pueden libremente aprender acerca de sus doctrinas y sus prácticas; a los nuevos miembros no se les anima a romper lazos con sus familias o a desaparecer sin dejar dirección anterior. Los líderes tampoco obtienen beneficios materiales o sexuales de las actividades de los miembros.

Estados autoritarios islámicos. Estos grupos no se esfuerzan en ocultar su dependencia a sus interpretaciones del Corán, por lo tanto, no encierran ningún engaño.

Iglesias y sinagogas liberales. Estos grupos aducen un nivel menor de lo milagroso y de la autoridad, hacen un llamado mayor a la conciencia y animan a los miembros a participar en clubes comunitarios y en ayuda social.

Grupos de autoayuda. Estos grupos enseñan acerca de “un poder superior”, pero limitan su autoridad a ayudar a los miembros a controlar sus excesos. Los miembros estudian la vida de los fundadores como modelos positivos a seguir, no como hombres milagrosos.  Algunos miembros asisten a reuniones abiertas, incluso diario; sin embargo, esto no es un requerimiento del grupo.

 

el misterio y la autoridad

La corrupción política encubierta. La corrupción política encubierta se puede depurar cuando la secrecía se rompe por el escrutinio de los medios de comunicación o por denunciantes.

Dictaduras autoritarias. Este tipo de dictaduras carece de una ideología cósmica y por lo tanto tolera actividades intelectuales y religiosas independientes, siempre y cuando no desafíen directamente el poder del régimen.

Bandas criminales organizadas. Estos grupos racionalizan su conducta sin acudir a un sistema de creencia transcendental. Tan es así, que algunos terroristas y zares de la droga o algunos miembros de pandillas juveniles pueden aspirar a “legitimar” su vida una vez que hayan acumulado suficiente riqueza. En contraste, las sectas se pueden involucrar en actividades criminales para servir a un “ideal superior” y pueden hacer que los idealistas rompan la ley en el nombre de un “truco trascendental” o de un “engaño celestial”.

 

 

el milagro y el misterio

Los sanadores por fe. Los “sanadores por fe” exhortan, conjuran o simplemente defraudan. Muchos hacen giras solicitando pequeñas contribuciones de muchos espectadores pasivos. Sin embargo, muchos establecen organizaciones tipo secta y promueven la dependencia a largo plazo de costosos “tratamientos alternativos” y asustan a sus miembros para que no busquen ayuda médica convencional.

Las para-Iglesias de los tele-evangelistas. Estos grupos usan los medios masivos de comunicación, el sentimiento religioso y supuestas sanidades para persuadir a legiones de seguidores a dar dinero, a veces en grandes cantidades. El ministerio de Jim y Tammy Baker amasó una fortuna de manera fraudulenta. Este tipo de grupos está interesado principalmente en obtener donativos.

la tríada en acción: el templo del pueblo

 

El Templo del Pueblo empezó como iglesia cristiana pero evolucionó hasta adorar exclusivamente a Jim Jones. Su prestigio como fuente de milagros estaba basado en su carisma, su habilidad verbal, su ingenio y su falta de integridad; cualidades todas éstas de sociópatas altamente funcionales. Espías e informantes apoyaban el espejismo de que él contaba con conocimientos sobrenaturales sobre las vidas personales de sus seguidores. Disponía de trucos especiales para diagnosticar y luego “curar el cáncer”. Aislado en la selva de Guyana, sin que nadie le contradijera, se mostraba como si fuera el receptáculo de la sabiduría requerida para salvar a sus seguidores de un mundo hostil.

 

el misterio de la secrecía

El esmero en las relaciones públicas convencía a la gente de fuera de que Jones era todavía cristiano, mucho después de haberse convertido en un autoproclamado semidiós que predicaba el marxismo a su rebaño. Los miembros monitoreaban a los curiosos que iban al servicio del domingo y echaban fuera a los que hacían demasiadas preguntas. Enfermeras guardaban el secreto de las falsas sanidades, en las que mollejas de animales servían como “cánceres” exorcizados. Los financieros del grupo monitoreaban las cuentas secretas en bancos suizos. La gente de fuera no se daba cuenta de las privaciones y golpizas que sufrían miembros. El arresto de Jones por drogarse en el baño de hombres de un cine pornográfico en Los Ángeles fue encubierto y los registros de la corte, desaparecidos.  Los miembros de El Templo del Pueblo emigraron secretamente a Guyana.  Los funcionarios estadounidenses que visitaron Jonestown vieron escenas de gozo, previamente ensayadas, y mesas con abundancia; no había periódicos, y solamente había una estación de radio bajo el control de Jones. Los continuos ensayos para un suicidio masivo eran un secreto.

 

el abuso de la autoridad

La unidad familiar fue socavada; los hijos entregaban informes sobre sus padres, los padres entregaban a sus hijos a otras familias (supuestamente para romper las barreras raciales) y Jones citaba a mujeres casadas en su propia alcoba.  Jones se convirtió en el “padre” de todos.  Los miembros escribían gran cantidad de cartas a políticos, firmadas con nombres tomados de directorios telefónicos; los políticos, engañados de que Jones tenía una enorme cantidad de seguidores, se congraciaban vilmente con él, lo cual apuntalaba su autoridad sobre sus seguidores.

 

 

efectos sinergísticos de la tríada sobre el templo del pueblo

La gente no se levanta una mañana y decide rendir su independencia y perderse en la intriga hipócrita de una secta. Los elementos de la tríada, cuando se presentan juntos (ver Figura I), producen un efecto sinérgico en el que cada uno refuerza el poder del otro para cautivar a la gente.

 

 Figura I

el milagro refuerza el misterio

Los miembros eran engañados constantemente para lograr un fin más elevado, hacer “la voluntad del padre”.  No se podía esperar que los de fuera entendieran esto.

el misterio refuerza el milagro

Las enfermeras de Jones no revelaban los “efectos especiales” que usaban en las falsas curaciones de cáncer; los miembros de su sistema de inteligencia guardaban en secreto sus trabajos para mantener el engaño de que Jones era poseedor de percepciones extrasensoriales.

el milagro refuerza la autoridad

Los trucos mágicos reforzaban la pretensión de Jones de poseer poderes especiales para guiar la vida de sus seguidores. Los convencía de que la CIA estaba obsesionada en destruir El Templo del Pueblo (por la razón de que era extraordinario); esto producía una mentalidad de “fortaleza sitiada” entre los miembros.

la autoridad refuerza el milagro

A diferencia del cuento del traje nuevo del emperador, los niños que osaban hablar eran sometidos a castigos corporales públicamente. No se toleraban expresiones públicas o privadas de escepticismo. El control de la información que tenía Jones en Jonestown impedía que los seguidores comprobaran la realidad.

la autoridad refuerza el misterio

El que rompía la secrecía, aunque fuera por un momento, se arriesgaba a recibir un castigo. A los residentes de Jonestown les estaba prohibido escribir cartas o informar a los visitantes acerca de las duras condiciones, las privaciones o los ensayos de suicidio.

el misterio refuerza la autoridad

El control de la información salvaguardaba la autoridad de Jones. Si los miembros se hubieran sentido libres para hablar de las manipulaciones y de la hipocresía que presenciaban, o si hubiera sido publicado el arresto de Jones por faltas a la moral, su prestigio se hubiera hecho añicos.

“no somos una secta”

A ningún grupo le gusta ser llamado secta. Algunos grupos ignoran ser llamados así; otros, lanzan ataques personales contra sus críticos. Otros tienen un trato más suave y explican que ellos son una nueva religión incomprendida como lo fueron los mártires cristianos en Roma. Sin embargo, los primeros cristianos hicieron totalmente transparentes sus escrituras y sus prácticas a los conversos potenciales. Cuando fueron perseguidos, los cristianos no recurrieron a reclutar con engaños; tan sólo practicaron su culto temporalmente en secreto.

Algunas sectas insinúan que su impopularidad refleja prejuicios locales contra los grupos minoritarios. En ocasiones esto puede ser verdad, pero ignoran la entendible censura a las actividades sectarias que son ilegales u objetables.

Conforme a la definición presentada en este artículo, una secta puede operar con miembros que viven en la comunidad, que usan ropa normal y que tienen trabajos normales. Sin embargo, un examen más minucioso mostraría que tales miembros están haciendo prosélitos o recaudando fondos obsesivamente. Ellos estarían sistemáticamente falseando la naturaleza de sus actividades y las actividades de su grupo a los que no son miembros, o podrían no estar totalmente conscientes de la naturaleza del grupo al cual están consagrados.

 

tendencias futuras

Las sectas están activas a lo largo de toda nuestra “aldea global”, a excepción de algunos tranquilos remansos y en los Estados comunistas que, hasta hace poco, reprimían a las organizaciones que pudieran competir con la actividad del partido. Con el poder del Partido Comunista debilitándose en la Unión Soviética y en Europa Central, las sectas subterráneas podrán empezar a hacer prosélitos abiertamente.

Mientras la sociedad estadounidense continúa en estado de descomposición, las sectas evolucionan, pero no están desapareciendo. Las actividades llamativas como las bodas colectivas o costumbres extrañas no son enfatizadas; esto ha llevado a algunos a la conclusión errónea de que las sectas han desaparecido.

La ansiedad por la competencia en el mundo de los negocios puede continuar alentando a los grupos parapeto que prometen ayudar a la moral y a la productividad de los trabajadores a través de “sesiones de capacitación” o de unos “cursos” especiales. Con el año 2000 ya no muy lejano, las sectas milenaristas seguramente harán su aparición*.

 

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Capítulo tres

Sectas contemporáneas:
imagen utópica, realidad infernal

Dr. Louis Jolyon West

Dos diferentes tipos de imágenes públicas encajan con las organizaciones religiosas que llamamos sectas. Una imagen muy común es la utópica. La imagen utópica sugiere la aparición de un sectarismo espiritual nuevo y saludable. Masas de peregrinos que después de una búsqueda de significado, verdad y autorrealización, han encontrado un grupo de espíritus afines. Bajo la benigna guía de algún profeta, gurú, maestro o patriarca divinamente inspirado, se ocupan en vivir felices para siempre. Esta felicidad es ocasionalmente perturbada sólo por los recuerdos de una sociedad condenada que han dejado atrás, que generalmente incluye a la mayoría de sus familiares (aunque en algunas sectas, como la de El Templo del Pueblo, familias enteras son engañadas). Pueden también ser perturbados por intromisiones injustificadas de familiares ignorantes y mal intencionados y por sus monstruosos agentes llamados desprogramadores.

Afortunadamente —desde este punto de vista— la riqueza y el poder de las sectas son suficientes para nulificar los planes de estos intrusos. En contra de los esfuerzos de las familias y de los desprogramadores, pueden entrar en batalla los talentos de costosos abogados, el compañerismo de grupos afines, otras sectas, los medios de comunicación, las cortes, la Unión Americana de Libertades Civiles (ACLU), las leyes del país, la mayor parte de la comunidad académica y el frente común de la mayoría de las religiones organizadas, las cuales, sin tomar en cuenta las diferencias que puedan tener con una u otra secta, hacen causa común con ellas cuando se emite alguna ley, por ejemplo, en el estado de California.

La imagen opuesta de las sectas, la imagen infernal, evoca el espíritu de Dante Alighieri y su visión del infierno del siglo XIV. En ésta vemos un lugar donde hombres, mujeres y niños están ligados a un amo satánico. Confiaron en él en los momentos de mayor felicidad, creyendo en sus promesas; después se hundieron más y más, por etapas imperceptibles, en la profundidad de su poder, entregando sus posesiones, sus niños, y aun sus mismas almas, a su propósito misterioso.   Con Dante, seguimos a estas víctimas a un lugar distante donde, como él mismo lo describe, quejas, lamentos y gemidos estrepitosos resuenan a través del ambiente sin estrellas, de tal manera que nos hacen llorar. Escuchamos palabras de dolor, tonos de ira, voces altas y enronquecidas, y con éstas, el sonido de manos alborotando, todo girando en esa atmósfera para siempre, como la arena en un torbellino. Sobre los susurros de los condenados se escucha la voz de un niño que dice: “Yo moriré por ti, papá”. Es una grabación del suicidio colectivo en Jonestown.

Yo me involucré  en el estudio de las sectas como resultado de mis investigaciones anteriores sobre las drogas alucinógenas, las cuales me condujeron sucesivamente al Haight-Ashbury, al movimiento contracultural y a las diversas revueltas de los años sesenta. Desde entonces he seguido a algunos de mis sujetos de estudio desde las veredas de Haight hasta las comunas del condado de Mendocino, y posteriormente a los ejércitos de Sun Myung Moon. Mi perspectiva de las sectas no es ni utópica ni infernal. Es, eso espero, objetiva y científica. Para mantenerme apartado, en ocasiones he tenido que emplear todo el entrenamiento y la experiencia que he acumulado durante treinta y dos años de practicar la psiquiatría. Un observador completamente desligado tendría que ser de otro planeta.

 

Se ha estimado que existen cerca de 2 mil 500 sectas en los Estado Unidos. La mayoría de ellas podrían llamarse religiosas; no obstante, también existen sectas psicoterapéuticas, sectas de adoradores de Satanás, sectas de platillos voladores, sectas políticas, y otras.

Las sectas por lo general tienen: (1) un líder fuerte o carismático con una estructura de poder de algún tipo; (2) un manifiesto, libro, doctrina, o código que, como lo interpreta el liderazgo, gobierna el comportamiento de los miembros a través de diversas reglas y disposiciones, y (3) una marcada frontera que define claramente quién está dentro, quién está afuera, y quién puede pasar en cualquiera de las dos direcciones.

Las comunas difieren de las sectas en cada una de estas consideraciones. Son simplemente la continuación del movimiento de la contracultura. Pero las sectas representan una reacción cíclica, vista de tiempo en tiempo a través de la historia, en las sociedades en gran turbulencia. Existieron muchas sectas durante la decadencia y la caída del Imperio Romano y muchas otras en Europa durante la Revolución Industrial. También existieron muchas sectas en Estados Unidos durante la expansión hacia el oeste —cincuenta sociedades utópicas bien estudiadas tan sólo en California de 1850 a 1950.

La mayoría de las sectas contemporáneas son lo mismo de antes, sólo que con tecnología moderna añadida. En ese sentido, son tan parecidas a las sectas religiosas de la era medieval como lo serían las guerras nucleares a las batallas con arcos y flechas.

 

Durante los años que he observado el crecimiento y la evolución de las sectas en Estados Unidos, iniciando con la Dianética en 1950, una enorme cantidad de datos ha sido recolectada. Trataré de resumir algunas de mis conclusiones más convincentes.

Las posturas de muchas sectas amenazan significativamente la libertad personal y el bienestar de sus miembros. A pesar del incremento en la evidencia de una variedad de delitos cometidos en el nombre de la religión o de otras creencias, estas amenazas son en un grado considerable encubiertas, minimizadas y oscurecidas, y la sociedad ha dado la espalda al problema. La información se ha ido acumulando sobre algunos escándalos relacionados con sectas, sobre refugiados de sectas, familiares y amigos de víctimas de éstas y algunas pocas investigaciones directas. Es difícil obtener datos porque las sectas engañan sistemáticamente al público, ocultan información, hostigan a los críticos, e intimidan y dominan a sus miembros, todo, con el fin de impedir el libre flujo de la información. Yo mismo he sido amenazado muchas veces, tanto con sufrir daño físico como con acciones legales.

 

A pesar de tales hostigamientos, los datos actuales son suficientes para convencer a cualquier persona razonable que las sectas constituyen un tema social importante. Hoy en día, muchas personas están muertas, moribundas, enfermas, inválidas, discapacitadas o se desarrollan inadecuadamente como individuos, como consecuencia de su involucramiento con sectas religiosas en este país. Son explotadas, sus vidas han sido engullidas y, prácticamente, nadie está haciendo nada al respecto. En los últimos quince años, personas relacionadas con varias sectas en Estados Unidos han asesinado a un informador gubernamental, hostigado a ex miembros e investigadores, intentado extorsionar a familiares, acumulado depósitos de armas, representado falsamente los verdaderos propósitos de su grupo, recibido pagos ilegales de desempleo por aseguradoras, infiltrado oficinas gubernamentales y robado documentos, golpeado, violado, asesinado, matado de hambre y torturado a miembros —incluyendo niños—, obligado a sus miembros a ejercer la prostitución y alentado la actividad sexual entre adultos y niños, enviado a un niño de nueve años incomunicado al desierto por varios meses, negado ayuda médica a miembros en diversas condiciones, incluyendo atención durante el parto, hostigado e intimidado a miembros que intentaron dejar el grupo, creado en los miembros sentimientos de repudio en contra de sus familias, impuesto restricciones dietéticas impropias y tensión en los miembros, inducido a miembros a cometer abortos, a casarse con extraños e incluso, claro, a cometer suicidio. Todos los hechos de esta larga lista han sido documentados.

 

Pero a pesar de todo esto, encontramos que hay muchos apologistas de las sectas. Estos apologistas, cuyas motivaciones son diversas o mezcladas, indudablemente contribuyen a colocar un manto de respetabilidad sobre estas organizaciones, detrás del cual suceden cosas extrañas y horribles. Algunos de estos panegiristas parecen estar motivados por impulsos románticos, proyectando hacia las sectas algunas de sus propias esperanzas de una reforma religiosa, de un renacimiento espiritual, un rechazo al materialismo, e inclusive de escapar de los peligros de la era termonuclear. Otros, toman una postura más bien de apariencia pragmática, encogiéndose de hombros ante cualquier abuso que las sectas hayan realizado sobre la base de que cualquier medida en contra de éstas podría violar la libertad religiosa según se garantiza en la Primera Enmienda de la Constitución de los Estado Unidos.

 

Otros apologistas incluso parecen haber sido engañados con éxito por los líderes carismáticos de algunas sectas o por sus representantes. Unos declaran que han visitado alguna secta y que han quedado impresionados por lo que observaron. Otros conocen a alguien que era un desastre antes de volverse miembro de una secta y ahora parece transformado hasta el punto de  la beatitud.

 

Muchos de estos defensores son filósofos de escritorio —e incluyo a algunos de mis colegas académicos bajo este título— que nunca han visto los efectos destructivos de estas organizaciones, pero les gusta participar en el “ajedrez” intelectual. Otros tienen algún contacto con miembros cuidadosamente seleccionados de sectas, pero nunca han visto los crudos procedimientos de éstas o las devastadoras consecuencias a largo plazo para muchas víctimas y sus familias.

 

Un buen número de profesionistas de la salud mental y científicos del comportamiento sirve en las filas de los defensores a ultranza de las sectas. La mayoría tiene poco conocimiento directo del fenómeno. Su tendencia es la de asumir que aquellos que entran a estas organizaciones han sido arrastrados hacia ellas, quizás como escape de una mala situación familiar, en una búsqueda para encontrar descanso de los síntomas de su propia psicopatología, o incluso para encontrar un oasis de paz en medio de la violencia de una tierra corrompida y de la tensión emocional de nuestras ciudades y de la era nuclear. Algunos de mis colegas creen sinceramente que hasta la más extraña de las sectas puede servir para un propósito terapéutico y funcionar como taller de refugio para jóvenes neuróticos o esquizoides, o personas que de otra manera serían drogadictos o algo peor.

 

La doctora que ha observado al mayor número de refugiados provenientes de sectas es la Dra. Margaret Thaler Singer, de la Universidad de California en Berkeley, una psicóloga clínica que ha tratado a más de seiscientos ex miembros de sectas. Recientemente, Singer expuso un análisis meticuloso y matemático de algunos de los estudios realizados por profesionistas de la salud mental que simpatizan con ella, para mostrar que la gran mayoría de ellos está probablemente incapacitada por los sesgos inherentes en la orientación psiquiátrica tradicional. Al examinar a los miembros de las sectas o a sus familias para observar qué problemas hay en ellos, tal orientación pasa por alto las poderosas técnicas que las sectas aplican para asegurar una buena provisión de materia prima humana para los molinos de su poder: la persuasión coercitiva, las dinámicas de grupo, las demandas circunstanciales, la hipnosis, y la tensión como herramientas para inducir a la sumisión.

 

En Estados Unidos, la cobertura de los medios de comunicación sobre las sectas ha sido por demás sucia. Existen unas pocas excepciones: el exposé de Synanon por Point Reyes Light, el cual ganó el premio Pulitzer para los editores; un fragmento en el programa televisivo 60 Minutes, y dos fragmentos en el Reader’s Digest sobre Cienciología. Salvo que sean encarados con una tragedia o escándalo mayor, los periódicos rara vez se aventuran dentro de este campo de combate. Las razones son claras. Los medios de comunicación son en gran parte aventuras comerciales y su negocio se ve amenazado fácilmente por pérdidas en la publicidad, boicots o demandas legales. Aún más importante, los editores tienden a sacar las manos de temas como la religión a menos que haya algo que sea realmente noticia. Una matanza de 913 personas, eso sí es noticia. Poner una serpiente de cascabel en el buzón de alguien, es una nota menos importante. Que se enjuicie nuevamente a Ted Patrick o incluso que vaya a la cárcel, no estoy seguro de que apareciera en el periódico. La reciente tortura y asesinato de un informante gubernamental de 17 años infiltrado en una secta, prácticamente no recibió cobertura en los periódicos.

Cuando los medios de comunicación denominan a la explotación sistemática de la gente como una religión,, las sectas se protegen brillantemente del poder de la prensa. También, si una nota sobre el tema no se encuentra en la sección sobre religión, no aparece en otra parte del periódico. Y, ¿quién lee la página sobre religión?

La sección religiosa en la mayoría de los periódicos tiene la intención de aumentar y estimular el interés en la religión y de complacer a los practicantes de religiones de que la versión de sus actividades tendrá cobertura. Los editores de las secciones de religión no hacen investigación periodística y no tienen deseos de publicar cosas que pudieran ofender a alguien. Y como regla no lo hacen.

 

Por lo que respecta a la televisión y la radio, no hay cobertura sobre noticias religiosas de qué hablar a menos que alguien dispare en contra del papa o que la Catedral de Cristal sea dedicada o que Phil Donahue invierta escasos momentos entrevistando a los familiares de una víctima de alguna secta al mismo tiempo que un profesor de sociología presenta una refutación.

 

Por lo general, los individuos que buscan a los medios de comunicación para denunciar una experiencia personal en una secta presentan testimoniales cortos. Un gran exposé televisivo de la comuna en Jonestown, Guyana, listo para salir al aire un mes antes de la visita fatal del congresista Leo Ryan, fue silenciado por los ejecutivos de la National Broadcasting Company (NBC), después de que fueron hostigados y amenazados con demandas por difamación. Una escritora, Paulette Cooper, escribió una excelente denuncia de las actividades de la Cienciología, pero el texto fue retirado por los publicistas y la vida de la autora fue casi destruida por lo que la Cienciología llamó “operación espanto”.

 

Los legisladores y las cortes también han fallado con relación a las sectas. Los encargados de la justicia criminal han tratado de investigarlas, pero frecuentemente se encuentran con obstáculos legales. Dado el cúmulo de evidencias que va en aumento sobre las actividades depredadoras de sectas, resumidas en la lista mencionada anteriormente, ¿dónde están las nuevas leyes que esperamos de un sistema legal saludable? ¿Dónde están las comisiones de investigación y las audiencias acerca de si se necesitan y deben implementar esas leyes? ¿Dónde están, en los cincuenta estados de nuestro país y en la jurisdicción federal? ¿Dónde están los debates públicos?

En 1974, se realizó una investigación completa sobre los Niños de Dios por parte del ilustre Louis J. Lefkowitz, procurador general del estado de Nueva York. Una gran cantidad de pruebas fue descubierta acerca de las técnicas coercitivas utilizadas por el grupo para intimidar y, virtualmente, esclavizar a sus miembros. Sin embargo, el reporte concluyó que no se podía tomar ninguna acción directa debido a la protección constitucional de la Primera Enmienda constitucional. ¿Dónde están los jueces cuya perspectiva de la Constitución sea la de investigar si la Primera Enmienda tenía realmente la intención de proveer inmunidad para artistas estafadores, para crueles traficantes del poder, maniacos homicidas, o para cualquiera que decidiera decir “yo soy un ministro”? Como lo mencionara un expositor sobre la interpretación del Departamento de Justicia en el caso Estados Unidos contra Ballard, si una persona es suficientemente psicótica como para tener delirios, pero suficientemente inteligente para elegir temas religiosos, queda inmune a la intervención de la sociedad en este país.

Quizás una explicación parcial del rol de las leyes como compañeras pasivas de las sectas se pueda encontrar en los esfuerzos organizados por las sectas para intimidar y desacreditar a los legisladores que tratan de actuar. Por ejemplo, la Iglesia de la Cienciología organizó una operación secreta en contra del ex procurador general de California. También aplastó un proyecto de ley, en Florida, diseñado para regular las prácticas psicológicas, e inició una cacería contra el alcalde de Clearwater, Florida, quien era un crítico del grupo cuando no ejercía su cargo. La monografía publicada por Richard Delgado en la revista especializada Southern California Law Review, nos da una clara interpretación de la Primera Enmienda de la Constitución de Estados Unidos como un principio para la protección del pueblo, no de las organizaciones que abusan de él. Delgado sugiere solicitar el consentimiento informado de las personas que son reclutadas e ingresan a un grupo, esperando que sea de una forma, pero que resulta ser de otra totalmente diferente. Este texto fue dejado dentro del lago de la literatura legal hace cinco años sin prestársele mucha atención. Entre los académicos ha sido objeto de cierta discusión y la gran mayoría lo ha criticado. La profesión legal no ha hecho nada al respecto. Así, cuando las personas invocan “la Primera Enmienda constitucional”, el telón se cierra, la discusión termina, y los abusos continúan.

 

Todos los estados de la Unión Americana tienen leyes que permiten el establecimiento de la tutela o custodia, lo cual podría proporcionar el medio legal para crear un “período de enfriamiento” para aquellas personas que han sido reclutadas en las sectas, si es que llegase a existir alguien que se interesara lo suficiente para sacarlo de la secta y exponerlo a otras ideas por un par de semanas. La mayoría de las leyes está estructurada en términos tan restrictivos que no puede ser utilizada para este propósito, pero cuando los padres toman la ley en sus manos para rescatar a un hijo de una secta y se les viene una acción penal en contra, la defensa por necesidad  —el argumento de que su acción fue necesaria para prevenir un daño mayor— por lo general tiene éxito. Generalmente es exitosa porque los veredictos son realizados por jurados formados por gente promedio, que está más cerca que los jueces del sentido común humano en tal situación.

Pregúntese usted mismo qué hubiera hecho si un miembro de su familia hubiera sido miembro de El Templo del Pueblo y tuviera buenas razones para sospechar lo que estaba pasando o lo que pudiera pasarle. ¿Qué tan lejos iría para sacarlo fuera de la secta antes de que fuera demasiado tarde? ¿Cuántos riesgos estaría dispuesto a tomar? Si después de haberlo rescatado, la ACLU*, el FBI y el procurador general, todos cooperaran para llevarlo a juicio por secuestro o algún otro cargo, sería reconfortante saber que las probabilidades son que un jurado que pensara como usted lo pusiera en libertad.

El gobierno británico no tuvo miedo de aceptar el reto del tema Iglesia-Estado. Un fallo reciente a favor del Daily Mail contra la Iglesia de la Unificación por las calumnias de la organización a dicho periódico, ofrece esperanza de que quizás la jurisprudencia estadounidense pueda eventualmente iniciar un curso de acción legal.

Yo fui un miembro de la ACLU por años, pero muchos de nosotros que éramos antiguos admiradores de este organismo hemos estado preocupados por su aparente tendencia a favor de las sectas en el contexto de este debate. Cuando se fundó la ACLU, una de sus más importantes cualidades era la de ser una entidad cuya orientación legal estaba separada del sistema legal establecido. No obstante, parece que al menos un destacado procurador nacional que frecuentemente testifica a favor de la ACLU es también con frecuencia un consejero legal privado, pagado por varias sectas, incluido el grupo de los Hare Krishna. La ACLU no ha emprendido ninguna investigación valiente o de avanzada sobre el creciente cuerpo de demandas y quejas contra sectas que privan a un gran número de personas de sus libertades fundamentales. Es verdaderamente extraño para un antiguo liberal como yo ver a la ACLU caer a ese nivel.

 

Pero paradójicamente, los aliados más extraños de las sectas son las religiones establecidas. El primer esfuerzo importante de las iglesias de California para influir en las leyes relativas a las sectas, en los meses subsecuentes a la masacre en Guyana de muchos ciudadanos californianos, fue la de suprimir la facultad legal de instancias gubernamentales que podían investigar a personas como Jim Jones. La propuesta legislativa fue conocida como el Estatuto Petris, y muchas organizaciones religiosas respetables se tomaron muchas molestias para introducirla en la Legislatura, llevando a un experto legal de la Universidad de Harvard y a un ejecutivo del Concilio Nacional de Iglesias para declarar en favor de ella.

¿Cuál fue el resultado del Estatuto Petris? Éste es un ejemplo: cuando se encontraron armas de fuego en posesión de miembros de los Hare Krishna en 1981, dicha ley hizo imposible que los investigadores revisaran si estas armas habían sido adquiridas con dinero recaudado en colectas en el aeropuerto. ¿Por qué? Porque el estatuto dice que los negocios fiscales de las Iglesias son inviolables. De esta manera, una vez que las sectas han puesto las manos sobre su dinero, pueden hacer lo que quieran con él. Ninguna oficina del gobierno ni ninguna otra persona tienen derecho a investigar.

El senador Robert Dole sostuvo audiencias sobre el tema de las sectas en Washington hace algunos años, posteriormente a la masacre de Jonestown. Los representantes del Concilio Nacional de Iglesias, de la Iglesia Bautista, de la Iglesia Episcopal, de la Iglesia Unificada de Cristo, de la ACLU, y de la Iglesia de la Unificación (los moonies) hablaron todos a favor de la libertad de las sectas para hacer casi cualquier cosa bajo el nombre de actividades religiosas. Sólo hubo unas pocas voces que disintieron. El año pasado, cerca de trescientos expertos en las relaciones Iglesia-Estado se reunieron en Washington D.C., para solicitar menos gobierno en el ámbito de lo religioso.

Pero algunos pocos grupos religiosos se han dado cuenta de la naturaleza nefasta de las sectas. Por ejemplo, el Concilio de Iglesias de Nueva York denegó la admisión de la Iglesia de la Unificación a dicha asociación y algunas agrupaciones judías han tratado de promover la educación pública sobre el tema de las sectas. Pero en su mayoría, las religiones establecidas respetables se han unido en una causa común con las sectas en relación con los grandes temas que conciernen a la sociedad. Para el observador externo parece que las Iglesias han sido singularmente pusilánimes en el tema de las sectas. Han estado más a favor de ayudarlas que de estorbarlas por lo que son —una perversión del significado de la religión, tanto como la charlatanería es una perversión del significado del juramento hipocrático de los médicos.

 

La diferencia entre las religiones establecidas y los nuevos grupos religiosos no es difícil de hacerse; sin embargo, éste es un argumento común para evadir el tema. Presumiblemente, las religiones son creadas para el bien de sus miembros. Las sectas, por otro lado, parece que existen para el beneficio de sus líderes. El principal motivo para que las organizaciones religiosas respetables estén del lado de las sectas parece ser el dinero. Todos están temerosos de que el gobierno pueda obtener el poder para ver lo que se está haciendo con el dinero de las organizaciones religiosas; el siguiente paso pudiera ser el cobro de impuestos sobre las propiedades de la Iglesia. Antes de arriesgarse a sufrir tal catástrofe, las religiones respetables por todo el país están haciendo causa común con los muchos Jim Jones que andan por ahí.

No comentare cómo sucedió que en nuestra sociedad estas instituciones se volvieron singulares compañeras de cama de las sectas. Pero espero que el interés público acerca de este tema vaya en aumento conforme las sectas sigan provocando más muertes y más pérdidas. Quizás algunos personajes poderosos o legisladores importantes pierdan a algún miembro de su familia en las sectas antes de que hagamos algo. Yo espero que el cambio venga antes.

 
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Capítulo cuatro

Trastorno por estrés postraumático
en víctimas de sectas religiosas

                                                      Dr. Jorge de la Peña

 

 

El cielo lo abandonamos a los gorriones y a los ángeles.

Heine, Deutschland

 

introducción

El presente ensayo trata de ilustrar al lector sobre las características clínicas del trastorno conocido como estrés postraumático (conocido también como PTSD por sus siglas en inglés), el cual es padecido frecuentemente por víctimas de sectas religiosas destructivas. Asimismo se abordarán en forma general las características patológicas que pueden tener los líderes de este tipo de agrupaciones, haciendo un breve análisis de la secta como una minoría activa.

Para tal efecto, he dividido el trabajo en dos grandes apartados. Primero explicaré de manera general lo referente al trastorno por estrés postraumático, para posteriormente explorar los aspectos psicológicos de los  sujetos víctimas de la secta, la personalidad del líder de la secta, y finalmente la secta misma como minoría activa.

el trastorno por estrés postraumático

El trastorno por estrés postraumático, es un evento de gran importancia para las disciplinas psi, es decir, la psicología, la psiquiatría y el psicoanálisis. Es precisamente esta última la que toma la iniciativa para su estudio. Fue en la posguerra de principios de siglo cuando Sigmund Freud, fundador del psicoanálisis, se percató de los trastornos psicopatológicos sufridos por los soldados que regresaban del campo de batalla. Éstos se caracterizaban por crisis de angustia constantes, ansiedad, recuerdos y sueños reiterativos del suceso traumático, etcétera. Esta enfermedad era denominada entonces como “neurosis de guerra”. Gracias a sus estudios, el médico vienés descubrió las pulsiones, a partir de la clásica compulsión, la repetición característica de  estos cuadros en particular.

Por otro lado, el concepto de estrés postraumático surge sólo después de que Seyle explica el estrés como un fenómeno de adaptación del organismo que bajo determinadas circunstancias puede volverse patológico.  Pero no es sino posterior a la Guerra del Golfo Pérsico y como consecuencia de los grandes estragos que la guerra de Vietnam dejó en la psique de los soldados involucrados en ella y que repercutieron grandemente en la sociedad norteamericana, que se comienza a estudiar más a fondo este cuadro nosológico.

En los tiempos actuales, la exposición a hechos traumáticos es frecuente. La dinámica de la vida moderna propicia situaciones de peligro prácticamente en cualquier momento y lugar. Se ha creído erróneamente que este problema compete sólo al sujeto que lo sufre. Por decirlo de algún modo el afectado debe ser aquel que es golpeado o vejado, sin embargo se ha reportado que también aquellos sujetos que observan al que es traumatizado resultan víctimas. Así, podríamos decir que no sólo el que es asaltado se trauma, sino también el que lo observa; no sólo el que sufre un accidente automovilístico se trauma, sino también el que lo presencia. Podemos entonces diversificar las causales del estrés postraumático: amenazas, asaltos, torturas, persecuciones, desastres naturales, violencia intrafamiliar, maltrato, etc.

Durante la antes mencionada Guerra del Golfo Pérsico se detectaron espectadores de noticieros de televisión traumatizados por las escenas de guerra observadas. Los programas televisivos que exaltan la criminalidad afectan psicológicamente. La misma inseguridad pública es traumatizante.

Dentro del contexto ya planteado, es importante entonces definir el concepto de trastorno por estrés postraumático. Cito textualmente a Kaplan: “Para que un paciente reciba el diagnóstico de trastorno por estrés postraumático debe haber experimentado una situación con una repercusión emocional de gran magnitud, que sería traumática para cualquier persona. Estos traumas incluyen experiencias de combate, catástrofes naturales, asaltos, violaciones y accidentes serios (por ej., accidentes de automóvil o incendios). El trastorno por estrés postraumático consiste en: 1) la reexperimentación del suceso a través de sueños o imágenes; 2) la evitación (sic) persistente de cualquier cosa que recuerde el suceso traumático y respuesta embotada a estos estímulos, y 3) un estado de hiperalerta. Los síntomas que se asocian con frecuencia son la depresión, la ansiedad y las alteraciones cognitivas (p. ej., la falta de concentración).  En la cuarta edición del Diagnostic and Statistical Manual of Mental Health (DSM IV), la duración mínima de los síntomas del trastorno por estrés postraumático es de un mes”.

“El DSM IV introduce un diagnóstico nuevo, el trastorno por estrés agudo, para aquellos pacientes en los cuales los síntomas aparecen en el transcurso de cuatro semanas siguientes al suceso traumático, y en los cuales los síntomas duran de dos o tres días, a cuatro semanas”1.

 

Tal vez sería repetitivo describir los criterios clínicos del diagnóstico del padecimiento, desglosados, tal como los describe el mencionado DSM IV. Para tal efecto remitiría yo al lector al documento disponible en cualquier biblioteca. Considero que la definición de Kaplan cumple con las expectativas que me he planteado para el presente ensayo. Lo importante es en todo caso que se entienda el concepto y se comprenda la magnitud del mismo.

Estudios recientes han incursionado en el complejo ámbito de la psicobiología descubriendo que el trauma psíquico puede ser tan impactante que altere los mecanismos neurobioquímicos de secreción de catecolaminas, es decir de neurotransmisores como la norepinefrina, aunque frecuentemente concurren diversidad de estas sustancias agravando aún más el cuadro. El trauma psíquico altera también el eje hipotálamo —hipófisis— adrenérgico, con la consecuente alteración hormonal y, finalmente, la producción de substancias opiáceas. Esto quiere decir que la sintomatología del cuadro puede ser grave y ocasionar estados de disociación si no es tratado a tiempo. Muchas veces, las alteraciones se manifiestan algún tiempo después de ocurrido el trauma, dado que intervienen mecanismos psíquicos de defensa que, por decirlo así, enmascaran el cuadro. Es importante mencionar que la personalidad previa, la etapa de la vida, la significación personal que en este caso la víctima dé al hecho traumático, serán factores importantes para determinar la intensidad de los síntomas y la futura recuperación del paciente. Es decir, el niño o el adolescente responden diferente que el adulto o el anciano; lo que para unos puede ser muy dañino, para otros no, y la reacción será diferente en una personalidad madura que en una inmadura. La detección temprana de la enfermedad y el tratamiento adecuado a tiempo, son claves para el pronóstico de esta enfermedad.

Como se puede ver, este padecimiento, es una enfermedad de actualidad; las características de nuestra vida con el advenimiento de la modernidad, hacen que la violencia se sofistique, dando rienda suelta al instinto que ya no puede ser totalmente controlado por la instancia cultural. Ciertamente, el hombre se manifiesta en desacuerdo con las normas sociales que le impone la cultura, como bien lo señalaba Freud en 1930, dados los mecanismos de represión del deseo que la sociedad impone para la buena convivencia; sin embargo lo que yo llamaría deshumanización de la sociedad, ha permitido la aparición de males contemporáneos de difícil control. Fenómenos sociales tales como la gran inseguridad pública, la prostitución infantil, la creciente violencia intrafamiliar, la farmacodependencia a drogas sintéticas de gran poder adictivo y el consecuente tráfico de éstas, son sólo algunas patologías de nuestro tiempo contra las cuales tenemos que luchar.

Dentro de este marco de patologías sociales y traumas psíquicos, podríamos señalar una situación, que por su trascendencia merece un análisis aparte. Me refiero a las víctimas de las sectas religiosas destructivas, tan abundantes en esta época.

Esta problemática debe ser analizada desde diversas perspectivas para su mejor entendimiento, a saber:

 

1.- Desde la del sujeto que es víctima de la secta.

2.- Desde la del líder sectario.

3.- Desde la perspectiva de la secta misma como comunidad.

1.- la víctima de la secta

Como anteriormente se ha mencionado, vivimos un tiempo de deshumanización colectiva debido al ritmo de la vida actual.  Las condiciones sociales de carencia de dinero, alimentación, vivienda, trabajo, salud, amor, bienestar, placer, etc., motivan al individuo a buscar un porqué para vivir. En psicoanálisis, diríamos que esa energía libidinal, que esa pulsión de vida no encuentra cauce, anda sin rumbo y por principio natural habrá que encontrarle camino. Cuántas veces no amanecemos con miedo, con preocupación por el devenir. Muchas veces se dice: “Cuando salgo de casa y me despido de mi familia, no sé si sea la última vez, no sé si regresaré”. Esta incertidumbre por la vida, esta carencia, este sujeto en necesidad busca irremediablemente su plenitud, su paz interna, su tranquilidad. En pocas palabras, el sujeto busca encontrar a alguien o a algo que le dé seguridad. La misma imposibilidad de satisfacer necesidades básicas, mueve al hombre a recurrir a la religión. Ese vacío existencial se llena las más de las veces a través de la religión. Aristóteles hablaba ya del “hombre político”. Asimismo podríamos hablar, y con mayor razón del “hombre religioso”. Este hombre religioso no es nuevo. Como todos sabemos, la sociedad se fundó gracias a la religión; la religión fue la primera instancia que trató de poner orden a las cosas, y lo logró, aunque en muchas ocasiones se pagó un precio muy alto.

La religión como una ilusión, es el planteamiento psicoanalítico. La religión como una ilusión del bienestar total al que aspiramos todos. Los hombres persiguen un fin, la paz total que da la muerte, pero la muerte genera miedo, la metamorfosis entonces surge a partir del imaginario paraíso a donde todos iremos después de muertos y por lo tanto a la paz y el bienestar total. La ilusión mueve al sujeto a hacer cosas. La religión es un buen vehículo para tal efecto. Intrínsecamente, en la psique humana podría haber un apartado religioso que motiva o exige al  hombre creer en algo o en alguien. Es necesario creer para existir. Conclusión: si no creemos, luego entonces no existimos. En este tiempo, esa necesidad de creer se acrecienta y el hombre acude entonces al pensamiento religioso.

2.- el líder sectario

La consistencia de un grupo depende en gran medida del líder del mismo. Es más, le dará la posibilidad de mantenerse y cumplir los objetivos trazados. La influencia que este personaje tenga por sobre los demás es importantísima y delicada dado que una enajenación o sumisión ante tal sujeto se puede dar a tal grado que pueda disociar la mente de sus dependientes. Esto es frecuente en algunas sectas religiosas destructivas y con lideres con características de personalidad paranoica.

 

De acuerdo con mi experiencia clínica, un gran número de líderes de sectas destructivas padece la enfermedad, o al menos presenta en su personalidad rasgos paranoicos.  Es pertinente entonces hablar de paranoia.

Hablar de paranoia es hablar de alienación. El enfermo delirante, es el clásico alienado que la historia de la enfermedad mental nos refiere. El término delirio, proviene del latín delirare, que significa “salir del surco”, por lo tanto, delirio, delirium, es igual a una desviación, a salir fuera del sentido común, fuera de un cauce, fuera de la realidad 2.

Henri Ey, psiquiatra francés ya fallecido y creador de una gran escuela, considera a la paranoia como una psicosis delirante crónica, y la incluye junto con la esquizofrenia, diferenciándola de esta última en función de su carácter demencial y disociativo:

 

Psicosis delirantes crónicas

 

·        Psicosis esquizofrénica

·        Parafrenia o delirios fantásticos*

·        Paranoia o delirios sistematizados

·        Psicosis alucinatoria crónica

 

No incursionaré en la descripción clínica que este autor hace de la esquizofrenia, limitándome solamente a las entidades no disociativas ni demenciales como son la parafrenia, la paranoia y la psicosis alucinatoria crónica.  De éstas me referiré particularmente a la paranoia.

Henri Ey refiere que respecto a la historia personal del paciente existen modos de conducta extraños o extravagantes, y pasa a describir a continuación una serie de manifestaciones clínicas que transcribo al calce:

 

·        Excentricidades

·        Conductas sociales desadaptadas

·        Aislamiento

·        Actos disociativos

·        Persecución

·        Prejuicios o celos

 

La temática delirante es fantástica, desconcertante y adaptativa. La paranoia es llamada también “delirio crónico sistematizado”, se caracteriza por la creación de un sistema delirante coherente que forma parte integrante de la propia personalidad del paciente. En la personalidad previa del mismo, existen ciertas tendencias narcisistas y egocéntricas más hipersusceptibilidad y desconfianza y tendencia a proyectar sobre los demás aquello que su Yo no acepta. Existen “aclaraciones” que justifican las creencias.  Asimismo, diversos tipos de delirios conforman la paranoia:

 

·        Delirio de interpretación

Se caracteriza por la necesidad de interpretar todo en relación con el sistema delirante, haciendo por ello que la vida del paciente pierda toda su espontaneidad natural.

 

·        Delirio de reivindicación

Se caracteriza por la creación de un sistema delirante a partir de algún fracaso del que el paciente ha salido realmente perjudicado. A partir de este momento el sujeto lucha contra las instituciones.

 

·        Delirios pasionales

 

 

Delirio de celos.

Se construye sobre un carácter paranoico. El paciente crea un personaje sobre el cual dirige una animadversión de tal manera que de la simple sospecha de infidelidad atribuida a su pareja pasa a la permanente vigilancia y acoso.

 

Delirio erotomaniaco.

Se construye sobre personalidad histérica. El paciente se cree amado por otra persona, siempre se encuentra en una posición superior a todos.

 

Delirio sensitivo de relación.

Se construye sobre personalidad insegura e hipersensible. Son cuadros con matiz depresivo y con problemas de relación 3.

Goldman caracteriza al delirio por:

 

a)      Su contenido temático (de persecución, de tener pecados, de tener poderes o habilidades especiales).

b)     Su grado de realismo o inverosimilitud.

c)      Su consistencia interna (las creencias del paciente pueden ser explicadas de manera que los demás puedan entenderlas).

 

El enfermo paranoide es un paciente cuyo delirio es la manifestación más prominente o la única enfermedad. Esto, debido a que aparece de manera muy intacta la personalidad 4.

Goldman nos indica que los trastornos delirantes no tienen una causa orgánica conocida y están caracterizados por las creencias delirantes persistentes.  Las emociones y la conducta exhibida son comprensibles en el contexto de estas creencias.  Las alucinaciones pueden estar presentes, pero no son persistentes y no son parte prominente del cuadro clínico 5. Asimismo, considera seis tipos de temas delirantes predominantes:

 

1.- Erotomanía

2.- De grandeza

3.- Celoso

4.- Persecutorio

5.- Somático

6.- De otro tipo

 

En función del tipo de delirio, su característica principal es que el discurso es coherente y puede ser creído.  La edad de inicio se da aproximadamente a los 40 años y su aparición puede ser precipitada por un evento importante (pérdida de posición social, pérdida de trabajo, etc.).

En relación con este padecimiento y en función de nuestro tema, es importante mencionar una variedad de evento psicótico muy común y realmente poco explorado: el trastorno psicótico compartido, mejor conocido como folie á deux. En éste, un paciente presenta síntomas psicóticos después de mantener una relación prolongada con otra persona psicótica. Kaplan, nos habla inclusive de folie á trois, folie á quatre, folie á cinq, y así sucesivamente. Reporta el caso de una familia completa que incluía a doce personas (folie á douze). El mismo autor nos habla de folie imposée, folie simultanée y folie communiqué, en los cuales, como bien se entiende, están involucradas en la psicosis más de una persona, influenciadas por un protagonista, que bien puede ser el líder de la secta. El trastorno tiene fundamentalmente una base psicosocial, (…) el miembro dominante tiene un trastorno psicótico previo (…) esta persona suele ser mayor, más inteligente y mejor educada; posee unos rasgos de personalidad más fuertes que la persona sumisa, que suele depender de la dominante. La relación entre las dos personas, aunque de dependencia, también puede caracterizarse por ambivalencia, con sentimientos profundos de amor y odio (…) cosa (el odio) que la persona sumisa considera intolerable, y que a menudo hace que introyecte esa hostilidad y aparezcan cuadros depresivos, y a veces, el suicidio. (…) Los síntomas psicóticos de la persona dominante se desarrollan en la persona sumisa a través de un proceso de identificación. Adoptando estos síntomas psicóticos, la persona sumisa se gana el reconocimiento de la persona dominante 6. Esta gran influencia, esta locura compartida, comprometida, encadenante, explica en parte el porqué de la dominación de la secta, pero la secta como grupo activo también juega un papel en el fenómeno.

3.- la secta como minoría activa

“Hay situaciones con mucho poder y poca influencia (situaciones autoritarias) y situaciones con mucha influencia y poco poder (la de las minorías activas).  Aunque se puedan prever situaciones de gran poder o mucha influencia (las de las elites religiosas o ideológicas) y de poco poder y poca influencia (la de los grupos marginados) ” 7. Ésta es la paradoja en la que Silverio Barriga basa la introducción al ya clásico texto de Sergei Moscovici (1981) sobre la psicología de las minorías activas.

 

Es Moscovici, quien se encarga de desmitificar a las masas. Las masas eran de acuerdo a algunos, la fuente del poder en una sociedad; “el poder de las masas” se suele decir. Este autor, aporta al conocimiento humano el concepto de minoría activa, entendiéndose por ésta a aquel pequeño grupo, que gracias a su gran influencia social, tiene la capacidad de transformar radicalmente la conducta humana. Ya en el párrafo anterior señalábamos la paradoja de Barriga, haciendo notar fundamentalmente dos elementos: la influencia social y el poder. Pero el punto central de esta disertación realmente se enfocaría a partir de la definición de a lo que la influencia social se refiere.

 

De acuerdo con González–Anleo, se debe entender por influencia social tanto la capacidad de un individuo de modificar el comportamiento de otro sin recurrir a la fuerza, como la transformación observable en el comportamiento de un miembro de un grupo cuando interactúa con otro u otros o con el grupo en su conjunto 8. A decir de Moscovici, la influencia social se convierte en genuino factor de cambio cuando la minoría influye en la mayoría sólo por su estilo de conducta 9.

Lo anteriormente expuesto puede ser suficiente para explicarnos de alguna manera el fenómeno tan actual de las sectas religiosas destructivas y su gran influencia en el otro.

Las sectas se manejan a partir de dos elementos; por un lado, el líder, y por otro, el aparato —por así llamarlo— de gobierno, es decir, un pequeño grupo de allegados que comparten los mismos intereses. El líder y el pequeño grupo conforman lo que conocemos ya como una minoría activa. Esta minoría tiene el poder de influir socialmente a una gran cantidad de individuos en tanto que a partir de un comportamiento consistente, crea conflicto y duda entre los miembros de la mayoría y los conduce a reexaminar y reevaluar su propia postura, cognitiva o valorativa. Esto quiere decir que algunos grupos que eran ignorados por el aparato social por su baja “peligrosidad” a partir de este principio adquieren fuerza social. Éstos se han convertido en grupos que poseen un propio código social y que además proponen innovación y cambio. Los desviantes en la psicología de las minorías activas, llegan a engendrar su propia nomia 10. Las sectas, a través de estos pequeños grupos, tienen como función asegurar su inserción en la sociedad. Poco a poco, gracias a esto, al carisma o a la psicosis del líder y a la vulnerabilidad de los individuos, la secta penetra irremediablemente.

conclusión

Los seres vivos somos seres maleables. Los árboles y las flores, los animales, pensantes o no, son susceptibles de cambiar. Estamos expuestos a las inclemencias de la naturaleza y nos sometemos a ella, la sociedad nos controla y reprime nuestros deseos por el bien de todos.  Las circunstancias existenciales a través de las cuales se camina a lo largo de la vida, la adolescencia, la madurez, la vejez, la soledad de este tiempo de masas informes, despersonalizadas, crean sujetos ávidos de un motivo por vivir. El hombre, ser de contrastes, vive al día ante la posibilidad de ser infectado por algún virus, su mente se trastoca con facilidad y es frágil, vulnerable. El ser humano puede ser destructivo, indolente. Esta dicotomía es lo que fundamentalmente nos caracteriza.  Somos víctimas de la violencia humana.

El trastorno por estrés postraumático es una entidad clínica de reciente aparición, aunque ciertamente a principios de siglo, como ya se mencionó, Freud introdujo el concepto de neurosis de guerra. No fue sino hasta prácticamente la década pasada que se trató de entender esta enfermedad. Esto explica el desconocimiento popular de la misma y por lo tanto del abordaje terapéutico adecuado. El trastorno por estrés postraumático es una lesión psíquica de gran envergadura: una alteración grave de la neurobioquímica cerebral se presenta y puede llegar a tener funestas consecuencias.  No se trata solamente, como se pregonaba antes y se pregona todavía en algunos medios, de “dejar que se resuelva el duelo”. El trauma puede ser tan violento que lleve al sujeto a la muerte por suicidio o que su vida sea un tormento de recuerdos, una angustia presente por un hecho que no pasa y que está allí. La farmacopea actual nos dota de un arsenal de medicamentos que, usados prudentemente y bajo estricto control médico, puede proporcionar una cura total al individuo que ha sido víctima de violencia. El pronóstico social por el mal manejo de estos casos se puede ver en los actos dramáticos protagonizados por veteranos de guerra en Estados Unidos, por mencionar sólo un ejemplo. El sujeto, por otro lado y dadas sus características, está expuesto a un tipo de violencia sutil que va creciendo: el de las sectas destructivas. Sus líderes, las más de las veces, son individuos enfermos de poder y grandiosidad, que creen ser poseedores de mágicos poderes. Se hallan por todos lados. La paranoia es una enfermedad que no se cree. No se cree que un individuo tal pueda ser un enfermo mental con una capacidad de convencer a los otros de sus poderes y su benevolencia. Este tipo de individuos se encuentra en los lugares más insólitos. En grandes empresas, en instituciones gubernamentales donde desempeñan puestos importantes y tienen bajo su mando gran cantidad de recursos humanos que sufren las consecuencias de su patología y que por miedo a perder el trabajo se someten a sus dictados. Hay sectas religiosas destructivas que a partir de ejercer el poder de convencimiento, victimiza a sus adeptos, sometiéndolos a los más horribles tormentos que ser alguno pueda experimentar. Torturas, trabajos forzados y abusos sexuales, son sólo algunos de los ejemplos que puedo dar con base en la experiencia profesional de años de tratar y curar a víctimas del trauma religioso. La impunidad de que suelen gozar los líderes sectarios nos impide muchas veces concluir nuestra labor clínica.

La religión ciertamente forma parte de nuestro entorno y no se trata de anularla, sino de estar alerta a aquellos que ante la necesidad innata de creer en algo o en alguien, acuden a ciertos grupos sin imaginarse lo que sucederá. La organización misma de la secta debe ser otro foco de alarma, dado que a partir de esta minoría activa se puede establecer un control social difícil de disolver, que se adentre en las instancias gubernamentales.

En resumen, algunas sectas religiosas destructivas, son minorías activas, dirigidas por un líder carismático, las más de las veces con una estructura de personalidad paranoica, que aprovechándose de la susceptibilidad y la necesidad de los individuos de creer, los convence de ingresar a su organización para después abusar de su buena disposición, dañándolos física y psíquicamente, ocasionando daños que si no son tratados oportuna y adecuadamente pueden ser fatales, y que involucran no sólo la vida del individuo, sino la de la sociedad entera.

Referencias Bibliográficas.

1.-  Kaplan, Harold, Sinopsis de psiquiatría, Ed. Salvat, p. 622

2.-  Seva, Antonio, Psiquiatría clínica, Espaxs, p. 372

3.-  Ey, Henri, Traité des hallucinations, Masson, p. 743

4.-  Goldman, Howard, Psiquiatría general, El manual moderno, p. 332

5.-  Goldman, Howard, op. cit., p. 333

6.-  Kaplan, Harold, op. cit., p. 505

7.-  Moscovici, Serge, Psicología de las minorías activas, Ed. Morata, pp. 17–8

8.-  Moscovici, Serge, op. cit., p. 12

9.-  Ibídem, p. 12

10.- Ibídem, p. 24

 

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Capítulo cinco

Iglesias, sectas o nuevos movimientos religiosos

                                                            Dr. Elio Masferrer

introducción

En 1916, las iglesias protestantes europeas y norteamericanas que hacían trabajo misionero se reunieron en Panamá para coordinar acciones y discutir la necesidad de hacer trabajo misionero en un continente que ya había sido evangelizado por la Iglesia Católica. Como resultado de dicho congreso se cambió el término protestante, comprensible en Europa y Estados Unidos, por evangélico, menos connotado y más propositivo; también acordaron continuar el trabajo misionero en América Latina pues consideraban que ésta no estaba adecuadamente cristianizada. En este contexto, cuando los investigadores nos referimos a las Iglesias históricas, pensamos en anglicanos o episcopales, luteranos y calvinistas o reformados, y cuando hablamos de disidencias históricas, nos referimos a metodistas, Ejército de Salvación, bautistas, puritanos, cuáqueros y otras. Éstas son las Iglesias disidentes, fundadas después de la consolidación de las históricas como religiones de Estado y que en su mayoría participaron de la fundación de Estados Unidos (Bloom, 1994).

El problema con el que tropieza el investigador es que estas categorías son de difícil aplicación en América Latina, pues estas iglesias y sus disidencias se transforman en este nuevo contexto histórico y cultural.

Habitualmente la palabra secta tiene tantas connotaciones en el habla tanto popular como académica, que se torna un término demasiado connotado e incluso impreciso. E. Royston Pike en su conocido Diccionario de religiones plantea que Iglesia es el conjunto de todos los cristianos, o que puede denominar a una Iglesia particular. Destaca que viene del griego ekklesia o “asamblea”, mientras que el término inglés church, el escocés kirk y el alemán kirche provienen del griego kyriakon, “perteneciente al Señor”.

Secta proviene del latín secare, “cortar”, y significa: “Denominación, sección o grupo de fieles que se han separado del cuerpo principal”. Esta dicotomía presenta varios problemas; el principal es que en todos los casos el observador se coloca desde un principio de autoridad y no parte de una posición objetiva. Desde esta perspectiva lingüística no peyorativa, las sectas podrían considerarse una iglesia, parte de ella o la auténtica iglesia, y el cristianismo podría considerarse una secta judía.

perspectivas de la iglesia católica

El Diccionario católico de términos y doctrinas religiosas, escrito por dos sacerdotes católicos yaprobado por el obispo de Torreón, Coahuila, es muy interesante, pues en él  los autores expresan su posición con tanta claridad que consideran innecesarias mayores explicaciones. Al definir la palabra iglesia, explican la necesidad de esclarecer cuál es la verdadera Iglesia de Cristo. Consideran que, sólo en la Iglesia Católica Romana se halla “la organización que Cristo quiso darle a su Iglesia: la suprema potestad de jurisdicción y de magisterio en el papa y los obispos, y la potestad de santificar que se realiza a través de los sacramentos”. Recalcan que “en ninguna de las demás Iglesias llamadas cristianas encontramos esta triple potestad” (Havers y Bricio Torres: 1985:92). Por su parte, llaman secta: “no a las grandes iglesias que se separaron de Roma en el siglo XVI, llamadas protestantes, ni mucho menos a la respetable Iglesia Ortodoxa Oriental, sino a esa multitud de grupos religiosos que se separaron precisamente del protestantismo, que se formaron a fines del siglo XVIII y a mitad del siglo XIX, y a las que se han apartado de la Iglesia Anglicana; a ese mundo de iglesias libres, cristianas, interdenominacionales, etc.Se proponen describirlas para que “nuestros hermanos católicos sepan distinguirlas y, por consiguiente, rechazarlas” (1985:181). Los autores diferencian también a las sectas gnósticas y a las que exaltan el sentimentalismo.

la hipótesis conspirativa. las sectas como “agentes del imperialismo”

Para el Diccionario católico de términos y doctrinas religiosas, las sectas son reduccionistas, fundamentalistas, salvacionistas, insisten en el poco o ningún valor de las cosas del mundo, son pietistas (exageradas manifestaciones de piedad en contra de la razón), emocionales, en lo moral son inflexibles, rigoristas y puritanas, hacen propaganda sobre las curaciones milagrosas y recurren a la psicosis colectiva, se mantienen además en constante y fuerte oposición a la Iglesia Católica. Havers y Bricio Torres consideran que se sostienen por fondos provenientes de Estados Unidos y no vacilan en vincularlos con servicios de espionaje o con organizaciones interesadas en el control natal (1985:184). Asimismo, confían en que la suspensión de los vínculos financieros que asumen, haría regresar a sus adeptos al seno de la Iglesia Católica. Agregan una lista de sectas que incluye a La Luz del Mundo, la Iglesia de la Unificación (Moon), Los Niños de Dios-La Familia, El Castillo del Rey, la Sociedad Internacional para la Conciencia del Krishna, Misión de la Luz Divina, Meditación Trascendental, Dianética-Cienciología y las Iglesias Libres.

buscando una definición científica

En esta sección no formularemos una nueva definición de secta, sino que, por el contrario, plantearemos los problemas de designación con los que se encuentra un investigador. Nos parece interesante la discusión que propone Manuel Marzal (1988), que sintetizaremos para tener una primer aproximación al problema. Luego analizaremos las posiciones de Roland Campiche (1987) y de otros autores europeos como Jean-François Mayer (1987), sobre el concepto de Nuevos Movimientos Religiosos.

las sociologías institucionales

La definición clásica de Weber que designaba a Iglesia como comunidad de creyentes y a secta como comunidad de elegidos ha sido criticada, pues implica de alguna manera un juicio de valor, la sutil diferencia entre creyentes y elegidos. Troeltsch relaciona secta e Iglesia con sus formas de articulación con la sociedad, en esta perspectiva la Iglesia “estabiliza y determina el orden social y al hacer esto se hace dependiente de las clases altas y su desarrollo. Las sectas, por otro lado, están conectadas con las clases bajas o, por lo menos, con aquellos elementos de la sociedad opuestos al Estado y a la sociedad” (1960:331). Este autor propone tres tipos de formas organizativas: Iglesia, secta y grupo místico. La Iglesia tiene a su cargo la salvación de las masas y puede adaptarse al mundo. La secta es una sociedad voluntaria, más estricta, formada por renacidos que se preparan para la venida del Reino de Dios. Grupo místico es aquél donde “la transformación del mundo de las ideas se materializa en un culto y doctrina formal y en una experiencia puramente formal e interna” (1960:993).

Esta dicotomía secta-Iglesia, que puede ser operativa para Europa, no lo es necesariamente para Estados Unidos, donde la constitución de la nación se dio sobre la base de un estado teísta pero no clerical ni con religión de Estado, pues precisamente la gran mayoría de los protagonistas de la guerra de independencia norteamericana eran miembros de minorías religiosas, que tuvieron que emigrar a América. Prácticamente expulsados de sus países, la lealtad con sus monarcas, en particular Su Majestad británica, era mínima, si no es que nula. Las minorías en este nuevo contexto perdieron su estructura en tanto tales, de alguna manera se coaligaron y fundaron un Estado de nuevo tipo, una república federal, sin religión de Estado, que implicaba un acuerdo histórico entre las distintas minorías e Iglesias, una renuncia expresa a tratar de imponer la hegemonía de alguna de ellas.

 

los estados unidos y el nacimiento del denominacionalismo

En términos prácticos, los distintos grupos, cuyos feligreses fundaron la Unión Americana, renunciaron a uno de los elementos claves de Troeltsch, el que implica participar de la estructura del Estado. La tolerancia mutua llevó a las distintas expresiones religiosas a asumir que todas eran parte de la Iglesia fundada por Cristo, esta renuncia de todos a aspirar a que alguno de ellos fuera la verdadera Iglesia los llevó a asumirse como partes del todo, mutuamente necesarias,pero no indispensables; la diferencia estaría en los nombres que adoptarían las distintas expresiones del todo, en esta perspectiva surge el concepto de denominación, un término intermedio, en el que las diferentes organizaciones se sienten articuladas, solidarias y no antagónicas. Podríamos decir que la religión civil americana es un denominador común que configura las distintas religiones en términos de la cultura y el modo de vida norteamericano. A su vez, es un proceso mediante el cual el establishment coopta las disidencias religiosas articulándolas con los objetivos históricos del Estado.

niebuhr y el sectarismo

Asimismo, y en esta perspectiva histórico religiosa, para Niebuhr, el sectarismo estricto se transforma por el desarrollo de un clero más refinado, un culto más sobrio y menos emocional: “Cualquiera que sea la línea evolutiva seguida, toda secta que sobrevive a su primera generación deriva hacia la posición de una confesión más, y se va pareciendo a los grupos que en su principio combatió” (Scharf, 1974:163). Bryan Wilson (1970) plantea que las sectas son agrupaciones voluntarias a las cuales se ingresa por una prueba de méritos, lo cual produce un fuerte sentido de identidad, se asignan un acceso especial y exclusivo a las verdades sobrenaturales, comportándose como una elite; al ser voluntarias, tienen una vida muy intensa y cuentan con sistemas de control social estrictos para controlar a sus propias disidencias; no rechazan la ortodoxia, sino que la reinterpretan. Marzal sintetiza a Wilson para quien la secta tendría los siguientes rasgos: “Voluntariedad, exclusivismo, méritos, autoidentificación, estatus de elite, expulsión, conciencia y legitimación (Marzal, 1988:380). Wilson elabora una tipología a partir del concepto de salvación. Los ortodoxos aceptan la cultura vigente y los medios proporcionados por el sistema oficial; por el contrario, las sectas definen “sus necesidades de salvación como un salvarse del mal que aparece en el mundo. Cómo será otorgada esa salvación, y cómo y cuándo actúa, son puntos que difieren considerablemente de unas sectas a otras. Existe un número determinado de modos de tasar a ese mundo del que se busca la liberación y de responder a él” (1970:37). Sobre esta base, Marzal elabora una tipología que nos parece importante:

los criterios de marzal

Las sectas tenderían a compensar el mal, superarlo o eliminarlo. Las que intentan compensar el mal serían las sectas conversionistas (cambio de sí mismo, Vg. pentecostales), transformistas (cambio del mundo por Dios, Vg. Testigos de Jehová), introversionistas (huir de corrupción del mundo, Vg. movimientos monásticos). Las sectas que intentan superar el mal serían las manipulacionistas (salvan el mundo con “técnicas” religiosas,  Vg. Dianética), taumatúrgicas (salvar el mundo por “milagros” de Dios, Vg. Metafísica Cristiana o Ciencia Cristiana). Las sectas que desean eliminar el mal serían las reformistas (salvación racional por motivos religiosos, Vg. cuáqueros actuales) o utópicas (salvan el mundo con comunitarismo de base religiosa, Vg.  tolstoianos). Wilson presenta la posibilidad de sectas de orientación múltiple (Vg. mormones) o que pasan de una tendencia a otra. Marzal termina reflexionando que la Iglesia Católica acepta prácticamente todas las metas arriba enunciadas, pero que “no se constituyen dichas metas en orientación fundamental, como lo hacen las sectas. Esta unilateralidad es la gran fuerza y —paradójicamente— la gran debilidad de las sectas frente al catolicismo. (Marzal, 1988:382)

tres categorizaciones de iglesia

Marzal divide el campo religioso en las áreas populares de la sociedad limeña, en que realiza sus estudios, en tres grandes sectores: la Iglesia cultural, la Iglesia popular y las Nuevas Iglesias. La Iglesia cultural está formada por aquellos que recurren a la cultura religiosa campesina o tradicional y la recrean en las ciudades, un elemento estratégico es la fiesta. La Iglesia popular está formada por aquéllos que aplican el Concilio Vaticano II y las conferencias episcopales latinoamericanas; manejan un enfoque teológico basado en la teología de la liberación, redescubren la Biblia, plantean un ritual distinto a los tradicionales o campesinos y proponen un compromiso ético político. Las Nuevas Iglesias están formadas por los integrantes de las confesiones no católicas (Marzal, 1988:20-21). Es evidente que no incluye a otros sectores del catolicismo como una Iglesia Conservadora, pues está investigando en una barriada popular de Lima, Perú.

En su estudio de casos, Marzal divide las Nuevas Iglesias en: evangélicas (Presbiteriana, Bautista y Alianza Cristiana y Misionera), pentecostales (I. de Dios de la Profecía, Asambleas de Dios, I.M. Esmirna Pentecostés*, pentecostales independientes) y escatológicas, que plantean la inminencia del fin del mundo (Adventista, Testigos de Jehová, y mormones).

sectas o nuevos movimientos religiosos (nmr).                                            una conceptualización histórico-genética

Un aporte interesante que fue discutido en el Primer Congreso Latinoamericano sobre Religión y Etnicidad (México 1987), es el de Campiche (1987), quien considera que las sectas son disidencias de las religiones establecidas, mientras que los NMR son desviaciones de las culturas religiosas establecidas y son producto de transformaciones en el campo religioso. Los NMR son respuestas a las crisis culturales y sociales, mientras que las sectas enfrentarían a las crisis sociales. Los NMR surgirían después de la Segunda Guerra Mundial (1945-1960) como parte de la contracultura. En el contexto occidental, representan “una manifestación de ultracristianismo, extracristianismo o bien que sobrepasa el cristianismo en un proceso sincrético. Y eso, a la inversa de las sectas”. “Se trataría entonces de una religiosidad o de una religión paralela (…) o de una religiosidad que sale del marco estricto de la familia de las religiones abrahámicas”(1987:9-10).

Las características de los NMR se podrían sintetizar, según Barker, “por su proliferación y su propensión a combinar elementos opuestos presentes en otras religiones y a reorganizar prioridades enraizadas en otras tradiciones religiosas”, su novedad sería mas retórica que doctrinal. Beckford le agrega otros elementos, “el carácter particularmente especializado de sus ideas y de sus prácticas, la participación alta de laicos, la capacidad de traducir la espiritualidad en acciones prácticas diarias” repensando y readecuando “la relación entre lo espiritual y lo material”.  A esto se le agregaría “una clientela que transita con gusto de un grupo a otro”. Stark y Brinbrigde le agregan la capacidad de atraer población “que proviene de sectores sociales no religiosos”

Glock y Bellah “explican el auge de los NMR por la respuesta que ofrecen al relativismo que resulta de la desintegración de la ética. En esta sociedad no sólo no se sabe lo que es justo, pero aún más, uno ya no está en la capacidad de hacer lo justo” (Vg. el absolutismo moral de Moon). Según estos autores, en Estados Unidos “el rechazo del utilitarismo y de su legitimación favorece los NMR orientalistas, los cuales ofrecen una aculturación, en relación con los sistemas de valores dominantes”.

Wallis los explica “como una reacción a la desinstitucionalización de la identidad individual como consecuencia de la primacía otorgada a la racionalización y a la eficacia en nuestras sociedades y a la desaparición de la comunidad” (Vg. Hare Krishna, Niños de Dios, Cienciología). Para Brinbrigde y Stark serían una respuesta a la secularización. Beckford señala que los NMR serían entonces una suerte de laboratorio social y cultural donde se “ensayan y expresan ideas, sentimientos y relaciones sociales”. Nuestro autor termina planteando las dificultades epistemológicas que acarrean los NMR y propone “evitar llamar religiosos a todos los intentos de dar sentido a la existencia o de legitimar los comportamientos individuales y sociales”. Termina asumiendo provisoriamente la definición de Dobbelaere para quien la religión es “un sistema unificado de prácticas relativas a una realidad supra-empírica, trascendente, que une a todos los que se adhieren a ella en una sola comunidad moral” (Campiche, 1987:1-18).

la clasificación de mayer

Jean-François Mayer, otro especialista suizo, profundiza aún más; hace una distinción entre Testigos de Jehová o mormones, quienes provienen del cristianismo occidental, y los grupos recientemente surgidos que tienen “gran visibilidad”, no tanto por su número, sino “en razón de la apariencia física de sus miembros, de prácticas insólitas, de controversias o simplemente de su novedad y que nuclean a movimientos muy distintos por su teología. En Alemania han sido designados como Jugendreligionen (religiones de la juventud), término muy poco satisfactorio científicamente, pues los adherentes envejecen y no necesariamente defeccionan. De acuerdo a Mayer, en los países de habla inglesa se emplea cult para referirse a “una nueva religión en sus inicios, un grupo poco estructurado reagrupado alrededor de un líder carismático”. Esto se aplica también a los Nuevos Movimientos Religiosos, diferenciándolos de sect que se emplea para las divisiones de grandes religiones. Sect es una escisión y cult una innovación (Mayer, 1987:21). En esta perspectiva, el desarrollo de los Nuevos Movimientos Religiosos se daría en el contexto de una religiosidad difusa y paralela a las ortodoxias existentes, que “produce una reevaluación de las viejas ideas y de los antiguos sistemas, es probable que los NMR no sean más que la punta emergente de iceberg: a largo plazo, el desarrollo y la popularización de esa religiosidad difusa será, mucho más que los NMR, un factor determinante en la modelación de la futura fisonomía de los países occidentales” (Mayer, 1987:22).

hacia una clasificación de                                   nuevos movimientos religiosos

Este autor, al igual que Campiche, considera como NMR a “grupos nacidos durante la época contemporánea, implantados en su mayoría en Occidente después de 1945”, que proponen experiencias espirituales no cristianas o sincréticas. Excluye de esta clasificación a los representantes de las grandes religiones tradicionales establecidas en Occidente y a las disidencias cristianas, con la excepción de movimientos que reclaman formar parte del cristianismo y que incluyen a la vez importantes aportaciones de otro origen (Vg. Moon y la Iglesia de la Unificación). Un NMR no constituye necesariamente una nueva religión “Soka Gakkai o la Asociación Internacional para la Conciencia de Krishna arraigan entre tradiciones mucho más antiguas” (Mayer, 1987:25). Sobre esta base se intenta hacer una clasificación de familias de NMR:

movimientos neo-hinduistas

1.- Movimientos originarios de la India: Mayer comenta que la diversidad es muy grande, coloca en un extremo a los Hare Krishna que enseñan una práctica espiritual con acentos devocionales y con un modelo védico, basado en las antiguas Escrituras Sagradas; y en otro extremo, sin clasificarlo como hinduista, está Bhagwan Shree Rajneesh, una religión ecléctica y que trastorna los valores tradicionales, con una gran libertad sexual y un conjunto de comportamientos provocadores y escandalosos. Coloca en medio a Siddha-Yoga, Ananda Marga, Sathya Sai baba, Sahaja Yoga y el Brama Kumaris; todos estos grupos tienen como elemento central el guía espiritual, el gurú a quien se le presta más obediencia y sumisión que a la misma organización.

movimientos de origen oriental

2.- Movimientos originarios del Lejano Oriente: Japón y Corea tienen organizaciones budistas como Soka Gakkai. También existen lecturas orientales del cristianismo, Oomoto, Sekai Kyusei Kyo (Iglesia de la Mesianidad Mundial) y Mahikari. En Corea, la más conocida es la Iglesia de la Unificación de Sun Myung Moon. Estas religiones tienen en común su organización en torno a un líder carismático y proponen la construcción de un Nuevo Tiempo.

derivaciones del islam

3.- Movimientos de origen islámico: la mayoría está influida por el sufismo, una forma esotérica y mística del Islam. (Vg. La Nación del Islam, dirigida por Louis Farrakhan en Estados Unidos).

grupos esotéricos-ocultistas

4.- Movimientos de origen oculto esotérico, muchos tienen acercamientos gnósticos: la antroposofía, los Rosacruces, Fraternidad Blanca Universal, Sserulanda Nsulo Y´obulamu Spiritual Foundation y el Movimiento del Graal, la Escuela Arcane y la Nueva Era (New Age).

“platillistas” y cultos de ovnilatría

5.- Movimientos enfocados en el culto a los “objetos voladores no identificados” y/o “encuentros del tercer tipo”. Ted Peters distingue cuatro elementos de estos movimientos: trascendencia (objetos llegados desde arriba), omnisciencia (los extraterrestres saben todo), perfección (los extraterrestres son de una civilización muy avanzada) y redención (vienen a salvar a la humanidad del peligro que corre por sus problemas).

movimientos psicorreligiosos

6.- Movimientos de tendencias psicológicas. “Se da un desliz creciente hacia lo espiritual en el movimiento del potencial humano”. Cienciología, es el más estructurado de estos grupos (Mayer, 1987: 26-29).

 

Los NMR son religiones de la “experiencia y el desarrollo personal; no se trata sólo de aceptar intelectualmente una doctrina, (sino que es) una manera de introducir un mundo nuevo y regenerado, donde uno participa de la transformación más amplia cambiándose a sí mismo” (Ibíd.:  31, paréntesis añadido).

conclusiones: creyentes, consumidores de lo sagrado y multirreligiosidad

En nuestra exposición hemos hablado fundamen-talmente de las instituciones religiosas, de los sistemas organizacionales que se abocan a la reproducción de lo sagrado y de sus especialistas, pero deliberadamente hemos omitido incluir a los feligreses. Éstos, en su inmensa mayoría, no conocen teología y se adscriben a una iglesia o religión mediante su participación en ritos y ceremonias, desde sus prácticas y consumos. Su cambio religioso está en función de la eficacia del sistema simbólico en su cotidianidad, por ello es probable que no tenga mayor problema en transitar por diversas religiones e instituciones en función de sus necesidades. El creyente puede leer un horóscopo chino u otro derivado del zoroastrismo, puede hacerse una limpia tanto étnica americana como esotérica occidental, quizá solicite una lectura de tarot si tiene ciertos problemas, aunque más tarde bautice a sus hijos y se case en un templo católico. Los evangélicos no encuentran mayores problemas en participar de las actividades de distintas denominaciones o de acciones interdenominacionales. Los que están interesados en ceremonias emotivas puede ser que transiten desde actividades de los carismáticos católicos, pentecostales, neopentecostales o cultos afroamericanos. Los de la Nueva Era asistirán con gusto a ceremonias neobudistas, neohinduistas o nativistas americanas y realizarán actividades de defensa ecológica desde su perspectiva. Si uno suma los participantes de actos religiosos por separado, es probable que la sumatoria sea mayor que la población censada del país, esto, debido a los fenómenos de multirreligiosidad. Los feligreses, pues,  ya no son borregos del rebaño, sino que pretenden ser actores maduros que escogen, seleccionan, combinan, evalúan y deciden sus preferencias religiosas. Su participación reconoce responsabilidades diferentes, los evangélicos reclaman el sacerdocio universal de los creyentes, mientras que el catolicismo asigna diferentes responsabilidades y jerarquías a clérigos y laicos.

El futuro de los llamados Nuevos Movimientos Religiosos aún es motivo de controversia entre los especialistas. Por sus características expresarían procesos de secularización en los cuales se escogen opciones religiosas como productos de mercado o, por el contrario, representan procesos de retorno o de fortalecimiento de lo religioso como fenómeno cultural. Queda planteada también la interrogante sobre el destino de los NMR: disolverse con el tiempo, transformarse en denominaciones y en nuevas iglesias —como propone Marzal— o mantenerse permanentemente en un equilibrio inestable.

bibliografía

BLOOM, Harold: La religión en los Estados Unidos. El surgimiento de la nación postcristiana. FCE, México, D.F., 1994.

CAMPICHE, Roland J.: “Sectas y nuevos movimientos religiosos, divergencias y convergencias”.  En Cristianismo y sociedad XXV/3 N. 93. Tierra Nueva, México, D.F., 1987.

HAVERS, Guillermo Ma. y Bricio TORRES, SJ: Directorio católico de términos y doctrinas religiosas. Obra Nacional de la Buena Prensa, México, D.F., 1985.

MARZAL, Manuel M: Los caminos religiosos de los inmigrantes en la Gran Lima. P. Universidad Católica del Perú. Lima, 1988.

MAYER, Jean-François: “El mundo de los nuevos movimientos religiosos”. En Cristianismo y sociedad XXV/3 n.93. pp. 21-36. Tierra Nueva, México, D.F., 1987.

SCHARF, Betty R.: El estudio sociológico de la Religión. Seix Barral, Barcelona, 1984.

TROELTSCH, Ernest: The Social Teaching of the Christian Churches, Harper and Row Publishers, New York, 1960 (1911).

WILSON, Bryan: Sociología de las sectas religiosas.  Guadarrama, Madrid, 1970.

 

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CAPITULO SEIS

 

Las sectas y los jóvenes:
estrategias de proselitismo y grupos de riesgo

                                                                   Dra. Margaret Thaler Singer

 

La proliferación de las sectas empezó a finales de los años sesenta, pero no fue sino hasta el trágico suicidio/asesinato de 913 ciudadanos norteamericanos, en Guyana, en el año de 1978, que la gente empezó a dirigir su atención a la tremenda influencia que los líderes de las sectas pueden tener sobre sus seguidores [i] , [ii] . A partir de entonces, infinidad de familias en los Estados Unidos y en otros lugares han tenido que lidiar con el problema que se suscita cuando un miembro de la familia se involucra en una secta.

 

La primera oleada en los Estados Unidos tendió a reclutar jóvenes entre los 18 y 25 años de edad. La mayoría de ellas eran sectas religiosas. En poco tiempo, la variedad de sectas aumentó y el rango de edad en las personas reclutadas se amplió. Entonces las familias empezaron a buscar la ayuda de profesionistas, ministros y  educadores para poder hacer frente al fenómeno. Las primeras sectas que florecieron entre finales de los sesenta y principios de los setenta tenían una tendencia religiosa; debido a esto, algunas personas piensan erróneamente que todas las sectas son de carácter religioso. Sin embargo, hay sectas políticas, sectas psicológicas, grupos que viven en comunas que se convierten en sectas, sectas de ovnis, sectas de mujeres liberales separatistas, y sectas de dietas, de salud, filosóficas, y sectas satánicas, sólo por mencionar algunas.

 

inquietudes de la opinión pública

 

Las inquietudes de la opinión pública se han concentrado hasta el  momento en las actividades de reclutamiento, en los cambios aparentes de personalidad reportados como resultado de la afiliación a la secta, y en el conocimiento que tiene el público en general sobre reportes de abusos contra niños, muertes, crímenes extraños y actos de terrorismo asociados a las sectas [iii] . Además de esto, los padres de familia se han preocupado por los “años perdidos” que los jóvenes han pasado en algunos de estos grupos.

Como cualquier otra organización, cada secta debe ser evaluada por su conducta.   Las mismas varían desde grupos relativamente benignos, hasta otros cuyos antecedentes están repletos de actividades ilegales, incluido el asesinato. Como cada grupo es considerado en forma individual, la atención debe concentrarse en su conducta y comportamiento, no en sus creencias. La Primera Enmienda de la Constitución de Estados Unidos protege de manera absoluta la libertad de creencia, pero permite que la conducta de todos los ciudadanos y grupos quede abierta al escrutinio público y a los requerimientos de la ley [iv] .

 

El fenómeno sectario ha sido estudiado desde distintos puntos de vista  teológicos, sociológicos, psicológicos y legales; sin embargo, una de las visiones globales más acertadas ha sido dada por un médico que analizó las sectas desde el punto de vista de la salud pública [v] .

 

Las peticiones de asesoría a médicos y otros profesionales, no se limitan a querer saber qué hacer cuando los jóvenes y adolescentes han ingresado a sectas. Generalmente, cuando una persona deja una secta pero tiene a sus hijos y a su pareja aún dentro del grupo, ese individuo puede buscar consulta legal, médica, y psicológica sobre sus derechos con respecto a sus hijos. Los abuelos también pueden estar preocupados por el bienestar de sus nietos cuando están siendo educados en sectas; y finalmente, hay hijos adultos que a menudo buscan ayuda sobre qué hacer cuando sus padres ancianos fueron proselitados por sectas. Debido a lo amplio y complejo de los temas involucrados cuando se habla de este fenómeno, nos concentraremos a continuación en el área de los jóvenes.

 

mitos: ¿qué tipo de persona ingresa a una secta?

 

Se calcula que en Estados Unidos, entre 1972 y 1992, veinte millones de personas se involucraron en una u otra de las cinco mil sectas, o grupos sectarios contemporáneos reportados en este país. Todas estas agrupaciones fluctúan entre aquellos constituidos por una docena de miembros o menos, hasta los grandes grupos internacionales que afirman tener millones de adeptos.

Mucha gente piensa erróneamente que los jóvenes que ingresan a sectas son inadaptados, psicológicamente hablando; que son producto de familias disfuncionales o desintegradas, o que, de motu proprio, buscaban ya una secta como a la que eventualmente se unieron. Estos mitos no han sido confirmados por las investigaciones sobre el tema y parecen estar relacionados con una tendencia común a culpar a las víctimas. Esta actitud, por lo tanto, da lugar a que mucha gente evite reflexionar con responsabilidad acerca de las sectas —cómo se forman, cómo operan, su impacto en las personas, en las familias y en la sociedad— culpando simplemente a los que se afilian a las sectas (o a sus familias), por ser débiles de carácter o por tener problemas patológicos. Muchos padres creen a la vez que, de alguna manera, ellos deben ser los culpables de que su hijo se haya unido a la secta; este sentimiento de culpa es a menudo la causa por la cual no buscan ayuda. Sin embargo, las familias que están en esta situación necesitan ayuda de personas u organismos que tengan conocimiento sobre cómo operan las sectas en general; y en lo particular, necesitan información acerca del grupo específico al que ha ingresado el miembro de la familia. Grupos de personas que fueron miembros de sectas, organizaciones de asesoría a padres de familia, y profesionistas con conocimiento del tema, pueden generalmente proveer información, material escrito y ayuda.

Las investigaciones indican que aproximadamente dos terceras partes de los adultos jóvenes que se han unido a sectas han salido de familias normales y habían demostrado un comportamiento adecuado a su edad hasta el momento de ingresar a la secta. De la tercera parte restante, sólo el 6% tenía problemas psicológicos importantes antes de unirse a una secta. El resto de aquellos con problemas, sufrían de depresiones diagnosticables relacionadas con alguna pérdida personal (Vg. la muerte de un familiar, frustración por no haber conseguido la admisión a la universidad de su preferencia o algún romance que terminó) o estaban luchando con conflictos en su carrera, o con problemas sexuales relacionados con la edad.

Algunos mitos incluyen la idea de que las personas escogen libremente involucrarse en las sectas y que son felices y están satisfechas al respecto. Los estudios indican que la mayoría de las sectas cuenta con estrategias para influir fuertemente en la gente y así inducirla a ingresar. Más aún, muchas veces existe una desilusión general relacionada con el reclutamiento. Quizás el nuevo adepto no estaba plenamente informado de qué implicaba hacerse miembro. Los apologistas de las sectas* tienden a presentar teorías respecto de “aquellas personas que buscan”, pero ignoran los enérgicos esfuerzos de las sectas para hacer prosélitos.

Después de ingresar a una secta, los nuevos miembros son expuestos a técnicas que se centran en la influencia social y psicológica, diseñadas para cambiar su comportamiento, conducta y actitudes externas para conformarlos a las que benefician las metas del grupo, sin que el bienestar y los planes de vida de los miembros sean tomados en cuenta [vi] .

La mayoría de las sectas aplica lo que los investigadores han denominado “programas coordinados de influencia coercitiva y de control de comportamiento” [vii] .  Otros términos como reforma del pensamiento, persuasión coercitiva y lavado de cerebro, han sido usados para describir la variedad de técnicas sociales y psicológicas que se usan para inducir a cambios substanciales en creencias u opinión. Estos programas diseñados para influir, resultan a menudo efectivos para producir conformidad de conducta y pensamiento. Una meta obvia en la mayoría de las sectas es enseñar a sus miembros a evitar la crítica y los sentimientos negativos, para que así la opinión pública y los miembros potenciales vean solamente aspectos positivos y entusiasmo por el grupo. Diferir de este patrón de comportamiento puede causar ostracismo, presión social para amoldarse y la pérdida de prestigio en el grupo.

Generalmente, las personas que han sido miembros de este tipo de agrupaciones revelan que su intención al ingresar era sólo buscar compañía y la oportunidad de hacer algo que los beneficiara a ellos y a la humanidad. Dicen con frecuencia que no estaban buscando específicamente a la secta a la cual se unieron y que no pretendían afiliarse a la misma de por vida. Más bien, fueron presionados de manera activa y/o con engaños. Pronto se encontraron inmersos en el grupo, fueron cortando lentamente con su pasado y con sus familias, y llegaron a depender totalmente del grupo.

 

miembros potenciales

 

Podría considerarse que casi cualquier persona es un miembro potencial de una secta durante un período vulnerable de su vida. Las investigaciones muestran que no hay un tipo de persona particularmente propensa a unirse a las sectas. Tampoco el pertenecer a una implica una condición psicopatológica previa. Más bien, cualquiera que pasa por un periodo de vulnerabilidad en su vida (v.g. un periodo de transición, o de sentido de pérdida, o periodos de soledad) queda expuesto a su persuasión e influencia.  Aunque el período de vulnerabilidad sea transitorio, si un miembro de una secta se aparece y con destreza e insistencia emplea señuelos sencillos y procedimientos de control, durante ese lapso el individuo puede ser influido fácilmente. Las depresiones leves a moderadas son la causa más frecuente de vulnerabilidad para los engaños de las sectas. Cuando un joven está deprimido por alguna decepción reciente, una pérdida o algún fracaso, el ofrecimiento que hace el miembro de la secta de un grupo que aceptará a la persona incondicionalmente — una manera supuestamente positiva y sencilla de mejorarse a sí mismo, y los medios para ayudar a la humanidad—, lo hace especialmente propenso a ser atraído en ese momento, más que en cualquier otro.

 

el factor estrés

 

Otro tipo de vulnerabilidad se desarrolla cuando un joven se empieza a sentir abrumado por la cantidad de elecciones complejas que tiene que hacer en su adolescencia, al inicio de su edad adulta. Además de esas decisiones personales que tienen que tomar, muchos adolescentes están tratando de asirse de valores, creencias y propósitos. Las numerosas decisiones que tiene que tomar un adolescente, lo ambigua que es la vida en esa edad, lo complejo del mundo y la cantidad de conflictos asociados a la vida diaria, pueden ser abrumadores. Muchos ex miembros de sectas informan que ciertas clases que tomaron en preparatoria o al principio de la carrera, contribuyeron en gran medida a su confusión. Generalmente describen clases, algunos maestros y algunas experiencias que sintieron, que les quitaron la estabilidad sobre sus puntos de vista sobre el mundo. Como consecuencia, sintieron necesidad de encontrar con quién afiliarse y mecanismos sencillos que ayudaran a que su vida funcionara. Se sentían literalmente en un laberinto con tantos asuntos y estaban asustados por la complejidad de las que parecían interminables decisiones que debían tomar. Luego, sin habérselo propuesto, se encontraron inmersos en un grupo que ofrecía caminos sencillos y “garantizados”. En ocasiones, a los jóvenes les fue entregada una invitación o un volante en la calle o en la universidad, o alguien se les acercó en el colegio para que asistieran a una reunión. En poco tiempo fueron inducidos a ingresar a algún tipo de secta.

Otra forma de proselitismo juvenil se da en los campamentos y conferencias sobre los supuestos beneficios de la meditación fundamentada científicamente, lo cual pronto los conduce a afiliarse a alguna secta. Otros jóvenes son abordados directamente y se les invita a asistir a algún evento atractivo para personas de su edad. Una secta muy grande tiene una banda de rock que está de gira por todo el país y sirve de atracción en grandes centros comerciales y en lugares con concentraciones masivas de personas. Allí, miembros de la secta se acercan personalmente e invitan a las personas a su centro de operaciones en la localidad. Otros jóvenes son reclutados mientras van camino a casa, o aun en el extranjero. Esto sucede porque están en un estado de transición multiforme, y dicha condición aumenta la apertura para ser persuadidos o influenciados.

 

estrategias de persuasión

Las sectas buscan personas amistosas, obedientes, altruistas y maleables porque son fáciles de persuadir y de manejar. A las sectas no les interesan los jóvenes recalcitrantes, desobedientes y egoístas; esta clase de individuos es muy difícil de moldear a los controles estrictos y a las disciplinas tan rigurosas de estas organizaciones, que usan el sentimiento de culpa y la presión social como sus principales métodos de control.

Los jóvenes duros, insolentes, egoístas, o los que tienen una cultura callejera, son difíciles de cambiar; no confían en los demás o sencillamente no se dejan llevar por la insistencia ni por los ofrecimientos de alguien. Estos jóvenes han sido tratados duramente por la vida y no confían en la gente que trata de influir en ellos, por lo tanto no son proclives a la complacencia. Desconfían de las ofertas de compañerismo instantáneo, del vivir en grupo, del trabajo de apariencia altruista y del sentido de seguridad. Es probable que estos jóvenes hayan sido engañados, que hayan experimentado el trajín callejero o el ser estafados en empleos; perciben por experiencia que las personas que se les acercan con propuestas tienen una doble intención, una superficial y una escondida. Pero el individuo confiado, y aquél con una vida protegida, es más fácil que responda sin hacer las reflexiones críticas adecuadas sobre qué puede estar detrás de los ofrecimientos y aseveraciones de la gente.

Algunas de las sectas más grandes tienen manuales para hacer proselitismo en los cuales describen diferentes tipos de personas y cómo establecer confrontaciones para reclutar. Los miembros de las sectas están entrenados en métodos de persuasión para acercarse a miembros potenciales. Algunos de estos grupos asignan personas para reclutar en secundarias y preparatorias, en las residencias y fuera de las oficinas de consejería de las universidades. La venta del proyecto sectario se hace con métodos de persuasión bien calculados. Estas prácticas de reclutamiento contradicen el mito de que la gente se une libremente a las sectas.

 

Por ejemplo, existe una secta numerosa que para engañar a la gente ofrece pruebas gratis de personalidad para aprender a comunicarse mejor. Nadie obtiene nunca un resultado aceptable; en cambio, a cada participante se le dice que tiene una tremenda necesidad de ayuda y que sólo esa organización en particular la puede proveer, y que sin tal ayuda la estabilidad psicológica del individuo empeorará. En este punto, el joven “comprador” no se da cuenta que está uniéndose a una religión. Hay otros grupos más abiertos respecto a su esencia, pero no proveen suficiente información de lo que hay en el fondo. Realmente, la mayoría de las personas que se unen a sectas tiene muy poco conocimiento de lo que le va a suceder una vez que ingrese. Es raro que un miembro nuevo dé su consentimiento basado en una información completa. Más bien, el individuo generalmente está consintiendo ingresar como una respuesta emocional a las tácticas persuasivas.

 

ingresando a la secta

 

En las sectas, las personas son expuestas gradualmente a una serie de conferencias, de eventos y de experiencias que paso a paso las alienan de su pasado. Eventualmente, llegarán a aceptar la idea de que su familia y su pasado han sido “malos”. Llegarán a pensar que para sobrevivir y para ayudar al mundo, deben entregar su vida al líder sectario, el cual posee conocimientos, talentos y una misión especial en la vida.

Usualmente, los nuevos miembros cambian de un modo tan gradual que no lo notan. Sin embargo, eventualmente, ya no visitan ni le escriben a su familia ni a sus amigos. Pueden abandonar la escuela, o ésta puede ser relegada a tal punto que se vuelve imposible seguir adelante con las labores escolares, pues las actividades de la secta ocupan todo su tiempo.

 

mantras y manipulación de conflictos

 

Cuando uno crece es casi imposible no tener sentimientos encontrados acerca de nuestros padres. Aun los padres más amorosos han tenido enfrentamientos con sus hijos adolescentes que dejan sentimientos de enojo que se recuerdan, y hay padres con hábitos o peculiaridades que pueden ser agravantes. Las sectas cultivan estas ambivalencias normales.

Por ejemplo, hay una secta grande que hace que sus miembros se vuelvan vegetarianos, que usen ropa de colores claros y que adopten ciertas formas rítmicas de cantar. Pronto, a los nuevos miembros se les enseña a referirse a sus padres como “los padres que comen carne y que usan ropas impías” (rojas, amarillas y negras), que “intelectualizan” y no son “iluminados”. Los miembros nuevos de la secta empiezan a romper vínculos con la gente que come carne, que usa ropa de colores oscuros, evitan los pensamientos críticos y reflexivos acerca del grupo (no “intelectualizan”) y ocupan su mente casi todo el tiempo en sus cánticos internos.

 

efectos en el núcleo familiar

 

Rara vez se habla de los hermanos de los miembros de las sectas; sin embargo, se deben tener en mente cuando un doctor o cualquier otro consultor trabaja con una familia. A menudo, los hermanos se ven involucrados en una representación del tipo del “hijo pródigo”. Los hijos le quieren decir a los padres, “¿Por qué no me haces caso? ¿Por qué todo el tiempo y el cariño son para el que está en la secta?”

Muchas veces, los hermanos están enojados y desilusionados con el miembro de la secta. Por lo general, no se dan cuenta de los engaños que se asocian con el reclutamiento de la secta, de la fuerte presión social y psicológica que tienen que soportar los miembros mientras están en dicho grupo, ni del temor que se les inculca respecto a abandonarlo. Los hermanos traen a la memoria recuerdos de infancia de desilusiones y enojos hacia el individuo reclutado, e internamente viven la injusticia que parece estar transpirando. Están en la escuela, en el trabajo, ayudando a la familia y, sin embargo, los padres centran casi toda su atención en haber perdido un hijo en una secta. Mucho bien se podría hacer si los padres pudieran recibir consulta profesional para que entendieran los resentimientos ocultos que abrigan los hermanos por la atención excesiva que recibe el miembro de la familia ausente que está en una secta.

Algunas sectas arreglan matrimonios entre los miembros, a veces con propósitos de emigrar, o para tener un control más estricto sobre los miembros por parte del líder, quien tiene el poder de formar parejas. Cuando nacen los hijos y un miembro de la pareja deja la secta y el otro se queda, sale a colación el tema de la custodia por parte del grupo. Se han registrado muchos casos en que el padre que abandonó la secta, busca ayuda legal para asegurar los derechos de visita y custodia, con el fin de lograr algún control sobre la educación, salud y cuidados del hijo o hijos que se quedaron en la agrupación. Los médicos que en tales ocasiones son a menudo consultados, deben tener un conocimiento sólido acerca de las prácticas de las sectas, porque algunos grupos tienen “respuestas” escritas que los padres que están en la secta dan a los de afuera. Estas respuestas hacen que las prácticas de la secta parezcan diferentes de lo que realmente son.

El crecimiento de las sectas y sus efectos sobre los jóvenes, la familia, la vida, y en ciertas áreas políticas y económicas en las dos últimas décadas, han atraído la atención de la opinión pública. Sin embargo, no es sino hasta hace poco que los ciudadanos han tomado conocimiento de su impacto en nuestra sociedad. Algunas sectas han crecido tanto, y son tan ricas, que sus posesiones afectan los impuestos locales, ya que una gran cantidad de las propiedades de la secta está exenta de impuestos.

 

información y asesoría profesional

 

Hasta hace pocos años, los profesionistas de la salud, los ministros religiosos, los educadores, y las familias, tenían pocos lugares o personas a quien consultar sobre cómo tratar asuntos relacionados con sectas. Pero actualmente hay muchos ex miembros de sectas y muchas organizaciones que pueden dar asesoría y ayuda a profesionistas y familias. Las fuentes citadas al final de este capítulo pueden ser útiles a cualquiera que esté buscando información sobre el tema. The American Family Foundation  publica la revista especializada Cultic Studies Journal* y otros materiales sobre sectas. También puede canalizar a doctores y a otros profesionales, con ex miembros de sectas en todo el país. Ellos pueden proveer información y ayuda directa a las familias de jóvenes que han ingresado a alguna organización sectaria. Las familias, los profesionistas de la salud y otros, pueden también encontrar personas en sus propias localidades que les pueden apoyar con información  acerca de las sectas y los procedimientos que utilizan,  así como ponerlos en contacto con familias que tienen parientes en dichas agrupaciones.

 

REFERENCIAS BIBLIOGRÁFICAS

 

 

[1]   Wooden, K. The Children of Jonestown. New York: McGraw-Hill, 1981.
2  Reiterman T, Jacobs JR. The Untold Story of the Rev. Jim Jones and His People. New York: EP Dutton, 1982.
3  Ofshe R, Singer MT. “Atacks on Peripheral versus Central Elements of Self and the Impact of Thought Reforming Techniques”. Cultic Studies Journal 3: pp. 3-24, 1986.
4  Andres R, Lane JR. Cults and Consequences: The Definitive Handbook. Los Angeles: Jewish Federation Council of Greater Los Angeles, 1988.
5  West LJ. “Persuasive Techniques in Contemporary Cults”. En Galanter M. (Ed.) Cults and New Religious Movements. Washington, D.C.: American Psychiatric Press, 1989, pp. 165-192.
6 Hassan S. Combatting Cult Mind Control. Rochester: Park Street Press, 1988.
7 Singer MT, Ofshe R. “Thought Reform Programs and the Production of Psychiatric Casualties”. Psychiatric Annals 20, pp.188-193, 1990.

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Capitulo siete 

LA IMPORTANCIA DE LA INVESTIGACIÓN CIENTÍFICA
EN EL ÁMBITO DE LAS SECTAS

Dr. Michael D. Langone

 

introducción

¿Qué es la investigación y por qué nos tomamos el trabajo de llevarla a cabo?  Según la novena edición del Webster’s New Collegiate Dictionary (l983, p. 1002), una investigación es “la recopilación de información sobre un tema particular”, “la búsqueda o exploración estudiosa, especialmente la investigación o experimentación orientada al descubrimiento e interpretación de hechos, la revisión de teorías aceptadas o de leyes nuevas o revisadas”. Aunque los investigadores profesionales prefieren poner mayor énfasis en la segunda parte de esta definición, la naturaleza multidisciplinaria y el desarrollo reciente de estudios sobre cults (sectas coercitivas)* sugiere la necesidad de no perder de vista la definición más amplia. Por lo tanto, los especialistas religiosos que estudian los textos de grupos sectarios coercitivos, los psicólogos clínicos, los sociólogos o antropólogos que guardan registros de sus observaciones sobre adeptos y sobre sus familias, así como los investigadores que utilizan exámenes psicológicos y estadísticas, pueden contribuir a un mayor conocimiento de este ámbito.

Estos profesionales llevan a cabo investigaciones por cuenta propia y por solicitud de otros especialistas, porque sus métodos sistemáticos y disciplinados proporcionan respuestas más creíbles que las que ofrecen otras opiniones menos informadas. Sin embargo, la sutilidad y la complejidad de las variadas metodologías de los investigadores profesionales hacen que sea muy difícil realizar una investigación realmente definitiva. Como consecuencia, las cuestiones clave sobre un tema concreto pueden no llegar a tener una respuesta completa, incluso después de años enteros de investigación. Eso es lo que ocurre en gran parte en el estudio de las sectas coercitivas.  Hemos aprendido mucho, pero aún quedan bastantes aspectos por entender.

En esta exposición me voy a limitar a distinguir entre sectas coercitivas  y “nuevos” movimientos, ya sean nuevos movimientos religiosos, corrientes psico-terapéuticas innovadoras o nuevos movimientos políticos. Las sectas coercitivas se caracterizan por la inducción o exacerbación sistemática de la dependencia psicológica en un contexto de manipulación orientada hacia la explotación. Los movimientos no coercitivos son relativamente no manipuladores, no explotadores y respetuosos de la autonomía individual.

 

Limitaciones de espacio impiden realizar aquí una revisión multidisciplinaria de todo este tema, por ello me enfoco en el estudio psicológico de dos áreas especialmente preocupantes para quienes trabajamos con víctimas de sectas coercitivas: la frecuencia y la magnitud del daño que ocasionan a las personas. Antes de abordar estos puntos, explicaré algunas cuestiones metodológicas a considerar, al evaluar los reportes que se publican sobre este fenómeno.

 

cuestiones metodológicas relevantes

Al considerar la relación dinámica existente entre grupos sectarios coercitivos y la sociedad, en cualquier momento se pueden identificar, para efectos de investigación, varios grupos sectarios coercitivos con distintos tipos de subgrupos. Por ello, la comparación de estudios e investigaciones sobre grupos sectarios coercitivos, incluyendo los que se analizan en este artículo, es riesgosa. La situación es en cierta medida análoga a la de la investigación de las psicopatologías antes de que existieran las clasificaciones diagnósticas actuales, que aunque más precisas y operativas, distan mucho de ser definitivas.

Aunque se han realizado varias propuestas para hacer más funcional el concepto de sectas coercitivas o cults (Andersen, l985; Ash, l984; Langone, l989), ninguna de ellas ha sido llevada a la práctica, y este término sigue caracterizándose por su gran ambigüedad. Sin embargo, si no sacamos el mayor provecho posible de lo que tenemos, renunciamos a la posibilidad de avanzar.

 

 

el muestreo en la investigación sobre sectas coercitivas

La volatilidad del concepto de sectas coercitivas exige una atención especial a la generalización de los estudios de investigación. Un estudio que abarque a personas de grupos muy diferentes, por ejemplo, puede incluir sujetos de grupos que no son realmente cults o, por el contrario, puede incluir a una mayoría de sujetos de grupos más destructivos o controvertidos. En cualquier caso, la aplicación de los hallazgos de un estudio concreto al grupo amplio de población de adeptos de sectas coercitivas (SC), ofrecería las aristas más interesantes.

Incluso si se limita la capacidad de generalización (por ejemplo, aplicando los hallazgos de un estudio a sólo un grupo), pueden presentarse problemas de muestreo. Es raro cuando los investigadores pueden obtener muestras al azar de un grupo. Las agrupaciones que suelen tener muchas localizaciones geográficas (v.g., los templos de Hare Krishna) pueden variar mucho de un lugar a otro. Las muestras que proceden de la investigación clínica tienden a incluir un número desproporcionado de adeptos o ex adeptos con ansiedad.

Otra limitación en la toma de muestras de ex adeptos, consiste en las dificultades a las que se enfrentan los investigadores a la hora de encontrar sujetos para el análisis. Knight (l986), por ejemplo, sólo pudo localizar a 20 de los 60 ex miembros del Centro para la Terapia de los Sentimientos. Considerando la tendencia de las personas con trastornos graves a experimentar “depresiones”, es muy posible que los ex adeptos más angustiados sean los que tengan menos probabilidad de atraer la atención de los investigadores.

Los estudios que han requerido la cooperación de grupos sectarios coercitivos, incluso en casos publicados, a veces revelan posibles desviaciones en sus muestreos. En la mayoría de los estudios de Galanter sobre la Iglesia de la Unificación, por ejemplo, se consiguió virtualmente una cooperación completa, mientras que Gaines, Wilson, Redican y Baffi (l984) no llegaron a recibir ni una sola respuesta a los cien cuestionarios que enviaron por correo a miembros activos de grupos sectarios coercitivos. Esta disparidad genera cuestionamientos sobre las motivaciones, y por extensión, sobre la veracidad de estudios sobre grupos de sujetos oficialmente aprobados por una SC. Estas dudas aumentan si se considera que los porcentajes de colaboración por parte de los sujetos estudiados pueden variar mucho. El estudio de Galanter sobre los moonies (Galanter, l983), por ejemplo, contó con el cien por ciento de cooperación en una reunión organizada por la Iglesia de la Unificación. Sin embargo, en su estudio de seguimiento de moonies casados (Galanter, l986), sólo el 66% completó el cuestionario de investigación. Aunque se trataba de un cuestionario enviado por correo (por lo que cabía esperar un porcentaje menor de cooperación), es posible que un número desproporcionado de quienes no llenaron el cuestionario hubiera tenido una experiencia negativa y que, al ser miembros dedicados de la Iglesia de la Unificación, no se mostraran dispuestos a reconocerlo, ni siquiera ante sí mismos. De aquí que se limitaran a no contestar el cuestionario. Estas sutilezas metodológicas pueden ser soslayadas fácilmente por los estudiosos de campo de las sectas coercitivas.

Ungerleider y Wellisch (l979) reconocen abiertamente la cuestión de las motivaciones subjetivas, aunque no le atribuyen tanta importancia como otros:

“Sin embargo, indicamos que, si así se nos pedía, estaríamos dispuestos a presentar nuestros hallazgos en un juicio. De todas formas, nunca llegó a ser requerido. Eso fue lo que motivó a muchos adeptos a cooperar con nosotros. Los que no estuvieron durante mucho tiempo en una secta coercitiva, colaboraron sobre todo por su deseo de ampliar sus conocimientos sobre el tema. Es importante tener en cuenta que no prometimos a los adeptos que nuestros hallazgos serían positivos o útiles para ellos” (p. 279).

Muchos de los sujetos de estas investigaciones, obviamente, deseaban parecer “normales” (lo que constituye un hallazgo del investigador) para ayudar a sus grupos en procesos judiciales que estaban involucrados. Los elevados niveles en la escala de respuestas falseadas en los estudios que se utilizaron (el MMPI*) generan aún más dudas sobre la credibilidad de los hallazgos de estos estudios. Más aún, Ash (l984) indica que quienes presentan trastornos disociativos suelen mostrar “normalidad” en las pruebas objetivas, pero muestran psicopatología en las proyectivas, como ocurre en los dos únicos estudios sobre grupos sectarios coercitivos que han utilizado pruebas proyectivas (Dutsch & Miller, l983; Spiro, l982). Por su parte, Levine y Salter (l976) ni siquiera administraron tests psicológicos:

“No se administraron tests formales a los adeptos, aunque eso entraba en el objetivo inicial (…) este plan se abandonó porque los adeptos desconfiaban mucho de los tests, de quienes los administraban, así como de la sociedad en general en lo que se refiere a nuestras actitudes respecto a ellos (temían ser descubiertos)” (p. 412).

La credibilidad de un grupo de población tal, queda necesariamente disminuida por los temores tan fuertes a participar en una investigación científica.

 

la recabación de datos

Los cuestionarios y exámenes psicológicos. Cuando se utilizan para estudiar a los adeptos de SC, estos métodos tienen las siguientes ventajas: 1) todos los sujetos están expuestos al mismo “estímulo”; 2) son fáciles y relativamente económicas de administrar; 3) permiten la recabación de datos cuantificables; 4) algunos tests psicológicos han pasado por investigaciones muy complejas, y muchas de ellas proporcionan normas estandarizadas para que los sujetos de estudio puedan ser comparados.

Los cuestionarios y los tests psicológicos tienen las siguientes desventajas: 1) muchos son retrospectivos y, por lo tanto, las respuestas pueden reflejar recuerdos inexactos; 2) son medidas sobre información proporcionada por el sujeto mismo y, por lo tanto, las respuestas pueden reflejar variables psicológicas que inclinan a los sujetos a responder de forma imprecisa; 3) a menudo no detectan variables sutiles, como pueden ser las motivaciones ambivalentes; 4) es posible que no midan realmente lo que pretenden medir (sobre todo si los sujetos no han sido sometidos a pruebas psicométricas rigurosas).

Entrevistas. Éstas pueden ser estructuradas y no estructuradas. Las primeras pueden tener todas las ventajas de los cuestionarios y de los exámenes psicológicos (existen tests de entrevistas estandarizados, por ejemplo el Hopkins Symptom Check List), a la vez que tienen una mayor flexibilidad y proporcionan información no verbal registrada por los entrevistadores, los cuales pueden variar algo sus protocolos para ajustarse a las circunstancias.

Las entrevistas semiestructuradas o no estructuradas, aunque no son tan fáciles de cuantificar como las estructuradas, ofrecen la gran ventaja de tener mayor flexibilidad, pero a costa de una menor precisión y control, así como de mayores distorsiones generadas por el entrevistador. Las entrevistas no estructuradas suelen ser más apropiadas para una investigación de tipo exploratorio.

Cuando las entrevistas incluyen datos retrospectivos, la probabilidad de distorsiones aumenta de forma evidente. Pero un entrevistador experimentado puede reducir el impacto de este factor y conseguir información no accesible mediante medidas “de papel y lápiz”.

Estudios de caso clínico: El estudio de caso clínico es, en cierta forma, una variedad de entrevista con ciertas características distintivas. Su principal ventaja sobre otros tipos de entrevistas es que permite una comprensión más amplia y profunda de la psicología del paciente/sujeto de estudio.  Esto resulta de la duración de la psicoterapia y del grado de confianza entre el terapeuta y el paciente/sujeto. En ocasiones, este método es el más efectivo para obtener información útil porque, por ejemplo, se puede saber tan poco sobre un tema que sea imposible desarrollar entrevistas, tests o cuestionarios realmente efectivos.

Puede considerarse que el fenómeno de las sectas coercitivas entra en esta categoría. Si las acusaciones de engaño contra las SC son ciertas, los entrevistadores o los investigadores que se limitan a utilizar medidas “de lápiz y papel”pueden verse confundidos. Los investigadores clínicos, especialmente cuando trabajan con varios adeptos de SC  que no se conocen entre sí, pueden ser más efectivos a la hora de observar la “personalidad” grupal que los sujetos tienden a adoptar. Aunque quizás su trabajo no arroje la luz necesaria sobre aspectos de frecuencia (pues sus muestras presentan necesariamente una desviación hacia el sector que necesita ayuda), sí ayudan a entender los procesos que dañan a los adeptos a grupos sectarios coercitivos.

Los métodos clínicos de investigación son también los más apropiados para el trabajo forense sobre posible daño físico. Estas situaciones exigen la opinión de un experto sobre cómo han afectado a una persona los procesos específicos de un grupo concreto. Otros métodos de estudio pueden resultar útiles para llegar a conclusiones generalizadas (por ejemplo, la frecuencia de daño a miembros de una secta coercitiva específica), pero no pueden contribuir de forma significativa a contestar a la pregunta de si el entorno de una SC específica ha dañado a una persona determinada. Realmente, parece poco probable que las investigaciones experimentales de procesos de persuasión extrema puedan llegar a arrojar luz sobre el fenómeno de la conversión inducida, porque hay limitantes éticas que impiden llevar a cabo ese tipo de investigación. Muchos de los experimentos pioneros sobre la influencia social (p. ej. Milgram, l974) no serían posibles hoy en día debido a un entorno ético más restrictivo en lo referente a la investigación con seres humanos.

Observación natural: La observación natural de un grupo sectario coercitivo puede ser breve o extensa, y estructurada o no estructurada. La observación extensa no estructurada (por ejemplo, la observación participante) introduce a los investigadores a las actividades diarias de un grupo. Por lo tanto, este método debería facilitar “la penetración dentro de las fronteras que los adeptos levantan para guardar los secretos de familia” (Balch, l985, p. 32). Sin embargo, los observadores de un grupo, aunque pueden estar en mejor posición que los psicoterapeutas para entender los procesos del mismo, quizás no estén bien posicionados para comprender los procesos psicológicos individuales. Es más, “el (los) sistema(s) de conceptualización de los investigadores puede(n) afectar de forma significativa su percepción, descripción e interpretación del fenómeno estudiado” (Langone & Clark, 1985, p. 96), tanto como la contratransferencia puede afectar el análisis clínico de un caso de psicoterapia. Balch (l985) describe este proceso en su propia investigación:

“Luego de volver de una secta de OVNIS, di varias charlas sobre dicho grupo, en las que intentaba desmontar ciertas ideas erróneas favorecidas por los medios de comunicación, sobre todo las referidas al tema del control de la mente. Mis descripciones se centraban en los aspectos voluntarios de la pertenencia al grupo e ignoraba casi por completo las formas que tenían Bo y Peep de utilizar la dinámica de grupo para generar conformidad. No fue sino hasta después de un tiempo, luego de entrevistar a algunos desertores y de reflexionar sobre los modelos reflejados en mis notas de campo, que empecé a apreciar las sutilezas de la presión social establecida al interior del grupo. Entonces, con una mayor perspectiva, me di cuenta de que mis esfuerzos por defender a la secta coercitiva de cargos infundados, me habían conducido a tergiversar mis descripciones, realizando informes selectivos” (p. 33).

 

Otros procedimientos de observación más estructurados, como los empleados por investigadores de terapia conductista, ayudarían a reducir las distorsiones causadas por el marco interpretativo del observador. Aunque ya se ha realizado una propuesta para utilizar este tipo de métodos (Langone, l989), hasta el momento no se han llevado a cabo estudios que los utilicen. Resulta evidente que necesitamos protocolos de observación que sean sensibles a las sutilezas psicológicas y capaces de penetrar en la personalidad del grupo.

 

métodos estadísticos y de medición

Los métodos estadísticos utilizados para la investigación sociológica y de la conducta humana varían desde los más simples y sinceros a los más misteriosos. A veces, un estudio excelente requiere métodos simples (v.g. una comparación t de medias). En otras ocasiones, un estudio mal concebido puede obscurecer sus deficiencias confundiendo al lector con métodos estadísticos complejos. A menudo debe llevarse a cabo un trabajo gigantesco para determinar qué métodos son los apropiados para un estudio concreto, y es necesario prestar una gran atención a detalles sutiles de la metodología. Gonzalez (l986) da un ejemplo al respecto en una crítica realizada a uno de los estudios de Galanter:

 
”El mayor hallazgo de Galanter es que los adeptos ‘experimentan realmente una reducción de su bienestar psicológico al cabo de mucho tiempo de unirse a la secta coercitiva’ (p. 1579). Sin embargo, basa su observación en una comparación entre los adeptos a la Iglesia de la Unificación que llevan mucho tiempo (N=237) analizados en un estudio (Galanter et al., l979) y las personas que se unieron a esta iglesia después de un taller de 21 días de duración (N=9) procedentes de otro estudio (Galanter, M., l980). Por lo tanto, Galanter está comparando medias procedentes de muestras cuyos tamaños mantienen una relación 1/25. Con una diferencia tan grande en N, debería haberse realizado una prueba F para valorar si la prueba t seguía teniendo validez, pero ésta no se llevó a cabo. También resulta interesante observar la profunda diferencia en la varianza entre los dos grupos comparados: para el grupo mayor (N=237), se calculó una varianza de 289, mientras que el grupo menor (N=9), la varianza calculada fue de 400. Cuando la muestra mayor tiene una varianza menor, la probabilidad de encontrar datos estadísticamente significativos aumenta considerablemente, quizás hasta el nivel de significación unilateral. El valor t quizás no habría resultado significativo si no hubiera existido una diferencia tan grande entre el volumen de las muestras y sus varianzas” (pp. 30-31).

 

 

posibles distorsiones generadas por el investigador

La polémica relacionada con el fenómeno de las sectas coercitivas está originada, en gran parte, porque las cuestiones preocupantes se centran en tres temas ante los cuales los seres humanos, incluidos los científicos, pueden tener respuestas muy emocionales: la religión, la política (en su sentido más amplio) y la autonomía psicológica. Las críticas dirigidas contra las SCimplican que: a) es más fácil influir sobre la mente humana de lo que la gente quiere admitir (autonomía psicológica); b) algunos grupos religiosos (y psicoterapéuticos y políticos) pueden ser corruptos y destructivos (religión); c) hay que defender el status quo, sean cuales sean sus defectos, contra la depredación de las sectas coercitivas (política). Las emociones que generan estas cuestiones pueden afectar los esfuerzos de los investigadores de formas muy diferentes.

La sutileza del prejuicio. Hay una anécdota divertida que ilustra este punto. Cuando el Dr. Clark y yo revisábamos una conferencia presentada en una de las pocas reuniones en las que han participado investigadores “a favor” y “en contra” de las sectas coercitivas (Langone & Clark, l985), recibimos una comunicación del organizador de la conferencia, el cual estaba editando los textos de la reunión. Intentando presentar algunos de los puntos metodológicos descritos anteriormente, habíamos escrito:

“Si bien estas reacciones emocionales son comprensibles, los profesionales deberían intentar estar por encima de las emociones (aunque evidentemente es más fácil decirlo que hacerlo) y, al menos, escuchar realmente a aquellos con quienes no están de acuerdo”.

El editor cambió considerablemente el significado de esta frase añadiendo “de la salud mental” a “profesionales”, lo que implica que sólo los ignorantes profesionales de la salud mental sucumben a las reacciones emocionales y a los prejuicios. Por supuesto, protestamos enérgicamente y se eliminó el añadido del editor. Sin embargo, gran parte del trabajo de investigación actual se caracteriza por este tipo de artimañas.

 

errores comunes

No escuchar la posición contraria: Este tipo de intrusión de los prejuicios en el proceso de investigación en el ámbito de las sectas coercitivas hace que sea difícil para los eruditos, como observamos el Dr. Clark y yo, “escuchar realmente a las personas con quienes no están de acuerdo”. Yo, por ejemplo, estoy fatigado de leer octavillas de los “anti-anti-sectarios” que afirman que todos los críticos de sectas coercitivas y explotativas, independientemente de su afiliación académica, se subscriben a una caricatura del concepto del lavado de cerebro. Schuller (l983) ha criticado fuertemente a los ‘pro-sectarios’ que aceptan esta visión del lavado de cerebro:

“La noción de Bromley y de Shupe sobre la coerción no va más allá del uso de la tortura y de las amenazas violentas, por lo que resultaría raro que algún día se condenara a alguien por manipulación injustificada del comportamiento humano. Han construido un argumento falso que atribuyen a los críticos de las sectas coercitivas y que es fácilmente refutable (…) A menos que se deba al uso de violencia física, suponen que el ‘libre albedrío’ opera de forma intacta. Si se trabaja con nociones tan absolutas, se llegan a ignorar distinciones obvias (por ejemplo cuando un reclutador de los Moonies o un vendedor de automóviles usados está utilizando el engaño, la culpa o los argumentos forzados en su método de venta) y a construir rompecabezas muy exóticos. Por ejemplo, Bromley y Shupe especulan sobre la masacre revolucionaria de Jonestown en la cual ‘Jones persuadió a sus seguidores adultos, sin utilizar las armas, de que tomaran cianuro. Presumiblemente, entonces actuaron libremente’. ¡Si no se utilizan las armas, todo lo que queda es pura libertad!” (Shuller, l983, pp. 9-10)*.

Algunos académicos y organizaciones “pro sectas coercitivas” parecen haberse entretenido mucho atacando una y otra vez este argumento falsificado. Pero las posiciones que mis colegas y yo hemos propuesto desde hace años son, me atrevería a decir, más matizadas (véase Singer, Temerlin, & Langone, l990 para una formulación reciente de los procesos sectarios de coerción que a menudo se denominan lavado de cerebro). Los ataques repetidos contra esta visión caricaturesca del lavado de cerebro socavan el tratamiento clínico adecuado de los ex adeptos y de sus familias porque los especialistas clínicos y los que sólo conocen este punto de vista tienen muchas probabilidades de caer en la actitud contraproducente de culpar a la víctima. Con esto no pretendemos afirmar que los adeptos no juegan un papel en sus propias conversiones. Una formulación anterior de la posición articulada conjuntamente con mis colegas (Clark, Langone, Schecter & Daly, l981) ponía especial énfasis en una perspectiva persona-situación sobre las conversiones a lassectas coercitivas. Margaret Singer afirma en un artículo publicado en Psychology Today frecuentemente citado (Singer, 1979) que “muchos se han unido a estas ‘nuevas sectas religiosas coercitivas’ durante periodos de depresión y de confusión” (p. 72). Sin embargo, no debe subestimarse la capacidad que tiene el entorno de la secta coercitiva para persuadir y controlar a los adeptos y a los neófitos. Como indica Singer (l987), la persuasión puede abrirse camino a través de la razón, de la coacción o de los subterfugios. El poder de los entornos sectarios no proviene de la coacción física simple de la ya citada caricatura del lavado de cerebro, ni siquiera de los procesos mucho más sofisticados de reforma del pensamiento de los prisioneros de guerra (PDG), a veces denominada síndrome DDD: debilidad, dependencia y temor —debility, dependency & dread, en inglés— (Farber, Harlow, & West, l956). Su poder se basa en el subterfugio que induce y mantiene la dependencia, o sea, un “nuevo” síndrome DDD: engaño, dependencia y temor —deception, dependency & dread, en inglés.

argumentos  ad hominem

El problema de malinterpretar o de no entender con quién se disiente, es, en el campo forense, más delicado que en cualquier otro. Durante los últimos quince años, distintos profesionales han desempeñado papeles centrales como testigos expertos en casos legales de juicios por daños psicológicos en los que ex adeptos de SC se enfrentaban a sus antiguos grupos. Muchos de esos casos dependen del testimonio sobre persuasión coercitiva o reforma del pensamiento. Muchos de los que se oponen a la presencia de estos testigos expertos parecen temer que los éxitos legales en esa área estén amenazando la libertad religiosa. Por otro lado, los críticos de las sectas coercitivas creen que estos éxitos limitarían el abuso psicológico perpetrado por grupos que son, y seguirán siendo, considerablemente libres.

Aunque esta cuestión incluye emitir juicios con los cuales distintas personas pueden no estar de acuerdo, la naturaleza de la oposición del sistema legal parece, sobre todo en el campo a favor de las SC, haberse traspasado al campo de la investigación, donde tiene influencia sobre los métodos y conclusiones de los investigadores. La experiencia de la Dra. Margaret Singer, preeminente experta como testigo en casos por daño psicológico, resulta ilustrativa. La Dra. Singer se ha visto sujeta a lo que, en mi opinión, podría interpretarse como una campaña de “asesinato de carácter”.  Ella fue injustamente acusada de violación de la ética en su testimonio forense pero la American Psycological Association desestimó los cargos. A continuación, una serie de informes, que parecen haber sido instigado por apologistas de las sectas coercitivas, la acusaron injustamente de ser una renegada científica y de utilizar conceptos rechazados por “la comunidad científica”. En resumen, fue falsamente acusada de dar apoyo a la caricatura del lavado de cerebro descrita anteriormente. Sin embargo, cuando muchos psicólogos y psiquiatras respetados acudieron en su defensa, y cuando se señaló que su trabajo había aparecido en pilares tan importantes de la ortodoxia médica como el Merck Manual of Diagnosis and Treatment (Singer, l987) y el Comprehensive Texbook of Psychiatry (West & Singer, l980), los ataques cambiaron de dirección. Más recientemente, quizás por la credibilidad de sus publicaciones, los apologistas de las sectas coercitivas parecen haber cambiado de objetivo en sus estrategias.

Generalizaciones y exageraciones: Las distorsiones descritas anteriormente magnifican la tendencia frecuente a la generalización excesiva. En algunos casos, como se ha comentado anteriormente, este hecho puede estar relacionado con la toma de muestras no representativas para un estudio. Pero en otras ocasiones puede tener que ver con informes selectivos. Algunos investigadores pro sectas coercitivas, por ejemplo, parecen desestimar todos los efectos dañinos atribuidos a estas agrupaciones, etiquetando los testimonios de ex adeptos como “cuentos de atrocidades” (Bromley & Shupe, l981). Sin embargo, parece que aceptan los informes de quienes siguen siendo miembros de sectas coercitivas sin pasarlos por el cedazo de la crítica, y llegan a la conclusión de que absolutamente todas las sectas coercitivas son positivas y que cumplen con una función similar a la de la psicoterapia (Kilbourne & Richardson, l984). El investigador Balch (l985), aunque no comulga con la posición anti sectas coercitivas, parte de lo publicado por Bromley y Shupe para disfrazar el lado más sórdido de lasSC:

“Si bien valoro su esfuerzo por contrarrestar la impresión de que las sectas coercitivas son de alguna manera especialmente diferenciadas y peligrosas, me pregunto si Woodward y Bernstein habrían llegado alguna vez a descubrir el caso Watergate si hubieran utilizado con el gobierno el enfoque que Bromley y Shupe utilizan para investigar a las sectas coercitivas” (p. 26).

Al igual que los académicos pro sectas coercitivas pueden negar que dichas organizaciones produzcan daño a sus miembros, las posiciones “anti sectas coercitivas” pueden negar que estos grupos tengan efectos beneficiosos, o al menos que no produzcan daño. Aunque algunos expertos han razonado de forma convincente y sobre bases teóricas que todos los miembros de sectas bona fide se ven hasta cierto punto afectados negativamente (Ash, l984), la variedad de sectas coercitivas, así como de reacciones individuales, la experiencia clínica y ciertos estudios de investigación (como Galanter, l989) hacen que me incline a afirmar que el daño psicológico no es universal en las sectas coercitivas, aunque puede ser bastante frecuente e incluso normativo. Desafortunadamente, algunos críticos de las sectas coercitivas no reconocen esto explícitamente, sino que generalizan en exceso a partir de su propio trabajo, en el cual han encontrado que el daño es frecuente.

 

la frecuencia: ¿qué tantas personas se unen a sectas coercitivas?

Parece ser que la mayoría de las sectas coercitivas son reducidas y cuentan con apenas unos centenares de miembros. Sin embargo, algunas tienen decenas de miles de adeptos y un poder financiero formidable.

Zimbardo y Hartley (l985), en su encuesta por muestreo aleatorio de mil estudiantes de enseñanza secundaria del área de la bahía de San Francisco, descubrieron que el 3% de los estudiantes afirmaba ser miembro de algunasecta coercitiva, y que el 54% de ellos había tenido al menos un contacto con algún reclutador. Bloomgarden y Langone (1984) realizaron un informe según el cual el 3 y el 1.5% de los estudiantes de dos barrios de Boston, afirmaba ser miembro de una SC. Bird y Reimer (l982), en entrevistas a poblaciones adultas de San Francisco y Montreal, descubrieron que aproximadamente el 20% de los adultos había participado en “movimientos de nuevas religiones o pararreligiosos”, aunque más del 70% de las participaciones eran transitorias. Otro dato de este estudio, y Lottick (l993), sugieren que aproximadamente el 2% de la población estadounidense ha participado en grupos que a menudo se consideran “sectarios”. Por lo tanto, parece razonable considerar que al menos cuatro millones de estadounidenses han estado en “grupos sectarios coercitivos”.

Sin embargo, como dice West (l990, p.137), “las sectas coercitivas pueden operar con éxito porque en un momento determinado la mayoría de sus miembros no sabe todavía que están siendo explotados, o no pueden expresar este conocimiento por inseguridad, vergüenza o miedo”.

 

cuantificando el daño

Teniendo presentes las limitaciones metodológicas comentadas líneas atrás, quiero tocar el punto siguiente: ¿qué nos dicen las publicaciones especializadas respecto a los daños que ocasionan las sectas coercitivas a sus miembros?

Algunas investigaciones sugieren que el nivel de daño asociado a las SC religiosas puede ser menor de lo que indican los informes clínicos, al menos en lo que respecta a algunos grupos. Levine y Salter (l976) y Levine (l984) descubrieron pocas evidencias de deterioro en entrevistas estructuradas realizadas a más de cien adeptos a sectas coercitivas, aunque ambos autores observaron un cierto “carácter repentino y brusco en el cambio” (p. 415). Ross (l983), quien administró una batería de pruebas entre las que incluía el MMPI a 42 adeptos de Hare Krishna, en Melbourne, Australia, informó que todas las “puntuaciones y hallazgos se encontraban dentro de la gama normal, aunque los adeptos mostraban un ligero deterioro de su salud mental (medido en el MMPI) después de l.5 años en el movimiento, y una ligera mejoría después de tres años de pertenencia al grupo” (p. 416). Ungerleider y Wellisch (l979), quienes entrevistaron e hicieron pruebas a 50 adeptos o ex adeptos a sectas coercitivas, no descubrieron “evidencias de locura ni de enfermedad mental en el sentido legal” (p. 279), aunque, como ya hemos comentado anteriormente, los miembros presentaban altos niveles de mentiras en sus respuestas según el MMPI. En estudios sobre la Iglesia de la Unificación (Galanter, 1983), los investigadores descubrieron mejoras en el bienestar según declaraciones de los adeptos, de los cuales aproximadamente una tercera parte había recibido tratamiento por trastornos mentales antes de unirse al grupo. Otis (l985) examinó datos de una encuesta realizada a dos mil miembros de Meditación Trascendental (MT) en l971. Quienes habían dejado la secta coercitiva presentaban un nivel considerablemente menor de efectos adversos que los meditadores con experiencia, y el “número y la gravedad de las quejas estaban directamente relacionados con la duración de la meditación” (p. 41). Existía un modelo consistente de efectos adversos, entre los cuales estaban la ansiedad, la confusión, la frustración y la depresión. Los “datos generan dudas serias sobre la naturaleza inocua de la MT” (p. 46).

 

conductas sexuales y maltrato

Antiguos miembros de una “SC de psicoterapia” (Knight, l986) afirmaron que habían tenido relaciones sexuales con alguno de los terapeutas (25% de los sujetos), que les habían sido asignados compañeros sexuales (32%), que dormían menos de seis horas al día (59%), que recibían empujones y golpes durante las sesiones terapéutica al menos de forma ocasional (82%), que recibían malos tratos al menos de forma ocasional (78%), y que sufrían abuso verbal (97%). Estos sujetos, el 86% de los cuales se sentía dañado por la experiencia, también afirmaban haber sufrido depresión (50%) e interrupción de la menstruación (32%).

En Conway et al. (1986), los ex miembros afirmaban haber sufrido las siguientes experiencias durante su estancia en distintas sectas coercitivas: relaciones sexuales con los líderes (5% en general, pero 60% en la secta Los Niños de Dios), trastornos menstruales (22%) y castigos físicos (20%). Conway y Siegelman (l982) afirman en su informe que ex adeptos estudiados experimentaban sensaciones como de “flotar” (52% de los sujetos), pesadillas (40%), amnesia (21%), alucinaciones y espejismos (14%), incapacidad para romper los ritmos mentales de los cánticos (35%), explosiones violentas de ira (14%) y tendencias suicidas o autodestructivas (21%).

 

Galanter (l983) estudió sesenta y seis casos de ex adeptos de la Iglesia de la Unificación de Moon, los cuales, según las estadísticas de Barker (l983), deberían representar aproximadamente la mitad del número total de miembros. Galanter afirma que “la gran mayoría (89%) tenía la sensación de ‘haber sacado cosas positivas’ de su estancia en la SC”, aunque un porcentaje ligeramente inferior (61%) creía que el “Reverendo Moon tenía un impacto negativo sobre los adeptos”, y sólo una ligera mayoría (53%) creía que los “miembros actuales deberían abandonar la Iglesia de la Unificación” (p. 985). Galanter también descubrió que el 36% de los que respondieron a la entrevista indicaba la existencia de “problemas emocionales graves en algún momento después de abandonar la secta coercitiva”; el 24% había “buscado ayuda profesional para sus problemas emocionales” después de salir del grupo; y el 3% (es decir, dos entrevistados) habían sido hospitalizados por este tipo de problemas durante ese intervalo (p. 985). Esos hallazgos tenían consistencia con informes clínicos aparecidos durante los años setenta y principio de los ochenta. Sin embargo, es interesante señalar que Galanter se inclinaba a veces a darle un “giro” positivo a sus hallazgos, incluso hasta decidió escribir que “sólo (énfasis añadido) una ligera mayoría (53%) creía que los ‘adeptos actuales deberían abandonar la Iglesia de la Unificación’”. Estamos ante un porcentaje bastante grande si consideramos que, de acuerdo con las investigaciones clínicas y un sinfín de informes de ex adeptos, los miembros de la Iglesia de la Unificación son adoctrinados para asumir que la Iglesia siempre tiene razón y que, si no están de acuerdo, estarán siempre equivocados. Así, Langone et al. (texto en preparación) han descubierto que la supresión del derecho a disentir es una de las cinco características más importantes de las sectas coercitivas. Por lo tanto, los índices de daño utilizados por Galanter, aunque son indirectos y no pequeños, probablemente son una subestimación.

 

El estudio mencionado anteriormente (Langone et al., en preparación) presenta un cuadro aún más negativo de la experiencia en sectas coercitivas. El 88% de los sujetos estudiados considera que su grupo era dañino (37%) o muy dañino (51%). Durante un tiempo medio de seis a siete años de pertenencia al grupo, el 11% de los sujetos estudiados afirmó haber sufrido abuso sexual. El 68% de los sujetos conoce a una media de 28 ex adeptos que no se ha puesto en contacto con fuentes de ayuda. Por lo tanto, aproximadamente 5 mil 500 personas conocidas por esos sujetos no han buscado ayuda, y sin embargo, el 30% cree que “todos o casi todos” sus amigos o conocidos, tuvieron dificultades para reajustar su vida después de pertenecer al grupo. El 21% consideraba que la “mayoría” había tenido dificultades, el 4% que la “mitad”, el 13% que “algunos”, el 6% contestó “casi nadie”, y el 25% no estaba seguro.

 

 

niveles elevados de ansiedad

Martín, Langone, Dole, & Wiltrout (l992) utilizaron varios instrumentos, incluidos el Millon Clinical Multiaxial Inventory (MCMI) para valorar el estado psicológico de 111 ex adeptos de SC. Estos investigadores afirman que:

“Esta muestra de ex adeptos se caracteriza por presentar niveles anómalos de ansiedad en varios escalas de síntomas clínicos y de personalidad. De las personas que completaron el MCMI-I, el 89% presentaba BR’s (‘Base Rates’… indica la presencia de algún trastorno) de 75 o más en, al menos, una de las primeras ocho escalas. Además, 106 personas de un total de 111 (95%) que completaron el MCMI en el Momento I presentaban al menos una puntuación BR en una de las escalas del MCMI. La idea de que este grupo de población formado por ex adeptos sufre realmente ansiedad se ve reforzada por una puntuación media de 102 en el HSCL (Hopkins Symptom Check List), en la cual se considera que puntuaciones de 100 son indicativas de la necesidad de atención psiquiátrica. Es más, estos ex adeptos presentaban una media de 72 en la SBS-HP [ Staff Burnout Scale] que indica ‘desgaste personal’ y más de una desviación estándar sobre la media de la muestra de Martín (l983) sobre trabajadores paraeclesiásticos” (pp. 231,234).

Yeakley (l988) administró a 835 miembros de la Iglesia de Cristo (Movimiento de Boston, abreviado BCC) el Myers-Briggs Type Indicator (MBTI), un instrumento psicológico que clasifica a la gente según el sistema de tipos de Carl Jung. Las distintas personas pueden diferenciarse según la forma en que tienden a percibir (algunas más orientadas por los sentidos, otras más orientadas por la intuición), la forma de juzgar (guiada por el razonamiento versus guiada por los sentimientos), y por sus actitudes básicas (extraversión versus introversión). Isabel Myers y Katherine Briggs, quienes desarrollaron el MBTI, añadieron una nueva dimensión a la tipología de Jung: la forma preferida por la persona a orientarse hacia el mundo exterior. Esta orientación puede ser de juicio o de percepción. Por lo tanto, el MBTI produce 16 tipos de personalidad, basados en las permutaciones de esas variables. Yeakley pidió a los sujetos del estudio que respondieran a las preguntas del MBTI tal y como creían que las habrían respondido cinco años antes de su conversión, tal y como lo sentían en el momento de realizar la prueba, y tal y como creían que las responderían después de cinco años más de permanencia en la BCC. El estudio descubrió que “una gran mayoría de los de adeptos de la Iglesia de Cristo de Boston cambiaba de puntuaciones de tipo psicológico en las versiones de pasado, presente y futuro del MBTI” (p. 34) y que los “cambios observados en las puntuaciones de tipo psicológico no se debían al azar, dado que se producía una clara convergencia en un único tipo”(p. 35). El tipo hacia el que convergían los adeptos era al del líder del grupo. Las comparaciones realizadas con adeptos a denominaciones de la corriente principal no presentaban convergencia, pero ésta sí ocurría en adeptos de otros “grupos sectarios coercitivos”, aunque hacia tipos diferentes de aquél en el que convergían los miembros de la BCC. Yeakley concluye que “existe una dinámica de grupo operativa en toda congregación que influye en sus miembros para que cambien de personalidad para ajustarse a la norma del grupo”(p. 37). Aunque este estudio no examina directamente las observaciones clínicas que afirman que las personalidades de los adeptos a sectas coercitivas se doblegan, por decirlo de alguna manera, para encajar en el grupo.

 

análisis y conclusiones

Las observaciones clínicas (Ash, l985; Clark, l979; Langone, l991) e investigaciones (Galanter, l989; Langone et al., en preparación) sugieren que la gente se une a las sectas coercitivasmientras está pasando por periodos de estrés y de transición, cuando está más abierta a lo que el grupo tiene que decir. Aproximadamente uno de cada tres adeptos ha sufrido trastornos psicológicos antes de entrar en la SC, como lo demuestra el hecho de haber recibido asesoramiento o psicoterapia antes de la experiencia en el grupo (con cifras que varían desde el 7% hasta el 62% de los sujetos representados en ocho estudios [Barker, l984; Galanter et al., l979; Galanter & Buckley, l978; Knight, l986; Spero, l982; Schawartz, l986; Sirkin & Grellong, l988]). Sin embargo, parece que la mayoría estaba formada por personas relativamente normales antes de ingresar a la agrupación.

Algunos estudios citados anteriormente (Levine, l984; Ross, l983; Ungerleider & Wellisch, l979) descubrieron que los adeptos a sectas coercitivas obtienen puntuaciones situadas entre los valores considerados normales para los tests psicológicos o las entrevistas psiquiátricas. Galanter (l983) encontró un cierto mejoramiento en el bienestar general de los adeptos, lo cual atribuyó a una base psicobiológica de “efecto aliviante” en los “grupos carismáticos”. Wright (l987) y Skonord (l983) descubrieron que el abandonar un “grupo sectario” es muy difícil por la presión psicológica, un hallazgo que resulta consistente con las observaciones clínicas. Es muy evidente, como se ha comentado anteriormente, la ansiedad psicológica que se produce cuando la gente abandona los “grupos sectarios coercitivos”. Y sin embargo, la mayoría acaba abandonando el grupo. ¿Por qué? Si eran infelices antes de entrar en él, si aumentaron su felicidad al pertenecer al grupo, si recibieron presiones para quedarse, de todas formas se fueron y quedaron con niveles más altos de ansiedad que antes de salir del grupo, ¿qué podría haberles empujado a marcharse y a permanecer alejados de la SC?

una verdad dolorosa es mejor que una mentira piadosa

La inevitable conclusión parece ser que la experiencia en las sectas coercitivas no es lo que parece (al menos para los grupos que consideran importante presentar un “rostro feliz” ante la opinión pública), ni para los observadores acríticos, ni para los adeptos bajo la influencia psicológica del grupo. Los observadores críticos, empezando por Clark (l979) y Singer (l978), parecen tener razón en su opinión de que mecanismos de defensa de disociación ayudan a los miembros de sectas coercitivas a adaptarse a las intensas y contradictorias demandas del entorno sectario. Mientras los adeptos no se rebelan contra el control psicológico del grupo, pueden parecer “normales”, al igual que una persona con un trastorno de personalidad múltiple puede, algunas veces, parecer “normal”. Sin embargo, esta aparente personalidad normal, como afirma West (l992), es una pseudoidentidad. Cuando los adeptos a las sectas coercitivas dejan los grupos, “se abren las compuertas” y sufren. Sin embargo, no suelen regresar porque el sufrimiento que experimentan después de salir de la SCes más genuino que la “felicidad” que experimentaban mientras estuvieron en ella. Una verdad dolorosa es mejor que una mentira piadosa.

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Este trabajo es una edición adaptada de la ponencia La investigación en el ámbito de las sectas, del Dr. Michael Langone, presentada en el II Congreso Internacional sobre Grupos Totalitarios y Sectarismo (Barcelona, España, 23 y 24 de abril de l993).

 

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Capítulo Ocho

Veintidós años después de jim jones y guyana:
¿qué hemos aprendido?

                                                                                    Dr. César Mascareñas

introducción

Durante la conferencia internacional Jonestown Memorial, realizada en Chicago entre el 13 y el 15 de noviembre de 1998, me reuní con la Dra. Margaret Thaler Singer para realizar esta entrevista exclusiva. De cabello cano, grandes anteojos y con su característica mirada analítica, la Dra. Singer se dispuso a sostener una amplia conversación y poner a disposición de la Revista Académica para el Estudio de las Religiones — la cual publicó originalmente este trabajo— casi 30 años de experiencia en la investigación clínica en el campo de  las sectas destructivas. Margaret Singer es actualmente la psicóloga clínica con mayor experiencia a nivel mundial en el estudio y tratamiento de los efectos de la manipulación sectaria en la mente de los individuos. Profesora emérita de psicología de la Universidad de California, Berkeley, la Dra. Singer ha escrito más de cien artículos en journals especializados, libros de texto de medicina y psiquiatría y ha dictado conferencias en Finlandia, Dinamarca, España, Italia, Alemania, Venezuela, Inglaterra y Canadá. Ha sido asimismo consultora de los gobiernos de Inglaterra y Estados Unidos en casos relacionados con este tema.

 

Singer inició sus labores docentes en la Escuela de Medicina de la Universidad de Colorado, impartiendo cursos sobre análisis crítico a los estudiantes. Posteriormente trabajó para el ejército de Estados Unidos durante la Guerra de Corea, estudiando las técnicas de adoctrinamiento que eran empleadas por el gobierno coreano en los prisioneros de guerra norteamericanos. Desde esa época comenzó a hacer investigación de campo sobre las llamadas técnicas de “Reforma del Pensamiento” que utilizaba Mao Tse Tung, en China, para mantener estricto control de las personas bajo su régimen. Después de la guerra, trabajó para la División de Investigación del Instituto Nacional de la Salud en Estados Unidos. En ese entonces, a principios de los años sesenta, muchas familias comenzaron a relatarle historias sobre algunos de sus miembros que estaban siendo proselitados por nuevas agrupaciones religiosas. Estudiando el fenómeno, descubrió que distintas sectas contemporáneas estaban utilizando programas coordinados, de influencia coercitiva, muy similares a los de Mao en China. Fue entonces cuando decidió enfocarse de lleno a la investigación de los procesos de control coercitivo que utilizan este tipo de agrupaciones y a diseñar tratamientos adecuados para los jóvenes y adultos que salían de las sectas. Hasta hoy, la Dra. Margaret Singer ha tratado a más de 4 mil pacientes directamente relacionados con el ámbito sectario. Sus programas de rehabilitación reportan un alto índice de recuperación.

Entre los casos más conocidos la Dra. Singer ha tenido la oportunidad de atender personalmente a víctimas del legendario grupo religioso El Templo del Pueblo, dirigido por el tristemente célebre Jim Jones, quien terminó sus días en la masacre de Guyana. Asimismo, brindo tratamiento clínico a ex integrantes de la secta de David Koresh, en Waco, y mas recientemente a personas del grupo Puerta del Cielo o Heaven’s Gate. La vasta experiencia clínica de esta especialista y su conocimiento de primera mano de casos como los anteriores son un recurso indispensable para entender mejor las dinámicas de las sectas destructivas en el contexto del nuevo milenio.

 

Mascareñas  Dra. Singer, ¿podría decirme, de acuerdo a su experiencia, cuál es la principal característica de una secta suicida?

Dra. Singer   De acuerdo a mi experiencia, se deben estudiar las declaraciones, la biografía del líder de la secta, para darse cuenta de lo que ha dicho (él o ella) durante su vida, para saber de qué manera podría actuar al tener control sobre las personas. Lo que los sobrevivientes del caso de Jim Jones, en Guyana, me han dicho es, primero, que en Estados Unidos, a nivel nacional, las autoridades gubernamentales ya se estaban dando cuenta y, que mucha gente había dejado el grupo y, probablemente muchos lo hubieran hecho si hubiesen podido. Para Jim Jones ésta fue la justificación para hacer que los seguidores que quedaban tomaran, a su mandato, el cianuro mezclado con Kool-aid. Y estaban obligados a tomarlo porque había guardias armados alrededor, adiestrados para disparar si no lo bebían.

Mascareñas  ¿En casos como éste estaríamos hablando de un liderazgo con una psicopatología?

Dra. Singer   Sí. Lo que estamos señalando con el término “psicópata” es tal vez algo que hemos notado la mayoría de los que estudiamos sectas y a líderes de sectas destructivas; por psicópata no queremos decir una persona que presenta alucinaciones auditivas o visuales, sino que nos referimos  a una persona que no tiene escrúpulos para vivir del dinero, del trabajo y de la vida de otras personas, sin experimentar ningún sentimiento de culpa por hacerlo. No sienten culpabilidad por mentir y engañar a la gente para que los sigan. Tales personas creen que están por encima de la ley. Ésta es una característica de muchos líderes de sectas de acuerdo con historias verídicas que hemos podido obtener sobre dirigentes de sectas contemporáneas.

Mascareñas  ¿Se conoce alguna característica especial de las personas que siguen a este tipo de liderazgo, o cualquiera puede convertirse en seguidor?

Dra. Singer   He entrevistado a más de 4 mil personas que han estado en una u otra de las múltiples sectas que actualmente existen en Estados Unidos y en otros lugares. He descubierto una gran variedad de tipos de personas, pero, todos fueron reclutados, captados por las sectas, en el momento en que se encontraban en medio de dificultades. Por ejemplo, cuando un pariente había muerto, al haber perdido el trabajo, al no haber entrado en la universidad que deseaban, etc. Algo había pasado que los había desilusionado y que los tenía deprimidos. La mayoría de las grandes sectas, e incluso algunas de las pequeñas, enseña a sus seguidores a quién se deben dirigir. Tratan de reclutar principalmente a gente de buena conducta, pero que se ve un poco deprimida. Algunas de las sectas incluso envían a sus seguidores a proselitar afuera de las oficinas de registro de las universidades, ya que en ese lugar los estudiantes renuncian a cursos, pues se dan cuenta que han fracasado. Las sectas captan a estos jóvenes adultos, a sabiendas de que están deprimidos porque han reprobado en alguna clase, u otra cosa por el estilo. Así que la manera en que han sido reclutadas estas personas, que estaban deprimidas y que en ese momento se sentían solas, fue mientras estaban en un período muy vulnerable. En dichas condiciones, los seres humanos, según indican las investigaciones psicológicas, nos encontramos más abiertos a ser persuadidos por otras personas.

Mascareñas  Así que no depende de la personalidad, las costumbres, la experiencia, la educación o la riqueza. Depende de una situación en el momento específico.

Dra. Singer   Sí. El comentario que a menudo se hace es que la persona estaba en el estado de ánimo inapropiado, en el lugar equivocado, en un momento inadecuado, cuando fue reclutada por un miembro de una secta.

Mascareñas  ¿Podría comentar sobre alguna técnica especial que utiliza el o los líderes de una secta para manipular a la gente y llevarlos a una obediencia ciega?

Dra. Singer   Sí. Lo que he estudiado por casi 30 años, analizando en detalle docenas y docenas, si no es que cientos de grupos, es que los líderes consiguen el control y vuelven a la gente dependiente de ellos, paso a paso, de manera que la gente no se dé cuenta cuánto está cambiando. El proceso es algo así: primero la secta capta a la gente por medio de adulaciones y de diversos engaños. Según me han dicho algunos que se unieron a sectas, allí creían que estaban haciendo algo que iba a mejorar a la humanidad y que a ellos iba a hacerlos mejores personas. Pero después de muchas semanas, meses, e incluso años dentro del grupo, se dan cuenta de que lo único que estaban haciendo era proporcionarle más riqueza y más poder al líder de la secta y, que ni la humanidad, ni otros miembros, ni ellos mismos, habían mejorado.  Habían sido sólo herramientas de un hombre, o una mujer, que promovía su propio poder y riqueza.

Mascareñas  ¿Conoce usted algunos sobrevivientes de Jonestown?

Dra. Singer   Sí. Trabajé con muchas personas que habían dejado la secta de El Templo del Pueblo antes de que sucediera lo de Jonestown, y después también hablé con casi todos los que regresaron de Jonestown y con quienes pertenecían a la agrupación y que vivían en el área de California.

Mascareñas  ¿Cuáles fueron los efectos psicológicos, en primer lugar, en los sobrevivientes de Jonestown, y en segundo lugar, de la gente que dejó El Templo del Pueblo antes del famoso suceso en el que murieron 914 personas?

Dra. Singer   Lo que noté entre los que salieron antes y los que salieron después, fue la culpabilidad y el dolor por haber forzado a parientes y amigos a ir a Guyana. He hablado con jóvenes que dijeron que fueron obligados por gente de la más cercana a Jim Jones, para que se llevaran a las ancianas, especialmente aquellas de raza negra y de edad avanzada, que no querían continuar viviendo en Estados Unidos. Las llevaban al aeropuerto de San Francisco, de Boston, o volaban de cualquier otro lugar, y literalmente las introducían en el avión explicándole a los sobrecargos que la persona tenía miedo porque nunca había volado y que iba a llegar a un lugar maravilloso en donde la iban a cuidar. Entre estos hombres que entrevisté, hay uno que literalmente empujó a su novia a esto y ella murió en Jonestown. Todas estas personas, unas que materialmente forzaban a la gente a irse y otras que simplemente convencían a sus parientes y amigos para unirse a El Templo del Pueblo, todavía sienten que contribuyeron a su muerte.

Mascareñas  ¿Podría narrar alguna experiencia positiva de estas personas, vista décadas después?  Ahora que ven hacia atrás, ¿pueden decir que hubo algo bueno en su experiencia dentro de la secta?

Dra. Singer   Por lo general, dicen que no valió la pena.  Sin embargo, como la mayoría de las personas que se involucran en las sectas es buena, suelen hablar acerca de haber entablado buenas relaciones interpersonales. Es lo mismo que sucede entre usted y yo, que nos conocimos en reuniones profesionales y formamos un buen vínculo. Creo que esta gente a veces no reconoce lo agradable de las relaciones humanas, pero aun ese gusto fue poco, al compararlo con la miseria, el temor y el terror que vivieron. He entrevistado gente que ha pertenecido durante  20 años a alguna de las grandes sectas internacionales. Una mujer lo expresó acertadamente: “Quiero hacerle saber que yo era una persona de alto rango en el grupo, y a pesar de que sonreía, de que me veía bien, que vestía con propiedad, en ningún momento me sentí segura, porque el líder tenía completo control y en cualquier momento por la voluntad de él todo tu estatus, toda tu seguridad la podías perder inmediatamente”. Yo creo que la gente no se da cuenta de que algunas de las sectas tienen sus propios sistemas penitenciarios. Tienen sistemas de encarcelamiento ya sea en tierra o en barcos a donde mandan a la gente que por alguna razón tiene malas relaciones con alguno de la jerarquía y especialmente con el líder del grupo.  Esta mujer dijo que ni un solo día, durante los 20 años que estuvo ahí, se sintió segura porque sabía que le podían quitar su estatus, su seguridad y su comodidad de manera arbitraria, al sonido del látigo del líder.

Mascareñas  ¿Puede volver a la normalidad el comportamiento de estas personas que han tenido este tipo de experiencias en una secta? ¿Tardan años?, ¿meses?

Dra. Singer   Sí. He comprobado, y esto es una señal alentadora, que aunque las personas hayan sufrido toda clase de conflictos respecto a su conducta en el grupo, sí les hemos podido ayudar con consejería psicológica, haciéndoles ver lo que el adoctrinamiento en la secta produjo en su habilidad para razonar y para poder pensar libremente, ya que a menudo en las sectas —y esto es universal— el líder les dice que deben contener todo tipo de pensamientos negativos hacia él, hacia lo que dice, o hacia el grupo. Lo que pasa es que la gente aprende a frenar su razonamiento, y sucede que el pensamiento crítico y el juicio racional son bloqueados. Me han explicado que cuando salen de la secta ya no pueden realizar el trabajo que antes solían hacer porque están bloqueados. Les sucede exactamente lo mismo que cuando tenían pensamientos críticos acerca de la secta o del líder. Sus mentes han sido entrenadas para detener el razonamiento crítico, pues éste les produce ansiedad y de esta manera se evaden para evitarla. Esto le sucede a la mayoría de las personas que han estado en alguna secta, especialmente en aquellas que enseñan a la gente a disociarse, o sea, a no pensar y a no sentir. Les toma mucho tiempo volver a ejercer el pensamiento crítico como el suyo y el mío, o el de nuestros colegas, nuestros vecinos, nuestros amigos o nuestra familia, en donde tenemos continuamente toda clase de pensamientos racionales.

El sistema racional de ellos ha sido fracturado y eso puede durar mucho tiempo. Algunas personas que han estado en lo que llamo “grupos de meditación con la mente en blanco”, con alguno que se dice gurú o que se llama “swami”, en vez de enseñarles los métodos que por siglos se han usado para reflexionar, estos autonombrados gurús enseñan que se debe dejar de pensar. Esta pobre gente podrá haber tenido carrera universitaria antes de entrar con ellos, pero ahora tiene la mente dañada, su pensamiento está desconectado aunque se vean como usted y yo. Necesitan hablar con personas normales para que puedan entender que su pensamiento está desconectado y fragmentado.  Tienen que empezar de nuevo y tienen que volver a tomar cursos de entrenamiento para su trabajo, porque en todos los meses o años que estuvieron en la secta tuvieron que bloquear su mente cada vez que un pensamiento crítico venía a ellos. Usted sabe que esto es lo que hace la ciencia, es lo que hace que nuestro mundo siga caminando. Cuando uno está en una educación con un sistema democrático usted puede levantar la mano y preguntarle al maestro: “¿Y qué sucede con…?”,y el maestro le contesta: “Todavía no se sabe qué es esto pero hay gente trabajando en ello.  Fue una buena pregunta para darnos cuenta en dónde y en qué estamos faltos”. O también podría decir: “La información la puede encontrar en tal o cual libro”. Sin embargo, cuando las personas salen de las sectas tengo que trabajar mucho con ellas en grupos pequeños para que se den cuenta que no son las únicas que tienen ese problema mental. Esto es algo de lo que los psicólogos comunes no se dan cuenta. Si no han trabajado con gente que como usted, yo y otros hemos estudiado cómo los procesos de pensamiento han sido descarrilados por los líderes de las sectas para tener el control de la gente y hacerla dependiente, temerosa y culpable, no sabrán cómo ayudarlos para que vuelvan a razonar de una manera adecuada.

Mascareñas  ¿Estamos hablando de que la recuperación total lleva entonces mucho tiempo?

Dra. Singer   Sí. A menudo le digo a la gente que ha estado en una secta por mucho tiempo, que podemos trabajar juntos, que puedo sugerirles muchas cosas y recomendarles muchas cosas para leer, pero que no quiero que se preocupen.  También les puedo citar muchas investigaciones bien documentadas que muestran que después de un trauma importante en la vida, como por ejemplo perder un pariente, haber estado en la guerra o cualquier otra cosa, el tiempo promedio para la recuperación son dos años. He trabajado con gente, como una mujer a la que estoy tratando ahora, que estuvo en una secta 17 o 18 años.  Ella me llama de una parte lejana en Estados Unidos, me llama cada semana porque algún pensamiento relacionado con la secta le vuelve a venir y dice que no hay nadie en esa parte del mundo donde vive con quien pueda hablar.  Así que paga una cuenta de teléfono muy alta por llamarme, y hablamos. No es porque esté loca ni porque padezca una enfermedad psiquiátrica, sino que tiene necesidad de volver a hablar sobre algo que revivió en su pensamiento.

Mascareñas De acuerdo con su experiencia, ¿podría decir si la gente es feliz cuando está en una secta?

Dra. Singer   Mi experiencia dice que la secta los obliga a sonreír. Se ven más sonrientes que usted y yo o que nuestros colegas porque los obligan a decir: “Me siento muy bien, nunca he estado más feliz en toda mi vida”, y ríen, ríen y ríen. Sin embargo, los pacientes reportan que estaban llenos de ansiedad casi todo el tiempo que pasaron dentro. Con excepción, claro, de algunos que estaban en el liderazgo, pues tenían privilegios, tenían mejor comida; a algunos les daban automóvil porque eran productivos (lo que quiere decir que traían mucha gente a la secta), servían en los cursos, en fin, lo que le producía al líder más poder y más dinero. Por lo tanto, su vida era mucho mejor que la que habían llevado antes. Pero la mayoría de los miembros de las sectas me ha comunicado sus ansiedades y sus temores, debido a lo que ya hemos hablado que hacen los líderes. En la atmósfera de las sectas se acusan los unos a los otros, o se cuentan cosas acerca de otros, además de que reportan cualquier transgresión a las reglas por pequeña que ésta sea. También hacen que la gente se confiese, como lo hacían con Jim Jones. Casi todos los líderes tienen este tipo de confesiones donde se supone que vas y dices:    “He estado pensando en huir”, y te metes en grandes problemas si dices la verdad o si hablas con alguien. Es muy difícil tener amigos dentro de una secta porque si alguna persona no informa sobre las actividades de otra, y el líder lo llega a saber, se mete en un gran problema.  Esas personas dicen que nunca se sintieron realmente seguras. Si usted o yo nos sentimos mal, podemos hablar de ello en un jardín, en la biblioteca; allí hablamos con un amigo y le decimos: “Oh, me siento tan mal hoy”, y él nos responde: “Ven hablemos un poco”. Pero cuando usted está en una secta no puede confiar en nadie porque puede ser acusado de ser débil, por no ser ejemplo perfecto como el líder espera que usted sea. El temor, la culpa y la ansiedad están siempre presentes.

Mascareñas Así que estamos hablando de sintomatología neurótica.

Dra. Singer   Así es, es una neurosis de ansiedad escondida. Conocí a un joven hace tiempo que estaba en un grupo. No había estado ahí más de dos años y sus padres le pidieron que fuera a hablar conmigo, lo cual hizo por respeto. Las pupilas de este joven estaban muy dilatadas, como las de las personas que están muy ansiosas. Este chico había hecho estudios universitarios premédicos, antes de entrar en la secta y estuvimos hablando de ellos, de cómo se había desempeñado en ellos y de sus cursos.  De pronto, tomé mi bolsa, y saqué un pequeño espejo y lo puse delante de él y le dije:  “Quiero que te veas en el espejo y que mires cómo se ven tus pupilas en este momento. ¿Sabes qué quieren decir esas pupilas tan dilatadas?¡Que estás aterrorizado!, pero no por mí. Has sido enseñado por el líder de tu secta a que debes temer hablar acerca de él. Te puedo asegurar que nunca le voy a decir lo que hablemos, y nunca lo sabrá.  Vamos a seguir hablando y voy a dejar aquí el espejo, para que te veas en él, y te apuesto que te vas a dar cuenta cómo cambian tus pupilas, porque acabo de romper ese encanto mágico que se ejercía sobre ti, que provoca esa continua ansiedad en la que has vivido”.  Este joven volvió a los estudios, terminó y se graduó en la Escuela de Medicina, se casó con una joven que conoció mientras estudiaba, y todo salió bien. Ocasionalmente me visita cuando pasa por el lugar donde vivo y me dice:  “Margaret, ¿todavía traes aquel espejo en tu bolsa?”.  Él dice que se había convencido a sí mismo de que no tenía ansiedad, de que en realidad era muy espiritual, pero de repente al llamar la atención a su ansiedad su mente empezó a conectarse. Entendió por lo que en realidad  estaba pasando.

Hay muchas historias de miembros de sectas que tienen la mirada vidriosa y asustada mientras te comentan lo felices que son. Yo quisiera prevenir a las personas para que cuando vean a algún pariente o amigo que está en alguna secta y que les cuenta lo feliz que está, no escuchen las palabras, sino que mejor observen detenidamente cómo se ve la persona: ¿es capaz de llevar una conversación como lo hacemos usted y yo, en donde me pregunta y respondo, donde hay una interacción e intercambio de información? Observen con detenimiento qué tan ansiosa se ve, si realmente están interactuando.

Mascareñas Esto me lleva a otra pregunta. ¿Qué signos o qué síntomas puede buscar un padre en sus hijos para poder detectar si está en una secta psicológicamente destructiva?

Dra. Singer   Creo que los padres deben leer mucho más, ir a bibliotecas en sus ciudades, conseguir libros como los que tenemos en esta convención acerca de las sectas; yo he escrito un libro llamado Cults in our Midst, he escrito muchas, muchas cosas, al igual que lo han hecho muchos otros. Los hay en varios idiomas: español, inglés, alemán, francés, griego, para que puedan tener un panorama y se puedan dar cuenta de la gran cantidad de gente manipuladora que hay en el mundo y cómo se están llevando lo mejor de los jóvenes a sus grupos. En juntas con los padres también les diría que empiecen temprano, cuando sus hijos están chicos, y que les expliquen que no toda la gente que se encuentran es digna de confianza, que nunca sigan ciegamente a la gente que conocen en la universidad, en la preparatoria, o en sus actividades deportivas.  Deben tener libertad para acercarse a sus padres, a sus abuelos, a miembros adultos de la familia, a personas que hayan conocido por mucho tiempo, para platicarles de lo que el nuevo amigo está tratando que hagan, o sobre esa organización que los está proselitando. Yo animo a los padres a que lean, que adquieran información por todas partes. Algunos padres dicen: “No quiero llenar a mi hijo de temor”, pero esto no es hacerlos temerosos, es hacerlos sabios, es hacerlos perceptivos. Los padres que instruyen a sus hijos como he mencionado, están haciendo a sus hijos más firmes y seguros, van a poder hacer preguntas y poder acercarse a las personas que han conocido durante mucho tiempo, y a su familia en la que pueden confiar. Algunos me han dicho:  “Profesora, pero yo nací en una secta y en mi adolescencia entendí que debía huir, pero no sabía a dónde ir. Pensé en mis abuelos, pero ¿cómo podré llegar a ellos, cómo me pondré en contacto con ellos?”. Es bueno recordar que hay familiares, tíos, tías, alguien que nos puede dar asilo y ayudar a volver a empezar; porque usted y yo, como la mayoría de los educadores, nos enfocamos a ayudar a las familias para la prevención, al capacitar a los jóvenes.

Mascareñas Así que esta interacción social es una medida preventiva para evitar que la gente caiga en esta clase de sectas.

Dra. Singer   Creo que los padres, los maestros, los líderes de jóvenes, deben leer para que sepan cómo hay personas que persuaden y engañan a otros. Actualmente estoy trabajando en un libro de historia y encontré cómo 500 años antes de Cristo, en Grecia, ya escribían acerca de formas de persuasión correcta e incorrecta.  La gente siempre ha sabido que hay hombres y mujeres en la sociedad que no llevan a la gente a cooperar por medios democráticos, sino que usan la falacia, los engaños. Las autoridades policiacas están mucho más conscientes de esto que la sociedad en general cuando les hablo acerca de la manipulación mental. Un estafador es alguien que se gana la confianza de las personas y a través de engaños les quita el dinero, las propiedades y los lleva a cumplir ofrecimientos a su conveniencia.  En Estados Unidos, muy pronto, una de cada cinco personas será mayor de 65 años y, debido a que es un país muy grande, la gente suele vivir muy lejos de sus parientes. Por ello, actualmente estoy trabajando con grupos de ancianos, ya que los estafadores y los líderes de las sectas suelen engañarlos. Estamos intentando instruirlos para que no sean ultrajados por estos grupos.

Mascareñas Esto es muy interesante. Usted hablaba ayer sobre la educación de los niños y un programa educativo de análisis y razonamiento crítico. ¿Será ésta una medida preventiva que pueda ser exitosa?

Dra. Singer   Ciertamente así lo espero. Ayer hablaba en la conferencia sobre el tipo de educación que recibí en la preparatoria y en la universidad, donde recibíamos cursos de lógica, y nuestros profesores nos enseñaban cómo los comerciales de la televisión mostraban solamente el lado amable del producto, ya fuese mantequilla, pan, leche o zapatos tenis, y cómo darnos cuenta de qué era de lo que nos querían convencer en realidad. En ese entonces, no solamente teníamos esos cursos, sino que también teníamos clases sobre análisis de publicidad porque en aquellos tiempos, durante la Segunda Guerra Mundial, se escuchaba todo tipo de propaganda que decía que todos estaban mal, excepto ellos; y nuestros profesores nos llevaban a analizar cada una de estas posiciones, el enfoque, la lógica, y los engaños utilizados en la propaganda. En la actualidad he hablado con catedráticos universitarios y casi no se están ofreciendo este tipo de cursos en las universidades a no ser que se estudie un posgrado en filosofía. No existen muchas materias sobre pensamiento crítico o análisis de propaganda. Yo desearía que estas materias volvieran a enseñarse ya que son de mucha ayuda.

Mascareñas Éste es un punto de vista interesante para saber lo que tenemos que hacer en países donde, aunque el fenómeno está emergiendo y creciendo, no tenemos el problema tan severo como lo tiene Estados Unidos.

Dra. Singer   Cierto. Las sectas se van a dirigir a los países subdesarrollados, a aquellos que no son fuertes económicamente, para tomar a la gente con carrera universitaria. Como lo que sucedió en Japón con Shoko Asahara y la secta de La Verdad Suprema, y no es que Japón sea un país subdesarrollado, sino que ellos reclutaban doctores y gente con posgrados en este país, para utilizar la educación de ellos con fines proselitistas en países del tercer mundo, enfocándose principalmente a la gente más inteligente y mejor educada. En su país deben educar a los estudiantes universitarios de medicina, ingeniería, arquitectura, etc., en el desarrollo del pensamiento crítico para que no sean captados y utilizados por las sectas.

Mascareñas ¿Se considera que los gobiernos en todos los países deben recibir educación sobre este tema tan importante?

Dra. Singer   Absolutamente. Ya vimos lo que La Verdad Suprema fue capaz de hacer. También hemos visto lo que las organizaciones terroristas a nivel mundial han hecho. Los gobiernos realmente deben aprender más y recibir instrucción para desarrollar estrategias dirigidas principalmente a la educación y a la prevención.  La humanidad nunca será perfecta, pero siempre debemos intentar ser mejores.

 

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[1] El término Nuevos Movimientos Religiosos, de hecho, es a menudo impreciso. No se puede aseverar que todos los grupos que se suelen denominar así sean nuevos. Algunos son expresión de tradiciones muy antiguas.

[2] Aprobado por el papa Juan Pablo II, el 25 de junio de 1992.

[3] La perspectiva de Rodríguez viene desde la psicología y las ciencias de la información a través de estudios de campo muy extensos durante 27 años. Sus aportes al conocimiento del tema de las dinámicas sectarias son innegables. Sin embargo, coincido con Chomsky en que hay en la psicología una tendencia a querer abarcar ámbitos fuera de su competencia. En ese sentido, debo disentir con las posturas filosóficas personales de Rodríguez.

[4] Sería el equivalente en español a su concepto en inglés de guruism.

[5] Subrayado del autor.

[6] Para más al respecto, véase: Erdely, Jorge, Suicidios colectivos rituales: un análisis interdisciplinario, en CIENCIA Ergo Sum (Revista científica multidisciplinaria de la Universidad Autónoma del Estado de México) Vol.7, No 1, 2000; pp.67-80.

 

[7] Un tratamiento más detallado del tema se presentó en mi ponencia De Guyana a Uganda en el simposio “Nuevos Movimientos Religiosos en Europa y Latinoamérica”. VIII Congreso Latinoamericano de Religiones y Etnicidad. Padua, Italia, 4 de julio, 2000.

 

[8] El tema de los grupos apocalípticos que generan suicidios colectivos y actos de violencia organizada contra la sociedad es bastante amplio. Para profundizar más, véase la segunda edición de mi libro Suicidios colectivos: rituales del nuevo milenio (México DF: Publicaciones para el Estudio Científico de las Religiones, 2002)

Para un enfoque analítico sobre atentados terroristas como el del 11 de septiembre de 2001: Erdely, Jorge, Terrorismo religioso: la guerra del siglo XXI (México: Publicaciones para el Estudio Científico de la Religiones, 2001).

[9] La apreciación no pretende ser exhaustiva.

[10] El periodista latinoamericano Ricardo Alemán muestra dos ejemplos clásicos muy ilustrativos en: “La Luz del Mundo y Nueva Jerusalén. Votos cautivos a cambio de impunidad”. Columna Itinerario Político. El Universal, 24 de junio de 2000, pág. A-23.

[11] Si los Nuevos Movimientos Religiosos (NMR) son realmente nuevos y esa etiqueta es correctamente aplicada en muchos casos, es materia de otro interesante debate. Como ya se ha mencionado, la realidad es que muchos llamados NMR incorporan o sincretizan creencias que no son nuevas, y otros reclaman ser herederos de tradiciones muy antiguas. El concepto es, pues, todo, menos preciso.

* Esta puntual observación de Hochman fue eventualmente corroborada por la casuística. Véase al respecto: Erdely, Jorge. Suicidios colectivos: Rituales del Nuevo Milenio, 2ª  edición (México D.F.: Publicaciones para el Estudio Científico de las religiones, 2002). Nota del Editor.

* Siglas en ingles de la American Civil Liberties Union. Nota del Editor.

* Se consideran estados delirantes crónicos, pero no demenciales ni disociativos.

 

Parece contradictorio que Marzal clasifique, por ejemplo, al pentecostalismo como secta y posteriormente como Iglesia. Sin embargo, esto se debe a que él considera que éstas después se transforman en lo que llama Nuevas Iglesias.

* Apologistas de las sectas es una frase popular en Estados Unidos, utilizada por lo general para referirse a individuos o asociaciones dedicadas a defender —a menudo a ultranza— prácticas controversiales, y con frecuencia delictivas, de diversas sectas. Nota del Editor.

* Ahora Cultic Studies Review. Nota del Editor.

*     El idioma inglés hace una diferenciación entre los conceptos religiosos clásicos de facción ideológica y grupos con conductas peligrosas, antisociales, y explotativas. Las palabras usadas respectivamente son sect y cult.  Semánticamente la palabra secta en inglés no conlleva generalmente una noción negativa como en el español.  Cult se traduce literalmente al castellano como culto, pero no equivale a la idea del término en inglés. En un sentido religioso, culto en castellano se entiende como “ritos, ceremonias y liturgias para tributar homenaje” a una persona, cosa o deidad(es) (Diccionario de la Lengua Española. Vigésimo primera edición. Madrid. Real Academia Española, 1992, p. 624). Por lo anterior, traducir cult al español como culto para referirse a grupos sectarios con las características mencionadas, es erróneo. Para  mantener las distinciones semánticas del idioma inglés entre sect y cult en este texto, se traduce cult como secta coercitiva.

El término secta coercitiva es parecido al de secta destructiva, acuñado por el psicólogo social español Álvaro Rodríguez y puede usarse como un equivalente funcional del concepto de cult que maneja el Dr. Langone, siempre y cuando se tenga en cuenta que además del aspecto de praxis coercitiva que rompe parámetros éticos de influencia social definidos, Langone incluye en su definición, la dimensión explotativa de la organización sectaria, así como la devoción extrema a una figura o idea central.Nota del Editor.

 

 

 

* MMPI: siglas en inglés del examen denominado Minnesota Multiphasic Personality Inventory. Este test es el instrumento clínico estandarizado más frecuentemente utilizado para hacer valoraciones psicológicas. Incluye una escala para detectar  respuestas falseadas con la intención de crear una impresión que no corresponde con la realidad que experimenta del paciente. Nota del Editor.

* Nota del editor: Bromley y Shupe (B & S) han sido peculiarmente descuidados en varias investigaciones. El argumento que critica acertadamente Shuller está, además de todo, fundado en un análisis incompleto de los datos históricos disponibles a los investigadores. B & S, en aras de defender su postura extrema de que no existe la manipulación psicosocial en las sectas destructivas, sencillamente omiten dicha información. Sin embargo, el consenso académico y los datos históricos refutan claramente a Bromley y Shupe. En el caso de Guyana sí se accionaron armas contra miembros de El Templo del Pueblo que se negaron a suicidarse y a otros se les obligó a cerlo bajo amenazas a punta de fusil. Otro subgrupo participo en el suicidio como rito sin  mediar coacción de ese tipo. Nota del Editor.

REFERENCIAS BIBLIOGRÁFICAS

 

[i]   Wooden, K. The Children of Jonestown. New York: McGraw-Hill, 1981.

 

[ii]   Reiterman T, Jacobs JR. The Untold Story of the Rev. Jim Jones and His People. New York: EP Dutton, 1982.

 

[iii]   Ofshe R, Singer MT. “Atacks on Peripheral versus Central Elements of Self and the Impact of Thought Reforming Techniques”. Cultic Studies Journal 3: pp. 3-24, 1986.

 

[iv]   Andres R, Lane JR. Cults and Consequences: The Definitive Handbook. Los Angeles: Jewish Federation Council of Greater Los Angeles, 1988.

 

[v]   West LJ. “Persuasive Techniques in Contemporary Cults”. En Galanter M. (Ed.) Cults and New Religious Movements. Washington, D.C.: American Psychiatric Press, 1989, pp. 165-192.

 

[vi] Hassan S. Combatting Cult Mind Control. Rochester: Park Street Press, 1988.

 

[vii] Singer MT, Ofshe R. “Thought Reform Programs and the Production of Psychiatric Casualties”. Psychiatric Annals 20, pp.188-193, 1990.